venerdì 29 ottobre 2010

SEI AL SICURO NELL’AMORE DEL PADRE

Gesù disse che quando il figlio prodigo tornò a casa, venne accolto nuovamente nella casa del padre. Ricevette un vestito nuovo, mangiò alla mensa del padre ed ebbe il perdono completo. Ma ciò non lo rese un angelo.

Piuttosto, credo che suo padre affrontò diversi problemi prima che tutto fosse finito. Ma l’unica cosa che questo figlio doveva sapere, era che poteva stare al sicuro nell’amore di suo padre! Doveva sapere che suo padre avrebbe sopportato con lui ogni cosa, lavorato con lui, lo avrebbe amato. È così che il nostro Padre celeste si comporta con noi. Eppure, continuiamo a dire: “Uno di questi giorni, sarò così perfetto e giusto davanti a Dio che sarà facile per Lui amarmi”.

No! Egli ti amava quando eri un peccatore, un reprobo, un Suo nemico. Quanto più ti ama ora che sei riconciliato con Lui! Dio ti ha già detto: “Ti amavo quando eri lontano da me, quando eri nella ribellione e nel peccato. Non ti amerò ancora di più ora, che sei ritornato alla figliolanza?”

Noi non riposiamo con fiducia nel Suo amore come dovremmo. Tuttavia, il Signore dice di Sé stesso che Egli È amore. Giovanni scrisse: “E noi abbiamo conosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; e chi dimora nell'amore dimora (riposa) in Dio e Dio in lui” (1 Giovanni 4:16).

giovedì 28 ottobre 2010

SVEGLIATI E VIVI, ORA!

La maggior parte di noi siamo delle creature ottuse che guardano al futuro per cercare un compimento. Pensiamo che qualche evento futuro o qualche cambiamento nelle nostre circostanze ci porteranno gioia e pace. Diciamo: “Aspetto soltanto: il mio giorno sta per arrivare. In qualche modo, un giorno, da qualche parte. Non so cosa ci sia in serbo per me, ma sta arrivando”. Siamo come dei bambini che aspettano il Natale contando i giorni.

Davide una volta scrisse durante una stagione dolorosa e introspettiva della sua vita, in cui sentiva che il tempo stesse scorrendo troppo velocemente. Aveva realizzato così poco, pensava. Ogni cosa in quel momento sembrava invano. “ Sì, l'uomo va attorno come un'ombra; sì, invano si affaticano tutti e accumulano beni senza sapere chi li raccoglierà! Ma ora, o Signore, che aspetto?” (Salmo 39:6-7). Davide era depresso, si sentiva giù. La sua situazione in quel momento gli appariva così inutile, e con un cuore perplesso gridò: “Signore, ma cosa sto aspettando?”

Di recente passeggiavo lungo le colline della Pennsylvania, e Dio parlò al mio cuore ponendomi la stessa domanda: “David, cos’è che stai aspettando? Perché questo non è il giorno migliore della tua vita? Perché non puoi essere soddisfatto e gioioso ora? Non c’è niente là fuori che tu non abbia già in Gesù”.

Ti chiedo, cosa stai aspettando? “Oh, il Signor Giusto”, risponderai, quella persona pia che pensi ti salverà dalla tua solitudine e riempirà la tua anima di gioia indescrivibile. Alcuni sono annoiati con i loro compagni e stanno aspettando che vadano in gloria perché cercano quel romanticismo che possa entrare nelle loro vite e portare via il loro senso di vuoto. No! Non c’è niente là fuori che ti cambierà o ti salverà da chi e da cosa sei già. Se pensi che qualcun altro risolverà il problema della tua solitudine, ti sbagli di grosso. Devi trovare liberazione, pace, speranza e gioia ora!

Gesù è l’unico che possa riempire quel vuoto. Svegliati e vivi!

mercoledì 27 ottobre 2010

METTERE LIMITI ALLA POTENZA E ALLE PROMESSE DI DIO

La Scrittura dice di Israele: “Sì, essi tentarono Dio più volte e tornarono a provocare il Santo d'Israele” (Salmo 78:41). Israele si allontanò da Dio nella sua incredulità, e allo stesso modo, credo che noi oggi limitiamo Dio con i nostri dubbi e la nostra incredulità.

Confidiamo in Dio per la maggior parte delle sfere della nostra vita, ma la nostra fede ha sempre dei confini e dei limiti. Abbiamo almeno una piccola sfera che tratteniamo, della quale non crediamo veramente che Dio si prenderà cura.

Ad esempio, molti lettori hanno pregato per la guarigione di mia moglie Gwen. Ma spesso, quando si tratta della guarigione di loro marito, moglie, figlio o figlia, essi limitano Dio. Io limito Dio soprattutto nella sfera della guarigione. Ho pregato per la guarigione fisica di molti, ed ho visto Dio compiere miracolo dopo miracolo. Ma quando si tratta del mio corpo, limito Dio. Ho paura di lasciare che Lui sia Dio per me. Mi rimpinzo di medicine o scappo dal dottore prima ancora di pregare per me stesso. Non sto dicendo che sia sbagliato andare dal dottore, ma a volte rientro nella descrizione di colui che “non cercò l'Eterno, ma ricorse ai medici” (2 Cronache 16:12).

Ti chiedo: Preghi affinché Dio abbatta le mura in Cina o a Cuba, ma quando si tratta della salvezza della tua famiglia non hai un grammo di fede? Pensi, “Si vede che Dio non vuole. Il mio amato è un caso così difficile. Dio non sembra ascoltarmi a riguardo”.

Se è così, non Lo stai vedendo come Dio. Ignori le sue vie. Il desiderio di Dio è di “fare smisuratamente al di là di quanto chiediamo o pensiamo” (Efesini 3:20).

Dio mi ha detto: “David, tu mi hai legato le mani; mi hai incatenato. Come posso guarirti se tu non credi davvero che io lo farò? Il tuo dubbio mi impedisce di essere Dio per te. Io ti dico che tu non mi conosci, se non sai che io sono più disposto a dare di quanto tu non lo sia a ricevere”.

Israele mormorava del continuo: “Dio può?...Certo, Egli ha creato una via per noi attraverso il Mar Rosso, ma è in grado di darci del pane?” Dio donò loro il pane. In realtà, Egli imbandì una tavola per loro nel deserto. “Ma sarà in grado di darci dell’acqua?” si chiedevano. Egli donò loro acqua da una roccia. “Ma sarà in grado di darci carne?” Egli diede loro carne dal cielo. “Ma potrà liberarci dai nostri nemici?” Volta dopo volta, Dio provvedeva e liberava in ogni campo. Eppure, il popolo spese quarant’anni a dire: “Sarà in grado Dio di...? Potrà Dio …?”

