venerdì 30 novembre 2012

ESSERE IN CRISTO

I cristiani oggi vivono in un tempo di grande luce. Lo Spirito Santo ci ha rivelato il significato dell’opera potente di Gesù sulla croce e le incredibili benedizioni del Suo sacrificio. Eppure c’è stato un tempo noto come Oscurantismo in cui la meravigliosa opera di Cristo fu adombrata dal mondo.

La maggior parte dei sermoni durante l’Oscurantismo parlava di dannazione e ira divina. Papi e preti predicavano un vangelo di opere e le persone compivano diverse buone azioni per cercare di trovare pace con Dio. Viaggiavano per chilometri per inchinarsi davanti a reliquie, prostrati in adorazione davanti a icone di pietra, ripetendo lunghe preghiere, sgranando il rosario. Eppure tutte queste cose aumentavano soltanto il loro legame e li portavano in tenebre più profonde per le loro anime.

Le persone a quel tempo non sapevano nulla dei benefici e delle benedizioni disponibili attraverso la vittoria di Cristo al Calvario. Persino oggi, con tutto l’insegnamento a disposizione in materia, la maggior parte dei cristiani ancora non comprende molti aspetti importanti dell’opera di Cristo per noi, ossia, cosa significhi essere “in Cristo”.

Come pastore del gregge di Dio, occasionalmente predico sull’inferno, sulla dannazione e l’ira divina. Ma mi sono sempre più convinto che l’unico modo in cui posso condurre il popolo di Dio a una vita vittoriosa è predicare le benedizioni e i benefici dell’essere “in Cristo”.

Il fatto è che essere in Cristo è l’unico fondamento sul quale si possano edificare la vera santità e giustizia. Senza tale fondamento, ci affideremo alla carne perché tenti di produrre una forma di santità in noi stessi. Ma la vera santità si ottiene soltanto mediante la conoscenza delle ricchezze di Dio in Cristo Gesù.

“Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, e ci insegna a rinunziare all'empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età saggiamente, giustamente e piamente” (Tito 2:11-12). Soltanto la grazia di Dio può insegnarci il tipo di teologia che conduce alla santità e nessuna opera potrà mai produrla.

giovedì 29 novembre 2012

CONOSCERE IL GRIDO DI GIUBILO

Il motivo per cui oggi molti cristiani vivono nella paura e nella confusione è perché non comprendono il suono gioioso del Giubileo. Sì, sanno che Gesù è morto e risorto e che il Suo sangue ha il potere di salvare. Ma non hanno ancora compreso il suono gioioso di tutto ciò che Lui ha provveduto affinché loro possano vivere in libertà.

“Beato il popolo che conosce il grido di giubilo” (Salmo 89:15). Il grido di giubilo che oggi sentiamo è la tromba di Dio che proclama la nostra liberazione mediante il sangue di Gesù Cristo.

Ecco le altre benedizioni del suono gioioso del Giubileo:
  1. “Beato il popolo che conosce il grido di giubilo, o Eterno, perché esso camminerà alla luce del tuo volto” (Salmo 89:15). Il significato ebraico qui suggerisce “Essi cammineranno nell’allegrezza, certi nelle promesse di Dio, ad agio nella Sua presenza”. Per dirla con parole semplici, non dobbiamo più camminare nelle tenebre o nella confusione, perché contempleremo la luce del Suo volto. 
  2. “Si rallegrerà tutto il giorno nel tuo nome ed esulterà nella tua giustizia” (verso 16). Sappiamo che la nostra giustizia è come un panno sporco, dunque dobbiamo farci animo rallegrandoci nella Sua giustizia, nostra per fede soltanto. 
  3. “Sì, tu sei il vanto della loro forza, e col tuo favore accresci la nostra potenza” (verso 17). Sappiamo che solo Cristo è la fonte di ogni nostra forza e non dobbiamo più vivere sotto la pressione del diavolo. Tutto ciò che dobbiamo fare è guardare la schiena di Satana dove noteremo il segno del piede del nostro Salvatore. Gesù ha schiacciato il nostro nemico sotto i Suoi piedi! 
  4. “Poiché il nostro scudo appartiene all'Eterno e il nostro re al Santo d'Israele” (verso 18). Siamo totalmente incapaci nella nostra carne e quindi confidiamo totalmente nella vittoria della croce di Gesù. Egli ci difende da ogni nemico.

mercoledì 28 novembre 2012

CRISTO È ASCESO PER INTERCEDERE

Proprio come il sommo sacerdote saliva le scale verso il luogo santo nel giorno dell’espiazione, il nostro Sommo Sacerdote ascese al cielo nel tabernacolo celeste, “…Un tabernacolo più grande e più perfetto non fatto da mano d'uomo” (Ebrei 9:11). Gesù ascese non solo per godere la gloria che meritava, ma per compiere un’opera in nostro favore.

Lo scrittore agli Ebrei ci ricorda che l’opera di Gesù in cielo è per tutti noi: “Vivendo egli sempre per intercedere per [noi]” (7:25). Cristo lo fa per tutti noi! Cosa significa esattamente che “vive per intercedere per noi”? Credo che Gesù interceda per noi in tre modi:

Primo, alcuni di noi immaginano Gesù stare davanti al Padre, supplicandolo di mostrare misericordia quando veniamo meno. Ma non è questo il caso. L’intercessione di Cristo ha a che fare con le accuse sataniche contro di noi. Vedi, il diavolo si presenta al trono di Dio per accusarci di ogni fallimento e trasgressione. Grida: “Voglio giustizia. E se Tu sei un Dio giusto, condannerai e distruggerai questa persona. Se lo merita”.

Allora, subentra Gesù. Non ha bisogno di persuadere il Padre di nulla. Piuttosto, dichiara semplicemente la vittoria della Sua croce. Poi si rivolge a Satana e dice: “Non hai sentito il suono della tromba? Non hai diritto su questo Mio figlio. Tieni le mani lontane dalla Mia proprietà!”

Secondo, l’intercessione di Cristo per noi significa che si assicura che otteniamo e godiamo di tutti i benefici previsti dal Giubileo. Proprio come i Leviti facevano rispettare la legge che garantiva ad ogni uomo le sue legittime benedizioni, Gesù oggi garantisce per noi i privilegi del Giubileo. Egli si assicura che sappiamo di essere legalmente liberi.

Terzo, Gesù intercede nei nostri cuori, riconciliandoci al Padre. Egli risponde del continuo ai nostri dubbi e ai nostri timori e ci ricorda che siamo perdonati. Possiamo confidare nella fedeltà di Dio che ci provvede tutta la potenza e la forza necessarie.

martedì 27 novembre 2012

UNA VERGA DI FERRO

L’apostolo Paolo scrive dell’ascensione di Cristo al cielo: “Avendo quindi spogliato le potestà e i principati, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro in lui” (Colossesi 2:15). Proprio così! Barcollante in fondo alla trionfante processione del nostro Signore c’era il principe delle tenebre in persona, legato in catene. E dietro il diavolo sconfitto, sotto le ruote dei carri celesti, tutte le potenze delle tenebre, legate e annientate. Furono messi alla berlina davanti a tutti coloro che erano morti nella fede prima della croce.

