mercoledì 31 agosto 2011

DIO HA LA RISPOSTA AD OGNI MIA DOMANDA?

Qualsiasi credente che desidera piacere a Dio con la sua vita di preghiera dovrà risolvere questa questione: "Dio ha tutto ciò che mi serve? Oppure devo andare da qualche altra parte per ottenere la mia risposta?"

Sembra essere una domanda semplice, una di quelle che non dovrebbe nemmeno essere posta. E la maggior parte dei cristani risponderebbe immediatamente: "Sì, certo, credo che Dio abbia tutto ciò che mi serve". Ma in realtà, molti non ne sono convinti appieno!
Diciamo di crederci. Cantiamo inni e predichiamo su questo soggetto. Ma quando ci colpisce una crisi e Dio non sembra rispondere, non crediamo davvero che Egli possegga tutto ciò di cui abbiamo bisogno!

Paolo dichiara: "Ora il mio Dio supplirà ad ogni vostro bisogno secondo le sue ricchezze in gloria, in Cristo Gesù" (Filippesi 4:19). Il Signore ha un deposito di abbondanza col quale viene in contro ad ogni nostro bisogno!

Perchè la vedova nella parabola di Gesù continuava ad importunare il giudice iniquo, reclamando giustizia? Perchè sapeva che Lui solo aveva il potere e l'autorità di risolvere il suo problema. Non poteva rivolgersi a nessun altro (vedi Luca 18:1-8).

Oh, se solo avessimo quella consapevolezza interiore che Dio soltanto possiede tutto ciò di cui necessitiamo, non ci rivolgeremmo mai invano ad alcun'altra fonte. Il Signore è un giudice giusto e santo, ed Egli ha tutta la sapienza, la potenza e l'autorità per risolvere qualsiasi problema che noi affrontiamo.

Dio spese quarant'anni per cercare di convincere Israele che non sarebbe mai mancato loro nulla, che sarebbe stato la loro fonte e la loro provvista costante: "Poiché l'Eterno, il tuo Dio, ti ha benedetto in tutta l'opera delle tue mani; ha vegliato sul tuo viaggio attraverso questo grande deserto. L'Eterno, il tuo DIO, è stato con te durante questi quarant'anni e non ti è mancato nulla". (Deuteronomio 2:7).

Dio stava dicendo: "Non esiste scarsità, né mancanza in Me. Posseggo tutto ciò di cui avrai mai bisogno!"

"Perché l'Eterno, il tuo DIO, sta per farti entrare in un buon paese...dove non ti mancherà nulla...Mangerai dunque e ti sazierai..." (Deuteronomio 8:7-10, 12).

Oggi, il Signore ci ha condotti nella nostra Terra Promessa, Cristo! Gesù è per noi un luogo di rifugio in cui non manchiamo di nulla. Egli rappresenta la pienezza corporale della Divinità.

martedì 30 agosto 2011

IL TUONO DELLA SUA POTENZA

"Ecco, questi sono solamente le frange delle sue opere. Quale debole sussurro di lui riusciamo a percepire! Ma chi potrà mai comprendere il tuono della sua potenza?" (Giobbe 26:14).

L'uomo ha bisogno di potenza
Per soccorrere coloro che non ne hanno,
Per rafforzare coloro che non hanno forza,
Per consigliare colui che non ha sapienza,
Per dichiarare le cose come esse sono in realtà,
Per rinnovare spiriti morti,
Per coprire la nuda distruzione dell'inferno.
Dio possiede tutta la potenza
Per distendere l'universo su spazi ancora vuoti,
Sorreggendo la terra sul nulla.
Egli racchiude l'umidità in fitte nubi,
Ponendo limiti alle acque.
Egli divide il mare con la Sua potenza
E percuote l'altero.
Mediante il Suo spirito, Egli guarnisce i cieli.
Egli creò persino il sinuoso serpente,
Ma tutto questo è solo uno scorcio della Sua potenza,
Una minima porzione di Colui che viene udito.
Egli ha promesso potenza ad ogni uomo.
Dopo di ciò, lo Spirito Santo
è disceso su loro
E ci sarà un tuono in quella potenza,
Un tuono contro l'ingiustizia,
L'immoralità e il crimine,
Un tuono contro l'ipocrisia
E la tirannia delle piccole cose,
Un tuono contro il materialismo
E l'odio.
Ma ancor di più,
L'Amore
è il tuono della potenza.

lunedì 29 agosto 2011

I FIGLI DI DIO SONO TATUATI NEL PALMO DELLA SUA MANO!

Questo è uno dei miei versi preferiti:

"Giubilate, o cieli, rallegrati, o terra, e prorompete in grida di gioia, o monti, perché l'Eterno consola il suo popolo e ha compassione dei suoi afflitti. Ma Sion ha detto: «L'Eterno mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato». «Può una donna dimenticare il bambino lattante e non aver compassione del figlio delle sue viscere? Anche se esse dovessero dimenticare, io non ti dimenticherò. Ecco, io ti ho scolpita sulle palme delle mie mani; le tue mura mi stanno sempre davanti" (Isaia 49:13-16).

Dio dice che sono scolpito del palmo della Sua mano! Il termine ebraico significa "tatuato", cioè indelebile, incancellabile. Egli non può stendere la Sua mano senza ricordarsi di me!

Caro fedele, voglio rassicurarti: Puoi attraversare prove e sofferenze. Forse sei lontano da ciò che vorresti essere nel Signore. Ma puoi sapere qualcosa al di sopra di tutto il resto: Tu sei un diletto per Lui!

Ti scrivo con la certezza e la consapevolezza nel mio cuore che, nonostante io non sia arrivato, Egli mi abbia reso parte del Suo residuo. Credo con tutto il mio cuore di essere una corona regale, un diadema nella Sua mano, un diletto per la Sua anima. Egli non è arrabbiato con me, ma si diletta in me!

Ascolta questa promessa meravigliosa:

"Esulterò e mi rallegrerò per la tua benignità, perché tu hai visto la mia afflizione e hai compreso le angosce della mia anima, e non mi hai dato in mano del nemico, ma hai messo i miei piedi in un luogo spazioso... Quanto è grande la tua bontà che riservi per quelli che ti temono, e che usi in presenza dei figli degli uomini verso quelli che si rifugiano in te!" (Salmo 31:7-8, 19).

Dio ti ha donato tutto ciò di cui hai bisogno per essere libero e vittorioso. Egli vede la tua condizione, e se ne preoccupa. Egli ti stringe forte quando Lo chiami, ed è pronto a venire in tuo soccorso in quel momento.

venerdì 26 agosto 2011

PIENO ACCESSO

Ogni quattro anni, a Gennaio, l'America insedia un presidente in quello che viene definito "l'ufficio più potente sulla terra". La sua firma è legge. Egli comanda l'esercito più potente al mondo. E può semplicemente premere un pulsante e portare distruzione su intere nazioni. Ma il potere che egli detiene non è nulla in confronto alla potenza che Gesù ha dato a te e a me!