Amato, dovremmo dire: “Dio può! Dio può!” Egli lo ha fatto, e lo farà ancora! Dio può, e Dio farò tutto ciò che noi chiederemo e crederemo che Lui possa fare!

martedì 26 ottobre 2010

CONOSCERE DIO INIZIA COL CONOSCERE GESÙ

Non puoi conoscere Dio pienamente finché non vedrai Cristo come Dio vuole che tu Lo veda. Gesù disse: “Chi ha visto me ha visto il Padre” (Giovanni 14:9). Dobbiamo vedere Gesù non come l’uomo insegna, ma come lo Spirito ce Lo rivela, come Dio vuole che noi Lo consociamo e Lo vediamo.

Nella mia biblioteca ci sono molti volumi su Gesù, scritti da uomini pii. Tuttavia, credo che molti di questi uomini non abbiano mai visto Gesù come Dio ce Lo farebbe vedere. Dobbiamo ricevere la visione di Dio e la testimonianza di Cristo, allora conosceremo Dio come Egli desidera essere conosciuto. Ecco come credo che Dio voglia che noi vediamo Suo Figlio: “Ogni buona donazione e ogni dono perfetto vengono dall'alto e discendono dal Padre dei lumi, presso il quale non vi è mutamento né ombra di rivolgimento” (Giacomo 1:17).

Gesù era un dono! Dio ha racchiuso ogni Sua risorsa in Gesù, “ha dato il Suo unico Figlio”. Cristo è il dono buono e perfetto di Dio per noi, disceso per noi dal Padre. Vedi Gesù come il dono perfetto di Dio per te? Lo vedi come tutto ciò di cui hai bisogno per vivere in modo gioioso, vittorioso, giusto, pieno di pace e riposo?

Nell’Antico Testamento, Dio elargì ad Israele molti doni nel deserto: Una nuvola che li proteggesse dal sole del deserto; il fuoco di notte per rassicurarli e condurli; acqua dalla roccia; un bastone per guarire le acque amare; un serpente di rame per guarire coloro che erano stati morsi dai serpenti. Eppure, tutte queste cose buone erano solo ombre.

Chi era la roccia da cui scaturì acqua? Chi era il fuoco? La manna? Il serpente di rame? Tutto ciò che Dio fece per Israele fu attraverso Gesù. Proprio così, Gesù era ciascuno di quei doni. “Ora, fratelli, non voglio che ignoriate che i nostri padri furono tutti sotto la nuvola e tutti passarono attraverso il mare … tutti mangiarono il medesimo cibo spirituale, e tutti bevvero la medesima bevanda spirituale, perché bevevano dalla roccia spirituale che li seguiva; or quella roccia era Cristo” (1 Corinzi 10:1-4).

Oggi abbiamo molto più di un’ombra. Abbiamo la vera sostanza, Cristo stesso! Ed Egli vive in noi.

lunedì 25 ottobre 2010

EGLI VUOLE INSEGNARCI A CONOSCERE LA SUA VOCE!

Coloro che davvero conoscono Dio, hanno imparato a riconoscere la Sua voce al di sopra di tutte le altre. Egli vuole che tu sia assolutamente convinto che Egli desideri parlarti e dirti cose che non hai mai visto o udito prima.

Di recente, il Signore mi ha mostrato che ero ancora vacillante nell’udire la Sua voce parlare alla mia anima. Oh, io so che Egli parla e che le Sue pecore hanno bisogno di conoscere la voce del Maestro. Però dubitavo della mia capacità di udirlo. Spendevo tutto il mio tempo a “vagliare” la voce che udivo, e quando era troppo grande o troppo misteriosa per me, pensavo, “Non può essere Dio. Inoltre, anche il diavolo può parlare. La carne parla; gli spiriti bugiardi parlano. Migliaia di voci ci giungono in continuazione. Come posso riconoscere la voce di Dio?”

Credo che vengano richieste tre cose da coloro che vogliono udire la voce di Dio:

1. Una certezza incrollabile che Dio vuole parlarti. Devi essere pienamente persuaso e convinto che Dio brami parlarti. Infatti, Egli è un Dio che parla, e vuole che tu conosca la Sua voce, affinché tu possa compiere la Sua volontà. Ciò che Dio ti dirà non andrà mai al di là dei confini della Scrittura. E non è necessario che tu abbia una laurea per discernere la Sua voce. Tutto ciò di cui hai bisogno è un cuore che dica: “Io credo che Dio desideri parlarmi”.
2. Tempo di qualità e calma. Hai bisogno di essere disposto a chiuderti con Dio e lasciare che ogni altra voce zittisca. È vero, Dio ci parla durante tutto il giorno, ma ogni volta che vuole edificare qualcosa nella nostra vita, la Sua voce giunge solo dopo aver zittito ogni altra voce che non sia la Sua.
3. Chiedi in fede. Non otterremo nulla da Dio (incluso l’udire la Sua voce), a meno che non crediamo veramente che Egli sia in grado di comunicare a noi ciò che è nella Sua mente e di renderci capaci di comprendere la Sua perfetta volontà.

Gesù dice: “ E chi è tra voi quel padre che, se il figlio gli chiede del pane, gli dà una pietra? O se gli chiede un pesce gli dà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli dà uno scorpione?” (Luca 11:11-12). In altre parole, se chiedi al tuo Padre celeste di darti una parola, una direzione chiara, una correzione divina, un bisogno particolare, penseresti anche solo per un istante che lascerebbe che il diavolo venga e ti inganni?

Immagina che un figlio chiami suo padre ogni notte per ricevere direzione e consiglio. Un giorno il padre decide di fargli uno scherzo e assume un attore che risponda al telefono, qualcuno che imiti la sua voce. Quando il ragazzo chiama, l’impostore gli dà ogni tipo di consiglio insensato e assurdo. A quel punto il figlio è assolutamente confuso e col cuore in pezzi, perché tutto quello che sente va contro ciò che ha imparato da suo padre. Che tipo di padre direste essere un uomo del genere? Sì, un uomo crudele! Eppure è di questo che accusiamo Dio quando non abbiamo fiducia in Lui nel darci la Sua voce, ma quella di un impostore.

Dio non è uno schernitore. Egli non permetterà che il diavolo ti inganni. Quando Dio parla, segue la pace, e Satana non può contraffare quella pace. Se tu trovi in un luogo di pace e riposo, sicuro che Dio possa parlarti, allora hai una certezza che non cambia mai. Potrai tornare a Dio migliaia di volte, e riceverai la stessa parola, perché questa è fiducia!

giovedì 21 ottobre 2010

UN AMORE CHE CASTIGA!

Poiché Dio ti ama, Egli opererà per purificarti. Ma questo è un castigo amorevole per coloro che si ravvedono e ritornano a Lui. Potresti sentire le frecce di Dio nella tua anima a causa dei tuoi peccati presenti e passati, ma se hai un cuore disposto al pentimento e vuoi convertirti dal tuo errore, puoi appellarti a quell'amore che castiga. Sarai corretto, ma con la Sua grande compassione e misericordia. Non sentirai la Sua ira come gli empi, ma piuttosto sentirai la verga della Sua disciplina, stesa dalla Sua mano amorevole.

