giovedì 30 settembre 2010

ALLA FINE DELLA CORDA?

Ti trovi alla fine della corda? Stanco, abbattuto, sull'orlo del cedimento? Ti sfido a rispondere alle seguenti domande con un semplice sì o no:

• La Parola di Dio promette di soddisfare ogni tuo bisogno?• Gesù ha detto che non ti avrebbe mai lasciato, ma che sarebbe rimasto con te fino alla fine?
• Ha Egli detto che ti avrebbe preservato dalla caduta e ti avrebbe presentato senza macchia davanti al trono del Padre?
• Ha Egli detto che ti avrebbe provveduto ogni cosa necessaria in ogni tempo? Ti ha promesso seme in abbondanza per seminare l'Evangelo?
• I suoi pensieri per te sono per il bene? Egli è un rimuneratore di coloro che lo ricercano diligentemente?
• Ti sta preparando un luogo nella gloria? Sta venendo tra le nuvole per radunare i Suoi e portarli a casa? Andrai con Lui quando verrà?

La tua risposta ad ogni domanda dovrebbe essere, "assolutamente sì!"

Ora, fa’ un inventario. Chiediti: credo veramente che Dio sia fedele alla Sua parola, oppure la mia fiducia vacilla?

"Considerate una grande gioia, fratelli miei, quando vi trovate di fronte a prove di vario genere, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. E la costanza compia in voi un'opera perfetta, affinché siate perfetti e completi, in nulla mancanti.
"Ma se qualcuno di voi manca di sapienza, la chieda a Dio che dona a tutti liberamente senza rimproverare, e gli sarà data. Ma la chieda con fede senza dubitare, perché chi dubita è simile all'onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. Non pensi infatti un tal uomo di ricevere qualcosa dal Signore"
(Giacomo 1:2-7).

Puoi afferrare la sapienza di Dio, tutta la sapienza necessaria a risolvere i problemi della vita, se crederai senza vacillare, basando/ tutto te stesso e il tuo futuro su questa promessa.

Dio dona a tutti...liberamente...sapienza.

mercoledì 29 settembre 2010

METTICI IL CUORE!

Dio non accetta da nessuno un servizio offerto di malavoglia. "E qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini" (Colossesi 3:23). Di buon animo significa, "con tutto il vostro cuore - tutta la vostra forza, tutto ciò che è dentro di voi".

Paolo scrive, "Ciascuno faccia come ha deliberato nel suo cuore, non di malavoglia né per forza..." (2 Corinzi 9:7). L'apostolo espone una duplice applicazione della questione del donare: essa ha a che fare con le nostre offerte in danaro e col donare le nostre vite all'opera di Dio!

Paolo scrisse che la chiesa in Macedonia lo supplicò letteralmente di consentire loro di raccogliere un'offerta per i santi poveri e sofferenti in Gerusalemme. Questi macedoni erano così totalmente donati al Signore che donavano nella loro stessa povertà!
"...Ma si sono dati prima al Signore e poi a noi per la volontà di Dio" (2 Corinzi 8:5). Paolo dice che i macedoni diedero molto più del denaro. Essi gli dissero, "Ecco la nostra offerta. Ora cosa vuoi che facciamo? Siamo disposti al servizio nell'opera di Dio!". Non trattennero nulla nel servire il Signore e i loro fratelli! "...Hanno dato volentieri, secondo le loro possibilità e anche al di là dei loro mezzi" (8:3). Donarono al di là delle loro capacità umane, con molta preghiera!

Se doni solo perché credi sia un comandamento o se ti chiedi sempre, "Ma la decima è una cosa che riguarda il Nuovo Testamento o solo l'Antico?" - l'attitudine del tuo cuore è errata! Se doni il dieci per cento delle tue entrate solo perché il pastore te lo chiede, anche questo è sbagliato. Nessuna di queste cose raggiunge il punto, il cuore di cosa significhi davvero dare!