Vedi, abbiamo accesso assoluto alla reale presenza del Dio vivente, e Lui a noi! "Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel santuario, in virtù del sangue di Gesù, che è la via recente e vivente...accostiamoci con cuore sincero, in piena certezza di fede" (Ebrei 10:19-22).

Quell'accesso fu consentito soltanto dopo la crocifissione, la morte e la resurrezione di Gesù. Giunse nell'istante in cui la cortina del tempio si squarciò in due. Quando ciò accadde, indicò che l'uomo poteva entrare e Dio poteva uscire, che si sarebbe incontrato con noi!
La parola libertà in questo verso significa "con apertura, con accesso manifesto". Amato, quella "apertura" è perchè il diavolo la veda! Significa che possiamo dire ad ogni demone infernale: "Ho il diritto, per il sangue di Gesù Cristo, di camminare nella presenza di Dio e parlare con Lui, e Lui con me!"

Credi di avere questo diritto, che Dio sia disposto a uscire per incontrarti? Accostiamoci a Lui con un cuore pieno di certezza di fede! Non ci accostiamo per il sangue di una colomba o di un capro o di un montone, ma per il sangue del nostro Signore Gesù. " Non con sangue di capri e di vitelli, ma col proprio sangue, avendo acquistato una redenzione eterna. Infatti, se il sangue dei tori e dei capri e la cenere di una giovenca aspersi sopra i contaminati li santifica, purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offerse se stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la vostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente!" (Ebrei 9:12-14).

Nulla entusiasma maggiormente il cuore di Dio di quando un Suo figlio va a Lui con certezza, senza timidezza! Egli vuole che andiamo a Lui, dicendo: "Ho il diritto di stare qui. E anche se il mio cuore mi condanna, Dio è più grande del mio cuore!" (vedi 1 Giovanni 3:20).

giovedì 25 agosto 2011

DIO VUOLE PARLARTI

Dio desidera parlarti, come se tu fossi seduto a cena con Lui. Egli vuole conversare con te, cuore a cuore, di qualsiasi questione! La Bibbia dice: "Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me" (Apocalisse 3:20).

Questo verso è stato spesso utilizzato per parlare ai non credenti. Parliamo di Gesù che sta alla porta del cuore del peccatore, cercando di entrare. Ma no, Cristo sta parlando al credente!

Il contesto mostra che Cristo sta parlando a coloro che sono vestiti di bianche vesti (giustizia), che hanno acquistato oro affinato col fuoco, i cui occhi hanno del collirio (hanno rivelazione), che sono amati, riprovati e castigati (vedi Apocalisse 3:15-19). Costoro sono il popolo ravveduto e santo che vuole conoscere la voce di Dio!

Nel leggere e rileggere il verso 20 in questo passo, tre parole continuavano a risaltare ai miei occhi: "Apri la porta! Apri la porta!" E lo Spirito di Dio ha parlato chiaramente al mio cuore: "David, il motivo per cui non mi hai sentito come io voglio essere sentito è perchè non sei completamente aperto nel tuo spirito per ascoltare!"

Come la vedo io, questa porta rappresenta un impegno, che molti cristiani non hanno ancora adempiuto appieno. La maggior parte dei credenti prega: "Signore, ho solo bisogno di un piccolo consiglio, poche parole di direzione, qualcosa che mi ricordi che mi ami. Fammi solo sapere se sto facendo la cosa giusto o sbagliata. Vai avanti a me e apri le porte!"

Ma Gesù ci risponde: "Se tutto quello che vuoi da me è direzione, posso inviarti un profeta. Se vuoi solo sapere dove andare e cosa fare, posso mandarti qualcuno, e tu potrai filtrare ogni cosa attraverso di lui. Ma ti stai perdendo me!"

Gesù vuole la tua vicinanza, le tue emozioni più profonde, la tua stanza segreta. Vuole sedersi accanto a te e condividere tutto ciò che c'è nel Suo cuore, parlarti faccia a faccia. Apocalisse 3 ne è un'immagine meravigliosa. Parla di amore ed intimità, di condivisione di segreti, di voci affettuose.

Quando Gesù entra, Egli porta cibo e pane, in altre parole, Sè stesso. Quando ti cibi di Lui, sarai completamente appagato!

mercoledì 24 agosto 2011

RADICATI E FONDATI NELL'AMORE

"Perché Cristo abiti nei vostri cuori per mezzo della fede, affinché, radicati e fondati nell'amore, possiate comprendere con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l'altezza, e conoscere l'amore di Cristo che sopravanza ogni conoscenza, affinché siate ripieni di tutta la pienezza di Dio" (Efesini 3:17-19).

Radicati e fondati qui significa "edificare sotto di te un fondamento stabile e profondo di conoscenza e comprensione dell'amore di Dio per te". In altre parole, la conoscenza dell'amore di Dio per te è la verità fondamentale sopra la quale devono essere edificate tutte le altre verità!

Ad esempio, è su questo che si basa il timore di Dio. Un santo timore di Dio non è il terrore che Egli sia pronto a fulminarti se vieni colto in una qualche minima colpa. Piuttosto, è il timore della Sua santità nei confronti della ribellione, e di ciò che Lui fa a coloro che amano le tenebre piuttosto che la luce.

I cristiani che vivono nel senso di colpa, nella paura e la condanna non sono "radicati e fondati" nell'amore di Dio. Il nostro Padre celeste ha mandato Suo Figlio a morire per i nostri peccati e le nostre debolezze. E senza comprendere pienamente e senza conoscere pienamente quel tipo di amore per te, non avrai mai un fondamento permanente e stabile!

"Affinché...possiate comprendere...l'amore di Cristo" (Efesini 3:18-19). Il termine greco per comprendere qui suggerisce "afferrare con vigore o impossessarsi". L'apostolo Paolo intende dire che devi afferrare questa verità e renderla il fondamento della tia vita cristiana. Ti sta dicendo di stendere le tue mani spirituali e dire "Io mi impossesserò di questo!"

Forse sei attaccato da una tentazione che sembra tu non riesca a scuotere via. O forse ti porti dentro il senso di inadeguatezza, di indegnità, la paura che il diavolo ti faccia inciampare e che deluderai Dio.

Oggi è il giorno in cui devi prendere coscienza dell'amore di Dio per te! Prego che, nel leggere questo messaggio, qualcosa si smuova nel profondo del tuo cuore, e tu sarai in grado di dire: "Hai ragione, Fratello David. Stai parlando di me, e io non voglio vivere così!" Prego che tu afferri questa verità, che possa aprire i tuoi occhi ed aiutarti ad entrare in un regno completamente nuovo di gioia e pace nel tuo cammino quotidiano con Lui.

martedì 23 agosto 2011

LA VIA D'USCITA

"Apristi la tua via in mezzo al mare, il tuo sentiero in mezzo alle grandi acque, e le tue orme non furono riconosciute" (Salmo 77:19).

