venerdì 31 ottobre 2014

LASCIA CHE LUI SIA TUTTO PER TE

Anni fa mi trovavo all’altare a fianco a mia moglie e sentii mio padre (che era il pastore) chiedere a Gwen, “Vuoi tu prendere David come tuo legittimo marito?” Abbiamo scambiato i voti, ed entrambi abbiamo detto, “Lo voglio”. Gwen mi ha amato in mille modi ma mai meglio, mai più di quando mi ha lasciato essere l’uomo di casa. C’è voluto un po’ per lei mettersi da parte e lasciarmi fare le cose “da marito” – specialmente considerando che io non sia molto meccanico. Ma lei con grazia ha imparato ad incoraggiarmi a ricoprire questo ruolo.

Dio vuole che un marito e una moglie riflettano il Suo rapporto con noi, la Sua sposa: “Poiché il tuo creatore è il tuo sposo” (Isaia 54:5). Noi siamo “una sposa adorna per il suo sposo” (Apocalisse 21:2). Ma Gesù non è come un marito terreno. Quando dice, “Lo voglio”, Egli ha tutta la potenza e la gloria per portarlo a compimento. Puoi trovare i voti del Signore per la Sua amata in tutta la Sua Parola.

Il nostro amore per Lui li legittima, riposa su essi, e lascia che Gesù sia Dio per noi. Ecco alcuni dei voti che Egli ha fatto per tutti coloro che s’impegnano nell’amore nella fedeltà verso Lui:

“Io vi sosterrò; sì, vi porterò" (Isaia 46:4). “«Può una donna dimenticare il bambino lattante…? Anche se esse dovessero dimenticare, io non ti dimenticherò” (Isaia 49:15). “Dio perdona largamente” (Isaia 55:7). “Io lo guarirò, lo guiderò e ridarò le mie consolazioni a lui” (Isaia 57:18). “E avverrà che prima che mi invochino io risponderò, staranno ancora parlando che io li esaudirò” (Isaia 65:24). “Perché Dio stesso ha detto: «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò»” (Ebrei 13:5).

Gesù è la nostra giustizia, la nostra salute, la nostra liberazione, la nostra rocca di salvezza, il nostro pane quotidiano, la nostra consolazione, Colui che provvede per noi, il nostro forte braccio, la nostra difesa, la nostra luce, la nostra gioia, la nostra pace – il nostro tutto nel momento del bisogno! Lascia che Lui sia Dio per te. Non fremere nel cercare di far funzionare le cose a modo tuo. Dimostragli che confiderai nel Suo potere!

giovedì 30 ottobre 2014

LEI L’HA FATTO PER ME

“Ed ecco una donna della città, che era una peccatrice, saputo che egli era a tavola in casa del fariseo, portò un vaso di alabastro pieno di olio profumato. E, stando ai suoi piedi, di dietro, piangendo, cominciò a bagnargli di lacrime i piedi e ad asciugarli con i capelli del suo capo; e glieli baciava e li ungeva con l'olio profumato…Poi, [Gesù] volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato dell'acqua per lavare i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i capelli del suo capo. Tu non mi hai dato neppure un bacio; ma lei da quando sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi. Tu non mi hai unto il capo di olio; ma lei, ha unto i miei piedi di olio profumato” (Luca 7:37-38, 44-46).

Hai mai lavato i Suoi piedi con le tue lacrime? Sei mai andato a Lui senza chiedere nulla per te stesso o per il tuo ministero o la tua famiglia? Sei mai andato soltanto per spargere su Lui un dono d’incenso, un vaso d’alabastro d’amore e adorazione? Ascolta il grido del Suo cuore: “Non mi hai dato alcun bacio. Nessun’acqua per i Miei piedi stanchi! Ma lei ha fatto questo per Me!”

In Matteo 26, un’altra donna andò a Gesù e sparse del profumo sul Suo capo mentre Lui sedeva per mangiare. I discepoli nel vedere ciò dissero con indignazione, “Perché mai questo spreco? Quest'olio, infatti, si poteva vendere a gran prezzo e darne il ricavato ai poveri” (Matteo 26:8-9). Noi siamo proprio come quei discepoli; pensiamo sia tempo sprecato stare soli con Lui e ministrare ai Suoi bisogni quando così tante persone povere e sofferenti hanno bisogno del nostro tempo e delle nostre richieste in preghiera. Gesù disse, “Perché mai infastidite questa donna? Ella infatti ha compiuto una buona azione verso di me. Perché avrete sempre i poveri con voi, ma non avrete sempre me” (Matteo 26:10-11). In pratica stava dicendo, “Lei l’ha fatto per me!”

mercoledì 29 ottobre 2014

TRASCORRERE DEL TEMPO CON GESÙ

Perché Gesù disse, “Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, chiudi la tua porta e prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà pubblicamente” (Matteo 6:6)? Perché il Signore desidera l’intimità. Egli vuole stare da solo con l’amore del Suo cuore! Molti pregano e non si perdono una sola riunione di preghiera. Andranno a tutte le riunioni in casa – ed è sicuramente scritturale che due o tre si radunino per pregare. Ma il Signore ci richiamerà e ci sussurrerà, “Vieni da solo – chiudi la porta – lascia che siamo solo noi due”. La preghiera segreta, nella propria stanza, è la cosa più intima che tu possa condividere col tuo Signore. Se non hai questo tipo di rapporto, non Lo conosci davvero bene.

Senza intimità con Gesù, persino le tue buone opere possono diventare malvagie: “Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome scacciato demoni e fatte nel tuo nome molte opere potenti?". E allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità" (Matteo 7:22-23). Cosa sta dicendo Gesù? La chiave è, “Io non ti conosco”. Non c’è stata intimità; alcuni agiscono incredibilmente nel Suo nome senza davvero conoscerlo. Ciò significa che possiamo restare così intrappolati nel fare il bene, nei programmi, nell’aiutare gli altri, che perdiamo il contatto con Gesù.

Quando trascorriamo del tempo da soli con Lui, pensiamo mai ai Suoi bisogni? Gesù è diventato uomo con tutti i bisogni di un uomo, incluso il bisogno di amicizia e amore. Egli ha provato il disprezzo, non ha mai messo da parte la Sua umanità. Gesù è Dio ma anche un uomo. Essere sensibile alle nostre infermità significa che Egli ancora avverte le ferite e i bisogni degli uomini. Di recente pensavo, “Signore, quand’eri sulla terra, hai mai chiesto a qualcuno se Ti amasse semplicemente per quello che sei – come Gesù l’uomo?” Guarda le moltitudini che Lo pressavano da tutte le parti, gridando per avere aiuto, misericordia, vista, guarigione, cibo, segni e prodigi. Egli li vedeva come pecore senza pastore; Egli udiva il loro grido e piangevano. Ma pochi andavano a Lui senza chiedere nulla – davvero pochi andavano a Lui solo per amarlo.

martedì 28 ottobre 2014

AMARE GESÙ

Gesù sa cosa significa essere tradito! Egli è stato paziente e longanime nel corso della storia, mentre la Sua amata Israele Gli è stata infedele, commettendo del continuo adulterio spirituale. Il cuore di Gesù brama una sposa fedele. Egli desidera un popolo che abbia occhi solo per Lui, senza altri amori che si frappongano tra loro.

Cos’è che reca gioia a una moglie o a un marito? La fedeltà – la capacità di guardarsi negli occhi e vedere fiducia. Nessuna bugia o segreto! Lo stesso vale nel nostro rapporto con Gesù. “Chi troverà una donna forte e virtuosa? Il suo valore è di gran lunga superiore alle perle. Il cuore di suo marito confida in lei e avrà sempre dei guadagni” (Proverbi 31:10-11). Gesù può guardare nei nostri cuori e fidarsi di noi con certezza?

Conosco un gruppo di sorelle evangeliche che trascorre ore semplicemente “amando Gesù”. Esse fanno cordoglio per l’adulterio della Sua sposa infedele. Cercano di riempire il Suo cuore sofferente – riempire la mancanza d’amore – e parlano del “Suo dolore”. Veramente Gesù deve soffrire quando così pochi Lo amano con tutto il loro essere. Il mio cuore si spezza e con lacrime prego, “Oh, Gesù! Quanto ti sono stato infedele negli anni. Quanto spesso le cose di questo mondo hanno preso il mio cuore. Ho inseguito macchine, oggetti antichi, sport. Ci sono stati momenti in cui ho amato la lode degli uomini, il possedere cose e spendere il mio tempo in altre faccende”. La Parola di Dio dice, “Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui” (1 Giovanni 2:15).