Se donerai tutto te stesso al Signore e al Suo servizio, devi farlo di buon animo! "...perché Dio ama un donatore allegro" (2 Corinzi 9:7).

Sono profondamente convinto da questo verso , perché così spesso vivo e svolgo il mio ministero senza la gioia del Signore. Sento molti cristiani dire: "sono così stanco, non so come riuscirò a farcela. Oh, Dio, devi venire a darmi forza!" Questo è un grido umano, comune a tutti noi. Ma per donarsi e piacere a Dio, bisogna che ciò scaturisca da uno spirito volenteroso, che sia il frutto di una fede semplice, come quella di un fanciullo.

Il termine allegro in greco significa "ilare, contento, felice" - dal cuore leggero, di buona volontà, allegrezza; essere pieno di ilarità". Dio sta dicendo: "Qualsiasi cosa tu faccia nel tuo lavoro per me - sia esso intercedere, adorarmi nella mia casa o cercarmi nel segreto della tua stanza - fallo di buon animo! Sii gioioso e generoso in tutto - i tuoi soldi, il tuo servizio, il tuo tempo, e la tua vita!"

Ti chiedo: servire il Signore è diventato una noia, una seccatura per te? E' solo un peso che ti lascia il più delle volte triste e stanco?

Dio non vuole che tu ti lamenti del tuo peso, piuttosto vuole che tu lo scacci dalla tua vita afferrandoti alla Sua Parola!

Il libretto degli assegni per accedere alle Sue risorse è la tua fede! Egli sta dicendo, "Io ho già provveduto per te. Quale bisogno nella tua vita è talmente grande che io non possa soddisfarlo più di quanto tu pensi?"

martedì 28 settembre 2010

IL SUFFICIENTE IN OGNI COSA

Perché molti credenti sperimentano debolezza, sentimenti di disperazione e vuoto, come se non riuscissero più ad andare avanti? Perché non hanno la rivelazione che lo Spirito diede a Paolo – una rivelazione di piena provvidenza che Dio ha reso possibile per coloro che l’avrebbero reclamata per fede!

Ti ci ritrovi nella descrizione di Paolo del servo liberale – uno che ha tutto ciò di cui ha bisogno e anche di più, in ogni istante, in ogni crisi? Lo hai mai provato attingendo alla banca del cielo?

Per diversi anni ho lavorato con Kathryn Kuhlman. Predicavo con tutto il mio cuore alle sue riunioni di mattina e di sera, e solitamente, alla fine della giornata, ero distrutto. Una sera Kathryn disse a me e Gwen, “Usciamo a mangiare qualcosa”. Le dissi, “Mi dispiace – sono troppo stanco, devo tornare al motel e riposare un po’”.

Lei mi guardò pensierosa e mi chiese, “David, hai predicato sotto l’unzione dello Spirito stasera?” Io risposi, “lo sai che ero unto. L’altare era pieno di gente!”

Kathryn disse pacatamente, “Allora ti stai perdendo qualcosa: se stai ministrando sotto la potenza dello Spirito Santo, dovresti essere più forte al termine del servizio di quanto lo eri all’inizio – perché Egli è uno Spirito vigoroso! Tu puoi elevarti al di sopra della tua carne, perché per lo Spirito puoi reclamare quella libertà”. Da allora ho sperimentato quella verità nel mio ministero.

“…affinché, avendo sempre il sufficiente in ogni cosa, voi abbondiate per ogni buona opera” (2 Corinzi 9:8). Abbondare qui significa letteralmente “sempre-crescente; avere più alla fine rispetto all’inizio”. In altre parole, mentre la battaglia diventa più violenta, la grazia di Dio abbonda! Quando la debolezza ti schiaccerà, la Sua forza ti inonderà ancora di più – se lo crederai.

lunedì 27 settembre 2010

EGLI HA GIA' PROVVEDUTO

Quando Dio ci chiama a qualsiasi lavoro specifico, Egli ha già provveduto tutto ciò di cui abbiamo bisogno per portarlo a termine.

