mercoledì 20 gennaio 2016

RINNOVARE LA MENTE

Quando Paolo affermò con franchezza, “Io ho la mente di Cristo”, egli sta dichiarando, “Anche io mi sono svuotato. Come Gesù, ho assunto il ruolo di servo” (cfr. Filippesi 2:7). E Paolo afferma che lo stesso vale per ogni credente: “Tutti abbiamo la mente di Cristo” (1 Corinzi 2:16).

Ti chiederai: Quando e in che modo Paolo ha effettivamente iniziato a vivere come uno schiavo? Come avrebbe mai potuto un uomo come lui, che prima perseguitava i cristiani, un omicida nel cuore, avere la mente di Cristo?

Paolo precisa il momento esatto in cui ciò avvenne. Atti 9 descrive come e quando avvenne la sua decisione: a Damasco, sulla via detta Dritta, a casa di un uomo di nome Giuda.

A quel tempo, Paolo era ancora noto come Saulo. Era diretto a Damasco con un piccolo esercito, intenzionato a catturare i cristiani, riportarli a Gerusalemme, imprigionarli e torturarli. Su quella via per Damasco, però, Gesù apparve a Saulo, lo accecò e gli ordinò di andare a casa di Giuda, sulla via Dritta. “E rimase tre giorni senza vedere, nei quali né mangiò né bevve” (Atti 9:9).

In quei tre giorni, la mente di Saulo venne rinnovata. Trascorse tutto il tempo in preghiera intensa, riconsiderando la propria vita passata. E iniziò a disprezzare quanto vi vide. Ecco quando Saulo divenne Paolo.

Quest’uomo era stato molto orgoglioso. Era ripieno di zelo mal riposto e cercava l’approvazione di altri uomini religiosi. Ma poi disse, “Cristo venne e Si rivelò in me e io ho rinunciato alle mie vecchie vie. Non voglio più piacere agli uomini, non voglio più seguire mode religiose. Ora appartengo a Cristo”.

“Anzi, ritengo anche tutte queste cose essere una perdita di fronte all'eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho perso tutte queste cose e le ritengo come tanta spazzatura per guadagnare Cristo” (Filippesi 3:8).