Gesù pose una domanda molto allarmante: “Quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?” (Luca 18:8). La parola “fede” in greco significa “affidarsi, essere fedele a”. A Lui! Egli profetizzò di un grande sviamento, che persino i Suoi eletti sarebbero stati fortemente tentati. Molti cadranno e inseguiranno questo mondo nella sua concupiscenza e nei suoi piaceri. Il mio grido è, “Oh, Signore, attirami a Te. Fa che io sia qualcuno di cui Tu ti possa fidare. Fa che io T’ami senza riserve. Dammi un amore puro, santo e incontaminato per Te!”

lunedì 27 ottobre 2014

GRAZIA CHE FORTIFICA by Gary Wilkerson

La maggior parte dei cristiani ha delle preoccupazioni pressanti nella propria vita – un figlio che si sta allontanando da Dio; un matrimonio pieno di tensione; una montagna di bollette senza soldi per poterle pagare. Perché dovresti preoccuparti di ricadere nelle opere quando stai affrontando questo tipo di problemi?

Credo che non esista una questione più pratica di un modo di ragionare schiavizzante come quello delle opere maggiori della grazia. Esso comporta delle implicazioni quotidiane, perché influisce direttamente su come gestisci i tuoi problemi.

Diciamo che un giovane dipendente dalla pornografia voglia esserne liberato. Anche lui tende ad avere la mentalità “delle opere”. Una sera legge il seguente passo: “Come può un giovane rendere la sua via pura? Custodendola con la tua parola” (Salmo 119:9). Il giovane pensa che se leggerà di più la sua Bibbia troverà libertà. Poi legge un passo che dice, “pregate gli uni per gli altri”. Allora si unisce a un gruppo di fratelli e chiede loro di pregare per lui.

Tutte le azioni da lui intraprese sono buone ma, nel suo cuore, lui dipende dal fare quelle cose – dalle opere – per ottenere la liberazione che cerca. In realtà, questa mentalità lo porterà solo più in basso nel legame della disperazione. Seguire Cristo non dipende dalle opere né dal lavorare per quello che solo Dio può provvedere mediante la fede.

Un altro giovane nella stessa chiesa sta lottando anch’egli con la pornografia. Prega, “Signore, sono debole senza di Te e lo so fin troppo bene. Ma so anche che Tu sei la mia speranza. Vengo a Te ora, lasciandomi dietro la disperazione e confidando che Tu compia l’opera Tua in me. So di aver bisogno di una cosa sola per vincere questo peccato: la Tua grazia che fortifica. Fa che scenda su di me ora. Altrimenti sono perduto”.

Quest’uomo riceverà la grazia potente di Dio. Perché? Perché ha abbattuto ogni barriera che lo separava da quella grazia – tutto con una semplice preghiera.

Questi due esempi potrebbero non sembrare troppo diversi in superficie. Ma nel regno spirituale, stanno avvenendo spostamenti tettonici. Un cuore si è allontanato dal vecchio patto schiavizzante che dice “me lo devo guadagnare” verso un patto che dice, “La Tua grazia guida ogni mio sforzo”.

Quando giungiamo a questo punto, vediamo Dio fare delle cose nella nostra vita che noi non potremmo mai fare con i nostri sforzi. Ti esorto, non trascurare la grande salvezza che hai ricevuto. Volgiti a Gesù, che è sempre più grande e la cui grazia rappresenta la tua forza per ogni cosa.

sabato 25 ottobre 2014

IL DESIDERIO DETERMINA IL DESTINO by Claude Houde

Sono il pastore della New Life Church (Chiesa della Nuova Vita) nella zona di Montreal chiamata South Shore in Canada. La nostra chiesa in origine aveva solo una manciata di credenti che si riunivano in una piccola stanza di un edificio che prendemmo in affitto da un consiglio scolastico. Oggi più di 3500 persone vengono in chiesa ogni settimana, qualcosa che in Quebec non è mai avvenuta. Meno del due percento della popolazione è evangelica. La tipica chiesa evangelica nella nostra nazione esiste da più di cinquanta anni, con una frequenza di meno di ottanta persone.

Come possiamo spiegare questa inusuale mietitura? Perché siamo stati benedetti con ben venti anni consecutivi di crescita in uno dei più ostili e secolari ambienti del Nord America? Non abbiamo una gran presenza a livello evangelico e non utilizziamo nemmeno gli ultimi metodi all'avanguardia né strategie di crescita dei guru della chiesa moderna. Siamo passati da un edificio all'altro; abbiamo tenuto servizi domenicali multipli; siamo cresciuti esponenzialmente sempre più anno dopo anno. Perché? Semplicemente perché uomini e donne di tutte le età, di ogni etnia e background sociale hanno sperimentato con risolutezza il potere della fede che trasforma. Centinaia vengono battezzati ogni anno e sono esempi oltre che narratori di storie di grazia, coraggio e redenzione miracolosa, storie stupende e inspiegabili che possono solo essere spiegate come “opera di Dio!” Invitano i loro amici, vicini, le loro famiglie, colleghi di lavoro o di college a “Provare e vedere quanto il Signore è buono: Beato l’uomo che confida in lui.” (Salmo 34:8). E Dio moltiplica la chiesa.

Nel moderno, secolare e cinico Quebec Francese, come in tutto il resto del mondo, la fede risoluta sta accendendo fuochi di risveglio e sta cambiando vite. Migliaia di “Daniele” stanno sperimentando cambiamenti e liberazioni reali. Non c'è nessuno “star system”, né strani misteri, professionismo o stratagemma. Ci sono solo dei “Daniele” moderni uomini e donne che vivono ogni giorno nella luce e nella libertà, nel potere e nella possibilità che solo una fede risoluta può dare. Essi comprendono che il desiderio determina il destino e sebbene sia impossibile per gli uomini, con Dio tutto è possibile.

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Claude Houde, pastore della Eglise Nouvelle Vie (Chiesa della Nuova Vita) a Montreal, Canada, è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo. Sotto la sua guida La Chiesa della Nuova Vita è cresciuta da poche persone a più di 3500 in una parte del Canada dove le chiese Pentecostali hanno da sempre avuto poco successo.

venerdì 24 ottobre 2014

EGLI TORNERÀ CON UN POTENTE GRIDO!

“Perché il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo e con la tromba di Dio discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo risusciteranno per primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre col Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole” (1 Tessalonicesi 4:16-18).

In greco, il termine “comando” significa incitare mediante la parola, risvegliare, suscitare, stimolare all’azione. La voce dell’arcangelo sarà udita da tutti i vincitori. “Egli è alle porte! Vieni, amata! Colui che ami è giunto a portarti via”. Non sarà una venuta discreta, che si svolgerà quietamente in un angolo. No! Gesù verrà con un suono di tromba, con l’esercito angelico, con un grido, col clamore di un arcangelo. I morti in Cristo risusciteranno per primi e L’incontreranno nell’aria. Essi per primi Lo abbracceranno. Pensi che staranno in silenzio? Con dei corpi nuovi? Eternamente redenti e finalmente a casa con Gesù? Amato, ci sarà una gioia tuonante! E mentre si rallegreranno, Egli manderà i Suoi angeli in tutto il mondo a radunare i Suoi figli. Che benvenuto sarà!

Ma ecco il significato della Sua venuta, distillata in poche parole: “E così saremo sempre col Signore” (1 Tessalonicesi 4:17). Quant’è sciocco discutere se vivremo sulla terra o in un paradiso. Il paradiso è ovunque sia Gesù. Alcuni sono davvero sicuri che non lasceremo mai questa terra, che Gesù verrà a noi e stabilità un regno mondiale. Tutto ciò che voglio io è questo: “E così saremo sempre col Signore”.

Desideri stare sempre col Signore? Sapevi che è anche Suo desiderio stare con te? “Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche coloro che tu mi hai dato, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai dato” (Giovanni 17:24). Lascia i tempi e le stagioni nelle mani del Padre e vivi ogni giorno della tua vita come se Cristo stesse per tornare nel giro di un’ora. Ma ricorda, finché non viene c’è tanto lavoro da fare.

giovedì 23 ottobre 2014

LA SUA VENUTA SARÀ UNA GRANDE FESTA

Per noi che costituiamo la sposa, non dev’esserci timore per la Sua venuta. “Ma, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi, perché anche nella manifestazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare” (1 Pietro 4:13).