"Ora Dio è potente di fare abbondare in voi ogni grazia affinché, avendo sempre il sufficiente in ogni cosa, voi abbondiate per ogni buona opera" (2 Corinzi 9:8).

Questo verso non è solo una speranza - è una promessa! Esso inizia con le parole, "Dio è potente!"

A Dio non interessa soltanto venire incontro al tuo bisogno. Egli vuole darti sempre più di quanto tu necessiti. Ecco cosa significa abbondiate - una sempre crescente, sovrabbondante provvista!

"Or a colui che può, secondo la potenza che opera in noi, fare smisuratamente al di là di quanto chiediamo o pensiamo..." (Efesini 3:20).

Pensa a cosa viene promesso qui: quando sei giù e sei stanco, e pensi di non poter proseguire oltre, Dio è potente di darti tanto vigore che tu avrai tutto ciò di cui avrai bisogno - in ogni momento, in ogni situazione possibile.

E' come se il Signore stesse dicendo, "Ascoltate, voi tutti pastori! Ascoltate, voi tutti che fedelmente attendete alla mia casa e vi adoperate alla preghiera, alla lode e alla intercessione! Voglio donarvi un'abbondanza di forza, speranza, gioia, pace, riposo, finanze, incoraggiamento, sapienza. In effetti, voglio che voi abbiate una sovrabbondanza di tutto ciò che necessitate - in ogni istante!"

Dio non ha mai voluto che fossimo dei miserabili spirituali, dei poveri nelle cose del Signore. Al contrario, il servitore liberale è colui che gode di una rivelazione di tutte le grandi provvidenze che Dio ha preparato per lui! Ed egli segue tale rivelazione per fede!

"Ma come sta scritto: "Le cose che occhio non ha visto e che orecchio non ha udito e che non sono salite in cuor d'uomo, sono quelle che Dio ha preparato per quelli che lo amano". Dio però le ha rivelate a noi per mezzo del suo Spirito, perché lo Spirito investiga ogni cosa, anche le profondità di Dio" (1 Corinzi 2:9-10).

Parafrasato, "I nostri padri non potettero iniziare a comprendere la grande provvidenza che Dio aveva preparato! Non penetrò mai nella loro visione, nel loro udito o immaginazione. Ma non c'è ragione per cui noi restiamo ciechi a queste cose, andando avanti senza sapere cosa ci appartiene. I nostri occhi devono vedere, le nostre orecchie devono udire, deve entrare nei nostri cuori e nelle nostre menti – perché noi siamo il popolo per il quale Dio ha preparato tutto questo! Lo Spirito Santo ce lo ha rivelato!"

Infatti, la Bibbia dice che dobbiamo chiedergli questa rivelazione. Paolo scrisse, "Ora noi..abbiamo ricevuto..lo Spirito che viene da Dio, affinché conosciamo le cose che ci sono state donate da Dio..insegnate dallo Spirito Santo...[e] si giudicano spiritualmente" (vv. 12-14).

Credo che la maggior parte dei cristiani non abbia mai affrontato onestamente la potenza di queste promesse divine! Le abbiamo lette molte volte, ma risultano lettera morta. Non le abbiamo afferrate dicendo, "Signore, rivelami quello che Tu hai preparato! Apri la mia mente e il mio spirito alle tue risorse. La Tua Parola dice che devo conoscere tutte queste cose che mi vengono gratuitamente donate affinché io le reclami per la Tua gloria!"

venerdì 24 settembre 2010

IL SERVITORE LIBERALE

Di recente sono andato dal Signore in preghiera con un cuore molto appesantito, carico di molte preoccupazioni. Ho iniziato a implorare davanti a Dio per la mia causa:

"Oh, Signore, non sono mai stato tanto debole in vita mia. Riesco a stento ad andare avanti!" Poi ho iniziato a piangere. Ero talmente esausto che le lacrime scendevano letteralmente a frotte dai miei occhi. Mentre piangevo, pensavo, "Sicuramente le mie lacrime commuoveranno il cuore di Dio!"

