martedì 4 marzo 2014

IL VANGELO DEL RAVVEDIMENTO

“La tristezza secondo Dio infatti produce ravvedimento a salvezza” (2 Corinzi 7:10). Nel leggere questo passo, mi ritrovo ad esaminare il mio ministero e a chiedermi, “Ho mutilato il vangelo predicato da Gesù, il vangelo del ravvedimento? Ho preso forse delle forbici e ho rimosso l’alto prezzo del seguire Cristo? Ho abbassato il Suo standard dicendo alle persone di dover solo credere per essere salvate?”

Abbiamo rimosso una genuina convinzione per i peccati? Siamo subentrati noi per offrire una salvezza a coloro che non si sono mai ravveduti, che non si sono addolorati per le proprie trasgressioni, che hanno ricercato la fede per potervi nascondere dietro la propria concupiscenza?

Sentiamo continuamente esagerazioni riguardo i numeri di persone che vengono a Gesù attraverso vari ministeri. Molti cristiani raccontano di dozzine di persone salvate durante la loro predicazione nelle prigioni, nelle scuole e in altri luoghi. Essi dicono, “Tutti in quel luogo hanno dato il proprio cuore a Gesù. Quando ho finito di predicare, tutti sono venuti avanti per la salvezza”.

Troppo spesso, ciò che realmente accade è che tutti ripetono semplicemente una preghiera. Pregano meramente ciò che viene detto loro di pregare e molti non afferrano ciò che stanno dicendo. Così, la maggior parte ritorna alle proprie vie pagane!

Queste persone non sperimentano mai un’opera profonda dello Spirito Santo. Come risultato, non si ravvedono mai, non si addolorano mai per il loro peccato – e non credono mai davvero. Tragicamente, abbiamo offerto loro qualcosa che Gesù stesso non ha mai offerto – salvezza senza ravvedimento.

Credo che la chiesa abbia anche rimosso il sentimento della convinzione. Pensaci – raramente ormai vedi lacrime sulle guance di coloro che vengono salvati. Certo, so che le lacrime non salvano, ma Dio ci ha fatti umani, con dei sentimenti molto veri. E qualsiasi peccatore diretto all’inferno che è stato toccato dallo Spirito Santo avverte un profondo dolore per i modi in cui ha ferito il Signore.

L’apostolo Pietro sentì questo tipo di santo dolore quando negò di conoscere Gesù. All’improvviso, venne inondato dal ricordo di ciò che Gesù gli aveva detto: “Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detta: «Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai tre volte». E, pensando a ciò, scoppiò a piangere” (Marco 14:72).