martedì 30 aprile 2013

CRISTIANI NUDI

“Mosè vide che il popolo era senza freno (e che Aaronne lo aveva lasciato sfrenare esponendolo all'obbrobrio dei suoi nemici)” (Esodo 32:25). Il termine ebraico usato qui per “senza freno” è para, e significa “lasciarsi andare, esporsi, perdere ogni freno”. Significa inoltre “un nuovo inizio”. Gli israeliti stavano dicendo, “Le cose non vanno come dovrebbero. Siamo stanchi di questa battaglia, stanchi di aspettare Dio. Ora ci divertiremo. Via il vecchio! Vogliamo una nuova libertà, un nuovo inizio, e lo vogliamo adesso!”

La nudità nella Bibbia ha anche a che fare con la mancanza di protezione per la battaglia. Ogni uomo che non aveva uno scudo veniva considerato nudo. Questi israeliti erano letteralmente nudi – spogli e danzanti davanti al vitello d’oro, ma avevano anche deposto la propria armatura.

Riesci a immaginare i loro nemici, gli amalechiti, che ammiravano questa scena selvaggia dalle montagne circostanti? Una volta gli amalechiti tremavano alla vista d’Israele. Dio aveva messo il terrore nel loro cuore per il Suo popolo, ma ora guardavano Israele rimuovere l’armatura e i propri vestiti. Iniziarono a deriderli e schernirli, dicendo, “Guarda – sono proprio come noi! Il loro Dio non ha potere. Non confidano in Lui. Vedi? Si stanno sbarazzando di tutti i loro rigidi modi di fare. Vogliono la lussuria e le feste e divertirsi proprio come il resto di noi. Santità, che ipocrisia!”

In quell’atto di nudità, Israele sminuì il suo Dio agli occhi dei pagani. Fece sembrare il Signore spietato, crudele, incurante, debole. Essi macchiarono il Suo onore, la Sua maestà, la sua onnipotenza. Non erano più un esempio per il mondo.

Questo è esattamente quello che facciamo noi quando ci spogliamo degli abiti della fede e abbandoniamo la nostra fiducia in Dio. Senza una fiducia in Dio semplice come quella di un bambino, un cristiano sta nudo davanti al mondo, esposto ad ogni dubbio, timore e incredulità!

lunedì 29 aprile 2013

FEDE FOLLE by Gary Wilkerson

Senti che Dio stia per rilasciare qualcosa di grandioso nella tua vita? Forse Egli ha parlato al tuo cuore, “Ho preparato qualcosa di speciale per te. Presto entrerai in un cammino con Me che non avevi mai conosciuto prima”. Forse la tua vita è già stata grandemente benedetta da Dio. Ora lo Spirito Santo sta dicendo che la Sua promessa fatta anni fa si sta per adempiere appieno – e ti sorprenderà. Se questo descrive la tua vita in questo momento, posso dirti con l’autorità della Scrittura: Sii pronto ad esaminare il tuo cuore.

Questa prossima parte è ciò che definisco “fede folle”. Una fede folle crede che non importa quanto le cose vadano bene, il meglio deve ancora venire. È una fede che dice, “per quanto sogniamo e compiamo grandi cose per il regno di Dio, la Sua visione è sempre più grande”.

Ciò che il Signore ha compiuto nella breve esistenza della chiesa che pasturo è andato al di là delle mie più grandi aspettative. Non passa una settimana senza che qualcuno doni la sua vita a Gesù. Ogni volta che distribuiamo cibo ai poveri, molti di quelli che lo ricevono chiedono, “Perché lo state facendo?”, noi rispondiamo, “è Gesù”, e donano la loro vita a Lui.

Sta succedendo tutto in maniera miracolosa. In tre anni la nostra chiesa si è triplicata raggiungendo quasi le 1500 persone di domenica. I nuovi credenti stanno maturando velocemente in discepoli fedeli e crescono nella conoscenza di Dio.

Dio non sta solo andando al di là delle nostre aspettative, Egli ci sta mostrando quali siano le Sue aspettative, ed è stupendo da vedere. C’è ancora un quartiere di un milione di abitanti solo nella nostra zona che non conosce Cristo, e l’anno scorso il Signore ci ha spinto ad aprire altre due chiese nuove.

Questa è la parte più folle di tutte: credo che le cose più grandi debbano ancora arrivare. Sono convinto che Dio Si rivelerà con ancora più potenza – non solo nelle salvezze ma nel raggiungere le persone, nell’aiutare i poveri, nell’impatto sulla città.

Sembra incredibile, vero? Certo.ma ora arriva la parte più difficile. È proprio a questo punto che Dio chiede al Suo popolo di esaminare il proprio cuore.
Siamo consapevoli che la nostra giustizia sia uno straccio sporco, che abbiamo bisogno della Sua grazia. Ma il fatto è che proprio quando siamo sull’orlo di vedere la più grande opera di Dio nella nostra vita, Egli ci chiede di riflettere su queste domande: “C’è qualcosa nel mio cuore che dispiace al Signore? Ho trascurato di fare qualcosa che Mi aveva chiesto?” Voglio che non ci sia nulla nella mia vita che ostacoli quello che Dio vuole fare!

venerdì 26 aprile 2013

FERMATI E ASCOLTA

Mi chiedo se il Signore si stanchi mai dei figli che vanno alla Sua presenza e se mai smetta di ascoltarli. Niente è più vuoto e inconcludente di una comunicazione a senso unico. Prova ad ascoltare qualcuno per qualche ora senza riuscire a dire una parola. Ti lascia con un senso di solitudine. La persona che “si è tolta un peso dallo stomaco” se ne va sentendosi meglio, ma il povero ascoltatore se ne rimane lì insoddisfatto.

Quante volte abbiamo lasciato il Signore solo e insoddisfatto nello stanzino della preghiera? Ci affrettiamo alla Sua presenza con “gloria a Te, Gesù! Ti amo, Signore! Ecco la mia lista della spesa e delle mie infermità. Amen”. Quante volte Egli è stato pronto e ansioso di aprire il Suo cuore per parlare, quando guarda un po’, non c’era più nessuno?

Se preghiamo un’ora, parliamo per un’ora. Se preghiamo per ore, parliamo per ore. Se preghiamo tutta la notte, parliamo tutta la notte – milioni di voci che parlano e lodano. Tutta la mia vita di predicatore è stata spesa a cercare di far pregare le persone. Ora, vedo che questo non è un problema. Il vero problema è lasciare il Salvatore nello stanzino della preghiera, da solo, insoddisfatto, senza poterci dire neanche una parola.