Lo Spirito Santo venne davvero a ministrarmi - ma non nel modo in cui pensavo l'avrebbe fatto! Volevo comprensione, incoraggiamento, solidarietà. E Lui mi diede tutto ciò - ma in un modo molto diverso da quello che mi aspettavo.

Il Signore mi istruì gentilmente ad andare a leggere 2 Corinzi 9:6:11 e mi disse che tutto ciò di cui avevo bisogno era contenuto in quel passo:

"Or questo dico: Chi semina scarsamente mieterà altresì scarsamente; e chi semina generosamente mieterà altresì abbondantemente. Ciascuno faccia come ha deliberato nel suo cuore, non di malavoglia né per forza, perché Dio ama un donatore allegro. Ora Dio é potente di fare abbondare in voi ogni grazia affinché, avendo sempre il sufficiente in ogni cosa, voi abbondiate per ogni buona opera, come sta scritto:"Egli ha sparso, egli ha dato ai poveri, la sua giustizia dura in eterno". Or colui che fornisce la semente al seminatore e il pane da mangiare, ve ne provveda e moltiplichi pure la vostra semente, ed accresca i frutti della vostra giustizia; allora sarete arricchiti per ogni liberalità, che per nostro mezzo produrrà rendimento di grazie a Dio.

Lessi e rilessi questo passo, ma non ricevetti nulla. Infine, chiusi la mia Bibbia e pregai, "Signore, sono confuso. Non vedo nulla qui che mi possa aiutare o incoraggiare".

Allora, lo Spirito parlò con forza ma con amore al mio uomo interiore: "David, questo ha a che fare perfettamente con ciò che tu stai attraversando. Ultimamente mi hai servito con uno spirito che non era liberale, allegro! Dov'è la gioia e la felicità nel tuo servizio a me? La mia Parola non sta solo parlando di dare soldi per aiutare i poveri; Essa sta parlando di ministrare a me e al mio corpo!

Ti ho chiamato nella città di New York e non ti ho inviato senza aiuto o risorse abbondanti. Tutto ciò che ti serve è a tua disposizione - forza, riposo, potenza, capacità, gioia ed allegrezza. Non c'è ragione per cui tu ti adoperi con tristezza, sentendoti sovraccaricato. Hai accesso ad ogni forza e gioia!

giovedì 23 settembre 2010

IMPARA AD ALZARTI E A COMBATTERE DA TE STESSO

Hai bisogno di imparare a combattere le tue proprie battaglie. Non puoi dipendere da qualcun altro per la tua liberazione!

Forse hai un amico, un guerriero compagno di preghiera a cui puoi rivolgerti e dire, "Ho una battaglia davanti a me. Preghi per me? So che tu hai potenza nella preghiera!" Questo è scritturale, ma non è la perfetta volontà di Dio per te! Dio vuole che tu diventi un guerriero! Egli vuole che tu sia capace di levarti contro il diavolo.

Dio promise a Gedeone, "Ma io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo" (Giudici 6:16). Dio gli disse, "Io ti ho mandato - Io sarò con te!"

Ma poi la gente della città giunse a cercare colui che aveva demolito i loro idoli (vedi Giudici 6:28-30). Dov'era Gedeone? Si era nascosto - ancora incerto delle promesse di Dio, ancora dubbioso della presenza di Dio con lui. Gedeone disse: "Se l'Eterno è con noi, perché mai ci è avvenuto questo? Dove sono tutti i suoi prodigi che i nostri padri ci hanno narrato...?" (v. 13). E così è per molti di noi! Gesù ci ha promesso, "Io sono con voi tutti i giorni" (Matteo 28:20). Eppure, ancora non abbiamo imparato a restare saldi sulla Sua Parola e combattere!

