mercoledì 31 ottobre 2012

LA SUA POTENZA CHE LIBERA

L’esercito assiro aveva circondato Gerusalemme. A quel punto, il re Ezechia decise: “Stavolta non ci appoggeremo al braccio della carne. Faremo tutto a modo di Dio!”

Il re si umiliò e cercò Dio in preghiera: “Quando il re Ezechia udì questo, si stracciò le vesti, si coprì di sacco ed entrò nella casa dell'Eterno” (Isaia 37:1). Ezechia confessò: “Signore, so che non c’è niente in me che ti possa offrire se non la mia fede. Sono impotente per combattere Sennacherib con le mie forze. Siamo circondati dai nemici. Ti prego, donaci la Tua direzione!”
Ezechia sapeva che Isaia avrebbe avuto la parola divina di guida, così stavolta mandò i suoi messaggeri al profeta. Questi uomini dissero a Isaia: “I figli stanno per nascere, ma non c'è forza per partorirli” (verso 3). In altre parole: “stavolta vogliamo fare tutto a modo di Dio ma non è rimasta alcuna forza in noi. Cosa dobbiamo fare?”

Isaia aveva una parola da parte di Dio per loro: “Non aver paura a motivo delle parole che hai udito…lo [Sennacherib] farò cadere di spada” (versi 6-7). Dio stava dicendo: “Qualsiasi vostro nemico è un Mio nemico ora, perché avete affidato a Me la vostra battaglia! Se qualcuno parla male di voi, vi ferisce o abusa di voi, è un attacco contro di Me. Mi occuperò io di quel nemico, che sia umano o infernale”.

“Egli non entrerà in questa città né vi lancerà alcuna freccia, non le verrà davanti con scudi né costruirà contro di essa alcun terrapieno” (verso 33). Dio dice: “Altri potrebbero cadere intorno a te, ama ciò non significa nulla. Stai facendo un cammino di patto con Me e io ho promesso di ingaggiare battaglia contro ogni nemico che ti assale”.

Che immagine meravigliosa ci ha donato Dio della Sua potenza di liberarci dai nostri nemici. Il nemico potrebbe scagliarci contro frecce infuocate, ma non arriveranno a segno. Satana potrebbe attaccarci rumorosamente con un enorme esercito di lussurie e tentazioni, ma alla fine si girerà e correrà via. Dio ha dichiarato: “Io difenderò ogni Mio figlio che crede in Me tanto da deporre la propria spada”.

martedì 30 ottobre 2012

GUAI A COLORO CHE SCENDONO IN EGITTO

“Guai a quelli che scendono in Egitto in cerca di aiuto e fanno affidamento sui cavalli, confidano nei carri perché sono numerosi, e nei cavalieri perché molto potenti, ma non guardano al Santo d'Israele e non cercano l'Eterno” (Isaia 31:1).

Il profeta Isaia avvertì Israele che non c’era possibilità di vittoria per loro se avessero cercato di combattere il loro avversario con le proprie forze. Isaia 31 dipinge un quadro perfetto della futilità di tentare di lottare il nemico con la nostra capacità umana. Credo che questo capitolo sia un tipo e un’ombra dell’inefficacia dei nostri sforzi oggi di sconfiggere concupiscenze, vizi e peccati soffocanti affidandoci alle nostre idee e ai nostri aiuti umani.

Al tempo in cui Isaia scrisse questo messaggio di avvertimento, il Re Sennacherib e l’esercito assiro già marciavano su tutta Giuda. Avevano reso prigioniere la maggior parte delle città sul loro cammino, ed ora pianificavano di assediare Gerusalemme. In ebraico, la parola Sennacherib significa “vincente” e Assiria significa “peccato crescente”. Messe insieme, queste due parole forniscono l’immagine di un nemico malvagio che stava avendo un grande successo contro il popolo di Dio.

In effetti, l’Assiria rappresenta ogni spirito demoniaco e perverso che viene contro di noi. E Sennacherib è il diavolo in persona, convinto di poterci sconfiggere e di poterci portare alla disperazione. Credo che Dio voglia mostrarci, attraverso questo capitolo, in che modo il diavolo e le sue orde infernali stiano recando ondate di tentazione contro la chiesa, con crescente intensità e notevole successo.

Questo capitolo è inoltre un esempio di come il peccato abbonderà negli ultimi giorni. La Scrittura dice che la società diventerà sempre peggiore (vedi 2 Timoteo 3:13), e la chiesa verrà inondata di inganni e dottrine di demoni. Credo che lo stiamo vedendo accadere proprio ora. Orde infernali si sono infiltrate in tutti i media e in ogni forma di tecnologia, inondando la nostra cultura di sensualità, nudità e perversioni di ogni sorta. Come profetizzato in Apocalisse 12:15, Satana “gettò dalla sua bocca, dietro alla donna, dell'acqua come un fiume”.

lunedì 29 ottobre 2012

ORA C’É UN NUOVO PATTO by Gary Wilkerson

“Egli invece, dopo aver offerto per sempre un unico sacrificio per i peccati, si è posto a sedere alla destra di Dio, aspettando ormai soltanto che i suoi nemici siano posti come sgabello dei suoi piedi. Con un'unica offerta, infatti, egli ha reso perfetti per sempre coloro che sono santificati” (Ebrei 10:12-14).

Che sacrificio! Ora Dio dice che il patto non è come quello fatto con gli angeli. Non è come il patto fatto con Adamo, e Adamo venne meno. Né è come il patto della circoncisione, in cui i figli d’Israele vennero meno. Non è come il patto fatto con la Legge di Mosè e non è come il patto del sacrificio del sommo sacerdote. Dio dice che questo è un nuovo patto fatto mediante Suo Figlio, Cristo Gesù. È un patto migliore, più eccellente, un patto santo. È il patto di Cristo che viene a portare nuova vita in noi, una nuova creazione. Egli rimuove il vecchio e rende ogni cosa nuova.

Non si tratta di un patto basato sulle nostre opere. Non è un’associazione con Dio. Non è Dio che tratta col Suo popolo con condizioni bilaterali di adempimento. Non è Dio che dice: “Io farò questo se tu farai quest’altro”. Piuttosto, Dio ha detto: “Ne avete avuto abbastanza di questi vecchi patti? Siete sufficientemente stanchi di fallire?” Sei stanco e frustrato di cercare col tuo potere morale di mostrare quanto tu sia santo davanti a Dio? Sei stanco di vederti alla pari con Dio, come se Dio tratti col patto e poi tu ritratti per poter stare alla pari con Lui?

