venerdì 29 aprile 2011

RICORDANDO DAVID WILKERSON by Gary Wilkerson

“Or Davide, dopo aver eseguito il consiglio di Dio nella sua generazione, si addormentò” (Atti 13:36).

Mercoledì pomeriggio mio padre, David Wilkerson, è morto in un incidente stradale. Soffriamo la perdita di un padre amato, di un marito fedele e di un santo uomo di Dio. Mia madre, Gwen, sua moglie da 57 anni, si trovava in macchina con lui, ma siamo stati rassicurati su una sua pronta ripresa.

Il ministero di papà, durato oltre sessant’anni, ha influenzato le vite di coloro che gli erano più vicino e si è esteso a milioni di persone in tutto il mondo. Oggi sentiamo questa perdita personale, ma allo stesso tempo ci rallegriamo nel sapere che papà ha vissuto una vita esuberante, ubbidendo a Dio con devozione e amando Gesù in modo radicale.

Egli era noto per la sua illimitata fede. Credeva che Dio potesse cambiare le vite dei membri delle bande e trasformare i più disperati tossicodipendenti. Egli credeva che si potesse fondare una chiesa dinamica nel cuore di Times Square, New York City. Credeva di poter essere un uomo che amasse sua moglie e i suoi figli. E lo fece.

Papà non era il tipo da fanfara, acclamazioni o cerimonie. Ha rifiutato inviti ad incontrarsi con leader mondiali, ma avrebbe dato tutto quello che aveva per aiutare un povero orfano o una vedova in difficoltà.

Come il vecchio Re Davide, Papà ha eseguito il consiglio di Dio nella sua generazione. Ha predicato con passione irremovibile e grazia incessante. Ha scritto con incredibile intuizione, chiarezza e convinzione. Ha corso bene la sua corsa, e una volta compiuto il suo lavoro, è stato chiamato a casa.

Non credo che mio padre avrebbe accettato di ritirarsi di buon grado. Non credo sarebbe stato uno di quelli che se ne sarebbe rimasto seduto in una sedia a dondolo a lasciarsi andare ai ricordi del passato. Credo che Gesù, sapendo questo, l’ha chiamato a casa nella Sua grazia.

L’ultima missione di papà sulla terra era quella di difendere il più povero dei poveri, fornire sollievo e sostegno ai bambini affamati, alle vedove e agli orfani. Dopo aver fondato Teen Challenge, World Challenge e Times Square Church, ha cercato di sfamare bambini denutriti nei paesi più bisognosi del mondo. Oggi “Please Pass the Bread” sta salvando le vite di migliaia di bambini, attraverso 56 missioni in 8 paesi.

Come il vecchio Re Davide, dopo aver eseguito il consiglio di Dio, egli morì. So che se mio padre potesse incoraggiarvi oggi con le sue parole, vi inviterebbe a dare tutto di voi stessi a Gesù, ad amare Dio in modo profondo e a donarvi per i bisogni degli altri.

Le opere che ha iniziato continuano a vivere. Tutti noi possiamo attestare di quanto lui ci abbia influenzato, non solo con la sua predicazione, con i suoi scritti e con la fondazione di ministeri che hanno cambiato il mondo, ma con il suo amore, la devozione, la compassione e la capacità di scuotere la nostra fede per compiere opere maggiori. Siamo grati a Dio per l’esempio di Papà, e diamo al Signore tutta la gloria per la sua vita preziosa.

giovedì 28 aprile 2011

Press Release

E' con profonda tristezza che vi annunciamo l'improvvisa morte del Reverendo David Wilkerson, avvenuta il 27 Aprile 2011. Verranno fornite ulteriori informazioni su questo sito non appena saranno disponibili.

mercoledì 27 aprile 2011

QUANDO FALLISCONO TUTTI I MEZZI

Credere quando tutti i mezzi falliscono è estremamente piacevole a Dio e gli è gradito. Gesù disse a Tommaso: “Tu hai creduto perché hai visto, ma beati sono quelli che credono senza vedere” (Giovanni 20:29).

Beati sono quelli che credono quando non c’è alcuna prova di una risposta alle preghiere – che credono oltre speranza, quando tutti i mezzi sono falliti.

Qualcuno è diventato disperato – ha perso ogni speranza – ha provato con tutti i mezzi, ma sono falliti. Forse una persona cara si è ammalata e i dottori non gli hanno dato speranza. La morte sembra inevitabile. La speranza se n’è andata. Il miracolo per cui si è pregato non è avvenuto.

È proprio allora che le orde di Satana vengono ad attaccare la nostra mente con la paura, la rabbia e con tante domande senza risposta: “Dov’è il tuo Dio adesso? Hai pregato finché non ti sono rimaste più lacrime. Hai digiunato. Hai creduto alle promesse. Hai avuto fiducia”.

Nella tua mente saranno iniettati pensieri blasfemi: “La preghiera ha fallito. La tua fede ha fallito. Non fidarti più di Dio, non affidarti più a lui. Non vale la pena!”.

Nella tua mente avrai anche dei dubbi sull’esistenza di Dio. Sono state queste le tattiche di Satana nel corso dei secoli. Alcuni degli uomini e delle donne più sante che siano vissute hanno subito anch’essi gli stessi attacchi demoniaci.

A te che stai attraversando la valle dell’ombra della morte, dico queste parole: “Il pianto può durare alcune notti buie e orribili, ma in quei momenti di sconforto sentirai presto il Padre che ti sussurra: ‘Io sono con te. Non posso spiegarti il motivo ora, ma un giorno lo capirai. Vedrai che tutto fa parte del mio piano. Non è stato un caso. Non è stato un tuo fallimento. Tieni duro.