Le cose inizieranno a cambiare nel momento in cui sarai pienamente persuaso che Dio è con te, che Egli ti parla e che ti mostrerà tutto ciò che hai bisogno di sapere!

Sei più forte di quanto tu non creda! Come Gedeone, potrai chiederti, "Come posso combattere? Sono talmente debole, così inesperto". Ma Dio disse a Gedeone, "Và con questa tua forza" (6:14). "Quale forza?" chiederai. La forza di Gedeone era legata alla parola che Dio gli aveva dato: "Certamente io sarò con te".

Amato, quella stessa parola - "Io sono con te" - è la tua forza! E tu riceverai quella forza credendo che questa parola è vera e agendo in base ad essa!

mercoledì 22 settembre 2010

AFFRONTA LE TUE PAURE E LA TUA INCREDULITA'

Israele era caduto nell'idolatria ma il peccato alla radice era ancora l'incredulità, che si rifletteva in ogni sorta di paure! Così, Dio inviò loro un profeta ad esporre la radice di ogni loro peccato.

Il profeta disse loro in molte parole, "Guardatevi - un mucchio di rammolliti che si nascondono, che hanno paura di alzarsi e combattere. Vi siete già arresi, ma avete alle spalle una lunga storia delle liberazioni di Dio! Egli offrì ai vostri padri grandi vittorie quando loro confidarono in Lui. Ed Egli ha promesso di liberare anche voi - ma voi non ci credete!" (vedi Giudici 6:7-10).

Molti cristiani hanno il terrore che il diavolo li distruggerà. Hanno paura di commettere un errore o di ritornare ai vecchi peccati, e darla così vinta al diavolo. Ma questa è una bugia che nasce dalle viscere dell'inferno! La Bibbia dice che non devi vivere nel terrore, nel cammino di questa vita.

Quando ti aggrappi alla paura, essa diventa contagiosa. Se la prendono tutti quelli che ti circondano! Quando Gedeone radunò il suo esercito, Dio gli disse di rimandare a casa ogni soldato timoroso: "Chiunque ha paura e trema, torni indietro...Allora tornarono indietro ventiduemila uomini del popolo" (Giudici 7:3).

Oggi Dio sta dicendo la stessa parola alla Sua chiesa. Egli sta chiedendo, "Perché temi? Perché pecchi non confidando che io porti vittoria alla tua vita? Ho promesso di sconfiggere ogni potenza demoniaca che fosse venuta contro di te!"

Il padre di Gedeone, Joash, aveva eretto delle statue di Baal e della dèa Ascerah usando grosse pietre. Il suo ragionamento era, "Baal ha dato potere ai Madianiti di assediarci, allora, forse, se adoriamo il loro dio ci darà potenza". Le persone giungevano da lontano per adorare lì, Madianiti e Moabiti inclusi; era una fortezza demoniaca molto potente in Israele!

Dio disse a Gedeone, "Io non libererò Israele finché non vi disfarete di questo idolo posto tra di noi. Toglilo di mezzo - abbattilo!" Così, nel mezzo della notte, Gedeone "prese dieci uomini fra i suoi servi e fece come l'Eterno gli aveva detto" (Giudici 6:27). Si servì di un toro e delle corde per abbattere Baal e Ascerah!

Oggi Dio sta dando alla chiesa lo stesso messaggio che diede a Gedeone: "Voglio aiutarti - ma non posso farlo se tu non confidi in me. Sei pieno di paura. E prima che io porti liberazione, dovrai abbattere questa fortezza, questo peccato che ti assedia!" "..Deposto ogni peso e il peccato che ci sta sempre attorno allettandoci" (Ebrei 12:1). Dobbiamo abbattere ogni fortezza di paura e di peccato!

Gedeone abbatté fortezze demoniache usando un forte toro. Ma noi siamo stati forniti di armi ben più potenti di quelle di Gedeone (vedi 2 Corinzi 10:4-5).