La Parola dice che ogni singolo patto fatto da Dio nel tempo ha un solo scopo, di mostrarci l’incapacità della nostra tempra morale, la nostra incapacità di mantenere il patto alla pari con Dio (Ebrei 1:1). Ci ha finalmente portati a un punto (come Dio fa mediante la legge ora, seppur in tempi neotestamentari) in cui diciamo: “Non posso farcela da solo. Non ho nulla nelle mie mani da offrirti, Signore. Senza Te che conservi entrambe le parti del patto, la Tua parte e la mia, senza Te che adempi le Tue promesse e le mie promesse per me stesso, non posso resistere”.

Ora c’è un nuovo patto!

venerdì 26 ottobre 2012

LA POTENZA PROTETTRICE DI DIO

Isaia utilizza l’immagine degli uccelli per illustrare la potenza protettrice di Dio sul Suo popolo: “Come gli uccelli si librano a volo sui loro piccoli, così l'Eterno degli eserciti proteggerà Gerusalemme; la proteggerà e la libererà, la risparmierà e la farà scampare” (Isaia 31:5). Il significato ebraico di questo verso è: “Come la chioccia copre i suoi pulcini, così Yahweh, l’Eterno degli eserciti, dispiegherà le Sue ali sopra Gerusalemme”.

Dio stava dicendo a Israele: “Se volete essere protetti dalla ferocia del nemico, allora nascondetevi sotto le Mie ali. Io vi proteggerò, coprendovi come una chioccia copre i suoi pulcini. Non dovete più vivere nel timore dei vostri nemici!”

Lascia che ti chieda: ti trovi nel mezzo di una guerra pesante ora? Stai affrontando un nemico troppo potente per te? Se è così, come puoi aspettarti di rimanere puro, fedele, come Cristo mentre gli altri intorno a te cadono a destra e a sinistra? Come otterrai vittoria sulle tue concupiscenze e tentazioni quando Satana viene a te come un leone ruggente?

Dio chiede semplicemente che tu deponga la spada e confidi che Lui prenda la Sua spada in tuo favore. Vuole che tu giunga al punto in cui dirai: “Signore, so che questa battaglia non è più mia. Ho fallito così tante volte. Ora vengo a Te con semplice fede, aiutami, Dio”.

Il Signore ti sta esortando: “Aggrappati a Me in mezzo alla tua battaglia. La tua vittoria è solo un questione di fede nella Mia potenza e volontà di liberarti. Quando il nemico ti sopraffà, vieni a Me e spandi la tua anima. Cercami con tutto il tuo cuore e io combatterò per te”.

La battaglia non è mai nostra. È sempre del Signore.

“Egli ti coprirà con le sue penne e sotto le sue ali troverai rifugio; la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza. Tu non temerai lo spavento notturno, né la freccia che vola di giorno” (Salmo 91:4-5).

giovedì 25 ottobre 2012

NON PER FORZA

Molti cristiani oggi si rivolgono velocemente a cose artificiali nel tentativo di ottenere vittoria sulla carne, come fece Israele. Un esempio lampante è il vasto numero di libri fai-da-te che troviamo sugli scaffali delle librerie cristiane. Letteralmente migliaia di libri promettono modi infallibili per migliorare, placare e soggiogare la carne. In effetti, ovunque guardiamo riceviamo opportunità carnali per ogni nostro bisogno. Le chiese promettono incontri di risveglio unti in cui ogni nostro bisogno spirituale viene soddisfatto da una preghiera o da un tocco. Gli evangelisti offrono liberazione istantanea, guarigione istantanea, parole istantanee da Dio.

La verità è che Dio diede a Israele la possibilità di scegliere fra Lui e la carne durante la loro crisi. Egli disse: “Continuate ad esercitare la vostra volontà. Scavate profondamente nel vostro uomo interiore, studiate i vostri libri, pianificate le vostre strategie, fate tutto ciò che sapete fare. Ma starete comunque appoggiati al braccio della carne. Nessuno dei vostri sforzi vi recherà un solo momento di vittoria”.

Più studio la Parola di Dio, più diventa chiaro: ogni sforzo umano di ottenere liberazione dal peccato è destinato a fallire. Dio permetterà che passiamo per il torchio ogni volta, finché non saremo totalmente convinti di dover morire a ogni sforzo della carne.

Quando Israele cercò di sconfiggere i suoi potenti nemici mediante la potenza umana, Dio espose immediatamente il loro sforzo: “Quando l'Eterno stenderà la sua mano, il protettore inciamperà e il protetto cadrà, periranno tutti insieme” (Isaia 31:3). La Parola di Dio dichiara con un linguaggio molto chiaro che ogni vittoria dipende soltanto da Lui. Lui solo ha la potenza di liberarci da ogni nostro nemico.

Potresti avere una santa volontà, una formazione morale solida, una mente incontaminata. In realtà, potresti essere una delle persone più pure su questa terra, ma la Bibbia dice che nessuno dei tuoi doni o capacità umane funzioneranno contro il diavolo. Fallirai sempre con i tuoi soli sforzi.

Se ti trovi nel mezzo di una lotta gravosa, devi apprendere la parola che Dio diede a Zaccaria: “Non per forza, né potenza, ma per lo Spirito mio, dice il Signore” (Zaccaria 4:6).

mercoledì 24 ottobre 2012

TROVARE LE CHIAVI PER LA VITTORIA

Mentre studiavo il Nuovo Patto, saltavano fuori le sue gloriose verità sul rapporto di Dio con Israele nell’Antico Testamento. Paolo dichiara: “Or tutte queste cose avvennero loro come esempio, e sono scritte per nostro avvertimento, per noi, che ci troviamo alla fine delle età” (1 Corinzi 10:11). Ho sentito il Signore chiedermi: “David, vuoi le chiavi per la vittoria? Vuoi sapere come vincere sul peccato, la carne e il diavolo? Vuoi sapere come lottare contro il nemico? Allora vai al mio Antico Testamento e imparerai dagli esempi che lì troverai. Li ho riportati tutti per te, affinché tu possa imparare lezioni di santità”.

Nella notte della Pasqua, nemmeno un singolo israelita era in pericolo per l’angelo della morte che incombeva sull’Egitto. Ogni uomo, donna e figlio di Dio riposava sano e salvo sotto la copertura di sangue spruzzata sugli stipiti delle loro case (Esodo 12). Quest’immagine di sicurezza rappresenta la potenza protettrice del sangue del nostro Signore sui Suoi figli oggi. Come cristiani dobbiamo essere un popolo credente e fiducioso, che ha il sangue di Gesù spruzzato sugli stipiti delle porte del proprio cuore.