Permettimi di abbracciarti in questo momento di sconforto’”.

Carissimi, Dio non ha mai smesso di agire con amore e bontà. Quando tutti i mezzi falliscono – il suo amore prevale. Tieniti stretto alla fede. Rimani fermo nella sua Parola. Non c’è altra speranza in questo mondo.

martedì 26 aprile 2011

SIAMO MESSI ALLA PROVA DALLE NOSTRE CADUTE E DAI NOSTRI FALLIMENTI

Non voglio dire che i cristiani che ricadono nei peccati del passato e ritornano al mondo sono messi alla prova. No, quei credenti si trovano di fronte al naufragio della loro fede.

Ma Pietro avvertiva: “State in guardia per non venir meno nella vostra fermezza portati via dall’errore degli empi” (2 Pietro 3:17). Pietro qui avverte i credenti che stanno crescendo nella santità e hanno deciso di seguire il Signore.

Alcuni di voi sono forse caduti nonostante tutti i progressi fatti col Signore. Se vi chiedo cosa ha provocato la vostra caduta, mi potreste rispondere: “Fratello David, è stato un attacco di rabbia. Sono stato provocato dalla mia famiglia e sono scoppiato. Non capisco. Credevo di essere diventato più dolce, un po’ più simile a Gesù. Ma qualcosa ha toccato il bottone sbagliato e ho perso il controllo”. Forse dirai: “Sono solo umano. Quanto posso sopportare?”.

Non importa se sei stato provocato o se avevi ragione. La provocazione ha dimostrato semplicemente che hai bisogno di liberazione. La Scrittura dice: “Sia rimossa da voi ogni amarezza, ira, cruccio, tumulto e maldicenza con ogni malizia” (Efesini 4:31).

Dio ti continuerà a mettere alla prova finché dirai: “Ho in me lo spirito che devo avere”. Non vedrai crescita in Cristo, non avrai pace in famiglia o al lavoro, finché non dirai: “Hai ragione, Signore, toglimi questo spirito!”.

Se sei stato messo alla prova in quest’area, o in qualunque altra area, forse pensi: “Mi sento così indegno. Quanto terreno ho perso? Il Signore mi ama ancora?”.

Carissimo, se ti sei veramente pentito, non hai perso proprio nessun terreno. Dio ti mette attorno le sue braccia amorevoli e ti dice: “Ho permesso che ti accadesse questo per vedere che c’è nel tuo cuore. Ma stai facendo progressi. Hai detto che vuoi camminare con me, e io ti sto insegnando. So cosa c’è dentro di te e permetterò che tu venga provocato finché non te ne sbarazzerai”.

Sei stato messo alla prova? Se sì, prega così: “Signore, hai messo il dito in qualche area della mia vita che non va. Toglila via dal mio cuore. Incoraggiami, Signore, affinché non torni indietro – voglio andare avanti con te!”.

lunedì 25 aprile 2011

FIDARSI DI DIO NONOSTANTE LE DIFFICOLTA’

Non c’è niente che onora Dio più della nostra fiducia in Lui nonostante le difficoltà a cui andiamo incontro. Quanto dimentichiamo presto i miracoli e le benedizioni del passato!

Nel Salmo 106 vediamo Israele che contempla un miracolo incredibile, quando il Mar Rosso si apre davanti a loro e poi inghiotte l’esercito egiziano, uccidendo ogni soldato. “Le acque ricopersero i loro nemici, e non sopravvisse di loro neppure uno. Allora credettero alle sue parole e cantarono la sua lode”. Ma il versetto successivo dice: “Ben presto però dimenticarono le sue opere e non aspettarono fiduciosi l’adempimento del suo disegno” (verso 13).

Non possiamo porre la nostra fiducia nelle esperienze del passato – siamo troppo pronti a dimenticare e i ricordi sono fragili. Le esperienze del passato da sole non bastano a rafforzarci nelle difficoltà di ogni giorno. Abbiamo bisogno di una fede fresca, ancorata in una quotidiana comunione con la Parola di Dio, una parola fresca da Dio!

Confida in Dio quando ti trovi di fronte alle difficoltà e Dio ti darà ancora più grazia, più provvidenza e la sua forza.

Per fidarsi di Dio in mezzo alle difficoltà ci vuole una fede avventurosa – bisogna affidare tutto nelle sue mani amorevoli. Verrà il tempo in cui dobbiamo gettarci nel buio e affidare ogni nostra preoccupazione a lui. Questa fede avventurosa gli è gradita.

La fede è la nostra unica speranza, l’unica via di uscita nelle difficoltà. Perciò muoviamoci e affidiamo tutto a lui!

venerdì 22 aprile 2011

UN’ANCORA NELLA TEMPESTA

“Questa speranza che noi abbiamo è come un'ancora sicura e ferma della nostra vita, e che penetra fin nell'interno del velo” (Ebrei 6:19).

L’ancora a cui si fa riferimento in questo passo della Scrittura è la speranza. Non la speranza di questo mondo malvagio, ma la speranza fondata sul giuramento di Dio di custodire, benedire e governare coloro che confidano in Lui.

Soltanto questa speranza è la nostra ancora nella tempesta che si sta abbattendo sulla terra in questo tempo presente. Lo scrittore agli Ebrei ammonì: “affinché non diventiate pigri, ma siate imitatori di coloro che mediante fede e pazienza ereditano le promesse” (6:12).

Dio fece un giuramento agli “eredi della promessa”, cioè tutti coloro che sono in Cristo. Egli fece un giuramento per porre fine ad ogni lotta, ogni dubbio, affinché “… avessimo un grande incoraggiamento noi, che abbiamo cercato rifugio nell'afferrare saldamente la speranza che ci è stata messa davanti” (6:18).