La vittoria viene da una preghiera di fede, e ciò non significa una preghiera fredda e vuota, ma la preghiera nello Spirito, la preghiera che crede alla risposta di Dio: "Pregando in ogni tempo con ogni sorta di preghiera e di supplica nello Spirito" (Efesini 6:18).

martedì 21 settembre 2010

COME ALZARSI IN PIEDI E COMBATTERE!

Nonostante tutti i discorsi che si portano avanti nelle chiese oggi sul combattimento spirituale, i cristiani non hanno ancora imparato a tenere testa al nemico. Siamo dei dilettanti per il nemico!

Non credo che tutte le disgrazie che si abbattono su un cristiano vengano dal diavolo. A torto gli diamo la colpa per molte delle nostre stesse negligenze, disobbedienze e per la nostra pigrizia.

E' facile incolpare il diavolo per la nostra stoltezza. In questo modo, non dobbiamo affrontare la faccenda. Ma esiste realmente un vero diavolo nel mondo oggi - ed è molto affaccendato!

Lasciate che vi dica qualcosa sulla strategia di satana. Se lui non riesce a togliere l'Onnipotente dal Suo trono, cercherà allora di distruggere l'immagine che tu hai di Dio dentro di te! Egli vuole trasformare adoratori in mormoratori e bestemmiatori.

Satana non può attaccarti a suo piacimento perché Dio ha posto un muro di fuoco intorno ad ogni Suo figliolo, e satana non può attraversare quel muro senza il permesso di Dio.

Satana non può leggere la mente di un cristiano. Alcuni hanno paura di pregare perché pensano che il diavolo li origli di nascosto! Altri pensano che il diavolo possa leggere ogni loro singolo pensiero. Non è così! Solo Dio è onnipresente ed onnisciente.

La Scrittura ci ordina di levarci, di essere forti e ingaggiare una battaglia contro la carne e il diavolo: "Vegliate, state fermi nella fede, comportatevi virilmente, siate forti" (1 Corinzi 16:13). "Fratelli miei, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza"(Efesini 6:10).

Devi iniziare a stancarti di essere sempre atterrato dal diavolo - vivendo sempre giù, depresso, infelice, vuoto e angariato!
Il libro dei Giudici ci racconta, "Ora i figli d'Israele fecero ciò che è male agli occhi dell'Eterno, e l'Eterno li diede nelle mani di Madian per sette anni. La mano di Madian si fece forte contro Israele" (Giudici 6:1-2).

Gli Israeliti si trovavano nel punto più basso in cui si fossero mai trovati prima. Furono spinti a vivere in buie caverne e umide spelonche, affamati, impauriti e disperati. Ma poi qualcosa accadde. Iniziò con Gedeone, e si sparse per tutto il campo: Israele ne ebbe abbastanza di nascondersi in quelle caverne buie!

Gedeone disse a sé stesso, "Per quanto ancora dovremmo sopportare tutto questo? Essi attraversano le nostre terre senza incontrare alcuna opposizione. Nessuno si alza per fare qualcosa a riguardo! C'è stato detto che abbiamo un Dio che si mosse a favore dei nostri padri. Ma guardateci adesso - siamo spogliati, disperati. Viviamo in una paura costante!"

Qualcosa sorse nell'animo di Gedeone, e disse esattamente ciò che Dio stava aspettando di udire: "Questa storia è andata avanti fin troppo! Noi serviamo un Dio potente e vittorioso. Perché continuiamo, giorno dopo giorno, a subire questo abuso?"

Dio non interverrà finché tu non sia davvero disgustato - finché tu non sia davvero stanco di essere stanco.

Devi agire come agì Gedeone - grida al Signore! Noi serviamo lo stesso Dio che serviva Israele. Se Lui ascoltò il grido di Israele nella sua idolatria, Egli ascolterà te - nella tua sincerità.

lunedì 20 settembre 2010

LA PREGHIERA DELL'INCREDULITA'

Avrete sentito parlare della preghiera di fede. Credo esista un'immagine riflessa di questa preghiera, una preghiera basata sulla carne che chiamo preghiera dell'incredulità.