“Ed egli le governerà con uno scettro di ferro ed esse saranno frantumate come vasi d'argilla, come anch'io ho ricevuto autorità dal Padre mio” (Apocalisse 2:27). Gesù entrò per le porte avendo in mano uno scettro di giustizia, la Sua “verga di ferro” con la quale governa su tutte le nazioni. Poi, dopo la Sua entrata trionfante, si è seduto sul trono nel pieno possesso di ogni potenza, autorità e dominio.

Che immagine gloriosa! Satana non ha il controllo. Il comunismo non ha il controllo. L’ateismo non ha il controllo. No, i nemici di Cristo esistono solo perché Lui lo consente. E in questo momento continuano semplicemente a riempire le loro coppe d’iniquità. Gesù ha il controllo di tutte le cose e un giorno, quando sarà pronto, Lui le spezzerà “con una verga di ferro, le frantumerai come un vaso d'argilla” (Salmo 2:9).

Amato, la nostra comprensione della vittoria di Cristo su Satana e il dominio del peccato non può essere una teologia confusa e vaga. Dobbiamo sapere e capire che Satana è completamente sconfitto. Non può tenerci prigionieri perché Cristo ci ha liberati mediante il Suo sangue da ogni legame. Ora Egli siede sul trono con ogni potenza e autorità e ci offre pace, gioia e libertà.

lunedì 26 novembre 2012

UN ALTRO SPIRITO by Gary Wilkerson

“Ma il mio servo Caleb, poiché è stato animato da un altro spirito…” (Numeri 14:24).
Cosa c’era in Caleb da far dire alla Bibbia che aveva uno spirito diverso?

Sei un uomo o una donna di Dio che ha fame e sete e grida a Dio: “Rendimi un uomo o una donna con uno spirito diverso”? Oppure se un cristiano di quelli ordinari, disposto a vagare nel deserto, disposto soltanto a spendere la tua vita nella mediocrità?

Cosa c’era in Caleb e Giosuè che li differenziava? Perché avevano un altro spirito? Cosa rende diversi un uomo o una donna animati da un altro spirito? Perché costoro non sembrano ordinari? Cos’hanno, e perché alcuni di noi non ce l’hanno? In che modo questi uomini e donne hanno ricevuto questo spirito diverso? E la domanda più importante di tutte, come posso io riceverlo?

Un giovane nella nostra chiesa si è disposto con tutto il cuore a seguire Gesù . Quando sono con lui, dico fra me e me: “Gesù, voglio lo stesso tipo di spirito assetato che ha questo giovane. Voglio di più di quel fuoco di quella unzione, di quella purezza e santità”.

Questo giovane dice: “Sono determinato a seguire Gesù, non con la mia forza ma nella potenza dello Spirito Santo”. Il suo cuore mi dice: “Ho deciso di camminare con mani e cuore puri”. In un’età di compromessi, lui è determinato a mantenere lo sguardo su Gesù. Quando gli altri intorno a lui sono disposti a mettere su uno show con fumo e specchi per attirare una grande folla, lui grida: “Signore, non voglio questo. Sì, voglio vedere migliaia di gente salvata, ma io ho fame di più di Te”.

Quando mi ritrovo con questo giovane animato da uno spirito diverso, vengo provocato a gelosia. Lo Spirito Santo ci consente di essere gelosi o invidiosi di qualcuno che ha più di Gesù!

venerdì 23 novembre 2012

GESÚ È IL NOSTRO GIUBILEO!

“Lo Spirito del Signore, l'Eterno, è su di me, perché l'Eterno mi ha unto per recare una buona novella agli umili; mi ha inviato a fasciare quelli dal cuore rotto, a proclamare la libertà a quelli in cattività, l'apertura del carcere ai prigionieri, a proclamare l'anno di grazia dell'Eterno e il giorno di vendetta del nostro DIO, per consolare tutti quelli che fanno cordoglio, per accordare gioia a quelli che fanno cordoglio in Sion, per dare loro un diadema invece della cenere, l'olio della gioia invece del lutto, il manto della lode invece di uno spirito abbattuto, affinché siano chiamati querce di giustizia, la piantagione dell'Eterno per manifestare la sua gloria” (Isaia 61:1-3).

Questo passo ci risulta familiare come la proclamazione della vittoria di Cristo sulla morte e sul peccato. Tuttavia, Isaia qui sta usando il linguaggio del giubileo. Sta dicendo: “Che le trombe squillino annunciando l’anno gioioso e festoso di libertà che il nostro Salvatore ci ha donato!”
Questo passo si riferisce inoltre alla scenda dell’ascensione di Cristo in gloria. Il Padre celeste, dopo aver assistito alle terribili sofferenze del Suo Figlio benedetto, preparò un’entrata gloriosa per Gesù in cielo. Infatti, mentre Cristo ascendeva, fu scortato da un esercito angelico e migliaia di carri: “I carri di Dio sono miriadi e migliaia di migliaia; il Signore è fra di essi come al Sinai, nella sua santità. Tu sei salito in alto” (Salmo 68:17-18).

Le nostre menti finite non possono nemmeno tentare di concepire quest’evento glorioso. Mentre Cristo si avvicinava alla città eterna di Dio, cavalcando sul Suo cavallo bianco, era scortato da questa processione immensa. E mentre entrava per le porte, le trombe di Dio iniziarono a suonare: “Dio è salito tra acclamazioni di gioia, l'Eterno al suono di trombe” (Salmo 47:5).

Si trattava di un suono gioioso, erano trombe che squillavano annunciando l’anno di giubileo dei credenti! Quel suono proclamava a tutta l’umanità: “Io ho provveduto per voi affinché usciste dalle prigioni, foste ristorati nelle vostre famiglie e aveste ogni cosa di cui avete bisogno per una vita completa. Siete liberi di vivere senza la paura di alcun nemico. Entare ora nella Mia gioia!”

giovedì 22 novembre 2012

IL GIOIOSO SUONO DELLA LIBERTÀ

Quando giungeva l’anno del giubileo, ogni debito veniva cancellato. Ogni locazione e possedimento veniva restituito al proprietario originale, il che significava che i contadini potevano riprendersi la propria terra e la propria famiglia. Puoi leggere Levitico 25 a riguardo.

Immagina l’allegrezza che c’era in Israele e Giuda al suono delle trombe. In quel momento, il decimo giorno del settimo mese, mentre il sommo sacerdote faceva l’espiazione, ogni schiavo che era stato venduto veniva reso libero e ad ogni persona che aveva perso qualche proprietà veniva restituito ogni cosa. Le famiglie si riunivano. Le case venivano ristorate. Era un tempo di libertà, di liberazione!

Immagino contadini indigenti stare sulla linea di demarcazione delle loro vecchie proprietà, in attesa di rientrarci non appena le trombe avessero suonato. Avevano atteso per dieci anni…poi cinque…poi uno…e ora contavano i minuti per sentire il suono gioioso. Devono aver pensato: “Sto per riottenere tutto quello che avevo perso. Ora è mio di nuovo, perché questo è l’anno del giubileo”!