Ecco la nostra speranza: DIO HA GIURATO DI ADEMPIERE LE SUE PROMESSE ED È IMPOSSIBILE CHE DIO MENTA.

Egli mantenne la Sua parola con Abrahamo, Egli manterrà la Sua parola con te, mentre tu confidi in Lui. Abbiamo bisogno di grande consolazione in questi tempi.

Dopo che tutto sarà stato detto e fatto, e tutti i sermoni saranno stati predicati sulla speranza, tutto si ridurrà a questo: Siamo disposti a consacrare ogni cosa nelle Sue mani, riposare nella Sua Parola, e restare fermi senza vacillare nell’amore di Dio, pienamente persuasi che le sue promesse per noi s compieranno?

Puoi impossessarti di una tale fede al di là del velo nel luogo santissimo!

giovedì 21 aprile 2011

GUARDANDO A GESU’

“Guardando a Gesù, capo e compitore della nostra fede” (Ebrei 12:2).

Se mi chiedessi cosa sta accadendo nel mondo in questo momento, ti risponderei: “Tutto quello che Gesù ci ha detto sarebbe accaduto negli ultimi tempi!”. Lui aveva avvertito che il cuore degli uomini si sarebbe sciolto dalla paura, contemplando le cose che avvenivano sulla terra. Ci ha avvertito che ci sarebbero stati terremoti in vari luoghi, che nazioni sarebbero insorte l’una contro l’altra, che i gruppi etnici si sarebbero ribellati l’uno contro l’altro.

Abbiamo vissuto per vedere l’inizio di tutte le profezie della fine dei tempi che si adempiono proprio davanti ai nostri occhi. Considerate Luca 21:11, “Grandi terremoti in vari luoghi”.

Cosa ci ha detto di fare Gesù quando avremo visto adempiersi tutte queste cose? Ci ha detto: “Levate gli occhi, alzate il capo, perché la vostra redenzione è vicina” (21:28).

Carissimi, se amate Gesù, non dovrete temere né essere sorpresi. DIO HA TUTTO SOTTO CONTROLLO.

Si, tremiamo all’inizio vedendo e sentendo tutte queste notizie terrificanti – ma questo è il momento di guardare a Gesù. Lui ci ha portati fino a qui, lui è l’autore della nostra fede, e lui ci porterà fino alla fine con speranza e pace, non importa quello che accade.

Oggi, non farti abbattere da nessuna cattiva notizia. Guarda in alto, tieni gli occhi concentrati su Gesù. Lui sta tornando molto presto.

“Riteniamo ferma la confessione della nostra speranza, perché è fedele colui che ha fatto le promesse” (Ebrei 10:23).

mercoledì 20 aprile 2011

SPERANZA NELLA TEMPESTA IN ARRIVO

Davide ci illustra una chiara immagine dell’attitudine di Gesù di fronte alla tempesta in arrivo. Egli parla profeticamente di Cristo dicendo: “Io ho avuto del continuo il Signore davanti a me, perché egli è alla mia destra, affinché io non sia smosso” (Atti 2:25). Il significato letterale qui è: “Io sono continuamente alla sua presenza, contemplo il suo volto”. Davide attribuisce questa frase a Gesù: “Per questo si è rallegrato il cuore mio e ha giubilato la mia lingua, e anche la mia carne dimorerà nella speranza” (Atti 2:26).

Ecco il segreto: Gesù contemplava sempre il volto del Padre! Gesù cercava sempre dei posti segreti per starsene in comunione col Padre. E solo dopo essere stato alla presenza di Dio, Cristo andava a ministrare, pienamente persuaso che il Padre era sempre con lui. “Lui è alla mia destra, e niente al mondo potrà smuovermi”. Il termine greco per “smuovere” in questo testo significa “essere agitati, scossi o disturbati”. Gesù stava dicendo: “Nessuno di questi problemi, mali o eventi futuri potranno abbattermi o sconvolgere la mia fiducia. Il Padre mio ha il controllo supremo”.

Carissimi, se stiamo affrontando una tempesta, allora abbiamo bisogno di essere preparati al punto che niente possa disturbare il nostro spirito. E l’unico modo per riuscirci è trascorrere del tempo alla presenza del Padre, contemplando il suo volto. Dobbiamo stare in comunione con lui, in ginocchio, praticando la sua presenza, cercandolo, finché non siamo persuasi che egli è alla nostra destra.

Dio ci sta dicendo chiaramente: “Non farti smuovere né agitare dalle cose che vedi. Continua a puntare gli occhi su me e io preserverò la tua gioia”. E, secondo Davide, Gesù testimoniò: “Tu mi hai fatto conoscere le vie della vita, tu mi riempirai di gioia alla tua presenza” (Atti 2:28).

È come se Cristo ci stesse dicendo: “Io ho provato tutto quello che adesso stai provando tu in questo periodo buio. Anch’io ho sentito le stesse cose, perché vedevo la tempesta che stava arrivando. Ma sono corso alla presenza del Padre mio, e lui mi ha sollevato. Mi ha mostrato la via d’uscita. E alla sua presenza ho trovato tutta la gioia, la speranza e il riposo di cui avevo bisogno, fino alla fine. Ho pace e gioia perché sono stato con lui”.

“La mia carne dimorerà nella speranza” (2:26).

martedì 19 aprile 2011

LA FEDE DEVE ESSERE FONDATA SULLA PAROLA

Dio si preoccupa che il suo popolo, quando viene scosso nella fede, non si fidi di Lui durante la crisi. Carissimi, il nostro peggior peccato è la nostra incapacità di credere che egli possa fare tutto ciò che ci ha promesso. E questo lo offende più dell’adulterio, della fornicazione, della dipendenza da alcol o droghe, più di qualsiasi altro peccato della carne.