Forse la tua sofferenza deriva dall'aver preso decisioni sbagliate. Quante donne stanno soffrendo perché hanno sposato uomini circa i quali Dio le aveva avvisate di non sposare? Quanti figli stanno spezzando il cuore dei loro genitori, portandoli all'estremo? Eppure, molte volte ciò accade a causa degli scorsi anni passati nel peccato dai genitori stessi, anni passati nella trascuratezza e nel compromesso.

Quando sai di aver raggiunto il fondo, è il momento di cercare il Signore con uno spirito rotto, di ravvedimento e di fede. E' il momento di ricevere una nuova infusione di forza dallo Spirito Santo. E' il momento di essere rinnovati e rinfrescati, di avere una forza spirituale che trabocchi dal tuo seno.

Vedi, quando gridi a Dio, Egli spande la Sua forza dentro di te: "nel giorno in cui ti ho invocato, tu mi hai risposto ed hai accresciuto il vigore dell'anima mia...Anche se cammino in mezzo all'avversità, tu mi conserverai in vita; tu stenderai la mano contro l'ira dei miei nemici, e la tua destra mi salverà. L'Eterno compirà l'opera sua in me; o Eterno, la tua benignità dura per sempre" (Salmo 138:3, 7-8).

Una delle cose più difficili da accettare per i cristiani è la sofferenza del giusto. Ai tempi di Cristo, i giudei associavano la prosperità e la buona salute all'essere pii. Credevano che l’essere benestante, in buona salute o benedetto in altro modo, dipendesse dal compiacimento di Dio. Questo è il motivo per cui i discepoli di Gesù passarono un momento difficile quando cercarono di capire la sua affermazione per cui "E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio" (Matteo 19:24). I discepoli chiesero, "Chi dunque può essere salvato?"

Allo stesso modo oggi, esiste una dottrina errata secondo la quale se sei in accordo con Dio non soffrirai mai; devi solo chiamare Dio e Lui correrà a risolvere tutto in un momento. Ma questo non è l'evangelo! Gli eroi della fede elencati in Ebrei 11 camminarono tutti in un rapporto intimo di fede con Dio, e soffrirono la lapidazione, le ingiurie, le torture e morti violente (vv. 36-38). Paolo stesso, che camminò vicino a Dio, fu naufrago, venne lapidato, pianse, fu lasciato solo a morire, fu derubato, imprigionato e perseguitato. Soffrì la perdita di ogni cosa. Perché? Queste erano tutte prove e purificazioni, la prova della sua fede alla gloria di Dio.

Dio vuole piantare qualcosa nei nostri cuori mediante le nostre prove ed avversità. Egli vuole che siamo capaci di dire, "Signore Gesù, tu sei il mio Protettore, ed io credo che Tu regni sugli eventi della mia vita. Se mi succede qualcosa, è solo perché Tu lo hai permesso, ed io confido nel Tuo proposito in questo. Aiutami a capire la lezione che tu vuoi che io ne tragga. Se cammino nell'integrità ed ho la Tua gioia nel mio cuore, allora il mio vivere e morire porterà gloria a Te. Confido che Tu possa aver preparato della gloria, qualche scopo eterno che la mia mente finita non comprende. Ma ad ogni modo, io dirò, “Gesù, sia che io viva o muoia, sono Tuo!"

mercoledì 20 ottobre 2010

DIO MI HA DETTO QUALCOSA CHE NON MI ASPETTAVO DI SENTIRE!

Una sera, durante una riunione di preghiera, Dio mi disse qualcosa sulla nostra chiesa che non mi aspettavo di udire.

Il Signore mi sussurrò: "questa chiesa ha bisogno di un trattamento scioccante! Troppi si sono accontentati e ne sono compiaciuti. Vi sentite salvi e sicuri da ogni vento e da ogni ondata di false dottrine che si abbattono sulla terra, ma non siete pronti per ciò che sta per accadere!"

Amati, il messaggio che parla della testimonianza dello Spirito all'opera in te non è facoltativo, è una questione di vita o di morte! Se non hai la testimonianza dello Spirito Santo in questi ultimi giorni, non ce la farai! Ti arrenderai allo spirito a venire dell'anticristo!

Hai bisogno ogni giorno della testimonianza dello Spirito Santo - a lavoro, in ufficio, a scuola. Devi essere capace di giudicare rettamente politici e leader affinché tu non venga improvvisamente risucchiato nel sistema dell'anticristo.

Questo è ciò che Gesù stava cercando di dirci circa le vergini stolte che non avevano olio per le loro lampade: esse avevano avuto lo Spirito Santo, ma in quel momento finale non avevano la Sua testimonianza.

Non fare la fine della vergine stolta! Se stai per finire l'olio, perché continui a porre la tua fiducia nella tua chiesa o nel tuo pastore affinché sostengano la tua anima, allora ravvediti! Umiliati e scruta il tuo cuore! Grida a Dio affinché purifichi il tuo cuore da ogni ira ed amarezza. Confessa i tuoi peccati e abbandonali e dipendi da Dio ancora una volta per ogni cosa.

Ricevi la pace di Dio nel tuo cuore, in questo modo avrai la testimonianza dello Spirito Santo. Chiedi al Padre di ricevere un maggiore investimento di Spirito, invitalo ad essere il tuo testimone e la tua guida in ogni cosa!

Affrontiamo un costo nel camminare con Gesù in ogni momento, ma ne riceviamo anche una grande ricompensa: è la semplice benedizione di avere Cristo affianco a noi. Ci sono anche tante altre forme di ricompensa (vedi Matteo 19:29) ma menziono questa perché è tutto ciò di cui avremo mai bisogno.

Quando Paolo venne imprigionato a Gerusalemme, tutto il sistema religioso voleva farlo fuori. Lo accusarono di aver contaminato il luogo santo e di aver predicato false dottrine. La sua vita era in pericolo, persino i soldati avevano "timore che Paolo fosse fatto a pezzi" (Atti 23:10). Così lo presero con la forza e lo rinchiusero in una fortezza. La notte seguente il Signore stesso parlò a Paolo, e che parola gli portò: "stai di buon animo! Ci saranno problemi ancora più grandi da affrontare!"

Il costo di seguire Cristo era evidente nelle vite di questi uomini di Dio, e se vogliamo essere come il nostro Maestro, allora dobbiamo abbracciare anche questo costo. La perseveranza diviene una gioia perché Gesù promette di restare con noi in ogni situazione. E possiamo affrontare chiunque e qualsiasi cosa quando sappiamo che il Signore è con noi.