Non ci sarebbero dovuti essere semina né raccolta durante l’anno di giubileo. Piuttosto, il tempo doveva essere speso rallegrandosi. Il giubileo era un anno intero di Natale tutti i giorni, di lode a Dio per la Sua grazia, provvidenza e libertà.

Ti prego di capire che la libertà proclamata nel giubileo non era un’idea nebulosa fondata sulla sola fede. Era la legge della terra. Tutto ciò che un debitore doveva fare per far sì che la legge venisse applicata era di restare su di essa. I leviti agivano in qualità di controllori o ufficiali affinché a tutti fosse garantita la giustizia.

Occasionalmente, un padrone avrebbe potuto dire al suo schiavo: “Non te vai; sei sempre mio servo! Ritorna al tuo lavoro!” Ma quel servo poteva ridergli in faccia e dire: “Sappiamo entrambi cosa significa il suono della tromba. È il suono gioioso della mia libertà. Non hai più diritti legali nei miei confronti. Sono libero!”

il popolo attendeva e anelava sentire quel suono gioioso. Significava avere la libertà di dire “Non c’è niente nel mio passato che possa essere usato contro di me. Sono stato liberato e nessuno può derubarmi della mia eredità”. Tuttavia, la persona in schiavitù doveva agire per poter entrare in possesso della propria libertà o della sua proprietà perduta. Poteva danzare e gridare nella sinagoga tutto quello che voleva, esclamando: “Sono libero! Tutto è stato ristorato!” ma finché non faceva un passo e dichiarava i propri diritti, non poteva godere di alcuno di essi. Vedi il significato che qui si cela? La maggior parte dei cristiani non hanno reclamato il giubileo che Gesù Cristo ha dato loro. Molti pensano che “il suono gioioso” oggi sia soltanto battere le mani o danzare in un momento emotivo di lode. Ma è molto di più. Dio ci chiama ad appropriarci della libertà della pace e della gloria che ha provveduto per noi mediante il perdono dei peccati. Dobbiamo fare un passo di fede e dichiararlo!

mercoledì 21 novembre 2012

QUANDO DIO DICE “CONFIDA IN ME”, DICE SUL SERIO!

Pensa per un attimo a tutti i modi in cui Dio è venuto incontro ai bisogni del Suo popolo nella storia.

Quando Israele si trovava nel deserto, non avevano supermercati o negozi alimentari. Non c’era nemmeno un filo d’erba all’orizzonte. Ma Dio fece piovere manna dal cielo affinché il popolo mangiasse pane e fece cadere dal cielo quaglie in quantità affinché mangiassero carne. Fece scaturire acqua da una roccia e fece sì che le loro scarpe e i loro vestiti restassero miracolosamente intatti, cosicché non si consumassero in quarant’anni di utilizzo.

Nell’Antico Testamento leggiamo di un profeta affamato sfamato da corvi. Una manciata di farina e un orcio d’olio continuavano a riempirsi in modo soprannaturale e un intero esercito nemico fuggì per aver sentito uno strano rumore, lasciandosi dietro provviste per sfamare un’intera città di israeliti affamati.

Nel Nuovo Testamento, leggiamo di acqua trasformata in vino, denaro trovato nella bocca di un pesce per pagare le tasse e cinquemila persone sfamate con soli cinque pani e due pesci.

Tutti questi miracoli di provvidenza ci gridano: “Dio è fedele. Si può confidare in Lui!” E in Levitico 25, leggiamo di un altro fenomeno soprannaturale, una raccolta speciale nell’anno precedente quello sabbatico per la terra.

Poi, Dio comandò che il popolo osservasse sette cicli consecutivi di sabati per la terra: “Conterai pure per te sette sabati di anni: sette volte sette anni; queste sette settimane di anni faranno per te un periodo di quarantanove anni” (verso 8). In altre parole: “Dovrete celebrare questo sabato ogni settimo anno, per un periodo di quarantanove anni, sette sabati per sette volte”.

In termini biblici, il periodo di quarantanove anni comprenderebbe un’intera generazione. Ciò implica che quel determinato periodo avrebbe fornito tempo sufficiente ad un’intera generazione per imparare a confidare nel Signore. In quel tempo, genitori e nonni avrebbero edificato una storia di fede per poter poi dire ai loro figli: “Sì, è vero! Dio ha provveduto ad ogni cosa di cui abbiamo avuto bisogno per i primi sei anni, ma quando è giunto il settimo anno, molti di noi avevano paura. Però la provvidenza divina ci ha sostenuto fino all’ottavo anno e ancora fino al nono. A volte abbiamo temuto, ma c’è sempre stato il sufficiente. Nessuno è morto di fame, nessuno ha dovuto mendicare. Ogni bisogno è stato soddisfatto. Dio ha provato al nostra fede, e Lui è rimasto fedele!”

Il punto è che quando Dio dice: “Confida in Me”, dice sul serio!

martedì 20 novembre 2012

FESTA DEL GIUBILEO

La storia della festa giudaica del giubileo si trova in Levitico 25. Quest’osservanza inizia col comandamento del Signore per cui Israele consentisse alla terra di riposare dalle coltivazioni ogni settimo anno. Il settimo anno doveva essere sabbatico, un anno in cui la terra sarebbe rimasta a maggese. Durante quell’anno, il popolo non doveva fare alcun tipo di semina, di raccolta di frutta o di qualsiasi altro prodotto: “Per sei anni seminerai il tuo campo, per sei anni poterai la tua vigna e ne raccoglierai i frutti; ma il settimo anno sarà un sabato di riposo per la terra, un sabato in onore dell'Eterno; non seminerai il tuo campo né poterai la tua vigna” (Levitico 25:3-4).

Dio letteralmente chiudeva ogni attività agricola per un anno intero. Ciò significava che Israele avrebbe dovuto vivere per quel periodo senza alcun mezzo visibile di mantenimento. Avrebbero dovuto affidare la loro vita completamente nelle mani di Dio, confidando in Lui per ogni sostentamento.

Certo, ciò richiedeva molta fede. Pensaci: per un anno intero non ci sarebbe stato alcun raccolto di grano per il cibo…nessun raccolto di frumento per il bestiame…nessun lavoro per gli agricoltori…nessun impiego per i custodi delle vigne. La maggior parte dei cristiani oggi andrebbe nel panico dopo una sola settimana, molto meno di un anno. Infatti, gli israeliti si chiedevano: “Cosa faremo per ottenere cibo durante il settimo anno? Come sfameremo le nostre famiglie, il nostro bestiame? Consumeremo tutto ciò che abbiamo nel sesto anno, proprio prima dell’anno sabbatico. Dobbiamo restare seduti pigramente mentre i nostri figli sono affamati? Dio si aspetta davvero che guardiamo le viti marcire nelle vigne?”

