martedì 31 maggio 2011

CRISTO REGNA!

Spesso le gente ci scrive dicendo: “io non ho nessuno con cui parlare, nessuno con cui condividere il mio peso. Nessuno ha tempo per ascoltare il mio pianto. Io ho bisogno di qualcuno a cui poter aprire il mio cuore”.

Re Davide era circondato da tante persone: egli era sposato, aveva una famiglia estesa e aveva molti compagni al suo fianco. Eppure noi ascoltiamo lo stesso lamento anche da Davide: “a chi me ne andrò?”. È nella nostra natura desiderare un altro essere umano, con un viso, occhi e orecchie che ci ascoltino e che ci dia dei consigli.

Quando Giobbe divenne sopraffatto dalle sue prove, egli gridò con dolore: “Oh, avessi pure chi m'ascoltasse!” (Giobbe 31:35). Egli emise questo lamento mentre sedeva davanti ai suoi cosiddetti amici. Eppure quegli amici non avevano alcuna comprensione per i problemi di Giobbe. Al contrario, essi erano messaggeri di disperazione.

In questo dolore, Giobbe si rivolse solo al Signore: “Già fin d'ora, ecco, il mio Testimone è nel cielo, il mio Garante è nei luoghi altissimi. Gli amici mi deridono; ma a Dio si volgono piangenti gli occhi miei” (Giobbe 16: 19,20). Nei Salmi Davide esortava il popolo di Dio a fare lo stesso: “Confida in lui in ogni tempo, o popolo;apri il tuo cuore in sua presenza; Dio è il nostro rifugio” (Salmo 62:8).

Anche nel Salmo 142 Davide scrisse:

“Io grido con la mia voce al Signore; con la mia voce supplico il Signore. Sfogo il mio pianto davanti a lui, espongo davanti a lui la mia tribolazione. Quando lo spirito mio è abbattuto in me,tu conosci il mio sentiero. Sulla via per la quale io cammino, essi hanno teso un laccio per me. Guarda alla mia destra e vedi; non c'è nessuno che mi riconosca. Ogni rifugio mi è venuto a mancare; nessuno si prende cura dell'anima mia. Io grido a te, o Signore. Io dico: Tu sei il mio rifugio, la mia parte nella terra dei viventi” (142:1-5).

Io credo nel mio cuore che questo messaggio sia un invito per te da parte dello Spirito Santo a trovare un luogo privato in cui tu possa frequentemente spandere la tua anima al Signore. Davide “sfogava il suo pianto”, e allo stesso modo puoi farlo tu. Puoi parlare a Gesù di ogni cosa – dei tuoi problemi, delle tue prove attuali, delle tue finanze, della tua salute – e raccontargli quanto ti senti oppresso e anche quanto tu ti senta scoraggiato. Egli ti ascolterà con amore e comprensione, e non disprezzerà il tuo pianto.

Dio rispose a Davide. Egli rispose a Giobbe. E per secoli Egli ha risposto al grido del cuore di ognuno che ha creduto nelle Sue promesse. Altrettanto, Egli ha promesso di ascoltare e guidare te. Infatti Egli ti ha promesso sotto giuramento di essere la tua forza. Vai a Lui, e ne uscirai rinnovato.

lunedì 30 maggio 2011

DIO NON CI HA MAI, MAI DELUSI

Non importa ciò che accade all’economia, non importa quale crisi affrontiamo, non importa cosa il dolore o i problemi portino sul nostro cammino – IL NOSTRO SIGNORE BENEDETTO CI STA CONDUCENDO E SI PRENDE CURA DI NOI IN OGNI PASSO DEL CAMMINO.

Dio dovette alla fine ripudiare coloro che aveva liberato dall’Egitto, perché essi dubitarono di Lui e Lo limitarono dopo essere stati così miracolosamente curati tra le Sue braccia d’amore. Non si tratta solo del fatto che Dio vorrebbe che confidassimo in Lui nei momenti difficili – Egli lo richiede. Ecco perché la Scrittura ci avverte con tanto vigore riguardo l’incredulità. Ci viene detto che ciò addolora il Signore e ci preclude ogni benedizione ed opera buona che Egli ci ha promesso. La nostra incredulità rende ogni promessa “inefficace”.

Per noi newyorkesi, questa non è teologia sterile. Dobbiamo mettere in pratica ciò che predichiamo, semplicemente per sopravvivere ogni giorno. Se non confidassimo pienamente nelle promesse del Signore e non ci affidassimo a Gesù con tutto ciò che è in noi, saremmo bloccati dalla paura e dal panico. Le strade qui sono come zone di guerra; le persone vivono nella paura e nel pericolo costante, i passanti vengono uccisi a destra e sinistra. I nostri costi per provvedere a coloro ai quali ministriamo sono pesanti, ed i bisogni della gente ferita sono enormi. SE NON RIPOSASSIMO NELLE PROMESSE ETERNE DI DIO, SAREMMO SOPRAFFATTI.

Ma non siamo sopraffatti – non abbiamo paura. Mentre i problemi peggiorano, noi ci rafforziamo nella potenza dello Spirito Santo.

venerdì 27 maggio 2011

PREGO CHE STIATE GODENDO DELLA PRESENZA DEL SIGNORE

C’è un testo nell’ebraico originale che mi ha benedetto grandemente, e lo voglio condividere con voi. “Mi sono vicini quelli che vanno dietro alla malvagità, ma essi sono lontani dalla tua legge. Tu sei vicino, o Eterno, e tutti i tuoi comandamenti sono verità” (Salmo 119:150-151).

Le podestà e i principati demoniaci avevano circondato Davide, cercando di portare lui ed Israele alla rovina e alla distruzione. Eppure, quest’uomo di Dio testimoniò che come il nemico si avvicinava, egli confidava che il Signore si stesse avvicinando ancora di più. Davide disse che Dio lo teneva per la mano destra, guidandolo attraverso ogni attacco del nemico.

In questa testimonianza di Davide c’è una meravigliosa promessa per te e per me. Possiamo essere certi che satana sia là fuori per distruggere, perseguitare e buttare giù tutti coloro che amano il Signore. Il nemico farà tutto ciò che è in suo potere per portarci in una fossa di disperazione, confusione, colpa e condanna.

