martedì 31 marzo 2015

MANTENERE LA FEDE

Il Signore desidera un popolo che mantenga la fede anche se dovesse soffrire la perdita di ogni cosa.

“Ora ricordatevi dei giorni passati nei quali, dopo essere stati illuminati, avete sostenuto una grande lotta di sofferenza…Infatti avete anche sofferto con me nelle mie catene e avete accettato con gioia di essere spogliati dei vostri beni, sapendo di avere per voi dei beni migliori e permanenti nei cieli” (Ebrei 10:32, 34).

Questi versi parlano del popolo di Dio che era stato grandemente afflitto “dopo essere stato illuminato”. Avevano visto la luce! I loro beni andarono perduti, ma la fede li rese gioiosi, perché il loro sguardo era rivolto a “beni permanenti”.
Se perdessi ogni tuo possedimento terreno, abbandoneresti la tua fiducia?

Paolo conservò la fede in momenti buoni e in momenti meno buoni. Nei suoi ultimi giorni, poteva vantarsi, “Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho serbato la fede” (2 Timoteo 4:7). Poteva dire, “Satana ha mandato i suoi messaggeri per combattermi a Gerusalemme, Damasco, in Asia, ad Efeso, Antiochia e a Corinto. Ma io ho mantenuto la fede! Cinque volte i giudei mi hanno percosso con trentanove frustate. Sono stato gettato in prigione così tante volte, colpito con sferze tre volte, lapidato, derubato, persino dai miei connazionali – ma ho serbato la fede!

“Sono stato debole a volte, pieno di dolori, affamato, assetato, infreddolito e nudo, appesantito da preoccupazioni di ogni sorta, ma ho mantenuto la fede. Sono stato afflitto, perplesso, bisognoso, perseguitato, ma mai abbattuto, mai distrutto, mai scosso nella mia fede”.

Queste parole ci sosterranno nei giorni a venire: “Egli non temerà cattive notizie; il suo cuore è fermo, fiducioso nell'Eterno” (Salmo 112:7).

“L'Eterno ti custodirà da ogni male; egli custodirà la tua vita. L'Eterno custodirà il tuo uscire e il tuo entrare, ora e sempre” (Salmo 121:7-8).

“Perché nel giorno dell'avversità egli mi nasconderà nella sua tenda, mi occulterà nel luogo segreto della sua dimora, mi leverà in alto sopra una roccia” (Salmo 27:5).

“Invocami nel giorno dell'avversità, io ti libererò e tu mi glorificherai” (Salmo 50:15).

lunedì 30 marzo 2015

CONOSCERE IL VERO GESÙ by Gary Wilkerson

Credo che non sia mai stato più importante per la Chiesa e il mondo conoscere il vero Gesù di quanto non lo sia ora. Per “il vero Gesù” intendo l’unica fonte in grado di soddisfare ogni bisogno e desiderio umano; ogni desiderio di essere amati, conosciuti ed accettati; ogni speranza di avere una vita di valore, di dignità e con uno scopo.

Queste cose non si trovano nel mondo. La nostra cultura è pienamente concentrata sul tipo di fama alla American Idol, che ci dice che saremo soddisfatti solo coi soldi o una bella apparenza o la popolarità. Come seguaci di Dio sappiamo che i nostri più intimi desideri possono essere soddisfatti solo in Cristo.

Eppure, sapendo questo, noi nella Chiesa spesso cerchiamo di ridurre Gesù alla nostra immagine. Molti di noi vogliono un Gesù che si adatti a noi – un Gesù di destra o un Gesù liberale di sinistra. C’è un Gesù nero, un Gesù marrone, un Gesù bianco (che io chiamo il Gesù “Holiday Inn” – quello coi capelli fonati biondi che sembra fluttuare nell’aria).

Quando parlo del “vero Gesù” intendo Colui che soddisfa ogni fame e sete umana. Egli non può essere ridotto a qualche concezione limitata, perché la Bibbia dice che Cristo si può conoscere solo nella Sua pienezza. Ci vuole l’intero consiglio di Dio – l’immagine biblica completa – affinché possiamo ricevere, conoscere e servire fedelmente Gesù. “E noi tutti abbiamo ricevuto dalla sua pienezza grazia sopra grazia” (Giovanni 1:16). In breve, possiamo camminare nella grazia di Cristo soltanto quando Lo conosciamo pienamente. Tutto il resto è un cammino di fede sminuito.

Giovanni inoltre dice, “Egli è venuto in casa sua, e i suoi non lo hanno ricevuto” (1:11). Questo verso parla del rifiuto di Cristo da parte dei giudei, ma quanto del nostro Signore ignoriamo oggi? Enfatizziamo alcuni Suoi insegnamenti rispetto ad altri perché questi sono scomodi? A che livello non abbiamo accettato Cristo nella Sua pienezza?

sabato 28 marzo 2015

IL RE DI SODOMA by Claude Houde

Nel libro della Genesi, vediamo Abraamo, il nostro modello di fede, crescere, prosperare e vedere sempre più chiara la realizzazione di ciò che Dio aveva preparato per lui. Attraverso la sua vita ed il suo esempio, la Bibbia propone una vita di crescita e progresso per ogni credente, che se lo desidera può camminare “di fede in fede e di forza in forza”. Nel capitolo 14 della Genesi, Abraamo ci rivela una delle più importanti ed ancora ampiamente ignoti segreti del cammino di fede. Esso porterà ad “un aumento della tua fede” nella vita di ogni giorno ed produrrà delle conseguenze eterne (leggi Genesi 14:17-24).

Questo passaggio mostra Abraamo che torna vittorioso dal campo di battaglia. Mentre fa ritorno, Abraamo incontra due re: il re di Sodoma ed il re di Salem. Il re di Sodoma veniva da un luogo di fuoco, di fiamme. Il nome “Sodoma” vuol dire “luogo inaridito”. Per favore leggi le sue parole con attenzione, perché il nemico delle nostre anime parla ancora allo stesso modo oggi, alla tua vita ed alla mia. “Il re di Sodoma, del luogo inaridito, dice: 'prendi per te i beni, io voglio le anime'”. Hai capito? Senti queste parole? Mi fanno rabbrividire. C'è una chiesa moderna, egoista ed egotistica, terribilmente materialista e orribilmente egocentrica. Il suo unico scopo e preoccupazione è la propria salute e l'unico messaggio che tollera è quello in cui si parla di benedizione, prosperità e soddisfazione materiale. È stata resa cieca dalla natura eterna di questa tentazione diabolica inspirata dall'inferno stesso.


Caro lettore, siamo stati influenzati da questo vangelo, ossessionati dalla sua benedizione? Abbiamo arreso le nostre “anime” al nostro eterno nemico? Gesù ci insegna che c'è un ladro che viene per rubare, uccidere e distruggere. La fede che si rifiuta e resiste nel luogo segreto dice “no” alla schiacciante offerta del re di Sodoma di vivere per i “beni”, perché questa fede ha passione solo per ciò che è eterno. Questa fede vive per “le anime”. La fede che resiste nel luogo segreto è resa possibile dal rinnovamento giornaliero del Suo Spirito che fa bruciare il Suo carattere divino in noi, facendoci pressione, facendoci muovere, rinnovando in noi una passione a servire, pregare, amare, dare e da fare semplicemente e giornalmente ciò che è in nostro potere per soddisfare quella che è la nostra eterna chiamata: vincere le anime. Resistiamo e rifiutiamoci di “tenere per noi i beni” e perdere le anime.

venerdì 27 marzo 2015

L’AMORE DEL PADRE

Il Nuovo Testamento ha molto da dire sul castigo [correzione educativa]: “E avete dimenticato l'esortazione che si rivolge a voi come a figli: «Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non perderti d'animo quando sei da lui ripreso, perché il Signore corregge chi ama e flagella ogni figlio che gradisce». Se voi sostenete la correzione, Dio vi tratta come figli; qual è infatti il figlio che il padre non corregga?” (Ebrei 12.5-7).