Ma Dio aveva uno scopo chiaro nel comandare un anno sabbatico per la terra. Serviva a rivelare la Sua fedeltà per il Suo popolo. “Se dite: ‘Che mangeremo il settimo anno, visto che non semineremo e non faremo raccolta?' Io disporrò che la mia benedizione venga su di voi il sesto anno ed esso vi darà una raccolta sufficiente per tre anni” (versi 20-21).
Che promessa incredibile! Dio stava garantendo a Israele una triplice raccolta (vedi il verso 22): “Se farete un passo di fede e confiderete in Me, vi donerò una raccolta durante il sesto anno che vi basterà come provvigione per tre anni”.
Credo che il Signore qui stia dicendo qualcosa d’importante, ed è che non importa quali siano le circostanze, Egli provvede sempre per coloro che confidano in Lui e Gli ubbidiscono.

FESTA DEL GIUBILEO

La storia della festa giudaica del giubileo si trova in Levitico 25. Quest’osservanza inizia col comandamento del Signore per cui Israele consentisse alla terra di riposare dalle coltivazioni ogni settimo anno. Il settimo anno doveva essere sabbatico, un anno in cui la terra sarebbe rimasta a maggese. Durante quell’anno, il popolo non doveva fare alcun tipo di semina, di raccolta di frutta o di qualsiasi altro prodotto: “Per sei anni seminerai il tuo campo, per sei anni poterai la tua vigna e ne raccoglierai i frutti; ma il settimo anno sarà un sabato di riposo per la terra, un sabato in onore dell'Eterno; non seminerai il tuo campo né poterai la tua vigna” (Levitico 25:3-4).

Dio letteralmente chiudeva ogni attività agricola per un anno intero. Ciò significava che Israele avrebbe dovuto vivere per quel periodo senza alcun mezzo visibile di mantenimento. Avrebbero dovuto affidare la loro vita completamente nelle mani di Dio, confidando in Lui per ogni sostentamento.

Certo, ciò richiedeva molta fede. Pensaci: per un anno intero non ci sarebbe stato alcun raccolto di grano per il cibo…nessun raccolto di frumento per il bestiame…nessun lavoro per gli agricoltori…nessun impiego per i custodi delle vigne. La maggior parte dei cristiani oggi andrebbe nel panico dopo una sola settimana, molto meno di un anno. Infatti, gli israeliti si chiedevano: “Cosa faremo per ottenere cibo durante il settimo anno? Come sfameremo le nostre famiglie, il nostro bestiame? Consumeremo tutto ciò che abbiamo nel sesto anno, proprio prima dell’anno sabbatico. Dobbiamo restare seduti pigramente mentre i nostri figli sono affamati? Dio si aspetta davvero che guardiamo le viti marcire nelle vigne?”

Ma Dio aveva uno scopo chiaro nel comandare un anno sabbatico per la terra. Serviva a rivelare la Sua fedeltà per il Suo popolo. “Se dite: ‘Che mangeremo il settimo anno, visto che non semineremo e non faremo raccolta?' Io disporrò che la mia benedizione venga su di voi il sesto anno ed esso vi darà una raccolta sufficiente per tre anni” (versi 20-21).

Che promessa incredibile! Dio stava garantendo a Israele una triplice raccolta (vedi il verso 22): “Se farete un passo di fede e confiderete in Me, vi donerò una raccolta durante il sesto anno che vi basterà come provvigione per tre anni”.

Credo che il Signore qui stia dicendo qualcosa d’importante, ed è che non importa quali siano le circostanze, Egli provvede sempre per coloro che confidano in Lui e Gli ubbidiscono.

lunedì 19 novembre 2012

DIO È ALL’OPERA IN TUO FAVORE by Gary Wilkerson

Le mura della città di Gerusalemme erano in ricostruzione ma Nehemia vedeva peccato, legami e scoraggiamento vincere il cuore del popolo.

“Così, appena le porte di Gerusalemme cominciavano ad essere al buio…io ordinai che le porte fossero chiuse e che non si riaprissero fin dopo il sabato” (Nehemia 13:19).

In questo passo, Nehemia è un tipo dello Spirito Santo e lo Spirito di Dio sta dicendo: “Conosco la vostra propensione, i vostri impulsi. So che la tentazione sarà quella di prendersi il Sabato e renderlo così profano…e vi dimenticherete di Me”. Così, ancor prima che facesse buio, Nehemia chiuse le porte.

Il tuo Padre celeste è all’opera nella tua vita per risolvere i tuoi problemi prima ancora che tu sappia di avere un problema. Dio è all’opera in tuo favore prima ancora che il peccato giunga, prima ancora che prenda possesso. Dio è all’opera! I vecchi puritani la definivano grazia preventiva, grazia all’opera prima che la tentazione arrivi. Prima ancora che Adamo ed Eva uscissero dal Giardino, prima ancora che il peccato iniziasse ad impossessarsi del frutto, Dio disse al serpente: “Il Figlio (stava parlando di Suo Figlio, Cristo Gesù) ti frantumerà il capo” (Genesi 315, parafrasi mia). Dopo aver ingannato Adamo ed Eva, prima che Satana strisciasse fuori e iniziasse a muoversi in tutto il mondo per ingannare i figli di Adamo ed Eva, Dio disse: “Ho un piano in azione”.

Non è Dio che resta in panchina e dice: “Se cadi in quel peccato, vieni a Me e ravvediti e io ti perdonerò ancora”. Sì, Egli agisce così, ma fa molto più di questo. Dio sta operando in tuo favore prima ancora che la tentazione ti raggiunga, edificando un muro attorno nella tua vita. Egli sta edificando in te grazia e maturità, portandoti attraverso un processo spirituale della tua crescita in cui vieni fortificato, regola su regola, precetto su precetto.

Dio sta già pianificando la tua vittoria!

venerdì 16 novembre 2012

LIBERAZIONE DA SODOMA

La maggior parte di noi pensa a Sodoma come a un tipo di città moderna malvagia come San Francisco, New York o New Orleans. Ma la verità è che abbiamo solo bisogno di guardare nei nostri cuori per trovare Sodoma. Tutti nasciamo con una natura sodomita, un cuore eccessivamente malvagio, ripieno di ogni sorta di cose cattive. “Nel vostro cuore voi concepite invece malvagità; le vostre mani dispensano sulla terra violenza” (Salmo 58:2).
Credo che il seguente passo riveli come Dio ci tragga in salvo da Sodoma:

“Poiché la sua divina potenza ci ha donato tutte le cose che appartengono alla vita e alla pietà, per mezzo della conoscenza di colui che ci ha chiamati mediante la sua gloria e virtù, attraverso le quali ci sono donate le preziose e grandissime promesse, affinché per mezzo di esse diventiate partecipi della natura divina, dopo essere fuggiti dalla corruzione che è nel mondo a motivo della concupiscenza” (2 Pietro 1:3-4).

Dio viene a noi nella nostra condizione di legame e illusione con potenti promesse di liberazione totale. Egli dice: “Io mi impegno solennemente a liberarti e custodirti dall’iniquità. Ti darò un cuore che Mi ubbidisca, quindi ora lascia che le Mie promesse ti afferrino”.

Quale magnifica verità liberatrice. Veniamo condotti fuori dal peccato mentre ci afferriamo alle promesse di Dio. Pensaci per un momento. Pietro dice che i credenti ai quali indirizzava quest’epistola erano “fuggiti dalla corruzione che è nel mondo a motivo della concupiscenza” (verso 4). Come fecero questi cristiani a fuggire dal peccato? Avevano ricevuto potenza divina, vita e santità, mediante la fede nelle promesse di Dio.

