martedì 30 settembre 2014

HANNO MESSO SOTTOSOPRA IL MONDO

“Quelli che hanno messo sottosopra il mondo sono venuti anche qua” (Atti 17:6). Il mondo di chi è sottosopra? È quel circolo religioso dove nessuno prende la signoria di Cristo seriamente.

La moglie di un ministro a New York mi ha detto, “La chiesa di Times Square ha turbato quasi tutte le chiese carismatiche in città! Lo sai questo, vero?” Io non lo sapevo. Non so se, in realtà, sia vero. Ma se lo è, e se lo è a motivo dell’arroganza di questo pulpito o delle persone che vanno in giro a vantarsi che questa sia l’unica chiesa che predica la vera santità, allora saremmo in un grande errore. Ma d’altro canto, se i ministri e le congregazioni vengono messe “sottosopra” perché predichiamo l’indiscussa signoria di Cristo – se le persone lasciano alcune di quelle chiese perché il loro peccato non viene esposto e sfidato – se le persone escono da qui e diventano più simili a Gesù, camminando nella Sua purezza – allora stiamo turbando la gente per i motivi giusti!

Posso assicurarvi dalla Parola di Dio che nulla scuote o fa infuriare delle chiese e dei predicatori morti e compromessi più di qualcuno che si muove nella pienezza di Cristo – qualcuno che vive e predica il vangelo impegnativo di santità che predicava Paolo. È un rimprovero! In ogni chiesa troverai qualche cristiano “devoto”, come li chiama Paolo. Ma il giorno in cui dirai con Paolo, “Ritengo anche tutte queste cose essere una perdita di fronte all'eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù” (Filippesi 3:8), quello sarà il giorno in cui sarai marchiato come agitatore!

“Allora i fratelli fecero subito partire di notte Paolo e Sila” (Atti 17:10). Ancora una volta sembrava come se Satana avesse vinto la battaglia, dato che Paolo e Sila dovettero sgattaiolare via dalla città nel buio della notte. Immagina la fiera sbruffoneria delle persone il sabato seguente: “Ah che risveglio! Noi eravamo qui prima che loro arrivassero e siamo qui dopo che se ne sono andati. Le persone non vogliono quel tipo di predicazione dalle nostre parti! Proseguiamo con Dio senza altre interruzioni da parte di questi agitatori di santità!” Ma Paolo e Sila avevano talmente distolto lo sguardo dei convertiti da loro stessi verso Gesù che poterono lasciare la città sapendo che quel corpo di credenti avrebbe continuato a crescere lì. Sotto la persecuzione, la chiesa di Tessalonica divenne così forte nella fede da divenire una testimonianza potente in tutta l’Asia. E divenne la gioia del cuore di Paolo!

lunedì 29 settembre 2014

ADEMPIENTI AL PATTO by Gary Wilkerson

La gloria del Nuovo Patto fu evidente sul monte della trasfigurazione, dove Gesù aveva condotto tre dei Suoi discepoli. “Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello, e li condusse sopra un alto monte, in disparte; e fu trasfigurato alla loro presenza: la sua faccia risplendette come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui” (Matteo 17:1-3).

La gloria fu così immensa che per un momento uno scorcio del paradiso irruppe nel regno terreno. Improvvisamente, i discepoli – Pietro, Giacomo e Giovanni – videro Mosè ed Elia parlare con Cristo. Pietro fu talmente meravigliato da gridare, “Dobbiamo costruire tre tende qui”. Pietro stava osservando diversi patti di Dio tutt’insieme – in Gesù, in Mosè e nei profeti.

Ma Dio il Padre rimosse Mosè (la legge) ed Elia (i profeti) dalla visione di Pietro, dicendo, “Mio Figlio racchiude tutta la legge e i profeti, l’interezza di ogni patto – tutto ciò di cui l’umanità avrà mai bisogno. Ora hai un solo comandamento, Pietro, ed è quello di concentrarti su Cristo. Quando mai come ama Lui, col Mio Spirito in te, tu adempi tutta la legge di Mosè e dei profeti. La legge non è la forza motrice della tua vita – lo è Gesù” (vedi Matteo 17:5).

Che momento di rivelazione per Pietro – e per noi oggi! Adempiere la legge di Dio non è il motivo per cui leggiamo le nostre Bibbie o preghiamo. Lo facciamo per conoscere il nostro amorevole Padre. Allo stesso modo, agli occhi del Padre, tutti i bisogni dell’umanità sono soddisfatti completamente in Gesù. Ecco perché, quando Dio oggi ci guarda, Egli non vede persone che trasgrediscono continuamente il Suo patto. Piuttosto, Egli vede in noi i segno di Suo Figlio e quindi guarda a noi come adempienti al patto!

Dio non vede un elenco di fallimenti affianco a un elenco di buone opere con un enorme abisso fra i due. Egli non vede affatto le nostre opere. Egli vede solo Suo Figlio in noi. E nel farlo, Egli ci conferisce tutti i benefici del patto col Figlio. Tutto il perdono è nostro. Tutta la pace è nostra. L’essere completamente accettati è nostro. Tutta la grazia abbondante in noi, a dispetto del nostro essere su o giù, dei nostri successi e fallimenti. La Sua grazia per noi non cambia mai.

venerdì 26 settembre 2014

UNA PAROLA SENZA COMPROMESSI

“Giunsero a Tessalonica, dove c'era la sinagoga dei Giudei. E Paolo, secondo il suo solito, entrò da loro e…presentò loro argomenti tratti dalle Scritture, dichiarando e dimostrando loro, che era necessario che il Cristo soffrisse e risuscitasse dai morti, e dicendo: «Questo Gesù che vi annunzio è il Cristo»” (Atti 17:1-3). I capi della sinagoga di Tessalonica avevano forse condotto riunioni tranquille per anni, indisturbati. Insegnavano diligentemente le Scritture e sembravano molto pii nel loro esteriore.

Allora Paolo, l’agitatore, arrivò sulla scena e in sole tre settimane di predicazione sulla signoria di Gesù, egli mise tutta la zona di Tessalonica sottosopra. Egli sapeva per esperienza che solo pochi devoti avrebbero ascoltato le parole impegnative di Cristo e che la maggior parte non avrebbe abbandonato le proprie tradizioni religiose intransigenti. Egli sapeva anche che sarebbero stati pieni di invidia e di odio per qualsiasi cosa avesse disturbato il loro modo di fare. Paolo dichiarò che la predicazione del suo vangelo provocava subbugli: “Noi abbiamo avuto il coraggio nel nostro Dio di annunziarvi l'evangelo di Dio in mezzo a tante lotte” (1 Tessalonicesi 2:2).

Cosa provocò un’opposizione così violenta? Paolo e Sila non erano rumorosi o provocatori, né derubavano le chiese.

In seguito, in una lettera a quelli di Tessalonica che proseguirono col Signore, Paolo scrisse, “La nostra esortazione infatti non procede da inganno, né da motivi non retti, né da frode…non in modo da piacere agli uomini, ma a Dio che prova i nostri cuori. Noi infatti non abbiamo mai fatto uso di parole di adulazione, come ben sapete, né siamo stati mossi da pretesti di avidità; Dio ne è testimone…Ma siamo stati mansueti fra voi, come una nutrice che alleva teneramente i suoi bambini…eravamo contenti di comunicarvi non solo l'evangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci eravate divenuti cari” (1 Tessalonicesi 2:3-8). Queste persone religiose che per anni avevano agito con contegno e con amore per Dio ora erano indignati. Divennero una folla rabbiosa, assalirono la casa di Giasone e afflissero il popolo e i governanti della città (vedi Atti 17). La causa di tanto clamore fu quella parola senza compromessi: “C'è un altro re…Gesù” (Atti 17:7).

giovedì 25 settembre 2014

SICURO COME UN LEONE

Predico molto sulla preghiera perché credo nella preghiera efficace e fervente del giusto. Ma pregare solamente non scuoterà una città!