Abbiamo lasciato quello stanzino liberando il nostro cuore di ogni peso. Gli abbiamo detto delle nostre speranze, i nostri sogni, i nostri desideri. Abbiamo lasciato quel santo luogo di preghiera con una mente soddisfatta. Eppure, il nostro Signore era ancora lì ad aspettare con trepidante attesa, desiderando di avere parte a quella comunione. Credo che il nostro Signore dica, “Sì, sì grazie per le tue lodi. Le accetto. Sono felice che hai preso del tempo per stare con Me. Ho ascoltato le tue richieste e il Padre ti concederà i desideri del tuo cuore. Ma ti prego, aspetta! Non andartene proprio ora. Ci sono delle cose che voglio condividere con te. Il Mio cuore anela di potersi aprire a te. Ho custodito le tue lacrime, ho calmato la tua mente travagliata. Ora, permettimi di parlare! Permettimi di dirti cosa c’è nel Mio cuore!

Il nostro Signore Gesù vuole parlare. Egli vuole dirci ciò che Gli spezza il cuore in questa generazione. Vuole parlare ad ogni figlio dei Suoi piani meravigliosi in serbo per tutti coloro che confidano in Lui, rivelando le Sue gloriose verità. Egli vuole donarci guida per noi stessi e aiuto nel crescere i nostri figli; soluzioni ai nostri problemi; nuovi ministeri di evangelizzazione per raggiungere i perduti; parole specifiche riguardo il nostro lavoro, le nostre carriere, le nostre case, la vita coi nostri coniugi; verità del cielo, dell’inferno e delle calamità a venire. Soprattutto, Egli vuole parlarci di quanto ci ama e si prende cura di noi.

“Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me” (Apocalisse 3:20).

giovedì 25 aprile 2013

UNA PERSONA DAL CUORE DOPPIO

Una persona dal cuore doppio – che crede che la potenza sia ugualmente divisa tra Dio e Satana – è instabile in tutte le sue vie. Ciò spiega perché “al momento della prova, si tirano indietro” (Luca 8:13). Essi ricadono nella paura e perdono di vista la grande potenza di Dio.

Gesù ci insegna che dobbiamo “vegliare e pregare, per non cadere in tentazione; poiché lo spirito è pronto, ma la carne è debole” (Matteo 26:41). Lo Spirito di Dio in te anela insegnarti la fiducia nella Sua potenza, ma la carne cerca di cedere alla paura. Credo sia stata la paura – non la stanchezza – a far addormentare i discepoli mentre Gesù pregava nel giardino. Avevano appena saputo la notizia per cui Gesù sarebbe stato tradito e consegnato nelle mani di uomini empi, che Pietro sarebbe diventato un traditore, e che tutti loro sarebbero stati colpiti e dispersi. Improvvisamente, dimenticarono tutti i Suoi miracoli, la Sua potenza di guarire gli infermi e resuscitare i morti, la Sua potenza di moltiplicare pani e pesci. Erano terrorizzati di essere abbandonati dal Signore. Si addormentarono nel sonno degli uomini dannati. Quando Gesù ci chiede di pregare per non cadere in tentazione, Egli sta in realtà dicendo, “Prega di imparare a confidare nella potenza di Dio adesso, invece di ritornare ogni volta nell’arena della tentazione, finché la lezione non sarà stata imparata!”

La Bibbia dice che Dio, “sa liberare i pii dalla prova” (2 Pietro 2:9). Come? Facendoci passare per il fuoco finché non ne usciremo cantando “Colui che è in me è più grande di colui che è nel mondo” (1 Giovanni 4:4). Finché non impareremo questo, che possiamo vincere soltanto mediante la fede!

Non devi cedere alla tentazione, ma a volte potrebbe accadere! Persino i più santi fra il popolo di Dio a volte lo fanno. Ecco perché Dio ha provveduto in maniera speciale per coloro che vengono meno. “E se pure qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto” (1 Giovanni 2:1).

Il nostro Signore non è tanto addolorato dal nostro cedere alla tentazione, quanto lo è dal fatto che non impariamo come affrontarla. Egli è più ferito dal fatto che non abbiamo avuto fiducia nella Sua potenza per liberarci. Dio non resta ferito tanto da quello che facciamo, quanto da quello che non facciamo. Il cristiano vittorioso è colui la cui vita confessa, “A Dio appartiene il regno, la potenza e la gloria per sempre. Amen!”.

mercoledì 24 aprile 2013

DUE ASSOLUTI

Più vivo per Cristo, più trovo difficile accettare soluzioni facili e panacee. Ma nelle mie lotte, ho trovato grande conforto e aiuto in due assoluti meravigliosi.

Il primo assoluto: DIO MI AMA DAVVERO. Dio non è impegnato a condannare i Suoi figli, che falliscano o meno. Egli è un Padre amorevole, che vuole solo sollevarci dalle nostre debolezze.

Ho colto uno spiraglio di questo amore recentemente, mentre passeggiavo nei boschi intorno al nostro ranch. Non mi ero mai soffermato a considerare gli uccelli che volavano nel cielo, liberi e sani. Ma all’improvviso, proprio di fronte a me, un uccellino ferito è caduto a terra. Cercando in ogni modo di volare, l’uccellino riusciva solo a zampettare nella polvere. Mi sono fermato per raccoglierlo. È stato allora che una Scrittura familiare mi è balenata in mente: “ Eppure neanche uno di loro cade a terra senza il volere del Padre vostro” (Matteo 10:29).

Pensavo fosse questa la traduzione giusta, “Non un passero cade a terra senza che il Padre lo sappia”. Ma in realtà, Matteo afferma, “Nessuno ne cadrà senza il Padre”.

Dio è con noi, anche quando cadiamo. Il Padre non cade nel nostro peccato, ma Egli si abbassa alla nostra condizione di caduta. Egli non ci abbandona nella nostra discesa. Perché, vedi, noi siamo quel passero.

A volte riconosciamo il Suo grande amore solo quando tocchiamo il fondo. Avrai conquistato una grande vittoria se ti convincerai che Dio ti ama anche nella tua condizione di sofferenza, di caduta. La nostra forza viene rinnovata dal Suo amore eterno. Riposa in quell’amore meraviglioso. Non entrare nel panico. La liberazione arriverà.

Il secondo assoluto: È LA MIA FEDE CHE LO COMPIACE PIÙ DI OGNI ALTRA COSA! “Senza fede, è impossibile piacergli” (Ebrei 11:6). Dio ci imputa la fiducia a giustizia. “Abrahamo credette a Dio e ciò gli fu imputato a giustizia” (Romani 4:3).

Forse non comprendo perché a volte sembra che Egli impieghi così tanto tempo per intervenire, ma io so che Egli manterrà la Sua Parola per me.

martedì 23 aprile 2013

RICEVERE LA BENEDIZIONE DELLA CROCE

Dio si diletta nell’usarsi di fallimenti – uomini e donne che pensano di non riuscire a farne nemmeno una giusta. Una donna mi ha scritto di recente dicendo, “Il mio matrimonio sta crollando. Sembra che io sbagli sempre nel crescere i miei figli. Sembra che io non valga niente per nessuno. Non sono stata una buona moglie, una buona madre né una buona cristiana. Devo essere il più grande fallimento di questo mondo”.