Non dimenticare mai che Egli non coglierà di sorpresa coloro che Lo attendono, i quali “aspettano e affrettano la venuta del giorno di Dio” (2 Pietro 3:12). Coloro che attendono e affrettano la Sua venuta stanno “riscattando il tempo, perché i giorni sono malvagi” (Efesini 5:16). Non se ne stanno seduti davanti alla tv, avvolti in sogni egoistici e ambizioni stolte! Sono invece impegnati ad adornarsi come una sposa in attesa, impegnata finché Lui non venga. Quel giorno non sorprenderà coloro che sono pronti. Egli non verrà come un ladro nella notte per chi Lo attende!

Sarà anche il giorno di gioia del Signore, perché Egli è ansioso di stare con la Sua sposa: “Io sono del mio diletto, e il suo desiderio è verso di me” (Cantico dè cantici 7:10). Ci dimentichiamo spesso della Sua emozione, della Sua gioia, la Sua aspettativa. Sì, Lui desidera la Sua sposa! Egli si rallegrò quando i discepoli ritornarono dopo aver scacciato demoni (vedi Luca 10:17-22). Egli è uomo glorificato, partecipe di ogni nostro sentimento e ripieno della gioiosa aspettazione di avere la Sua sposa, di reclamarla, di attirarla a Sé!

Egli ha promesso di manifestarsi a coloro che ricercano la Sua venuta. “Apparirà una seconda volta senza peccato a coloro che lo aspettano per la salvezza” (Ebrei 9:28). Stavolta, Egli non verrà per espiare il peccato, ma per rivelare la Sua gloria alla Sua sposa. Questa manifestazione è già iniziata, poiché Egli sta mostrando la Sua potenza e gloria al Suo santo residuo. Essi saranno presi dalla Sua spinta magnetica. Egli non è un imbroglione; piuttosto, Egli ci sta corteggiando, purificando, chiamando e attirandoci più vicino a Sé.

mercoledì 22 ottobre 2014

NOI LO VEDREMO!

“Questo Gesù, che è stato portato in cielo di mezzo a voi, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo” (Atti 1:11).

Nella tomba fu deposto un corpo in carne ed ossa, e questo stesso corpo fu resuscitato, lo stesso che Tommaso toccò (vedi Giovanni 20:26-29). Egli toccò le sue mani e il Suo costato. Si trattava proprio di un uomo – glorificato – che ascese al Padre! Gesù non si vaporizzò davanti a loro; Egli venne innalzato in una nuvola finché non scomparve dalla vista. Che visione meravigliosa dev’essere stata: Gesù splendente – radiante di gloria – col viso rivolto al cielo – lentamente sollevato al disopra di tutti loro. Gli apostoli devono essere caduti sulle loro ginocchia!

Essi assistettero a tutta l’ascensione con gli occhi fissi su Lui: “Come essi avevano gli occhi fissi in cielo” (Atti 1:10). Non fecero in tempo a batter ciglio che Lui se n’era andato! È vero che anche noi saremo trasformati in un batter d’occhio: “Tutti saremo mutati in un momento, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba” (1 Corinzi 15:51-52). Paolo sta parlando del nostro cambiamento corporeo, quando verremo “rapiti assieme a loro [i morti risuscitati] sulle nuvole, per incontrare il Signore nell'aria” (1 Tessalonicesi 4:17). Egli tornerà prontamente, improvvisamente, e in un istante saremo trasformati corporalmente.

Lo scrittore della lettera agli Ebrei suggerisce che il popolo di Dio vedrà il giorno approssimarsi: “Non abbandonando il radunarsi assieme di noi…ma esortandoci a vicenda, tanto più che vedete approssimarsi il giorno” (Ebrei 10:25). “Sappiamo però che quando egli sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è” (1 Giovanni 3:2). “Ecco, egli viene con le nuvole e ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo hanno trafitto” (Apocalisse 1:7). “Essi vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome sulla loro fronte” (Apocalisse 22:4). Stefano, “ripieno di Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio” (Atti 7:55). Stefano è un tipo di coloro che stanno vivendo negli ultimi giorni – “ripieni di Spirito Santo” – che avranno occhi aperti e cieli aperti. Vedremo Gesù venire nella gloria con tutti i santi angeli e vedremo il corteo della Sua gloria!

martedì 21 ottobre 2014

PREPARANDOCI PER ANDARGLI INCONTRO

“Così quelli che erano riuniti assieme lo interrogarono, dicendo: «Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?». Ma egli disse loro: «Non sta a voi di sapere i tempi e i momenti adatti, che il Padre ha stabilito di sua propria autorità…Dette queste cose, mentre essi guardavano, fu sollevato in alto; e una nuvola lo accolse e lo sottrasse dai loro occhi. Come essi avevano gli occhi fissi in cielo, mentre egli se ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono loro, e dissero: «Uomini Galilei, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che è stato portato in cielo di mezzo a voi, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo»” (Atti 1:6-7, 9-11).

Gesù radunò coloro che erano stati scelti per vederlo ascendere al Padre - “E, ritrovandosi assieme” (Atti 1:4). Circa 120 persone vennero chiamate da Gesù Stesso al Monte degli Ulivi. Non credo sapessero o avessero afferrato quanto stesse per accadere. Egli aveva provato a prepararli al Suo ritorno al Padre: “Perché io vado al Padre e non mi vedrete più” (Giovanni 16:10). Come potrebbe una mente limitata comprendere tali parole? In che modo se ne sarebbe andato? Sarebbe sceso un carro come per Elia o sarebbe improvvisamente scomparso nell’aria? Era qualcosa circa la quale Gesù li aveva avvertiti: “Avete udito che vi ho detto: "Io me ne vado e tornerò a voi". Se voi mi amaste, vi rallegrereste perché ho detto: "Io vado al Padre”” (Giovanni 14:28). Essi dissero, “Che cosa è questo "fra poco", di cui parla? Noi non sappiamo quello che vuol dire” (Giovanni 16:18).

Allo stesso modo in cui radunò i discepoli, Gesù radunerà ancora il Suo popolo per prepararci al Suo ritorno. Ma noi comprenderemo? Dio ha sempre avuto un popolo, ma subito prima della Sua venuta, Egli farà esattamente come prima di andarsene. Egli lo sta facendo adesso, in realtà! Sta succedendo qui nella Chiesa di Times Square e in tutta l’America, la Cina, l’Europa, la Polonia, la Russia. Alla chiamata dello Spirito Santo, si stanno radunando piccoli e grandi gruppi di persone per “andargli incontro”. Essi hanno udito la tromba! Hanno udito il grido, “Ecco lo sposo; uscitegli incontro” (Matteo 25:6).

lunedì 20 ottobre 2014

CRISTO CI HA LIBERATI by Gary Wilkerson

Pensa a tutte queste cose benedette: preghiera intima col Signore; leggere la Sua meravigliosa Parola; condividere il Suo vangelo con gioia. Sono tutte pratiche meravigliose che rendono la nostra vita gioiosa e soddisfacente. Eppure spesso in ciò iniziamo a compiere delle opere che si basano sul merito - lavori ardui e dovuti. Facendo questo, trascuriamo “una così grande salvezza” - una grazia salvifica che non viene mai meno. Vedi, anche quando falliamo, il Nuovo Patto non lo fa. Secondo Paolo, questa verità dovrebbe renderci liberi, non schiavi.

"State dunque saldi nella libertà con la quale Cristo ci ha liberati, e non siate di nuovo ridotti sotto il giogo della schiavitù” (Galati 5:1). In tutta questa epistola, Paolo chiede ai credenti, “Perché mai vorreste tornare a un Antico Patto di opere? Quel sistema non farà altro che rendervi nuovamente schiavi. Avete ricevuto il Nuovo Patto che vi rende liberi per amare e servire Dio il perfetta libertà”.

Paolo lo rese estremamente chiaro per i galati, dicendo che il vangelo ci fortifica nello Spirito mediante la grazia. Ma i galati continuavano a cercare di vivere l’evangelo attraverso le lenti delle opere. Erano convinti, “Se faccio così, riceverò una benedizione. Se non lo farò, otterrò maledizione”.