Elia era un uomo di preghiera potente, ma fu più che la sua preghiera a scuotere il regno di Acab e far infuriare Jezebel. Egli chiamò i falsi profeti al Monte Carmelo e li sfidò. Jezebel aveva ucciso i profeti di Dio e aveva condotto Israele all’apostasia e a una terribile idolatria che portò all’adorazione di Baal – e nessuno l’aveva mai sfidata! Sebbene settemila credenti non si erano prostrati, essi restavano in silenzio, ignoti e timorosi. Così arrivò Elia, che Acab chiamava “agitatore d’Israele!” (1 Re 18:17). Elia finì al torrente Kishon con una spada in mano, uccidendo centinaia di falsi profeti di Baal, “nel nome di Yahweh”.

Elia non era un gentiluomo col diavolo e la sua gente. Mentre “saltavano intorno all'altare…Elia incominciò a beffarsi di loro” (1 Re 18:26-27). La chiesa ultimamente indietreggia davanti alle potenze delle tenebre a causa della mancanza di santità, perché la Scrittura ci dice, “Il giusto è sicuro come un leone” (Proverbi 28:1). Qualcuno dirà, “Ma Gesù era mite! Lui non aprì mai la Sua bocca e non resistette quando Lo portarono ad essere crocifisso”. Ma ciò fu perché l’ora delle tenebre era giunta, l’ora in cui doveva essere consegnato nelle mani del nemico. Egli non rimase in silenzio nel tempio quando rovesciò i tavoli dei cambiavalute. Non rimase in silenzio quando definì i capi religiosi delle vipere – guide cieche – sepolcri imbiancati – una generazione di vipere (vedi Matteo 23). Disse persino apertamente ad alcuni che Satana era loro padre!

Molte chiese oggi sono piene di diplomatici gentiluomini silenti che non vogliono smuovere le acque. Nessuno vuole guai! Così, il regno del diavolo resta incontrastato. Abbiamo più che cristiani sorridenti e introversi! Ho sentito la furia di un uomo che mi disse, “Facciamo una scommessa – una somma qualunque! Voi gente di chiesa non potete fermare niente. Farete un po’ di pubblicità ma non cambierà mai niente. Non riuscite a far smettere niente. Siete impotenti”. Si riferiva all’aborto e individuai lo scherno di Satana nella sua voce. Era una provocazione! Era come dire a tutti i cristiani, “Siete dei fifoni spirituali. Non durerete – mollerete quando arriverà l’opposizione. Correrete di nuovo all’interno delle vostre mura sicure e vi nasconderete”.

No! “Il giusto è sicuro come un leone”.

mercoledì 24 settembre 2014

DIO SARÀ CON VOI

“Verso la mezzanotte Paolo e Sila pregavano e cantavano inni a Dio…Improvvisamente si fece un gran terremoto, tanto che le fondamenta della prigione furono scosse: e in quell'istante tutte le porte si aprirono e le catene di tutti si sciolsero” (Atti 16:25-26). Il carceriere, vedendo cos’era successo, cadde davanti a Paolo e Sila, dicendo “Signori, cosa devo fare per essere salvato?” (Atti 16:30).

Quei funzionari comunali e capi religiosi andarono a letto pensando, “Ce l’abbiamo fatta! È l’ultima volta che sentiremo parlare di quei vagabondi agitatori. Abbiamo davvero chiuso loro il becco!” Ma quale trambusto ci fu il giorno dopo! Immagino i soldati bussare alle porte del sindaco, dei membri del consiglio comunale e dei capi religiosi dicendo loro, “Presto! Scendete in municipio! Abbiamo un grosso problema!” In uno stato di shock, i funzionari probabilmente risposero, “Cosa? Un terremoto? Le porte della prigione aperte e le catene dei prigionieri cadute e loro non sono scappati? Il carceriere si è unito alla loro fede?”

I capi della città erano davvero spaventati perché era un crimine picchiare dei cittadini romani (sia Paolo che Sila erano romani). “Che significa che non scapperanno dalla prigione? Cosa vogliono? Che scendiamo e chiediamo scusa e li scortiamo fuori dalla prigione?”

“Or essi vennero e li pregarono di scusarli e, condottili fuori, chiesero loro di lasciare la città” (Atti 16:39).

Mi piace! Eccoli lì, a non sfoggiare la loro autorità spirituale, ma agendo semplicemente come ambasciatori del Re Gesù. Nel testimoniare la potenza di Cristo derisa, Paolo e Sila ora volevano che quel piccolo gruppo di preghiera vedesse come Dio manifesti la Sua potenza per coloro che prendono posizione contro le forze infernali. Andarono direttamente a casa di Lidia - e quale incontro avranno avuto! Immagino Paolo dire a quel gruppo in casa, “Vedete, il diavolo può accanirsi, le sue potenze minacciarci, ma Dio ha tutta la potenza! Dio sarà con voi se prenderete posizione!”

martedì 23 settembre 2014

ABBIAMO BISOGNO DI PIÙ AGITATORI

Prego che ogni membro del corpo di Cristo diventi un agitatore! Abbiamo bisogno di un esercito di agitatori così ripieno di Spirito Santo da scombussolare la città di New York e ogni altra città nel mondo; scuotere le loro istituzioni malvagie; sfidare le denominazioni e le chiese morte; sconvolgere i leader, i sindaci, i consigli comunali, la leadership delle comunità! In altre parole, abbiamo bisogno di agitatori spinti dallo Spirito Santo che si muovano nello Spirito, proclamando la signoria di Cristo così efficacemente che città intere vengono scosse.

Paolo e Sila furono due dei più grandi agitatori al mondo! La Bibbia parla di “uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del Signor nostro Gesù Cristo” (Atti 15:26). Paolo, Barnaba, Sila e Timoteo erano uomini così, camminavano nella potenza dello Spirito. Come visto in Atti 16, quando lo Spirito Santo proibì loro di predicare in Asia, essi obbedirono. Quando cercarono di andare a Bitinia e lo Spirito non lo permise, essi andarono a Troas, sotto la direzione dello Spirito.

Paolo ebbe poi la visione di un uomo che li chiamava ad andare in Macedonia, così partirono immediatamente a Filippi, la capitale della Macedonia. Quando arrivarono, una giovane indovina li seguiva gridando, “Questi uomini sono servi del Dio Altissimo e vi annunziano la via della salvezza” (Atti 16:17). Dopo aver sopportato molti giorni, Paolo “si voltò e disse allo spirito: «Io ti comando nel nome di Gesù Cristo di uscire da lei». E lo spirito uscì in quell'istante” (Atti 16:18). Improvvisamente, tutta la città era in subbuglio. Quest’indovina sembrava essere una grande attrazione per i turisti, ma ora era stata guarita e lodava il Signore!

Paolo aveva scombussolato lo status quo. Aveva sfidato il diavolo che aveva fatto come gli pareva per anni. I proprietari della donna schiava resa libera allora trascinarono Paolo e Sila nella piazza del mercato per affrontare un processo davanti ai magistrati della città. L’accusa era, “Questi uomini…turbano la nostra città” (Atti 16:20).

Abbiamo bisogno di più agitatori così oggi!

lunedì 22 settembre 2014

GESÙ HA PRESO IL NOSTRO POSTO by Gary Wilkerson

Quando Gesù “ha preso il nostro posto”, ciò significò più che andare alla croce.

Sì, Egli prese il nostro posto prendendo su di Sé la condanna per i nostri peccati, ma Egli prese il nostro posto anche in un altro senso – come Uno che cammina perfettamente nel patto con Dio. Gesù visse come uomo senza peccato, immacolato, osservatore di ogni santo comandamento. E adempiere la legge in perfetta obbedienza, Egli ha reso il patto completo. Che notizia incredibile!

Eppure, ecco una notizia ancora più grande: Gesù non ha tenuto i benefici del patto per Sé stesso, ma li condivide con tutti noi. Quando è davanti al Padre, Egli dice, “Ho portato i miei amici con Me per condividere le benedizioni del Tuo patto. Nello stare davanti a Te, essi sono in Me. Così, tutta la Mia giustizia è loro. Il loro perdono è reso possibile attraverso il nostro patto, Padre”.

Grazie a Dio, Egli non ha scelto noi per mantenere il patto con Lui! Tuttavia, l’Uomo che mantiene il patto perfettamente ci chiede di unirci a Lui nella Sua relazione di patto col Padre. E quando diciamo sì, camminiamo nello Spirito stesso di Cristo. Questo è ciò che Ezechiele profetizzò quando disse, “Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo...Metterò dentro di voi il mio Spirito e vi farò camminare nei miei statuti, e voi osserverete e metterete in pratica i miei decreti” (Ezechiele 36:26-27).