Hai qualche “esperto inseguitore” satanico contro di te ora? Una tentazione annientante? Prove? Pesi economici? Problemi familiari o nel matrimonio? Problemi di affari? Quando l’inseguitore si avvicina col proposito di distruggerti, fatti animo: il Signore Dio Onnipotente è ancora più vicino. Egli è al tuo fianco – e se Egli è vicino a te, Egli opererà in tuo favore. Non posso immaginare Dio vicino ad un suo figlio stando lì seduto, permettendo al diavolo di abusare o di corrompere il suo amato, in nessun modo.

Leggi il Salmo 68:1-4 e vedi ciò che Dio ha promesso di fare per te, se non farai altro che confidare in Lui. Puoi proclamare questi quattro versi ora e per il resto di questo anno. Memorizza questi versi, resta fermo su essi, e Dio scaccerà i tuoi nemici.

giovedì 26 maggio 2011

LA PACE DI DIO REGNI NEI VOSTRI CUORI

Lo Spirito Santo mi ha fatto comprendere chiaramente che tutto il mio pregare è totalmente vano se non lo faccio con fede. Io potrei piangere, digiunare, angosciarmi e affliggermi in preghiera, eppure non avere alcun impatto sul Signore, se non faccio tutto ciò con una fede semplice e innocente.

Dio non agirà in nostro favore senza fede. La Parola dice: “Non pensi infatti un tal uomo di ricevere qualcosa dal Signore” (Giacomo 1:7).

Il Signore ci comanda di avere fede in Lui. Eppure spesso abbiamo così poca fiducia in Lui, una fede così piccola nella Sua disponibilità e nel Suo desiderio di rispondere al grido del nostro cuore. Quando andremo in cielo, ci meraviglieremo nello scoprire tutte le benedizioni, la pace e la potenza che noi avevamo a nostra disposizione ma di cui non ci siamo appropriati a causa della nostra debole fede.

MI SENTO FORTEMENTE SPINTO DALLO SPIRITO SANTO AD INCITARVI AD ACCRESCERE LA VOSTRA FEDE. Chiedete al Signore di perdonare la vostra incredulità e di inondare la vostra anima con la fiducia nella Sua disponibilità a rispondere alle vostre sincere preghiere.

Vuoi una fede crescente? Quando ti metterai di nuovo in preghiera, usa i seguenti passi biblici per ragionare col Signore. Egli non ti negherà la Sua Parola. Resta saldo su questi versi:

• Salmo 62:8
• Salmo 91:4
• Salmo 56:3
• Proverbi 30:5
• Geremia 29:10-14

Vai avanti per fede. Egli ti risponderà e lo farà presto.

mercoledì 25 maggio 2011

SALUTI NEL MERAVIGLIOSO NOME DEL SIGNORE

Vi consiglio di dedicare del tempo alla lettura di questi potenti Salmi 142 e 143 per incoraggiare la vostra fede.

Ero interessato a comprendere ciò che Davide stesse attraversando quando Egli disse: “Quando il mio spirito veniva meno in me, tu conoscevi il mio cammino” (142:3). Egli ripete questo concetto nel verso 4 del Salmo 143: “Perciò il mio spirito viene meno dentro di me e il mio cuore è tutto smarrito dentro di me”. Davide in realtà sta dicendo a Dio: “Io sto annegando nei problemi. Sono sotto attacco da parte dei miei nemici e ciò mi sta atterrando”. Egli gridò al Signore: “Presta attenzione al mio grido perché sono ridotto agli estremi…fammi uscire dalla prigione” (142:6,7).

Amati, queste parole sono state scritte per il nostro bene, per la nostra istruzione. Qui c’è un incoraggiamento per tutti i figli di Dio che stanno venendo meno a causa di problemi ed afflizioni. Alcuni stanno annegando in problemi finanziari, sono sopraffatti dai debiti. Migliaia di preziosi credenti possono a malapena arrivare a fine mese. Molte vedove e coppie anziane ci riescono a stento.

Spesso sono stato accusato di essere troppo pessimista e negativo. La gente dice che nessuno vuole ascoltare cattive notizie, che rifiuta ogni predicatore che parla di dolore, sofferenza e problemi. Ma la verità è che molti di noi vivono in un mondo in cui a volte la vita può essere assolutamente opprimente. Come Davide, noi affrontiamo un mare di problemi; siamo afflitti anche nella nostra giustizia. Noi sopportiamo la malattia, la morte di persone a noi care, tempi di confusione, non sapendo cosa fare successivamente. Noi affrontiamo attacchi diabolici di Satana contro la nostra fede.

È proprio nei nostri momenti di oppressione che impariamo a cercare Dio e impariamo a gridare nella nostra sofferenza. Davide disse: “Davanti a lui io effondo il mio lamento, davanti a lui espongo la mia avversità” (142:2). “Nella tua fedeltà rispondimi” (143:1). Sei oppresso anche ora da qualche circostanza nella tua vita? Fai come fece Davide:

• “Protendo le mie mani verso di te; la mia anima è assetata di te, come una terra arida” (143:6).

• “Non nascondermi il tuo volto... fammi sentire la tua benignità al mattino, perché io confido in te; fammi conoscere la via per la quale devo camminare, perché io elevo la mia anima a te” (143:7-8).

• “Liberami dai miei nemici, o Eterno, in te mi nascondo. Insegnami a fare la tua volontà, perché tu sei il mio Dio; il tuo buon Spirito mi guidi in terra piana. Vivificami o Eterno, per amore del tuo nome; nella tua giustizia, tirami fuori dall’avversità” (143:9-11).

Sii incoraggiato. Dio ha tutto sotto controllo! Egli soddisferà il tuo bisogno proprio in tempo.

martedì 24 maggio 2011

LA VOSTRA BATTAGLIA E’ DEL SIGNORE (vedi II Cronache 20:15)

La ragione per cui sto scrivendo è ricordarti che la battaglia che tu stai affrontando non è tua, ma di Dio. Se tu sei un Suo figlio, puoi stare certo che Satana “sta infuriando contro di te”.

In II Cronache 20, una grande moltitudine venne contro il popolo di Dio. Il re Giosafat e la sua gente disposero il loro cuori a cercare il Signore e a digiunare. Il re implorò a Dio una preghiera che molti di noi hanno elevato almeno una volta nel nostro cammino spirituale: “Noi siamo senza forza, di fronte a questa gran moltitudine che avanza contro di noi; e non sappiamo che fare, ma gli occhi nostri sono su di te!” (II Cronache 20:12). “Allora lo Spirito del Signore venne in mezzo all'assemblea …dicendo: non temete e non vi sgomentate … poiché questa non è battaglia vostra, ma di Dio” (II Cronache 20:14,15).