Forse on vediamo questo in noi, ma tendiamo a fare qualcosa di simile oggi. La nostra attitudine è, “Farò del mio meglio per obbedire ai comandamenti di Dio e poi Lui dovrà benedirmi”. Ma Dio parla diversamente nel Nuovo Patto: “Io ti ho già benedetto, prima che tu provi ad obbedire ai Miei comandamenti. So anche che non riesci ad osservare la Mia Parola alla perfezione, così ti fortificherò per osservarla mediante il Mio Spirito. La Mia grazia sarà la potenza che si celerà dietro ogni tua opera, non sarà la tua forza a farlo”.

Questo è il cuore del vangelo: Dio compie ogni cosa! Dunque, quando ci viene detto che “bisogna che ci atteniamo maggiormente alle cose udite, che talora non finiamo fuori strada” (Ebrei 2:1), non significa allontanarsi dall’osservare di più le regole. Piuttosto, dobbiamo prestare attenzione all’evangelo della grazia che ci ha reso liberi.

sabato 18 ottobre 2014

LA COMPASSIONE È CONTAGIOSA by Nicky Cruz

“ Com’Egli fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore” (Marco 6:34).

Ad Oslo, Norvegia, il nostro ministero viene portato avanti da molte chiese Luterane. Fu una delle poche chiese che volle aiutarci. I loro fedeli erano profondamente devoti al Signore ma vennero colti alla sprovvista dai nostri metodi di evangelizzazione. I Cristiani Europei sono tranquilli, gente umile che solitamente tengono la fede tutta per loro. L'idea di predicare agli angoli delle strade in mezzo al vicinato li portò davvero lontani dalle loro zone di conforto. Inizialmente non vollero venire con noi, ma in poche settimane non riuscimmo più a fermarli. Svilupparono un fuoco interiore per l'evangelizzazione, una genuina ossessione per le anime.

Molti di loro viaggiavano in treno per due o tre ore ogni mattina per aiutarci, per poi rimettersi nuovamente in treno per tornare a casa la sera tardi. Non ne avevano abbastanza. Svilupparono una sete di conoscenza riguardo i nostri fratelli di New York. Quando raccontammo loro che molti dei nostri fratelli erano ex membri di gang e drogati, stentarono a crederlo. Rimasero attoniti riguardo a ciò che Gesù fece nelle loro vite e cosa stava ancora facendo.

Ma ciò che li attrasse maggiormente fu la compassione genuina che i nostri fratelli nutrivano per gli altri. Quando qualcuno veniva ferito, i nostri fratelli piangevano per loro, li sostenevano, pregavano per loro. Ogni mattina cominciava con diverse ore di preghiera e lode presso l'edificio della chiesa ed i fratelli Luterani non ne avevano mai abbastanza. L'amore che i nostri fratelli emanavano per loro e gli uni verso gli altri fu qualcosa che andò oltre a quanto si fossero mai aspettati di sperimentare. Colsero così quell'entusiasmo senza nemmeno pensarci. Si diffuse come un lampo dentro i cuori di ogni fratello che lavorava con noi.

Quando la nostra esperienza terminò, i fratelli norvegesi non volevano lasciarci andare via. Si attaccarono così tanto al nostro gruppo, amavano così tanto i nostri fratelli, che piansero per ore in aeroporto prima che il nostro aereo partisse. I nostri fratelli si fecero degli amici sinceri durante quel viaggio ed ebbero un impatto indelebile sulle vite di coloro che si lasciarono alle spalle.

Questa è la bellezza e la natura della compassione. È uno delle emozioni più toccanti e contagiose dell'essere umano. Non può essere falsata ed il suo impatto non può essere spiegato, perché è qualcosa di davvero reale. Ed è davvero potente!

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Nicky Cruz, evangelista conosciuto in tutto il mondo ed autore prolifico, si convertì a Gesù Cristo da una vita di violenza e crimini dopo aver incontrato David Wilkerson a New York City nel 1958. La storia della sua drammatica conversione venne raccontata prima ne La Croce e il Pugnale di David Wilkerson e successivamente nel suo libro e best seller Run, Baby, Run.

venerdì 17 ottobre 2014

UNA PAROLA FRESCA OGNI GIORNO

Dio sta offrendo una parola fresca ogni giorno a tutti coloro che ascolteranno, ma molti non riescono a farlo perché i loro cuori si stanno indurendo. In Ebrei leggiamo, “Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori” (Ebrei 3:7-8). La voce di Dio è la voce “di oggi”. Egli vuole che udiamo una voce aggiornata all’ultimo minuto.

Gesù ci ha avvertito circa gli uditori dal terreno roccioso: “Parimenti quelli che ricevono il seme su un suolo roccioso sono coloro che, quando hanno udita la parola, subito la ricevono con gioia; ma non hanno in sé radice e sono di corta durata; e, quando sopravviene la tribolazione o la persecuzione a causa della parola, sono subito scandalizzati” (Marco 4:16-17). Ciò si riferisce a coloro che amano udire, che ricevono tutto ciò che Dio dice con allegrezza. Ma la Parola non mette radice. La voce di Dio non li cambia. Essi restano impassibili, il loro cuore diventa una pietra. Dove sono i cuori di pietra? In prigione? Sulle strade? Tristemente, il più duro dei cuori si trova nella casa di Dio, tra coloro che non sanno nemmeno di essere induriti!

Lascia che ti dica in che modo i cristiani sviluppano cuori duri. Essi rifiutano di permettere alla voce di Dio di distruggere la loro testarda volontà. Essi ascoltano la voce di Dio nella Sua Parola, nelle predicazioni e a volte anche nella voce dolce e sottile. Tuttavia, non le obbediscono! La Parola non riesce a mettere radice. E c’è qualcosa di ancora peggiore. Ogni giorno Dio chiama il Suo popolo nella stanza della preghiera perché vuole parlare loro. Vuole parlare dell’obbedienza, dei problemi, del futuro, dare direzione. “Quando vi ho parlato con urgenza ed insistenza non avete ascoltato, e vi ho chiamati e non avete risposto” (Geremia 7:13). Ogni volta che rifiutiamo quella chiamata e ci rivolgiamo invece ai nostri interessi e ai nostri affari, mettendo altre cose prima di Dio – ogni volta che perdiamo un giorno di ascolto – ogni giorno che ci rifiutiamo di ascoltare – i nostri cuori si raffreddano sempre più. Ogni volta che ascoltiamo un’altra voce, invece di voler udire la Sua voce, diventiamo un po’ più induriti.

Quando ci rifiutiamo di disciplinarci nello stare da soli con Dio per udire la Sua voce, diveniamo estranei a quella voce. È vergognoso osservare ciò che sta accadendo in molte chiese oggi, vedere così tante persone non riconoscere più la voce di Dio. Il Signore li vede indurirsi, ma ancora si prende cura di loro e li ama. Così volge la luce del Suo Spirito Santo su loro, portando una parola penetrante e infuocata – una voce tuonante – per svegliarli. Ma la Parola li offende; la Parola stessa che Dio voleva donare per liberarli li offende ed essi si indignano e si inaridiscono! “Quando il sole sorge, si inaridiscono e si seccano” (vedi Matteo 13:6).

giovedì 16 ottobre 2014

È TEMPO DI CHIUDERE LA PORTA

“Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, chiudi la tua porta e prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà pubblicamente” (Matteo 6:6).

La voce di Dio viene udita da coloro che L’incontrano nella preghiera segreta. Dio è molto attento riguardo a chi parlare. Essa è solo per coloro che considerano la Sua voce talmente tanto da chiudere fuori il mondo intero per restare da soli e aspettare Lui.

Dio ci dice, “Se vuoi udire la Mia voce, chiuditi nello stanzino della preghiera. Pregami nel segreto e Io ti ricompenserò”. Gli impegni, le concupiscenze, l’avarizia e le preoccupazioni della vita soffocano la voce di Dio. Gesù ci ha dato un avvertimento contro il diventare così impegnati da impedirci di fermarci ad ascoltare la Sua voce. Nella parabole del seminatore, “la parola” è la Sua voce: “Quelli invece che ricevono il seme fra le spine, sono coloro che odono la parola; ma le sollecitudini di questo mondo, l'inganno delle ricchezze e le cupidigie delle altre cose, che sopravvengono, soffocano la parola e questa rimane infruttuosa” (Marco 4:18-19).