Amato, tuo Padre vuole che tu conosca la pienezza della gioia in Cristo. Quella gioia irromperà soltanto quando sarai liberato dalla potenza del peccato. Dunque, permetti allo Spirito Santo di sondare nelle profondità delle tue concupiscenze e rimuovere ogni cosa che non somiglia a Cristo. Prega il Signore ora:
“Oh, Padre, sono d’accordo con Te riguardo il mio peccato. Il tanfo del mio compromesso è arrivato fino al cielo e so che deve scomparire immediatamente. Signore, ricevo il tuo amorevole, divino ultimatum e depongo ogni cosa davanti a Te. Brucia ogni cosa malvagia in me e fa che le Tue promesse afferrino il mio cuore. Guidami al monte della Tua santità”.

giovedì 15 novembre 2012

PROSEGUI VERSO LA PIENEZZA IN DIO

Lot sarebbe morto a Sodoma se Dio non avesse preso in mano la situazione. Il Signore afferrò letteralmente Lot e la sua famiglia e li spinse fuori dalla città: “Ma siccome egli si indugiava, quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, perché l'Eterno aveva avuto misericordia di lui, lo fecero uscire e lo condussero in salvo fuori della città” (Genesi 19:16).

Quale gloriosa immagine di grazia! Mentre Lot indugiava sull’orlo della distruzione, senza forza o volontà per liberarsi, Dio condusse quest’uomo confuso, illuso e legato dal peccato prendendolo per mano e conducendolo verso la salvezza. Egli stava in pratica dicendo a Lot: “Io ti amo, e non lascerò che tu muoia in questo olocausto. Sei un uomo giusto, Lot, e io ti ho avvertito. Ora, vieni!”

“Perché, mentre eravamo ancora senza forza, Cristo a suo tempo è morto per gli empi” (Romani 5:6). Il significato letterale di senza forza qui è “senza capacità o volontà”. Dio dice di essere disposto ad agire per noi perché noi non abbiamo nulla da offrire.

Il Signore aveva un’ulteriore direttiva per Lot: “Fuggi per salvare la tua vita! Non guardare indietro e non ti fermare in alcun luogo della pianura; salvati al monte che tu non abbia a perire!” (Genesi 19:17). Il monte qui rappresenta la presenza di Dio, un luogo in cui stare da soli con Lui. Vediamo quest’immagine ripetersi in tutta la Scrittura: fu su un monte che Mosè venne toccato dalla gloria di Dio…che Cristo venne trasfigurato davanti ai Suoi discepoli…che Gesù cercava il Padre in preghiera. Tutte queste cose avvennero su un monte.

“Grande è l'Eterno e degno di somma lode nella città del nostro Dio, sul suo monte santo” (Salmo 48:1). “Venite, saliamo al monte dell'Eterno, alla casa del Dio di Giacobbe; egli ci insegnerà le sue vie e noi cammineremo nei suoi sentieri” (Isaia 2:3). Il messaggio qui è: “Quando Dio ti libera mediante la tua fede nelle Sue promesse, corri dritto al monte della Sua santità!”

Lot non era ancora disposto a correre alla presenza di Dio; piuttosto, chiese a Dio di fargli fare una deviazione a Zoar. Disse: “Io non riuscirò a raggiungere il monte prima che il disastro mi sopraggiunga ed io perisca” (Genesi 19:19).

Dio lo permise e Lot infine giunse sul monte, ma una volta lì, accadde qualcosa di peggiore di Sodoma. Lot si ubriacò e venne sedotto dalle sue due figlie che gli diedero figli per mezzo di atti incestuosi. Che immagine tragica! E tutto accadde perché Lot, sebbene liberato, non volle proseguire verso la pienezza in Dio.

mercoledì 14 novembre 2012

SMETTI DI CERCARE DI FAR PACE COL TUO PECCATO

“Chiamarono Lot…Dove sono gli uomini che sono venuti da te questa notte? Portaceli fuori, affinché li possiamo conoscere!” (Genesi 19:5). Alla fine, per Lot arrivò il giorno della resa dei conti. Una folla selvaggia di uomini sodomiti circondarono la sua casa, sbattendo sulla porta e gridando oscenità. Costoro pretendevano che Lot mandasse fuori i due angeli che alloggiavano da lui per poterli violentare.

Che scena orribile! La reazione di Lot fu di cercare di strappare un accordo a quegli uomini. Sembra che Lot fosse un giudice a Sodoma, perché sedeva alle porte della città. Aveva la reputazione di protettore, così cercò di ragionare con la folla. Si spinse persino a definirli “fratelli”, dimostrando di aver preso il peccato di Sodoma troppo alla leggera.

“Deh, fratelli miei, non comportatevi in modo così malvagio! Sentite, io ho due figlie che non hanno conosciuto uomo; deh, lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi pare; ma non fate nulla a questi uomini” (versi 7-8).

Un teologo scrive che Lot sapeva che le sue figlie non erano in pericolo perché quegli uomini erano omosessuali. Forse Lot ragionò fra sé e sé: “Questi uomini sono sodomiti che cercano divertimento e cercano di soddisfare la loro lussuria perversa. Non sono una minaccia per le donne. Se mando fuori le mie figlie, domani mattina torneranno a casa illese”.

Che follia! Seppure questo fosse stato vero, Lot avrebbe tentato di sostituire un peccato con un altro. Non si può negoziare con la lussuria!

Lot, un esempio di cosa un peccato nascosto può fare a un uomo giusto, era chiaramente illuso. Il suo peccato aveva prodotto in lui una condizione talmente pericolosa che avrebbe arreso qualsiasi cosa, inclusa la sua cara famiglia, per salvare la faccia.

Quest’uomo non era pronto ad affrontare la realtà. Stava tirando alle lunghe la sua resa dei conti, ancora contrattando e patteggiando, cercando di rimandare la liberazione di Dio nella sua vita. E, amato, questo è l’atteggiamento di molti cristiani oggi. Si autoconvincono: “Il mio Dio è un Dio di misericordia. Lui mi ha liberato dal peccato in passato e lo farà di nuovo”.
No! Dio, attraverso questo passo, ti sta dicendo: “Basta negoziare. Basta barattare un peccato minore per uno maggiore. Deve sparire tutto quanto!”

DEJA DE HACER LAS PACES CON TU PECADO

“Y llamaron a Lot… ¿Dónde están los varones que vinieron a ti esta noche? Sácalos, para que los conozcamos” (Génesis 19:5). El día de cuentas finalmente llegó para Lot. Una turba salvaje de hombres sodomitas rodeó su casa, aporreando la puerta y gritando obscenidades. Ellos demandaban que Lot mandara afuera a los dos ángeles que estaban quedándose allí para que pudieran violarlos.

¡Qué horripilante escena! Y aun así la reacción de Lot era tratar de llegar a un acuerdo con los hombres. Al parecer Lot era un juez en Sodoma, porque se sentaba a las puertas de la ciudad. Tenía la reputación de proteger, entonces trató de razonar con la turba. Incluso fue tan lejos que los llamó “hermanos” – lo que prueba que él había tomado el pecado de Sodoma demasiado ligeramente.