Isaia diede questo avvertimento a tutte le forze sataniche: “Chi hai tu insultato ed oltraggiato? Contro chi hai alzato la voce?... Contro il Santo d’Israele” (Isaia 37:23).

Dio parlò al Suo popolo d’Israele e dice ancora a noi oggi: “la battaglia non è contro di te. È la furia di Satana contro di me, il Signore che dimora in te”. Dio disse a Satana: “Ma io so quando ti siedi, quando esci, quando entri e quando ti infuri contro di me” (Isaia 37:28).

Io ti chiedo: dov’è la tua battaglia? Nel tuo matrimonio? Nei tuoi affari o nel tuo lavoro? Nelle tue finanze? Nella tua salute? La tua battaglia si fa ogni giorno sempre più intensa? Se hai un cuore disposto per Gesù e un desiderio di legarti a Lui, tu affronterai la furia dell’inferno. Ma questa non è ugualmente una tua battaglia.

Puoi porre fine rapidamente alla tua battaglia se scegli semplicemente di abbandonare e lasciare da parte le tue paure e i tuoi dubbi. Satana non potrà disturbare coloro che ripongono la propria fiducia nel Signore.

Si, la battaglia è del Signore, ma noi abbiamo un ruolo che è quello di aver fiducia e credere nelle Sue promesse a fronte della disperazione e di ciò che a noi sembra impossibile. “Perché dici tu, o Giacobbe, e perché parli così, Israele: la mia vita è occulta all’Eterno e al mio diritto non bada il mio Dio?” (Isaia 40:27).

La fede richiede che io volti le spalle a tutti i miei problemi, a tutte le mie situazioni critiche, a tutte le mie paure, le mie ansietà, e riponga tutto nelle mani del Signore. Quando faccio questo e realizzo che la mia battaglia è al di là delle mie capacità, devo deporre tutto sotto la Sua mano

Il nostro Signore conosce la furia di Satana, e noi dobbiamo credere fermamente che Lui agirà. Egli ci condurrà attraverso le inondazioni e gli incendi e caccerà via tutti i nemici spirituali. Qui c’è una Parola di Dio riguardo a quello che Egli farà: “Poiché ti sei infuriato contro di me, e perché la tua insolenza è salita alle mie orecchie, io ti metterò il mio anello al naso, e il mio morso in bocca e ti farò tornare per la via da cui sei venuto” (Isaia 37:29).

Se tu rimarrai saldo nelle tua fede, credendo in Lui, riposando nelle Sue promesse, rigettando tutte le bugie di Satana che vengono nella tua mente, allora aspetta che Dio venga col Suo Spirito nella tua situazione e porti un’attesa fine alla tua particolare battaglia. Egli muoverà il cielo e la terra per liberarti ed aprire una via. Questa via è credere, credere, credere! “Egli fa cessare le guerre” (Salmo 46:9).

lunedì 23 maggio 2011

PROMESSE

In tutto il libro agli Ebrei è ripetuto il nostro enorme bisogno di pazienza:

• "Quando Dio infatti fece la promessa ad Abrahamo, siccome non poteva giurare per nessuno maggiore, giurò per se stesso... E così, Abrahamo, avendo aspettato con pazienza, ottenne la promessa (Ebrei 6:13-15, enfasi mia).

• "Affinché non diventiate pigri, ma siate imitatori di coloro che mediante fede e pazienza ereditano le promesse" (6:12).

• "Avete infatti bisogno di perseveranza affinché, fatta la volontà di Dio otteniate ciò che vi è stato promesso" (10:36).

Dio ci ha dato molte promesse meravigliose - per spezzare ogni legame del peccato, per darci la forza di sconfiggere ogni dominio del peccato, per darci un cuore nuovo, per purificarci e santificarci, per conformarci alla stessa immagine di Cristo. La Sua Parola ci assicura: "Or a colui che può salvaguardarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria irreprensibili e con grande gioia" (Giuda 24).

Ma Dio fa tutte queste cose per noi solo a suo tempo, secondo i suoi programmi divini. Lui non si fa mettere sotto pressione da nessuno. E ignora tutte le richieste di cura istantanea. In breve, la fede vera da parte nostra esige che aspettiamo pazientemente il nostro Signore. La nostra risposta a lui dovrebbe essere: "Signore, io credo che tu sia fedele alla tua Parola. E per la potenza del tuo Spirito in me, aspetterò pazientemente finché non realizzerai queste cose nella mia vita. Da parte mia voglio riposare in fede, aspettandoti".

Forse stai affrontando prove e tentazioni orribili. E forse Satana ti sta bisbigliando menzogne orrende. A volte potrai cadere. Infatti, ti chiedi forse se mai riuscirai a raggiungere l'obiettivo. Ma, mentre sopporti tutte queste afflizioni, ti aggrappi alla fede con pazienza - credendo che Dio è all'opera, che mantiene la sua Parola e sarà il tuo Geova Tsidkenu - veglierà su di te perché sei giusto. Lui ha giurato solennemente: "Per fede riceverai la promessa".

Paolo ci dà una definizione della giustizia del Signore in Romani 4:20-23: "[Abrahamo] neppure dubitò per incredulità riguardo alla promessa di Dio, ma fu fortificato nella fede e diede gloria a Dio, pienamente convinto che ciò che egli aveva promesso era anche potente da farlo. Perciò anche questo gli fu imputato a giustizia. Ora non per lui solo è scritto che questo gli fu imputato.".

La Bibbia non avrebbe potuto dirlo in parole più chiare. Per farla breve, giustizia è credere nelle promesse di Dio, pienamente persuasi che lui manterrà la sua parola. Al contrario, l'incredulità è esitare sulle sue promesse, dubitando che Dio non farà quello che ha promesso.

venerdì 20 maggio 2011

DAMMI TUTTI I TUOI DOMANI

Il Signore un giorno apparve ad Abrahamo e gli diede un comando incredibile: “Vattene dal tuo paese, dal tuo parentado e dalla casa di tuo padre, nel paese che io ti mostrerò” (Genesi 12:1).

Che cosa incredibile! Da un momento all’altro, Dio sceglie un uomo e gli dice: “Voglio che ti alzi e ten e vada, lasciandoti tutto alle spalle: la tua famiglia, i tuoi parenti e persino il tuo paese. Voglio mandarti da qualche parte, e ti dirò come arrivarci mentre sarai per strada”.

Come reagì Abrahamo a questa incredibile parola del Signore? “Per fede Abrahamo, quando fu chiamato, ubbidì per andarsene verso il luogo che doveva ricevere in eredità; e partì non sapendo dove andava” (Ebrei 11:8).