Gesù Stesso dichiarò, “Io riprendo e castigo tutti quelli che amo; abbi dunque zelo e ravvediti” (Apocalisse 3:19).

Paolo scrisse, “Ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, affinché non siamo condannati col mondo” (1 Corinzi 11:32).

Anche l’Antico Testamento parla di castigo: “Figlio mio, non disprezzare la punizione dell'Eterno e non detestare la sua correzione, perché l'Eterno corregge colui che egli ama, come un padre il figlio che gradisce” (Proverbi 3:11-12).

Ciò che stai passando come figlio di Dio non è un incidente o una calamità isolata. Ogni avversità, ogni prova ardente è sotto il Suo premuroso scrutinio e c’è uno scopo per tutto questo. Esso è “per il nostro bene affinché siamo partecipi della sua santità” (Ebrei 12:10).

Il castigo può sembrarci gravoso, come se ci stesse accadendo qualcosa di strano. Non è gioioso, ma dopo essere passato produce “un frutto pacifico di giustizia”. Tuttavia, solo coloro che vogliono imparare e sono disposti a essere formati da esso porteranno frutto.

Satana ti parlerà come fece con Giobbe, “Il giusto non soffre! Se Dio ti ascoltasse, se ti salvasse, se ti amasse, se le Sue promesse fossero vere, dovresti essere messo in salvo immediatamente. La tua sofferenza non dovrebbe prolungarsi tanto. Dov’è il tuo Dio? È questo che ti offre la tua fede?”

Amato, non abbandonare la tua fede! Satana è un bugiardo! Stai soffrendo perché Dio ti ama, perché si cura di te! Hai chiesto al Signore di renderti più simile a Lui e solo Lui sa ciò che serve. Egli sa cosa sta per distruggerti e sa il momento esatto in cui creare una via d’uscita. Egli non agirà finché non sarà il Suo tempo.

Non venire meno! Dio ha tutto sotto controllo, incluso quel dolore, quella malattia persistente. Potresti non finire la corsa se Lui ti sollevasse adesso! Come Paolo, hai una spina che tiene l’orgoglio lontano.

giovedì 26 marzo 2015

IL FUOCO RAFFINATORE

Tutti i profeti dell’Antico Testamento predissero che il popolo di Dio sarebbe passato per il fuoco raffinatore. “Farò passare questo terzo per il fuoco, lo raffinerò come si raffina l'argento e lo proverò come si prova l'oro” (Zaccaria 13:9).

“Egli è come un fuoco d'affinatore, come la soda dei lavandai. Egli siederà come chi affina e purifica l'argento; purificherà i figli di Levi e li affinerà come oro e argento, perché possano offrire all'Eterno un'oblazione con giustizia” (Malachia 3:2-3).

Dio disse a Geremia, “La mia parola non è come il fuoco?” (Geremia 23:29). E Geremia disse, “ Ma la sua parola era nel mio cuore come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa” (Geremia 20:9). Dio sta nuovamente mandando una Parola ardente, raffinatrice, infuocata come i carboni sul Suo altare! Egli sta alzando la fiamma. La vedrai sempre più forte quando il Signore manderà dei santi profeti come messaggeri purificati. “Poiché ecco, il giorno viene, ardente come una fornace” (Malachia 4:1).

Ogni volta che l’argento o l’oro vengono purificati dal fuoco, ogni impurità, scoria, metalli minori, granelli di sporcizia e gli scarti salgono in superficie. Satana si aggira quando Dio ti pone in questo processo purificatore ed ascolti la Sua Parola ardente. Mentre le impurità vengono portate in superficie e la corruzione nascosta viene separata mediante il fuoco, il diavolo dice, “Guarda nel vaso e dimmi cosa vedi. Sporcizia e impurità di ogni tipo. Più il messaggio è rovente, più sporcizia esce fuori. Guardati, un vaso di sporcizia e corruzione! Non ce la farai mai! Hai ascoltato la Parola per anni e tutto ciò che ti resta è sporcizia!”

Tu rispondigli, “Diavolo, vedi Colui che mi siede accanto? Quello è il mio Maestro, il Raffinatore. Egli ventila le fiamme ed è stato Lui a mettermi in questo fuoco. E, diavolo, quella feccia è solo superficiale! Al di sotto di essa, il vaso è pieno d’oro! Il Signore ci sta preparando. Vedi quell’oggetto nella Sua mano? È un setaccio, e quando sarà pronto, Egli setaccerà la superficie del vaso e continuerà a scuotere fino al giorno in cui guarderà dentro al vaso e sorriderà perché vedrà il Suo volto riflesso, proprio dentro di me!”

mercoledì 25 marzo 2015

IL GRANDE NUMERO DI TESTIMONI

Dio ci ha donato un’arma potente da usare contro ogni attacco alla nostra fede. “Anche noi dunque, essendo circondati da un così gran numero di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che ci sta sempre attorno allettandoci, corriamo con perseveranza la gara che ci è posta davanti” (Ebrei 12:1).

Distogli lo sguardo da coloro che cadono intorno a te. Piuttosto, rivolgi lo sguardo al “grande numero di testimoni” che hanno già raggiunto la gloria! Questo verso dipinge un esercito di santi vittoriosi di ogni età al di sopra di noi, come se sedessero in tribuna e incoraggiassero i santi ancora rimasti in gara! Ascolta il loro grido, “Togli quel peccato; c’è vittoria! Noi abbiamo vinto! Abbiamo combattuto fino alla morte e non siamo caduti – perché Dio ci ha sostenuto! La nostra fede non ha mai vacillato. Corri con pazienza, prosegui, la verità funziona! Noi siamo vincitori!”

Sì, qualche predicatore è caduto. Qualche migliaio di predicatori è caduto! Quelli in cui confidi cadono! Significa forse che il diavolo sta guadagnando terreno? Significa che ci saranno solo pochi vittoriosi? Guarda in alto e vedi il grande numero di testimoni, tutti vestiti di bianco!

Ne è valsa la pena? Chiede Noè. “Tutta la mia generazione è venuta meno! Soltanto otto di noi hanno mantenuto la fede, ma abbiamo resistito per 120 anni a dispetto della violenza, del peccato dilagante e degli scherni. Anche tu puoi vincere”.

Dì al diavolo, “Se il peccato è così potente e tu dici che tutti siano ipocriti, allora che dire del grande numero? Da dove proviene quell’esercito di testimoni? Se il peccato è così forte, come hanno fatto in così tanti a liberarsi? Guarda quell’esercito trionfante di testimoni, che agitano le palme e indossano corone di giustizia. Come ce l’hanno fatta?

“Satana, hai derubato e rovinato le loro case. Hai mandato i tuoi scagnozzi a gettare i loro figli nel fiume. Li hai tagliati a pezzi; hai tagliato le loro teste, hai trafitto i loro corpi con la spada. Li hai frustati e picchiati. Hai tagliato le loro gole – eppure non si sono mai piegati. La loro fede ha prevalso!”

martedì 24 marzo 2015

LA FEROCE GUERRA DELLA FEDE

Amato, ci troviamo in una feroce guerra, una lotta per la nostra fede che vale la vita o la morte. Satana è determinato a far naufragare e distruggere la fede degli eletti di Dio, e più forte sarà la tua fede, maggiori saranno i suoi attacchi.