“Os ruego, hermanos míos, que no hagáis tal maldad. He aquí ahora yo tengo dos hijas que no han conocido varón; os las sacaré fuera, y haced de ellas como bien os pareciere; solamente que a estos varones no hagáis nada” (Versos 7-8).

Un teólogo escribió que Lot sabía que sus hijas no estaban en peligro pues estos hombres eran homosexuales. Quizás Lot razono consigo mismo: “Estos hombres son homosexuales en fiesta, buscando satisfacer sus lujurias perversas. No son una amenaza para mujeres. Si envío mis hijas afuera, ellas volverán mañana por la mañana sin daño alguno.”

¡Qué imprudente! Incluso si eso fuera cierto, Lot habría tratado de reemplazar un pecado por otro. ¡Es imposible negociar con la lujuria!

Lot es un ejemplo de lo que un pecado escondido puede hacerle a un hombre justo. Él estaba claramente engañado. Su pecado había producido en él una condicion tan peligrosa que él hubiese renunciado a todo, incluyendo a su amada familia, para guardar las apariencias.

Este hombre no estaba listo para enfrentar la realidad. El estaba posponiendo su momento de juicio, aun haciendo tejes y manejes, tratando de retrasar la liberación de Dios en su vida. Y, amados, esa es la actitud de muchos cristianos hoy en día. Ellos se convencen a sí mismos: “Mi Dios es un Dios de misericordia. Él me liberó de mi pecado antes y lo hará de nuevo”.

¡No! Dios está diciéndote a través de este pasaje: “No más negociaciones. No más transar un pecado más ligero por uno más pesado. ¡Todo se tiene que ir!”

martedì 13 novembre 2012

DOBBIAMO PRENDERE DIO IN PAROLA

“E l'Eterno disse…il grido che sale da Sodoma e Gomorra è grande e…il loro peccato è molto grave” (Genesi 18:20). Tutti amiamo udire della misericordia, della grazia e della longanimità di Dio. Ma non vogliamo affrontare il fatto che un giorno, presto, Egli verrà contro tutto ciò che appartiene a Sodoma.

Così Dio rivelò la Sua natura a Mosè: “L'Eterno passò davanti a lui e gridò: «L'Eterno, l'Eterno Dio, misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in benignità e fedeltà, che usa misericordia a migliaia, che perdona l'iniquità, la trasgressione e il peccato” (Esodo 34:6-7). Ma nella frase successiva, Dio aggiunge: “[Egli] non lascia il colpevole impunito, e che visita l'iniquità dei padri sui figli e sui figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione” (verso 7).

Il Signore stava dicendo: “Non ammiccherò al peccato! Sì, sono misericordioso e longanime, ma arriva il tempo in cui la mia pazienza col vostro peccato sta per finire. E allora Sodoma brucerà!”

Due angeli si recarono da Lot e lo avvertirono: “Levati, prendi tua moglie e le tue figlie che si trovano qui, affinché tu non perisca nel castigo di questa città” (Genesi 19:15).

Sembra che Lot non abbia preso seriamente questo avvertimento, perché dormì fino al mattino seguente e gli angeli dovettero svegliarlo. I suoi generi devono aver pensato: “Se avesse davvero creduto all’avvertimento, ora sarebbe in fuga lontano da qui. Lui non ci crede, perché dovremmo noi?” Questa dovrebbe essere una lezione per tutti noi. Abbiamo bisogno di vivere come se Cristo stia per ritornare affinché gli altri ascoltino la nostra testimonianza.

Credo in quelli che vengono definiti “ultimatum divini”, momenti in cui lo Spirito Santo sa che il tuo peccato sta per condurti alla rovina. Il Signore viene a te e dice: “Io sono il Dio di grazia e voglio liberarti da tutto questo. Ora, allontanati dal tuo peccato. Ubbidisci alla Mia Parola!”

Questi ultimatum si trovano in tutta la Bibbia. Ad esempio, il libro degli Atti ci dice che Anania e Saffira furono avvisati di non contristare lo Spirito Santo mentendogli. Ma loro disobbedirono e mentirono, e caddero immediatamente a terra, morti (vedi Atti 5).
Non importa quanto preghi o digiuni o quanto tu sia fedele nell’opera di Dio; se non credi che Dio si occuperà seriamente del tuo peccato, sei nell’inganno!

lunedì 12 novembre 2012

LIBERO DAI LEGAMI

Vorrei parlare con te sul come restare liberi dai legami e dalla schiavitù. Come possiamo restare nella vittoria? Come possiamo camminare nella costanza di non dover ritornare alle cose che una volta ci affliggevano? E non parlo solo di peccato. A volte il bagaglio emotivo col quale siamo cresciuti può far sì che ci portiamo dietro determinati modelli di vita. Ad esempio, alcuni potrebbero aver sperimentato una serie di delusioni contro le quali lottare.

Esiste un modo non solo per liberarsi ma per restare liberi? Esiste un modo non solo per ottenere vittoria ma anche per conservarla? Esiste un modo affinché troviamo vittoria in Gesù Cristo? Una vittoria gloriosa, prevalente, sostenuta, potente, duratura?

Penserai che ci vorranno dieci anni di consulenza per ottenere vittoria, o vent’anni prima che un processo di maturazione avvenga nella tua vita, ma Gesù può arrivare e liberarti istantaneamente. Lui non solo ti libererà, ma farà sì che tu continui a camminare in quella libertà.

Quando Nehemia si recò a Gerusalemme per supervisionare la ricostruzione delle mura, tutti sembravano pensare che sarebbe stato un lungo processo. Le persone che accompagnavano Nehemia, per la maggior parte schiavi e servi, non avevano molte risorse, ma si concentrarono sul lavoro. Avevano una passione nella loro anima per le cose di Dio e ricostruirono le mura della città in soli cinquantadue giorni. Abbiamo bisogno di avere quello stesso tipo di passione, quell’attitudine che dice: “Non si tratta di me, si tratta di Gesù. Non si tratta dei miei scopi, progetti e ambizioni, si tratta soltanto di Lui”.

Fissa il tuo sguardo su Gesù e Lui ti stabilirà e farà sì che tu prosperi. Egli farà sì che tu ti rialzi e sia reso libero ed Egli ti renderà in grado di restare libero nelle cose di Dio.

“Siamo più che vincitori mediante Colui che ci ha amati” (Romani 8:37).

venerdì 9 novembre 2012

L’ANTICO TESTAMENTO È ANCORA IMPORTANTE?

Una volta ho sentito un ministro dire all’uditorio: “L’Antico Testamento non è più rilevante ai nostri giorni, non c’è più bisogno di studiarlo”.

Quanto si sbagliava! Un motivo per cui amo leggere l’Antico Testamento è perché spiega il Nuovo in termini chiari e semplici. Nell’Antico Testamento, per esempio, Israele è un tipo della chiesa e l’Egitto rappresenta il mondo. Il viaggio d’Israele nel deserto rappresenta la nostra opera spirituale come cristiani. Inoltre, il legno che guarì le acque a Mara è un tipo della croce di Cristo e la roccia che produsse acqua nel deserto è un tipo del nostro Salvatore.

