venerdì 29 luglio 2011

FAME DA SANTO by Gary Wilkerson

Vi fu un giovane pastore scozzese, Robert Murray McCheyne, che morì all’età di ventinove anni. Prima della sua morte, egli portò un grande risveglio nella sua chiesa. Questa settimana ho letto una citazione di quest’uomo di Dio, diceva: “Il maggiore bisogno della mia gente è la mia santità”.

Abbiamo una pletora di predicatori eloquenti, una sovrabbondanza di personalità carismatiche, un numero più che sufficiente di leader di rilievo. Ciò di cui abbiamo bisogno sono santi uomini di Dio. Le persone devono vedere più che l’abilità ministeriale dai propri conduttori; devono vedere un cuore consacrato.

Un pastore non può portare la propria congregazione più a fondo nelle profondità di Cristo se non c’è stato lui prima.

Qual è il risultato di una chiesa che ha programmi sorprendenti, una conduzione brillante, una presentazione della sala all’ultimo grido e un edificio all’avanguardia, ma non ha la visione dominante di essere un popolo santo? Quale bene può derivare dall’assumere un oratore che conduca eventi d’intrattenimento se quel conduttore non è un uomo desideroso di prostrarsi con contrizione e che riconosca umilmente quanto lui e la sua congregazione siano separati da un Dio santo e tremendo?

Le nostre chiese sono spesso piene di frivolezza, e lo sappiamo, ma non si fa niente, perché i conduttori la tollerano invece di affliggersi per essa. La situazione nella chiesa è semplicemente il riflesso della realtà esistente nel cuore del pastore. La luce che emana un singolo vaso spezzato risplende molto più dei prodotti di migliaia d’intrattenitori religiosi. Paolo disse: “Avete molti insegnanti ma pochi padri”. Oggi avrebbe detto: “Avete molti esperti ecclesiali, ma pochi uomini santi”.

La parola di R. M. McCheyne è più necessaria oggi di quanto non lo fosse quando la pronunciò ad una chiesa scozzese nominalista, liberale e corrotta. Ma non solo le sue parole, anche il suo esempio, la potenza del suo pulpito e l’effetto del suo ministero potenziarono le sue parole. La sua parola conteneva potenza dietro una vita che conteneva purezza.

Brami essere un santo uomo o una santa donna di Dio? C’è un solo modo per veder accadere questo. È arrendere ogni sforzo umano di auto-giustizia, essere pienamente ricoperti delle vesti di Cristo e ricevere semplicemente l’opera compiuta di Gesù alla croce.

Questa santità è molto più di un’irremovibile negazione del peccato; è un’arresa assoluta a Cristo, che rilascia una grande e gloriosa passione per la santità. Non voglio spendere la mia vita lottando contro il mio vecchio uomo. Voglio vedere Cristo formare in me la pienezza dell’uomo nuovo che Lui ha creato.

giovedì 28 luglio 2011

CREDICI O MENO

“Or tutto ciò che non viene da fede è peccato” (Romani 14:23).

Che tu ci creda o no,
questo è il punto.
Gesù ha davvero camminato sulle acque?
Guarito i lebbrosi?
Resuscitato i morti?
Ridato la vista ai ciechi?
Sottomesso il vento e le onde?
Scacciato demoni?
Guarito gli squilibrati?
E trasformato l’acqua in vino?
Per credere in tutto questo
Un uomo dovrebbe credere nei miracoli!
Ma un uomo non può credere affatto in Cristo,
a meno che egli non creda nei miracoli –
La Sua resurrezione
E ascensione.
Egli è o vivo o morto,
e se è vivo –
è un miracolo!
E tutto ciò che Egli abbia mai fatto è stato miracoloso.
Credi a tutto questo.
Questa è fede!

mercoledì 27 luglio 2011

TU HAI UN CONSOLATORE

Sto imparando qualcosa di veramente meraviglioso sullo Spirito Santo. Egli possiede una caratteristica unica: Egli non ama parlare di Sé. Egli non rende Sé stesso l’oggetto principale della nostra attenzione.

Ho provato a studiare fervidamente lo Spirito Santo, scavando interi volumi su di Lui scritti da autori rispettati. Alcuni di questi libri sono molto profondi e spesso difficili da capire, libri che parlando della Sua natura e della Sua personalità. Sono tutti molto interessanti, ma non sempre edificanti. Il fatto è che non possono essere edificanti perché puoi comprendere solo ciò che lo Spirito stesso rivela, e Lui non parlerà di Sé stesso!

Ho cercato di scavare nel significato dei nomi dello Spirito Santo – Consolatore, Paracleto, Avvocato, Intercessore – cercando qualche intuizione per capire chi Lui sia. Ma infine mi sono reso conto che noi cristiani non dobbiamo capire la persona dello Spirito Santo, perché Lui non vuole dirci cose nascoste di Sé stesso. Tutto ciò che dobbiamo sapere è che Lui è parte della Divinità: eterno, lo Spirito stesso di Cristo, inviato sulla terra per vivere in noi che crediamo. E i Suoi occhi sono sempre su Cristo!

Lo Spirito Santo non vuole che sappiamo molto di Lui quanto della Sua missione, e questa missione è portarci a Gesù e conservarci nella purezza e nella santità. Egli è costantemente all’opera, rendendo noto Cristo ai nostri cuori, ed Egli si diletta nel nostro ricercare di sapere perché Egli sia venuto.