Quando la fede viene fatta a pezzi o si perde, i credenti diventano deboli e si rivolgono all’idolatria e alla malvagità. Paolo avvertì riguardo coloro che avevano abbandonato la fede. Egli incaricò Timoteo di combattere il buon combattimento “avendo fede e buona coscienza, poiché alcuni, avendola rigettata, hanno fatto naufragio nella fede” (1 Timoteo 1:19).

Inoltre avvertì Timoteo, “Or lo Spirito dice espressamente che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, dando ascolto a spiriti seduttori e a dottrine di demoni” (1 Timoteo 4:1). Insieme a Timoteo, Paolo avvertì la chiesa che Satana avrebbe cercato di rovesciare la fede di alcuni. “I quali si sono sviati dalla verità, dicendo che la risurrezione è già avvenuta, e sovvertono la fede di alcuni” (2 Timoteo 2:18).

Pietro si trovò sotto un feroce attacco di Satana contro la sua fede. La sua fede aveva così fatto infuriare l’inferno che il diavolo chiese il permesso di vagliarla per vedere se avrebbe resistito. “Il Signore disse ancora: «Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano. Ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai ritornato, conferma i tuoi fratelli»” (Luca 22:31-32).

Un cristiano dalla fede incrollabile viene segnato come “Nemico n. 1” nell’inferno e questo è il motivo: per la fede e per la potenza che essa rilascia, regni vengono soggiogati; nasce la giustizia; si ottengono le promesse di Dio; le bocche dei leoni vengono serrate; il fuoco satanico viene spento; e si sfugge dalla spada. Il fedele viene reso forte nella sua debolezza e diviene impavido in battaglia, mettendo in fuga l’esercito demoniaco. Questi fedeli resuscitano i morti e non si arrendono nemmeno sotto tortura. Con gioia sopportano scherni, battiture, lapidazioni e, se imprigionati, cantano. La fede sostiene coloro che la posseggono!

lunedì 23 marzo 2015

TUTTE LE COSE SONO DIVENTATE NUOVE by Gary Wilkerson

Come pastore, ho notato un problema comune quando la maggior parte delle persone si siede nel mio ufficio per ricevere assistenza. “Ho deluso gli standard di Dio”, dicono debolmente. “Il mio peccato ha interrotto la mia comunione col Signore”. Pensano che i loro peccati facciano volare via lo Spirito Santo, come una colomba che volteggia in aria finché loro non mettono a posto i loro cuori.

Si tratta di tutti credenti sinceri, eppure non potrebbero sbagliarsi di più su Dio. Quando pecchiamo, è il momento in cui abbiamo più bisogno della comunione di Cristo! Gesù non ci abbandona nel nostro peccato. Egli intercede per noi, andando al Padre e mandando lo Spirito per ricordarci della Sua grazia – una grazia basata sul Suo sangue sparso, non sul nostro comportamento.

Sì, la Bibbia e lo Spirito Santo ci convincono di peccato, ma non dobbiamo essere ansiosi per le conseguenze del nostro peccato. La grazia di Dio è più potente di qualsiasi demone o natura peccaminosa, di ogni montagna o di ogni senso di colpa. Quindi la conseguenza del nostro peccato dev’essere riposare in Lui! Non serve dover ristabilire una comunione con Lui, perché Egli è già all’opera, convincendoci, purificandoci e lavandoci. Egli non ci lascia mai; la Sua opera santa in noi non cessa mai, nemmeno quando noi smettiamo di essere devoti!

Ciò significa che non sei più sotto la legge del peccato, ma sei stato reso libero di camminare nello Spirito, per grazia. Il tuo vecchio uomo è andato; tutte le cose sono diventate nuove. Non devi più dire, “Non posso fare quello che desidero”. Il tuo motto ora è, “Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica” (Filippesi 4:13). Sì, tu puoi – non per le tue capacità, ma attraverso Cristo, che ti ha purificato e chiamato alla giustizia mediante la Sua grazia.

“Infatti ciò che era impossibile alla legge, in quanto era senza forza a motivo della carne, Dio [lo ha compiuto]” (Romani 8:3). Non possiamo sforzarci di ottenere giustizia. Dio ha stabilito la Sua giustizia in noi mediante Suo Figlio, “affinché la giustizia della legge si adempia in noi che non camminiamo secondo la carne, ma secondo lo Spirito” (8:4).

Sei in ansia? Sei tormentato dai tuoi fallimenti? Ti chiedi, “Esiste qualcosa di simile alla libertà per me? Ma la vita cristiana funziona?” Gesù risponde, “Tu sei già stato liberato”. Questa è la realtà che Dio dichiara su di te.

Fa questa preghiera: “Dio, so che Tu hai compiuto questo per me, ma io ho vissuto come se non fosse così. Suggella questa verità nel mio cuore ora. Io posso camminare nello Spirito sapendo che Tu hai compiuto ogni cosa affinché io potessi essere giusto. Amen!”.

sabato 21 marzo 2015

IL DOLORE DELL'IPOCRISIA by Nicky Cruz

Non capirò mai come certe persone possano dichiarare Gesù come proprio Salvatore mentre vivono come se non avessero mai sperimentato la Sua Grazia salvifica. Come possono chiedere a Dio di redimerli mentre vivono una vita priva di pentimento e di rimorsi? Come possono dire di conoscere Cristo quando le loro azioni mostrano chiaramente che non sanno nulla di Lui?

Questo tipo di persone provocano danni al regno di Dio più di quanto Satana possa mai sperare di fare. Sono i più grandi alleati del nemico in un mondo che già va cercando modi per mettere da parte Cristo. Paolo ci dice: “Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente” (Romani 12:2). Per troppo tempo i Cristiani si sono conformati alle vie del mondo: abbiamo permesso al mondo non solo di sfiorarci ma di infettarci completamente. Gli abbiamo permesso di avere il sopravvento sui nostri cuori e le nostre menti facendoci legare dal peccato, anche se noi ci convinciamo di essere liberi.

Ma Gesù promette di portare cambiamento nei nostri cuori e nelle nostre menti, di rinnovarci, di cambiare il modo in cui pensiamo, viviamo ed agiamo. Se non glieLo abbiamo permesso di fare, non Lo abbiamo realmente accettato.


“Oh Dio, crea in me un cuore puro” scrisse Davide, “e rinnova dentro di me uno spirito ben saldo” (Salmo 51:10). Queste parole rappresentano il desiderio di ogni seguace di Cristo. Dovrebbero essere la nostra preghiera giornaliera. Dobbiamo chiedere a Dio un cuore nuovo ed una nuova mente, chiedere una vita pura, sforzarci, momento per momento, di vivere con maggiore misericordia, grazia ed innocenza; diventare sempre più come Gesù ogni giorno che passa.

Quando il mondo ci guarda, ciò che vede definirà la sua visione di Dio. Darà forma a come percepirà il nostro Padre celeste, a ciò che pensano di Lui ed a come venire a conoscere la Sua bontà e Grazia. Siamo ambasciatori del Regno di Dio in un mondo caduto e perduto e le nostre azioni, sia buone che cattive, si rifletteranno direttamente su Dio.