La Sua Parola dice: “Il Signore sa come liberare il giusto dalla tentazione” (2 Pietro 2:9). “Dio è fedele, e non permetterà che siate tentati oltre le vostre capacità; ma con la tentazione vi darà anche una via d’uscita, perché la possiate sopportare” (1 Corinzi 10:13).

Questi versetti o sono l’evangelo o sono delle menzogne. Ma se sono l’evangelo, allora dobbiamo fidarci di essi. Dio vuole che diciamo: “Signore, se proprio devo morire, fa che lo faccia confidando in te fino alla fine, fa che muoia nella fede. Vivo o morto, sono tuo”.

Lascia che tutti i venti e le onde dell’inferno si scaglino su te. Lascia che tutto ti venga addosso. Il nostro Dio ha detto che è in grado e sa come liberarti.

Lui ha sempre inteso che io e te abbiamo ogni gioia, pace, vittoria e risposo nel nostro cammino. Lui sta cercando uomini e donne che rimangano ferme contro tutto ciò che sta per accadere in questo periodo buio della storia – servi che rimangano fermi e con la pace dentro perché Cristo abita in loro.

Dio desidera che anche tu entri in questo luogo di riposo. Lui non vuole che tu debba ancora temere, ma vuole che riposi concretamente nella sua potenza e nella sua capacità. Lui sa come liberarti da ogni grinfia, prova e tentazione – se solo rimani fedele a lui.

lunedì 18 aprile 2011

“FAI DI ME CIÓ CHE VUOI”

Martin Lutero, al culmine di tutte le sue prove, testimoniò: “Signore, ora che mi hai perdonato ogni cosa, fai di me ciò che vuoi”. Lutero era convinto che un Dio che potesse spazzare via ogni suo peccato e salvare la sua anima poteva sicuramente prendersi cura del suo corpo fisico e dei suoi bisogni materiali.

In pratica, Lutero stava dicendo: “Perché dovrei temere quello che può farmi l’uomo? Io servo un Dio che può purificarmi da ogni iniquità e recare pace alla mia anima. Non importa se tutto intorno a me collassa. Se il mio Dio può salvarmi e custodire la mia anima per l’eternità, perché non potrebbe prendersi cura del mio corpo fisico mentre sono su questa terra?”

“Oh, Signore, ora che sono perdonato, graziato e in grado di star ritto davanti a Te nel giorno di giudizio con gioia sovrabbondante, fa di me ciò che vuoi”.

Fratello, sorella, rallegrati! Questa vita presente non è la realtà. La nostra realtà è la vita eterna alla presenza del nostro benedetto Signore.

Quindi conserva la fede! Tutto si sta gradualmente spegnendo, ma noi stiamo andando in alto!

venerdì 15 aprile 2011

EGLI FA CESSARE LE GUERRE

“Egli fa cessare le guerre…” (Salmo 46:9).

Quale lieta notizia per il figlio di Dio devastato e logorato dalla guerra nella propria anima! La battaglia nella mia anima è la Sua battaglia, e solo Lui può porvi fine. Il mio Padre amorevole non permetterà alla carne o al diavolo di costringermi alla sconfitta. La mia guerra è chiaramente definita da Giacomo, che scrisse:

“Da dove vengono le guerre e le contese fra voi? Non provengono forse dalle passioni che guerreggiano nelle vostre membra?” (Giacomo 4:1). Tali passioni comprendono avarizia, orgoglio e invidia.

Attraverso i secoli, santi uomini di Dio si sono posti la medesima domanda: “Finirà mai questa guerra di passioni dentro di me mentre sono ancora in vita?” Non è forse la stessa domanda che si pongono coloro che amano profondamente il Signore?

La risposta, ovviamente, è che la guerra deve finire e finirà, e sarà inevitabilmente seguita dalla pace più profonda che si sia mai conosciuta. Ma come finisce la guerra, e chi vi pone fine? Se è la mia battaglia ed è mio dovere porvi fine, Dio deve mostrarmi come farlo. Se è davvero la Sua battaglia, allora Egli deve porvi fine a Suo tempo e a Suo modo, e mi darà pazienza mentre il combattimento continuerà, sapendo che Egli mi ama attraverso tutto questo.

Il termine greco utilizzato da Giacomo è stratenomai, che suggerisce una battaglia contro le tendenze carnali; un soldato in guerra. Deriva da stratia, che significa una schiera, un esercito accampato. Non aveva Davide parlato di eserciti accampati contro di noi? Le nostre inclinazioni carnali vengono contro di noi come un esercito, una schiera malefica determinata a indebolirci e tenerci in agitazione, nella speranza di far naufragare la nostra fede attaccando le nostre menti con paura ed incredulità.

Se studi il termine ebraico per “guerra” usato da Davide nel Salmo 46:9, esso diventa motivo di grande gioia. È milchamah, che significa cibarsi di, consumare e divorare.

Ciò che la Parola ci sta in realtà dicendo qui, è semplicemente meraviglioso: Dio impedirà che il nemico ci consumi, ci divori. Egli non permetterà più alla concupiscenza di consumarci o sopraffarci. Fatti animo! Dio farà sì che la nostra guerra contro le passioni cessi. È la battaglia di Dio, e Lui non perde mai.

giovedì 14 aprile 2011

SCORAGGIAMENTO

Quando siamo feriti, quando siamo soli, spaventati e sopraffatti da circostanze al di là del nostro controllo, ci allontaniamo velocemente dalla nostra vera fonte di pace e vittoria e guardiamo a vie e risorse umane. Quant’è tragico! Sappiamo che Dio è ancora sul trono, in attesa che Lo invochiamo; sappiamo che la risposta ad ogni nostro bisogno si può trovare soltanto in Dio, in raccoglimento profondo con Lui. Arriveremmo anche a confessare ai nostri amici spirituali: “So di aver bisogno di pregare! So che Dio ha la risposta! So di dover gridare alla Sua presenza!”