Lei è proprio il tipo di persona che il Signore sta cercando – persone che sanno che semmai succede qualcosa di buono attraverso di loro, dev’essere a causa di Dio. Tutti quei cristiani gasati che se ne vanno in giro a sbigottire gli altri con le loro grandi capacità non hanno mai impressionato Dio. Dio guardò giù, e vide un uomo intrigante, spregevole, smidollato di nome Giacobbe e disse, “Non temere, o verme di Giacobbe…Io ti aiuto…Ecco, io ti faccio una trebbia nuova con denti acuminati…tu giubilerai nell'Eterno” (Isaia 41:14-16).

Quando rifletti onestamente su quanto poco puoi fare da solo per adempiere tali sfide, ti rendi conto di quanto in realtà tu sia debole. Il tuo cuore inizia a gridare, “Signore, come possiamo compiere cose talmente grandi e sante?” È qui che il nostro Signore interviene! Egli arriva con un messaggio che ci consola: “Deponi le tue armi. Smetti di essere così autosufficiente e forte. Io sono la tua arma e la tua forza. Lasciami fare quello che tu non riuscirai mai a fare. Io ti donerò la Mia giustizia, la Mia santità, il Mio riposo, la Mia forza. Non puoi salvarti da solo o piacermi in alcun modo se non ricevendo le benedizioni della croce per fede. Lascia che Io mi prenda cura della tua crescita nella santità”.

lunedì 22 aprile 2013

DAVIDE NON AVEVA ALCUNA SPADA IN MANO by Gary Wilkerson

“Così Davide con una fionda e con una pietra vinse il Filisteo; e lo colpì e l'uccise, benché Davide non avesse alcuna spada in mano…Quando i Filistei videro che il loro eroe era morto, si diedero alla fuga. Allora gli uomini d'Israele e di Giuda si levarono, alzando grida di guerra, e inseguirono i Filistei fino all'ingresso della valle e alle porte di Ekron. I Filistei feriti a morte caddero sulla via” (1 Samuele 17:50-52).

Quando Davide uccise Golia, la situazione si ribaltò a tal punto che Israele iniziò a combattere contro gli ostili filistei. La cosa più importante in questo passo è una breve espressione: “Davide non aveva alcuna spada in mano”. Dio Si dimostrò fedele attraverso la fiducia di Davide – e ciò riempì ogni soldato israelita di fede. Ogni scherno e vergogna erano spariti e la certezza degli israeliti ritornò – la certezza che il loro Dio avrebbe combattuto per loro.

L’effetto profondo di vedere la potenza di Dio all’opera in nostro favore è che la nostra certezza viene rinnovata per entrare nello scontro. La battaglia è di Cristo che ci invita, “Vieni a vedere il Mio braccio vittorioso. Ho tagliato la testa del tuo accusatore!” Ora siamo equipaggiati per proseguire e dire, “Signore, tu non mi hai abbandonato. Tu hai permesso tutto questo – ogni battuta d’arresto, persino le derisioni. E Tu l’hai fatto con misericordia, affinché io potessi credere in Te”.

Eppure, molti di noi si chiedono, “Quando si muoverà il Signore a mio favore?” La risposta è che Gesù si è già mosso! La tua vittoria è stata assicurata 2000 anni fa alla croce. Il Suo trionfo su quella croce è la stessa vittoria che fa fuggire ogni gigante nella nostra vita. Forse il tuo matrimonio è sofferente, ma Cristo ha sconfitto le potenze delle tenebre schierate contro di te e il tuo coniuge.

Forse le tue finanze non sono in ordine, ma il tuo Signore ha preparato per te un futuro e una speranza. I tuoi figli forse non conducono la vita cristiana che avevi in mente per loro, ma Gesù ha acquistato la loro salvezza. Forse abbiamo battaglie su diversi fronti, ma Cristo ha assicurato la nostra vittoria.

Riesci ora a vedere il tuo avversario sconfitto? Pensa a tutte le voci accusatorie che spesso senti. Puoi rispondere a tutte loro: “è finita per te, diavolo. La vittoria di Gesù ti fa fuggire. La mia vittoria è già sigillata e assicurata. In qualsiasi momento Egli deciderà di farlo, il mio Eroe dimostrerà questa vittoria, e il mondo Lo ammirerà in tutta la Sua gloria. Tutti sapranno che la battaglia non si combatte con spada e lancia, ma col Signore”.

venerdì 19 aprile 2013

QUESTA È LA VITTORIA

“Questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede” (1 Giovanni 5:4).

Sei venuto meno? Esiste un peccato che ti tiranneggia facilmente? Ti senti come un codardo indebolito, incapace di ottenere vittoria sul tuo peccato nascosto? Ma insieme a questa debolezza in te vi è anche una fame consumante per Dio? Aneli Lui, vuoi protenderti verso di Lui? Quella fame e quella sete sono la chiave della tua vittoria. Questo ti rende diverso da tutti gli altri che sono stati colpevoli di venire meno davanti a Dio. Questo ti separa. Devi tenere viva quella fame. Continua ad avere sete di giustizia. Non giustificare mai la tua debolezza, non cedere mai ad essa e non accettarla mai come parte della tua vita.

La fede è la tua vittoria. Abrahamo aveva delle debolezze; egli mentì, per poco non facendo di sua moglie un’adultera. Ma Abrahamo “credette in Dio, e ciò gli fu imputato a giustizia”. Dio si rifiutò di imputargli il male, perché Abrahamo credette!

Certo, sei venuto meno. Forse ieri – oppure oggi! Ma credi che Gesù abbia la potenza di liberarti definitivamente dal potere del peccato? Credi che la croce di Gesù significhi che il legame del peccato sia stato spezzato? Accetti il fatto che Egli abbia promesso di liberarti dal laccio di Satana?

