lunedì 21 febbraio 2011

RENDENDO CONTINUAMENTE GRAZIE

“Rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio e Padre nel nome del Signor nostro Gesù Cristo” (Efesini 5:20).

La questione del rendimento di grazie era così importante nella teologia di Paolo che egli la ripete tre volte. (1) “parlandovi gli uni gli altri con salmi, inni e cantici spirituali”, (2) “cantando e lodando col vostro cuore il Signore”, e (3) “Rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio e Padre nel nome del Signor nostro Gesù Cristo” (Efesini 19-20).

Senza fede non possiamo fare tutto questo come dovremmo. Siamo schiacciati da così tanti problemi e avversità;certamente Dio non vuole che fingiamo. Mi sembra che Paolo ci abbia fornito la chiave quando ci dice “ … fatelo al Padre”. Il grande predicatore Giovanni Calvino disse che tali canti e continui rendimenti di grazie sono finzione ed ipocrisia se non siamo pienamente persuasi che Dio sia nostro Padre.

A volte le nostre labbra fremono dal dolore, tanto da non poter cantare; non ci va di rendere grazie. Le circostanze difficili frantumano il nostro spirito. Ci sono momenti in cui il cuore grida: “Signore, sono così aggravato dalle preoccupazioni da riuscire a malapena ad alzare la testa”. “Signore, trovo difficile lodare e ricordare inni nel mio cuore. C’è troppo timore, dolore e dubbio”.

Sì, non è facile rispondere a questa importante verità. Dio non è severo con noi quando soffriamo. Siamo i Suoi figli. Ma queste parole ci vengono offerte per trovare consolazione e sollievo in tali momenti. Ci concentriamo così tanto sulle nostre difficoltà che perdiamo più che solo il canto, ci allontaniamo sempre più dalle promesse eterne di Dio. Nonostante tutto ciò che affrontiamo, il nostro Signore ci dice: “RENDI GRAZIE DEL CONTINUO”.

Diveniamo ingrati per tutto ciò che ha fatto nel passato. Ci avviluppiamo in preghiere solo per noi stessi, i nostri bisogni, le nostre famiglie, non riusciamo ad alzare gli occhi per vedere le sofferenze altrui, che stanno soffrendo più di noi.

Sono veramente convinto da questa parola di Paolo. Voglio affrontare il domani determinato a cantare al mio Signore e rendere grazie per un giorno intero, per tutte le cose, in ogni cosa. Potrebbe essere un canto non udibile; potrebbe essere fievole inizialmente; ma dev’esserci una potenza nel farlo, per fede, altrimenti non ci sarebbe stato ripetuto tre volte.

Oh che leggere diecimila volte questo messaggio ti faccia sforzare a cantare con me, quale gioia porterebbe al cuore del Padre. Poi, per finire riposando nella verità che Dio ha udito il tuo grido, sappi che Egli sta operando la soluzione persino ora e ogni giorno, quindi continua a rendere grazie del continuo e non smettere mai di cantare canti d’amore al nostro prezioso Signore e Salvatore.