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Nicky Cruz, evangelista conosciuto in tutto il mondo ed autore prolifico, si convertì a Gesù Cristo da una vita di violenza e crimini dopo aver incontrato David Wilkerson a New York City nel 1958. La storia della sua drammatica conversione venne raccontata prima ne La Croce e il Pugnale di David Wilkerson e successivamente nel suo libro e best seller Run, Baby, Run.

venerdì 20 marzo 2015

NON RESTARE BLOCCATO A BABILONIA!

Babilonia sta crollando! Quel mondo di frenesia, cupidigia e di carnalità sta per collassare. “Uscite da essa, o popolo mio, affinché non siate complici dei suoi peccati e non siate coinvolti nei suoi castighi” (Apocalisse 18:4).

Abbiamo spiritualizzato Babilonia talmente tanto che abbiamo perso una semplice e fondamentale verità. Se ne parla in Apocalisse 18 e include il “vivere nel lusso” e “arricchire i mercanti” (cfr. Apocalisse 18:3).

Non c’è niente di male se i mercanti si arricchiscono, ma Babilonia rappresenta lo spirito di avidità – uno spirito così potente, così malvagio e pressante da dire, “Le persone non contano. Ciò che conta è la linea di chiusura del foglio contabile!”

I mercanti piangeranno in quel giorno di terrore, non per le migliaia che bruceranno in quell’olocausto, ma perché la loro macchina da soldi non ci sarà più. Wall Street è stata definita la “Capitale dell’avidità” della nazione, ma questo spirito non si limita ad essa, serpeggia nella società in generale – persino nella chiesa!

Lo Spirito Santo sta dicendo, “Non lasciare che la tua avidità arricchisca i mercanti. Non lasciarti trascinare dallo spendere e dai debiti. Placa i tuoi appetiti. Quand’è troppo è troppo! Esci dal meccanismo di avidità babilonese. Scuotiti di dosso lo spirito che concupisce ricchezze e sempre più beni materiali! Non partecipare al peccato di Babilonia, che è mercanteggiare con lo spirito d’avidità”.

Che preparativi meravigliosi: Gesù mi vuole con Lui! Dal giorno in cui lasciò la terra, Egli si sta preparando per incontrarmi in cielo.

Grazie a Dio per un altro grande preparativo! Gesù disse, “Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, ve lo avrei detto; io vado a prepararvi un posto. E quando sarò andato e vi avrò preparato il posto, ritornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io siate anche voi” (Giovanni 14:2-3).

Mi sento profondamente fortificato da un tale amore. Egli si sta preparando per te e per me e, a mia volta, desidero prepararmi per Lui!

mercoledì 18 marzo 2015

IL CAMPO DI BATTAGLIA FINALE

“guai a voi, abitanti della terra e del mare, perché il diavolo è sceso a voi con grande ira, sapendo di aver poco tempo” (Apocalisse 12:12).

Ascolta queste parole con lo spirito: Satana sa che il suo tempo è breve, infatti “è sceso” sulla terra. Questo pianeta è il campo di battaglia finale! Egli ha preparato le sue forze e la sua strategia è in corso. Tutto l’inferno è una grande rete di operazioni sataniche!

Amato, il principale obiettivo di Satana sono gli eletti di Dio. Non è la sviata e apostata nazione d’Israele, né una chiesa tiepida e autocompiacente, ma è l’immacolata Sposa di Cristo! Un popolo eletto e santo composto da Giudei e Gentili riscattati col sangue – la vera Chiesa!

Satana ingannerà in maniera talmente assoluta i malvagi che questi non si ravvedranno nemmeno sotto il più severo giudizio divino. “Essi infatti sono spiriti di demoni che fanno prodigi…per radunarli per la guerra del…Dio Onnipotente” (Apocalisse 16:14). Non torneranno al Signore nemmeno se l’inferno li guarderà dritto negli occhi. Solo un popolo totalmente ingannato più bestemmiare Dio sotto un sole rovente che consuma!

Il punto di questo messaggio è questo: mentre tutto il cielo e l’inferno sia stato allertato e ovunque nel regno spirituale i preparativi siano sbrigativi per l’ora finale, milioni di cristiani sono completamente addormentati! Quest’indolenza spirituale degli ultimi giorni e questa dormiente incuranza devono essere motivo di grande sbalordimento sia per gli angeli che per i demoni!

I discepoli dormirono durante l’agonia del Signore nel giardino, e oggi non è cambiato molto. Quei seguaci non erano pronti. Dormivano, e abbandonarono il Signore per scappare.

Giovanni il Battista andò avanti al Signore “per preparare al Signore un popolo ben disposto” (Luca 1:17). L’apostolo Giovanni vide la Santa Città, la nuova Gerusalemme, composta da un popolo “pronto come una sposa adorna per il suo sposo” (Apocalisse 21:2). Amato, la Parola è cristallina: dobbiamo essere pronti!

martedì 17 marzo 2015

SILENZIO IN CIELO

Stiamo vivendo nei giorni della preparazione finale. In cielo, nell’inferno e sulla terra, sta ribollendo qualcosa di tremendo e tutta la creazione anticipa il culmine della storia dell’umanità.

Se lo Spirito Santo rimuovesse le scaglie dai nostri occhi, noi credenti saremmo sia gioiosi che terrorizzati da ciò che vedremmo. Grideremmo, “Ma che sta succedendo? Perché tutti si affrettano in maniera tanto determinata ed intensa? Cosa sta per accadere?”

Proprio in questo momento, i cieli sono infervorati di trepidazione! Senza dubbio sta per arrivare il conflitto finale – il momento in cui ogni nemico sarà posto sotto i piedi del nostro Signore. Dio sta preparando ogni cosa in modo solerte!

Se per un attimo fosse rimosso il velo che separa il fisico dallo spirituale, che visione ammireremmo! Ovunque guardassimo vedremmo preparativi in corso. Questi preparativi si possono vedere solo quando ci viene concesso di dare uno sguardo nell’eternità. E, senza speculazioni, possiamo vedere ciò che Dio ha rivelato nella Sua Parola circa questi preparativi finali nel cielo.

Apocalisse 6:1 dice che l’Agnello aprì un sigillo e ci fu “il rumore di un tuono”. Ma poco dopo troviamo una delle affermazioni più sbalorditive di tutta la Parola di Dio: “Si fece silenzio nel cielo per circa mezz'ora” (Apocalisse 8:1).

Nessuna creatura angelica che gridi, “Santo, santo!”, nessun coro che canti – non un solo suono si sentì in tutto il regno eterno di Dio! I cieli tremarono letteralmente con un santo tuono, ma poi Dio restò in silenzio. Cristo e lo Spirito Santo rimasero in silenzio. Perché tale silenzio? E perché mezz’ora?

Il profeta Zaccaria ci fornisce un indizio: “E l'Eterno prenderà possesso di Giuda come sua eredità nella terra santa e sceglierà ancora Gerusalemme. Ogni carne stia in silenzio davanti all'Eterno, perché egli si è destato dalla sua santa dimora” (Zaccaria 2:12-13).

Qui vediamo Dio pronto a reclamare la Sua eredità. Ogni cosa è stata sistemata. I sette angeli del giudizio stanno davanti a Lui, in attesa di ricevere il compito di uscire e colpire la terra. Il momento designato dalla fondazione del mondo è ora giunto.