Così, considera il costo e sappi che la tua ricompensa, in ogni cosa, è la preziosa presenza di Gesù Cristo.

martedì 19 ottobre 2010

LA TESTIMONIANZA DELLO SPIRITO!

"Ed è lo Spirito che rende testimonianza, perché lo Spirito è la verità" (1 Giovanni 5:6).

Ci sono volte in cui la testimonianza interiore dello Spirito Santo non mi consente di restare zitto. Lo Spirito sorge dentro di me ed io non posso fare a meno di parlare.

Lo Spirito Santo dimora in noi per rivelarci ciò che è vero e ciò che è falso: Egli parla con una voce calma, fievole, nel profondo del cuore. Molti dei nostri padri della fede credevano in quest'opera dello Spirito nei credenti. Essi predicavano molto sul "possedere la testimonianza". Ma non sento più questa verità predicata. In realtà, la testimonianza dello Spirito è praticamente impercettibile oggi nella maggior parte delle chiese!

I credenti hanno bisogno della testimonianza dello Spirito come mai prima e ne avremo sempre più bisogno approssimandoci al giorno del Signore! Satana è giunto sfrontatamente come un angelo di luce per ingannare, se fosse possibile, persino gli eletti di Dio. Le sue malefiche seduzioni si accresceranno: false dottrine, falsi dottori, falsi evangeli.

La testimonianza interiore dello Spirito opera sul "principio della pace". La pace di Dio è la cosa più grande che tu possa avere. E quando la tua pace viene disturbata, poi stare certo che lo Spirito Santo ti sta parlando! Quando c'è un fermento nel tuo spirito, un tumulto, una scossa nel profondo, Dio ti sta dicendo che qualcosa è falso. Sentirai il Suo imbarazzo, il Suo dolore e la Sua ira!

"E la pace di Dio, alla quale siete stati chiamati in un sol corpo, regni nei vostri cuori" (Colossesi 3:15). Qualsiasi peccato nascosto e inconfessato deruberà il credente della sua preziosa pace! Il suo cuore verrà lacerato dalla colpa, dal senso di condanna e dalla paura, e lo Spirito continuerà a ripetergli solo le stesse due parole. "Ravvediti! Fuggi!"

Sì, lo Spirito ti parlerà per correggerti; Egli ti convincerà di peccato, di giustizia e di giudizio. Ma quando arriverà il momento di ricevere delle direzioni, cioè quella voce calma e fievole che ti dice cosa fare e dove andare, Egli non opererà in un vaso impuro!

Se persisti nel peccato, se non lo confessi e non lo affronti, il tuo cuore ti alimenterà con un flusso di bugie. Ascolterai insegnamenti che ti faranno sentire a tuo agio col tuo peccato. Penserai, "Il mio problema non doveva essere così terribile. Non mi sento in colpa". Ma verrai completamente fuorviato!

Isaia parla di un popolo che usciva nelle strade rivendicando di desiderare il vero consiglio di Dio. Dicevano: "Faccia presto, realizzi l'opera sua, affinché la possiamo vedere. Si avvicini e si compia il disegno del Santo d'Israele, affinché lo possiamo conoscere" (Isaia 5:19).

Ma questo popolo aveva ingannato il proprio cuore, e finì nella perversione di tutto il loro consiglio! Il peccato aveva pervertito il loro giudizio! Come risultato, non furono in grado di discernere il male, e le cose sante e pure furono da loro definite ingiuste. Isaia disse di loro: "Guai a quelli che chiamano bene il male, e male il bene che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro" (Isaia 5:20).

lunedì 18 ottobre 2010

RIPOSA NELL’AMORE DEL PADRE

Ti è mai capitato di avere avuto un amico o un caro che, inaspettatamente, ti dicesse: “Sei arrabbiato con me? Ho fatto qualcosa di sbagliato?”

Tu magari sei solo silenzioso, immerso nei tuoi pensieri, così rispondi, “No, non sono arrabbiato; non hai fatto nulla che mi abbia ferito. Sono solo tranquillo”.

Ma loro ti fanno pressione: “È stato qualcosa che ho detto?”

“No, non hai detto niente. Va tutto bene”.

Alla fine, per convincere quella persona, devi abbracciarla: “Sai, ti voglio bene, non sono arrabbiato, ma se continui con questa storia, finirai per farmi arrabbiare!”
Cari, questo è il modo in cui trattiamo il nostro Padre celeste! Al termine della giornata, andiamo nella nostra stanzetta segreta e diciamo: “Vediamo un po’, in che modo ho addolorato Gesù oggi? Cosa ho fatto di sbagliato, cosa ho dimenticato di fare? Sono proprio un disastro, non so come mi possa amare.

“Signore, perdonami ancora una volta. Un giorno sarò così obbediente che sarà facile per te amarmi”.

Ma Dio è sempre lì, aspettando di abbracciarti! Egli vuole mostrarti quanto ti ama e vuole che tu possa appoggiarti e riposare nel Suo amore!

Quando il figliol prodigo tornò a casa, egli venne riaccolto nella casa di suo padre, ricevette dei vestiti nuovi, mangiò alla tavola del padre e ottenne un perdono completo. Questo figlio sapeva di essere al sicuro nell’amore di suo padre! Sapeva che suo padre avrebbe avuto pazienza con lui, lavorato insieme a lui, lo avrebbe amato. Questo è il modo in cui il nostro Padre celeste si comporta con noi.

Non importa quanto possiamo allontanarci da nostro Padre, abbiamo un accesso continuo per ritornare. Ma dobbiamo credere ciò che dice la Parola di Dio: “predestinandoci a essere suoi figli adottivi…nel suo Figlio diletto” (Efesini 1:5-6).

Egli attende a braccia aperte per abbracciare chiunque accetterà questo invito e tornerà al Suo amore.

venerdì 15 ottobre 2010

HO LIMITATO DIO ACCONTENTANDOMI CON TROPPO POCO!

Dio ha talmente tanto da volerti dare. Il Suo desiderio è di “ [aprire] le cateratte del cielo e…[riversare] su di voi benedizioni sovrabbondanti” (Malachia 3:10). Egli si trova in un grande deposito pieno di beni, e dice: “Io sono un Dio che dona, che ama, ma molto pochi riceveranno da me. Tanti non permettono che io sia il loro Dio!”

Certo, dobbiamo ringraziare Dio per tutto ciò che ha già donato e ha già fatto, ma non dobbiamo accontentarci con ciò che crediamo sia molto! Molti cristiani si accontentano di sedere in chiesa ed essere benedetti alla presenza di Dio. Tali persone non sono più che “spugne soddisfatte”! Assorbono ogni cosa, ma limitano Dio nella loro vita quando Dio vorrebbe ungerle per il servizio.

