giovedì 28 agosto 2008

IL FIGLIUOL PRODIGO E SUO PADRE

Credo che il figlio prodigo (vedi Luca 15) tornò a casa grazie alla sua storia con il padre. Questo giovane conosceva il carattere del padre, e sicuramente aveva ricevuto tanto amore da lui. Altrimenti, perché mai sarebbe ritornato da un uomo che lo avrebbe trattato con rabbia e vendetta, che lo avrebbe picchiato e gli avrebbe fatto restituire fino all’ultimo centesimo di quello che aveva scialacquato?

Il figlio prodigo sicuramente sapeva che se fosse tornato non sarebbe stato maltrattato o condannato per i suoi peccati. Probabilmente pensò: “So che mio padre mi ama. Non mi rinfaccerà il peccato. Mi riaccoglierà”. Quando hai quel genere di storia, puoi sempre ritornare a casa.

Notate come il padre del figlio prodigo lo “prevenne” con la benedizione della benignità. Il giovane era intenzionato ad offrire una confessione sincera al papà, perché ne aveva ripetuto le parole per tutto il tragitto di ritorno. Ma quando si trovò di fronte il padre, questi non gli diede neanche l’opportunità di confessarsi. Il padre lo interruppe correndogli incontro e abbracciandolo.

“Egli dunque si levò e andò da suo padre. Ma mentre era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione; corse, gli si gettò al collo e lo baciò” (Luca 15:20). Il padre era così felice che il figlio fosse tornato, che lo coprì di baci dicendo: “Ti amo, figlio mio. Torna a casa e sii restaurato”.

Il padre fece tutto questo prima che il figlio potesse completare la sua confessione. Il giovane fu solo capace di mormorare l’inizio del suo discorso. Ma il padre non ne aspettò la conclusione. Per lui, il peccato del giovane era cosa già sistemata. L’unica risposta del padre fu quella di emettere un ordine ai suoi servi: “Mettete un vestito a mio figlio e fategli indossare l’anello. Preparate una festa, perché celebreremo. Che tutti gioiscano, perché mio figlio è tornato a casa!”.

Per il padre il problema non era il peccato. L’unica cosa che aveva in mente era l’amore. Voleva che suo figlio sapesse di essere accettato, prima ancora di poter pronunciare una confessione. E questo è il punto che Dio vuole far comprendere a tutti noi: il Suo amore è più grande di tutti i nostri peccati. “La bontà di Dio ti spinge al ravvedimento” (Romani 2:4).