Temo che qualcuno che sta leggendo queste parole ora abbia soffocato la voce di Dio. Soffocare qui significa “sommergere” o “affogare” la Sua voce. Dio una volta ti parlava chiaramente e per te era una tale gioia. Tu ancora Lo ami, ma hai sempre meno tempo per Lui. Ora i tuoi impegni ti chiamano – le tue ricchezze, le tue sollecitudini, i tuoi problemi, e tutte le altre cose che consumano il tuo tempo! La voce di Dio ora è sempre più fioca. Egli ti sta chiamando, ti sta corteggiando, avvertendo: “Continua così e soffocherai del tutto la Mia voce in te!”

Puoi diventare così impegnato, così sovraccarico di problemi e preoccupazioni che non ti servirà a niente udire la Sua voce, perché non l’ascolterai. Gesù disse che sarebbe infruttuosa (verso 19).

“Ma quelli che hanno ricevuto il seme in buon terreno, sono coloro che odono la parola, la ricevono e portano frutto, chi il trenta, chi il sessanta e chi il cento” (Marco 4:20).

mercoledì 15 ottobre 2014

DIO PARLA ANCORA?

Samuele udiva chiaramente la voce di Dio, così chiaramente che “l'Eterno…non lasciò cadere a terra alcuna delle sue parole” (1 Samuele 3:19). “L'Eterno continuò ad apparire a Sciloh, perché a Sciloh l'Eterno si rivelava a Samuele mediante la sua parola… La parola di Samuele era rivolta a tutto Israele” (1 Samuele 3:21-4:1). Davide udiva Dio parlare e, in cambio, lui parlava con Dio! La voce di Dio era la sua gioia e la sua vita. Davide disse, “DIO ha parlato nella sua santità; Io mi rallegrerò” (Salmo 60:6).

Molti oggi non credono che Dio ancora parli all’uomo. Dicono che Egli parli solo attraverso la Sua Parola, che tutto ciò che Egli abbia mai voluto o abbia avuto bisogno di comunicare sia sigillato nel canone delle Scritture. Certamente Dio non parlerà mai contrariamente alla Scrittura, ma “Dio…in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo di suo Figlio” (Ebrei 1:1-2). E Suo Figlio sta ancora parlando ai Suoi figli! Egli disse che le Sue pecore conoscono la Sua voce e che non ascolteranno quella di un altro. Sappiamo che Dio ha parlato agli uomini nell’Antico Testamento. Ma nel Nuovo? E in questi ultimi giorni?

Dio parlò a Saulo (Paolo) sulla strada di Damasco: “All'improvviso una luce dal cielo gli folgorò d'intorno. E, caduto a terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?»” (Atti 9:3-4). Per il resto della sua vita, Paolo testimoniò, “Ho sentito la Sua voice”. Davanti al re Agrippa, disse, “Udii una voce che mi parlava e mi disse in lingua ebraica…alzati…perché per questo ti sono apparso” (Atti 26:14 e 16).

Pietro udì e ubbidì alla voce di Dio. In preghiera, sentì Dio parlare: “E udii una voce che mi diceva: "Pietro, alzati, ammazza e mangia". Ma io dissi: Niente affatto, Signore…Ma la voce mi rispose per la seconda volta dal cielo…E ciò accadde per tre volte” (Atti 11:7-10).

Gesù chiama l’ultima chiesa di Laodicea ad udire la Sua voce ed aprirsi: “Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me” (Apocalisse 3:20).

martedì 14 ottobre 2014

LA SUA VOCE

Una delle più grandi benedizioni che un vero credente possiede è udire e conoscere la voce di Dio. È possibile udire la voce di Dio oggi tanto chiaramente quanto la udirono Abrahamo e Mosè – così chiaramente come la udirono Samuele e Davide – e Paolo, Pietro, gli apostoli e Giovanni sull’isola di Patmos! Dio ha promesso di far udire chiaramente la Sua voce ancora una volta in questi ultimi giorni. Egli ci ha donato una promessa e un avvertimento riguardo l’udire la Sua voce. Dio metterà insieme un residuo santo e separato in una Sion spirituale e renderà loro nota la Sua voce. “Ma voi vi siete accostati al monte Sion e alla città del Dio vivente, che è la Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli” (Ebrei 12:22).

Dio offre questo messaggio a tutti coloro che sono stati chiamati: la voce di Dio che ha scosso la terra nelle generazioni passate sarà nuovamente udita in potenza in un ultimo scuotimento di tutte le cose! “La cui voce scosse allora la terra, ma che ora ha fatto questa promessa, dicendo: «Ancora una volta io scuoterò non solo la terra, ma anche il cielo»” (Ebrei 12:26). Ecco l’avvertimento di Dio ai Suoi figli santi. “Guardate di non rifiutare colui che parla, perché se non scamparono quelli che rifiutarono di ascoltare colui che promulgava gli oracoli sulla terra, quanto meno scamperemo noi, se rifiutiamo di ascoltare colui che parla dal cielo” (Ebrei 12:25).

Perché Dio sta radunando un popolo da chiese morte? Perché lo Spirito sta gridando, “Uscite da Babilonia, popolo mio! Non partecipate al suo peccato”? Perché in questi difficili ultimi giorni, Dio deve avere un popolo (un popolo di Sion) che non sia confuso da false dottrine. Si tratta di pecore che non seguono falsi insegnanti, che conoscono la voce del loro Maestro. Dio parla loro chiaramente e in modo certo, ed essi vivono per quella voce! Sono diretti dalla Sua voce, consolati dalla Sua voce, guidati in ogni cosa dalla Sua voce! L’unica grande caratteristica di un popolo santo è che non confondono la voce di Dio. La conoscono – la odono – sono governati da essa. Essa è certa, stabile e inconfondibile!

lunedì 13 ottobre 2014

GESÙ È PIÙ GRANDE by Gary Wilkerson

“Dio, dopo aver anticamente parlato molte volte e in svariati modi ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo di suo Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, per mezzo del quale ha anche fatto l'universo. Egli, che è lo splendore della sua gloria e l'impronta della sua essenza e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza” (Ebrei 1:1-3).

Il capitolo iniziale di Ebrei ripete una verità che ogni cristiano conosce ma che in pochi poi afferrano: “Gesù è più grande”. Lo scrittore è così concentrato su questo tema che non spende tempo per i saluti. E non offre alcun’istruzione ai suoi lettori, come vediamo in altre epistole; piuttosto, ha una sola cosa in mente: “Gesù è più grande!” Egli è innamorato, emozionato e sopraffatto da Cristo.

“Gesù è più grande di cosa?” ti chiederai. In Ebrei 1 troviamo la risposta: Egli è più grande di tutti i profeti, i sacerdoti, i re e gli angeli. Fai un nome, e Lui è più grande di esso. Questa non è una novità per noi che conosciamo Cristo come nostro Salvatore vivente; sì, Egli era presente alla creazione ed Egli regna eternamente come Re. Sì, Egli è più grande di tutto quello che possiamo immaginare.

Tuttavia, molti cristiani inciampano su una semplice verità quando vengono a sapere che “Gesù è più grande”. Il problema è questo: Gesù è più grande delle opere della legge – ma noi viviamo come se le nostre opere fossero più importanti della grazia salvifica di Cristo. Dichiariamo di essere salvati per grazia, ma ogni volta che veniamo meno, ricadiamo nelle opere per essere ristorati. Questa è la mentalità dell’Antico Patto, una mentalità che porta alla schiavitù – eppure pochi di noi si rendono conto di caderci.

Leggendo oltre in Ebrei, vediamo il “patto più grande” che Dio ha stipulato con noi: “Ma ora Cristo ha ottenuto un ministero tanto più eccellente in quanto egli è mediatore di un patto migliore, fondato su migliori promesse…Ecco, vengono i giorni che io concluderò con la casa d'Israele e con la casa di Giuda un nuovo patto” (Ebrei 8:6, 8). 

Gesù è più grande!

sabato 11 ottobre 2014

ANNUNCIANDO LA PAROLA CON FRANCHEZZA by Jim Cymbala

Di cosa aveva bisogno la chiesa nel libro degli Atti? La preghiera degli apostoli ci da un chiaro punto di riferimento: "concedi ai tuoi servitori di annunziare la tua parola con ogni franchezza" (Atti 4:29).