Cosa voleva fare Dio? Perché aveva cercato fra le nazioni un uomo, e poi lo aveva chiamato a dimenticare tutto e a partire per un viaggio senza cartina stradale, senza direttive chiare, senza una méta conosciuta? Pensate a ciò che Dio stava chiedendo ad Abrahamo. Non gli aveva mai mostrato come avrebbe potuto nutrire o sostenere la sua famiglia. Non gli aveva detto quanto lontano sarebbe dovuto andare né quando sarebbe arrivato. Gli disse solo due cose, in effetti: “Va’” e “Io ti mostrerò il cammino”.

In effetti, Dio aveva detto ad Abrahamo: “Da questo giorno in poi, voglio che tu mi dia tutti i tuoi domani. Dovrai vivere il resto della tua vita mettendo il tuo futuro nelle mie mani, un giorno alla volta. Ti chiedo di arrendere la tua vita alla promessa che sto per farti, Abrahamo. E se lo farai, io ti benedirò, ti guiderò e ti porterò in un posto che non hai mai immaginato”.

Il posto in cui Dio voleva condurre Abrahamo è il posto in cui vuole portare ogni membro del corpo di Cristo. Abrahamo è quello che gli studiosi della Bibbia definiscono un “modello”, qualcuno che costituisce l’esempio di come camminare davanti al Signore. L’esempio di Abrahamo ci mostra cosa è necessario a chi vuole cercare di piacere a Dio.

Non fraintendetemi, Abrahamo non era un giovane quando Dio lo chiamò a fare questo passo. Probabilmente aveva già dei programmi in mente per assicurarsi il futuro della sua famiglia, perciò dovette valutare da ogni lato la chiamata di Dio. Ma Abrahamo “credette all'Eterno, che glielo mise in conto di giustizia” (Genesi 15:6).

L’apostolo Paolo ci dice che tutti quelli che credono e confidano in Cristo sono figli di Abrahamo. E, come Abrahamo, anche noi siamo ritenuti giusti perché udiamo la stessa chiamata ad affidare tutti i nostri domani nelle mani del Signore.

giovedì 19 maggio 2011

LIBERI DALLE FAUCI DEL LEONE

È per il nostro bene che Dio ci dice di ricordare. Il ricordo delle nostre liberazioni passate ci aiuta ad aumentare la nostra fede per quanto stiamo passando proprio ora.

Stai affrontando una crisi? Hai il gigante minaccioso di un problema a casa, a lavoro o in famiglia? L’unico modo per affrontare un gigante è fare come fece Davide: ricordare il leone e l’orso. Ricordando la fedeltà di Dio nei suoi confronti nelle crisi passate, Davide poté andare contro Golia senza paura.

Quando Davide si offrì di combattere Golia, “Saul disse a Davide: «Tu non puoi andare contro questo Filisteo per batterti con lui…Ma Davide rispose a Saul: «Il tuo servo pascolava il gregge di suo padre; quando un leone o un orso veniva a portar via una pecora dal gregge, io lo inseguivo, lo colpivo e la strappavo dalle sue fauci…Sì, il tuo servo ha ucciso il leone e l'orso; e questo incirconciso Filisteo sarà come uno di loro” (1 Samuele 17:33-36).

Migliaia nel popolo di Dio oggi stanno affrontando giganti da ogni lato. Ma molti si fanno piccoli per la paura. Ciò ti descrive? Hai dimenticato il tempo in cui eri così malato da essere vicino alla morte, quando il Signore ti ha rialzato? Ricordi il disastro finanziario quando pensasti: “E’ fatta, sono finito”, invece il Signore ha provveduto e ti ha custodito fino ad oggi?

Ci sono molte cose che non comprendiamo e che non comprenderemo finché non saremo a casa con Gesù. Ma credo fermamente che Dio possa guarire, e che Egli abbia una via d’uscita in ogni situazione. La domanda per noi è, dove troviamo la fede, il coraggio, per restare fermi e ottenere la vittoria in Lui?

Essa arriva solo ricordando il leone e l’orso. Arriva quando sei in grado di ricordare l’incredibile fedeltà di Dio e le vittorie passate che ti ha donato. Non puoi affrontare un gigante finché non sarai in grado di vedere e capire la maestà e la gloria di Dio nella tua vita.

mercoledì 18 maggio 2011

TROVARE NUOVE FORZE

Quanto velocemente ci dimentichiamo delle grandi liberazioni di Dio nelle nostre vite, quanto facilmente diamo per scontato i miracoli che Egli compie in noi. Eppure la Bibbia ci ripete del continuo “Ricorda le tue liberazioni”.

Siamo così simili ai discepoli. Essi non compresero i miracoli di Cristo, quando in modo soprannaturale sfamò migliaia di persone con pochi pani e pochi pesci. Gesù compì questo miracolo due volte, sfamando 5000 persone una volta e 4000 la volta seguente. Alcuni giorni dopo, i discepoli avevano rimosso tali eventi dalla loro memoria.

Avvenne quando Gesù li mise in guardia circa il lievito dei farisei. I discepoli pensarono che ne stesse parlando perché loro avevano dimenticato di portare il pane per il viaggio. Ma Cristo rispose loro: “Non avete ancora capito e non vi ricordate dei cinque pani per i cinquemila uomini, e quante ceste ne avete raccolto? E dei sette pani per i quattromila uomini, e quanti panieri ne avete riempito?” (Matteo 16:9-10).

Secondo Marco, Cristo restò sbalordito da quanto velocemente i Suoi discepoli avessero dimenticato. Gesù disse: “Perché discutete sul fatto che non avete pane? Non capite ancora e non intendete? Avete il vostro cuore ancora indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate? Quando spezzai i cinque pani per i cinquemila, quante ceste piene di pezzi avete raccolto?” (Marco 8:17-19).

Cosa ci dicono questi passi? E’ chiaro che nessuno dei discepoli si fermò a considerare cosa stava succedendo mentre quell’evento miracoloso avveniva. Prova a immaginare questi uomini camminare fra le folle portando le loro ceste, distribuendo pani e pesci che si moltiplicavano miracolosamente davanti ai loro occhi. Penserai che quei discepoli saranno caduti sulle loro ginocchia gridando: “Com’è possibile? È semplicemente straordinario. Va assolutamente al di là di ogni spiegazione umana. Oh, Gesù, Tu sei davvero il Signore”. Me li immagino esortare le persone che servivano: “Ecco, celebrate il cibo miracoloso inviato dalla gloria. Gesù lo ha provveduto”.