Alcuni cristiani vengono sopraffatti al pensiero di osservare i comandamenti di Dio. Pensano, “Devo leggere di più la Bibbia, pregare di più, evangelizzare di più”. Se pensi in questo modo, non stai vivendo sotto il Nuovo Patto – stai vivendo sotto la Legge Mosaica. È un’infelicità totale, perché non riuscirai mai a osservare tutta la legge; se ne infrangi una parte, la infrangi tutta.

Quando sei venuto a Cristo, spero che la rivelazione del Nuovo Patto con Dio abbia acceso una luce di comprensione in te. Non dovevi ricevere i comandamenti di cercare la faccia di Dio, di condividere la buona notizia di Cristo col prossimo, di conoscere la libertà in Colui che ha compiuto tutto per te. La Sua natura inizia a trasformare la tua natura – e tu hai fatto tutto questo con un cuore gioioso!

sabato 20 settembre 2014

UN CUORE DETERMINATO

Quando Dio redime il Suo popolo, Egli fa molto più di quando lo ha salvato; Egli ci rimette in sesto. Qualunque cosa Satana ci abbia rubato, Dio ce la restituisce. Qualunque sia stato il tempo perso a peccare, Egli ce lo fa recuperare attraverso l'amore. Le ferite che il mondo ci ha provocato vengono guarite dalla sua meravigliosa grazia.

Questo è il Gesù che noi lodiamo—il Salvatore che morì affinché noi vivessimo!

Questo è il messaggio che noi portiamo ad un mondo ancora avvolto nel peccato.

Questa è l'unica testimonianza che vale la pena raccontare—l'unica cosa che importa davvero!

Come possiamo non gridarlo dai tetti? Come possiamo dormire in momenti di apatia dopo tutto quello che Dio ha fatto per noi? Come possiamo vivere senza passione e zelo, sapendo ciò che sappiamo, comprendendo ciò che conosciamo di Satana e le sue bugie, dopo aver sperimentato il perdono incondizionato che Gesù ci da?

Come possono alcuni uomini starsene zitti?
Dal giorno in cui Gesù è entrato nel mio cuore, la mia vita è stata ossessionata dal bisogno di salvare le anime perdute! In quel momento, Gesù fece bruciare dentro di me un'ossessione per le anime—un'ardente passione per coloro che avessero bisogno di un Salvatore. È un fuoco che non è mai calato d'intensità, che non si è mai stancato e non è mai cessato. È il sangue che scorre nelle mie vene—che mi porta avanti, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo un glorioso anno. Il mio cuore divampa per il messaggio dell'amore e della fedeltà di Dio e tutto ciò che voglio fare è condividere questa verità con gli altri!

Una volta qualcuno mi chiese: “qual è il più grande miracolo che tu hai mai visto?” Non dovetti nemmeno fermarmi a pensare prima di rispondere, “quando Dio riesce ad entrare in un cuore pieno di peccato e lo sostituisce col Suo amore—è questo il più grande miracolo di Dio”. Lo vedo accadere ogni giorno ed ogni volta è così reale e potente come il giorno che io stesso lo sperimentai.

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Nicky Cruz, evangelista conosciuto in tutto il mondo ed autore prolifico, si convertì a Gesù Cristo da una vita di violenza e crimini dopo aver incontrato David Wilkerson a New York City nel 1958. La storia della sua drammatica conversione venne raccontata prima ne La Croce e il Pugnale di David Wilkerson e successivamente nel suo libro e best seller Run, Baby, Run.

venerdì 19 settembre 2014

I GIUDIZI DEL SIGNORE SONO VERITÀ

L’amore di Davide per il Signore non si raffreddò mai perché rispettava ogni Sua parola. “Il timore dell'Eterno è puro, rimane in eterno; i giudizi dell'Eterno sono verità, tutti quanti sono giusti; essi sono più desiderabili dell'oro, sì, più di molto oro finissimo; sono più dolci del miele, di quello che stilla dai favi. Anche il tuo servo è da essi istruito; vi è grande ricompensa ad osservarli” (Salmo 19:9-11). “Anche il tuo servo è da essi istruito”. Chi avvertirà tutte quelle pecore illuse il cui pastore non dice loro la verità? Essi chiamano questa predicazione catastrofica, negativa, una profezia falsa, ma Davide e i profeti la chiamavano dolce miele!

La cosa più misericordiosa e più dolce che Dio sta facendo oggi per il Suo popolo è di mandare ancora profeti temerari e sentinelle a svegliare la chiesa e instillare il timore di Dio. Quant’è dolce il suono: “Fuggi dall’ira di Dio”. Miele! “Senza la santificazione nessuno vedrà il Signore”. Miele! “Se non vi ravvedete. Morirete nei vostri peccati”. Miele! “La terra e tutte le sue opere saranno arse”. Miele! Confido che tu possa dire con Geremia, “Appena ho trovato le tue parole, le ho divorate; la tua parola è stata per me la gioia e l'allegrezza del mio cuore” (Geremia 15:16).

Gesù avvertì, “Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato” (Matteo 24:13). Ciò parla di coloro il cui amore non viene mai meno, ma cresce e persevera in ogni prova. Timoteo lega ciò alla nostra attitudine nei confronti della sana dottrina: “Verrà il tempo, infatti, in cui non sopporteranno la sana dottrina…e distoglieranno le orecchie dalla verità per rivolgersi alle favole” (2 Timoteo 4:3-4). Negli ultimi giorni ci sarà una forte resistenza alla dottrina pura e sana. La sana dottrina rende gli uditori conformi alla santità, ma molti non la sopporteranno – non la reggeranno. Ci sarà un diffuso rifiuto di una predicazione di santità e di avvertimenti profetici (vedi 2 Tessalonicesi 2:10-12).

Migliaia di cristiani saranno così freddi a mezzanotte che nemmeno i giudizi imminenti li riporteranno a Dio. Geremia piangeva per il suo popolo: “Tu li hai colpiti, ma non hanno sentito alcun dolore; li hai consumati, ma hanno rifiutato di ricevere la correzione” (Geremia 5:3). Abbiamo quest’avvertimento di Pietro: “Voi dunque, carissimi, conoscendo già queste cose, state in guardia per non venir meno nella vostra fermezza, portati via dall'errore degli empi. Crescete invece nella grazia e nella conoscenza del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo” (2 Pietro 3:17-18). Non essere trascinato via dal peccato o da false dottrine o dalla rabbia verso la Parola!

giovedì 18 settembre 2014

MIELE DAL CIELO

Dobbiamo imparare ad accettare ogni parola da parte Sua come miele dal cielo. Puoi misurare l’amore di qualsiasi credente per il suo Signore vedendo quanto rispetta ogni parola che procede dalla bocca di Dio. Un predicatore una volta ha detto, “Non posso servire un Dio d’ira! Non predicherò altro che incoraggiamento – nessun rimprovero. Dio è amore! Basta con tutte quelle lamentazioni e dispiaceri!” Quest’uomo non sa niente del miele di Dio.

Il Signore istruì Ezechiele: “Figlio d'uomo, alzati in piedi e io ti parlerò…Io ti mando ai figli d'Israele, a nazioni ribelli che si sono ribellate contro di me; essi e i loro padri si sono rivoltati contro di me fino a questo giorno. Quelli ai quali ti mando sono figli dalla faccia dura e dal cuore ostinato…E tu, figlio d'uomo, ascolta ciò che ti dico; non essere ribelle come questa casa ribelle; apri la bocca e mangia ciò che ti do». Io guardai, ed ecco una mano tesa verso di me; ed ecco in essa vi era il rotolo di un libro. Egli lo distese quindi davanti a me; era scritto di dentro e di fuori e vi erano scritti lamenti, gemiti e guai” (Ezechiele 2:1, 3-4, 8-10).