Le parole usate qui nella Scrittura parlano di un santo silenzio, una grande calma prima della tempesta. E questo silenzio è troppo santo, troppo incomprensibile per la mente umana. Non possiamo nemmeno speculare sul perché in questo momento, proprio prima del giudizio finale, Dio nei Suoi cieli stia in silenzio.

lunedì 16 marzo 2015

SEI ANSIOSO? by Gary Wilkerson

Lascia che ti ponga una semplice domanda: sei stato liberato? Probabilmente pensi, “Certo! Sono stato redento e reso santo da Gesù e vivo per Lui. Questa è la testimonianza di ogni credente”.

Ecco ora la domanda successiva: la tua vita quotidiana riflette la gloriosa libertà che hai appena descritto? I tuoi amici, il tuo coniuge, i tuoi figli direbbero che sei stato liberato? Oppure sei come quei tanti cristiani che sentono di essere su un’altalena spirituale? Il tuo cammino con Cristo va sempre su e giù, apparendo un momento spirituale e quello dopo carnale?

Per fede accettiamo le grandi verità teologiche sull’opera di Gesù per noi – salvezza, redenzione, santificazione, liberazione. Tuttavia, per molti di noi, queste restano “verità spirituali” che esistono in un altro mondo. Cantiamo e ci rallegriamo in chiesa per ciò che Gesù ha fatto per noi – ma il Suo dono di libertà è una realtà nelle nostre vite di tutti i giorni?

A volte lottiamo per restare puri nei pensieri e nelle azioni. Quando veniamo meno nel nostro cammino con Dio – il che succede spesso – ci chiediamo, “Dio mi ha davvero liberato?” Se la tua risposta è no – se ti senti bloccato in una vita di alti e bassi – forse ti preoccupi della tua posizione con Dio. Forse a volte metti persino in discussione la tua salvezza. Amico, questa non è libertà. Allora cosa significa essere davvero liberi in Cristo?

La prima prova di ciò viene da Gesù, che dice, “E chi di voi, con la sua sollecitudine, può aggiungere alla sua statura un sol cubito?...Ma cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte” (Matteo 6:27, 33).

Di recente sono stato in ansia per qualcosa di molto reale: la mia età! Quando avevo vent’anni, guardavo mio padre, che ne aveva cinquanta, e pensavo, “È così vecchio”. Ora che ho raggiunto i cinquant’anni e mi trovo nella seconda metà della vita, inizio ad agitarmi. Cosa mi dice Gesù riguardo le mie preoccupazioni? “Gary, puoi aggiungere una sola ora alla durata della tua vita? Non essere ansioso”.

Cristo offre le stesse parole a tutti noi che ci agitiamo per le nostre vite spirituali: non siate ansiosi. A dispetto di quanto abbattuto o vacillante ti senta riguardo il tuo cammino con Lui, Egli dichiara, “Tu sei una nuova creatura”. Nel momento in cui decidi di seguire Gesù, Egli ti rende nuovo – e ciò non cambierà mai. Anche quando pensi di esserti allontanato troppo, Gesù dice l’opposto: “Non essere ansioso. Ho provveduto tutto ciò che ti serve per avere comunione con Me”.

sabato 14 marzo 2015

LA PREGHIERA CHE RISVEGLIA by Jim Cymbala

I risvegli non sono mai stati caratterizzati da preghiere eloquenti o intelligenti. Se aveste cronometrato i vecchi incontri con un cronometro, avreste scoperto che venivano dati molti più minuti alla preghiera, al pianto ed al pentimento che ai sermoni. Negli “Incontri di Risveglio” del 1857-59 non c'era praticamente affatto la predicazione. Eppure a quanto pare produsse la più grande raccolta di ogni altro risveglio spirituale della storia Americana: le stime davano 1,000,000 convertiti su tutto il territorio Statunitense, su una popolazione nazionale che all'epoca era di soli 30,000,000. Che sarebbe proporzionato a 9,000,000 che oggi cadono sulla proprie ginocchia in segno di pentimento.

Come accadde? Un calmo uomo d'affari di nome Jeremiah Lanphier diede inizio un mercoledì a mezzogiorno ad un incontro di preghiera in una chiesa olandese riformata qui a New York, a poca distanza da Wall Street. La prima settimana, si presentarono sei persone. La successiva ne vennero venti. Quella dopo quaranta... poi decisero di avere incontri giornalieri.

“Non c'era fanatismo, né isteria, solo un incredibile movimento di gente per pregare”, riporta J. Edwin Orr. “I servizi non erano dedicati alla predicazione. Invece, Ognuno era libero di pregare”.

Durante la quarta settimana, il Panico del 1857 colpì; il mercato obbligazionario crollò e le prime banche fallirono. (Entro un mese, più di 1440 banche collassarono). Le persone cominciarono a rivolgersi a Dio più seriamente che mai. La chiesa di Lanphier cominciò ad avere tre incontri di preghiera a mezzogiorno in tre stanze diverse. La chiesa Metodista di John Street, poco distante ad est di Broadway era piena anche quella. Presto si affollò anche il Burton’s Theater sulla Chambers Street con 3,000 persone ogni mezzogiorno.

La stessa cosa venne presto replicata a Boston, New Haven, Philadelphia, Washington, e città si tutto il sud degli Stati Uniti. La primavera successiva 2,000 abitanti di Chicago si riunivano ogni giorno al Metropolitan Theater per pregare. Un giovane ventunenne appena arrivato in città, sentì la sua prima chiamata al servizio cristiano durante quegli incontri. Scrisse a sua madre che aveva intenzione di cominciare una classe di scuola Domenicale. Il suo nome? Dwight L. Moody!

Pensate che oggi l'America sia carente di predicatori, libri, traduzioni della Bibbia e chiare dichiarazioni dottrinali? Ciò che manca realmente è la passione di rivolgersi al Signore finché apra i cieli e si mostri potente.

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Jim Cymbala fondò la Brooklyn Tabernacle con meno di venti membri in un piccolo edificio situato in una zona molto difficile della città. Originario di Brooklyn, è un vecchio amico di David e Gary Wilkerson e assiduo relatore alle conferenze della Expect Church Leadership sponsorizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

giovedì 12 marzo 2015

PRENDERE A CUORE IL LAVORO

Preghiera e umiltà, accompagnate da un odio per il peccato, producono un “cuore per il lavoro”. “Noi dunque ricostruimmo le mura che furono congiunte assieme fino a metà della loro altezza; il popolo aveva preso a cuore il lavoro” (Nehemia 4:6). Veri risvegli di santità producono sempre operai. Libri e seminari e prediche non lo fanno, lo fa il risveglio!

Quando Dio compie qualcosa di genuino fra il Suo popolo, Satana cospira contro di esso. “Quando però Sanballat, Tobiah, gli Arabi, gli Ammoniti e gli Asdodei vennero a sapere che la riparazione delle mura di Gerusalemme progrediva e che le brecce cominciavano a chiudersi, si adirarono grandemente, e tutti assieme congiurarono di venire ad attaccare Gerusalemme e a crearvi disordini” (Nehemia 4:7-8).

Il nemico si adirò molto e cospirò per salire contro di loro e combattere per mettere ostacoli! La sua tattica era d’infiltrarsi segretamente avvicinandosi di soppiatto e cogliendoli di sorpresa. “Essi non sapranno e non vedranno nulla, finché noi piomberemo in mezzo a loro e li uccideremo; così faremo cessare i lavori” (verso 11).

Si trattava di sabotaggio dall’interno! Il nemico disse, “Non sapranno mai che sta succedendo”.

E la strategia di Satana non è mai cambiata. Ancora adesso manda i suoi “angeli di luce” nelle adunanze di tutto il mondo con seduzioni e sabotaggi dottrinali.