Dio ha promesso
Di creare una via d'uscita
Dalla tentazione,
Una via che porta al mare,
Un sentiero verso le acque profonde.
Io mormorai
E il mio spirito fu sopraffatto.

Una via d'uscita?
Nel mare?
Acque grandi e profonde?
Entrai in comunione nel mio cuore
E feci una diligente ricerca.
Acque profonde mi circondano;
Nuoto in un mare di prove.
Il Signore mi ha abbandonato?
Non si diletta più in me?
La Sua misericordia se n'è andata per sempre?
Dio ha dimenticato di usare grazia?
Nella Sua ira mi ha forse rinchiuso
In un mare di confusione?
Poi mi ricordai,
Tu conducesti il Tuo popolo come un gregge,
Per mano di Mosè
Nelle grandi acque.
Le acque ti videro, O Dio
E ti temettero.
Le profondità....vennero scosse;
Esse obbedirono
E le acque si divisero.
Io pure camminerò per fede
nelle grandi acque,
e se non riuscirò a sentire i tuoi passi dietro di me,
proseguirò a camminare.
Ricorderò
Come Egli divise il mare
E...ha fatto stare in piedi le acque come due cumuli.
Io passerò in mezzo
con loro.

lunedì 22 agosto 2011

UBBIDIRE ALLA VOCE DEL SIGNORE

Se vuoi avere delle direttive - se pensi di essere pronto a fare ciò che Lui ti chiede - permettimi di farti una domanda: sei pronto a ricevere una parola scomoda, una missione fatta di difficoltà e rigetti, una vita di fede senza garanzia di agi se non quelli dello Spirito Santo?

Questo è esattamente ciò che accadde ad Isaia! Il profeta volontariamente disse: "Mandami, Signore" e Dio lo mandò in una missione difficile e impervia!

"Ed egli disse: Va'… rendi ottuso il cuore di questo popolo, tappa le sue orecchie e chiudi i suoi occhi, perché non vedano con gli occhi e non odano con le orecchie e non comprendano col cuore" (Isaia 6:9-10).

La parola che Isaia udì non era uno scherzo! Al contrario, lo avrebbe reso impopolare e odiato da tutti. Il Signore gli disse: "Va' e indurisci coloro che rifiutano di sentirmi parlare! Chiudi i loro occhi e le loro orecchie - continua ad indurire i loro cuori!".

Se vuoi conoscere la voce di Dio, allora devi essere disposto a sentire tutto ciò che ti dice! Dio non dirà mai: "Vai", prima ancora di chiedere: "Chi andrà?". Viene a te chiedendoti: "Sei disposto a fare tutto ciò che ti comando? Sei disposto a deporre la tua vita?".

Quando pregavo per ricevere delle istruzioni anni fa, il Signore mi disse chiaramente: "Ritorna a New York!". Per me fu una parola scomoda! Ero già pronto ad andare in pensione. Avevo progettato di scrivere libri e predicare solo in posti selezionati. Pensai: "Signore, ma ci ho già trascorso i miei anni migliori. Dammi una pausa!".

Sì, vogliamo sentire la voce di Dio, ma vogliamo sentirci dire quello che ci piace! Non vogliamo che ci scuota. Eppure, perché Dio dovrebbe darci le sue direttive se non è sicuro che le seguiremo? Abramo imparò ad udire la voce di Dio prima di tutto ubbidendo a quello che diceva, subito dopo averla udita! La parola che Dio gli rivolse fu quella di sacrificare suo figlio Isacco (vedi Genesi 22:2). Abramo agì in base a quella parola e la sua ubbidienza divenne un profumo soave che inondò tutto il mondo: "Nel tuo seme tutte le nazioni della terra saranno benedette, perché hai ubbidito alla mia voce" (Genesi 22:18).

venerdì 19 agosto 2011

UDIRE E RICONOSCERE LA SUA VOCE

Pietro avverte i credenti degli ultimi tempi che Satana verrà a loro con una voce possente, cercando di spaventarli: "Siate sobri, vigilate, perché il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente, cercando chi possa divorare" (1 Pietro 5:8).

Ecco il mio consiglio: se Satana sta facendo di tutto per far sentire la sua voce in questi ultimi giorni, mostrando il suo potere a masse di anime perdute, quanto più importante è che il popolo di Dio riconosca la voce del Padre? Pensi forse che il Signore rimanga seduto in silenzio ad ascoltare i ruggiti di Satana nel mondo? No! Isaia dice: "Il Signore farà udire la sua voce maestosa" (Isaia 30:30).

Sin dal tempo di Adamo ed Eva, Dio ha parlato all'uomo. "Ed essi udirono il suono del Signore Dio" (Genesi 3:8). Adamo disse: "Ho sentito la tua voce nel giardino, ed ho avuto paura" (Genesi 3:10).

Dalla Genesi fino alla fine del Nuovo Testamento, Dio ha fatto conoscere la sua voce al suo popolo. Nei libri dei profeti leggiamo spesso questa frase, ripetuta più e più volte: "E Dio disse…". La voce di Dio era nota e compresa.

Gesù lo ha confermato nel Nuovo Testamento, usando l'esempio del Buon Pastore: "Le pecore ascoltano la sua voce… le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce" (Giovanni 10:3-4). Adamo si nascose dalla voce di Dio perché si vergognava e si sentiva in colpa per il suo peccato. E questo è ciò che molti del popolo di Dio fanno ancora oggi - si nascondono, per paura di sentire Dio parlare!

Se vuoi udire la voce di Dio, devi essere pronto a farti purificare l'anima. "Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da perdonarci e purificarci da ogni nostra iniquità" (1 Giovanni 1:9).

giovedì 18 agosto 2011

SONO IL TUO DIO

“Non temere, perché io sono con te; non smarrirti, perché sono il tuo Dio. Io ti fortificherò, sì, ti aiuterò e ti sosterrò con la Mia destra" (Isaia 41:10).

L'Iddio di Abrahamo, Isacco e Giacobbe
è il tuo Dio
per liberarti e fortificarti
come fece con i tuoi padri -
per aiutarti,
per sostenerti,
per proteggerti.
Non temere, non smarrirti.
Chi lo conosce come il proprio Dio
vincerà e sarà forte.
Egli metterà a tacere i tuoi nemici e i vendicatori.
Renderà la sua forza perfetta
nella tua debolezza,
perché nella sua mano c'è ogni potenza e forza
per fare al di là di ciò che puoi chiedere o pensare.
A te egli dice: "Io sono con te, sono il tuo Dio, io ti aiuterò".

mercoledì 17 agosto 2011

ENTRA NEL DEPOSITO!