I lamenti di Dio erano miele per il profeta. “Non essere ribelle”. Come poteva Ezechiele essere ribelle? Non predicando la verità sul giudizio che Dio gli aveva dato. “Una mano stesa verso di me”. Era la mano di Dio! La mano di Dio aprì un rotolo, inciso da entrambe le parti con “lamenti, gemiti e guai” – tutto scritto dal dito di Dio. Cosa doveva fare Ezechiele con queste dure parole da parte di Dio? Gli venne chiesto di mangiarle! Di riempire il suo stomaco con esse! “Quindi mi disse: «Figlio d'uomo, mangia ciò che tu trovi; mangia questo rotolo, poi va' e parla alla casa d'Israele». Così io apersi la bocca ed egli mi fece mangiare quel rotolo. Poi mi disse: «Figlio d'uomo, ciba il tuo ventre e riempi le tue viscere con questo rotolo che ti do». Così io lo mangiai e fu nella mia bocca dolce come il miele” (Ezechiele 3:1-3).

Questo era cibo dal cielo, una manna intinta nel miele! “Riempi le tue viscere con questo rotolo che ti do”. Le viscere rappresentano il cuore e “riempi” significa prendere a cuore, dare importanza! “Così io lo mangiai e fu nella mia bocca dolce come il miele”.

Geremia disse che tutti i profeti antichi avvertivano di giudizi e guai. “I profeti che vennero prima di me e prima di te, fin dai tempi antichi profetizzarono contro molti paesi e contro grandi regni, guerra, fame e peste” (Geremia 28:8). Tutti i profeti vissero di ogni parola proferita dalla bocca di Dio – la parola triste, come pure quella lieta. Essi prendevano tutto ciò come miele!

mercoledì 17 settembre 2014

LA PREPARAZIONE DI SION

Pietro ricevette avvertimenti incredibili per scuotere delle menti pure, per ricordare gli avvertimenti dei profeti (vedi 2 Pietro 3:1-2). Pietro proseguì dicendo, “Negli ultimi giorni verranno degli schernitori, che cammineranno secondo le loro proprie voglie, e diranno: «Dov'è la promessa della sua venuta? Da quando infatti i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione” (2 Pietro 3:3-4). Pietro chiama queste persone bugiarde schernitrici! Le cose non hanno continuato ad essere uguali dal principio della creazione! Questi predicatori sono ostinatamente ignoranti dei giudizi passati da parte di Dio. “Ma essi dimenticano volontariamente che…il mondo di allora, sommerso dall'acqua, perì” (2 Pietro 3:5-6).

Questa è un’accusa pesante da parte di Pietro! Egli sta dicendo, “Loro sanno che una volta c’era un predicatore di giustizia di nome Noè, che avvertì del giudizio per centovent’anni. Sanno che Dio ha già mostrato al mondo che Egli giudicherà la malvagità e la violenza. Sanno che Dio ha mandato un diluvio devastante e ha distrutto tutto ciò che respirava sulla terra!” Abbiamo insegnanti e falsi profeti che sanno che la Bibbia è piena di avvertimenti, piena di esempi di come Dio giudica il peccato (ad esempio, la distruzione di Sodoma) ma volenterosamente la ignorano del tutto. Perché? Perché camminano secondo le loro voglie! Il loro desiderio di essere accettati o la popolarità li ha resi ostinatamente ciechi ad ogni giusto giudizio di Dio.

Questi predicatori predicano esattamente il contrario del messaggio di Pietro e degli apostoli. Pietro avvertì, “Ma noi, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abita la giustizia. Perciò, carissimi, aspettando queste cose, fate in modo di essere trovati da lui immacolati e irreprensibili, in pace” (2 Pietro 3:13-14).

Perché siamo stati risparmiati fin ora? Per lo stesso motivo per cui Dio ha atteso pazientemente centovent’anni ai giorni di Noè. “Un tempo furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava ai giorni di Noè mentre si fabbricava l'arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate attraverso l'acqua” (1 Pietro 3:20). Il Signore non si compiace della morte dell’empio. Persino ora, Egli è “paziente verso di noi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento” (2 Pietro 3:9).

Dio ora sta aspettando per la preparazione di Sion, il Suo santo popolo degli ultimi giorni. Egli sta spandendo il Suo Spirito Santo, chiamando un popolo totalmente donato a Lui, senza ruga o macchia, immacolato.

martedì 16 settembre 2014

DI CHE PAESE SEI?

Secondo la Parola di Dio, i cristiani devono vivere ogni giorno come se “la fine di tutte le cose fosse vicina”. Dobbiamo riguardare alla Sua venuta, svegli e diligenti, come servi che attendono che il padrone torni da un lungo viaggio. Dovremmo rallegrarci di lasciare questa terra e rivestirci di corpi nuovi. Dovremmo sempre desiderare di stare col Signore.

Nell’epistola di Pietro, egli avverte, “Ora il giorno del Signore verrà come un ladro di notte; in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi si dissolveranno consumati dal calore e la terra e le opere che sono in essa saranno arse. Poiché dunque tutte queste cose devono essere distrutte, come non dovreste voi avere una condotta santa e pia, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, a motivo del quale i cieli infuocati si dissolveranno e gli elementi consumati dal calore si fonderanno? Ma noi, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abita la giustizia” (2 Pietro 3:10-13).

Nell’originale greco, il verso 11 si legge meglio, “alla luce del fatto che tutto sarà dissolto, di che paese sei?” Sei di questa terra. Che si dissolverà e sarà distrutta? Oppure sei cittadino della Sion celeste, la città il cui costruttore è Dio? Pietro sta dicendo che la conoscenza che Dio ti dà della distruzione del cielo e della terra presenti dovrebbe incoraggiarti a vivere in modo santo e di non afferrarti troppo a questo mondo. Pietro poi prosegue dicendo che non dobbiamo essere terrorizzati dall’imminente distruzione, ma dovremmo riguardare ad essa, anticiparla, e tenere le nostre vesti senza macchia! “Aspettando queste cose, fate in modo di essere trovati da lui immacolati e irreprensibili, in pace” (3:14).

Se Pietro resuscitasse e visitasse l’America oggi, impallidirebbe nell’ascoltare predicazioni indorate e sdolcinate di profeti cuscinetto! Egli chiederebbe, “Perché non avvertono il loro popolo dell’imminente distruzione? Dio mi diede questo messaggio direttamente da parte dello Spirito Santo! Perché non ci credono? Perché non li provocano a vivere una vita santa con questi avvertimenti? Non sanno che Gesù diede lo stesso avvertimento quando disse, “Il sole si oscurerà e la luna non darà il suo chiarore, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate” (Matteo 24:29).

lunedì 15 settembre 2014

UN PATTO PERFETTO by Gary Wilkerson

“Egli doveva perciò essere in ogni cosa reso simile ai fratelli, perché potesse essere un misericordioso e fedele sommo sacerdote nelle cose che riguardano Dio, per fare l'espiazione dei peccati del popolo” (Ebrei 2:17).

Mi sono sempre chiesto perché ci fosse l’espressione “doveva”. Questo passo si riferisce a Gesù, ovviamente. Perché Gesù dovrebbe mai dover fare qualcosa? Egli è Dio. Leggiamo che Egli scelse di venire sulla terra, scelse di guarire, scelse di amare chiunque Gli fosse intorno. Dunque, perché dice che doveva compiere ciò che compì – divenire carne e servire come sacrificio vivente per i nostri peccati? Non poteva semplicemente dichiarare dai cieli, “Manderò degli angeli per portare redenzione all’umanità?” Ecco uno dei pochi esempi nella Scrittura in cui il Signore è impegnato in un’impresa che gli è stata comandata. Perché?

Tutti sappiamo che sotto il Nuovo Patto i nostri peccati sono coperti dal dono di grazia di Cristo. Dunque, cos’è un patto? Esso è un accordo tra due o più parti nel quale a ognuno viene richiesto di ottemperare a determinate condizioni. Esistono molti tipi di patti, incluso il patto matrimoniale, in cui due persone diventano una sola entità. I contratti legali sono patti per gli uomini d’affari in cui, ad esempio, due proprietari fondono i propri sforzi a beneficio di entrambi. I trattati di pace fra le nazioni sono dei patti, in cui le fazioni in guerra concordano alla cessazione delle ostilità e beneficiano reciprocamente di vari aspetti.