Gesù disse: “Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà.

martedì 26 luglio 2011

PANE CHE DÁ FORZA

Una volta ho speso una settimana a piangere davanti al Signore, gridando a Lui di ricevere un messaggio di conforto e speranza per tutti i cristiani feriti che scrivono al nostro ministero. Mentre lavoravo a New York con drogati, alcolizzati e senzatetto, ho pregato: “Signore, ovunque io guardi vedo dolore, afflizione, sofferenza e afflizione. Quale messaggio potrei mai dare a coloro che si trovano in un bisogno tanto impellente? Qual è la Tua parola per loro? Di sicuro Tu ti preoccupi per queste persone preziose. Sicuramente desideri portare loro una parola che possa liberarli”.

Il Signore mi ha rassicurato dicendomi che Egli ha provveduto un modo per rafforzare ogni Suo figlio e poter resistere al nemico. Tale forza proviene soltanto dal mangiare il Pane sceso dal cielo. La nostra salute spirituale dipende dal ricevere questo Pane.

Ascolta attentamente le parole di Gesù: “Come il Padre vivente mi ha mandato ed io vivo a motivo del Padre, così chi si ciba di me vivrà anch'egli a motivo di me” (Giovanni 6:57). Gesù aveva una comunione talmente intima col Padre, ed era così consacrato a fare la Sua volontà che le parole del Padre divennero il Suo cibo e la Sua bevanda. Gesù era quotidianamente sostenuto dall’ascoltare e dal vedere ciò che voleva il Padre, e ciò era il frutto dell’aver speso molto tempo da solo con Lui.

Cristo disse ai Suoi discepoli: “Io ho un cibo da mangiare che voi non conoscete…Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e di compiere l'opera sua” (Giovanni 4:32, 34). Egli inoltre li istruì: “Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna, che il Figlio dell'uomo vi darà” (Giovanni 6:27). Non vorremmo mai mancare il segreto della forza; come Cristo visse grazie al Padre, anche noi dobbiamo ricevere vita venendo cibati da Cristo.

Quando i figli d’Israele si trovavano nel deserto, la manna che li sostenne veniva dispensata quotidianamente. Mediante questo esempio, Dio ci sta dicendo che quanto abbiamo mangiato di Cristo ieri, non sopperirà al nostro bisogno di oggi. Dobbiamo ammettere che moriremo di fame spiritualmente, e diventeremo deboli e disperati senza una provvidenza giornaliera di Pane celeste fresco. Dobbiamo accostarci spesso alla Mensa del Signore.

lunedì 25 luglio 2011

DOV’E’ LA VITTORIA?

La maggior parte di noi sa che il peccato è alla radice di ogni nostro problema: la nostra paura, colpa, rabbia e depressione. Sappiamo che ci deruba di coraggio e vitalità spirituale, ma quello che non sappiamo è come vincere il “peccato che così facilmente ci avvolge”(vedi Ebrei 12:1).

Sappiamo che la vittoria su tutti i nostri nemici viene mediante Gesù Cristo , il nostro Signore. Ma come otteniamo la potenza dalla Sua vite al nostro minuscolo tralcio? Come funziona? Amo Gesù, l’ho sempre amato, e so che Egli possiede tutta la potenza. So anche che mi promette la vittoria, ma cosa significa esattamente, e come arriva la vittoria?

Sto appena iniziando a vedere un piccolo bagliore sul mistero della pietà. Dio mi sta chiedendo di fare le seguenti tre cose nella ricerca della vittoria totale sui peccati che mi circondano.

  1. Devo imparare a bramare la santità e odiare il mio peccato. Il peccato mi contamina e Dio non può guardarlo; non può condonarlo. Il timore dell’Eterno è la base di ogni libertà. Non aspettarti di essere scusato o di ricevere privilegi speciali. Il mio peccato dev’essere confessato e abbandonato.
  2. Devo essere convinto che Dio mi ami nonostante il mio peccato! Dio odia il mio peccato di un odio perfetto, ma allo stesso tempo mi ama con compassione infinita. Il Suo amore non scenderà mai a compromesso col peccato, ma Egli si afferra al proprio figlio peccatore con un unico scopo in mente – recuperarlo.
  3. Devo accettare l’amorevole aiuto di mio Padre per resistere e vincere. Il peccato è come una piovra dai molti tentacoli che cerca di annientare la mia vita. Raramente i tentacoli allentano la presa su me tutt’insieme. È un tentacolo alla volta, una piccola vittoria alla volta. Dio mi invia lo Spirito Santo con chiare direzioni su come combattere, quando correre, dove colpire la volta successiva. La battaglia contro principati e potestà è Sua, non mia. Io sono solo un soldato, che combatte nella Sua guerra. Dio vuole che io creda totalmente in Lui. La mia parte in questa guerra è credere che Dio mi farà uscire dalla battaglia vittorioso!

venerdì 22 luglio 2011

PORTA CRISTO NELLA TUA CRISI

Nel capitolo 3 di Daniele, il re Nebucadnetsar eresse un’immagine enorme di oro, alta 30 metri, e convocò tutti i suoi capi di stato dalle estremità del suo regno per una cerimonia di dedicazione. Quando arrivarono, il re Nebucadnetsar comandò che tutti si inginocchiassero ed adorassero l’immagine, e chiunque non avesse ubbidito a questo comando, sarebbe stato messo a morte.

Tre degli amici di Daniele - Shadrach, Meshach e Abednego – si rifiutarono di inginocchiarsi. Questi uomini, insieme a Daniele, erano stati deportati da Gerusalemme. Non era insolito per quei tempi punire i violatori dei decreti del re, gettandoli in una fornace di fuoco (vedi Geremia 29:22).

Quando le guardie portarono i tre uomini ebrei davanti al re, egli li rimproverò: “E’ vero che non servite i miei dèi e non adorate l’immagine d’oro che io ho fatto erigere? Vi darò un’altra opportunità. Se questa volta non vi inchinate, sarete gettati in una fornace di fuoco” (vedi Daniele 3:14-15).