Quando i discepoli si meravigliavano dei miracoli di Cristo, Gesù rispondeva, “Dio ha un’opera ancora maggiore per voi in futuro!” La maggior parte di noi sono come i discepoli: vediamo un miracolo, e ci accontentiamo di parlarne per il resto della nostra vita. Eppure se veramente conoscessimo Dio e gli permettessimo di essere Dio per noi, Gli chiederemmo molto di più.

• Entreremmo nei luoghi celesti per fede, credendo che Dio possa abbattere leader empi nelle città, nello stato, e nelle agenzie federali. Abbatteremmo principati e potestà, come Dio ha detto!
• Crederemmo che Dio ci aiuti a riempire la nostra città dell’evangelo di Gesù. Ci alzeremmo in fede contro ogni arma fabbricata contro di noi, e distruggeremmo le fortezze sataniche nelle nostre famiglie e nelle nostre chiese.

La nostra visione sarebbe illimitata. Crederemmo in Dio per cose ancora maggiori per il Suo regno!

giovedì 14 ottobre 2010

CONOSCERE DIO COME EGLI DESIDERA ESSERE CONOSCIUTO

Gesù disse: “ Chi ha visto me ha visto il Padre” (Giovanni 14:9). Dobbiamo vedere Gesù non come l’uomo insegna, ma come lo Spirito ce lo rivela, come Dio vuole che Lo conosciamo e Lo vediamo! Dobbiamo ricevere la visione di Dio, la testimonianza di Cristo: allora conosceremo Dio come Egli desidera essere conosciuto!

Ecco come credo che Dio voglia che noi vediamo Suo Figlio: “Ogni buon regalo e ogni dono perfetto viene dall'alto e discende dal Padre della luce, nel quale non c'è variazione né ombra di cambiamento” (Giacomo 1:17).

Gesù era un dono! Dio ha avvolto tutte le Sue risorse in Gesù “… Da dare il suo Figlio unigenito” (Giovanni 3:16). Cristo è il dono buono e perfetto di Dio per noi, sceso dal cielo da parte del Padre! Vedi Gesù come il dono perfetto di Dio per te? Lo vedi come tutto ciò di cui tu hai bisogno per vivere nella gioia, nella vittoria, nella giustizia, ripieno di pace e riposo?

Migliaia di anni fa, prima che tu fossi creato, Dio vedeva quali sarebbero stati i tuoi bisogni, le tue ferite. Sapeva prima che il tempo fosse ciò di cui avresti avuto bisogno per risolvere ogni tuo problema. Egli non ha incartato tutte le Sue risposte inviandole a te come un manuale o sotto forma di esercito di “uomini risposta”. No, Egli ha dato a tutti noi una soluzione per tutte le nostre crisi e i nostri bisogni; un Uomo, una Via, una Risposta per ogni nostra necessità: Gesù Cristo!

Dio ti dice: “Non voglio che tu viva per il domani! Guarderesti solo indietro e vedresti che oggi sarebbe stato il tuo tempo migliore. Gesù non sarà migliore o più forte per te di quanto non lo sia proprio adesso. Perché non lasci che sia il tuo Dio oggi?”

martedì 12 ottobre 2010

L’ACCETTAZIONE MEDIANTE CRISTO

Chiunque voglia godere di una pace stabile mentre si preoccupa di sé stesso, dovrà abbandonare il proprio io, tornare alla Parola di Dio e riposare, senza porre alcuna domanda, su quel libro puro, prezioso ed eterno. La Parola di Dio non cambia mai. Io cambio; il mio corpo, i miei sentimenti, la mia esperienza, le mie circostanze cambiano continuamente, ma la Parola di Dio è la stessa ieri, oggi e in eterno.

È un punto importante ed essenziale per la nostra anima, sapere che Cristo sia l’unica definizione della posizione del credente davanti a Dio. Ciò dona una potenza immane, libertà e benedizione. “Quale Egli è, tali siamo noi in questo mondo” (Giovanni 4:17). Questo è qualcosa di perfettamente meraviglioso!

Consideriamo tutto questo; pensiamo ad un miserabile, colpevole e schiavo del peccato, una vittima di Satana, uno votato al mondo, esposto ad un inferno eterno; un tale viene sollevato da una grazia sovrana, liberato totalmente dalla presa di Satana, dal dominio del peccato, dalla potenza del male presente, perdonato, lavato, giustificato, condotto accanto a Dio, accettato in Cristo e perfettamente ed eternamente identificato con Lui, cosicché lo Spirito Santo possa dire: “Quale Cristo è, tale egli è in questo mondo!”

Tutto questo sembra troppo bello per essere vero, e sicuramente è troppo bello perché noi possiamo comprenderlo. Ma benedetto sia il Dio di ogni grazia e benedetto sia il Cristo di Dio, che non è troppo per Lui da donare a noi. Dio dona come Sé stesso. Egli resterà Dio, nonostante la nostra indegnità e l’opposizione di Satana. Egli agirà in modo degno di Sé stesso e degno del Figlio del Suo amore.

lunedì 11 ottobre 2010

LA PROFONDITA’ DELL’AMORE DI DIO

Paolo disse dell’amore di Dio: Sorpassa ogni conoscenza; è vasto, immenso, alto e profondo. Voglio concentrarmi sulla profondità del Suo amore.

“perché Cristo abiti nei vostri cuori per mezzo della fede, affinché, radicati e fondati nell'amore, possiate comprendere con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l'altezza, e conoscere l'amore di Cristo che sopravanza ogni conoscenza, affinché siate ripieni di tutta la pienezza di Dio. Or a colui che può, secondo la potenza che opera in noi, fare smisuratamente al di là di quanto chiediamo o pensiamo…” (Efesini 3:17-20).

Di recente ho ricevuto delle email da cristiani sviati che stanno ritornando al loro primo amore. Uno di loro ha scritto: “Ero stato perdonato, amavo il Signore, ma per anni ho vissuto in un peccato orribile. Ora sono tornato, ma non riesco ad accettare il perdono. Temo che Dio non possa perdonarmi per i peccati indicibili del mio passato, peccati terribili. Non ho pace, non riesco a sentire la presenza del Signore”. Un altro ha scritto: “Ho commesso dei peccato così orribili! Voglio tornare a Gesù, ma sento che Dio mi disprezza. Ho peccato contro la luce, temo di non poter essere perdonato. Sono uno dei peggiori peccatori”.

Quanti si erano allontanati stanno iniziando ad essere scossi. Molti stanno tornando; sono stanchi di ricadere nella droga, nell’alcol, nelle concupiscenze; sono stanchi del mondo. Sento dire: “Sono caduto così in basso nell’immoralità, così in basso in peccati grossolani”. È come se credessero che Dio abbia una linea, un limite al Suo amore e alla Sua misericordia, come se ci fosse un punto in cui dicesse: “Mi hai provocato troppo spesso. Hai rigettato tutti i miei richiami, i miei avvertimenti. Però ora hai varcato quella linea, il tuo cuore è freddo. Satana ha una fortezza nel tuo cuore”. Credo che molti sviati siano troppo imbarazzati o troppo convinti di aver peccato al di là del loro giorno di grazia. Non riescono a concepire che il Signore possa raggiungerli nell’abisso della loro condizione peccaminosa con il Suo amore e la Sua grazia.