La fiducia d’Israele nel sangue dell’agnello immolato compiva molte cose nelle vite del popolo. Non solo li protesse dall’angelo della morte, ma li condusse fuori dall’Egitto e li liberò dal legame di Faraone. Tuttavia, c’erano altri nemici dai quali Israele doveva essere liberato. Allo stesso modo oggi, la nostra fiducia nel sangue di Cristo riguarda molto più che ottenere salvezza per l’eternità. Riguarda anche l’affidarsi alla potenza di Dio che ci libera da ogni fortezza del nemico.

Ti prego di non fraintendermi. Se sei salvato, vivendo sotto la copertura del sangue di Cristo, certo per fede della Sua opera sulla croce per te, ciò è assolutamente meraviglioso. Ma che dire della tua attuale battaglia contro la potenza del peccato che infuria dentro di te? Che dire del tuo vizio soggiogante? Che potenza hai per lottare contro questi nemici della tua anima?

Il fatto è che sebbene siamo stati salvati e protetti dal sangue di Cristo, siamo ancora impegnati in una battaglia contro principati sovrastanti, potenze sataniche, fortezze demoniache. Dobbiamo proclamare la potenza a noi disponibile mediante il Nuovo Patto di Dio, ma questa potenza viene solo mediante la fede!

martedì 23 ottobre 2012

L’UOMO NUOVO

Il Nuovo Patto di Dio con noi può riassumersi in un’unica affermazione potente. È la Sua promessa irrevocabile di liberare il Suo popolo dal dominio del peccato mediante la potenza dello Spirito Santo.

Questo Nuovo Patto smantella ogni nostro sforzo inconsistente di piacere a Dio nella carne. È la fine di ogni nostra lotta contro il peccato, sia che lo facciamo attraverso la nostra determinazione, forza, i nostri ragionamenti o qualsiasi altra opera della carne. In breve, il

Nuovo Patto di Dio rimuove da noi la pressione e la ripone interamente su di Lui.
Mediante questo patto, il Signore dice. “Non ti chiederò più di portarmi un cuore pio. Piuttosto, rimuoverò il tuo cuore di pietra e metterò in te un cuore nuovo, un cuore che desidera Me. Farò sì che tu voglia e operi per il Mio diletto, mediante la potenza del Mio Spirito” (vedi Ezechiele 11:19-20).

In parole povere, il Nuovo Patto è la fine dell’uomo “che può” e introduce “l’uomo nuovo”, il quale dice: “Non posso fare nulla con le mie forze, ma posso ogni cosa mediante la potenza dello Spirito Santo”.

Una delle cose più importanti che ho imparato dal mio studio sul Nuovo Patto è che si tratta del segreto per avere una vita vittoriosa negli ultimi giorni. Mentre il tempo del ritorno di Cristo si avvicina, il diavolo rilascerà potenze demoniache selvagge contro il popolo di Dio come mai il mondo aveva visto prima.

Vediamo ciò accadere già fra le mura della chiesa. Satana si è infiltrato nella casa di Dio con bugie sottili, false dottrine e insegnamenti demoniaci. È triste constatare che cristiani senza discernimento stanno ingurgitando tutto questo. Sono centinaia gli inganni e le eresie che girano nella chiesa e io ti chiedo: in che modo i credenti potranno resistere in un tempo simile?
Il Signore ci risponde promettendoci di caricarsi Lui stesso del problema. Egli ci assicura: “Non temere. Prenderò questa situazione nelle Mie mani e ti fortificherò contro ogni assalto del nemico mediante il Mio Nuovo Patto con te”.

lunedì 22 ottobre 2012

IO SARÒ IL LORO DIO by Gary Wilkerson

“Essi saranno per me il mio popolo e io sarò per loro il loro Dio. Darò loro un solo cuore, una sola via, perché mi temano per sempre per il bene loro e dei loro figli dopo di loro. Farò con loro un patto eterno: non mi ritirerò più da loro, facendo loro del bene, e metterò il mio timore nel loro cuore, perché non si allontanino da me. Gioirò nel far loro del bene e li pianterò stabilmente in questo paese con tutto il mio cuore e con tutta la mia anima” (Geremia 32:38-41).

Ricordi quando alzavi la mano alle elementari e chiedevi: “Maestra, devo andare al bagno”? Cosa rispondeva l’insegnante?

“Certo che puoi, ma la domanda giusta è POSSO andare al bagno?”

In questo verso, secondo l’originale, Dio usa le parole: “non possano allontanarsi”. È un’affermazione dichiarativa: “Voi non avete il permesso di farlo!” Sta dicendo: “Io metterò la mia legge nei vostri cuori affinché non possiate infrangere il patto con Me”.

Amo che Lui lo definisca un patto eterno. Se potessi impartire una sola cosa nella tua vita, sarebbe il messaggio di capire, camminare e godere la realtà che il patto di Dio con noi sia un patto eterno.

Questo Nuovo Patto può essere infranto? Dio, attraverso il profeta Geremia, dice: “Così dice l'Eterno, che ha dato il sole per la luce di giorno e le leggi alla luna e alle stelle per la luce di notte, che solleva il mare e ne fa mugghiare le onde, il cui nome è l'Eterno degli eserciti. «Se quelle leggi venissero meno davanti a me», dice l'Eterno, «allora anche la progenie d'Israele cesserebbe di essere una nazione davanti a me per sempre»” (Geremia 31:35-36).

Quando verrà infranta la promessa del Nuovo Patto? Quando le stelle si rifiuteranno di splendere, quando non ci sarà più un sole e quando l’uomo potrà scendere nelle profondità del centro della terra e misurare le stelle e l’universo. Quindi Dio sta dicendo: “Il Nuovo Patto è un patto eterno!”

venerdì 19 ottobre 2012

LA RACCOLTA DELLO SPIRITO

“Colui dunque che vi dispensa lo Spirito e opera tra voi potenti operazioni, lo fa mediante le opere della legge o mediante la predicazione della fede?” (Galati 3:5).

Paolo afferma che Dio ci elargisce lo Spirito Santo e non lo fa in base alle nostre opere, ma in base alla nostra fede in Lui.

Gesù è l’unico che abbia mai ricevuto lo Spirito Santo senza misura. Tuttavia, ci sono stati molti uomini e donne nella storia che hanno ricevuto una grande misura di Spirito. Tali credenti hanno sempre saputo di non doversi sforzare di piangere per un mondo perso e distrutto, perché lo Spirito Santo piangeva in loro.

La nostra parte è quella di pregare: “Spirito Santo, Tu conosci tutti quelli che sono nella mia sfera d’influenza che si trovano sotto convinzione perché Tu sei Colui che li convince. Tu vedi ogni lacrima che cade nel silenzio della notte e Tu conosci tutti coloro che sono disperati e gridano per ricevere aiuto. Io sono il Tuo strumento. Riempimi del Tuo peso e conducimi a coloro che Tu hai preparato”.