Lascia che ti dica esattamente dove credo che si trovi la vittoria. Lascia che il tuo cuore accetti tutte le promesse di vittoria in Gesù. Poi, lascia che la fede dica al tuo cuore, “Forse ancora non sono quello che vorrei essere, ma Dio è all’opera in me, ed Egli possiede la potenza di sciogliere il legame del peccato su di me. Forse accadrà poco alla volta, ma arriverà il giorno in cui la fede prevarrà. Non sarò schiavo per sempre. Non sono il burattino del diavolo e non sarò una sua vittima. Sono un debole figlio di Dio, che vuole la forza di Gesù. Ho intenzione di uscirne come oro puro, provato col fuoco. Dio è per me! Affido ogni cosa a Lui che può preservarmi dalla caduta e presentarmi irreprensibile davanti al trono di Dio – con gioia immensa e abbondante”.

giovedì 18 aprile 2013

IL SUO TESORO INESTIMABILE

Dio ha determinato di adempiere i Suoi scopi qui sulla terra attraverso uomini deboli.

saia, il grande guerriero di preghiera, fu un uomo proprio come noi. Davide, l’uomo secondo il cuore di Dio, fu un adultero omicida senza alcun diritto morale di ricevere benedizioni da parte di Dio. Pietro rinnegò il Signore Dio del cielo – maledicendo Colui che lo amava di più. Abrahamo, il padre di nazioni, visse una bugia – usando sua moglie come pedina per salvarsi la pelle. Giacobbe fu un cospiratore. Adamo ed Eva alterarono l’intesa di un matrimonio perfetto in un incubo. Salomone, l’uomo più saggio sulla terra, fece alcune fra le cose più stupide mai riportate dalla storia. Giuseppe si prese gioco dei suoi fratelli in maniera quasi infantile, finché il giochetto per poco non gli si ritorse contro. Giona disprezzò la misericordia di Dio per un popolo pentito e voleva vedere un’intera città bruciare per giustificare le sue profezie contro di essa. Lot offrì le sue due figlie illibate a una folla di sodomiti pazzi di sesso.

La lista continua – uomini che amavano Dio, uomini che furono grandemente usati da Lui, quasi buttati a terra dalle loro debolezze. Eppure, Dio era sempre lì e diceva, “Io ti ho chiamato; Io sarò con te. Io adempirò il Mio volere – a prescindere!”

Una delle Scritture più incoraggianti nella Bibbia è 2 Corinzi 4:7: “Or noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché l'eccellenza di questa potenza sia di Dio e non da noi”. Poi Paolo prosegue nel descrivere quei vasi di terra – uomini morenti, travagliati da ogni lato, perplessi, perseguitati, abbattuti. E sebbene mai abbandonati o disperati, questi uomini usati da Dio gemono del continuo sotto il peso del proprio corpo, aspettando ansiosamente di essere rivestiti di un corpo nuovo.

Dio deride la potenza umana. Egli ride dei nostri sforzi egoistici di essere buoni. Egli non usa mai il forte e il potente, piuttosto, Egli usa le cose deboli di questo mondo per svergognare le saggie.

“Riguardate infatti la vostra vocazione, fratelli, poiché non ci sono tra di voi molti savi secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili, ma Dio ha scelto le cose stolte del mondo per svergognare le savie; e Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; e Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose spregevoli e le cose che non sono per ridurre al niente quelle che sono, affinché nessuna carne si glori alla sua presenza” (1 Corinzi 1:26-29).

Dio ripone il Suo tesoro inestimabile in vasi di terra perché Egli si diletta nel compier l’impossibile dal nulla.

mercoledì 17 aprile 2013

IN MEZZO ALLA TEMPESTA

“La barca intanto si trovava al largo, in mezzo al mare, ed era sbattuta dalle onde perché il vento era contrario. Alla quarta vigilia della notte, Gesù andò verso di loro, camminando sul mare. I discepoli, vedendolo camminare sul mare, si turbarono e dissero: «È un fantasma!». E si misero a gridare dalla paura; ma subito Gesù parlò loro, dicendo: «Rassicuratevi; sono io, non temete!»” (Matteo 14:24-27).

I discepoli erano così presi dal panico, così sopraffatti che il pensiero che Gesù fosse vicino a loro, vegliando su di loro, era assurdo. Uno forse disse, “Questa è opera di Satana. Il diavolo sta cercando di ucciderci per tutti i miracoli di cui siamo stati partecipi”. Un altro disse, “Dove abbiamo sbagliato? Chi di noi ha del peccato nella sua vita? Dio è arrabbiato con qualcuno su questa barca!” Un altro avrà chiesto, “Perché noi? Stiamo facendo quello che Lui ci ha chiesto di fare. Siamo obbedienti. Perché questa tempesta all’improvviso?”

E nell’ora più buia, “Gesù parlò loro”. Quanto dev’essere stato difficile per Gesù aspettare al limite della tempesta, amandoli così tanto, avvertendo ogni loro dolore, desiderando solo di proteggerli dalle ferite, come un padre coi suoi figli quando sono in difficoltà. Tuttavia, sapeva che loro non avrebbero mai potuto riconoscerlo o confidare appieno in Lui finché la furia della tempesta incombeva. Egli Si sarebbe rivelato solo quando sarebbero arrivati al limite della loro fede. La barca non sarebbe affondata, ma la loro paura li avrebbe fatti affondare ancora più velocemente delle onde che sbattevano sull’imbarcazione. La paura di affondare veniva dalla disperazione, non dall’acqua!

“I discepoli, vedendolo camminare sul mare, si turbarono e dissero: «È un fantasma!»” (Matteo 14:26).

Non riconobbero Gesù in quella tempesta. Videro un fantasma, un’apparizione. Il pensiero che Gesù fosse così vicino, così parte di ciò che stavano attraversando non sfiorava nemmeno le loro menti.

Il pericolo che tutti noi affrontiamo è di non riuscire a vedere Gesù nei nostri guai. Piuttosto, vediamo fantasmi. In quel momento critico di paura, in cui la notte è più fonda, la tempesta più rabbiosa, i venti più assordanti e la disperazione così schiacciante, Gesù si avvicina sempre a noi per rivelarsi come Signore sui diluvi – Salvatore nelle tempeste.

“L'Eterno sedeva sovrano sul diluvio; sì, l'Eterno siede re per sempre” (Salmo 29:10).

martedì 16 aprile 2013

OGGI POSSIAMO UDIRE LA SUA VOCE

Milioni di persone si sono convertite perché un uomo udì la Sua voce. Saulo “caduto a terra, udì una voce” (Atti 9:4). E quando diventò Paolo, continuò a udire la voce del Signore. Egli conosceva la voce del Pastore.

Pietro permise che la voce del Salvatore giungesse a lui. “Pietro salì sul terrazzo della casa per pregare…E una voce gli disse..” (Atti 10:9, 13). Tutti i gentili furono accolti nel regno, insieme alla casa di Cornelio, perché un uomo ubbidì alla sua voce. Anche noi dobbiamo permettere che la Sua voce giunga a noi. “Oggi se udite la sua voce…” (Salmo 95:7). Cosa potrebbe fare Dio coi cristiani che imparano a udire la voce dal cielo!

Invece di aspettare che la voce di Dio giunga a noi, corriamo da consulenti e psicologi, leggiamo libri e ascoltiamo registrazioni, sperando di sentire qualcosa da parte Sua. Vogliamo un leader da seguire, un progetto per il futuro, una parola chiara di direzione. Ma pochi sanno come andare al Signore e udire la Sua voce.