I tre ebrei alla fine furono gettati nella fornace. Ma il re rimase perplesso. Non si sentiva la puzza di carne bruciata, né si sentivano particolari crepitii. Così guardò nel fuoco e rimase sconvolto da quanto vide!

I tre uomini ebrei stavano camminando sui carboni accesi. Il fuoco aveva bruciato solo le funi con le quali erano stati legati – ed ora avevano le braccia alzate, lodando Dio. Nebucadnetsar si rivolse ad uno dei suoi dipendenti e disse: “Ma quanti ne abbiamo gettati nel forno?”.
“Tre, o re”, rispose quegli.

“Ma ne vedo quattro! E nessuno di loro brucia. Non sono neanche stati toccati. Anzi, uno di loro ha le sembianze del Figlio di Dio” (vedi Daniele 3:24-25).

Gesù venne nella crisi di questi uomini per un solo motivo – per il loro bene! Venne a consolarli e a recuperarli perché lo avevano amato. Il Signore della gloria si dedicò a loro nel bel mezzo della loro crisi, perché loro si erano arresi completamente a lui!

giovedì 21 luglio 2011

IL NOSTRO CONSULENTE PERSONALE

Non fornisco consigli finanziari, ma sono in contatto con uno che lo fa per me nel mondo secolare! Per ogni questione che ho su qualsiasi argomento, il mio fidato consulente personale ha una risposta. È stato con il nostro ministero sin dal principio. Quando abbiamo trasferito i nostri uffici nella città di New York, si è trasferito con noi. Ed ha diretto ogni transazione finanziaria ed immobiliare che abbiamo fatto. Ci ha aiutato a comprare lo storico teatro Mark Hellinger a Broadway, dove ora si tengono i servizi della chiesa di Times Square.

Non solo è il nostro consulente finanziario e immobiliare, ma è anche il nostro notaio, il consulente di famiglia, una guida personale e una guida nei viaggi. In effetti, ci guida letteralmente in ogni cosa che facciamo ed affrontiamo. L’ultima volta che gli ho parlato (cioè stamattina), mi ha assicurato che avrebbe continuato ad essere una guida sicura per noi, nonostante i momenti più difficili. Mi ha detto che non avrei dovuto preoccuparmi per nulla.

Oltre tutto, il mio consulente non si secca se lo chiamo ogni giorno e in qualsiasi momento della giornata. Anzi, mi esorta: “Non ti devi preoccupare di nulla. Ci sono già passato prima di ora”. È incredibile vedere come nella Bibbia, di volta in volta, in ogni genere di crisi, Dio è sempre stato intimamente coinvolto col suo popolo.

Il Signore era coinvolto con il salmista Davide quando si ritrovò nei suoi momenti peggiori. Davide tornò a casa col suo esercito e scoprì che la sua città era stata ridotta in cenere da una banda di razziatori (leggi 1 Samuele 30). La casa di Davide era stata distrutta e la sua famiglia era stata catturata – non era rimasto nulla. Tutto ciò per cui aveva lavorato – il suo bestiame, i suoi mobili, tutti i suoi possedimenti – erano spariti. Davide non aveva nessuno a cui votarsi in quel momento, perché pure i suoi soldati volevano lapidarlo in quanto era stato lui a costringerli ad andare in battaglia, lasciando incustoditi i loro cari.

La Scrittura dice che Davide si rivolse al suo consulente (e al mio): “Davide consultò l’Eterno e chiese: "Devo inseguire questa banda? La raggiungerò?". L’Eterno rispose: "Inseguila, perché la raggiungerai certamente e ricupererai senz’altro ogni cosa" (1 Samuele 30:8). Davide seguì il consiglio del suo consulente – e recuperò tutto!

mercoledì 20 luglio 2011

IL FIUME DELLA VITA

Il profeta Ezechiele ricevette una visione incredibile. La Scrittura dice che la mano di Dio lo condusse su una montagna molto alta, dove gli apparve un uomo “il cui aspetto era come quello di bronzo” (Ezechiele 40:3).

Naturalmente, l’uomo non era altri che Cristo stesso. Egli condusse Ezechiele alla porta della casa di Dio dove diede al profeta l’incredibile visione del futuro del popolo di Dio. Gli rivelò come sarebbe diventato il corpo di Cristo alla fine dei tempi. “Egli mi condusse nuovamente all’ingresso del tempio, ed ecco delle acque uscivano da sotto la soglia del tempio verso est” (Ezechiele 47:1).

La figura dell’acqua nella Bibbia rappresenta sempre lo Spirito di Dio. Questa visione rivela chiaramente una potente effusione dello Spirito Santo negli ultimi giorni. La visione fu così incredibile, che Ezechiele non riuscì a comprenderla. Non riuscì neanche a commentarne il significato; riuscì solo a raccontarla. Infatti, prima del termine della visione, il Signore lo fermò e gli chiese: “Hai visto?”. Dio gli stava chiedendo in effetti: “Hai afferrato la grandezza di quello che stai vedendo? Capisci cosa significano queste acque che salgono?” So che questa visione è incredibile e ti fa girare la testa, ma non voglio che ne perdi il significato. Le acque indicano come finiranno le cose”.

Il profeta Isaia ebbe una visione dello stesso fiume apparso ad Ezechiele. Eppure Isaia vide ancora di più. Secondo Isaia, negli ultimi giorni il popolo di Dio avrebbe goduto di una grande protezione contro tutti gli attacchi satanici: “Ma là l’Eterno nel suo splendore sarà per noi un luogo di fiumi e larghi corsi d’acqua, dove non giunge alcuna nave a remi e dove non passa alcun potente naviglio” (Isaia 33:21).