Dio vuole darci autorità per un motivo, ed è quello di portarci fra le strade, ripieni della Sua Parola e condotti dal Suo Spirito. Egli vuole che siamo in grado di donare una parola convincente, penetrante, che abbia il fuoco inequivocabile dello Spirito!

Si smuove qualcosa nel tuo cuore per i perduti? Senti il peso di coloro che sono nella tua sfera d’influenza? Oppure ti concentri ripetutamente sui tuoi bisogni soltanto? Se non conosci il cuore di Cristo e non senti il Suo peso, non potrai mai aspettarti di essere usato da Lui.

Per molti cristiani, l’opera dell’eternità potrebbe non essere in una terra lontana, ma si concentrerà sulla famiglia, gli amici e i colleghi. I requisiti, comunque, restano gli stessi. Per raggiungere i perduti, dobbiamo chiedere al Signore di muoversi in loro con convinzione e di preparare i nostri cuori con una parola puntuale e opportuna.

Prega e digiuna e poi chiedi allo Spirito Santo di condurti a coloro che Lui ha convinto e preparato a sentire la Sua Parola. Poi confida nella Sua guida e nella Sua potenza che compie miracoli!

giovedì 18 ottobre 2012

ESSI DIVENNERO IMPAVIDI

Quando lo Spirito discese sui Suoi discepoli, essi divennero impavidi. Nel dirigersi al tempio per testimoniare, lo Spirito Santo rendeva le loro parole taglienti, convincenti, come spade che trafiggevano i cuori. Predicavano l’evangelo con potenza e autorità, perché avevano il fuoco dello Spirito Santo dentro di loro.

A motivo di questa predicazione unta, in pochissimo tempo circa cinquemila persone furono salvate. Persino i sacerdoti si convertivano. E altri risvegli seguirono nei villaggi circostanti, in città lontane e persino fra i Gentili.

La parte migliore di questa scena incredibile è che la chiesa ricevette tutta la sua guida dallo Spirito Santo. Non accadeva nulla finché i discepoli non si raccoglievano col Signore in digiuno e preghiera. Quando ciò accadeva, lo Spirito arrivava e iniziava a condurre ogni loro mossa.

Accadde qualcos’altro di molto importante. I discepoli dovevano portare l’evangelo in ogni nazione, ogni gente, ma la tradizione giudaica vietava loro persino di toccare le vesti di un Gentile. Come avrebbero fatto a portare la buona notizia a persone che non avevano nemmeno il permesso di frequentare? Sembrava essere un comandamento impossibile, perché persino i convertiti giudei conservavano tali pregiudizi.

La diffusa proclamazione del vangelo iniziò soltanto quando lo Spirito Santo prese il controllo. Lo Spirito visitò Pietro durante la sua preghiera quotidiana su un terrazzo: “E la voce gli disse per la seconda volta: «Le cose che Dio ha purificate, tu non farle impure»” (Atti 10:15).

Egli disse a Pietro: “Non osare definire impuro ciò che Io ho santificato e reso puro. Ora scendi, perché ci sono dei Gentili che stanno bussando alla tua porta. Voglio che tu vada con loro e gli predichi di Gesù!”

Lo Spirito Santo aveva subito risolto il problema del pregiudizio. Egli aprì il mondo dei Gentili all’evangelo semplicemente parlando ai Suoi seguaci. Era tutto chiaramente diretto dal cielo!

I credenti ripieni di potenza del primo secolo ricevettero tutti gli ordini di marcia dallo Spirito Santo in persona: “Essi dunque, mandati dallo Spirito Santo, scesero a Seleucia” (Atti 13:4). Non facevano una sola mossa se prima non si raccoglievano con Dio in digiuno e preghiera. E lo Spirito Santo rispondeva loro donando direzioni chiare!

mercoledì 17 ottobre 2012

LO SPIRITO DI PAOLO FU TURBATO

Quando l’apostolo Paolo guardò le moltitudini idolatre di Atene, il suo spirito fu turbato (vedi Atti 17:16). Allo stesso modo, quando mi affaccio ogni sera alla finestra del mio appartamento, osservando la folla a Manhattan, avverto lo stesso sentimento di Paolo. Vedo tanti bei edifici, dallo skyline di Midtown alla Statua della Libertà, ma mi sembrano tutte lapidi. Sono piene di morti che camminano, moltitudini di persone morenti e dirette all’inferno. Ogni giorno devo gridare: “Signore, abbiamo bisogno di Te! Non possiamo fare niente per raggiungere queste persone senza la Tua guida e la Tua potenza”.

Gesù sapeva ogni cosa di quanto la chiesa avrebbe affrontato oggi, le opposizioni schiaccianti, i tanti ostacoli. E Lui sapeva esattamente cosa sarebbe accaduto alla nostra società. Sapeva che ci sarebbe stata una frana morale, che l’umanità avrebbe continuato a peggiorare e che un diavolo adirato avrebbe vomitato una fiumana infernale contro la Sua chiesa.

Gesù non avrebbe inviato i Suoi discepoli senza far sapere loro che la potenza ricevuta sarebbe stata più che sufficiente a soddisfare ogni bisogno e a vincere ogni opposizione. Quegli uomini in fuga per la paura davanti ai soldati giunti per catturare Gesù erano timidi, timorosi, inesperti e impreparati. Ma Gesù sapeva che quegli uomini, una volta arresi totalmente allo Spirito Santo, avrebbero compiuto miracoli, fatto fuggire demoni e vinto ogni avversità e ogni sfida.

Credo che le parole di Gesù ai Suoi discepoli impotenti si applichino anche oggi a noi: “Ed ecco, io mando su di voi la promessa del Padre mio; ma voi rimanete…finché siate rivestiti di potenza dall'alto” (Luca 24:49).

Gesù stava in pratica dicendo: “Se cerchi di evangelizzare nelle tue forze cadrai presto sulla tua faccia. Conosco le battaglie e gli ostacoli che affronti e ti donerò una potenza più grande di qualsiasi altra nell’universo. Sarai in grado di resistere a re, principi e governi con la mia autorità su demoni e principati. Ma non potrai fare nulla per Me se non sarai ripieno di Spirito Santo”.

martedì 16 ottobre 2012

BROADWAY ALL’ORA DI PUNTA

Mentre camminavo per Broadway all’ora di punta e guardavo i volti della folla che passava, un pensiero ha colpito la mia anima come un tuono: “Quasi tutti quelli che stanno passando stanno andando all’inferno”.