In tutta la Bibbia vediamo Dio fare patti col Suo popolo. In ogni caso Egli dice, “Questo è ciò che farò per quanto Mi riguarda. Se manterrai la tua parte, ecco le benedizioni e i benefici di cui godrai”. Dio ha sempre mantenuto la Sua parte di questi patti, ma l’uomo non ci è mai riuscito. Ha sempre fallito nel sostenere la Sua parte in ogni patto.

Il Signore previde tutto ciò e sin dal principio ha progettato di attuare un patto perfetto che non potesse essere rotto. Avrebbe dato vita a un patto come mai prima, con una provvidenza unica: la certezza che nessuna delle due parti avrebbe mai rotto il patto.

Egli l’ha fatto stipulando il patto non con un uomo, ma con L’Uomo – Gesù. Molti cristiani pensano che il Nuovo Patto sia esclusivamente un accordo tra Dio e l’uomo ma non è così – è un patto tra il Padre e il Figlio. Cristo è l persona scelta da Dio per stipulare il patto – non Adamo, non Noè, né te o me.

Gesù Stesso è la garanzia che il patto sarà mantenuto. Qualsiasi altro uomo avrebbe fallito in ciò – ma Gesù mantiene perfettamente il patto. Questa è la nostra certezza!

sabato 13 settembre 2014

PIÙ PROFONDO, NON PIÙ AMPIO by Jim Cymbala

Le cose di Dio hanno una circonferenza e sono preservate in un corpo scritto di verità. Come un pozzo senza fine, nessuno ha mai sondato la profondità della verità di Dio.

Per scoprire il potere del Vangelo, della preghiera, dello Spirito Santo o del divino amore, bisogna immergersi sempre più in profondità dentro il pozzo di Dio. Ogni uomo o donna usato da Dio è andato giù per questo profondo serbatoio.

Tuttavia, la tendenza oggi è quella di fare un banale tuffo per un momento... per poi saltare fuori dal pozzo e rimettere i piedi per terra. “Guarda, Dio sta facendo una cosa nuova!” dice la gente. Nell'arco di sei mesi circa, di sicuro, la novità passa di moda e tutti sono pronti a provare a fare un salto in qualcos'altro . Passano le loro intere vite saltellando da un lato all'altro del pozzo di Dio, non provando mai la profondità delle acque di vita che stanno dentro di esso.

Dentro il pozzo non c'è alcuna ragione per andar via o saltar fuori. Chi scruterà mai l'ampiezza dell'amore di Dio? Chi esaurirà mai la ricchezza della Sua misericordia per l'essere umano decaduto? Chi comprenderà mai il vero potere della preghiera?

Specialmente dagli anni '60, le mode sono entrate ed uscite nella chiesa del Nord America, solo per essere rimpiazzate da nuove. Leonard Ravenhill, un predicatore del risveglio ed autore proveniente dalla Gran Bretagna, mi disse brevemente prima di morire, “la gente dice che oggi la chiesa sta crescendo e si sta espandendo. Si, adesso è più larga di dieci miglia e profonda circa sei millimetri e mezzo”.

Se entriamo in una palestra è probabile che incontriamo uomini che assomigliano a delle superstar che indossano le loro costose sneakers. L'unico problema è che non sono in grado di far canestro con la palla. Sono ben equipaggiati, ma non sono in grado di giocare a basket.

Come popolo di Dio, abbiamo tutto l'equipaggiamento necessario e ci è stato intorno per due mila anni. Egli ci ha dato tutto il necessario per segnare punti sul tabellone e conseguire delle vittorie nel Suo nome. Dunque, muoviamoci con piena fiducia in ciò che abbiamo ricevuto.

Niente cambierà per quanto riguarda Dio. Domani Egli non sarà più ansioso di aiutare noi, le nostre famiglie, le nostre chiese più di quanto non lo sia adesso. Se con semplicità permettiamo di fare nostre le Sue promesse, noi Lo vedremo compiere opere che non abbiamo mai chiesto o pensato, proprio come fece nel Nuovo testamento.

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Jim Cymbala fondò la Brooklyn Tabernacle con meno di venti membri in un piccolo edificio situato in una zona molto difficile della città. Originario di Brooklyn, è un vecchio amico di David e Gary Wilkerson e assiduo relatore alle conferenze della Expect Church Leadership sponsorizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 12 settembre 2014

LO SPIRITO DELL’ETERNO ALZERÀ UNA BANDIERA

Coloro che non pregano, che non sono pronti, non reggeranno nell’imminente giorno del giudizio. Essi saranno sopraffatti dalle orde demoniache! In Apocalisse 6:17 viene posta questa domanda, “Perché è venuto il gran giorno della sua ira; e chi può resistere?”. Ogni figlio di Dio appartato con Lui durante quest’indignazione resisterà. “Perciò prendete l'intera armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio e restare ritti in piedi dopo aver compiuto ogni cosa” (Efesini 6:13). “Or a colui che può salvaguardarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria irreprensibili e con grande gioia” (Giuda 24).

“Quando l'avversario verrà come una fiumana, lo Spirito dell'Eterno alzerà contro di lui una bandiera” (Isaia 59:19). A volte potresti essere inaspettatamente attaccato. Sarai beato nella luce, rallegrandoti, ringraziandolo, quando dal nulla verrai sopraffatto. Potrebbe trattarsi del tuo temperamento perché Satana ti provoca. Potrebbero essere delle paure che arrivano come una fiumana improvvisa e inaspettata. Potrebbe essere una malattia che ti mette al tappeto e ti deruba di ogni forza. Potrebbe essere un vecchio desiderio che pensavi di aver vinto; non lo hai cercato ma eccolo là! Oppure potrebbe essere la malinconia, la depressione. Non sai nemmeno cosa l’abbia causato, ma improvvisamente te ne senti inondato.

Ma possiamo dire con Davide, “Io grido con la mia voce all'Eterno; con la mia voce imploro l'Eterno. Davanti a lui io effondo il mio lamento, davanti a lui espongo la mia avversità. Quando il mio spirito veniva meno in me, tu conoscevi il mio cammino. Essi hanno teso un laccio per me sul sentiero che stavo percorrendo. Guardo alla mia destra ed ecco: non vi è alcuno che mi riconosca; ogni via di scampo è preclusa; nessuno si prende cura della mia vita. Io grido a te, o Eterno, e dico: «Tu sei il mio rifugio, la mia parte nella terra dei viventi. Presta attenzione al mio grido, perché sono ridotto agli estremi; liberami dai miei persecutori, perché sono più forti di me. Fammi uscire dalla prigione, perché possa celebrare il tuo nome. I giusti si stringeranno intorno a me, perché tu mi ricolmerai di beni” (Salmo 142).

giovedì 11 settembre 2014

COME RUGIADA DAL CIELO

Investigando i profeti, possiamo scoprire dove ci troviamo noi nelle profezie. Siamo in Isaia 26 e in Deuteronomio 4:20-31, dove leggiamo, “Quando ti troverai nell'angoscia e ti saranno avvenute tutte queste cose, negli ultimi tempi, tornerai all'Eterno, il tuo Dio, e darai ascolto alla sua voce; (poiché l'Eterno, il tuo Dio, è un Dio misericordioso); egli non ti abbandonerà e non ti distruggerà, e non dimenticherà il patto che giurò ai tuoi padri”. Questi versi sono per gli ultimi tempi – il nostro tempo!

L’America fu fondata come una terra per i giusti. Dio ci ha favorito e ci ha mostrato la Sua bontà, ma la nostra nazione non riconosce la potenza di Dio e la Sua opera in nostro favore. A motivo di ciò, Dio manderà dei pronti giudizi: “Con la mia anima ti desidero di notte, sì, con lo spirito che è dentro di me ti cerco al mattino presto; poiché quando i tuoi giudizi si manifestano sulla terra, gli abitanti del mondo imparano la giustizia” (Isaia 26:9). Nella visione profetica di Isaia si abbatte una notte di giudizio e le persone possono vedere questa notte oscura abbattersi. Esse si rivolgono al Signore per cercarlo con tutto ciò che è in loro.