Come possiamo individuarli? Quale sarà la nostra salvaguardia? “Ma noi pregammo il nostro Dio e a causa di loro ponemmo contro di loro delle sentinelle di giorno e di notte” (Nehemia 4:9). La chiave qui è un intenso odio per il peccato, vera contrizione, preghiera fervente e vigilanza costante – insieme all’essere ripieni della Parola di Dio. Amato, permetti allo Spirito Santo di investigare il tuo cuore molto profondamente e in maniera completa, affinché tu possa camminare al cospetto del Signore immacolato in quest’ultima ora.

mercoledì 11 marzo 2015

DIO É ALL’OPERA!

Nel 1986, mi ritrovai a camminare per Times Square, a New York, piangendo e soffrendo per tutto quel peccato. Tornai nella mia casa in Texas e per più di un anno piansi e soffrii. Poi Dio disse, “Và e fa qualcosa per tutte quelle rovine”.

Ero andato a vedere la distruzione, ma non fui completamente spezzato finché non venni mosso dalla speranza a iniziare e riedificare le mura!

Hai mai “visto le rovine” nella tua vita? Come Davide, hai peccato e recato onta al Suo nome? C’è una breccia nel tuo cuore, qualcosa di non riparato?

Amato, va bene cadere sulla Roccia (Gesù) e andare in frantumi - essere spezzato in tanti piccoli pezzi. Quando vedi Cristo in tutta la Sua gloria, la visione di Lui in effetti ti spezzerà. Persino il buono in te - il talento, l’efficacia, ogni tua capacità - andranno in frantumi quando starai davanti a Lui, impotente e svuotato!

Daniele disse, “In me non rimase più forza; il bel colorito cambiò in un pallore e le forze mi vennero meno” (Daniele 10:8). Contrizione è la frantumazione totale di ogni forza e capacità umana. Significa riconoscere la piena realtà del peccato e del vituperio che esso reca al nome di Cristo!

Tuttavia, contrizione significa anche riconoscere questo: “Alzati in piedi, perché ora sono stato mandato da te” (Daniele 10:11). É l’assoluta certezza che le cose cambieranno - che la guarigione e la ristorazione arriveranno. Le tue rovine saranno risanate per Dio!

Si tratta di una fede santa che dice, “Dio è all’opera in me! Satana non può trattenermi. Non andrò in rovina, non cadrò. Il mio peccato mi ha addolorato, ma mi sono ravveduto. Ora è tempo di rialzarmi e ricostruire!”

Finché non afferrerai quella speranza, quello zelo e determinazione, non vincerai le tue lacrime. La tua vita potrebbe ancora sembrare un cumulo di macerie, forse ci sono ancora degli angoli pieni di sporcizia e malridotti che hanno bisogni di essere riparati. Ma ricorda che hai la Sua spada e i Suoi strumenti nella mano. E sopra di te c’è un grande cartello, posto dalla mano stessa di Dio, con su scritto: DIO É ALL’OPERA!

martedì 10 marzo 2015

UN CUORE SPEZZATO

Una volta credevo di sapere cosa fosse un cuore spezzato. Pensavo di aver sperimentato molta contrizione - finché lo Spirito Santo non ha aperto i miei occhi a un significato più pronto della parola.

Davide disse, “L'Eterno è vicino a quelli che hanno il cuore rotto e salva quelli che hanno lo spirito affranto” (Salmo 34:18).

Contrizione è più che piangere, più che dolore, più che uno spirito affranto, più che umiltà. Infatti, molti di quelli che piangono non hanno un cuore spezzato. Molti di quelli che s’inginocchiano a Dio e si lamentano non hanno uno spirito contrito. Una vera contrizione rilascia nel cuore la più grande potenza che Dio possa affidare all’uomo - più grande della potenza per resuscitare i morti, più grande della potenza sulla malattia e l’infermità!

Lo Spirito disse al mio cuore, “Ti mostrerò cosa Dio considera un cuore spezzato, affinché Io possa rilasciare in te il tipo di potenza necessaria in un tempo di rovina”. Questa contrizione porta una potenza per ristorare le rovine - una potenza che porta un tipo speciale di gloria e onora il nostro Signore in momenti difficili!

La contrizione ha a che fare con delle mura: abbattute, sgretolate, rovinate. “I sacrifici di Dio sono lo spirito rotto…Fa' del bene a Sion per la tua benevolenza, edifica le mura di Gerusalemme” (Salmo 51:17-18). Dio associava le mura di Gerusalemme con la contrizione.

Lascia che ti mostri un esempio di un uomo dal cuore davvero spezzato: “Poi mi levai di notte assieme a pochi altri uomini, ma non dissi nulla ad alcuno di ciò che il mio Dio mi aveva messo in cuore di fare per Gerusalemme. Non avevo con me alcun altro giumento all'infuori di quello che io cavalcavo…Allora risalii di notte la valle, sempre ispezionando le mura; infine ritornai indietro, rientrando per la porta della Valle, e così feci ritorno” (Nehemia 2:12, 15).

Nel buio della notte, Nehemia “ispezionava le mura”. Il termine ebraico qui usato, shabar, è lo stesso termine usato nel Salmo 51:17 per “cuore rotto”.

Alcuni penserebbero che Nehemia fosse spezzato quando disse “Mi posi a sedere e piansi; quindi feci cordoglio per vari giorni, e digiunai e pregai davanti al Dio del cielo” (Nehemia 1:4). Ma il suo cordoglio e le preghiere erano solo l’inizio delle contrizione. Il cuore di Nehemia non fu pienamente spezzato finché non andò a Gerusalemme, vide le rovine - e si dispose per fare qualcosa a riguardo!

lunedì 9 marzo 2015

BATTAGLIA COSTANTE by Gary Wilkerson

Perché sentiamo di essere in una battaglia costante? È come il cartone in cui un diavolo sta su una spalla e un angelo sull’altra, ognuno in lotta per attirare l’attenzione. Siamo impegnati in una battaglia, ma non di questo tipo. Paolo affronta il nostro vero dilemma in Romani: “ Infatti noi sappiamo che la legge è spirituale, ma io sono carnale, venduto come schiavo al peccato. Giacché non capisco quel che faccio, perché non faccio quello che vorrei, ma faccio quello che odio…Infatti io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene” (Romani 7.14-15, 18).

Paolo non modera le parole quando descrive la sua condizione: “Sono carnale. Compio sempre il male. Nessun bene dimora in me”. Quindi è questa la descrizione basilare che Paolo fa di un cristiano? Sta dicendo, “Tutti i tuoi giorni saranno occupati da tale conflitto?” No, affatto.

Ma Paolo prosegue: “Io scopro dunque questa legge: che volendo fare il bene, in me è presente il male. Infatti io mi diletto nella legge di Dio secondo l'uomo interiore, ma vedo un'altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente e che mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra. O miserabile uomo che sono! Chi mi libererà da questo corpo di morte?” (7:21-24).

Molti cristiani qui si bloccano e dicono, “Sono io questo – sono salvato ma la mia vita è miserabile. Non c’è modo che Dio possa usarsi di me. Spendo ogni ora del giorno a combattere contro il peccato”. Il problema è che questi cristiani non sanno chi sono in Cristo e proprio questo è il punto che vuole fare Paolo. Dipinge un quadro completo del nostro dilemma, descrivendo la nostra miserabile condizione, e chiede, “C’è via d’uscita? Come posso essere liberato da ciò? È impossibile con le mie forze”.