Isaia sta parlando qui di navi che conducevano schiavi. Ci sta dando un’immagine del nemico, il diavolo, che cerca di lanciare un attacco contro chi cerca di nuotare nel fiume. Ed è un’immagine di confusione totale.

Dio ci sta dicendo chiaramente in questi versi che le sue acque viventi non possono essere attraversate da Satana. Come testimonia il salmista: “Siano confusi e svergognati quelli che cercano la mia vita, voltino le spalle e siano confusi quelli che tramano del male contro di me. Siano come pula al vento e l’angelo dell’Eterno li scacci” (Salmo 35:4-5).

martedì 19 luglio 2011

CONTINUA AD ADORARE

Mosè aveva una disposizione come molti di noi oggi, perciò per lui c’era un modo solo per vivere in vittoria. Doveva continuamente avere comunione con il Signore: “Così l’Eterno parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla col proprio amico” (Esodo 33:11). Credo che il segreto della santità sia molto semplice: rimanere vicini a Gesù! Continuare a guardare il suo volto, finché non si diventa simili alla sua immagine.

Una sera una donna isterica mi fermò per strada e fece una confessione disperata. “Signor Wilkerson”, gridò, “mi trovo nel periodo più buio della mia vita e non so dove andare. Mio marito mi ha lasciata ed è tutta colpa mia! Ho sbagliato con Dio e con la mia famiglia. Cosa posso fare per rimediare?”.

Fui spinto a dirle: “Mia cara, alza la mano destra proprio qui in mezzo alla strada ed inizia ad adorare il Signore. Digli che riconosci di essere un fallimento, ma che lo ami ancora. Poi vai a casa e mettiti in ginocchio. Non chiedere nulla a Dio; semplicemente alza le mani e il cuore, e adoralo”.

Lasciai quella donna lì per strada con le mani levate al cielo, le lacrime che scendevano sulle guance, lodando il Signore e gustando già la vittoria che stava scendendo nella sua vita. “Eppure tu sei il Santo, che dimori nelle lodi d’Israele” (Salmo 22:3). Il Signore dimora nel popolo che lo adora, e dove c’è il Signore, lì c’è la vittoria.

Cristo ha detto: “Chiunque viene a me, io non lo caccerò via” (Giovanni 6:37).

“Venite a me voi tutti che siete stanchi ed aggravati, ed io vi darò riposo” (Matteo 11:28).

Non aver paura dei fallimenti. Continua ad andare avanti nonostante tutto. Adora Dio finché non giunge la vittoria! Ti potrebbe sembrare una semplificazione, ma la via per risolvere i fallimenti è veramente semplice.

lunedì 18 luglio 2011

LA POTENZA DELLA SUA RISURREZIONE

“Per conoscere lui, Cristo la potenza della sua risurrezione e la comunione delle sue sofferenze, essendo reso conforme alla sua morte, se in qualche modo possa giungere alla risurrezione dai morti” (Filippesi 3:10-11).

Quello che sto per dirvi potrebbe sorprendervi. Cioè, la risurrezione di Gesù Cristo è potenza. Quando dico questo, non intendo solo la potenza divina che ha risorto Gesù dai morti. Naturalmente, quel genere di potenza è assolutamente miracolosa, e può venire solo da Dio stesso.

La risurrezione di Cristo parla di una potenza ulteriore a quell’evento soprannaturale. E questa potenza può venire solo da Dio stesso. Sto parlando di una potenza che ci permette di vivere una vita santa.. di essere liberi dal dominio del peccato.. di vincere ogni dipendenza e ogni cattiva abitudine nota all’essere umano.. di camminare in una giustizia che viene solo da Dio, per fede. Ottenere questa potenza significa conoscere Cristo nella potenza della sua risurrezione.

L’apostolo Paolo parla di questo tipo di Potenza della risurrezione. Aveva un desiderio profondo di conoscere Cristo e quella fame veniva dalla sua intima brama di santità. L’apostolo aveva avuto una rivelazione della risurrezione di Cristo e questa rivelazione aveva a che fare con la potenza. Egli scriveva: “Gesù Cristo, nostro Signore, dichiarato Figlio di Dio in potenza, secondo lo Spirito di santità mediante la resurrezione dai morti” (Romani 1:3-4).

Paolo vide qualcosa di incredibile nella risurrezione che, oltre a riempirlo di gioia, rispondeva al suo grido interiore di santità. In breve, Paolo vide che Gesù era venuto sulla terra come uomo, e che la potenza del cielo riposava su di lui. Cristo aveva dimostrato questa potenza divina mentre era sulla terra: guarendo i malati, liberando i prigionieri, facendo risorgere i morti, dando vita eterna. Gesù era stato risuscitato dalla morte e la sua risurrezione era stata accompagnata da una proclamazione divina che egli era “il Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, mediante la risurrezione dai morti” (Romani 1:4).

venerdì 15 luglio 2011

AMORE ALLINEATO ALLA PAROLA

Quando il nostro amore è allineato con la Parola di Dio, quando abbracciamo il Suo amore per noi e ci amiamo gli uni gli altri incondizionatamente, viviamo senza paura. Saremo in grado di vivere il “qui ed ora” come fece Cristo e stare in piedi davanti a Lui con certezza nel giorno del giudizio.

Quando ogni timore scompare, siamo nell’amore perfetto. Ascolta le parole cantate da Davide: “Splendore e maestà sono davanti a lui, forza e gioia sono nella sua dimora” (1 Cronache 16:27, corsivo mio). La radice della parola “gioia” nell’Antico Testamento significa “saltare di gioia” e godere la pienezza dell’amore perfetto.