È scoraggiamento della peggior specie quello che ci porta a cedere alla paura e alla disperazione, mentre ignoriamo la maestà e la fedeltà di un Padre amorevole. Dio disse ad Israele: “…Ho parlato con voi dal cielo…in ogni luogo in cui farò sì che il mio nome sia ricordato, verrò a te e ti benedirò” (Esodo 20:22,24). Ma Israele rispose: “Dio dimentica, nasconde la sua faccia, non lo vedrà mai” (Salmo 10:11). “L'Eterno mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato” (Isaia 49:14).

Sei un cristiano scoraggiato? Lo sei se ignori le maestose promesse del Signore e dubiti che Egli è serio quando dice qualcosa! Egli ha promesso: “Può una donna dimenticare il bambino lattante e non aver compassione del figlio delle sue viscere? Anche se esse dovessero dimenticare, io non ti dimenticherò. Ecco, io ti ho scolpita sulle palme delle mie mani; le tue mura mi stanno sempre davanti” (Isaia 49:15-16).

Verrai schiacciato se continuerai a portarti dietro inutili pesi di colpa, paura, solitudine, ansietà e agitazione soltanto perché ti rifiuti di riposare sulle grandi e preziose promesse del Signore.

Dio non prende in giro i Suoi figli quando promette: “Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento” (Romani 8:28).

Dio non mente quando promette: “Gli occhi dell'Eterno sono sui giusti, e i suoi orecchi sono attenti al loro grido… I giusti gridano e l'Eterno li ascolta e li libera da tutte le loro sventure” (Salmo 34:15 e 17).

Non diventiamo impazienti, e non agiamo in base ai nostro sentimenti. Quando siamo in difficoltà e gridiamo a Dio per ottenere misericordia ed aiuto, tutto il cielo va in fermento in nostro favore. Se il Signore ci facesse vedere nel mondo spirituale per farci contemplare le cose buone che sta preparando per coloro che Lo invocano e confidano in Lui, sarebbe una vista incredibile per i nostri occhi.

mercoledì 13 aprile 2011

ESPRIMERE LA COMPLETEZZA DI CRISTO

Noi siamo innestati come un ramo in Cristo, la Vite (Romani 11:17-19). Quella stessa potenza che si trova in Lui, ci alimenta. Quello stesso Spirito che Lo ravviva, ravviva noi. Quel posto in cui Egli siede alla destra di Dio, è lo stesso luogo in cui ci troviamo per fede, nello Spirito. Come sappiamo che i nostri peccati sono perdonati? Soltanto per fede! Dobbiamo affidarci alla Parola di Dio, e quando lo facciamo, riceviamo grande pace nella nostra mente.

Lo stesso vale per la Sua potenza. Dobbiamo prenderlo in parola quando dice che la Sua potenza è all’opera in noi in questo momento, facendo sì che vogliamo ed agiamo per il Suo diletto! E possiamo appropriarci di questa potenza soltanto per fede. Dobbiamo affrontare la nostra debolezza credendo che Egli ci aiuterà a compiere ciò che ci ha comandato.

Il paralitico che si alzò, camminò, e portò via il suo lettino è un tipo di credente che ha dominio sul peccato! Quale espressione della potenza di Cristo fu! Quale speranza deve aver dato a tutto coloro che erano disperati e bisognosi.

Non è questo che vuole Dio oggi? Non sta forse cercando vincitori che costituiscano un esempio per il mondo, mostrando ad una generazione malvagia il modo in cui Cristo libera completamente dal dominio de peccato? I peccatori dovrebbero vedere i credenti vivere al di sopra delle concupiscenze e dei piaceri di questo mondo. Uomini che amano le loro mogli e sono loro fedeli; mogli che non chiacchierano e sono buone madri e custodi delle loro case; giovani che praticano la purezza e la separazione da tutto ciò che è contaminazione.

Abbiamo abbastanza radio e televisioni evangeliche, e cristiani impegnati a fare grandi sforzi. Abbiamo abbastanza crociate, concerti ed evangelizzazioni. Abbiamo una marea di piani, progetti, programmi, seminari, libri, registrazioni, cd, riviste e newsletter.

Non sto condannando tutte queste buone opere. Tuttavia, quello in cui non abbondiamo sono cristiani che mostrino veramente chi sia Gesù. C’è carenza di coloro di cui si può dire: “Ecco un cristiani che esprime davvero chi è Gesù Cristo! C’è uno che non ha nulla da promuovere, nulla da dimostrare se non Cristo, risorto e glorificato! Ecco un fratello, una sorella, che risplende della bellezza e della semplicità di Gesù Cristo il Signore! Ecco uno che ha ciò che vorrei avere io, una realtà che non si può negare!”

Questo dovrebbe diventare il solo ed unico obiettivo delle nostre vite per adempiere l’intenzione di Dio, renderci testimoni che esprimano la pienezza e la completezza di Cristo!

martedì 12 aprile 2011

ALZATI E CAMMINA

Il paralitico in Marco 2 venne perdonato e purificato agli occhi di Dio, ma era ancora prigioniero della propria afflizione. Era stato sollevato da tutti i suoi peccati, ma era ancora impotente. Conosceva Cristo come una liberazione, ma non come una risorsa!