Poi, in uno dei passi più stupendi riportati nella Scrittura, Paolo ci offre la risposta di Dio alla condizione umana: “Io rendo grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore…Ora dunque non vi è alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù, i quali non camminano secondo la carne ma secondo lo Spirito, perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte” (7:25, 8:1-2). C’è una nuova legge all’opera in te – perché c’è un nuovo garante della legge in città! Gesù, il nuovo garante, ha posto fine al passato e corrotto “vecchio uomo” della carne. Non vivi più sotto la legge del peccato e della morte, perché “la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù ti ha liberato”.

sabato 7 marzo 2015

RIMUOVERE IL VITUPERIO D'EGITTO by Carter Conlon

Per troppo tempo la chiesa Americana è stata attratta dalla società attorno ad essa. La teologia della società decaduta è diventata la teologia di molti figli di Dio. Ma oggi sta per sorgere un'altra generazione, quelli che sono stanchi della desolazione, stanchi di essere impotenti, stanchi che il nome di Gesù venga calpestato sotto i piedi.

Il Signore sta chiamando i Suoi e gli sta dicendo: “se vuoi ereditare la vita che ti ho dato morendo, devi scegliere di allontanarti dal peccato; devi rifiutarti di fare ciò che è pratica comune in una società decaduta”.

È di nuovo tempo di miracoli e Dio ha invitato ognuno di noi a farne parte. Siamo come la generazione di Giosuè, quasi pronti ad entrare nella Terra Promessa, ma non possiamo entrarci fin quando il vituperio d'Egitto non venga rimosso, fin quando non veniamo chiaramente marchiati come popolo di Dio.

Ecco perché alla fine della sua lettera ai Corinzi, Paolo dice: “Esaminatevi per vedere se siete nella fede; mettetevi alla prova. Non riconoscete che Gesù Cristo è in voi? A meno che l’esito della prova sia negativo” (2 Corinzi 13:5). Esaminatevi!

Come si fa? È semplice: comincia facendoti alcune domande.

Sto vivendo nella vittoria? Ho il dominio sul peccato, oppure il peccato ha il dominio su di me? Provo a giustificare le mie pratiche peccaminose argomentando e discutendoci su? Ricorda, Gesù dà il Suo Spirito Santo a coloro che credono in Lui per il perdono dei peccati, promettendo che il peccato non avrà più dominio su di loro. Egli dichiara che le cose vecchie sono letteralmente tagliate alla radice e sebbene possa sembrare che siano vive, in realtà sono morte. Al loro posto c'è vita nuova, nuova potenza, nuova vittoria, nuova speranza e un nuovo futuro.

Chiediti: la mia vita è una testimonianza di Cristo? Le persone mi chiedono il perché della speranza che sento dentro di me? Sono guidato a credere da una conoscenza interiore che i piani del Signore per me sono per il mio bene e non per il mio male, per portarmi ad una fine inaspettata, un luogo in cui il mio cuore ha sempre bramato andare?

Se sei determinato a intraprendere la via di Dio, Egli ti darà la grazia di cui hai bisogno. Troverai la vita e la troverai abbondantemente.

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Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 dietro invito del pastore fondatore, David Wilkerson, diventando pastore Senior nel 2001. Un forte e compassionevole leader che è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 6 marzo 2015

UN CUORE FIDUCIOSO

Di recente Dio mi ha mostrato qualcosa sulla fiducia in Lui che non avevo mai capito prima! Il salmista scrisse, “I nostri padri hanno confidato in te; hanno confidato in te e tu li hai liberati. Gridarono a te e furono liberati; confidarono in te e non furono delusi” (Salmo 22:4-5).

Davide testimoniava continuamente, “ Io mi rifugio nell'Eterno” (Salmo 11:1); “O Dio mio, in te confido” (Salmo 25:2). L’etimologia ebraica del termine confido suggerisce “lanciarsi da un precipizio”, ossia, essere come un bambino che sente il padre dire, “Salta!” e obbedire con fiducia, gettandosi dal ciglio fra le braccia del padre.

Questo è un aspetto della fiducia. Alcuni di voi si trovano proprio li ora, sul ciglio, vacillanti, e non avete altra scelta se non quella di lanciarvi fra le braccia di Gesù! Alcuni si sono semplicemente arresi alla loro situazione – che in realtà non è niente più che fatalismo. La chiamano fiducia – ma non è fiducia, è torpore. Fiducia è molto più di passiva rassegnazione! È fede attiva!

Alcuni di voi fanno sembrare il nostro Signore tipo una squadra antincendio. È come se Satana ti mandasse a fuoco casa e tu sei bloccato sul tetto a gridare, “Signore, aiuto! Salvami!” Così arriva il Signore, con gli angeli che tengono una grande rete, e dice, “Salta!” Tu salti, la casa fa a fuoco e tu dici, “Grazie, Signore, per avermi tratto in salvo!”

Molti di noi limitano la propria fiducia a queste operazioni di salvataggio, come a dire al Signore, “Confido che Tu venga a spegnere tutti i miei incendi, salvarmi da ogni guaio e liberarmi da ogni prova. So che ci sarai, Signore, quando avrò bisogno di Te”.

Un cuore fiducioso dice, “Ogni mio passo è ordinato dall’Eterno! Egli è il mio Padre amorevole. Egli ha formato ogni parte di me quand’ero ancora nel grembo di mia madre e conta ogni capello del mio capo. Sono la pupilla del Suo occhio ed Egli ha un piano eterno per me”. Dio ha ogni cosa sotto controllo!

giovedì 5 marzo 2015

LAVATI DALLA PAROLA

Molti cristiani oggi vogliono essere coperti dal sangue ma non vogliono essere purificati! Il rituale del Tabernacolo nell’Antico Testamento fornisce un chiaro esempio del tipo di cammino con Dio che i cristiani dovrebbero avere.

Il Tabernacolo comprendeva un cortile esterno dove l’animale sacrificare veniva ucciso. Ciò provvedeva la copertura per il peccato. Ma sempre all’esterno c’era una conca dove avveniva la purificazione. Nessun sacerdote poteva accedere al Luogo Santissimo e avere comunione con Dio faccia a faccia senza essere stato purificato.

Alcuni cristiani credono di poter bypassare la conca che, per noi, rappresenta il lavacro mediante l’acqua della Parola. Credono di potersi addentrare nel luogo santo col peccato incrostato addosso e i vizi peccaminosi profondamente racchiusi nei loro cuori. Entrano e si vantano, “Io sono la giustizia di Dio in Cristo”.

Il cuore perfetto ricerca più d una sicurezza o di una copertura per il peccato! Esso cerca di stare alla Sua presenza per avere comunione! Comunione è parlare col Signore, condividere una dolce comunione, cercare la Sua faccia. E questo è quello che ottieni nel Luogo Santissimo! Arriva in quest’ordine: copertura, purificazione, consacrazione, comunione.
Molti credenti, tuttavia, non vogliono niente di più che essere coperti – un biglietto veloce per la gloria! Nessun dolore, nessuna croce, nessuna purificazione! Se ne vanno in giro gridando, “Sono sotto il sangue! Sono al sicuro!”

Eppure citano solo metà del verso: “Il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato” (1 Giovanni 1:7). Leggilo tutto: “Se diciamo di avere comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità; ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce…il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato”(1 Giovanni 1-6-7). Gesù disse, “Voi siete già mondi a motivo della parola che vi ho annunziata” (Giovanni 15:3).