Non esiste una cosa come la “franchezza insegnata”. La franchezza può essere impartita solo dallo Spirito Santo; non puoi impararla ad un seminario. II Timoteo 1:7 dice: "Poiché Iddio ci ha dato uno spirito non di timidezza ma di forza e d'amore e di correzione”.

I predicatori del Nuovo Testamento erano dei franchi provocatori, confidando nello Spirito Santo, il quale avrebbe prodotto quella convinzione necessaria alla conversione. Non avevano per niente paura.

Ascoltiamo Pietro nel giorno di Pentecoste: "voi, per man di iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste" (Atti 2:23). Questa era l'ultima cosa che la folla avrebbe voluto udire. Se David Letterman avesse una lista delle 10 cose da non dire ad un pubblico Giudeo, la numero uno sarebbe "indovinate un po', con le vostre stesse mani avete ucciso il Messia, colui che Israele stava aspettando da secoli".

Ma la franchezza di Pietro non fece andare via la gente. Al contrario egli scosse le loro coscienze. Alla fine di quel giorno un folto numero di persone si pentì dei suoi peccati e si convertì.

Nel capitolo successivo, Pietro fu altrettanto schietto con la folla che si radunò dopo la guarigione dello zoppo: "Ma voi rinnegaste il Santo, il Giusto e chiedeste che vi fosse concesso un omicida; e uccideste il Principe della vita... Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati e affinché vengano dalla presenza del Signore dei tempi di ristoro" (Atti 3:14-15, 19, 20).

Quando Paolo predicò ad Efeso alcuni anni dopo, la sua provocazione nei confronti dell'idolatria pagana fu così diretta che scoppiò una rivolta. "Essi, udite queste cose, accesi di sdegno, si misero a gridare: «Grande è la Diana degli Efesini!» E tutta la città fu piena di confusione” (Atti 19:28-29). Tutto questo non mi suona affatto amichevole.

Ma nonostante tutto ne venne fuori una chiesa forte. Gli apostoli realizzarono che senza un'attitudine schietta e aggressiva nel proclamare la Parola di Dio, non avrebbero tirato su la chiesa che Gesù intendeva fondare. Ogni chiesa in ogni città del mondo deve giungere alla stessa conclusione.

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Jim Cymbala fondò la Brooklyn Tabernacle con meno di venti membri in un piccolo edificio situato in una zona molto difficile della città. Originario di Brooklyn, è un vecchio amico di David e Gary Wilkerson e assiduo relatore alle conferenze della Expect Church Leadership sponsorizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 10 ottobre 2014

UNA VITA DI RAVVEDIMENTO E SEPARAZIONE

Senza una vita di ravvedimento e separazione dal mondo non può esserci vero risveglio. “Quelli che appartenevano alla stirpe d'Israele si separarono da tutti gli stranieri e si presentarono per confessare i loro peccati e le iniquità dei loro padri” (Nehemia 9:2). Ovunque ci sia una ristorazione di tipo biblico, ci sarà una consapevolezza sempre crescente della chiamata del Signore a separarsi da tutto ciò che è mondano e sensuale.

Con gli anni ho osservato che è il cristiano separato, consumato da Cristo, che vive una vita santa quello che ha più effetto sul mondo secolare. I non credenti si aspettano che i cristiani si separino e siano puri, completamente “diversi”. Nelle strade di New York infestate dal crimine, con spiriti demoniaci che infuriano da tutte le parti, soltanto un cristiano ripieno di Cristo, puro, separato può mettere in fuga il nemico. I compromessi vengono spaventati e il loro stesso peccato li condanna.

Dio sta facendo sorgere un residuo di credenti che vuole il risveglio, ma solo perché esso li rende conformi all’immagine di Gesù Cristo. E quando esso giunge nella sua pienezza, la maggior parte dei cristiani o lo riconoscerà o lo rifiuterà. Il residuo appartato udrà la tromba squillare e saprà ciò che Dio sta dicendo.

Dio possiede tutto ciò che abbiamo. Noi continuiamo a dire, “Signore, ti restituisco questo”! ma noi in realtà non abbiamo mai posseduto nulla. “Mie infatti sono tutte le bestie della foresta; mio è il bestiame che sta a migliaia sui monti…il mondo e quanto esso contiene è mio” (Salmo 50:10-12). Il Signore ci sta dicendo, “Sali sul tetto ed esamina il tuo cuore!” Sei solo un amministratore delle Sue proprietà? Alla luce dell’eternità, alla luce della fragilità della vita, quanto spendi per te stesso in confronto alla Sua opera?

Il grande effetto dello spargimento dello Spirito Santo è farci deporre tutto sull’altare di Dio e farci distogliere lo sguardo dalle cose che possediamo. Alla Pentecoste fu detto, “E il gran numero di coloro che avevano creduto era di un sol cuore e di una sola anima; nessuno diceva esser suo quello che aveva, ma tutte le cose erano in comune fra di loro” (Atti 4:32).

giovedì 9 ottobre 2014

LO SPIRITO DI GIOIA E CELEBRAZIONE

“Poi Nehemia disse loro: «Andate, mangiate cibi squisiti e bevete vini dolci, e mandatene porzioni a chi non ha nulla di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro. Non rattristatevi, perché la gioia dell'Eterno è la vostra forza». I Leviti tenevano zitto tutto il popolo, dicendo: «Tacete, perché questo giorno è santo. Non rattristatevi!». Allora tutto il popolo andò a mangiare, a bere, a mandar porzioni ai poveri e a festeggiare con grande esultanza perché avevano compreso le parole che erano state loro spiegate” (Nehemia 8:10-11).

Ovunque l’amore per la Parola di Dio sia stato ristorato e ne sia conseguito il ravvedimento, arriva sempre una grande ondata di gioia e celebrazione. Ma oggi c’è un tipo di falsa gioia e falsa celebrazione: è la celebrazione di sé stessi e l’idolatria – il danzare intorno al vitello d’oro! Abbiamo bisogno di grande discernimento per conoscere la differenza fra la vera gioia del ravvedimento e la falsa gioia dell’idolatria.

Mosè e Giosuè scesero dal monte con un grande grido nel campo: “Ma egli rispose: «Questo non è né un grido di vittoria…il clamore che io odo è di gente che canta»” (Esodo 32:18). Stavano gridando, cantando e danzando e Mosè sapeva sin dall’inizio che proveniva dalla carne. Sapeva che erano un popolo ribelle dal collo duro, pieno di lussuria, fornicazione, nudità e sensualità. Era il grido dell’idolatria.

Riesci a vedere la differenza? Se non c’è predicazione della Legge per convincere di peccato – se non c’è pianto o facce a terra - se non c’è amore per la Parola di Dio che rimprovera – se non c’è ravvedimento – allora non c’è grido spirituale, non ci sono canti santi! Potresti restare intrappolato nel canto dell’idolatria.

Perché c’era una tale felicità, uno spirito di festa e gioia nel risveglio riportato in Nehemia? “Perché avevano compreso le parole che erano state loro spiegate” (Nehemia 8:12). In altre parole, essi discernettero e presero a cuore la Parola; obbedirono!

mercoledì 8 ottobre 2014

RAVVEDIMENTO CHE SPEZZA IL CUORE

“Alzando le mani…poi s'inchinarono e si prostrarono con la faccia a terra davanti all'Eterno… Essi leggevano nel libro della legge di Dio distintamente, spiegandone il significato, per far loro capire ciò che si leggeva. Nehemia…Esdra, sacerdote e scriba, e i Leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: «Questo giorno è consacrato all'Eterno, il vostro DIO; non fate cordoglio e non piangete!». Tutto il popolo infatti, ascoltando le parole della legge, piangeva” (Nehemia 8:6-9).

La loro prima reazione alla Parola fu emozione e gioia! Gridarono, “Amen, Amen, alzando le mani”. Davide disse, “Alzate le vostre mani verso il santuario e benedite l'Eterno” (Salmo 134:2). Ma la Parola presto li portò sulle loro facce. È vero ravvedimento quando veniamo messi in ginocchio dalla Parola di Dio. “Poi s'inchinarono e si prostrarono con la faccia a terra davanti all'Eterno…Tutto il popolo infatti, ascoltando le parole della legge, piangeva”. Essi tremarono alla Parola di Dio, poi la presero a cuore e si ravvidero!