I discepoli videro questi miracoli con i loro stessi occhi tuttavia, in qualche modo, l’importanza di tali eventi non diceva loro nulla. Non comprendevano quei miracoli e, allo stesso modo, io e te dimentichiamo i miracoli di Dio nella nostra vita. Le liberazioni di ieri vengono presto dimenticate fra le crisi di oggi.

Attraverso entrambi i Testamenti, leggiamo “Ricordate il potente braccio dell’Eterno, per compiere miracoli in vostro favore. Ricordate tutte le vostre liberazioni passate”. Considera l’esortazione di Mosè a Israele dopo il miracolo del Mar Rosso: “Ricordatevi di questo giorno, nel quale siete usciti dall'Egitto, dalla casa di schiavitù; poiché l'Eterno vi ha fatto uscire da questo luogo con mano potente…” (Esodo 13:3).

martedì 17 maggio 2011

ESALTIAMO IL NOME DI GESU’ CRISTO NOSTRO SIGNORE!

Qualcuno che sta leggendo necessita di un tocco da parte di Gesù. Quando il Signore ministrava qui sulla terra, Egli andò in giro guarendo e ristorando gli afflitti semplicemente toccandoli. Quando Gesù toccò la suocera di Pietro, “la febbre la lasciò”. Egli toccò la bara del bambino morto e il ragazzo tornò in vita. Egli toccò gli occhi di persone cieche ed esse poterono vedere. Egli toccò l’orecchio di un uomo sordo il quale immediatamente riacquistò l’udito. Dei genitori portarono il loro bambino a Gesù “affinché Egli lo toccasse”. Il Suo tocco gentile cambiò tutto. Moltitudini di persone portarono le loro malattie ed infermità e Gesù trovava sempre il tempo di stendere la Sua mano e toccarle tutte, guarendole.

Se tu conosci realmente il Signore intimamente, hai sperimentato e sentito il tocco della mano di Gesù. In tempi di solitudine, di scoraggiamento, di confusione, tempi così incerti e dolorosi, tu hai gridato dal profondo della tua anima: “Signore Gesù, io ho bisogno del Tuo tocco, ho bisogno di sentire la Tua presenza. Vieni, Gesù, e tocca la mia anima assetata”.

Qualcuno necessità di un tocco di Dio sulla sua mente. Satana è venuto con i suoi malvagi principati per tormentare e sovraccaricare la mente con pensieri diabolici, pensieri incredibili, pensieri che non piacciono a Dio, pensieri spaventosi, di indegnità, pensieri di disappunto da parte di Dio. I credenti onesti ti diranno che hanno sperimentato questi attacchi nelle loro menti. Satana è determinato a distruggere la nostra fede e la nostra dipendenza dal Signore.

Nella Scrittura, il tocco di Gesù si verificava in risposta ad un grido. Non esistono testimonianze che Egli abbia mai tralasciato o rigettato un tale grido. Ed Egli non ignorerà il tuo grido, ma risponderà con misericordia al tuo bisogno. In Matteo 8 leggiamo di un lebbroso che venne a Gesù dicendo: “Signore, se vuoi, Tu puoi mondarmi”. Gesù stese la Sua mano e lo toccò dicendo: “si, io lo voglio, sii mondato. E in quell’istante egli fu guarito dalla sua lebbra”. Dopo aspettati che Colui che non ha riguardi personali, ti toccherà e ti guarirà, nella mente, nel corpo, nell’anima e nello spirito. Il braccio del Signore è steso su di te, ma Egli aspetta un tuo grido di bisogno, il grido d’aiuto che è anche un grido di attesa.

“Ma gli Egiziani ci maltrattarono, ci oppressero e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo all’Eterno, il Dio dei nostri padri e l’Eterno udì la nostra voce, vide la nostra afflizione, il nostro duro lavoro e la nostra oppressione. Così l’Eterno ci fece uscire dall’Egitto con potente mano e con braccio steso, con cose spaventose e con prodigi e segni; ci ha poi condotti in questo luogo e ci ha dato questo paese, paese dove scorre latte e miele” (Deuteronomio 26: 6-9).

lunedì 16 maggio 2011

DIO VI BENEDICA E VI MANTENGA NELLA PACE

Lo Spirito Santo mi ha spinto a leggere Esodo 12, che contiene la descrizione della liberazione di Israele dall’Egitto.

Sulla porte delle case di ogni Israelita, gli stipiti e gli architravi vennero spruzzati col sangue di un agnello al fine di proteggere il popolo di Dio dal passaggio dell’angelo della morte. Quando giunse il giorno, una moltitudine di Israeliti, contenente seicento mila uomini, più donne e bambini, marciò fuori dalla cattività. “Alla fine dei quattrocentotrent’anni, proprio in quel giorno, avvenne che tutte le schiere dell’Eterno uscirono dal paese d’Egitto”. (Esodo 12:41)

Nel capitolo successivo mi sono soffermato sul verso 3 in cui sta scritto: “poiché l’Eterno vi ha fatto uscire da questo luogo con mano potente” (Esodo 13:3). Il popolo di Dio fu liberato solo dalla potente mano del Signore, non da mezzi umani.

Davide dichiara: “Dio è la mia potente fortezza e rende la mia via perfetta. Egli dall’alto stese la mano e mi prese, mi trasse fuori dalle grandi acque. Mi liberò dal mio potente nemico e da quelli che mi odiavano, perché erano più forti di me…Egli è lo scudo (protettore) di tutti quelli che sperano in Lui”. (II Samuele 22: 33, 17, 18, 31).

La nostra fede e la nostra forza possono divenire deboli, ma nei nostri momenti di debolezza Dio ci ha dato delle meravigliose promesse per rinnovarci e rafforzarci:

• “Tu mi hai cinto di forza per la battaglia” (II Samuele 22:40).

• “I deboli sono cinti di forza” (I Samuele 2:4).

• “L’Eterno darà forza al suo popolo; l’Eterno benedirà il suo popolo con la pace” (Salmo 29:11).

• “Il Dio d’Israele è quello che dà forza e vigore al popolo. Benedetto sia Dio” (Salmo 68:35).

• “Non abbandonarmi quando il mio vigore viene meno … mi addentrerò nelle potenti opere del Signore” (Salmo 71: 9, 16).