Giona peccò grandemente, fuggendo dalla missione affidatagli da Dio. La sua disobbedienza avrebbe riversato il sangue di molti sulle sue mani. Nel ventre del pesce, Dio era lì, nell’abisso più profondo del suo peccato e della sua ribellione (vedi Giona 2). Giona credeva che Dio lo avesse abbandonato a motivo del suo peccato. “Mi hai gettato in un luogo profondo … sono stato scacciato dalla tua presenza … Le acque mi hanno circondato fino all'anima, l'abisso mi ha avvolto” (Giona 2:3-7). Quando egli giunse a toccare il fondo, nell’abisso più estremo, ricevette un tocco fresco, una chiamata speciale. Venne perdonato e liberato. Questo dimostra che lo Spirito Santo è all’opera nell’abisso del nostro peccato. Nessuno è andato troppo lontano; nessuno è stato scacciato fuori. Lo Spirito Santo sta lavorando con molti, dicendo: “Ravvediti, io sono qui nel tuo abisso per riportarti indietro”.

Niente può separarci dall’amore di Dio. Niente! “Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà l'afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati. Infatti io sono persuaso che né morte né vita né angeli né principati né potenze né cose presenti né cose future, né altezze né profondità, né alcun'altra creatura potrà separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 8:35, 37-39).

Il sangue di Gesù giunge fino alle profondità del peccato, offrendo libertà, perdono, misericordia e riconciliazione col Padre. Non importa quanto in basso tu sia caduto, l’amore e il perdono vanno ancora oltre tutto questo.

Oh, la profondità del Suo amore!

venerdì 8 ottobre 2010

CONOSCERE LA SUA VOCE

Coloro che veramente conoscono Dio hanno imparato a riconoscere la Sua voce al di sopra delle altre. Egli vuole che tu sia assolutamente convinto che Lui desideri parlarti – dirti cose che non hai mai visto o udito prima.

Credo che siano indispensabili tre elementi per quanti desiderino udire la voce di Dio:

1. Una certezza incrollabile che Dio voglia parlarti. Devi essere pienamente persuaso e certo di questo. Infatti, Egli è un Dio che parla, e vuole che tu conosca la Sua voce affinché tu possa fare la Sua volontà. Ciò che Dio ti dirà non andrà mai oltre i confini scritturali.
2. Tempo di qualità e tranquillità. Devi essere disposto a rinchiuderti con Dio e lasciare che tutte le altre voci tacciano. È vero, Dio ci parla durante tutta la giornata, ma ogni volta che ha voluto edificare qualcosa nella mia vita, la Sua voce è giunta solo dopo che avevo chiuso fuori ogni altra voce che non fosse la Sua.
3. Chiedere in fede. Non otterremo nulla da Dio (incluso udire la Sua voce) a meno che non crediamo veramente che Egli sia in grado di comunicarci la Sua mente, di renderci capaci di comprendere la Sua perfetta volontà!

Dio non è uno che prende in giro! Egli non permetterà che il nemico ti inganni. Quando Dio parla, ne consegue la pace e satana non può contraffare quella pace!

“Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei” (Giovanni 10:2-5)

giovedì 7 ottobre 2010

DOVE TI TROVI

In Esodo 33, Mosè non sapeva che Dio stesse per portarlo in una rivelazione maggiore della Sua gloria e natura. Questa rivelazione sarebbe andata molto al di là dell'amicizia, oltre l'intimità, ed è una rivelazione che Dio vuole che tutto il Suo popolo ferito conosca.

Il Signore disse a Mosè che gli avrebbe mostrato la Sua gloria: "Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà e proclamerò il nome dell'Eterno davanti a te" (Esodo 33:19). Poi disse, "Tu non puoi vedere la mia faccia, perché nessun uomo mi può vedere e vivere...[Ma] ecco un luogo vicino a me; tu starai sulla roccia; e mentre passerà la mia gloria, io ti metterò in una fenditura della roccia e ti coprirò con la mia mano, finché io sia passato" (Esodo 33:20-22).

Il termine ebraico per gloria in questo passo significa "me stesso". Dio stava dicendo a Mosè, "Io stesso passerò vicino a te". Un'altra traduzione lo rende in questo modo: "Ti nasconderò nella fenditura della roccia, e ti proteggerò con la potenza della mia protezione finché io sia passato".

Questo è ciò che l'apostolo Paolo intende quando dice che siamo "nascosti con Cristo". Quando falliamo davanti a Dio - quando pecchiamo gravemente contro la luce - non dobbiamo indugiare in quella condizione di caduta. Piuttosto, dobbiamo correre velocemente a Gesù, per essere nascosti nella Roccia. Paolo scrive, "...I nostri padri...tutti bevvero la medesima bevanda spirituale, perché bevevano dalla roccia spirituale che li seguiva; or quella roccia era Cristo" (1 Corinzi 10:1,4).

Qual era la grande rivelazione che Dio diede a Mosè su Sé stesso? Qual è la verità che Lo riguarda e che dobbiamo santificare nei nostri cuori? E' questa:

"L'Eterno disse a Mosè: "...Sii pronto al mattino e sali al mattino sul monte Sinai...Allora l'Eterno discese nella nuvola e si fermò là vicino a lui, e proclamò il nome dell'Eterno. E l'Eterno passò davanti a lui e gridò:"l'Eterno, l'Eterno Dio, misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in benignità e fedeltà, che usa misericordia a migliaia, che perdona l'iniquità, la trasgressione e il peccato, ma non lascia il colpevole impunito" (Esodo 34:1, 2 e 5-7).

Qui troviamo la rivelazione maggiore, l'immagine completa di chi Dio è. Il Signore disse a Mosè, "Sali su questo monte al mattino. Ti darò una speranza che ti sosterrà. Ti mostrerò il mio cuore come non l'hai mai visto prima". Cos'era la "gloria" che Mosè supplicò al Signore di vedere?

Ecco la gloria: un Dio "misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in benignità e fedeltà, che usa misericordia a migliaia, che perdona l'iniquità, la trasgressione e il peccato ma non lascia il colevole impunito".

Cristo è la piena espressione di tale gloria. Infatti, tutto ciò che è nel Padre, è incarnato nel Figlio. E Gesù fu mandato sulla terra per portare quella gloria a noi.

mercoledì 6 ottobre 2010

TEMPO DI RINGRAZIAMENTO!