Dio vuole ancora scuotere la terra. Tutto l’universo è pronto alle scosse dello Spirito Santo! “Guardate di non rifiutare colui che parla, perché se non scamparono quelli che rifiutarono di ascoltare colui che promulgava gli oracoli sulla terra, quanto meno scamperemo noi, se rifiutiamo di ascoltare colui che parla dal cielo, la cui voce scosse allora la terra, ma che ora ha fatto questa promessa, dicendo: «Ancora una volta io scuoterò non solo la terra, ma anche il cielo»” (Ebrei 12:25-26).

Egli ha promesso, “Ancora un volta farò udire la Mia voce. Coloro che l’udranno scuoteranno la terra. Il cielo e la terra verranno smossi. All’udire della Mia voce, tutto ciò che sarà sciolto sulla terrà sarà sciolto nei cieli”.

All’ultima chiesa, la chiesa di Laodicea, il Signore grida, “Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me” (Apocalisse 3:20).

Questa è l’ultima chiamata di Cristo alla chiesa. “Apri. Lasciami entrare nello stanzino segreto. Parlami e lascia che Io ti parli. Abbiamo comunione. È così che ti custodirò dall’ora della tentazione che sta arrivando su tutto il mondo”.

lunedì 15 aprile 2013

“CHRISTUS VICTOR” by Gary Wilkerson

“Christus Victor” è l’espressione latina che i padri della chiesa primitiva utilizzavano per descrivere Gesù e la Sua espiazione. Tradotto approssimativamente significa, “La nostra vittoria non è in noi stessi, ma in Cristo”. Se sconfiggiamo un nemico quando le probabilità sono al 50%, siamo tentati a pensare, “Ho vinto la battaglia”. Ma quando il nostro nemico è alto tre metri; quando lo abbiamo sgridato ma lui ritorna più forte; quando abbiamo esaurito ogni risorsa; quando abbiamo alzato le mani e abbiamo detto, “Non posso farlo”, Dio allora dice, “Ti trovi esattamente dove volevo che ti trovassi”.
Di solito, le storie dell’Antico Testamento vengono insegnate ai bambini non come verità spirituali, ma come istruzioni morali. Per esempio, la lezione di Giona di solito viene presentata come, “Non disobbedire a Dio o ti troverai nei guai”.

La maggior parte di noi ha imparato la storia di Davide e Golia alla scuola domenicale e la lezione è, “Sii forte e coraggioso”. Il problema con questa interpretazione della storia di Davide è che stiamo insegnando ai nostri figli a fare qualcosa che non sono in grado di fare. Non c’era un solo soldato israelita che sarebbe potuto sopravvivere in uno scontro frontale con Golia. Quella battaglia era troppo anche per l’uomo più coraggioso.

Allo stesso modo, quando siamo in una battaglia spirituale, il coraggio e la sicurezza non bastano. Davide sapeva di non essere all’altezza di Golia. In realtà, non era nemmeno un soldato ancora; era troppo giovane. L’unica cosa di cui Davide era armato quando si mostrò al fronte di battaglia era di pane e formaggio per i suoi fratelli. Ma la differenza di Davide era sapere che la battaglia non era la sua, ma di Dio. Quando sentì gli scherni di Golia, egli testimoniò:

“Oggi stesso l'Eterno ti consegnerà nelle mie mani; e io ti abbatterò, ti taglierò la testa… affinché tutta la terra sappia che c'è un Dio in Israele. Allora tutta questa moltitudine saprà che l'Eterno non salva per mezzo di spada né per mezzo di lancia; poiché l'esito della battaglia dipende dall'Eterno, ed egli vi darà nelle nostre mani” (1 Samuele 17:46-47).

La vittoria spirituale non è mai nostra – essa proviene dal nostro Liberatore. In questa storia, Davide è la figura del nostro Liberatore, Cristo. Egli irrompe nella nostra angoscia e disperazione con un’autorità alla quale nessun demone può resistere. Golia non aveva chance quel giorno, per un motivo: la battaglia era del Signore.

venerdì 12 aprile 2013

PORTARE FRUTTO

C’è una porzione della Scrittura che mi compunge profondamente. Gesù disse, “Io sono la vera vite e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie via; ma ogni tralcio che porta frutto, lo pota affinché ne porti ancora di più…Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio e si secca; poi questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e sono bruciati” (Giovanni 15:1-2, 6).

Ho letto e riletto queste potenti parole di Cristo, e non posso sfuggire alla loro potenza convincente. Lo Spirito Santo ha impresso l’importanza e la comprensione di queste parole, “Mio Padre è l’agricoltore…ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie via”.

La questione riguardo al frutto che i cristiani devono portare non è facoltativa per Dio. Egli guarda la Sua vigna e tutti i rami in essa piantati con grande gelosia e premura, aspettando pazientemente che i rami portino frutto. Egli sta al suo fianco con in mano il coltello per potare, cercando amorevolmente ogni minimo segno di corruzione, degrado o malattia che possa impedirne la crescita. Dio si aspetta del frutto da ogni ramo. Senza frutto, è impossibile onorarlo e glorificarlo o essere un vero discepolo di Cristo. Gesù disse, “In questo è glorificato il Padre mio, che portiate molto frutto, e così sarete miei discepoli” (Giovanni 15:8).

Portare frutto ha assolutamente a che fare col piacere a Dio – adempiere la nostra missione in Cristo – e col far sì che le nostre preghiere e richieste vengano esaudite. Gesù disse, “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi; e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia duraturo, affinché qualunque cosa chiediate al Padre nel mio nome, egli ve la dia” (verso 16).

In realtà, portare frutto riguarda ciò che stiamo diventando, piuttosto che semplicemente ciò che stiamo facendo. Porto frutto quando non c’è niente che impedisca il flusso vitale di Cristo in me. Questo è ciò che Gesù voleva dire quando disse, “Voi siete già mondi a motivo della parola che vi ho annunziata” (Giovanni 15:3). Sta dicendo, “Poiché avete creduto nella Mia parola – avete tremato ad essa, lasciando che rivelasse ogni segreto nascosto, portando alla luce ogni cosa oscura, consentendo alla Parola di Dio di purificarti – ogni ostacolo è stato rimosso!”

giovedì 11 aprile 2013

LA SIGNORIA DI CRISTO

Coloro che si sottomettono alla signoria di Cristo posseggono forza e conoscenza crescente in Lui. Costoro acquistano letteralmente forza mentale e fisica. Non vengono meno lungo il cammino, perché Gesù spande la Sua forza in loro mentre procedono.

“Perciò anche noi, dal giorno in cui abbiamo sentito questo, non cessiamo di pregare per voi e di chiedere che siate ripieni della conoscenza della sua volontà, in ogni sapienza ed intelligenza spirituale, perché camminiate in modo degno del Signore, per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio, fortificati con ogni forza, secondo la sua gloriosa potenza, per ogni perseveranza e pazienza, con gioia” (Colossesi 1:9-11).