In questo momento, il mondo sta affondando nella paura. L’umanità trema a causa del surriscaldamento globale, del terrorismo, della guerra nucleare, di un’economia traballante, dell’AIDS, degli omicidi di massa, dell’ascesa dell’Islam, del caos politico, della diffusa dipendenza da droghe, alcol e pornografia. Ti chiedo: in che modo possiamo avere un impatto per Cristo se siamo soggiogati dallo stesso spirito di paura che ha il mondo? Che tipo di speranza possiamo offrire – o meglio, che tipo di vangelo predichiamo – se esso non cambia noi e non ci libera dalla paura?

Dio ci ha condotti nel Nuovo Patto per rassicurare la Sua chiesa del Suo amore e del pieno perdono dai peccati…per portarci alla conoscenza del Suo diletto e della Sua gioia in noi, affinché conosciamo il Suo cuore e il Suo amore per noi e viviamo tutti i nostri giorni senza paura. Considera: “I riscattati dall'Eterno torneranno, verranno a Sion con grida di gioia e un'allegrezza eterna coronerà il loro capo; otterranno gioia e letizia, e il dolore e il gemito fuggiranno” (Isaia 35:10). “L'Eterno è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò? L'Eterno è la roccaforte della mia vita; di chi avrò paura? Anche se si accampasse un esercito contro di me, il mio cuore non avrebbe paura; anche se scoppiasse una guerra contro di me, anche allora avrei fiducia” (Salmo 27:1,3).

È ormai tempo che il popolo di Dio affidi ogni cosa nelle Sue mani. Ti esorto a smettere di cercare di pensare ad una tua via d’uscita dai problemi. Piuttosto, riposa nella potenza della Parola di Dio. Lascia che il Signore metta la Sua gioia in te, ora, oggi. Il tuo cuore felice “scioccherà a sgomenterà” tutti coloro che sono timorosi intorno a te: “L'Eterno aprirà per te il suo buon tesoro, il cielo, per dare alla tua terra la pioggia a suo tempo e per benedire tutta l'opera delle tue mani” (Deutoronomio 28:12).

giovedì 14 luglio 2011

NON SEI SOLO NELLA BATTAGLIA

Numerosi cristiani, pastori inclusi, mi hanno detto di essere continuamente tormentati da vecchi peccati. Mi dicono: “Fratello Davide, se solo sapessi cosa ho fatto in passato, come ho peccato, capiresti perché sono così abbattuto. Il mio peccato continua a pesare sulla mia testa, e combatto contro una colpa costante per esso. Credo che il Signore mi abbia perdonato, che il Suo sangue sia sufficiente a coprire la mia iniquità, ma non ho la pace che giunge da tale consapevolezza”.

Altri mi dicono: “Credo di essere perdonato, ma la mia mente è continuamente bombardata da pensieri infernali. Può succedere ovunque, persino in chiesa, e mi fa sentire davvero sporco. È difficile per me credere di essere puro agli occhi di Dio”.

Questi credenti dimenticano che Satana ha tentato anche Gesù con pensieri tremendi, orribili, durante la Sua prova nel deserto. Oggi, il diavolo manda piccole volpi nella tua vita per farti pensare di essere senza speranza, e che Dio ce l’abbia con te. Queste volpi iniettano pensieri nella tua mente, volti a distruggere la tua fede nella potenza del sangue di Cristo su di te.

Caro santo, non devi stare a sentire queste invasioni mentali. Devi rigettarle, gridando: “Spirito Santo, so che sei al mio fianco. Aiutami!”

Tutti coloro che prendono la croce e combattono il buon combattimento della fede sono in una battaglia costante. Tutti noi affrontiamo pensieri sbagliati, pensieri che giungono a motivo del nostro passato, oppure a causa di un senso di rifiuto, o semplicemente perché viviamo in tempi malvagi, sensuali. Ma quando applichiamo il sangue di Cristo su queste radici di dubbio, questo raggiunge ogni singola cellula del nostro essere, incluse le nostre menti, e ci purifica a fondo, portando libertà e vera gioia.

Non sei solo nella tua lotta. Egli ti ha inviato lo Spirito Santo, che sa come affrontare il nemico e liberarti da ogni legame. Egli è quella sottile, dolce voce che ti guiderà e ti rafforzerà in ogni tua battaglia.

Prega con me: “Spirito Santo, voglio portarti un frutto spirituale. Voglio disfarmi di ogni ipocrisia, e desidero dolcezza, pazienza e amore. So che ancora mi ami, nonostante io manchi di tutte queste cose. Così, sii al mio fianco e aiutami. Amen”.

mercoledì 13 luglio 2011

LO SPIRITO SANTO È QUI

Nella chiesa di Times Square cantiamo un canto allegro che dice così:

Mandacelo, Signore, mandacelo qui

Signore, lascia che lo Spirito Santo scenda qui.

Abbiamo bisogno di Lui, Signore, mandacelo.

La verità è che lo Spirito Santo è già qui. Egli è disceso dal cielo il giorno di Pentecoste e non se n’è mai andato!

Gesù ha promesso: “Ed io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore, che rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce; ma voi lo conoscete, perché dimora con voi e sarà in voi” (Giovanni 14:16-17).

Considera un’espressione che Gesù usa qui: “Ma voi lo conoscete”. Recentemente, leggendo queste parole, non riuscivo a scuotermele di dosso. Mi sono reso conto di non conoscere molto in realtà dello Spirito Santo.

La chiesa parla molto dello Spirito Santo. Parliamo dell’essere ripieni di Spirito, vivere e camminare nello Spirito, avere i doni dello Spirito, ricevere la consolazione dello Spirito.

Tuttavia, è possibile conoscere tutte le dottrine dello Spirito Santo senza conoscere Lui. Se ti chiedessi: “Hai ricevuto lo Spirito Santo?” come risponderesti?