Mi rendo conto che questo potrebbe risultare duro o presuntuoso. Penserai: “Sicuramente alcuni di quei passanti conoscono il Signore. Certamente molti in quella grande massa di gente ha visto o sperimentato qualche tipo di religione”.

Ad ogni isolato che passavo, continuavo ad essere colpito da questo pensiero: “Sono perduti. Passeranno l’eternità senza Gesù!” Alla fine, ho cercato di consolarmi col pensiero: “Ma la nostra chiesa ha visto migliaia di persone convertirsi. La Chiesa di Times Square è una delle congregazioni più grandi a New York”.

Tuttavia, qualcosa ancora mi tormentava l’anima. Dovetti riconoscere davanti al Signore: “Oh, Padre, non sento il peso che sentivo una volta. Non piango come quando sono venuto a New York per la prima volta!”

Nel 1958, io e Gwen vivevamo a Philipsburg, Pennsylvania, una cittadina di circa 1,500 persone. A quei tempi, passeggiavo nel bosco vicino casa e piangevo per ore per le anime di New York. Possedevo una piccola Chevrolet verde e ogni settimana, mentre guidavo verso la città per il servizio, piangevo per tutte le tre ore di tragitto.

Oggi predico in uno dei teatri più belli del mondo, lo storico Teatro Mark Hellinger. Ciò nonostante, mi chiedo quanti nella nostra congregazione e quanti di quelli che stanno leggendo questa meditazione si sentono come mi sentivo io nel camminare per Broadway. Mi sono dovuto fermare e chiedermi: “Quanto tempo è passato da quando hai pianto per i perduti? Senti ancora il peso del Signore di raggiungerli con l’evangelo?”

Riesci a lavorare a fianco dei tuoi colleghi, salutare i tuoi vicini, parlare alla tua famiglia non credente e non essere mai preoccupato per la loro anima? La tua mente è occupata soltanto dalla sopravvivenza e dalle necessità della tua famiglia? Non senti più il peso, non stai più testimoniando e raggiungendo i perduti e il mondo morente?

“Quelli che seminano con lacrime, mieteranno con canti di gioia. Ben va piangendo colui che porta il seme da spargere, ma tornerà con canti di gioia portando i suoi covoni” (Salmo 126:5-6).

lunedì 15 ottobre 2012

PATTO ETERNO by Gary Wilkerson

“Ma ora Cristo ha ottenuto un ministero tanto più eccellente in quanto egli è mediatore di un patto migliore, fondato su migliori promesse” (Ebrei 8:6).

“Io concluderò con la casa d'Israele e con la casa di Giuda un nuovo patto, non come il patto che feci con i loro padri, nel giorno che li presi per mano per condurli fuori dal paese di Egitto” (8:8-9).

Dio accompagnò il Suo popolo per la mano e lì condusse fuori dalla prigionia, dalla schiavitù, dalla sofferenza. Egli li condusse miracolosamente aprendo il Mar Rosso nel deserto per poi portarli nella Terra Promessa. Questo è un buon patto, ma l’epistola agli Ebrei dice che il nuovo patto è migliore e più eccellente.

La seconda parte di Ebrei 8:9 ci dice: “Perché essi non sono rimasti fedeli al mio patto”. Ecco perché era necessario un nuovo patto.

“Questo dunque sarà il patto che farò con la casa d'Israele dopo quei giorni, dice il Signore, io porrò le mie leggi nella loro mente e le scriverò nei loro cuori; e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo. E nessuno istruirà più il suo prossimo e nessuno il proprio fratello, dicendo: "Conosci il Signore!". Poiché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande di loro, perché io avrò misericordia delle loro iniquità e non mi ricorderò più dei loro peccati e dei loro misfatti” (Ebrei 8:10-12).

Dio dice che il nuovo patto sarebbe stato migliore, più eccellente del precedente, non come quello fatto coi figli d’Israele in Egitto. Egli farà qualcosa di diverso stavolta; non si tratta soltanto di un patto da Lui fatto, ma di una nuova potenza che Egli ci dona. La nuova potenza ci renderà capaci affinché possiamo riuscire ad essere fedeli quasi quanto Lui nel mantenere il Suo patto, perché ora Lui vive in noi. Questa è la differenza in questo patto, il patto eterno!

venerdì 12 ottobre 2012

LA SUA PROMESSA È TUTTO CIÒ DI CUI HO BISOGNO

Dio suggella ogni Sua promessa con un giuramento e noi abbiamo il diritto “legale” di fondarci su di esse. Dio non può ritrarsi da alcuna delle Sue promesse, altrimenti non sarebbe Dio. Così possiamo aggrapparci a ogni promessa e dire: “Signore, io mi fonderò su quanto Tu hai detto”.

Dirai: “Aspetta un attimo. Vuoi dire che non dobbiamo avere comunione col Signore?” Non intendo affatto dire questo. Ma il fatto è che la nostra comunione con Dio non è circoscritta all’adorazione, alla lode o alla preghiera. Noi abbiamo comunione con Lui affidandoci attivamente alla Sua Parola scritta, rivelata, e la nostra comunione con Lui include anche la fiducia in Lui.

Lo Spirito Santo “parla” soprattutto guidandoci a passi della Scrittura pertinenti, mostrandoci la mente di Dio su qualsiasi questione, dicendoci quale passo fare. Perché dovrebbe parlare con una voce interiore quando non “ascoltiamo” la Sua voce scritta, rivelata?

Dio non deve dirci tutto o rivelarci ogni Suo piano per noi. In realtà, possiamo avere intimità con Dio semplicemente arrendendo i nostri sforzi di capire la Sua voce. Questo tipo d’intimità dice: “Signore, se anche non ascolterò mai più una singola parola da parte Tua, mi dai comunque tutto ciò di cui io ho bisogno. So che mi ami. La Tua Parola è giunta a me e io riposerò in questo”.

Davide è un esempio di questo tipo di fiducia. Mentre giaceva sul suo letto di morte, quest’uomo di Dio diceva: “Non è forse così la mia casa davanti a Dio?” (2 Samuele 23:5). In altre parole: “Non ho ancora visto l’adempimento di tutte le parole che il Signore mi ha dato, ma ho ricevuto la promessa che la mia casa non sarebbe venuta meno”.

Davide non aveva un profeta al suo fianco che gli dicesse queste cose. Non aveva un sogno, una visione, una voce interiore che glielo dicesse. Piuttosto, nell’affrontare l’eternità, egli disse: “Dio mi ha dato una promessa di patto nella Sua Parola. Ed io entrerò nell’eternità fondato su questa promessa”.