Dio custodirà e manterrà irreprensibili coloro che si sottomettono alla Sua signoria fino alla venuta di Cristo. Se ci sottomettiamo a Gesù – facendo ciò che ci comanda, senza appoggiarci sul nostro intendimento – non ci mancherà mai nulla. Egli provvederà a tutto ciò di cui abbiamo bisogno per piacergli. Il Signore Stesso ci condurrà e ci manterrà irreprensibili fino alla fine!

“Perché in lui siete stati arricchiti in ogni cosa, in ogni dono di parola e in ogni conoscenza, per la testimonianza di Cristo che è stata confermata tra voi, così che non vi manca alcun dono, mentre aspettate la manifestazione del Signor nostro Gesù Cristo, il quale vi confermerà fino alla fine, affinché siate irreprensibili nel giorno del nostro Signore Gesù Cristo. Fedele è Dio dal quale siete stati chiamati alla comunione del suo Figlio Gesù Cristo, nostro Signore” (1 Corinzi 1:5-9).

Dobbiamo affidare le nostre vite alla cura di Gesù. Allora diventerà Sua responsabilità custodirci e sostenerci: “Ma il Signore è fedele, ed egli vi fortificherà e vi custodirà dal maligno” (2 Tessalonicesi 3:3).

Egli dice, “Se lasci che io sieda sul trono della tua vita, ti custodirò irreprensibile fino alla Mia venuta. Ti custodirò dalla caduta!” “Perciò…raccomandino a lui le proprie anime, come al fedele Creatore, facendo il bene” (1 Pietro 4:19).

mercoledì 10 aprile 2013

GESÙ È IL RE DELLA MIA VITA

Forse stai dicendo, “Voglio che Gesù sia il re della mia vita. Voglio fare tutti ciò che mi comanda!” Lascia che ti mostri due delle meravigliose benedizioni che sopraggiungono per tutti coloro che mettono Gesù sul trono delle loro vite.

Innanzitutto, la Scrittura dice che se ti sottometti a Gesù, in attesa di ricevere il Suo consiglio e la Sua direzione, sarai partecipe della Sua santità. “Inoltre ben abbiamo avuto per correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo molto di più ora al Padre degli spiriti, per vivere? Costoro infatti ci corressero per pochi giorni, come sembrava loro bene, ma egli ci corregge per il nostro bene affinché siamo partecipi della sua santità” (Ebrei 12:9-10).

Paolo ci comanda di andare a Gesù, per chiedergli di farci dominare ogni nostro peccato e paura: “Non prestate le vostre membra al peccato come strumenti d'iniquità, ma presentate voi stessi a Dio, come dei morti fatti viventi, e le vostre membra a Dio come strumenti di giustizia. Infatti il peccato non avrà più potere su di voi, poiché non siete sotto la legge, ma sotto la grazia” (Romani 6:13-14).

Dio sta dicendo, “Se vuoi conoscere vita abbondante – vita vera, piena – allora sottomettiti a Me e Io ti donerò una vita senza timori, colpe o condanna!”
Secondo, coloro che si sottomettono alla signoria di Cristo cammineranno in pace – senza paure e ansietà. “Per concederci che, liberati dalle mani dei nostri nemici, lo potessimo servire senza paura, in santità e giustizia davanti a lui, tutti i giorni della nostra vita…grazie alle viscere di misericordia del nostro Dio, per cui l'aurora dall'alto ci visiterà, per illuminare quelli che giacevano nelle tenebre e nell'ombra della morte, per guidare i nostri passi nella via della pace” (Luca 1:74-75, 78-79).

Che promessa meravigliosa! Se arrenderemo la nostra vita a Lui, Egli farà risplendere la Sua luce nelle nostre tenebre e ci guiderà nella pace e nel riposo. Si vede quando una persona ha messo Cisto sul trono del proprio cuore. Una tale vita produce una pace che sorpassa ogni conoscenza e puoi vedere quella pace sul suo viso e nel suo atteggiamento.

martedì 9 aprile 2013

LIBERTÁ DI ENTRARE

Ebrei 10 contiene una promessa incredibile. Dice che la porta di Dio è sempre aperta per noi, offrendoci accesso completo al Padre.

“Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel santuario, in virtù del sangue di Gesù, che è la via recente e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne, e avendo un sommo sacerdote sopra la casa di Dio, accostiamoci con cuore sincero, in piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi per purificarli da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura” (Ebrei 10:19-22).

Qualche verso più in la, veniamo avvertiti che il giorno del Signore si sta avvicinando rapidamente: “non abbandonando il radunarsi assieme di noi come alcuni hanno l'abitudine di fare, ma esortandoci a vicenda, tanto più che vedete approssimarsi il giorno” (verso 25). Dio sta dicendo, “Anche ora, mentre il ritorno di Cristo si avvicina, dovete cercare la Mia faccia. È tempo di andare nello stanzino della preghiera e iniziare a conoscermi!”

Credo che stiamo già vedendo segni di quanto siamo vicini a un crollo del nostro sistema finanziario; la violenza e l’immoralità sono in aumento e la nostra società impazzisce per la smania di piacere. Falsi profeti – “angeli di luce” – hanno sedotto molti con le loro dottrine di demoni. E in qualsiasi momento possiamo aspettarci di vedere l’ora della tribolazione, che farà sì che il cuore degli uomini venga meno dalla paura. Tuttavia, prima che tutto questo accada, lo scrittore agli Ebrei dice:

“Non lasciate che questa verità vi sfugga! Restate svegli e allerta. Avete una porta aperta alla santa presenza di Dio, quindi entrate da Lui con piena certezza di fede, rendendo note le vostre richieste. Il sangue di Cristo ha già aperto una via per voi e niente può stare tra voi e il Padre. Hai ogni diritto di entrare nel Luogo Santissimo, per ricevere tutto l’aiuto di cui hai bisogno!”

lunedì 8 aprile 2013

CAMMINARE NELLO SPIRITO by Gary Wilkerson

La maggior parte di noi ammetterebbe di avvertire di rado la grazia di Dio all’opera in noi. Ecco perché tendiamo a dubitare che la Sua presenza dimori nella nostra vita. Paolo affronta questo dilemma in Galati, quando scrive, “Or io dico: Camminate secondo lo Spirito e non adempirete i desideri della carne” (Galati 5:16).

Sembra abbastanza semplice, eppure tendiamo a prendere questo consiglio di Paolo come un comandamento difficile al quale ubbidire. Stringiamo i denti e diciamo, “Oggi camminerò per lo Spirito”. Poi, non appena inciampiamo, pensiamo di non essere stati “spirituali”, così ci riproviamo con ancora più impegno. All’improvviso ci ritroviamo sotto la legge, perché siamo tornati alla nostra capacità carnale, piuttosto che confidare di essere già nello Spirito.