Alcuni potrebbero dire: “Ho ricevuto lo Spirito Santo quando Gesù mi ha salvato. È stato lo Spirito Santo a introdurmi nel regno di Cristo”. Altri risponderebbero: “Sì, ho ricevuto lo Spirito, perché ho parlato in lingue quando è entrato nella mia vita. Prego nello Spirito, e le lingue sono l’evidenza che l’ho ricevuto”.

Ad ogni modo, ricevere lo Spirito è più di una singola esperienza. La parola “ricevere” significa “afferrare ciò che viene donato”. In breve, ricevere è desiderare una vasta capacità per avere una conoscenza maggiore di chi sia lo Spirito e di cosa riguardi il Suo ministero. In realtà, lo Spirito Santo non si può ricevere finché non gli venga dato il permesso di prendere il pieno controllo del tempio di una persona.

Paolo chiese ai galati: “Come avete ricevuto lo Spirito? Non lo avete ricevuto per fede?” Poi dichiara: “Avete dichiarato per fede che ciò che conoscete dello Spirito lo avete ricevuto per fede. Dunque, c’è stato un “ministero dello Spirito” continuo verso voi, per fede? State esercitando la fede per andare più in profondità nello Spirito?”

venerdì 8 luglio 2011

VIVERE E AMARE COME GESÙ

“ E noi abbiamo conosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; e chi dimora nell'amore dimora in Dio e Dio in lui. In questo l'amore è stato reso perfetto in noi (perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio): che quale egli è, tali siamo anche noi in questo mondo” (1 Giovanni 4:16-17).

Nota l’ultima parte di questo passo. Giovanni ci dice che stiamo vivendo come visse il Signore: perdonando e amando i nostri nemici. Non è rimasto nulla in noi della vendetta, del rancore, del pregiudizio razziale, nulla che ci condanni. Ed ora dobbiamo conoscere e credere pienamente nell’amore di Dio per noi.

“In questo è l'amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che lui ha amato noi e ha mandato il suo Figlio per essere l'espiazione per i nostri peccati” (1 Giovanni 4:10). Comprendi ciò che sta dicendo Giovanni? Il nostro amore per Dio è certo, ma l’amore perfetto significa anche conoscere e credere nell’amore che Dio nutre per noi.

Inoltre, dice Giovanni, non dev’esserci paura in questo amore, non bisogna dubitarne. Perché? Perché se dubitiamo del Suo amore per noi, vivremo nel tormento: “la paura ha a che fare con la punizione” (4:18). Credere nell’amore di Dio significa sapere che Egli è paziente coi nostri fallimenti, giorno dopo giorno. Egli ode ogni nostro grido, raccoglie ogni lacrima, sente l’angoscia del nostro cuore, ed è mosso a compassione quando gridiamo a Lui.

Questo aspetto dell’amore di Dio viene vividamente illustrato in Esodo, quando il Signore cercò di rivelare la Sua amorevole natura al Suo popolo. Egli disse a Mosè: “Io libererò Israele”, e la Scrittura dice: “Essi gridarono, e il loro grido a motivo della schiavitù salì fino a DIO. Così DIO udì il loro gemito” (Esodo 2:23-24).

“Poi l'Eterno disse: «Ho certamente visto l'afflizione del mio popolo che è in Egitto…poiché conosco le sue sofferenze. Così sono sceso per liberarlo” (3:7-8).

Credi che Dio veda il tuo bisogno e la tua condizione proprio come fece con Israele? Spesso diciamo con leggerezza, “Cristo è tutto”, ma quando affrontiamo una crisi, quando una cosa dopo l’altra va storta, le nostre preghiere sembrano inascoltate, le nostre speranze vengono infrante, e sprofondiamo nella paura. In effetti, soccombiamo alla paura. Ma il fatto è che Dio non abbandona mai i Suoi figli nel momento dell’angoscia, anche quando le cose sembrano assolutamente disperate. Possiamo sempre confidare in Lui!

giovedì 7 luglio 2011

IL CONSOLATORE È GIUNTO

Gesù definisce lo Spirito Santo “il Consolatore”. Una cosa è conoscere lo Spirito Santo come nostro consolatore, ma dobbiamo anche sapere in che modo Egli ci consola, cosicché possiamo distinguere la consolazione viene dalla carne da quella che viene dallo Spirito.

Considera il fratello sopraffatto dalla solitudine. Egli prega di ricevere consolazione dallo Spirito Santo e si aspetta che il conforto arrivi come un sentimento. In realtà, egli lo immagina come una specie di improvviso soffio dal cielo, come un sedativo spirituale alla sua anima.

Questo sentimento di pace potrebbe in effetti sopraggiungere, ma il mattino seguente si dileguerebbe. Come risultato, inizierà a credere che lo Spirito Santo abbia rifiutato la sua richiesta. No, mai! Lo Spirito Santo non ci consola manipolando i nostri sentimenti. Il Suo modo di consolarci è ampiamente diverso ed è chiaramente spiegato nella Scrittura. Non importa quale sia il problema, la prova o il bisogno, il Suo ministero di conforto viene adempiuto portando la verità: “Quando egli [lo Spirito Santo] verrà, egli vi guiderà in tutta la verità” (Giovanni 16:13).

La verità è che la nostra consolazione scaturisce da ciò che conosciamo, non da ciò che sentiamo. Solo la verità prevale sui sentimenti! E il ministero consolatore dello Spirito Santo inizia da questa verità basilare: Dio non è arrabbiato con te. Lui ti ama.

“Or la speranza non confonde, perché l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Romani 5:5). Il significato greco qui è ancora più forte di quanto non suggerisca la traduzione, dicendo che l’amore di Dio viene fatto “zampillare” nei nostri cuori dallo Spirito Santo.