Ecco come puoi entrare nel deposito di Dio e prendere tutto ciò di cui hai bisogno:

1. Entra con coraggio al suo trono e chiedi senza remore tutta la grazia e la misericordia di cui necessiti per vincere ogni tentazione e prova. Il diavolo ha migliaia di modi per farti sentire colpevole, timoroso, condannato e confuso, e ti dirà: "Ti senti così perché hai spazzatura nel cuore!". Ma ho smesso di guardare nel mio cuore già da tempo, perché è sempre nero. Eppure per il mio Padre è bianco, perché lo ha coperto con il sangue dell'Agnello! Non importa come ti senti. Guarda semplicemente alla Parola di Dio e scopri quello che Gesù ha compiuto. Lui ha ripulito ogni tua sporcizia!

2. Ricorda che Dio stesso ha deciso di farti entrare. Non devi andare dal Signore dicendo: "Padre, dammi tutto quello che hai!". E' già stato lui ad invitarti dicendo: "Tutto quello che è mio, è anche tuo. Entra e godine!".

3. Prendi Dio in parola! La Bibbia dice che tutto ciò che lui ha per noi, lo otteniamo per fede. Devi soltanto dire in fede: "Signore Gesù, inondami con la tua pace, perché mi hai detto che mi appartiene! Reclamo il riposo per la mia anima". Non puoi fare tutto da solo. Non puoi cantare o lodare. Il canto e la lode nascono da un cuore che è radicato e fondato nella rivelazione dell'amore di Dio. Non è un sentimento quanto una promessa di colui che ha detto: "Nella mia casa c'è pane in abbondanza!".

4. Prendi la Parola di Dio e con essa martella ogni tuo timore, colpa e condanna, riducendole in pezzi! Rifiuta tutto - non viene da Dio! Puoi dire: "Che il diavolo venga pure con le sue menzogne. Il Padre mio lo sa già, e mi ha già perdonato e purificato. Non c'é più colpa o condanna per me. Sono libero!".

Carissimo, credo che se chiedi allo Spirito in questo momento di rivelarti questa verità - cioè di farti radicare e fondare in essa - i giorni futuri saranno i migliori che tu abbia vissuto. Potrai dire: "Signore Gesù, so che farò degli sbagli, ma niente potrà scrollarmi perché tu hai tutto ciò di cui ho bisogno per ottenere la vittoria e vivere in essa". Entra nel suo deposito e reclama tutto ciò che è tuo e ti è stato dato dal tuo Padre amorevole!

martedì 16 agosto 2011

SMETTI DI VIVERE COME UN MENDICANTE

Sei stanco di vivere come un mendicante quando hai tutto ciò di cui hai bisogno? Forse i tuoi obiettivi sono sbagliati. Tendi a concentrarti sulle tue debolezze, sulle tentazioni e i fallimenti del passato? Quando guardi dentro al tuo cuore, quello che vedi ti scoraggia? Hai forse permesso ai sensi di colpa di radicarsi in te?

Carissimo, devi guardare a Gesù, autore e compitore della tua fede! Quando Satana viene ad indicarti qualche debolezza nel tuo cuore, hai tutto il diritto di rispondere: "Il mio Dio già lo sa e continua ad amarmi! Mi ha dato tutto ciò di cui ho bisogno per ottenere la vittoria e mantenerla".

"Perché se il nostro cuore ci condanna, Dio è più grande del nostro cuore, e conosce ogni cosa" (1 Giovanni 3:20). Lui sa tutto di te - eppure ti ama ancora al punto di dire: "Vieni, entra e prendi tutto ciò di cui hai bisogno. Il deposito è aperto!".

Le porte del suo deposito sono spalancate, e le sue ricchezze traboccano. Dio ti sta esortando: "Entra coraggiosamente al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovare grazia opportuna nel momento del bisogno" (Ebrei 4:16).

Quanti anni sei rimasto fuori? Hai un Padre che ti ha preparato un grande tesoro eppure non lo hai mai reclamato. La Parabola del Figliol Prodigo ci mostra che andando a godere del tesoro paterno, quel giovane ebbe tutto. Poté vivere la sua vita terrena con un perdono abbondante, la gioia, la pace e il riposo che gli appartenevano, e quando la morte lo portò via alla sua eredità eterna, poté godere appieno di quanto aveva già assaporato sulla terra.

Infatti, il peccato più grave lo commise il fratello maggiore - quello che era rimasto a casa, aveva ubbidito e non aveva mai recato dispiacere al padre. Sì, è un peccato sprecare le sostanze del Padre per una vita sensuale e con uno spirito fuggiasco, ma è un peccato ancora maggiore rifiutare il grande amore di Dio - non reclamare le meravigliose risorse che lui ci ha provveduto con gran prezzo. Il Prodigo non fu castigato, rigettato né rimproverato per il suo peccato, perché Dio non permette che il nostro peccato continui ad essere il fulcro della nostra restaurazione! C'era stato un vero pentimento e un sacro rimpianto, ma ora era tempo di sedersi alla tavola del banchetto - alla festa. Il padre disse al figlio maggiore: "Lui era perduto, ma ora è di nuovo a casa. Lui è stato perdonato ed è ora di gioire ed essere felici!".

lunedì 15 agosto 2011

IL BANCHETTO

"Mi ha condotto nella casa del banchetto, e il suo vessillo su di me è amore" (Cantico dè cantici 2:4). Nella parabola del Figlio Prodigo, la gioia del Padre non sarebbe stata completa finché non si sarebbe seduto nella sala del banchetto con suo figlio. Doveva essere certo che il suo ragazzo sapeva di essere perdonato e il suo peccato lavato via. Dovevano sedere alla tavola, festeggiare con l'agnello!

Se tu avessi sbirciato dalla finestra in quel momento, avresti visto un giovane che era appena entrato nella vera rivelazione dell'amore di Dio: stava danzando! C'era musica, e lui era ridente e felice. Suo padre gioiva per lui, e gli sorrideva! (Luca 15:25)

Egli non stava sotto una nuvola di paura. Non stava a sentire le vecchie bugie del nemico: "Ritornerai esattamente là, nel porcile! Sei indegno di un tale amore..." No, egli accettò il perdono del padre e aveva obbedito alla sua parola di entrare e prendere per sé ciò che gli serviva.

Aveva udito il padre sussurrare a lui e al suo fratello maggiore: "Tutto ciò che posseggo è vostro. Non dovrete più sentire di nuovo la fame. Non dovrete più essere soli, indigenti, tagliati fuori dal Mio deposito" (Luca 15:31).

Amato, ecco la pienezza dell'amore di Dio, il cuore stesso del Suo amore! E cioè che nei nostri momenti più bui, Dio non solo ci abbraccia e ci riporta indietro, ma ci dice: "Portate qui il vitello ingrassato, mangiamo e siamo felici! Nella Mia casa del banchetto c'è una festa abbondante per il mio amato!" (vedi Luca 15:22-24).