• “Beati coloro che ripongono la loro forza in te … Essi vanno di valore in valore e infine compaiono davanti a Dio in Sion”. (Salmo 84: 5,7)

Amati, credete che il nostro Signore è potente? Se Egli è potente, nessun potere può resistergli. Pertanto, riponi ogni cosa nella sua potente mano di forza e potere. Egli aprirà una strada. Soprattutto, credi in questa parola: “Nel giorno in cui ti ho invocato, tu mi hai risposto ed hai accresciuto il vigore dell’anima mia” (Salmo 138:3)

Dio ti ami e ti benedica.

venerdì 13 maggio 2011

PERDONATO

Gesù ci dice: “In verità, in verità vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita” (Giovanni 5:24). Il termine greco che Gesù usa per “giudizio” qui significa condanna. Egli sta dicendo: “Se credi in me, passerai dalla morte alla vita e non sarai giudicato”.

Infatti, la Scrittura ci dice dall’inizio alla fine che quando il Signore ci perdona i peccati, li cancella completamente dalla sua memoria:

“Io, proprio io, sono colui che per amore di me stesso cancello le tue trasgressioni e non ricorderò più i tuoi peccati” (Isaia 43:25).

“Ho cancellato le tue trasgressioni come una densa nube, e i tuoi peccati come una nuvola; torna a me, perché io ti ho redento” (Isaia 44:22).

“Poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato" (Geremia 31:34).

“Io avrò misericordia delle loro iniquità e non mi ricorderò più dei loro peccati e dei loro misfatti” (Ebrei 8:12).

"Questo è il patto, che farò con loro dopo quei giorni, dice il Signore, io metterò le mie leggi nei loro cuori e le scriverò nelle loro menti", e aggiunge: "E non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità" (Ebrei 10:16-17).

“Egli avrà nuovamente compassione di noi, calpesterà le nostre iniquità. Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati” (Michea 7:19).

Ecco una buona notizia per ogni cristiano che è continuamente affaticato, o si dà sempre da fare per mortificare le opere della carne con la sua forza. Sei forse tra questi? Quante promesse hai fatto a Dio, ma le hai sempre disattese? Quante volte hai cercato di piacere al Signore lottando contro le tue concupiscenze e le cattive abitudini, ma hai sempre fallito?

Ecco una buona notizia per te, scritta nel libro di Michea: “Io, il Signore, getterò via tutte le tue iniquità”. Dio ci ha fatto vedere passo dopo passo in questi versi in che modo cancella tutti i nostri peccati dalla sua memoria. Li fa sparire, non li ricorda più, li seppellisce nel mare, li “assoggetta”, cioè li scaccia via e li cattura.

Isaia ci dice perfino che Dio prende le nostre trasgressioni e se le lancia alle spalle. “Hai gettato dietro le tue spalle tutti i miei peccati” (Isaia 38:17). Questo significa che Dio non guarderà più i nostri peccati né li riconoscerà.

Ora voglio farti una domanda: se Dio perdona i nostri peccati, perché non dovremmo farlo anche noi? Perché permettiamo sempre al diavolo di buttarci addosso del fango e di rivangare il passato per farci male, se tutti i nostri peccati sono stati già coperti dal sangue di Cristo?

La potenza purificatrice e perdonante del sangue di Cristo racchiude tutto. Copre tutta la nostra vita!

giovedì 12 maggio 2011

PROPRIO PRIMA DELLA VITTORIA

Se stai sperimentando confusione, dolore e sofferenza, forse Dio sta operando in tuo favore in un modo tutto Suo. Spesso è l’opera sovrana del nostro Dio che svela un piano speciale noto a Lui solo. In tutta la sofferenza del popolo di Dio, Egli è all’opera. Il miracolo presto segue la confusione.

Studia la tua Bibbia e scoprirai questi stessi schemi nelle vite di tutto il popolo di Dio. Caso dopo caso, quando Dio iniziava ad adempiere le Sue promesse, sembrava che il tetto fosse il primo a collassare!

Pensa a Daniele e ai tre ragazzi ebrei. Si donarono ad una vita di santità e separazione dal mondo e da tutti i suoi piaceri. Daniele si consacrò a una vita di preghiera, lacrime e intercessione, ma cosa ha portato tutto questo a lui e ai suoi amici? Prove proprio prima della vittoria!

Non passi dalla stanzetta della preghiera a una qualche cima vittoriosa, vai piuttosto nella fossa dei leoni. Non passi dalla consacrazione ad una vita di solo riposo e benedizione, vai invece nella fornace ardente. Questi uomini non avevano paura di affrontare dolore e sofferenza, perché sapevano che sarebbe sempre finita con la volontà di Dio. Dai leoni e la fornace ardente alla perfetta volontà di Dio!

Pensa ad Elia. Dio gli fece la gloriosa promessa di un risveglio spirituale nel paese, di benedizioni e pioggia abbondante, di un nuovo giorno di vittoria per il popolo di Dio e del rovesciamento di Acab e Izebel. Ma guarda tutta la confusione che esplose dopo che venne fatta la promessa. Izebel minacciava alla sua vita, inseguendolo fino a farlo nascondere tra le montagne. Forze malvagie uccisero i profeti di Dio e il paese continuava a giacere nella malvagità e nella siccità. In effetti, la Parola di Dio sembrava un inganno.

Riesci ad immaginare quanto Elia dev’essersi sentito confuso? “Ma che razza di preghiera risposta è questa? Sono stato lasciato solo. Dov’è il Signore? La Sua promessa è venuta meno?” E nel frattempo, Dio stava facendo esattamente ciò che aveva detto. La confusione presto passò e la risposta giunse veloce.

Cristo lasciò ai Suoi discepoli una promessa che li avrebbe sostenuti in ogni confusione e dolore, ma essi erano troppo distrutti dal dolore per ricordarsene. Egli aveva detto loro: “Ma dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea” (Matteo 26:32).

In altre parole: “Non cercate di capire. Non contestate il tempo della confusione. Non è la vostra battaglia. Dio è all’opera! Quando tutto sarà finito, io andrò ancora davanti a voi. Il vostro pastore sarà ancora là”. Quale parola incoraggiante!

mercoledì 11 maggio 2011

CUSTODITI DALLA POTENZA DI DIO

Pietro disse: “Dalla potenza di Dio mediante la fede siete custoditi, per la salvezza che sarà prontamente rivelata negli ultimi tempi” (1 Pietro 1:5). Vedo qui una profezia che conferma che in questi ultimi giorni Dio sta ancora una volta rivelando la Sua potenza protettrice per il Suo popolo.