Non basta essere un paralitico perdonato, un prigioniero rilasciato. C’è qualcosa che dobbiamo fare. La parte di Cristo è quella di purificarci davanti a Dio, e la nostra parte è quella di alzarci e camminare! Dobbiamo andare oltre il sollievo dal peccato, ed entrare nella libertà delle sue risorse.

“Che cosa è più facile dire al paralitico: "I tuoi peccati ti sono perdonati", oppure dire: "Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina"? Ora, affinché sappiate che il Figlio dell'uomo ha potestà di perdonare i peccati in terra, io ti dico (disse al paralitico): Alzati, prendi il tuo lettuccio e vattene a casa tua” (Marco 2:9-11).

Quell’uomo non si alzò con le sue proprie forze; Cristo gli impartì forza. Senza Cristo, non possiamo fare nulla. Possiamo vincere soltanto mediante la Sua forza e la potenza dello Spirito Santo!

Cristo stava dicendo a quest’uomo: “Ti renderò un esempio della mia potenza sul peccato! Là dove eri il più debole, sarai il più forte. Ciò che ti rendeva prigioniero, tu lo prenderai e lo porterai con te. Vincerai proprio ciò che ti oppressava”.

Un paralitico spirituale non può essere la vera espressione di Gesù Cristo. Dobbiamo vivere nella piena potenza e nella vittoria di una vita libera dal legame del peccato. Tutti noi conosciamo le nostre debolezze, quelle aree in cui siamo vulnerabili, e Satana ci dice che saremo sempre deboli su quei punti, e un giorno ne verremo sopraffatti.

Non è così! Per la Sua gloriosa potenza, Dio può renderci più forti nei nostri aspetti più deboli. Questo è quello che la Scrittura vuole dire quando parla della Sua forza resa perfetta nella nostra debolezza.

Cosa ti trattiene? Un peccato schiacciante, una debolezza, un irrisolto conflitto interiore? Di qualsiasi cosa si tratti, deve andarsene! Non puoi più essere incatenato ad un letto di fallimento. Ogni cosa è stata compiuta, per fede, nelle promesse divine.

Il Signore vuole rialzarti da quel letto! Egli ti donerà tutta la potenza di cui hai bisogno per vincere e camminare nella liberazione totale!

lunedì 11 aprile 2011

MERAVIGLIOSA GRAZIA

Cosa c’è in noi capace di attirare il perdono, la misericordia e la meravigliosa grazia del nostro Salvatore? È forse una qualche bellezza, bontà o forza? È forse un qualche potenziale in noi?

No! Sono il nostro enorme bisogno e la nostra profonda impotenza ad attirare la Sua grazia. È la nostra debolezza che attira la Sua forza. La nostra condizione disperata viene esemplificata dall’uomo paralitico in Marco, al capitolo 2: “Allora vennero da lui alcuni a presentargli un paralitico …” (Marco 2:3).

Ecco l’immagine della più totale impotenza, un uomo privo del minimo briciolo di forza o potere. Non può nemmeno trasportarsi da Cristo. Guarda ancora questa creatura impotente, debole e tremante, un prigioniero del proprio lettino. Siamo io e te prima di conoscere la potenza di Cristo.

Gesù era davanti a quest’uomo impotente, calatogli attraverso un tetto, e non menzionò nemmeno la sua condizione fisica. Il Signore scelse di condurlo alla presenza del Padre purificato. Egli sarebbe stato accettato prima di essere guarito. “Come Gesù vide la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, i tuoi peccati ti sono perdonati!» (Marco 2:5).

Che immagine bellissima dell’amore di Dio in Cristo Gesù! Ecco un uomo impotente, troppo sopraffatto dalla sua infermità persino per lamentarsi. Non riesce nemmeno ad accennare una fioca confessione.

“Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù …” (Efesini 2:10). Il fariseo, con tutte le sue opere buone, il suo vanto, non ha mai attirato la grazia del Signore. Non è per opere, affinché nessun uomo si glori.

Mostrami un figlio di Dio che lotta contro un peccato schiacciante ma odiato, uno oppresso sotto il peso della colpa e della disperazione, che si sente impotente e debole, e io ti mostrerò colui che è l’oggetto di una grazia abbondante. Dove il peccato abbonda, la grazia sovrabbonda (vedi Romani 5:20).

Una volta che ti sei ravveduto, resta fermo per fede sull’opera compiuta alla croce! Mediante la fede in Lui, i tuoi peccati sono sotto il Suo sangue. Ora vivi dall’altra parte del velo, seduto con Cristo nei luoghi celesti, accettato nell’Amato, uno con Cristo e col Padre! L’ira divina per i tuoi peccati è stata soddisfatta. Ora sei più che vincitore, ti muovi e vivi nello Spirito. Sei ripieno della pienezza di Cristo, e hai potenza per andare incontro a tutto ciò che ha a che fare con la vita e la pietà. Sei la pupilla del Suo occhio, rinnovato nella mente e fatto erede di tutto ciò che appartiene a Cristo il Signore!

venerdì 8 aprile 2011

SANTITA’

Quando parlo di fiducia totale in Cristo, intendo non solo la sua potenza salvifica ma anche la sua potenza conservatrice. Dobbiamo aver fiducia nel suo Spirito che ci protegge e ci conforma ad immagine di Gesù.

Pensate alla nostra testimonianza. Una volta eravamo alienati, lontani da Dio a causa delle opere malvagie. Quali opere buone abbiamo fatto per metterci a posto con lui? Nessuna! Nessuno è mai stato in grado di salvarsi da solo.

Nessuno è mai stato in grado di mantenersi puro e santo da solo. Siamo introdotti nella santità di Dio giorno dopo giorno solo grazie alla fede, se crediamo nella Parola di Dio che dice: “Se siete in Cristo, siete santi come lui è santo”.