Dio sta suscitando un residuo che prega e che travaglia. “Come una donna incinta che sta per partorire si contorce e grida nelle sue doglie, così siamo stati noi davanti a te, o Eterno. Abbiamo concepito, abbiamo sentito le doglie, come se dovessimo partorire, ma era solo vento; non abbiamo recato alcuna salvezza al paese e gli abitanti del mondo non sono caduti. I tuoi morti rivivranno, assieme al mio cadavere risorgeranno. Svegliatevi ed esultate, o voi che abitate nella polvere! Poiché la tua rugiada è come la rugiada di una luce sfavillante e la terra darà alla luce i morti” (Isaia 17-19). Ecco una donna “che grida di dolore”.

Quella donna è una chiesa viva che esce da una chiesa morta! Comprende centinaia di voi. Negli scorsi anni qualcosa ha cercato di nascere – un grido di dolore spirituale. Volevi essere libero, così sei andata qua e là cercando liberazione, ma hai trovato solo venti di dottrine conflittuali. Il tuo cuore però è stato risvegliato e sei stato resuscitato! “I tuoi morti rivivranno”. Sei sorto e ora canti un canto nuovo, “La tua rugiada è come la rugiada di una luce sfavillante”. Quest’ultima espressione viene tradotta “nata da una luce soprannaturale”. Dio ti ha condotto nella luce della Sua gloriosa Parola. Sei vigile e canti perché sei stato risorto dai morti – con una fresca luce della Sua parola ogni giorno, come la rugiada.

mercoledì 10 settembre 2014

DIO STA CHIAMANDO UN RESIDUO

I profeti dell’Antico Testamento predissero che negli ultimi giorni, con l’abbattersi di calamità, Dio avrebbe chiamato un residuo che fosse appartato per Lui. Uno dei profeti, Daniele, comprese il tempo di Dio per i suoi giorni perché aveva studiato i profeti del passato. “Nel primo anno del suo regno, io, Daniele, compresi dai libri il numero degli anni in cui, secondo la parola dell'Eterno indirizzata al profeta Geremia, dovevano essere portate a compimento le desolazioni di Gerusalemme, è cioè settant'anni. Volsi quindi la mia faccia verso il Signore Dio, per cercarlo con preghiera e suppliche, col digiuno, col sacco e con la cenere” (Daniele 9:2-3).

Studiando le profezie di Geremia, Daniele scoprì che i settant’anni di esilio per Israele stavano per finire. Geremia 29:10-11 dice, “Così dice l'Eterno: Quando saranno compiuti settant'anni per Babilonia, io vi visiterò e manderò ad effetto per voi la mia buona parola, facendovi ritornare in questo luogo. Poiché io conosco i pensieri che ho per voi», dice l'Eterno, «pensieri di pace e non di male, per darvi un futuro e una speranza”.

Perché Daniele non si rallegrava? Perché non afferrò la promessa per fede e non riposò? Perché iniziò a piangere, pregare e digiunare e giacere nella polvere? Perché egli scoprì che c’erano anche delle condizioni affinché quel bene si avverasse. Sì, Dio aveva promesso di liberare, di fare loro del bene, ma ecco i versi 12-14 nello stesso capitolo: “Mi invocherete e verrete a pregarmi, e io vi esaudirò. Mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore. Io mi farò trovare da voi», dice l'Eterno, «e vi farò tornare dalla vostra cattività; vi raccoglierò da tutte le nazioni e da tutti i luoghi dove vi ho dispersi», dice l'Eterno; «e vi ricondurrò nel luogo da cui vi ho fatto condurre in cattività”.

Il peccato, o l’essere disinteressati, possono impedire le promesse di Dio. Daniele scoprì dagli avvertimenti di Mosè in Deuteronomio che Israele sarebbe stato disperso a motivo del peccato, ma notò anche la promessa per la quale sarebbe stato liberato. “Ma di là cercherai l'Eterno, il tuo DIO; e lo troverai, se lo cercherai con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima” (Deuteronomio 4:29).

martedì 9 settembre 2014

POTENZA NELLA PREGHIERA

Dio è pronto a mostrarci quanta potenza abbiamo nella preghiera!

“Così Achab risalì per mangiare e bere; ma Elia salì in vetta al Karmel, si piegò fino a terra e si mise la faccia tra le ginocchia, e disse al suo servo: «Ora sali e guarda dalla parte del mare!». Egli salì, guardò e disse: «Non c'è niente». Elia gli disse: «Ritorna a vedere, per sette volte». La settima volta, il servo disse: «C'è una nuvoletta grossa come la palma di una mano” (1 Re 18:42-44).

Elia era umano ed era influenzato dalle stesse cose che influenzano noi - le stesse paure, desideri, speranze, disperazioni e bisogni - eppure le sue preghiere ottenevano risultati! Dio qui ci sta mostrando cosa fare in ogni crisi: Correre a Lui! Essere seri! Pregare affinché le porte si chiudano e si aprano! Elia pregò seriamente e continuò a pregare ed attendere finché il Signore non rispose. Egli mandò il suo servo sette volte a controllare l’orizzonte per un minimo segno.

Oggi, dopo uno o due incontri di preghiera, molliamo e ci adiriamo con Dio. Diciamo, “Non ha funzionato con me. Ho pregato e io e mio marito abbiamo ancora problemi. Ancora non ho ciò che mi serve”.

É ovvio che le persone non preghino perché pensano che non funzioni. Non sanno cosa significhi perseverare in preghiera, ritornare come Elia ogni volta con la faccia a terra. Noi definiamo ciò “afferrare Dio”. Nell’Antico Testamento viene definito “lottare con Dio”. La preghiera di Giacobbe fu “Non Ti lascerò andare finché Tu non mi abbia benedetto” (Genesi 32:26). L’attesa, i ritardi, sono per uno scopo: renderci conformi a Cristo. Non puoi trascorrere molto tempo alla Sua presenza senza iniziare a conoscerlo. Più la risposta è ritardata e con più efficacia pregherai, più Lui diventerà importante e meno lo diventerà la risposta. In un modo o nell’altro, vinci tu!

lunedì 8 settembre 2014

AFFRONTARE GIORNI DIFFICILI by Gary Wilkerson

“Or sappi questo: che negli ultimi giorni verranno tempi difficili, perché gli uomini saranno amanti di se stessi, avidi di denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, scellerati, senza affetto…amanti dei piaceri invece che amanti di Dio, aventi l'apparenza della pietà, ma avendone rinnegato la potenza; da costoro allontanati” (2 Timoteo 3:1-5).

Paolo qui sta parlando di persone pie che vanno in chiesa, ma le descrive come aventi solo la forma della pietà. Paolo disse che tali cristiani “imparano sempre, ma senza mai pervenire ad una piena conoscenza della verità” (3:7). In altre parole, essi hanno ascoltato tutti gli insegnamenti biblici ma non li hanno mai presi a cuore. Ciò li ha resi impotenti, dice Paolo, perché “si sono opposti alla verità” (3:8).

Forse non affronteremo mai le stesse prove dei credenti neotestamentari, ma Dio ancora ci offre la potenza neotestamentaria. Sicuramente affronteremo prove a prescindere, perché non siamo immuni a quanto sta per abbattersi sul mondo. Ma quelle avversità possono produrre in noi una potenza come non l’abbiamo mai vista.

Ecco perché non possiamo più permetterci di essere normali nella nostra fede. Pensa al numero crescente di non-credenti nel nostro mondo. Ognuno di loro rappresenta un’anima diretta all’inferno, qualcuno per cui Gesù è morto. Quei numeri da soli ci chiamano ad elevarci al di sopra di un cristianesimo “normale”, a proclamare il vangelo di Cristo senza paura e senza impedimenti. Ciò richiede la Sua potenza, la quale non si può ottenere né raggiungere mediante i nostri meriti - ma si ottiene solo mediante la Sua grazia.

Ho parafrasato Leonard Ravenhill molte volte, ma questo suo commento merita di essere ripetuto: “Il cristianesimo oggi è così subnormale che se qualche cristiano iniziasse a comportarsi come un normale cristiano del Nuovo Testamento, sarebbe considerato anormale”.