Il soggetto del ringraziamento mi è giunto di recente in un momento di grande pesantezza personale. In quel periodo, l'edificio della nostra chiesa richiedeva un lavoro maggiore. I problemi dei membri di chiesa si accumulavano. Chiunque conoscessi sembrava attraversare qualche sorta di prova. E io iniziai a sentire il peso di tutto ciò.

Entrai nel mio ufficio e mi sedetti, sentendomi dispiaciuto per me stesso. Iniziai a lamentarmi con Dio: "Signore, per quanto tempo mi terrai in questo fuoco? Per quanto ancora dovrò pregare per tutto questo prima che farai qualcosa? Quand'è che mi risponderai, Dio?"

Improvvisamente, lo Spirito Santo scese su di me - e io provai vergogna. Lo Spirito sussurrò al mio cuore, "Inizia semplicemente a ringraziarmi, proprio ora, David. Portami un sacrificio di ringraziamento per tutte le cose passate che ho fatto per te, e per ciò che farò in futuro. Portami un'offerta di ringraziamento - e subito, tutto ti sembrerà diverso!"

Quelle parole si posarono nel mio spirito. Ma mi chiesi: "Cosa intende il Signore, "un sacrificio di ringraziamento?" Cercai l'espressione nella Scrittura e rimasi stupito per quanti riferimenti trovai:

- "Offrano sacrifici di lode e raccontino le sue opere con canti di gioia" (Salmo 107:22).
- "Io ti offrirò un sacrificio di ringraziamento e invocherò il nome dell'Eterno" (Salmo 116:17).
- "Veniamo alla sua presenza con lodi, celebriamolo con canti" (Salmo 95:2).
- "Entrate nelle sue porte con ringraziamento e nei suoi cortili con lode; celebratelo, benedite il suo nome" (Salmo 100:4).

Viviamo nel giorno in cui il nostro sommo sacerdote, Gesù, ha già presentato il sacrificio del Suo sangue al Padre per compiere l'espiazione dei nostri peccati. Cristo ha cancellato tutte le nostre trasgressioni, affinché non fossero più ricordate contro di noi. Dunque, per noi, l'opera d'espiazione è compiuta.

Eppure, come gli Israeliti, anche noi dobbiamo entrare nei cortili dell'Eterno come dice il Salmo 100 - con ringraziamento e lode. E dobbiamo portare con noi due "montoni". "Prendete con voi delle parole e tornate all'Eterno. Ditegli: "Togli via ogni iniquità e accetta ciò che è buono, e noi ti offriremo i sacrifici delle nostre labbra" (Osea 14:2). Il termine "sacrifici" qui rappresenta le nostre labbra, o le nostre parole. Il significato completo di questa frase in ebraico è, "Offriremo dei giovani montoni, persino le nostre labbra".

La nostra offerta di ringraziamento dev'essere composta dai due montoni che portiamo - un'offerta delle nostre labbra, o delle nostre voci. Dio sta dicendo, "Portate alla mia presenza le vostre parole di ringraziamento. Pronunciate, cantate a me le vostre lodi!"

Non dobbiamo più portare a Dio sacrifici di sangue od offerte di oro ed argento per l'espiazione. Piuttosto, dobbiamo offrirgli un sacrificio di lode e di ringraziamento dalle nostre labbra: "Per mezzo di lui dunque, offriamo del continuo a Dio un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome" (Ebrei 13:15). Il "frutto di labbra" è la gratitudine e il ringraziamento!

martedì 5 ottobre 2010

CANTICO GIUSTO - DAL LATO SBAGLIATO

Quando i figli d'Israele attraversavano delle prove, dovevano davvero esprimere gratitudine e ringraziamento nel mezzo di esse? Quando erano circondati da ogni lato in una situazione disperata, Dio si aspettava veramente che avessero una simile reazione?

Sì, assolutamente! Era proprio il segreto per uscire dalle loro difficoltà. Vedi, Dio vuole qualcosa da ciascuno di noi nei momenti in cui siamo schiacciati da prove e tribolazioni. Nel mezzo di tutto questo, Egli vuole che Gli offriamo un sacrificio di ringraziamento!

Credo che Giacomo avesse scoperto questo segreto quando ammonì, "Considerate una grande gioia, fratelli miei, quando vi trovate di fronte a prove di vario genere..." (Giacomo 1:2). Stava dicendo, "Non arrendetevi! Costruite un altare nel vostro cuore, ed offrite un ringraziamento gioioso nel mezzo delle vostre prove".

Certamente i figli d'Israele offrirono al Signore lode e ringraziamento - ma lo fecero dal lato sbagliato del Mar Rosso! Sì, il popolo si rallegrò per tutta la notte, ma Dio non ne trasse piacere. Chiunque può gridare di gratitudine dopo che la vittoria è giunta. Ma la domanda che Dio stava ponendo ad Israele era, "Mi loderai prima che io mandi il mio aiuto, mentre sei ancora in mezzo alla battaglia?"

Credo che se Israele avesse gioito dal "lato della prova" del Mar Rosso, non avrebbe dovuto essere provato nuovamente alle acque di Mara. Se avesse passato la prova del Mar Rosso, le acque di Mara non avrebbero avuto un sapore amaro, ma dolce. E Israele avrebbe visto dell'acqua sgorgare ovunque nel deserto, invece di vagare nell'arsura.

Signore, aiutaci a cantare il cantico giusto dal lato della prova. Questo porta il maggior diletto al nostro Padre celeste.

Stai attraversando proprio ora un momento difficile? Allora canta! Loda! Dì al Signore, "Tu puoi farlo, mi hai liberato in passato, puoi liberarmi ora. Riposo nella gioia".

lunedì 4 ottobre 2010

IL SACRIFICIO DEL RINGRAZIAMENTO

Uno dei versi più importanti di tutta la Scrittura si trova nella prima epistola di Pietro. L’apostolo parla della necessità che la nostra fede sia provata: “Affinché la prova della vostra fede, che è molto più preziosa dell’oro che perisce anche se viene provato col fuoco, risulti a lode, onore e gloria nella rivelazione di Gesù Cristo” (1 Pietro 1:7).

In questo stesso passo, Pietro ci dice cosa possiamo aspettarci di affrontare in tali prove di fede: “…Anche se …per un po’ di tempo…dovete essere afflitti da varie prove” (v.6).

La parola greca usata per prove qui significa “prova, esame, testare con difficoltà ed avversità”. Pietro sta dicendo, “Se sei un seguace di Gesù Cristo, allora dovrai attraversare difficili prove e tentazioni. Sarai duramente provato!”

Questo passo suggerisce che Dio stia dicendo, “La tua fede è preziosa per me – più preziosa di tutte le ricchezze di questo mondo, che un giorno periranno. E in questi ultimi giorni, in cui il nemico invia ogni sorta di male contro te, voglio che tu sia in grado di restare saldo con una fede incrollabile”.