Ascoltiamo delle predicazioni che dicono, “Non hai bisogno di essere investigato. Ogni tuo peccato è sotto il sangue! Tutto questo scavare e investigare per trovare il peccato porta solo condanna e colpa”. In Apocalisse 2:23, Gesù disse, “Tutte le chiese conosceranno che io sono colui che investiga le menti e i cuori, e renderò a ciascuno di voi secondo le sue opere”. Amato, Egli era indirizzato alla Chiesa!

mercoledì 4 marzo 2015

UN CUORE CHE SI POSSA INVESTIGARE

Una volta, durante un lungo viaggio dalla tenuta di Teen Challenge in Pennsylvania a New York City, il Signore parlò nel mio uomo interiore: “Esiste una cosa come un cuore perfetto. Voglio mostrarti cosa sia, in modo che tu possa ricercarlo!” In quel momento Dio rivelò al mio spirito che Cristo S’impegna con coloro che camminano davanti a Lui con un cuore perfetto e reattivo.

“L’Eterno investiga ogni cuore” (1 Cronache 28:9). Il cuore perfetto grida con Davide, “Investigami, o Dio, e conosci il mio cuore…e vedi se vi è in me alcuna via iniqua” (Salmo 139:23-24).

Dio disse inoltre a Geremia, “Io, l’Eterno, investigo i cuori” (Geremia 17:10). Il significato ebraico di quest’espressione è “Io esamino profondamente”. La Scrittura dice, “Perché lo Spirito investiga ogni cosa, anche le profondità di Dio” (1 Corinzi 2:10).

In Apocalisse 2:24, Gesù parla delle “profondità di Satana”, del discendere negli abissi del peccato. Stava dicendo che il male discende nell’anima; lì mette radici che scendono fino all’inferno. Davide disse dei malvagi: “I pensieri reconditi e il cuore dell'uomo sono imperscrutabili” (Salmo 64:6). “Perché la prostituta è una fossa profonda” (Proverbi 23:27).

Questi passi sono tutti santi ammonimenti: “Non ti rendi conto di quanto quest’associazione col male ti influenzi. Ti porta giù fino alle profondità di Satana stesso, abissi misteriosi, senza fondo, profondi. Questo sentiero porta all’inferno”.

In questi ultimi giorni il peccato è diventato complicato, subdolo, sensuale e più sofisticato. Arriva mascherato da arte, cultura e istruzione. Credo che esistano nuovi abissi per il peccato oggi. Esso ha messo radici più robuste, più profonde. I nostri figli devono confrontarsi con gli abissi del peccato più di quanto noi non lo siamo mai stati o sapremo mai! “Guai a quelli che vanno in luoghi profondi per nascondere i loro disegni dall'Eterno, che fanno le loro opere nelle tenebre” (Isaia 29:15).

Il cuore perfetto vuole che lo Spirito Santo venga e investighi le profondità dell’uomo interiore, che risplenda in ogni angolo nascosto, che investighi e scavi e porti alla luce tutto ciò che non somiglia a Cristo.

martedì 3 marzo 2015

CON UN CUORE PERFETTO

È possibile camminare al cospetto del Signore con un cuore perfetto! Dio disse ad Abrahamo, “Io sono il Dio onnipotente; cammina alla mia presenza e sii integro” (Genesi 1:17).

Dio disse inoltre ai figli d’Israele, “Tu sarai integro davanti all'Eterno, il tuo Dio” (Deuteronomio 18:13). Davide dispose il suo cuore ad obbedire a tale comandamento. Disse, “Avrò cura di condurre una vita integra…Camminerò con cuore integro dentro la mia casa” (Salmo 101:2).

La Scrittura evidenzia anche che Salomone venne meno riguardo il comandamento divino di essere perfetto: “Il suo cuore non appartenne interamente all'Eterno, il suo Dio, come il cuore di Davide suo padre…e non seguì pienamente l'Eterno, come aveva fatto Davide suo padre” (1 Re 11:4-6).

Vediamo il comandamento del Signore di essere perfetti anche nel Nuovo Testamento. Gesù disse, “Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro, che è nei cieli” (Matteo 5:48).

Paolo scrisse, “…Per presentare ogni uomo perfetto in Cristo Gesù” (Colossesi 1:28). E nella stessa epistola: “Affinché stiate fermi, perfetti e compiuti in tutta la volontà di Dio” (4:12).

E Pietro disse, “E il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla sua eterna gloria in Cristo Gesù, dopo che avrete sofferto per un po' di tempo, vi perfezionerà egli stesso, vi renderà fermi, vi fortificherà e vi stabilirà saldamente” (1 Pietro 5:10).

Perfezione non significa avere un cuore immacolato, senza difetti. L’uomo giudica secondo l’apparenza esteriore, per ciò che vede, ma Dio giudica il cuore, le motivazioni nascoste (1 Samuele 16:7). Si dice di Davide che avesse un cuore perfetto davanti a Dio, “ogni giorno della sua vita”, eppure spesso deluse il Signore. La sua vita fu segnata per sempre dall’adulterio e da un famigerato omicidio.

La definizione basilare di perfetto è: completezza, maturità. In ebraico ed in greco, la definizione include: integrità, essere senza macchia, senza imperfezioni, totalmente obbediente. Significa portare a termine ciò che si è iniziato; un compimento. Wesley la definiva “obbedienza costante”. Un cuore perfetto è un cuore reattivo. Esso risponde prontamente e completamente al corteggiamento del Signore, ai Suoi sospiri e ai Suoi avvertimenti. Un tale cuore dice sempre, “Parla, Signore, poiché il tuo servo ascolta. Mostrami il sentiero e io camminerò per esso”.

lunedì 2 marzo 2015

LA GRAZIA DI DIO ALL’OPERA IN NOI by Gary Wilkerson

La maggior parte di noi ammetterebbe che raramente avvertiamo la grazia di Dio all’opera in noi. Ecco perché siamo inclini a dubitare che la Sua presenza dimori in noi. Paolo affronta la questione per noi in Galati, quando scrive, “Or io dico: Camminate secondo lo Spirito e non adempirete i desideri della carne” (Galati 5:16).

Sembra abbastanza semplice, vero? Eppure tendiamo a prendere questo consiglio di Paolo come un duro comando da obbedire col sudore. Stringiamo i denti e diciamo, “Oggi io voglio camminare nello Spirito”. Poi una volta che inciampiamo pensiamo di non essere stati “spirituali”, così proviamo ancora di più a camminare nello Spirito. All’improvviso ci ritroviamo nuovamente sotto la legge, perché ci siamo rivolti alla nostra capacità carnale invece di confidare di essere già nello Spirito.

Paolo dice, “Ma se siete condotti dallo Spirito, voi non siete sotto la legge” (Galati 5:18). In altre parole, lo Spirito di Dio dimora in te, garantendoti del continuo accesso alla Sua grazia, la quale ti fortifica. Quando Paolo dice, “Camminate nello Spirito” vuole dire “Camminate secondo la grazia, non secondo la legge”.

Paolo ci mostra poi il risultato del cammino nello Spirito: “Ma il frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo. Contro tali cose non vi è legge” (Galati 5:22-23). Prendi nota: Queste cose non sopraggiungono per ciò che facciamo; sono frutto della giustizia che Dio ha messo in noi – il risultato della Sua opera in noi. Forse non ti senti amorevole a volte, ma l’amore c’è in te, perché Dio ce l’ha messo. Forse non senti gioia e pace, ma Dio ha piantato nel profondo entrambe dentro di te. Il Suo Spirito è all’opera in te ogni ora di ogni giorno, alla Sua eterna gloria e per tua immensa benedizione.