Dimmi, stai non solo udendo la Parola di Dio ma anche mettendola in pratica? Oppure c’è una disparità fra la potenza di Cristo e la tua vita? Prega con me: “Signore, sono stanco di vivere un cristianesimo normale. Fondi la mia vita con la Tua potenza celeste. Sono un vaso vuoto - riempimi della Tua potenza! Qualsiasi sia il prezzo, Signore, guidami dove Tu vuoi che io vada”. Fà questa preghiera e vedrai la Sua potenza sparsa sulla tua vita!

sabato 6 settembre 2014

DOBBIAMO PREGARE by Carter Conlon

Il libro dei Giudici descrive un periodo in cui Israele, il popolo di Dio chiamato ad essere un testimone sovrannaturale sulla terra, cominciò a diventare doppio d’animo in Sua presenza. Essi si rifiutarono di camminare onestamente con Dio e cominciarono ad adorarLo occasionalmente, arrivando a non adorarlo più del tutto.

Essere doppi d’animo con Dio porta sempre all’impotenza, che alla fine apre la strada ai nemici di questa società. Per nemici, mi riferisco a coloro che non conoscono Dio, che non hanno desiderio di conoscerLo e che vogliono che nessun’altro abbia relazione con Lui. Tu ed io stiamo vivendo in un periodo molto simile a quello del Vecchio Testamento.

Fu durante la stagione del raccolto che i nemici d’Israele, in questo caso i Madianiti, vennero per divorare ogni cosa che stava per essere raccolta dal popolo di Dio (leggere Giudici 6:2-3). Essi volevano portare gli Israeliti ad un livello di impoverimento tale da non permettergli di adempiere il loro proposito divino sulla terra. Sapendo di essere superati numericamente dai nemici, che le Scritture descrivono essere tanto numerosi da coprire la terra come la sabbia, i figli d’Israele cominciarono a gridare al Signore, così come sta succedendo ai nostri giorni.

Dio ascolta il grido della madre single i cui figli vivono per le strade; il grido del padre che non sa come fare a portare avanti la propria famiglia. Egli ascolta il grido di coloro che leggono le notizie e apprendono dei terribili crimini che stanno diventando sempre più all’ordine del giorno in questa generazione.


Mio caro amico, dobbiamo pregare! Il giorno e l’ora richiedono che quelli che come noi conoscono ancora la misericordia di Gesù Cristo comincino ad intercedere per questo paese. Credo che solo il risveglio del popolo di Dio ben radicato possa offrire una stagione di tregua dai giorni oscuri che arriveranno. Come sarebbe bello se sui registri celesti venisse scritto che il 2014 è stato l’anno in cui tu ed io abbiamo iniziato a pregare per la gente di questo paese con una fede ed un’intensità che solo Dio ci poteva dare!

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Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 dietro invito del pastore fondatore, David Wilkerson, diventando pastore Senior nel 2001. Un forte e compassionevole leader che è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 5 settembre 2014

ABBIAMO POTENZA NELLA PREGHIERA

Molti cristiani pregano raramente, perché è stato insegnato loro a “prendere tutto per fede”. Noi predichiamo la fede qui alla Chiesa di Times Square, ma non ad esclusione della preghiera. Insegniamo l’obbedienza, il ravvedimento, la Parola, la fede, e la preghiera! Si dice, “Perché pregare? Perché supplicare Dio se Lui l’ha già promesso? Se Lui conosce ciò do cui abbiamo bisogno prima che Glielo chiediamo, perché continuare a chiedere?” Alcuni insegnano persino, “Se chiedi quando Lui ha già promesso, allora è incredulità. Reclama la promessa e poi riposa; non c’è bisogno di pregare per questa cosa”.

Abraamo aveva la promessa certa di diventare una potente nazione; Dio gli aveva già fatto questa promessa: “Tutto il paese che tu vedi, io lo darò a te…E renderò la tua discendenza come la polvere della terra” (Genesi 13:15-16). Dio aveva promesso di benedire coloro che l’avrebbero benedetto e maledire chi l’avrebbe maledetto. Abraamo aveva talmente tanta fede che Dio gliela imputò come giustizia: “Ed egli credette all'Eterno, che glielo mise in conto di giustizia” (Genesi 15:6). Ecco un uomo di Dio, sicuro nelle promesse di Dio e pieno di fede; eppure correva all’altare giorno dopo giorno per pregare (vedi Genesi 12:8 e Genesi 13:4). Quindi vediamo che né la sua fede né le promesse di Dio soprassedettero la preghiera.

Anche Mosè stimava la sua intimità più di qualsiasi benedizione. Guardalo stare in cima al monte con le braccia sostenute verso Dio da Aronne e Hur! Dio aveva già promesso che gli amalechiti sarebbero stati sconfitti e Israele avrebbe ottenuto vittoria. Tuttavia, Mosè sale sul monte per invocare Dio con mani alzate. “Mosè costruì quindi un altare, al quale pose nome: «L'Eterno è la mia bandiera»” (Esodo 17:15).

Siamo atei riguardo la questione della preghiera rispetto alla chiesa primitiva. Molti oggi guardano alla preghiera segreta come a qualcosa di duro e noioso, così lo fanno solo occasionalmente. Riesci a immaginare un marito e una moglie che vivono nella stessa casa e che non parlano quasi mai, però in pubblico parlano come se fossero intimi? Così alcuni trattano il nostro benedetto Signore! La preghiera, la preghiera nascosta, segreta, è l’arma più potente che Dio abbia dato al Suo popolo; eppure viene trascurata, snobbata e raramente utilizzata.

Dio è pronto a mostrarci quanta potenza abbiamo in preghiera. Egli ci offre questo promemoria glorioso: “Molto può la preghiera del giusto, fatta con efficacia” (Giacomo 5:16).

giovedì 4 settembre 2014

PAROLE SPECIFICHE DA PARTE DI DIO

Pietro stava pregando su un tetto (Atti 10:9) e a qualche chilometro di distanza anche un altro uomo, Cornelio, stava pregando. “Or vi era in Cesarea un certo uomo di nome Cornelio, centurione della coorte, detta Italica; egli era un uomo pio e timorato di Dio con tutta la sua casa, faceva molte elemosine al popolo e pregava Dio del continuo. Egli vide chiaramente in visione, verso l'ora nona del giorno, un angelo di Dio che entrò da lui e gli disse: «Cornelio!». Ed egli, guardandolo fisso e tutto spaventato, disse: «Che c'è, Signore?». Allora l'angelo gli disse: «Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite davanti a Dio, come una ricordanza; or dunque manda degli uomini a Ioppe e fa' chiamare Simone, soprannominato Pietro. Egli si trova presso un certo Simone, conciatore di pelli, che ha la casa vicino al mare; egli ti dirà ciò che devi fare»” (Atti 10:1-6). Che istruzioni dettagliate!

Nel frattempo, Pietro ebbe una visione. “Mentre Pietro stava riflettendo sulla visione, lo Spirito gli disse: «Ecco, tre uomini ti cercano…va’ con loro…perché sono io che li ho mandati” (Atti 10:19-20). Pietro si recò alla casa di Cornelio e incontrò un uomo di preghiera. “E Cornelio rispose: «Quattro giorni fa avevo digiunato fino a quest'ora, e all'ora nona pregavo in casa mia, quand'ecco un uomo si presentò davanti a me in veste risplendente, e disse: "Cornelio, la tua preghiera è stata esaudita…Manda dunque qualcuno a Ioppe e fa' chiamare Simone, soprannominato Pietro; egli si trova in casa di Simone, conciatore di pelli, presso il mare; e, venuto che sarà, egli ti parlerà". Così mandai subito a chiamarti, e tu hai fatto bene a venire; ora noi siamo tutti qui alla presenza di Dio per udire tutte le cose che Dio ti ha comandato»” (Atti 10:30-33). Lo Spirito Santo fu così specifico che gli diede entrambi i nomi: “Fà chiamare Simone, soprannominato Pietro” (verso 32).