Oggi abbiamo una promessa ancora migliore: "e conoscere l'amore di Cristo che sopravanza ogni conoscenza, affinché siate ripieni di tutta la pienezza di Dio. Or a colui che può, secondo la potenza che opera in noi, fare smisuratamente al di là di quanto chiediamo o pensiamo..." (Efesini 3:19-20).

Ecco la promessa di Dio per noi: "Ti offro pienezza abbondante e smisurata, una provvista per ogni crisi, gioia per tutta la tua vita. Puoi entrare nel deposito e reclamare tutto questo!"

venerdì 12 agosto 2011

LA PROVVIDENZA DI DIO E IL SUO AMORE INCONDIZIONATO

La parabola del Figlio Prodigo parla di due figli, uno che arriva alla fine delle proprie risorse, e uno che non reclamò le risore del padre. La parabola parla anche dell'amore incondizionato del padre e delle provviste nella sua casa.

Il figlio minore andò dal padre e disse: "Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta" (Luca 15:12). La porzione che ricevette, e poi sperperò, rappresenta i suoi interessi: i suoi talenti, le sue capacità, tutte le cose che usava per affrontare la vita e i suoi problemi. Egli disse: "Ho intelligenza, talento, un buon background. Posso uscire e farcela da solo!"

L'atteggiamento del figlio minore descrive molti cristiani di oggi. Tuttavia, quando le cose cominciano a diventare difficili quanto velocemente arriviamo alla fine delle nostre risorse! Quanto velocemente spendiamo tutto ciò che abbiamo dentro di noi! Riusciamo a venire a capo di alcuni problemi e a trovare forza interiore in alcune prove, ma arriva il momento in cui la carestia colpisce l'anima!

Arrivi alla fine di te stesso, senza sapere dove rivolgerti. I tuoi amici non possono aiutarti. Sei rimasto vuoto, ferito, senza niente dentro di te a cui attingere. Sei finito, ogni lotta è andata! Tutto ciò che ti rimane sono paura, depressione, vuoto e disperazione.

Stai ancora girovagando intorno al porcile del diavolo, rotolandoti nel vuoto, morendo di fame? Questo è quanto accadde al Figlio Prodigo. Non era rimasto nulla in lui da cui attingere! Aveva esaurito tutte le sue risorse, e si rese conto di dove l'aveva portato la fiducia in sè stesso. Ma cos'è che lo portò a rientrare in sé? Fu quando si ricordò delle abbondanti provviste nella casa di suo padre! Disse: "Sto morendo di fame qui. Ma nella casa di mio padre c'è pane in abbondanza!" Decise così di ritornare e di appropriarsi delle generose provviste del padre!

Non viene fatta menzione di una singola parola che indichi che il Prodigo tornò indietro a motivo del suo amore per il padre. Sì, era pentito; infatti, cadde sulle ginocchia, girdando: "Pare, mi dispiace! Ho peccato contro te e contro Dio. Non sono degno di entrare in casa tua", ma non disse mai "Padre, sono tornato perchè ti amo!"

Ciò che viene qui rivelato è che l'amore di Dio per noi non ha corde; non dipende dal nostro amore per Lui. La verità è che Egli ci ha amati quando noi eravamo lontano da Lui nei nostri cuori. Questo è amore incondizionato!

giovedì 11 agosto 2011

TESORI NELLA GLORIA!

Non puoi separare la provvidenza di Dio dal Suo amore, che ha a che fare con le abbondanti ricchezze riposte nella gloria per il nostro uso. Egli ci ha donato una provvista per ogni crisi della vita per aiutarci a vivere sempre nella vittoria!

Per settimane ho pregato: "Signore, voglio conoscere il tuo cuore. Non posso ricevere una rivelazione del Tuo amore per me da nessuno dei libri nella mia biblioteca, e nemmeno dall'uomo più santo che sia mai esistito. Mi può giungere soltanto da Te. Voglio la mia rivelazione personale del Tuo amore, direttamente dal Tuo cuore! Voglio vederlo tanto chiaramente da cambiare il modo in cui cammino con Te e il modo in cui ministro".

Mentre pregavo, non sapevo cosa aspettarmi. La rivelazione del Suo amore sarebbe arrivata prestamente a me come un'inondazione di gloria?Sarebbe apparsa come una qualche grande visione che mi avrebbe lasciato senza fiato? Sarebe stato un sentimento che mi avrebbe fatto sentire molto speciale per Lui, o un tocco della Sua mano su di me tanto reale da cambiarmi per sempre?

No, Dio mi ha parlato attraverso un semplice, breve verso: "Dio ha tanto amato...che ha donato..." (Giovanni 3:16). Il Suo amore è legato alle Sue ricchezza in gloria, alla Sua generosa provvidenza per noi!

La Bibbia dice che il nostro amore per il Signore si dimostra con la nostra obbedienza a Lui. Ma il Suo amore per noi si manifesta in un altro modo, dal Suo donare! Non puoi conoscerlo come un Dio amorevole finché non Lo vedrai come un Dio che dona. Dio ci ha amato tanto da investire nel Suo Figlio Gesù tutti i tesori, la gloria e i doni del Padre, e poi ce lo ha donato! Cristo è il dono di Dio per noi.

"Perché è piaciuto al Padre di far abitare in lui tutta la pienezza" (Colossesi 1:19). "Poiché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità. E voi avete ricevuto la pienezza in lui" (2:9-10). In altre parole: "In Lui avete tutta la provvidenza, tutto ciò di cui avete bisogno!"

Molti pochi cristiani prendono del tempo per appropriarsi di ciò che Dio ha liberamente offerto loro. Non ricerchiamo quelle ricchezze, non ne prendiamo possesso, e spesso le ricchezze di Cristo restano nella gloria, non reclamate!

Quale shock avremo quando arriveremo nella gloria! In quel momento, Dio ci mostrerà tutte le ricchezze che il Suo amore aveva provveduto e come noi non le abbiamo utilizzate.

mercoledì 10 agosto 2011

CREDERE NELL'AMORE DI DIO

Lo Spirito Santo mi ha portato a pregare per una maggiore comprensione dell'amore di Dio. Dopo aver letto 1 Giovanni 4:16, mi sono reso conto di quanto poco io conosca del vivere e del camminare nell'amore di Dio. "E noi abbiamo conosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; e chi dimora nell'amore dimora in Dio e Dio in lui".

Credo che la maggior parte dei cristiani conosca l'amore di Dio nei loro confronti soltanto a livello teologico. Hanno imparato le Scritture sull'amore e le hanno sentite predicate, ma ancora la loro comprensione è limitata ad una riga del coro per bambini: "Gesù mi ama, questo so, perchè la Bibbia dice ciò".

Crediamo che Dio ci ami, ami il mondo e i perduti, ma è una fede astratta! Non molti cristiani possono dire con autorità: "Sì, so che Gesù mi ama, perchè ho la comprensione di cosa sia il Suo amore. E' il fondamento del mio cammino quotidiano".