Davide continua nello stesso verso: “Non farà egli germogliare la mia completa salvezza e tutto ciò che io desidero?”. Stava dicendo, in altre parole: “Ora posso affrontare la morte perché la Sua promessa è tutto ciò di cui ho bisogno”.

Possiamo fallire nel nostro discernimento, nell’ascoltare, nelle nostre decisioni, ma possiamo rallegrarci nel nostro Dio, che è la nostra forza. Dobbiamo soltanto arrenderci, restare fermi e vedere la Sua salvezza!

giovedì 11 ottobre 2012

RESTARE FERMI È UN ATTO DI FEDE

Restare fermi non significa essere passivi o affidarsi al fato. Il fato dice: “Che sarà, sarà”. Ma la fede cambia tutto. Restare fermi è un atto di fede, un riposo attivo nelle promesse di Dio, il cessare di ogni domanda, dubbio e lotta inutile.

Da quando sono nel ministero, uno dei maggiori campi di lotta è stato riconoscere la voce di Dio. Credo che questa sia una lotta comune a molti cristiani. “Come faccio a sapere se la voce che sento è quella di Dio o è la mia carne?”

Ogni volta che affronto un bisogno urgente che richiede una risposta, mi rivolgo al Signore in preghiera. Grido: “Padre, la Tua Parola dice che Tu parli al Tuo popolo. Ti prego, Dio, parlami.

Dammi la tua direzione!” E poi cito le promesse della Scrittura:
  • “Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono” (Giovanni 10:27). 
  • “Le tue orecchie udranno dietro a te una parola che dirà: ‘Questa è la via; camminate in essa’” (Isaia 30:21). 
  • “Ma la parola è molto vicina a te; è nella tua bocca e nel tuo cuore” (Deuteronomio 30:14). 
In effetti, una voce dolce e sottile giunge a noi e quando Dio inizia a parlare, improvvisamente avvertiamo un grande senso di pace e calma. La voce è confortante, rassicurante, e lasciamo la nostra stanza di preghiera sentendoci meravigliosamente. Ma a volte la parola che udiamo in preghiera non si compie e ci rendiamo conto di aver udito un’altra voce, non quella di Cristo. In un caso del genere, si tratta della voce dei nostri desideri o della nostra carne.

Paolo dice: “Vi sono, ad esempio, tante varietà di suoni di lingua nel mondo, e nessuno di essi è senza significato” (1 Corinzi 14:10). Ci sono molte voci, fra cui la voce della carne, la voce della volontà, la voce dell’ambizione, e tutte gridano per ottenere la nostra attenzione.

Non importa quanto preghiamo o quanto siamo vicini al Signore, tutti siamo fallibili e commettiamo errori. La nostra carne ha una voce che a volte s’intrometterà.

Lascia che ti dica come Dio mi abbia sostenuto in questa prova di fede. Sono convinto che Dio predisponga e organizzi ogni mia circostanza. Egli ha promesso, mediante un patto, di guidarmi e di condurmi per il Suo Spirito e di preservarmi dalla caduta. Così, ora prego in fede, credendo nella Sua parola per me e resto fermo, aspettando che Lui agisca.

mercoledì 10 ottobre 2012

FISSERÒ IL MIO SGUARDO SU DI TE!

Dopo che Samuele ebbe unto Saul come re, lo scortò ai confini della città e disse: “Tu fermati un momento, perché ti possa annunciare la parola di Dio” (1 Samuele 9:27). Immagina! Il re d’Israele riceveva l’ordine di restare fermo invece di agire.

Samuele stava dicendo: “Saul, ti ho appena unto, e la tua mente già vaga. Stai pensando ‘Cosa sta facendo Dio? Come faccio a riconoscere la Sua voce, la Sua volontà?’ Smettila di lottare, Saul! Vuoi sentire la voce di Dio? Allora resta fermo e ascolta e io ti darò la Parola di Dio”.

Questo illustra perfettamente il principio che qui voglio enfatizzare: la parola del Signore, la voce di direzione e liberazione, viene donata a coloro che restano fermi davanti a Dio.

Giuda stava per essere invaso da una coalizione di eserciti potenti e la Scrittura dice che il re Giosafat “ebbe paura e si dispose a cercare l'Eterno, e proclamò un digiuno per tutto Giuda” (2 Cronache 20:3).

Il popolo iniziò a pregare: “E disse: «Nelle tue mani sono la forza e la potenza e non c'è nessuno che ti possa resistere. O Dio nostro, non eseguirai tu il giudizio su di loro? Poiché noi siamo senza forza davanti a questa grande moltitudine che viene contro di noi; non sappiamo cosa fare, ma i nostri occhi sono su di te»” (versi 6, 12).

Di nuovo, vediamo che non c’è niente di male nell’avere paura. Dio è paziente verso noi, ed Egli non ci imputa le nostre paure. Infatti, dobbiamo pregare la stessa preghiera che fece Giosafat: “Signore, sono spaventato! Il nemico arriva come una fiumana, e non so cosa fare. Ma so che Tu possiedi tutta la potenza e la forza, così io non farò nulla, Signore, se non pregare. Fisserò il mio sguardo su di Te”.

Lo Spirito comandò: “Ascoltate, voi tutti di Giuda, voi abitanti di Gerusalemme e tu, o re Giosafat! Così vi dice l'Eterno: "Non temete, non sgomentatevi…perché la battaglia non è vostra, ma di DIO. Non sarete voi a combattere in questa battaglia; prendete posizione, state fermi e vedrete la liberazione dell'Eterno, che è con voi” (versi 15, 17).

L’espressione prendete posizione significa “preparatevi; non vacillate in questa situazione”. In altre parole: “Prendete una posizione di fede. Siate convinti che la battaglia è del Signore, non la vostra!”

martedì 9 ottobre 2012

RESTA FERMO E ASPETTA

Dio parla al Suo popolo attraverso la voce del Suo Spirito: “Quando andrete a destra o quando andrete a sinistra, le tue orecchie udranno dietro a te una parola che dirà: ‘Questa è la via; camminate in essa!’” (Isaia 30:21).

La voce del Suo Spirito giunge a noi soprattutto mediante le Scritture. Egli potrebbe aprire un passo biblico che diventerà la chiave della nostra liberazione. Ma prima di poter udire la Sua voce direttrice, Dio richiede qualcosa da noi: dobbiamo restare fermi e aspettare che Lui agisca.

Questa parola non è un suggerimento ma un comandamento. È il segreto per la nostra vittoria e liberazione totale. Infatti, il Signore comandò al Suo popolo di restare fermi in molte occasions.