Paolo dice, “Ma se siete condotti dallo Spirito, voi non siete sotto la legge” (5:18). In altre parole, lo Spirito d Dio dimora in te, dandoti sempre accesso alla Sua grazia che ti potenzia. Nota: queste cose non avvengono a motivo di ciò che facciamo; sono il frutto della giustizia che Dio ha messo in noi – il risultato della Sua opera in noi.

A volte forse non ti senti molto amorevole, ma l’amore è in te, perché Dio ce l’ha messo. Forse non senti gioia e pace, ma Dio ha piantato entrambe nel profondo del tuo cuore. Il Suo Spirito è all’opera in te ogni ora di ogni giorno, per Sua gloria e per tua grande benedizione.

In uno dei passi più meravigliosi della Scrittura, Paolo offre la risposta di Dio alla condizione umana: “Io rendo grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore…Ora dunque non vi è alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù, i quali non camminano secondo la carne ma secondo lo Spirito, perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte” (Romani 7:25, 8:1-2).

venerdì 5 aprile 2013

NON CREDONO CHE DIO ASCOLTI LE LORO PREGHIERE

Alcuni credenti si scoraggiano per preghiere inesaudite e, alla fine, si arrendono. Pensano, “La preghiera non funziona con me e perché dovrei pregare se non funziona?”

Gli israeliti al tempo di Isaia avevano la stessa attitudine. Isaia scrisse: “Mi cercano ogni giorno e desiderano conoscere le mie vie, come una nazione che pratichi la giustizia…mi chiedono…e desiderano avvicinarsi a DIO. Essi dicono: "Perché abbiamo digiunato, e tu non l'hai visto? Perché abbiamo afflitto le nostre anime, e tu non l'hai notato?" (Isaia 58:2-3).

Queste persone stavano dicendo, “Io amo Dio. Faccio il bene ed evito il peccato, e fino a poco tempo fa sono stato fedele nel ricercarlo in preghiera. Ma, sai una cosa? Non mi ha mai risposto. Perché allora dovrei continuare ad affliggere la mia anima davanti a Lui?”

Giacomo scrive che Dio non risponde alle preghiere di coloro che chiedono qualcosa solo per una soddisfazione personale: “Voi domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri” (Giacomo 4:3). In altre parole, “Non state chiedendo secondo la volontà di Dio. Non siete pronti a sottomettervi a qualsiasi cosa Egli voglia. Piuttosto, state cercando di dettargli le cose che aggradano il vostro cuore”.

Il nostro Dio è sempre fedele. Paolo scrive, “Sia Dio verace e ogni uomo bugiardo” (Romani 3:4). Sta dicendo, “Non importa se senti milioni di voci gridare, ‘la preghiera non funziona. Dio non mi ascolta!’ Che ogni uomo sia chiamato bugiardo perché la Parola di Dio sussiste. Egli è fedele ad ascoltarci!”

Gesù disse, “E tutto ciò che chiederete in preghiera, avendo fede, lo otterrete” (Matteo 21:22). Per dirla in parole semplici, Cristo sta dicendo, “Se credi veramente, sarai disposto ad aspettare una risposta dal tuo Padre celeste. Non importa quanto ci vorrà, resisterai nella fede, credendo che risponderà”.

“Quanto è grande la tua bontà che riservi per quelli che ti temono, e che usi in presenza dei figli degli uomini” (Salmo 31:19). “I leoncelli soffrono penuria e fame, ma quelli che cercano l'Eterno non mancano di alcun bene” (34:10).

giovedì 4 aprile 2013

PRIORITÀ INVERTITE

I cristiani che trascurano la preghiera hanno alterato le loro priorità. Molti credenti si impegnano a pregare se e quando riescono a trovare tempo. Tuttavia, ogni settimana, cercare Cristo diventa meno importante per loro di lavare la macchina, pulire casa, fare visita agli amici, mangiare fuori, andare a fare spese, guardare eventi sportivi. Semplicemente, non trovano il tempo per pregare.

La gente non era diversa ai giorni di Noè e Lot. Le loro priorità erano di mangiare e bere, comprare e vendere, sposarsi e prendersi cura delle proprie famiglie. Non avevano tempo per ascoltare i messaggi sull’imminente giudizio divino. Così nessuno era pronto quando cadde il giudizio!
Chiaramente, non è cambiato nulla nel corso dei secoli. Per molti cristiani oggi, Dio rimane all’ultimo posto nelle loro priorità; in cima c’è lo stipendio, la sicurezza, il piacere e la famiglia.

Amato, il Signore non vuole i tuoi scarti – quei frammenti e pezzetti di tempo in cui hai solo il momento di mettere insieme qualche veloce richiesta di preghiera. Questo non è un sacrificio di preghiera.

Il profeta Malachia scrive, “Quando offrite in sacrificio un animale cieco, non è male? Quando offrite un animale zoppo o malato, non è male? Presentalo dunque al tuo governatore. Sarà soddisfatto di te? Ti accetterà con favore?’, dice l'Eterno degli eserciti” (Malachia 1:8).

Malachia sta dicendo, “Stai portando solo animali qualsiasi da sacrificare alla presenza di Dio – offerte noncuranti, indifferenti, di seconda mano. Prova a donare tali offerte al tuo governatore e vedrai cosa succederà!”

Dio si aspettava che il Suo popolo esaminasse con cura il proprio gregge, scrutando ogni animale e scegliesse i campioni più immacolati da sacrificare a Lui. Allo stesso modo oggi, Dio si aspetta lo stesso da noi. Egli vuole il nostro tempo di qualità – senza fretta. E dobbiamo rendere questo tempo una priorità!

Una volta m’incontrai col pastore di una delle chiesa più grandi d’America. Quest’uomo era uno dei ministri più impegnati che conoscessi. Mi disse senza problemi, “Non ho tempo per pregare”. Tuttavia, ciò che in realtà voleva dire era, “Non do alcuna priorità alla preghiera”. Quando ho fatto visita alla sua chiesa, non ho avvertito alcun movimento dello Spirito di Dio nella congregazione. In realtà, è stata una delle chiese più morte nella quale abbia mai predicato. Quale vita avrebbe potuto esserci se il pastore non pregava?

Nessun cristiano prenderà tempo per pregare a meno che questo non diventi la sua priorità assoluta di vita – al di sopra della famiglia, della carriera, del tempo libero, di ogni cosa. Altrimenti, il suo sacrificio sarà alterato!

mercoledì 3 aprile 2013

AMORE A BUON MERCATO

Quando utilizzo il termine “tiepido” per descrivere l’amore di qualcuno per il Signore, non intendo che sia freddo verso di Lui. Piuttosto, voglio dire che il suo amore è “economico” – a buon mercato. Lascia che ti doni un esempio: quando Gesù si indirizza alla chiesa in Efeso, in Apocalisse 2, Egli prima li elogia per tutto quello che hanno fatto. Egli riconosce che hanno lavorato duramente per la fede – odiando il peccato e il compromesso, rifiutandosi di accettare false dottrine, senza arrendersi o cedere mai nella persecuzione, prendendo sempre una posizione per l’evangelo. Però, dice Cristo, Egli ha qualcosa contro di loro: hanno lasciato il loro amore fervente e dal costo elevato per Lui! “Ma io ho questo contro di te: che hai lasciato il tuo primo amore” (Apocalisse 2:4).