Il cammino quotidiano di molti cristiani, tuttavia, non è di fede nell'amore di Dio; piuttosto, vivono sotto una nuvola di colpa, paura e condanna. Dio non ti ha salvato per farti vivere sotto la condanna. Gesù disse: "In verità, in verità vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita" (Giovanni 5:24).

"Ora dunque non vi è alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù, i quali non camminano secondo la carne ma secondo lo Spirito" (Romani 8:1). Tutta la colpa e la condanna sono chiaramente dal diavolo. Uno dei significati della parola condanna è ira. Questo verso sta dicendo che non sarai sottoposto al giudizio, che nel Giorno del Giudizio sarai libero dalla Sua ira. Ma condanna significa anche "il sentimento di non essere mai all'altezza degli standard". E la Parola ci sta insegnando che il credente non sarà sottoposto al sentimento di non essere mai all'altezza!

"Perché Cristo abiti nei vostri cuori per mezzo della fede, affinché, radicati e fondati nell'amore, possiate comprendere con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l'altezza, e conoscere l'amore di Cristo che sopravanza ogni conoscenza, affinché siate ripieni di tutta la pienezza di Dio" (Efesini 3:17-19).

Radicati e fondati qui significa "costruire sotto di te un fondamento profondo e stabile di conoscenza e comprensione dell'amore di Dio per te". In altre parole, la conoscenza dell'amore di Dio per te è la verità fondamentale sopra la quale ogni altra verità dev'essere edificata!
Dio ti ama!

martedì 9 agosto 2011

VESTIMI GESU'

"Rivestitevi dell'intera armatura di Dio per poter rimanere ritti e saldi contro le insidie del diavolo" (Efesini 6:11).

Caro Gesù,

Mi hai detto di resistere al diavolo e che lui sarebbe fuggito da me,
Ma non ho resistenza.
Tu hai tutta la potenza e la resistenza di cui avrò mai bisogno,
Allora dammi la potenza per resistere.
Mi hai detto che avrei potuto spostare le montagne
Se avessi avuto fede quanto un granello di senape;
Però la mia montagna non si vuole spostare
Anche se la mia fede in Te è più grande di quanto io possa concepire.
Tu hai creato i cieli e la terra;
Ti prego, sposta la mia montagna.
Tu hai detto, "Fuggi da ogni apparenza di male!"
Allora sono scappato lontano,
Ma il peccato mi ha sopraffatto
Nell'ora in cui mi ero sforzato maggiormente.
Tu hai la potenza
Sopra tutta la potenza del nemico
Con miracoli, segni e prodigi.
Liberami dalla trappola di Satana.
Non ho nemmeno la forza di indossare l'intera armatura,
allora rivestimi come mio Scudiero.
Fai per me ciò che so di non poter fare da me stesso.

lunedì 8 agosto 2011

GIUSEPPE RISPOSE ALLA CHIAMATA DELLO SPIRITO

Lo Spirito di Dio ha sempre chiamato a Sé l’umanità – alla santità, alla purezza di cuore, ad una vita separate – e in ogni generazione un residuo ha risposto a questo appello. Giuseppe rispose alla chiamata di Dio in età molto giovane; i suoi dieci fratelli maggiori ricevettero la stessa chiamata ad arrendersi e a camminare in giustizia, ma scelsero di rimanere nel mondo.

In almeno due occasioni tutti i figli di Giacobbe ricevettero la chiamata molto chiara dello Spirito. La prima fu quando Giacobbe costruì un altare al Dio di Israele (Genesi 33:18-20). Giacobbe chiamò i suoi figli all’altare ad adorare insieme a lui, ad inchinarsi davanti al Signore e a seguirLo, ma essi invece si votarono alla vendetta e allo spargimento di sangue.

La seconda volta in cui Dio chiamò chiaramente i dieci fu a Bethel. Giacobbe sapeva che i suoi figli erano dediti all’idolatria e che stavano rigettando la chiamata di Dio alla purezza e alla giustizia, perciò li avvertì: “"Rimuovete dal vostro mezzo gli dèi stranieri, purificatevi e cambiate le vostre vesti. Poi leviamoci e andiamo a Bethel, e io farò là un altare al Dio che mi esaudì nel giorno della mia avversità e che è stato con me nel viaggio che ho fatto" (Genesi 35:2-3).

Questo è uno degli appelli più chiari nella Parola di Dio! La frase “cambiate le vostre vesti” in ebraico significa una purificazione morale e spirituale della mente e del cuore. Esteriormente, i figli di Giacobbe si arresero: “Allora essi diedero a Giacobbe tutti gli dèi stranieri che avevano e gli orecchini che portavano agli orecchi” (verso 4). Ma il loro pentimento era solo in superficie – non ebbero mai un vero cambiamento di cuore. Ritornarono dritti alla loro ribellione, all’odio, all’invidia e alle contese!

Giuseppe fu diverso dai suoi fratelli; il suo pentimento nasceva dal cuore. Aveva risposto alla chiamata dello Spirito ed era completamente disposto a seguire il Signore. In mezzo a quell’ambiente malvagio e corrotto, Giuseppe mantenne mani e cuore puri.

Giuseppe fu mandato nei campi ad aiutare i suoi fratelli a prendersi cura del bestiame della famiglia. Ma presto fu afflitto perché i suoi fratelli parlavano e vivevano come i pagani! Il suo cuore puro era martoriato dalla malvagità della sua famiglia.

“Or Giuseppe riferì al loro padre la mala fama che circolava sul loro conto" (37:2). Giuseppe aprì il cuore al padre: “Non puoi immaginare come vivono, Padre. Parlano contro il tuo Dio. Lo affliggono!”.

Un segno contraddistintivo della Compagnia di Giuseppe è che si affligge per il peccato! Quelli che ne fanno parte hanno abbandonato tutti gli idoli e sono innamorati di Gesù; il loro cuore è infiammato dalla Sua santità! Vedono il peccato nel territorio, ma sono soprattutto afflitti per il peccato che vedono nella chiesa. Gridano dal profondo della loro anima: “Padre, guarda cosa sta accadendo fra i tuoi figli!”. Se fai parte di questa compagnia degli ultimi giorni, non puoi ignorare il peccato. Piuttosto, in te nasce qualcosa che ti fa gridare: “Dio, non posso sopportare quello che stanno facendo nel tuo nome!”. Inizi a pregare non contro le persone, ma contro le potenze demoniache che si sono infiltrate nella chiesa di Gesù Cristo!

venerdì 5 agosto 2011

LA PIU’ GRANDE PROVA DI GIUSEPPE FU LA PAROLA DI DIO!

