giovedì 11 dicembre 2008

LA PRESENTE GENERAZIONE NON SA NULLA SULLA SOPPORTAZIONE

Sopportare significa “andare avanti nonostante le avversità; soffrire pazientemente senza arrendersi”. In breve, significa resistere o non cedere. Ma questa parola non significa molto per l’attuale generazione. Molti cristiani oggi sono gente arrendevole – lasciano i loro consorti, le loro famiglie e il loro Dio.

Pietro affronta questo argomento dicendo, “Perché è una grazia se qualcuno, per motivo di coscienza davanti a Dio, sopporta afflizioni soffrendo ingiustamente” (1 Pietro 2:19). Poi aggiunge, “Che gloria sarebbe infatti se sopportate pazientemente delle battiture, quando siete colpevoli? Ma, se soffrite per aver agito bene e sopportate pazientemente, questa è cosa grata a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché Cristo ha sofferto per noi, lasciandoci un esempio, affinché seguiate le sue orme”. “Egli non commise alcun peccato e non fu trovato alcun inganno nella sua bocca. Oltraggiato, non rispondeva con oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva nelle mani di colui che giudica giustamente. Egli stesso portò io nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, affinché noi, morti al peccato, viviamo per la giustizia; per le sue lividure siete stati guariti. Eravate infatti come pecore erranti, ma ora siete tornati al pastore e custode delle vostre anime” (1 Pietro 2:20-25).

L’apostolo Paolo comanda: “Tu dunque sopporta afflizioni, come un buon soldato di Gesù Cristo” (2 Timoteo 2:3). Infine, il Signore stesso ci fa questa promessa: “Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato” (Matteo 24:13).

Ti chiedo: qual è la tua avversità? Il tuo matrimonio è in subbuglio? Il tuo lavoro è in crisi? Hai un conflitto con un parente, il padrone di casa, un amico che ti ha tradito?

Dobbiamo avere speranza. Vedi, così come le sofferenze di Paolo non lo lasciarono mai, così neppure la rivelazione, la maturità, la sua profonda fede, la sua pace permanente. Egli disse: “Se sarò un uomo spirituale, se davvero voglio piacere al mio Signore , allora non posso combattere contro le mie circostanze. Resisterò, non cederò mai. Niente su questa terra può darmi ciò che ricevo ogni giorno nelle mie prove dallo Spirito di Dio. Egli sta facendo di me un uomo spirituale”.

La vita di Paolo “respirava” con lo Spirito di Cristo, ed è così per ogni persona veramente spirituale. Lo Spirito Santo spande attraverso l’uomo interiore di quel servo la celestiale brezza di Dio. Un tale non è abbattuto; egli non mormora e non si lamenta della sua sorte. Forse sta attraversando la prova della sua vita, ma ancora sorride perché sa che Dio è all’opera in lui, e gli sta rivelando la Sua gloria eterna.