“E voi stessi, che un tempo eravate estranei e nemici nella mente con le vostre opere malvagie, ora vi ha riconciliati nel corpo della sua carne, mediante la morte, per farvi comparire davanti a sé santi, irreprensibili e senza colpa, se pure perseverate nella fede” (Colossesi 1:21-23).

Notate la frase: “Se pure perseverate nella fede”. Gesù sta dicendo: “Continua ad aver fiducia in me, vivi per fede. Io ti presenterò al Padre puro, senza macchia, senza colpa e santo”.
Carissimi, questa è l’opera santificatrice dello Spirito Santo. Man mano che lo Spirito vi darà la forza di mortificare le opere della carne, vi condurrà con la sua convinzione e la sua consolazione.

Non c’è che una sola santità: quella di Cristo! Perciò nessun credente è “più santo” dell’altro. Non ci sono gradi di santità, solo gradi di maturità in Cristo. Puoi essere cristiano da poco tempo ed essere assolutamente santo in Gesù. Perciò è da stolti misurarci con qualcuno che riteniamo “santo”. Tutti noi dobbiamo misurarci con un solo standard: la santità di Cristo. E se siamo in Lui, la sua santità è nostra in uguale misura.

Non potrai mai guardare un altro cristiano e dire: “Oh, come vorrei essere santo come lui!”. Forse non avrai la stessa disciplina o la vita di preghiera di quella persona; forse avrai più combattimenti e commetterai più sbagli di lui o lei. Ma nessuno è più bene accetto al Padre di te. Non devi confrontarti con nessuno, perché nessuno è più amato agli occhi del Padre, di te!

Caro fratello, togliti le scarpe. Metti da parte ogni tua fiducia nei confronti della carne. Questo è il terreno sul quale devi vivere: “Io proclamo la mia santità che è in Cristo Gesù. Faccio parte del suo corpo. E il Padre mi vede santo perché dimoro in Lui”.

giovedì 7 aprile 2011

SIA LODE A DIO PER LA SUA BONTA’

“Essi proclameranno il ricordo della tua grande bontà e canteranno con gioia la tua giustizia” (Salmo 145:7).

Non possiamo ignorare il richiamo di Dio che ci invita a lodarlo per la sua eccellenza, ma in modo particolare siamo esortati a lodarlo per la sua bontà.

Notate che il salmista insiste sul ricordare e lodare la bontà del Padre – gli ebrei cantavano di gioia e le parole sgorgavano come un ruscello e una fonte.

Nel Salmo 107:8-9 Davide scrive: “Celebrino l’Eterno per la sua benignità e per le sue meraviglie in favore dei figli degli uomini. Poiché egli ha saziato l’anima assetata e ha ricolmato di beni l’anima affamata”.

Questa verità di lodare Dio per la sua benignità del passato, ha toccato una corda del mio cuore e sono stato spinto a fare ciò che anche Davide aveva fatto. Siamo stati invitati a celebrare la bontà di Dio.

Davide spiega la bontà di cui sta parlando: Dio è incline ad usare misericordia, perché simpatizza con le nostre afflizioni e le nostre miserie. Davide prese in prestito il passo di Esodo 34:6, quando Dio parlò a Mosè: “E l’Eterno passò davanti a lui e gridò: "L’Eterno, l’Eterno Dio, misericordioso e pietoso, lento all’ira, ricco in benignità e fedeltà”.

Carissimi, guardiamo al passato e ricordiamo quanto il Signore è stato buono con noi. Ricordiamo che le sue compassioni non ci hanno mai lasciato. Trovo piacere nel lodare Dio per tutte le cose, ma specialmente per la sua bontà. Non solo per quanto è stato buono con me in passato, ma per quello che vedo tutti i giorni – la bontà che vedo attorno a me ora.

“Certo beni e benignità mi accompagneranno tutti i giorni della mia vita, ed io abiterò nella casa dell’Eterno per sempre” (Salmo 23:6).

mercoledì 6 aprile 2011

LA FOLLIA ATTUALE

Sono scioccato dalla follia in cui versa questo mondo. I leader del governo sono accecati dal giudizio di Dio. Non si può spiegare altrimenti la cecità di così tanti politici e uomini di stato. Brancolano come ciechi alla guida di altri ciechi.

Sembra che ogni restrizione e ogni confine morale sia stato messo da parte, e che una follia morale abbia indurito moltitudini di persone.

Vedendo tutta questa follia, gioisco sempre più per quanti di noi Gesù ha vivificato dalla morte delle colpe e del peccato. Gioisco vedendo che quelli che un tempo camminavano secondo il corso di questo mondo – che erano soggiogati dallo spirito del principe della potestà dell’aria e dello spirito che oggi opera nei figli della disobbedienza – coloro che un tempo erano pieni di desideri della carne e della mente, morti nei peccati – oggi sono risuscitati dalla morte, vivificati per lo Spirito – e siedono nei luoghi celesti in Cristo Gesù.

Oggi, mentre ti affliggi per l’attuale follia del mondo, ringrazia Dio di essere stato salvato da essa.

A Dio sia la lode!

martedì 5 aprile 2011

VA’ IN PACE; LA TUA FEDE TI HA SALVATO

Nella mia meditazione odierna, ho trovato una parte di un sermone di William Bridge, predicato nel 17esimo secolo. Sento di condividerlo con voi.

È questa la fede di cui sto parlando: credere quando ogni mezzo fallisce ed è morto davanti a noi. È la fede che onora in particolar modo Dio e che giustifica l’anima: è la fede salvifica.