Cristo pregò il Padre per i Suoi discepoli: “Mentre ero con loro nel mondo, io li ho conservati nel tuo nome; io ho custodito coloro che tu mi hai dato, e nessuno di loro è perito” (Giovanni 17:12). I discepoli non si sono custoditi da loro stessi nella volontà di Dio, essi erano custoditi dalla meravigliosa potenza al di fuori di loro stessi. Non ce l’avrebbero fatta nemmeno per un giorno senza la potenza protettrice di Cristo.

Quale gloriosa preghiera fece Cristo in nostro favore: “Io non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno” (Giovanni 17:15).

In greco, il termine preservi è molto significativa. Come in Pietro 1:5, significa:

• Stabilire un avamposto militare.
• Sorvegliare, circondare, proteggere con una guarnigione.
• Stabilire una fortezza con una schiera militare completa, con un apparato militare completo.
• Riconoscere il nemico con grande anticipo e proteggere dal pericolo.

Il Signore non è solo una forte torre, ma Egli stabilisce in noi una postazione militare, gestita da un esercito completamente equipaggiato. Diveniamo veramente un avamposto militare con eserciti e soldati, cavalli e carri pronti a combattere, e con una sentinella che vede l’avanzata del nemico in anticipo.

Gesù pregò: “Proteggili dal male …” Il termine greco per proteggili significa:

• Liberazione dall’effetto o dall’influenza di qualsiasi cosa cattiva, malvagia, dolorosa, pericolosa, volgare, maliziosa o malefica.
• Liberazione da Satana stesso e da tutto ciò che sia corrotto o malato.

Metti tutto insieme e sembra quasi troppo belli per essere vero. Siamo l’avamposto militare di Dio, protetti da un esercito spirituale completamente equipaggiato di innumerevoli cavalli, carri e soldati in piena battaglia, completamente informati di ogni piano e stratagemma del nemico, totalmente difesi da Satana e da tutte le potenze malvagie dell’universo. Ora forse possiamo capire cosa voglia dire la Scrittura quando dice: “Colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo” (1 Giovanni 4:4).

martedì 10 maggio 2011

CUSTODITI DAL SIGNORE DEGLI ESERCITI

I santi dell’Antico Testamento conoscevano Dio in un modo che noi santi del Nuovo Testamento conosciamo davvero poco. Essi lo conoscevano come il Signore degli eserciti! Per oltre 200 volte nell’Antico Testamento, da Samuele a Malachia, Dio viene definito con tale nome. Leggiamo che “Davide diveniva sempre più grande, perché il Signore degli eserciti era con lui”. Questo titolo maestoso si ritrova spesso nei Salmi:

• “L’Eterno degli eserciti è con noi; il Dio di Giacobbe è il nostro rifugio” (46:7).
• “O Eterno, DIO degli eserciti, chi è potente come te, o Eterno? La tua fedeltà ti circonda dappertutto” (89:8).
• “O Eterno, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera” (84:8).
• “L’Eterno degli eserciti, Egli è il Re di gloria” (24:10).

Il termine ebraico per “eserciti” è tsbaah. Significa “un esercito pronto e predisposto per la battaglia”. Soldati, cavalli e carri pronti ad andare in guerra in un momento stabilito; un esercito messo insieme e adunati, in attesa di istruzioni.

Una volta, l’esercito assiro andò contro il Re Ezechia e Giuda. Questo re non fu smosso quando venne circondato da un esercito feroce, e disse al popolo di Dio: “Siate forti e coraggiosi! Non temete e non sgomentatevi davanti al re di Assiria e davanti alla moltitudine che è insieme a lui, perché con noi c'è uno più grande che con lui. Con lui vi è un braccio di carne, ma con noi vi è l'Eterno, il nostro DIO, per soccorrerci e per combattere le nostre battaglie». Il popolo fu rassicurato dalle parole di Ezechia, re di Giuda” (2 Cronache 32:7-8).

I santi dell’Antico Testamento riposavano nella visione di un Dio onnipotente il cui esercito invisibile e forte era stato adunato a loro protezione. Davide declamava: “I carri di DIO sono miriadi e migliaia di migliaia; il Signore è fra di essi …” (Salmo 68:17). Secondo il salmista, essi sono arruolati per noi: “L’Eterno è colui che ti protegge” (121:5).

Noi non proteggiamo noi stessi da male con le nostre forze; non combattiamo Satana con la nostra potenza. Il Signore degli eserciti è Colui che deve custodirci. Ascolta ci che dice la Bibbia: “Egli dall'alto stese la mano, mi prese e mi trasse fuori dalle grandi acque. Mi liberò dal mio potente nemico … perché erano più forti di me” (Salmo 18:16-17).

In Giuda, ci viene promesso: “Or a colui che può salvaguardarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria irreprensibili e con grande gioia …” (Giuda 24).

lunedì 9 maggio 2011

IL SIGNORE È IL TUO CUSTODE

Una storia avvincente dell’Antico Testamento, in 2 Re 2:6, illustra bene cosa significa essere custoditi dalla potenza di Dio.

Ben-hadad, re di Siria, dichiarò guerra a Israele e marciò contro di loro con un grande esercito. Mentre le sue forze avanzavano, egli si consultava spesso coi suoi consiglieri nelle sue stanze private per pianificare la strategia del giorno successivo. Ma il profeta Eliseo continuava ad inviare una parola al re d’Israele, con i dettagli di ogni singola mossa delle truppe nemiche. Infatti, in diverse occasioni, gli israeliti evitarono la sconfitta grazie agli avvertimenti di Eliseo.

Ben-hadad era furioso e radunò i suoi servi. “Dimmi chi sta rivelando i nostri piani al re d’Israele! Chi p il traditore?” I servi gli risposero: “Non è come pensi, mio signore. Non ci sono traditori nel tuo accampamento o nella tua corte; siamo tutti uomini leali. L’uomo di Dio (Eliseo) sta dicendo al Re d’Israele le parole che tu proferisci nella tua camera da letto” (2 Re 6:12).

Ben-hadad inviò immediatamente un esercito di cavalli, carri e soldati a catturare Eliseo. “Andate a Dothan e conducetelo da me”, dispose. Essi andarono di notte e circondarono la città, allo scopo di cogliere l’anziano profeta di sorpresa, ma il servo di Eliseo lo svegliò di buon’ora. Quando vide che “la città era circondata da un esercito con cavalli e cavalieri” (v. 15), corse terrorizzato da Eliseo e gridò: “Ah, mio signore, siamo circondati. Cosa faremo?”