Egli dice inoltre, “Io ti custodirò e ti benedirò in ogni giorno buio! La tua parte è solo di avere fede in me. Sarai custodito dalla mia potenza, mediante la fede!”“[Voi] che dalla potenza di Dio mediante la fede siete custoditi, per la salvezza che sarà prontamente rivelata negli ultimi tempi” (v.5).

Pietro ci dice: “Il Signore sa liberare i pii dalla prova…” (2 Pietro 2:9). Il termine greco qui usato per prova significa “mettere alla prova nelle avversità”.

Paolo scrive, “Nessuna tentazione vi ha finora colti se non umana; or Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita, affinché la possiate sostenere” (1 Corinzi 10:13).

Certamente, Dio non vuole trattenerci nelle nostre prove. Perché dovrebbe essere interessato a lasciarci nel mezzo della tentazione e dell’afflizione? Egli non trae alcuna gloria nel provare i Suoi figli – ma nel risultato delle nostre prove!

C’è un solo modo per sfuggire dalle nostre prove – ed è passare l’esame. Pensaci: Quando eri a scuola, come riuscisti ad uscirne? Passasti l’esame finale. E se non lo avessi passato, saresti stato bocciato.

Questo era il caso dell’antica Israele, quando Dio li portò al Mar Rosso. Dio stava provando il Suo popolo, lo stava testando, mettendolo sotto esame. Li portò sull’orlo della distruzione, circondandoli da monti su due lati, il mare da un altro lato e un nemico alle calcagna dall’altro ancora.

Tuttavia, il Signore mise Israele in una simile circostanza aspettandosi una determinata reazione. Egli voleva che il Suo popolo riconoscesse la propria impotenza. Voleva sentirli dire, “Ricordiamo come Dio ci abbia liberati dalle piaghe. Ricordiamo come ci abbia portati fuori dalla fornace d’afflizione in cui fabbricavamo mattoni senza paglia, e senza tregua. Dio ci ha liberato allora – e lo farà di nuovo! Gioiamo nella Sua fedeltà. Egli è Dio, ed Egli ci ha fatto delle promesse che manterrà. Ci proteggerà da ogni nemico che verrà contro noi”.

venerdì 1 ottobre 2010

CONOSCERE DIO

Sto per pronunciare un’affermazione davvero scioccante, e ne pronuncio seriamente ogni parola: Io non conosco veramente Dio! Ossia, non Lo conosco nel modo in cui Egli vuole che io Lo conosca.

Come lo so? Me l’ha detto lo Spirito Santo. Mi ha sussurrato, dolcemente, “David, tu non conosci veramente Dio nel modo in cui Egli desidera che tu lo conosca. Tu non gli consenti veramente di essere Dio per te”.

Nell’Antico Testamento, Dio si appartò un popolo per Sé – un popolo che non era più ricco o più intelligente degli altri – solo per poter essere loro Dio: “Vi prenderò per mio popolo, e sarò il vostro Dio” (Esodo 6:7). Dio stava dicendo, in altre parole, “Ti insegnerò ad essere mio popolo – affinché io possa esserti Dio!”.

In effetti, Dio si rivelò e si manifestò al Suo popolo in continuazione. Inviò angeli. Parlò loro in modo udibile. Adempì ogni promessa con grandi liberazioni. Eppure, dopo quarant’anni di miracoli, segni e prodigi, il giudizio di Dio riguardo al Suo popolo era: “Voi non mi conoscete – non conoscete le mie vie!”

“Per quarant’anni ebbi in disgusto quella generazione, e dissi: Sono un popolo dal cuore sviato e non conoscono le mie vie” (Salmo 95:10). Dio disse, “In tutti questi anni non avete mai lasciato che io fossi davvero il vostro Dio! Nei quarant’anni in cui ho voluto insegnarvi, voi non mi avete mai conosciuto – ancora non capivate il mio operare!”

Dio sta ancora cercando un popolo che gli permetta di essere il loro Dio – al punto che essi Lo conoscano veramente e imparano le Sue vie!

La Scrittura dice di Israele, “Sì, essi tornarono a tentare Dio più volte e a provocare il Santo d’Israele” (Salmo 78:41). Israele si allontanò da Dio nella sua incredulità. E allo stesso modo, credo che noi oggi limitiamo Dio con il nostro dubbio e la nostra incredulità.

Confidiamo in Dio per molte aree della nostra vita – ma la nostra fede ha sempre limiti e confini. Abbiamo almeno una piccola area che tratteniamo e nella quale non crediamo davvero che Dio opererà per noi.

Io limito Dio maggiormente nell’area della guarigione. Ho pregato per la guarigione fisica per molte persone, e ho visto Dio compiere miracolo dopo miracolo. Ma quando si tratta del mio corpo, limito Dio! Ho paura di lasciare che Lui sia Dio per me. Mi imbottisco di medicine o corro dal dottore prima ancora di pregare! Non sto dicendo che sia sbagliato andare dal dottore. Ma a volte rientro nella descrizione di quello che “non cercò l’Eterno, ma ricorse ai medici” (2 Cronache 16:12).

Ti chiedo: Preghi affinché Dio abbatta le mura in Cina o a Cuba – ma quando si tratta della salvezza della tua famiglia non hai un grammo di fede? Pensi, “Dio non deve voler farlo. I miei cari sono un caso davvero difficile. Non sembra che Dio mi ascolti su tale questione”.

Se è così, tu non vedi Lui come Dio! Ignori le Sue vie! Il desiderio di Dio è “fare smisuratamente al di là di quanto chiediamo o pensiamo [secondo la potenza che opera in noi]” (Efesini 3:20).

I settanta anziani d’Israele mangiarono e bevvero alla presenza di Dio, sul monte. Eppure il Signore disse di loro, “Non siete mai giunti a conoscere me o le mie vie!”

I discepoli spesero tre anni alla presenza di Dio – con Cristo, che era Dio in carne. Essi sedettero ascoltando i Suoi insegnamenti e stettero con Lui giorno e notte. Tuttavia, alla fine, Lo abbandonarono e fuggirono – perché non conoscevano le Sue vie!

Gesù dice che Dio non ascolta le nostre preghiere e le nostre lodi semplicemente perché le pronunciamo in continuazione, a volte per ore. È possibile pregare, digiunare e compiere buone azioni e ancora non arrivare in quel luogo in cui siamo affamati di conoscerlo ed iniziamo a comprendere le Sue vie. Non apprendiamo le Sue vie solo nello stanzino della preghiera, sebbene chiunque conosca veramente il Signore abbia intimità con Lui. Non puoi conoscere le vie di Dio senza spendere molte ore con Lui in preghiera. Ma la preghiera deve includere un tempo di qualità in cui lasciamo che Dio sia Dio per noi – deponendo ogni bisogno ed ogni richiesta nelle Sue mani, lasciando ogni cosa lì.