Osserviamo il settimo capitolo di Luca e consideriamolo attentamente. Si dice nell’ultimo versetto: “Gesù disse alla donna: La tua fede ti ha salvato, va’ in pace”. Ma prima di questo momento non si era menzionata mai la sua fede. Non si parla del suo amore nel versetto 47. “Io vi dico: i suoi peccati, che sono molti, le sono stati perdonati, perché tanto ha amato”.

Nel versetto 38 si parla delle sue lacrime: “Ed ecco una donna della città, che era una peccatrice, portò un vaso di alabastro pieno di olio profumato. E, stando ai suoi piedi, di dietro piangendo, cominciò a bagnargli di lacrime i piedi e ad asciugarli con i capelli del suo capo; e glieli baciava e li ungeva con l’olio profumato”.

Qui si parla delle sue lacrime, della sua generosità, della sua bontà e del suo amore per Gesù Cristo. Eppure il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo non le dice: “Donna, le tue lacrime ti hanno salvata, va’ in pace”. Né: “Il tuo pentimento e la tua umiliazione ti hanno salvato; va’ in pace”. Non dice neanche: “Il tuo amore per me e la tua bontà ti hanno salvato; va’ in pace, o donna”.

No! Il nostro Signore e Salvatore vide in questa donna un’opera segreta di fiducia e confidanza, perché era una grande peccatrice, e per questo le disse: “Donna, la tua fede ti ha salvata, va’ in pace!”.

lunedì 4 aprile 2011

LA MISERICORDIA DI DIO

In Atti 9 è scritta la storia di un uomo chiamato Saulo da Tarso, uno degli uomini più religiosi che sia mai vissuto. Poteva vantarsi: “Ho vissuto in ogni buona coscienza davanti a Dio fino a questo giorno”. Ma cosa stava facendo quest’uomo così pio?

Saulo era così pieno d’odio verso Gesù, che si era proposto di perseguitare a morte la chiesa di Dio, persino al di là del territorio giudeo. In Atti 9 lo troviamo infatti sulla via di Damasco, che cerca di distruggere il popolo di Dio.

Consideriamo la reazione di Dio verso quest’uomo che divenne il più grande evangelista cristiano che sia mai vissuto.

Improvvisamente attorno a lui splendette una luce dal cielo. Per quale motivo? Per confonderlo? Per condannarlo e accusarlo? Per distruggerlo? Per pronunciargli contro ira e giudizio? No; per annunciargli che la sua iniquità era stata perdonata ed i suoi peccati erano stati coperti.

Immaginate Saulo che giace prostrato davanti alla luce folgorante e che ode la voce di Gesù, invece di sentire la denuncia di un Dio santo che lo rimprovera per quanto sta facendo. Le parole che udì furono: “Io sono Gesù”. Non accennava affatto alla malvagità delle sue azioni. Perché? Colui che stava perseguitando era il suo miglior amico.

Carissimi, questo stesso Gesù ci offre la stessa misericordia. Pur meritando il giudizio e la denuncia, ci sentiamo dire da parte sua: “Sono Gesù, il tuo Redentore”.

Ringraziamolo oggi stesso per la misericordia che ci ha mostrato.

[Pensieri ispirati di J.B. Stoney]

venerdì 1 aprile 2011

È STATA RISOLTA ALLA CROCE

Dobbiamo comprendere una volta per tutte ciò che Cristo ha compiuto per noi alla croce. Egli ha rimosso per sempre le cose che offendevano l’occhio santo di Dio, affinché avessimo sempre il diritto di accedere alla Sua presenza. Siamo accettati al cospetto di Dio, e non c’è nemmeno una singola cosa nel cuore di Dio contro di noi!

Non muovere un passo avanti se prima non apprendi l’efficacia del sangue di Cristo e che tu sei pienamente perdonato! La croce ci ha purificati agli occhi di Dio. Noi potremmo dimenticarcene, ma Dio non lo fa mai. Il velo fu squarciato per consentirci un ingresso, e Dio stava dicendo: “Sei accettato! Vieni fiducioso al mio trono, perché ora sei mio, nel mio Amato”.

Se Dio è soddisfatto, perché non dovremmo esserlo noi? Ecco la questione che deve essere risolta. C’è qualcosa tra te e il tuo Padre celeste? Tu dirai: “Il mio cuore mi condanna! Ho fatto e detto cose che farebbero soffrire lo Spirito. Mi sento indegno, e i cieli sembrano rame”. A tutto ciò puoi rispondere: “Ma Dio è più grande del mio cuore!”

Odi i tuoi peccati? Li hai confessati? Credi che mediante Gesù “vi è annunziato il perdono dei peccati” (Atti 13:38)?

È qui che molti cristiani vengono meno. Essi vivono con legami e paure inutili, perché non capiscono la vittoria della croce. Essi sono puri agli occhi di Dio, totalmente soddisfatto dal sacrificio di Cristo, ma loro non lo sanno. Non c’è niente che blocchi l’accesso a Lui, tranne la nostra paura e la mancanza di conoscenza. Quando il velo fu squarciato, Dio venne incontro a te e me! Noi entriamo, Egli ci viene incontro!

Quant’è incredibile! Offendiamo Dio, eppure Egli è così ansioso di renderci puri ai Suoi occhi da mandare il proprio sacrificio per i nostri peccati. Il peccato è stato giudicato e l’offesa rimossa. Ora Dio può dire: “Non mi ricorderò più dei loro peccati e dei loro misfatti” (Ebrei 8:12). Egli stesso ha rimosso la distanza!

Dio non vuole imputarci il peccato; piuttosto, Egli cerca di riconciliarci a Sé stesso. Egli desidera che noi viviamo nella benedizione della consapevolezza che la questione del peccato è stata per sempre risolta alla croce.