Sorridendo fiducioso, Eliseo rispose: “Non temere, perché quelli che sono con noi sono più numerosi di quelli che sono con loro. Poi Eliseo pregò e disse: «O Eterno, ti prego, apri i suoi occhi, perché possa vedere». L'Eterno allora aperse gli occhi del giovane e questi vide; ed ecco il monte era pieno di cavalli e di carri di fuoco, tutt'intorno ad Eliseo” (2 Re 6:16-17).

Come il salmista, Eliseo poteva stare fermo in mezzo alla crisi e dire con assoluta certezza:

• “Io non temerò miriadi di gente, che si accampassero tutt'intorno contro di me” (Salmo 3:6).
• “Anche se si accampasse un esercito contro di me, il mio cuore non avrebbe paura; anche se scoppiasse una guerra contro di me, anche allora avrei fiducia” (Salmo 27:3).
• “Egli riscatterà la mia vita e la metterà al sicuro dalla guerra mossa contro di me, perché sono in molti contro di me” (Salmo 55:18).

La mia preghiera è quella di Eliseo: “Signore, apri i nostri occhi affinché vediamo i monti circondati di cavalli e carri di fuoco del Signore degli eserciti!”

venerdì 6 maggio 2011

FERMATI E RICONOSCI

Dopo che la Parola ci dice che è Dio che fa cessare le guerre, troviamo: “Fermatevi e riconoscete che io sono Dio…” (Salmo 46:10).

Il termine ebraico per “fermatevi” è raphah, che significa cessare; lasciar solo; diventare debole, fievole; Deriva dalla radice rapha, che significa aggiustare e essere minuziosamente guariti per mano di un dottore.

Quanto minuziosamente precisa è la Parola di Dio. Egli fa cessare le guerre, e finché Egli non termina la Sua opera, noi dobbiamo far cessare i nostri sforzi di auto-giustizia, affidare ogni cosa nelle Sue mani, confessare la nostra debolezza e stanchezza ed affidare il nostro futuro e la nostra restaurazione nelle mani di Cristo, il nostro Grande Dottore.

Amato credente, il tuo conflitto interiore ti sta dilaniando? Forse sei avversato da Satana, ma egli non può ferirti, né distruggerti. Molto probabilmente sei in un processo di spogliamento, in preparazione per una rivelazione maggiore della croce, affinché tu possa essere pronto per un servizio maggiore a Dio.

Sei come Pietro, che venne spogliato di tutto prima di arrivare alla Pentecoste. Guarda questo grande uomo di Dio vagare senza méta per le colline della Giudea, giunto a toccare il fondo. Pietro aveva camminato sulle acque e aveva aiutato a cibare moltitudini in modo miracoloso. Egli sperimentò la vera gloria di Dio ed era un servo che amava Cristo, benedetto, prominente, utile. Ma peccò gravemente, venendo meno nei confronti del Signore come pochi altri, e in seguito, pianse e soffrì, pensando di aver perso la salvezza e il ministero.

“Che c’è che non va in me?” dev’essersi chiesto continuamente. “Perché non ho avuto potenza o forza nella tentazione? Perché non ho avuto riserve morali, né alcuna volontà di resistere al nemico? Perché dovevo essere io quello che è caduto? Come ha potuto un uomo di Dio fare una cosa talmente orrenda al Suo Signore? Come ho potuto predicare ad altri quando io non ho potenza nel momento di crisi?”

Dio non ha causato il fallimento di Pietro, ma da questo è giunto un grande bene. È stata parte dello spogliamento dell’uomo di Dio, permesso per rivelare ciò che era radicato in profondità nell’uomo interiore. Solo il fallimento avrebbe esposto l’orgoglio e l’auto-sufficienza. Il fallimento spezzò Pietro e gli rivelò il bisogno di una dipendenza assoluta dal Suo Signore per tutto, inclusa la sua purezza e la sua giustizia.

È all’ombra della croce che affrontiamo la più grande tentazione e i più grandi fallimenti, per poi arrivare alla svolta della resurrezione!

giovedì 5 maggio 2011

LO SCOPO DI DIO PER NOI È PACE E RIPOSO

Lo scopo finale di Dio per tutti i Suoi figli è vita esuberante. Egli non ha mai voluto che affrontassimo la vita riversi sui nostri peccati e i nostri fallimenti. La buona notizia è che serviamo un Dio di amore assoluto, un Dio di misericordie che desidera portare i Suoi amati in un luogo molto al di sopra di tutto il tumulto. Ma non possiamo prendere il nostro posto, seduti con Cristo nei luoghi celesti, finché non ci identifichiamo completamente con la Sua morte e la Sua resurrezione.

Non può esserci un punto di svolta nella vita in ascesa senza sperimentare la morte alla croce. Lo Spirito Santo ha messo in noi la consapevolezza che non potremo mai vivere veramente finché non moriremo veramente. Sembra che abbiamo un appuntamento con la morte, un destino legato alla croce di Cristo.

Guarda bene dove ci troviamo, con tutte le nostre paura, il nostro vuoto, la nostra solitudine, i fallimenti e i compromessi col peccato. Considera quanto poco possediamo veramente della pace promessa dal Signore. Siamo giunti ad essere poco di ciò che sappiamo su come dovrebbe essere un cristiano vittorioso, eppure sappiamo che la Parola di Dio parla chiaramente di vittoria, pace e libertà dal dominio del peccato. Abbiamo visto alcuni entrare appieno in quella vita meravigliosa di sicurezza e vorremmo chiedere loro: Come siete giunti a una tale vittoria? E poi ci domandiamo come noi possiamo arrivare ad una svolta.

Lo Spirito Santo deve portarci alla croce e farci affrontare la realtà del morire al mondo e al peccato. Nel momento in cui iniziamo a cercare diligentemente il Signore con il desiderio di sottoporci alla Sua signoria in ogni cosa, verremo irresistibilmente attratti dallo Spirito. Verremo portati alla fine di noi stessi, spogliati, indeboliti e senza certezza alcuna nella carne.

Sono convinto che lo Spirito Santo stia riportando la Sua chiesa alle gloriose verità dell’identificazione nella morte, la resurrezione e la vita in ascesa di Cristo.

La morte può essere spaventevole, soprattutto se non riesci a vedere la gloria che c’è dall’altra parte. Ma Egli ci rassicura del Suo amore eterno, a dispetto dei nostri fallimenti, e ci dona la pace, la gioia e la speranza della Sua vita di resurrezione.