“Egli mandò davanti a loro un uomo, Giuseppe, che fu venduto come schiavo.. La parola dell’Eterno lo mise alla prova, finché si adempì ciò che egli aveva detto” (Salmo 105:17,19). Giuseppe fu messo alla prova in molti modi, ma la prova più grande che subì fu la parola che aveva ricevuto!

Considera tutto ciò che Giuseppe dovette sopportare. A soli diciassette anni, fu spogliato e gettato in un pozzo per morirvi di fame. I suoi fratelli, che avevano il cuore di pietra, nonostante lui li implorasse lo vendettero a dei commercianti ismaeliti che lo portarono con le loro carovane in un mercato egiziano, dove fu venduto come uno schiavo qualunque.

Eppure la più grande prova di Giuseppe non fu il rigetto dei fratelli né la meschinità di essere diventato schiavo o gettato in prigione. No; ciò che confuse e mise alla prova lo spirito di Giuseppe fu la parola ben chiara che aveva udito da Dio!

Dio aveva rivelato a Giuseppe tramite dei sogni, che avrebbe ricevuto grande autorità e che sarebbe stato usato per la gloria di Dio. I suoi fratelli si sarebbero inchinati davanti a lui e lui sarebbe diventato un grande liberatore per molte persone.

Non credo che tutte queste promesse abbiano alimentato l’egoismo di Giuseppe. Il suo cuore era così affidato a Dio da sentire un profondo ed umile sentimento di eternità: “Signore, tu hai messo su di me la tua mano ed io faccio parte del tuo grande ed eterno piano”. Giuseppe era benedetto dal semplice fatto di riconoscere il suo ruolo nella volontà di Dio! Ma le circostanze nella vita di Giuseppe furono esattamente il contrario di quello che Dio gli aveva messo in cuore. Lui divenne servo; dovette inchinarsi! Chi avrebbe mai creduto che un giorno avrebbe liberato moltitudini, quando lui stesso era uno schiavo? Avrà pensato: “Tutto questo non ha senso. Come può Dio mandarmi in prigione, dimenticarsi di me? Dio aveva detto che sarei stato benedetto ma non mi aveva detto che mi sarebbe accaduto tutto questo!”.

Per dieci anni Giuseppe servì fedelmente nella casa di Potifar ma alla fine fu frainteso e dissero delle bugie sul suo conto. La sua vittoria sulla tentazione con la moglie di Potifar finì per buttarlo in prigione. Durante quei momenti, si sarà posto la domanda spinosa: “Ma ho sentito bene? Il mio orgoglio ha forse inventato quei sogni? Forse i miei fratelli avevano ragione? Forse tutte queste cose mi stanno succedendo come disciplina contro l’orgoglio o i sentimenti egoistici”.

Carissimo, ci sono stati momenti in cui Dio mi ha mostrato quello che voleva per me – nel ministero, nel servizio – eppure le circostanze mi mostravano l’esatto contrario. A volte ho pensato: “O Dio, non puoi essere stato tu a parlarmi; forse è stata la mia carne”. Sono stato provato dalla parola di Dio, ma Dio ci ha dato le Sue promesse e noi possiamo fidarci di ciascuna di esse.

giovedì 4 agosto 2011

OGNI PAROLA E PROMESSA SI ADEMPI’

Giuseppe si ritrovò in uno dei suoi momenti più bui, solo, depresso, quasi tentato di abbandonare i suoi sogni, mettendo in forse il suo rapporto con Dio. Improvvisamente ecco la voce di una delle guardie del re: “Giuseppe! Ripulisciti, il Faraone ti sta chiamando!”.

In quel momento, io credo che lo Spirito di Dio sia sceso potentemente su Giuseppe e il suo cuore balzò di eccitazione. Stava per capire il nocciolo di tutta la questione!

Mentre Giuseppe si radeva e si sistemava i capelli, probabilmente pensò: “Questo è l’inizio di ciò che Dio mi aveva promesso. Ora so con certezza che era Lui! Il diavolo non aveva il controllo e la mia vita non è andata sprecata. Dio ha diretto sempre tutto, sin dall’inizio!”.

Nel giro di qualche minuto, Giuseppe si ritrovò davanti al Faraone, ascoltando il suo sogno. Giuseppe diede l’interpretazione della futura carestia e disse al Faraone che doveva radunare e conservare il grano di tutta la nazione: “Qualcuno deve farsi carico del deposito. Devi trovare un uomo ripieno di sapienza che possa sovrintendere tutto” (vedi Genesi 41).

Faraone si guardò in giro e poi disse a Giuseppe: “Tu, Giuseppe! Ti nomino mio vice. Soltanto io avrò più potere di te nel regno. Sarai tu a sovrintendere tutto!”.

Quanto cambiarono in fretta le cose! Venne il giorno in cui Giuseppe si ritrovò di fronte ai fratelli e fu in grado di dire: “Quanto a voi, voi avete macchinato il male contro di me; ma Dio ha voluto farlo servire al bene, per compiere quello che oggi avviene: conservare in vita un popolo numeroso” (Genesi 50:20).

“Ma DIO mi ha mandato davanti a voi perché sia conservato per voi un residuo sulla terra, e per salvarvi la vita con una grande liberazione. Non siete dunque voi che mi avete mandato qui, ma è DIO; egli mi ha stabilito come padre del Faraone, come signore di tutta la sua casa e governatore di tutto il paese d’Egitto” (Genesi 45:7-8).

Caro fratello, molto presto comprenderai il perché di tutte le prove che stai attraversando. Dio sta per rivelarti la promessa che ti ha dato nel passato e improvvisamente tutto avrà senso. Vedrai che Lui non ti ha mai abbandonato. È stato Lui a condurti per questa strada, perché ti ha addestrato, ti ha preparato, ti ha insegnato a fidarti di Lui per ogni cosa. Lui ha progettato un tempo in cui saresti stato usato – e quel momento sta per giungere!

mercoledì 3 agosto 2011

GIUSEPPE E IL FAVORE DI DIO

Il nostro Padre celeste favorisce forse alcuni dei Suoi figli? La Bibbia dice forse che Dio non rispetta le persone? Quando si tratta di salvezza e delle Sue promesse meravigliose, Dio ci tratta tutti in ugual modo, ma dà il suo favore speciale a quelli che rispondono con tutto il cuore alla Sua chiamata e arrendono completamente le loro vite a Lui!

Giobbe diceva: “Tu mi hai concesso la vita e il favore” (Giobbe 10:12). Davide diceva: “Perché tu, Signore, benedirai il giusto; con il tuo favore lo circonderai come di uno scudo” (Salmo 5:12).

Il nostro Padre celeste riveste di un indumento speciale quelli che Gli danno completamente il cuore: “Io mi rallegrerò grandemente nell’Eterno la mia anima festeggerà nel mio DIO, perché mi ha rivestito con le vesti della salvezza, mi ha coperto col manto della giustizia” (Isaia 61:10).