In Giosuè 3 leggiamo di un altro passaggio che Israele dovette fare, al fiume Giordano. Dio istruì il popolo: “Quando sarete giunti ai margini delle acque del Giordano, vi fermerete nel Giordano" (Giosuè 3:8). Poi il Signore aggiunse: “E avverrà che, non appena le piante dei piedi dei sacerdoti…si poseranno nelle acque del Giordano, le acque del Giordano saranno divise, e le acque che scendono dall'alto si fermeranno in un mucchio” (verso 13).

Dio stava dicendo: “Quando arriverete al fiume, poggiate i vostri piedi e restate fermi lì. Restate fermi, riposate. Solo aspettate che Io agisca e io dividerò le acque per voi!”

Il termine ebraico per restare fermi in questo passo significa “cessare ogni attività, fermare ogni lotta”. Tuttavia, quanti israeliti obbedirono quando giunsero al Giordano? Mentre i loro piedi erano nell’acqua, molti devono aver pensato: “Come sappiamo che funzionerà?”

Qualcuno sarà stato tentato a costruire un ponte di collegamento e cercare di attraversare spinti dalla propria ingenuità. Ma sarebbe stato tutto invano.

Dio agì in quell’occasione, Egli divise le acque. L’atto d’obbedienza di Israele fu accompagnata dalla fede, e Dio rispose a quella fede!

venerdì 5 ottobre 2012

IO TI FORTIFICO

Voglio parlare del legame del peccato, vale a dire, la tua battaglia contro la carne. Sotto il Nuovo Patto, Dio permette delle situazioni per mostrarti quanto pienamente dipendi da Lui affinché Lui ti liberi mediante la fede.

Dio non ti indurrà mai in tentazione, ma permetterà che tu giunga alla fine della corda. Se c’è in te un peccato schiacciante, Satana verrà continuamente contro di te con le sue bugie: “Sei troppo debole! Non ce la farai mai!”

Senti il tintinnio delle catene di Satana mentre cerca di legarti ancora una volta ai tuoi vizi e ti chiedi: “Signore, come potrò mai rialzarmi da qui? Sono sceso così in basso!”

Cosa puoi fare? Sai di non poter battere il nemico e di non avere speranze contro di lui in combattimento, così ti incodardisci davanti a lui, tremando di paura.

Forse dici a te stesso: “Ritornerò alle mie vecchie vie. Almeno mi risparmio tutta questa lotta spirituale. È troppo per me!” ma sai di non poter tornare dal tuo vecchio padrone. Se ora ti volgi indietro e abbandoni Cristo, ti costerà la vita.

Molti cristiani vengono intrappolati nel ciclo infernale di peccare e confessare, peccare e confessare. Corrono da amici, consiglieri, chiunque li ascolti mentre piangono e pregano. Tali credenti faranno tutto, tranne che restare fermi e confidare che il Signore porti loro liberazione.

L’Antico Testamento ci offre esempio dopo esempio di come non abbiamo potere nella carne di combattere battaglie spirituali. Il nostro vecchio uomo è assolutamente debole e impotente, ma c’è un uomo nuovo dentro di noi. Quest’uomo nuovo comprende che non esiste una via d’uscita umana, che Dio solo può combattere per noi. Noi resistiamo al diavolo con la nostra forza, ma per la potenza dello Spirito Santo che è rivelata in noi mediante la sola fede.

“Non temere, perché io sono con te, non smarrirti, perché io sono il tuo DIO. Io ti fortifico” (Isaia 41:10).

giovedì 4 ottobre 2012

L’ETERNO COMBATTERÀ PER TE

Mentre gli egiziani si avvicinavano velocemente agli israeliti, questi non avevano alcun luogo in cui fuggire. Le montagne erano spoglie su entrambi i lati, non c’erano alberi o grotte fra le quali nascondersi. E il mare li accerchiava dall’altra parte. Era una situazione impossibile! La Scrittura dice che a questo punto “I figli d'Israele alzarono gli occhi; ed ecco, gli Egiziani marciavano dietro loro, per cui ebbero una gran paura; e i figli d'Israele gridarono all'Eterno” (Esodo 14:10).

Prova a metterti al loro posto. La tua famiglia è radunata intorno a te: bambini, nonni, altri parenti. All’improvviso senti il rombo dei carri, il tintinnio delle sciabole, e il feroce grido di guerra di un esercito micidiale assetato di sangue. Non avresti paura?

La verità è che Dio è paziente con noi quando il terribile impeto della paura umana ci vince in una crisi improvvisa. Il nostro Signore non è un tiranno e Lui sapeva che sarebbe stata un’esperienza spaventosa per Israele. Infatti, avrebbe gradito una preghiera tipo “Signore, abbiamo paura! Tuttavia, sappiamo che sei sempre stato fedele nel liberarci. Quando eravamo in Egitto, ci hai liberati dall’angelo della morte e da tutte le piaghe. Sappiamo che tu hai la potenza di liberarci anche da questa ennesima crisi. Padre, affidiamo la nostra vita nelle Tue mani!”

Ma era questo il grido d’Israele? No! La Scrittura dice: “E dissero a Mosè: È perché non c'erano tombe in Egitto, che ci hai condotti a morire nel deserto? Perché hai fatto questo con noi, di farci uscire dall'Egitto?...Sarebbe stato meglio per noi servire gli Egiziani che morire nel deserto” (versi 11-12).

Si stavano comportando in maniera sarcastica, quasi blasfema. Questo non era sicuramente un grido di fede!

Stai affrontando la tua crisi proprio ora? Ti chiederai: “Cosa dovrei fare in una tale crisi? Cosa succede quando sono sopraffatto dalla paura quando tutto sta crollando intorno a me?”

Ecco come Dio rispose ad Israele quando affrontarono la loro crisi: “Non temete, state fermi e vedrete la liberazione dell'Eterno…L'Eterno combatterà per voi, e voi ve ne starete tranquilli” (versi 13-14). Il Signore stava dicendo loro: “La prima questione con la quale dovete confrontarvi è la vostra paura! Io combatterò per voi, vi salverò e vi libererò. Lascia che questa promessa sia la forza che ti trae fuori dalla paura!”

mercoledì 3 ottobre 2012

LA CRISI AL MAR ROSSO

L’Antico Testamento elenca molti momenti di prova per il popolo di Dio. Forse l’esempio più grande fu la crisi al Mar Rosso. Questa crisi fu completamente organizzata da Dio, ordinata dai Suoi stessi comandamenti per Israele. La Scrittura dice che fu Dio a indurire il cuore di Faraone, a far sì che gli egiziani inseguissero Israele e permettere che l’esercito egiziano li raggiungesse presso il mare.