La Scrittura rende chiaro che tutte le battaglie fisiche di Israele rispecchiano le nostro battaglie spirituali oggi: “Or tutte queste cose avvennero loro come esempio, e sono scritte per nostro avvertimento, per noi, che ci troviamo alla fine delle età” (1 Corinzi 10:11). Persino il tabernacolo e il suo arredo sono esempi di realtà celesti: “I quali servono di esempio ed ombra delle cose celesti, come fu detto da Dio a Mosè, quando stava per costruire il tabernacolo: «Guarda», egli disse, «di fare ogni cosa secondo il modello che ti è stato mostrato sul monte” (Ebrei 8:5).

Tutti questi esempi veterotestamentari intendono custodirci dal cadere nell’incredulità, come fece Israele. Lo scrittore agli Ebrei dice: “Diamoci da fare dunque per entrare in quel riposo, affinché nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza” (4:11). In altre parole: “Studiate l’Antico Testamento e imparate dall’esempio d’Israele. Non commettete gli stessi errori che commisero loro!”

Ogni volta che non comprendo una verità nel Nuovo Testamento, mi rivolgo all’Antico per trovarla illustrata in modo diverso. Per esempio, diciamo che voglio imparare come distruggere mura spirituali che il diavolo ha edificato nella mia vita. Vado alla storia di Giosuè per vedere in che modo le mura di Gerico furono fatte cadere. La battaglia fisica d’Israele con quelle mura mi fornisce un’immagine e un modello per aiutarmi a capire come io posso far crollare tutte le mura che mi trattengono dal raggiungere la pienezza in Cristo.

giovedì 8 novembre 2012

NON OBBEDIRONO MAI

I figli d’Israele amavano ascoltare la potente predicazione di Ezechiele, ma non le obbedirono mai. “Così vengono da te come fa la gente, si siedono davanti a te come il mio popolo e ascoltano le tue parole, ma non le mettono in pratica; con la loro bocca, infatti, mostrano tanto amore, ma il loro cuore va dietro al loro ingiusto guadagno. Ecco, tu sei per loro come una canzone d'amore di uno che ha una bella voce…essi ascoltano le tue parole, ma non le mettono in pratica” (Ezechiele 33:31-32).

Molti dopo il culto si avvicinano a me, mi abbracciano e mi dicono: “Pastore, che parola potente hai predicato”. Ma mentre si allontanano, lo Spirito Santo mi sussurra: “Non hanno ascoltato nemmeno una parola di quello che hai detto!”

La lettera agli Ebrei ci offre un ammonimento potente: “Perciò, come dice lo Spirito Santo: Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori come nella provocazione, nel giorno della tentazione nel deserto” (Ebrei 3:7-8). “Chi furono infatti quelli che, avendola udita, lo provocarono [si ribellarono]?”. Questi versi mostrano chiaramente che la durezza non è legata all’ateismo, al comunismo o a qualsiasi altro “ismo”, ma, piuttosto, all’udire e poi non mettere in pratica la Parola di Dio.

Israele ascoltava con gioia le potenti predicazioni del profeta Isaia, ma continuavano a giustificare i loro peccati, definendo il male bene e il bene male. Così Dio istruì Isaia; “Va' e di' a questo popolo: Ascoltate pure, ma senza comprendere, guardate pure, ma senza discernere! Rendi insensibile il cuore di questo popolo, indurisci i suoi orecchi e chiudi i suoi occhi, affinché non veda con i suoi occhi, né oda con i suoi orecchi né intenda con il suo cuore, e così si converta e sia guarito” (Isaia 6:9-10).

Dio sapeva che gli Israeliti non erano disposti ad abbandonare i loro peccati schiaccianti. Amavano troppo i loro piaceri carnali e le loro empie compagnie. Così il Signore disse a Isaia: “Queste persone non cambieranno mai il loro cuore, e da ora in poi, non dirò loro nemmeno una parola. Piuttosto, voglio che li esorti nella loro durezza, Isaia. Così forse alcuni ascolteranno prima che sia troppo tardi!”

Per dirla in parole semplici, Dio richiedeva un’arresa totale dal Suo popolo. Ringrazio Dio per le migliaia di cristiani che hanno iniziato il loro cammino con Gesù nel modo giusto, amando la verità e ubbidendo alla Sua Parola. Quando hanno abbandonato le vie della carne, si sono innamorati del Signore e la Sua Parola è diventata per loro una luce sul sentiero.

mercoledì 7 novembre 2012

QUESTO È UN TEST

Fai questo test per vedere se hai già intrapreso i primi passi verso la durezza di cuore.

1. Quante volte hai sentito messaggi sui pericoli del trascurare la preghiera quotidiana e la lettura della Bibbia?

Se trascuri la tua preghiera personale, se pensi che pregare in chiesa sarà sufficiente per soddisfare tutti i tuoi bisogni, non sopravvivrai mai ai difficili giorni a venire. Se non presterai attenzione alla Parola, volta a guarirti e fortificarti nei momenti buoni, come potrai mai trovare potenza per vincere nei giorni difficili che stanno per arrivare? Avere una conoscenza personale del tuo Padre celeste è l’unico modo per prepararti a ciò che sta per venire!

2. Quante volte sei stato avvertito delle terribili conseguenze del pettegolezzo?

A volte, i miei avvertimenti sul soggetto del pettegolezzo sono stati come pioggia dolce e gentile, mentre altre volte sono stati come tuoni rombanti. Volta dopo volta, gli israeliti furono avvertiti dei pericoli di tale peccato. Ma essi persistettero nel disobbedire al Signore e questo li portò a una vita di miseria in un deserto infestato da serpenti. Pettegolezzo e mormorio costarono tutto a Israele.

Hai detto qualcosa contro un fratello o una sorella nelle scorse settimane, qualcosa che non avresti mai avuto il coraggio di ripetere? O hai ascoltato pettegolezzi su quella persona? Se è così, hai permesso che il seme del dubbio si radicasse nel tuo cuore a suo riguardo? Se continui a spettegolare alla luce di tutti gli avvertimenti che hai sentito, ti sei avviato per il sentiero della durezza di cuore.

3. Quanti avvertimenti hai sentito contro il nascondere un peccato segreto?

Che dici di quel peccato nascosto, quello del quale lo Spirito di Dio ti ha parlato continuamente? Negli anni ho scritto molti ammonimenti sui pericoli di flirtare con un peccato segreto. Tuttavia, non solo ho predicato contro il peccato, ma ho insegnato sulla potenza della resurrezione di Dio. Ho predicato che il Signore ci conferisce potenza vincitrice mediante lo Spirito Santo e mette una volontà nel nostro cuore di fare il bene.

Colui che osa sedere e ascoltare amorevoli ammonimenti settimana dopo settimana e comunque continua a peccare è diretto sul sentiero della durezza di cuore. Non essere una persona del genere!

martedì 6 novembre 2012

DUREZZA DI CUORE

“L'uomo che irrigidisce il collo quando è ripreso, sarà improvvisamente spezzato senza alcun rimedio” (Proverbi 29:1).