Giuseppe rispose alla chiamata dello Spirito, arrendendo tutto, e come favore da suo padre ricevette un vestito che lo rese speciale e diverso dagli altri. Ma quel favore del padre gli costò molto! Gli costò i rapporti e gli attirò rifiuti, incomprensioni e beffe: “Tutti i suoi fratelli.. lo odiavano” (Genesi 37:4).

Perché i fratelli di Giuseppe gli si rivoltarono contro? La chiave sta nel verso 11: “I suoi fratelli lo invidiavano”. Quando videro il vestito che Giuseppe indossava, capirono che parlava di favore e giustizia. E lo odiarono, perché ricordava loro la chiamata spirituale che loro avevano rifiutato! Giuseppe era un rimprovero per il loro stile di vita indifferente.

Vedete, i fratelli di Giuseppe se ne andavano in giro a spettegolare oppure facevano discorsi egoisti. I loro cuori erano occupati da terre, possedimenti e dal pensiero del futuro. Ma il cuore di Giuseppe era altrove. Lui parlava delle cose di Dio, di fatti soprannaturali. Dio gli aveva dato sogni, che a quei giorni erano sinonimo di udire la voce di Dio.

I credenti tiepidi attorno a te vogliono parlare delle loro macchine, del lavoro e delle case, ma a te piace piuttosto parlare delle cose eterne, di quello che Dio ti sta dicendo. Presto diventerai un rimprovero per quelli che hanno il cuore diviso. Ti invidieranno perché rappresenti la chiamata dello Spirito Santo che loro hanno ignorato!

Sì, Giuseppe aveva un vestito diverso e quella differenza lo rese odiato ed invidiato dai fratelli. E, cari miei, questo avverrà anche a voi se vi arrendete a Gesù!

martedì 2 agosto 2011

LA COMPAGNIA DI GIUSEPPE

Permettetemi di presentarvi la Compagnia di Giuseppe, un corpo di credenti degli ultimi giorni totalmente dediti al Signore. Hanno comunione tutti i giorni con Dio e si fanno guidare dallo Spirito in ogni dettaglio della loro vita. In questo momento stanno uscendo fuori da grandi prove per entrare in un luogo di rivelazione, sapienza e abbondanza. Dio sta lavorando in loro, sta dando loro la Sua verità e la Sua conoscenza, e presto li chiamerà come fece con Giuseppe!

In gran parte, la chiesa oggi sta sperimentando una diffusa carestia spirituale: sermoni annacquati, uditori morti, adorazione “vivace” che non è supportata da una vita giusta.

Dio ha sempre operato in anticipo in ogni carestia spirituale nella Sua chiesa. In ogni generazione si è mosso anzitempo per preparare una via d’uscita per il Suo popolo!

I settantacinque membri della famiglia di Giacobbe sarebbero morti nella grande carestia mondiale (e la promessa di Israele si sarebbe distrutta) se Dio non avesse operato in anticipo. Infatti, circa vent’anni prima dello scoppio della carestia, Dio aveva già messo in moto un piano per salvare il Suo popolo dalla distruzione.

Dio mandò Giuseppe in anticipo in Egitto! Per venti anni Dio lavorò in quest’uomo – isolandolo, mettendolo alla prova, preparandolo ad un posto di autorità – perché Giuseppe doveva diventare il salvatore del popolo eletto di Dio. Egli preservò Giuseppe dall’attenzione pubblica per renderlo pronto per i giorni di caos e di morte che sarebbero venuti!

Carissimi, proprio come Dio isolò Giuseppe, oggi Egli ha anche una Compagnia di Giuseppe che è nascosta agli occhi di tutti. Sono persone che si trovano nella fornace dell’afflizione, nella prigione delle prove, nel campo di battaglia e di tentazione. Stanno morendo a questo mondo, non desiderano affatto la sua fama, gli onori, i soldi o il piacere. E stanno diventando sempre più affamati di un’intimità con Cristo, per conoscere il Suo cuore e la Sua voce.

Forse non comprendi tutte le prove misteriose, i problemi e le afflizioni nella tua vita. Ma se il tuo cuore è completamente disposto a seguire Cristo, puoi star certo che dietro tutto ciò c’è il piano di Dio: egli vuole portarti nella Compagnia di Giuseppe!

lunedì 1 agosto 2011

DIO STA FACENDO UNA COSA NUOVA

Quante volte hai sentito dei cristiani dire: “Dio sta facendo una cosa nuova nella Sua chiesa?” La “cosa nuova” alla quale si riferiscono potrebbe definirsi risveglio, una visitazione, o un movimento di Dio.

Tuttavia, molto spesso questa “cosa nuova” muore abbastanza velocemente. E una volta spenta, non si ritrova più. In questo modo, dimostra di non essere stato affatto un movimento di Dio. In effetti, alcuni sociologi cristiani hanno individuato molte di queste visitazioni, e hanno scoperto che la durata di un simile evento è di circa cinque anni.

Personalmente credo che Dio stia facendo una cosa nuova nella Sua chiesa oggi. Eppure questa grande opera dello Spirito non si può trovare in un singolo luogo. Sta accadendo in tutto il mondo.

Dio non può iniziare una cosa nuova nella Sua chiesa se prima non si disfa di quella vecchia. Questo principio biblico, provato attraverso secoli di storia della chiesa, si può trovare in entrambi i Testamenti e governa qualsiasi vero movimento di Dio. Come Gesù diceva, Egli non metterà vino nuovo in otri vecchi (vedi Marco 2:22).

Il principio di disfarsi del vecchio e far sorgere il nuovo venne introdotto per la prima volta nell’Antico Testamento, a Sciloh. Durante il tempo dei Giudici, Dio stabilì un’opera santa in quella città (vedi Giudici 18:31). Sciloh, dove si trovava il santuario dell’Eterno, era il centro di ogni attività religiosa in Israele. Il nome stesso Sciloh significa “che appartiene all’Eterno”. Ciò parla di cose che rappresentano Dio e rivelano la Sua natura e il Suo carattere. Dio parlò al Suo popolo a Sciloh; fu lì che Samuele udì la voce di Dio e dove il Signore gli rivelò la Sua volontà (vedi 1 Samuele 1).

Il Signore smise di parlare a Sciloh perché il sacerdote era divenuto pigro e sensuale, e la città era divenuta corrotta. Dio disse a Samuele, in sostanza: “Sciloh è diventata talmente profana da non rappresentare più chi Io sono. Questa casa non è più mia. Ho chiuso con essa”. Così il Signore sollevò la Sua presenza dal santuario e scrisse “Ikabod” sulla porta, che significa, “La gloria del Signore si è dipartita”.

Il Signore si disfò completamente del vecchio, ma ancora una volta, fece sorgere una cosa nuova. Dopo di ciò, il tempio di Gerusalemme divenne noto come “la casa del Signore”, e Dio lì parlò al Suo popolo.

“Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove” (2 Corinzi 5:17).