In tutto il libro degli Atti leggiamo queste parole, “Dio disse loro…Il Signore disse…Lo Spirito Santo disse…L’angelo disse…”. Il cielo non era chiuso. Essi ricevevano la chiara mente di Dio, molto pratica, dettagliata e precisa. Ma la parola dal cielo giungeva solo dopo molta preghiera, dopo essere stati chiusi in una stanza da soli con Dio, nel segreto.

mercoledì 3 settembre 2014

RICERCARE IL VOLTO DEL SIGNORE

Il libro degli Atti è il resoconto di santi uomini e donne che ricercavano il volto del Signore. Dal principio alla fine, esso ci narra di come le preghiere muovessero Dio. Che fosse nell’Alto Solaio, nelle carceri, in qualche casa segreta nascondendosi dalle autorità o a casa di Simone in una strada detta Diritta - essi pregavano! Al mattino e a volte per tutta la notte, pregavano senza cessare. Cornelio pregava sempre e Pietro pregava sui tetti. Sulla spiaggia, nel tempio o nel deserto, essi invocavano del continuo il Signore. Trascorrevano ore e giorni chiusi in una stanza con Dio, finché non ricevevano una guida cara e dettagliata. E che specifiche incredibili Dio donava loro!

Anania era un uomo di Dio, un discepolo devoto alla preghiera. “Or a Damasco vi era un discepolo di nome Anania, al quale il Signore disse in visione: «Anania!». Ed egli rispose: «Eccomi, Signore!». E il Signore a lui: «Alzati e recati nella strada detta Diritta, e cerca in casa di Giuda un uomo di Tarso di nome Saulo, che sta pregando; egli ha visto in visione un uomo, di nome Anania, entrare e imporgli le mani perché ricuperi la vista»” (Atti 9:10-12).

Ascolta le istruzioni dettagliate che Dio gli diede; Egli nominò la casa in particolare, il nome dei proprietario e l’uomo per il quale avrebbe dovuto pregare. Poi Dio disse, “Lui sa che stai andando lì; conosce persino il tuo nome. E sa cosa farai quando entrerai nella stanza, perché Io gli ho detto ogni cosa!” Perché il Signore disse a questo nuovo convertito tali intimi dettagli? Perché pregava! Per tre giorni Saulo digiunò e pregò. Non era, “Signore, cosa puoi fare per me?” Piuttosto, era, “Signore, cosa vuoi che io faccia?”

Se Saulo si fosse convertito ai nostri giorni, sarebbe rimasto intrappolato nel nostro mondo di promozioni con un blitz dei media, un libro da best-seller e inviti a dare la sua testimonianza nelle varie chiese. Come Saulo, molti vengono miracolosamente salvati ma, a differenza sua, presto iniziano a vivere nella confusione, non sapendo cosa fare. Dio disse a Saulo, “Alzati ed entra nella città, e ti sarà detto ciò che devi fare” (Atti 9:6). Dio stava dicendo, “Va a pregare! Cerca la mia faccia e impara ad aspettarmi”. Non giunse alcuna direzione finché non spese tre giorni in preghiera. Ma accadde qualcosa di potente mentre pregava; Saulo imparò a conoscere la voce del Signore e a dipendere dalla Sua guida. Sebbene fosse ancora un credente neonato, era già chiaramente guidato da Dio. Non aveva bisogno di consiglieri o profeti che gli mostrassero cosa fare; non aveva bisogno di nessuno che gli desse una parola di conoscenza. Perché? Perché il Signore disse, “Io gli mostrerò” (Atti 9:16).

martedì 2 settembre 2014

PIÙ DI GESÙ

Non riesco a leggere il libro degli Atti senza provare vergogna. Gli apostoli vissero e ministrarono nella realtà dei miracoli. Persino uomini laici come Stefano e Filippo, uomini che servivano alle mense, erano potenti nello Spirito Santo, operando miracoli e scuotendo città intere. Apparivano loro gli angeli, li liberavano dalle catene e li facevano uscire da prigioni di massima sicurezza. Avevano visioni potenti, chiare e dettagliate.

Pietro era così ripieno di Spirito Santo che gli portavano i malati su lettini e giacigli affinché la sua ombra potesse coprirli e guarirli (Atti 5:15). Gli zoppi erano guariti e andavano saltando al tempio e si registravano innumerevoli miracoli: “E Dio faceva prodigi straordinari per le mani di Paolo, al punto che si portavano sui malati degli asciugatoi e dei grembiuli che erano stati sul suo corpo, e le malattie si allontanavano da loro e gli spiriti maligni uscivano da loro” (Atti 19:11-12).

Perché oggi non viviamo in una realtà simile? Dio non è cambiato; noi sì! Lo stesso Signore è con noi; abbiamo le stesse promesse; e Dio è più che disposto a farlo ancora. Ma purtroppo oggi gira l’idea per cui non ci servono più i miracoli. Si dice, “Questa generazione ha una rivelazione maggiore; è più istruita, ha più conoscenza. Non dobbiamo aspettarci che il Signore operi in quel modo oggi, perché quello era necessario solo per stabilire la chiesa”.

La mia risposta a questo è che, se i miracoli erano necessari per stabilire la chiesa, essi sono ancora più necessari negli ultimi tempi della chiesa. Gli uomini malvagi sono peggiorati sempre di più e il peccato si è moltiplicato. I seduttori sono aumentati, la violenza dilaga senza controllo e l’inferno ha allargato i suoi confini. Satana è sempre più adirato. Mentre dottrine di demoni arrivano a fiumane, l’apostasia diventa sempre peggiore.

Stiamo andando alla deriva. L’aborto ha macchiato le nostre mani di sangue. I nostri giovani sono fuori controllo a causa di cocaina, crack, eroina e alcol diffusi nelle nostre scuole, che devastano e uccidono, trasformando gli adolescenti in ladri e omicidi malati e folli. Nuove malattie mortali si stanno diffondendo nel mondo.

Abbiamo bisogno di più di Gesù, più della Sua potenza salvifica e guaritrice di qualsiasi generazione passata? Gli apostoli conoscevano il prezzo dei miracoli e lo pagarono prontamente, ma noi non siamo disposti a pagare quel prezzo.

lunedì 1 settembre 2014

TENENDO GLI OCCHI SU GESÙ by Gary Wilkerson

“Anche noi dunque, essendo circondati da un così gran numero di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che ci sta sempre attorno allettandoci, corriamo con perseveranza la gara che ci è posta davanti, tenendo gli occhi su Gesù, autore e compitore della nostra fede” (Ebrei 12:1-2).

Nella nostra gara della fede, possiamo essere ostacolati dal “peccato che ci sta sempre intorno allettandoci”. Nel correre questa gara, il nemico allungherà il piede per cercare di farci inciampare. Questo spesso avviene dopo i nostri momenti di vittoria più grandi. Un attimo pensiamo, “Dio è all’opera! Ora vedrò le Sue promesse adempiersi”, ma poi la nostra situazione inizia a volgere nella direzione opposta, confondendo la nostra fede. Rimaniamo lì a pensare, “Signore, pensavo che questo sarebbe stato il mio punto di svolta. Ora le cose sono diventate peggiori che mai”.

Dunque, dov’è la nostra speranza? La troviamo alla fine di questo verso: “Corriamo con perseveranza la gara che ci è posta davanti” (12:1). Sebbene le nostre circostanze ci facciano dubitare e siamo facilmente intralciati dal peccato, la gara in cui ci troviamo riguarda la perseveranza. Ci viene insegnato a perseverare tenendo gli occhi su Gesù. La nostra gara non riguarda il mettere insieme abbastanza fede - noi non possiamo mettere insieme nulla da noi stessi. Dobbiamo guardare a Gesù affinché Egli ci provveda fede, poiché Egli è “autore e compitare della nostra fede” (12:2).

Che cosa meravigliosa: Cristo inizia la fede nei nostri cuori! Molto prima che ci chiamasse a correre la nostra peculiare corsa, c’era questo pensiero nella Sua mente, “Voglio che ciò sia portato a compimento”. Egli ha iniziato la fede in noi e ci ha posti in una gara per vedere i Suoi propositi compiuti.

Dimmi, cos’è successo alla fede che Dio ha piantato nel tuo cuore? Senti che essa sia morta? Sei diventato debole dopo essere caduto così tante volte? Amico, non disperare! Dio ha promesso di iniziare la fede in te, e ciò include riaccendere la fede che hai conosciuto. “La fede dunque viene dall'udire, e l'udire viene dalla parola di Dio” (Romani 10:17).

Se la tua promessa non è stata ancora adempiuta, stai certo che Dio è all’opera, “compiendo la tua fede”.