Un peso insopportabile potrebbe essere causato dal timore, la vergogna, il dolore, le afflizioni, le tentazioni o lo scoraggiamento. Ma a prescindere dalla causa, abbiamo bisogno di consolazione.

Improvvisamente udiamo una voce, che echeggia attraverso ogni corridoio dell’anima, la voce dello Spirito Santo che dichiara all’anima: “Niente può separarti dall’amore di Dio”.

Questa verità, quando la credi, diviene velocemente una fonte di acqua viva che spazza via ogni ostacolo. “ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto” (Giovanni 14:26, corsivo mio).

mercoledì 6 luglio 2011

UNA VITA DI PREGHIERA

Lo Spirito Santo è venuto per condurci ad una vita di preghiera. “Nello stesso modo anche lo Spirito sovviene alle nostre debolezze, perché non sappiamo ciò che dobbiamo chiedere in preghiera, come si conviene; ma lo Spirito stesso intercede per noi con sospiri ineffabili” (Romani 8:26).

Considera quanto dice Paolo riguardo il ruolo dello Spirito Santo nella nostra vita di preghiera. Diventiamo così confusi riguardo la preghiera, sembra così complicato. Entra in qualsiasi libreria cristiana e troverai innumerevoli libri a riguardo, zeppi di formule dettagliate su come pregare.

Queste molte teorie possono sollevare ogni sorta di domanda circa la preghiera:

  • Quando la preghiera diventa intercessione?
  • L’intercessione si misura dal fervore, l’intensità di volume o la quantità di tempo che spendo sulle ginocchia?
  • Mi è stato insegnato a pregare secondo la volontà di Dio, ma come faccio a conoscere la Sua volontà?
  • E come devo muovermi riguardo la preghiera? Le preghiere mentali contano?
  • Per cosa esattamente devo pregare?

Una tale confusione può sopraffare tanto da portare molti ad evitare di pregare.

Non c’è mai stato un tempo in cui le preghiere del popolo di Dio fossero più necessarie di ora. Viviamo in un mondo impazzito. Mentre gli eventi mondiali vanno peggiorando, cospirando di derubare le persone della pace, le varie nazioni cercano una fonte di consolazione. Ma non la trovano nella psicoterapia, nella religione morta, nemmeno nel volontariato.

La Bibbia ci ha detto: “Il mondo non conosce Cristo ed essi non lo riceveranno. Ma voi lo conoscete” (vedi Giovanni 14.17).

Una delle nostre preoccupazioni maggiori dovrebbe essere di mantenere una vita di preghiera. Quando trascuriamo la preghiera, contristiamo lo Spirito di Dio. Sì, è possibile contristare lo Spirito Santo. Paolo lo scrive quando dice: “Non contristate lo Spirito Santo di Dio” (Efesini 4:30).

Infatti, lo Spirito condivide il dolore di Dio per l’incredulità e la mancanza di preghiera delle persone. Considera soltanto questi pochi modi potenti in cui lo Spirito Santo gioca un ruolo nelle nostre preghiere:

  • Mediante la preghiera lo Spirito Santo manifesta la presenza di Cristo in noi.
  • Mediante la preghiera lo Spirito suggella le promesse di Dio nei nostri cuori.
  • Mediante la preghiera il Consolatore ci parla di speranza.
  • Mediante la preghiera lo Spirito fa sgorgare i Suoi fiumi di consolazione, pace e riposo alle nostre anime.

martedì 5 luglio 2011

UNA CHIESA TRIONFANTE

Si sta elevando una chiesa trionfante proprio ora, che viene fuori da grandi prove di fede. Questa chiesa degli ultimi giorni sta emergendo da lunghi giorni di afflizioni e fornaci ardenti.

Lo Spirito Santo è all’opera, portando il Suo popolo in un luogo di rottura assoluta. Li sta conducendo ad una rivelazione di debolezza nella propria carne per mostrarSi più forte. Il Suo popolo sta giungendo alla fine di sé stesso, le sue volontà annientate, finché il suo pensiero non sia solo e soltanto “Sia fatta la Tua volontà”. E in tutto questo, esso diventa completamente dipendente dal Signore.

Ciò descrive la tua situazione? Forse hai camminato con Gesù per anni, e non hai mai affrontato una prova come quella che stai affrontando in questo momento. Le cose che ti stanno succedendo sembrano sopraffarti, cose per le quali solo Dio può intervenire. E ti rendi conto che solo Lui può portarti avanti.

In questo preciso istante, gli islamici si stanno preparando alla jihad finale, per “conquistare il mondo” per Allah. Stanno sorgendo campi di addestramento islamici in tutto il mondo con un messaggio di odio. Ma il Signore ha un popolo in addestramento, un popolo di cui Lui si userà perabbattere l’ira di questo mondo. Egli lo sta addestrando ed equipaggiando nella Sua benignità e nella Sua pace. Il nostro Dio è un Dio di amore, ed Egli non userà bombe, pistole o squadre suicide, ma un popolo trionfante e impavido, nella forza del Signore dalle tenere compassioni.

In tutto il mondo, il popolo di Dio sta sperimentando sofferenze, afflizioni e tortura. Sono certo che ci sia uno scopo divino eterno nell’intensità di queste battaglie fisiche e spirituali combattute oggi nel vero corpo di Cristo. “L'Eterno è buono verso tutti e pieno di compassione per tutte le sue opere” (Salmo 145:9).

Il nostro Signore ha sempre avuto un piano. Dio stesso scese e prese la forma e la condizione umana, vivendo tra uomini pieni di peccato. Sopportò il loro odio, sperimentò il rifiuto, sostenne rimproveri impensabili, e in tutto questo non rispose mai.