In qualche modo, fra tutte le loro buone opere, si erano lasciati dietro il loro cammino d’amore e disciplina con Gesù. Ed ora, Egli dice loro, “Avete lasciato il vostro primo amore e abbandonato la costosa disciplina del venire alla Mia presenza per avere comunione con Me”.

Ti prego di notare che qui Gesù sta parlando di credenti che avevano iniziato con un amore ardente per Lui, non a cristiani freddi e nominali che non L’avevano mai amato sin dall’inizio. “È possibile che qualcuno che una volta Mi amava lasci che il proprio zelo diventi tiepido, pregando di rado o per nulla”.

Pensa a quanto dev’essere offensivo per Cristo, per il nostro Sposo. Che tipo di matrimonio può sussistere quando marito e moglie non hanno dei momenti privati d’intimità? Ed è proprio di questo che sta parlando Gesù qui. Egli vuole dei momenti da trascorrere con te, avendoti tutto per Sé!

Non importa quanto tu possa lodare il Signore ad alta voce in chiesa, quanto tu possa dire di amarlo, quante lacrime versi. Puoi donare agli altri generosamente, odiare il peccato, rimproverare chi si comporta male, ma se il tuo cuore non è continuamente attirato dalla presenza di Cristo, allora hai smarrito il tuo amore per Lui.

Tutte le nostre opere sono vane se non ritorniamo al nostro amore fervente e consumante per Gesù. Dobbiamo renderci conto, “Amare Gesù non riguarda solo fare delle cose. Significa avere una disciplina quotidiana nel mantenere un rapporto, e ciò mi costerà qualcosa”.

martedì 2 aprile 2013

PERCHÉ PER I CRISTIANI È DIFFICILE PREGARE?

La Scrittura rende chiaro che la risposta ad ogni cosa che riguarda la nostra vita è la preghiera mista alla fede. L’apostolo Paolo scrive: “Non siate in ansietà per cosa alcuna, ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica, con ringraziamento” (Filippesi 4:6). Paolo ci sta dicendo, “Cerca il Signore per ogni area della tua vita e ringrazialo in anticipo perché ti ascolta!”

Paolo enfatizza che dobbiamo sempre pregare come prima cosa, non come ultima risorsa – recandoci prima dagli amici, poi dal pastore o da un consulente, e infine andando sulle nostre ginocchia. Gesù ci dice: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte” (Matteo 6:33). Dobbiamo andare prima di tutto dal Signore!

Il nostro ministero riceve lettere strazianti da migliaia di cristiani spezzati. Le famiglie si dividono; le persone che per anni hanno camminato con Cristo vivono nella paura e nella sconfitta. Ognuna di queste persone è stata vinta da qualcosa – peccato, depressione, mondanità, avarizia - e anno dopo anno i loro problemi sembrano peggiorare.

Tuttavia, ciò che mi sciocca di più riguardo le loro lettere è che pochi di questi cristiani menziona mai la preghiera. Si rivolgono a registrazioni, libri, consulenti, programmi radiofonici, terapie di ogni tipo, ma raramente alla preghiera.

Perché è così difficile per i cristiani cercare Dio nei loro bisogni disperati, in tempi di crisi? Dopo tutto, la Bibbia è una lunga testimonianza di come Dio ode il grido dei Suoi figli e risponde loro con tenero amore.
  • “Gli occhi dell'Eterno sono sui giusti, e i suoi orecchi sono attenti al loro grido” (Salmo 34:15). 
  • “I giusti gridano e l'Eterno li ascolta e li libera da tutte le loro sventure” (verso 17). 
  • “Questa è la sicurezza che abbiamo davanti a lui: se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. E se sappiamo che egli ci esaudisce in qualunque cosa gli chiediamo, noi sappiamo di avere le cose che gli abbiamo chiesto” (1 Giovanni 5:14-15). 
  • “E tutto ciò che chiederete in preghiera, avendo fede, lo otterrete” (Matteo 21:22). 
Queste promesse sono la prova schiacciante della premura di Dio.

lunedì 1 aprile 2013

EGLI TI HA RESO NUOVO! by Gary Wilkerson

Sei stato liberato? Forse pensi, “Certo! Sono stato lavato, redento, reso santo da Gesù e vivo per Lui”.

A questo punto segue un’altra domanda: la tua vita quotidiana riflette la gloriosa libertà che hai appena descritto? I tuoi amici, il tuo coniuge, i tuoi figli confermano che sei stato liberato? Oppure sei come le moltitudini di cristiani che si sentono come su un’altalena spirituale? Il tuo cammino con Cristo va sempre su e giù, spirituale un giorno e carnale il giorno dopo?

Noi accettiamo per fede le grandi verità sull’opera di Gesù per noi – salvezza, redenzione, santificazione, liberazione. Ma per molti di noi, queste sono “verità spirituali” che esistono in un altro mondo. Cantiamo e ci rallegriamo in chiesa ogni settimana per quello che Gesù ha fatto per noi – ma il Suo dono di libertà è una realtà nelle nostre vite di tutti i giorni?

A volte lottiamo per restare puri nei pensieri e nelle azioni. Forse questa settimana hai detto qualcosa di poco gentile al tuo coniuge e hai continuato a rimuginare, “Cosa c’è che non va in me? Perché non riesco a essere di benedizione nel mio matrimonio?”

Ogniqualvolta veniamo meno nel nostro cammino con Dio, ci domandiamo, “Dio mi ha davvero liberato?” Forse a volte metti anche in discussione la tua salvezza. Amico, questa non è libertà. Dunque cosa significa veramente essere resi liberi in Cristo? La prima prova di ciò viene da Gesù, che dice: “E chi di voi, con la sua sollecitudine, può aggiungere alla sua statura un sol cubito?...Ma cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte” (Matteo 6:27, 33).

Cristo offre le medesime parole ad ognuno di noi che si agita riguardo la propria vita spirituale: Non essere in ansia! Non importa quanto tu ti senta schiacciato nel cammino con Lui. Egli dichiara: “Tu sei una nuova creatura” (vedi 2 Corinzi 5:17). Nel momento in cui hai deciso di seguire Gesù, Egli ti ha reso nuovo – e questo non cambierà mai. Anche quando pensi di esserti allontanato troppo, Gesù dice il contrario: “Non essere in ansia. Ho provveduto ogni cosa per te, affinché tu abbia comunione con Me”.