Quando arriva un risveglio da parte dello Spirito Santo, i cristiani non serbano rancori; non spettegolano o pugnalano alle spalle o trovano difetti. Non cercano di mettere in riga il pastore o la chiesa. Non siedono tutto il tempo come dei poltroni davanti alla televisione! No! Sono sulle loro facce davanti a Dio, piangendo, perché la Parola ha forgiato i loro cuori. Non giudicano gli altri né guardano gli altri. Sono convinti dalla Parola di Dio e sono consapevoli di non esserne all’altezza!

In Romani 12:9-21, l’apostolo Paolo descrive i segni distintivi di un vero popolo ravveduto. Paolo inizia dicendo, “L'amore sia senza ipocrisia; detestate il male e attenetevi fermamente al bene. Nell'amore fraterno, amatevi teneramente gli uni gli altri; nell'onore usate riguardo gli uni verso gli altri. Non siate pigri nello zelo; siate ferventi nello spirito, servite il Signore, allegri nella speranza, costanti nell'afflizione, perseveranti nella preghiera” (versi 9-12).

martedì 7 ottobre 2014

TUTTO IL CONSIGLIO DI DIO

La prima testimonianza di un risveglio è il grande desiderio di ascoltare e obbedire alla Parola del Signore.

“Allora tutto il popolo si radunò come un solo uomo sulla piazza che era davanti alla porta delle Acque; dissero poi ad Esdra lo scriba, che portasse il libro della legge di Mosè che l'Eterno aveva dato a Israele. Il primo giorno del settimo mese, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all'assemblea degli uomini, donne e di tutti quelli capaci di intendere. Quindi lo lesse sulla piazza che sta davanti alla porta delle Acque, dallo spuntar del giorno fino a mezzogiorno, davanti agli uomini, alle donne e a quelli capaci di intendere; e le orecchie di tutto il popolo stavano attente al libro della legge…Esdra aprì il libro alla presenza di tutto il popolo, perché stava più in alto di tutto il popolo; come l'aperse, tutto il popolo si alzò in piedi” (Nehemia 8:1-3, 5).

Il grido del loro cuore fu, “Portaci la vera Parola del Signore!” Esdra stava su un pulpito di legno e predicò la Parola di Dio per sei ore, mentre migliaia di persone prestavano attenzione, imparando che la causa della loro sofferenza era la loro testardaggine e ribellione. I cristiani sviati non vogliono udire la Parola – li annoia! Ciò che vogliono è emozione. I predicatori sviati non vogliono predicare molto della Parola di Dio; piuttosto, fanno qualche breve sermone. Non predicano la Legge perché ciò produce convinzione e scuote la chiesa! Fa contorcere i compromessi!

Dove lo Spirito Santo è all’opera, il popolo fra i banchi reclama la Parola. Ricevo centinaia di lettere di santi affamati che gridano, “Abbiamo così tanta fame. Non sentiamo la vera Parola. Riceviamo lettera morta senza unzione!” Dove Dio opera si trovano Bibbie ovunque. C’è emozione riguardo la predicazione e l’insegnamento, con vera reverenza per la Parola.

Quant’è triste che in molte chiese carismatiche la predicazione viene semplicemente sopportata. Vogliono solo musica, intrattenimento e cantanti speciali al centro di tutto! Quando arriva lo Spirito Santo, la Parola sarà innalzata. Il grido delle persone sarà, “Signore, voglio tutto: il buono, il cattivo, i comandamenti, le promesse, tutto il consiglio di Dio!”

lunedì 6 ottobre 2014

L'OPERA DELLA GRAZIA by Gary Wilkerson

Dio non ha bisogno della nostra assistenza nella Sua opera di grazia!

Ti chiederai, "Non ho alcuna parte nell'opera della grazia?" Se cerchi di aggiungere qualcosa all'opera di Cristo, combinerai solo un pasticcio. É impossibile aggiungere qualcosa alla Sua gloriosa grazia con i nostri stracci di giustizia. Noi non possediamo grazia - la riceviamo soltanto. Possiamo donarla, ma é la grazia di Dio, non la nostra.

Questo é ciò che Ebrei 10:29 intende dire quando dice che "calpestiamo" il sangue di Cristo quando cerchiamo di aggiungere qualcosa alla grazia di Dio. La diluiamo, insultando la gloriosa opera da Lui compiuta. In realtà, spesso operiamo in uno di questi due modi: (1) O permettiamo a Dio di dirci che siamo insufficienti e accettiamo la totalità della Sua grazia; oppure (2) definiamo insufficiente la Sua grazia e cerchiamo di aggiungerle i nostri sforzi.

Dirai, "Ma se credessi questo, non farei nulla per Dio". In realtà, é vero il contrario. Quando vivi nella grazia di Cristo, fai più opere che mai, perché le fai nella gioia invece che con un senso riluttante di obbligo. Preghi perché ami la santità di Dio. Studi la Sua Parola non perché contenga la tua lista dei "da-fare" per il giorno, ma perché é la tua fonte di vita, la tua sorgente di pace, gioia e direzione.

Per dirla con parole semplici, la grazia potenzia opere pie. Dunque, se sei frustrato nel tuo cammino con Cristo, se sei debole e vai in chiesa perché temi per la tua salvezza, allora ti sei allontanato dall'appropriarti della Sua grazia. Proprio adesso, Egli ti sta invitando di nuovo dicendo, "Vieni nel patto che ho col Padre. Voglio spandere la Mia grazia su te, potenziarti col Mio Spirito per tutta la vita".

Attraverso Lui, siamo completamente purificati, completamente in pace con Dio e abbondanti nella Sua grazia. Non possiamo aggiungere nulla alla Sua opera compiuta - la Sua grazia è pienamente sufficiente. Il nostro ruolo é quello di ricevere questo glorioso dono e camminare in essa con gioia!

"Per questa grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene" (Efesini 2:8-9)

sabato 4 ottobre 2014

LA GRANDE CENA by Carter Conlon

“Un uomo fece una gran cena e invitò molti; e, all'ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: "Venite, perché è già tutto pronto” (Luca 14:16-17).

In altre parole un uomo fece un invito al suo grande banchetto, lo stesso fa il Signore che invita me e te ad andare alla Sua incredibile festa di vita e forza. Visione, direzione, ogni bene e futuro si possono trovare lì. Tutto è già pronto.

Tuttavia, coloro che erano invitati al banchetto cominciarono a presentare delle scuse per motivare la loro mancata partecipazione. Non c'è dubbio, alcune persone non vollero semplicemente andare. Ma, penso anche che alcuni fra loro si sentivano obbligati a portare qualcosa al banchetto. Forse erano imbarazzati per la loro mancanza di risorse, al punto di declinare l'invito.

Questo è lo stesso dilemma che tu ed io affrontiamo oggi. Dio dice: “Voglio fare qualcosa attraverso la tua vita”. È un incredibile invito da parte del Signore. Tuttavia, per molte persone c'è un innato senso di dover sempre provare qualcosa. Dopo tutto, è di uso comune anche nella nostra società odierna che il dono che si porta ad un matrimonio debba avere un valore pari al pasto che segue la cerimonia.

Certo, sapendo che il prezzo del banchetto era il sangue del Suo Figlio Gesù Cristo, è assurdo pensare che tu ed io fossimo in grado di portare qualcosa all'altezza di quel prezzo, anche sentendoci in qualche modo obbligati. Si tende a impiegare tanto tempo per arrivare a realizzare che questo è un banchetto del tipo “vieni così come sei”. Il profeta Isaia disse: “voi che non avete denaro venite; voi che non avete alcun talento; voi che non avete alcuna abilità. Venite, comprate e siate soddisfatti! Mangiate ciò che vi sazi davvero e che vi soddisfi” (leggere Isaia 55:1-2).

Gesù continuò in Luca 14:33. “Così dunque ognuno di voi, che non rinunzia a tutto quello che ha, non può essere mio discepolo”. Questo non vuol dire che tu debba dar via la tua casa, svuotare il tuo conto in banca e rinunciare al tuo lavoro. Gesù stava essenzialmente dicendo che devi smettere di agire facendo affidamento sulle tue forze. Le forze che si oppongono alla testimonianza di Cristo in questa generazione sono troppo potenti. Il trend sociale sta andando in direzione opposta alla parola di Dio. La battaglia è troppo forte e le nostre risorse naturali sono insufficienti a far fronte al bisogno. Ecco perché dobbiamo smettere di affidarci a noi stessi e presentarci, così come siamo, all'incredibile banchetto di Dio.