Gesù non ha mai stabilito eserciti di jihadisti vendicativi e pieni di odio. Non ha usato armi carnali. Piuttosto, Egli ha abbattuto fortezze attraverso le Sue amorevoli, potenti compassioni. Il nostro Signore ha sempre avuto un unico piano di battaglia: amore tenero e misericordioso. Infatti, l’amore guida tutte le Sue opere sulla terra. “Benedetto sia Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre delle misericordie e il Dio di ogni consolazione” (2 Corinzi 1:3).

lunedì 4 luglio 2011

SUL CAMMINO PER LA VITTORIA

La tremenda delusione spirituale che segue un’esperienza di benedizione o vittoria avuta sul monte è comune ad ogni seguace di Gesù. Definiamo queste esperienze “periodi aridi”, ma sembrano piuttosto un profondo tuffo nelle tenebre spirituali, un’immersione in una grande prova dopo aver sperimentato un tocco speciale da parte di Dio.

Possiamo vedere questi periodi aridi affliggere le vite di uomini e donne di Dio in tutta la Bibbia. Questo periodo basso nello spirito arriva soprattutto per coloro che Dio intende usare. Infatti, è comune a tutti coloro che Egli forma per andare più in profondità nelle Sue vie.

Guardando indietro ai tuoi periodi di aridità, chiediti se un tale periodo abbia seguito un rinnovamento dello Spirito nella tua vita. Forse avevi sperimentato un fresco risveglio, una fervida preghiera, chiedendo al Signore: “Toccami, Gesù. Mi sento tiepido. So che il mio servizio a Te non sta andando avanti come dovrebbe. Sono più affamato per avere più di Te di quanto non lo sia mai stato. E voglio zelo per compiere la Tua opera, per pregare per gli ammalati, salvare i perduti, portare speranza ai disperati. Rinnovami, Signore. Voglio essere usato per il Tuo Regno in una misura maggiore”.

Poiché sei diventato serio con Dio, le tue preghiere hanno trovato esaudimento e hai iniziato a sentire chiaramente la voce di Dio. L’intimità con Lui era meravigliosa, il tuo zelo cresceva, e avvertivi il Suo movimento nella tua vita in modo molto forte.

Poi un giorno ti sei svegliato e i cieli sembravano di rame. Eri abbattuto e non sapevi perché. Le preghiere sembravano un’agonia, e non sentivi la voce di Dio come prima. I tuoi sentimenti iniziarono a sembrarti morti, il tuo spirito arido e vuoto. Dovevi vivere soltanto per fede.

Amato, se questo ti è accaduto, non avere paura! E non fustigarti. Conosco personalmente questo tipo di caduta, dalla vetta del monte alla fossa più profonda, apparentemente in un istante. Pietro ne parla in modo specifico, consigliandoci di non pensare che ci stia succedendo qualcosa di strano: “Carissimi, non lasciatevi disorientare per la prova di fuoco che è in atto in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano. Ma, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi, perché anche nella manifestazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare” (1 Pietro 4:12-13).

Il Signore permette i nostri periodi aridi perché Egli è all’opera nelle nostre vite. Allora rallegrati e lodalo, anche quando non ti senti di farlo!

venerdì 1 luglio 2011

SII PRONTO

In Matteo 24 Gesù usa una parabola per insegnare ad essere pronti per il suo ritorno: “Perciò anche voi siate pronti, perché nell'ora che non pensate, il Figlio dell'uomo verrà. Qual è dunque quel servo fedele e avveduto, che il suo padrone ha preposto ai suoi domestici, per dar loro il cibo a suo tempo? Beato quel servo che il suo padrone, quando egli tornerà, troverà facendo così. In verità vi dico che gli affiderà l'amministrazione di tutti i suoi beni. Ma, se quel malvagio servo dice in cuor suo: "il mio padrone tarda a venire" e comincia a battere i suoi conservi, e a mangiare e a bere con gli ubriaconi; il padrone di quel servo verrà nel giorno in cui meno se l'aspetta e nell'ora che egli non sa; lo punirà duramente e gli riserverà la sorte degli ipocriti. Lì sarà il pianto e lo stridor di denti” (Matteo 24:44-51).

Notate che Gesù sta parlando qui di servi, sottintendendo i credenti. Un servo viene definito fedele mentre l’altro viene definito malvagio. Cosa rende quest’ultimo malvagio agli occhi di Dio? Secondo Gesù, è qualcosa che “dirà in cuor suo” (24:48). Questo servo non esprime ad alta voce il suo pensiero né lo predica. Lo pensa solamente. Ha venduto il suo cuore ad una bugia demoniaca: “Il Signore ritarda la sua venuta”. Notate che non dice: “Il Signore non ritorna”, ma “ritarda la sua venuta”. In altre parole: “Gesù non verrà improvvisamente o inaspettatamente. Non ritornerà nella mia generazione”.

Questo “servitore malvagio” è chiaramente la figura di un credente, forse anche di un ministro. Gli è stato comandato di “vegliare” ed “essere pronto”, “perché nell'ora che non pensate, il Figlio dell'uomo verrà” (24:44). Eppure quest’uomo mette a tacere la sua coscienza accettando le menzogne di Satana.

Gesù ci mostra il frutto di questo genere di pensiero. Se un servo è convinto che il Signore ha ritardato la sua venuta, allora non vede la necessità di vivere in maniera pia. Non è costretto a fare pace con i nemici e con gli altri servi. Non vede la necessità di preservare l’unità in famiglia, al lavoro o in chiesa. Batte i suoi conservi, li accusa, serba loro rancore, distrugge la loro reputazione. Come dice Pietro, questo servo è guidato dalle sue concupiscenze. Vuole vivere in due mondi, indugiando in una vita malvagia credendosi al sicuro dal giudizio divino.