Il termine ebraico per ripreso in questo verso si riferisce all’insegnamento correttivo. E le parole senza rimedio significano “senza una cura, senza alcuna possibilità di liberazione”. Questo verso innanzitutto ci dice che la durezza di cuore arriva come risultato per aver ripetutamente rifiutato gli avvertimenti e messo da parte ogni corteggiamento della verità. Secondariamente, ci dice che, col tempo, una tale durezza diventa impossibile da curare. Dunque, chi sono le persone che più spesso odono tali avvertimenti? Si presume che siano i cristiani, coloro che siedono nella casa di Dio ogni settimana ad ascoltare sermoni di esortazione.

Ti chiederai: “Cos’è esattamente un cuore duro?” è un cuore determinato a resistere nell’ubbidire alla Parola di Dio, impossibile da smuovere e immune alle convinzioni e gli avvertimenti dello Spirito Santo.

La tragica verità è che nonostante aver udito messaggi infuocati mandati dal cielo, migliaia di cristiani non mettono in pratica quello che ascoltano. Si rifiutano di permettere a Dio l’accesso a determinate aree della loro vita e, mentre continuano ad ascoltare senza tenerne conto, la durezza inizia a mettere radici.

Al contrario, esistono molti peccatori la cui durezza di cuore è stata curata. All’inizio maledicevano Cristo e scuotevano un pugno adirato contro il volto di Dio. Ma quando hanno udito il vangelo e hanno avvertito il puro e amorevole rimprovero dello Spirito Santo, i loro cuori si sono sciolti. Si sono ravveduti e si sono convertiti a Gesù.

La vita del figlio di Madalyn Murray O’Hair ne è un esempio. Era stato cresciuto in una delle case probabilmente più atee d’America, in seguito lavorò per sua madre, facendo crociate contro Dio e la religione. Ma quando udì l’evangelo venne gloriosamente salvato e divenne un ministro, predicando Cristo invece di maledirlo. La durezza di quest’uomo era curabile, perché non era stato a sentire prediche di ammonimento rifiutandole del continuo.

Secondo la mia esperienza, i cuori più duri, di quelli incurabili, sono sempre stati a portata d’orecchio di una predicazione unta dallo Spirito Santo. Una tale durezza non esiste in chiese fredde, morte e formali in cui l’evangelo è corrotto da generazioni. No, essa si ritrova sempre in una chiesa in cui dal pulpito viene predicata una parola pura che continua ad essere rifiutata nei banchi.

venerdì 2 novembre 2012

RAVVIVARE IL CUORE

La prima volta che sei venuto al Signore è stato solo perché volevi qualcosa da Lui? Ti sei rivolto a Dio per disfarti del vizio della droga, affinché il tuo matrimonio venisse ristorato, per essere liberato da problemi economici?

La verità è che Cristo opererà miracoli per te. Egli farà l’impossibile nella tua vita. Ma se vai a Lui sol per ricevere qualcosa da Lui, solo per essere liberato dai tuoi problemi, non crescerai di un centimetro in maturità. Anzi, ciò t’indurirà.

Ripensa al tempo della tua conversione. Avvenne dopo che qualche locusta si era mangiato tutto? La tua salute era debilitata? Uno dei tuoi figli era nei guai? Eri finito nella devastazione, la morte e la rovina aleggiavano su te?

Ti prego, non mi fraintendere. Certo, Dio ama salvare le persone che si trovano in rovina. Quando tutto è perduto, Egli è sempre vicino e fedele da liberare. Ma, amato, non puoi andare a Gesù solo per ottenere sollievo. Devi andare a Lui perché Egli è Dio e perché Lui merita la tua vita, la tua adorazione e la tua obbedienza.

In questo momento forse stai dicendo: “Sì, ammetto di aver trascurato la Parola di Dio e di essere ancora legato da un peccato schiacciante. Mi sono allontanato troppo per ricevere il tocco di guarigione di Dio?”

No, affatto! Se oggi inizierai a invocare il Signore, in mezzo al tuo bisogno, Egli ti donerà tempi di refrigerio. Ogni qualvolta porterai a Lui un cuore davvero pentito, Egli agirà come tuo mediatore e intercessore, non come tuo giudice.

Vuoi crescere nella maturità in Cristo? Vuoi che il Signore continui a riprenderti con amore e guidarti verso la santità? Allora invocalo oggi. Niente ti custodirà sul sentiero da Lui tracciato per te più di un cuore rotto e contrito!

“Poiché così dice l'Alto e l'Eccelso, che abita l'eternità, e il cui nome è "Santo": Io dimoro nel luogo alto e santo e anche con colui che è contrito e umile di spirito, per ravvivare lo spirito degli umili, per ravvivare lo spirito dei contriti” (Isaia 57:15).

giovedì 1 novembre 2012

LA MISSIONE IMPOSSIBILE

“Perché il Figlio dell'uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto” (Luca 19:10). Cristo disse: “Sono venuto in questo mondo per una ragione: raggiungere e salvare le anime perdute”. Tuttavia, questa non fu solo la missione di Gesù, Egl la rese anche la nostra missione: “Andate per tutto il mondo e predicate l'evangelo a ogni creatura” (Marco 16:15).

Gesù qui parlava ad un piccolo gruppo di credenti, circa 120 persone che s’erano radunate nell’alto solaio. E che compito impossibile aveva posto dinanzi a loro!

“Andate a nazioni straniere, vivete con quei popoli e studiate la loro lingua. Imponete le mani sui malati, scacciate i demoni, proclamate la buona notizia. Andate fino al trono di Satana e predicate la potenza e la vittoria del Salvatore risorto”.

Dobbiamo renderci conto che Gesù stava parlando a uomini e donne ordinari, insignificanti, incolti. Stava ponendo il futuro stesso della Sua Chiesa sulle loro spalle. Dovevano sentirsi sopraffatti.

Riesci a immaginare la conversazione che deve aver avuto luogo una volta che il loro Maestro era asceso al cielo? “Ho sentito bene? Come potremo iniziare una rivoluzione a livello mondiale? Non abbiamo un soldo e i romani ci maltrattano e ci uccidono. Se siamo trattati così a Gerusalemme, come saremo trattati quando testimonieremo e predicheremo a Roma?”

Qualcun altro avrà detto: “Come può il nostro Signore aspettarsi che andiamo per tutto il mondo a portare l’evangelo quando non abbiamo nemmeno abbastanza denaro per recarci a Gerico? Come impareremo le lingue se non abbiamo un’istruzione? Tutto ciò è impossibile”.

Si trattava in effetti di una missione impossibile. Eppure, la nostra sfida oggi è altrettanto sconfortante!

Se tutti quelli che leggono questo messaggio permettessero allo Spirito Santo di rendere questa parola reale per loro, cercarlo per avere il Suo peso e la Sua guida, non si potrà dire che tipo di messe lo Spirito potrebbe raccogliere. La verità è che le opere maggiori che durano per l’eternità non si fanno in crociate di massa, ma con un santo che raggiunge un’anima perduta.