Dio disse al popolo di accamparsi tra Migdol e Pi-hahirot, un luogo situato tra due passi montuosi, col mare confinante su un terzo versante (vedi Esodo 14). L’unica via di fuga possibile era indietro nel deserto e questa era bloccata dall’esercito incombente del Faraone. Gli israeliti erano terrificati da quella situazione, ma il loro Dio li aveva condotti lì!

Lascia che evidenzi qualcosa qui: Dio avrebbe potuto distruggere le ruote dei carri egiziani nel deserto in qualsiasi momento, farli arenare e morire di fame. Invece attese finché non si trovarono tra i muri del mare diviso.

Dio avrebbe anche potuto far scendere la nuvola divina sul campo egiziano per confonderli. Quei soldati avrebbero cominciato a correre dappertutto per giorni fra la nebbia. Ma il Signore non fece nulla di tutto ciò. Piuttosto, premette Israele in una situazione stretta e allarmante, una crisi dalla quale era impossibile fuggire con mezzi umani.

Credo che il Signore avesse due scopi nel permettere questa situazione impossibile per il Suo popolo:
  1. Egli era determinato ad annichilire i nemici di Israele: non avrebbero dovuto guardarsi le spalle con paura mai più. Dio stava dicendo, in pratica: “Disseminerò i corpi dei vostri nemici per tutta la spiaggia affinché possiate vedere che ognuno di loro è morto. Allora saprete che posseggo tutta la potenza!” 
  2. Dio voleva fornire un’opportunità per il Suo popolo di riporre la loro vita nelle Sue mani, di restare fermi e confidare che Lui avrebbe donato loro direzione. 
Come sappiamo che Dio abbia organizzato questa situazione spaventevole per provare il Suo popolo? La Sua Parola stessa ce lo dice: “Ricordati di tutta la strada che l'Eterno, il tuo Dio, ti ha fatto fare in questi quarant'anni nel deserto per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che c'era nel tuo cuore e se tu osserveresti o no i suoi comandamenti” (Deuteronomio 8:2).

martedì 2 ottobre 2012

RESTA FERMO!

Le tre parole più comuni che si sentono fra i cristiani in momenti di crisi sono: “Signore, fa qualcosa!” Va contro la nostra natura restare fermi senza fare nulla quando affrontiamo prove sconcertanti. In realtà, attendere pazientemente che Dio agisca è probabilmente la cosa più difficile nel cammino cristiano. Persino i cristiani più devoti vanno nel panico quando il Signore non si muove secondo la loro tempistica.

Diamo costantemente a Dio scadenze e limiti di tempo. Gridiamo: “Signore, quand’è che farai qualcosa per questa situazione? Se non agirai adesso, sarà troppo tardi!” Ma Dio non arriva mai troppo tardi. Egli agisce sempre secondo i Suoi tempi, non i nostri.

Il nostro Dio cerca sempre sulla terra qualcuno che confidi in Lui in ogni crisi, prova e situazione disperata. Infatti, Egli spesso ci porta in situazioni che risultano critiche e difficili per provarci. Vuole vedere se siamo disposti a restare fermi e aspettare che Lui porti una liberazione soprannaturale.

La Bibbia afferma molto chiaramente: “I passi dell'uomo sono guidati dall'Eterno, quando egli gradisce le sue vie” (Salmo 37:23). Il termine ebraico per guidati qui significa “prestabiliti, passo dopo passo, fissati, ordinati da Dio”.

Ciò significa che è Dio, non il diavolo, a condurci in luoghi difficili. Potremmo gridare: “Signore, perché stai permettendo che la mia crisi continui?” Ma la verità è che non solo Lui permette la nostra prova, ma sta agendo intenzionalmente, per uno scopo. E questo è difficile per noi da accettare.

Dio permette queste cose difficili nelle nostre vite in modo da produrre in noi la fede. Egli ci sta plasmando in santi esempi di fede, per essere la Sua testimonianza a una generazione empia e senza fede.

Credo fermamente che ogni passo che faccio sia ordinato dal nostro Padre celeste e che non mi condurrebbe mai sull’orlo di una situazione difficile per poi abbandonarmi. Egli non mi direbbe: “Ok, David, ti ho condotto fino a questo punto. Ora sei da solo”.
No! Dio è assolutamente fedele verso i Suoi figli, in ogni crisi. Egli continua a chiederci: “Sarai colui che sto cercando, qualcuno che non entrerà nel panico, che non mi incolperà di aver abbandonato, dimenticato e ferito i Miei figli? Resterai fermo nella tua crisi e confiderai che io ti sosterrò?”

lunedì 1 ottobre 2012

LA PARTE PIÚ DIFFICILE DELLA FEDE by Gary Wilkerson

Quand’ero piccolo, mio padre mi insegnò una delle migliori lezioni sulla fede che io abbia mai appreso: “Figliolo, la parte più difficile della fede è sempre l’ultima mezz’ora. Quando senti di arrenderti; quando senti che la tua vita stia uscendo fuori strada; quando non riesci più a sentire la voce di Dio, devi solo resistere, perché l’ultima mezz’ora è la parte più difficile della fede”.

Hai mai viaggiato per un lungo tragitto? Percorri centinaia di chilometri e il viaggio sembra andare bene. Alla fine vedi il segnale che indica che la tua destinazione dista soli trenta chilometri da dove sei. Quegli ultimi trenta chilometri sembrano lunghi quasi quanto i 500 che hai appena percorso. L’ultima mezz’ora di un viaggio è a volte la più difficile, perché sei quasi arrivato e devi resistere solo un altro po’.

“Avete infatti bisogno di perseveranza affinché, fatta la volontà di Dio, otteniate ciò che vi è stato promesso” (Ebrei 10:36).

So che qualcuno di voi sente di arrendersi, ma voglio incoraggiarti a resistere solo per un altro po’. Senti che il tuo sogno non diventerà realtà ma Dio ti sta dicendo: “Solo resisti, figlio mio. Resisti, chiesa. Resisti per altri pochi minuti. Resisti per altre poche settimane, perché la tua vittoria è proprio dietro l’angolo!”

Non riesco a dirvi quante persone ho conosciuto che hanno ricevuto una parola da parte di Dio ma che è stata lenta nell’avverarsi e hanno abbandonato la speranza per vivere ora una vita di mediocrità. Se avessero resistito un altro poco, tutte le cose che Dio aveva pronunciato si sarebbero avverate. Ma loro si sono ritirati dalla fede; ritirati dal valore; ritirati dalla visione e dallo scopo. Vivono una vita di quieta disperazione perché non confidano più in Dio, né credono in Lui per ottenere grandi cose. Si muovono nella propria forza senza la potenza di Dio.
Non abbandonare la speranza. Dio sta conservando il meglio per ultimo!