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Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 dietro invito del pastore fondatore, David Wilkerson, diventando pastore Senior nel 2001. Un forte e compassionevole leader che è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 3 ottobre 2014

LA GRANDEZZA DELLA SUA POTENZA

Ricevo risme di profezie e lunghi scritti “spirituali” da parte di cristiani che sostengono di trascorrere giorni e settimane e persino mesi in preghiera. Un marito mi chiese di mettere le cose in chiaro con la moglie. Aveva detto alle persone di essere morta e andata in cielo, che aveva danzato con Gesù e poi aveva fatto paracadutismo con Lui! Dichiarava che le rivelazioni le ricevette dopo aver pregato per ore.

Perché questi cari non sono in mezzo alla gente a predicare un Gesù risorto? Perché passano tutto il tempo a rimproverare gli altri senza alcuna contrizione per i perduti? La cura migliore per questo tipo di comportamento è uscire e andare in mezzo ai peccatori a predicare l’amore di Gesù. Noi preghiamo, “Spirito Santo, scendi!” Ma per cosa? Solo per benedirci e soddisfare i nostri bisogni? Oppure per equipaggiarci e rivelarci il cuore spezzato del nostro Signore? Le ultime parole di Gesù prima di lasciare questa terra furono, “Andate per tutto il mondo e predicate l'evangelo a ogni creatura” (Marco 16:15).

Abbiamo pregato che Dio facesse chiudere il bar affianco alla chiesa a Times Square. Il proprietario ci diceva, “Voi gente siete in guai seri, non sapete con chi avete a che fare”. No! Lui non sa che ha a che fare con Gesù, che disse, “Ogni potenza mi è stata data” (Matteo 28:18). Dunque, “Così possiamo dire con fiducia: «Il Signore è il mio aiuto, e io non temerò. Che cosa mi potrà fare l'uomo?»” (Ebrei 13:6). Paolo pregò, “Affinché sappiate qual è…la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi che crediamo secondo l'efficacia della forza della sua potenza, che egli ha messo in atto in Cristo…al di sopra di ogni principato, potestà, potenza, signoria e di ogni nome che si nomina non solo in questa età, ma anche in quella futura, ponendo ogni cosa sotto i suoi piedi” (Efesini 1:18-22).

Satana ha spaventato alcuni di voi – paura di fallire, paura di un peccato schiacciante o di un vizio assillante, e paura degli uomini. Ma la Parola dice, “Resistete al diavolo ed esso fuggirà da voi” (Giacomo 4:7). Non sei tu quello che fugge!

“Anche se si accampasse un esercito contro di me, il mio cuore non avrebbe paura; anche se scoppiasse una guerra contro di me, anche allora avrei fiducia…Perché nel giorno dell'avversità egli mi nasconderà nella sua tenda…mi leverà in alto sopra una roccia” (Salmo 27:3, 5).

giovedì 2 ottobre 2014

IL “MINISTERO DI FILIPPO”

Esiste un “ministero di Filippo” per ogni credente che cammina nella santità di Cristo.

“Or Filippo discese nella città di Samaria e predicò loro Cristo. E le folle, con una sola mente, prestavano attenzione alle cose dette da Filippo, udendo e vedendo i miracoli che egli faceva. Gli spiriti immondi infatti uscivano da molti indemoniati, gridando ad alta voce; e molti paralitici e zoppi erano guariti. E vi fu grande gioia in quella città” (Atti 8:5-8).

Filippo non era un uomo da pulpito, ma una semplice persona ripiena di Spirito Santo che credette nella potenza della vita della resurrezione. Era un uomo comune che si recava ovunque aspettandosi un miracolo. Non avremo mai un impatto su questa città o su qualsiasi altra finché ogni membro del Corpo non si lascia consumare da Cristo come Filippo, un evangelista senza titoli con la fede che scacciava spiriti malvagi e pregava per la salvezza e la guarigione dei propri colleghi. Noi possiamo e dobbiamo scuotere questa città malvagia!

Il movimento dei Fratelli Plymouth nacque a Plymouth, in Inghilterra, molti anni fa. Si trattava di un gruppo pio che portava il vangelo per le strade – che peso per le anime avevano! Scoppiò un grande risveglio e Cristo venne loro rivelato come Uomo glorificato in cielo. Ma si lasciarono così consumare dallo studiare Cristo, divennero così concentrati sulla forma della loro adorazione da perdere il peso per le anime morenti. Si divisero in due gruppi, i Fratelli Aperti e i Fratelli Chiusi. I Fratelli Chiusi finirono per non permettere ad alcuno di partecipare alle loro riunioni senza invito. Oggi tutto ciò che rimane del movimento originale sono i grandi scritti di uomini come Darby, Stoney, Mackintosh e Raven, scritti che rappresentano insegnamenti meravigliosi su Cristo e la santità. Ma si era insinuato l’elitarismo spirituale e la passione per i perduti era svanita. Abbiamo bisogno della pura e profonda Parola e di una passione consumante per i perduti combinate insieme.

Se non obbediamo al comandamento del Signore di predicare l’evangelo, diventeremo egocentrici e ossessionati dai nostri problemi.

“Andate per tutto il mondo e predicate l'evangelo a ogni creatura” (Marco 16:15).

mercoledì 1 ottobre 2014

TESTIMONE SILENZIOSO?

Paolo scuoteva ogni cosa predicando Gesù il Re con potenza di resurrezione: “E ogni giorno sulla piazza con quelli che incontrava…annunziava loro Gesù e la risurrezione” (Atti 17:17-18). Se c’è un luogo nel quale i cristiani nascondono la propria luce più che mai, è sul loro posto di lavoro. Migliaia di cristiani in questo paese siedono nella casa di Dio proclamando il loro intenso amore per Gesù, ma quando vanno a lavoro, sono timidi e si vergognano di Cristo!

Perché un tale codardo silenzio su Gesù da parte di cristiani che pregano, divorano la Parola e camminano in santità? Perché, diversamente da Paolo, i nostri cuori non sono smossi nel vedere le persone devote all’idolatria intorno a noi (vedi Atti 17:16). Non osiamo dire, “Ma Paolo era un predicatore. Lui era chiamato a quell’opera!” Tutti noi siamo ambasciatori di Gesù Cristo e abbiamo il comandamento di non nascondere mai la nostra luce sotto il moggio.

Questi ateniesi erano esattamente come le persone con le quali tu lavori oggi, “non avevano passatempo migliore che quello di dire o ascoltare qualche novità” (Atti 17:21). E così è in tutta questa nazione: la maggior parte delle persone intorno a te, sul tuo posto di lavoro, sono donate all’idolatria, al pettegolezzo e superstizioni d’ogni sorta.

Paolo non si lasciò spegnere dall’immensità del problema. Non si lasciò travolgere dalla morsa di Satana sulla città, perché sapeva di avere un’arma segreta contro di essa: l’evangelo della potenza della resurrezione! Paolo distolse lo sguardo da ciò che il diavolo aveva fatto e si concentrò su ciò che Gesù poteva fare nella potenza della Sua resurrezione! Non importava che lo chiamassero un “chiacchierone”, come a dire perdigiorno, predicatore di assurdità.

Ti hanno mai chiamato “chiacchierone”? Forse qualcuno ti ha detto, “Smettila di violare i miei diritti. Smetti di infliggermi la tua religione. Smetti di cercare di farmi credere come fai tu!” Nessuno di questi tipi di scherni poté fermare Paolo, perché il suo cuore sanguinava. Egli sapeva che se non avesse preso posizione per Cristo, quelli intorno a lui sarebbero morti nei propri peccati.

Non basta solo vivere in maniera retta o “dare il buon esempio”. Per troppo tempo ci siamo nascosti dietro il vecchio cliché, “Le azioni parlano più forte delle parole”. Pretendiamo di essere testimoni silenziosi che vivono la Sua vita, ma la nostra testimonianza deve includere la Parola predicata: “Le tue sentinelle alzano la voce” (Isaia 52:8). “E come udiranno, se non c'è chi predichi?” (Romani 10:14).