Voglio porvi una domanda: avete mai sentito il Signore dirvi, "Smetti di pregare - alzati dalle tue ginocchia"? Il Suo Spirito vi ha mai comandato, "Smetti di piangere e asciugati gli occhi. Perché stai davanti a me con la faccia prostrata?"

Il Signore disse proprio queste parole a Mosè: "Perché gridi a me?" (Esodo 14:15). Il significato ebraico letterale del verso è, "Perché stai qui a gridare? Perché tanto risonante implorare alle mie orecchie?"

Perché Dio avrebbe detto questo a Mosè? Qui vediamo un pio uomo di preghiera nel mezzo della crisi della sua vita: gli israeliti erano inseguiti da Faraone e non c'era via di scampo. Probabilmente la maggior parte dei cristiani reagirebbe come Mosè, che si appartò su una collina isolata col Signore e sparse il suo cuore in preghiera.

Quando Dio udì Mosè gridare, gli disse: "Basta". La Scrittura non si esprime su quanto seguì ma a quel punto Dio potrebbe aver detto: "Non hai il diritto di agonizzare davanti a me, Mosè; le tue grida sono un affronto alla mia fedeltà. Ti ho già dato la mia promessa solenne di liberazione e ti ho istruito nei dettagli su cosa fare. Adesso, smettila di piangere".

Nell'affrontare le nostre crisi, potremmo autoconvincerci che la preghiera sia la cosa più importante che noi possiamo fare, ma arriva il momento in cui Dio ci chiama ad agire, ad obbedire in fede alla Sua Parola. In un tale momento, Egli non ci permetterà di ritirarci nel deserto per pregare. Ciò sarebbe disobbedienza, e qualsiasi preghiera sarebbe offerta nell'incredulità.

La preghiera dell'incredulità prende in considerazione solo la bontà di Dio, ma ignora la severità dei Suoi santi giudizi. Paolo scrive: "Vedi dunque la bontà e la severità di Dio" (Romani 11:22). Qui l'apostolo menziona di proposito la bontà e la severità di Dio nella stessa frase; sta dicendo che l'una è inscindibile dall'altra.

Nell'Antico Testamento, Isaia lo disse in questo modo: "Ecco, la mano dell'Eterno non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire. Ma le vostre iniquità hanno prodotto una separazione fra voi e il vostro Dio, e i vostri peccati hanno fatto nascondere la sua faccia da voi, per non darvi ascolto. Poiché le vostre mani sono contaminate di sangue.." (Isaia 59:1-3).

Amati, Dio non è cambiato tra l'Antico e il Nuovo Testamento. Egli è un Dio d'amore e misericordia, come afferma Isaia, ma ancora odia il peccato, perché Egli è giusto e santo. Ecco perché disse a Israele, "Non posso udirvi a causa del vostro peccato".

Considera le parole del salmista Davide: "Ho gridato a lui con la mia bocca e l'ho esaltato con la mia lingua. Se avessi serbato del male nel mio cuore, il Signore non mi avrebbe dato ascolto. Ma Dio mi ha ascoltato e ha prestato attenzione alla voce della mia preghiera. Sia benedetto Dio, che non ha respinto la mia preghiera e non mi ha negato la sua benignità" (Salmo 66:17-20).

Il salmista sta dicendo, "Ho visto che c'era iniquità nel mio cuore e mi sono rifiutato di vivere con essa. Così sono andato dal Signore per essere purificato. Allora, Egli ha udito la mia preghiera. Ma se fossi rimasto aggrappato al mio peccato, Dio non avrebbe ascoltato il mio grido".

venerdì 17 settembre 2010

L'ALTRO ASPETTO DELLA COMUNIONE

Camminare nella gloria di Dio non significa solo che noi riceviamo l'amore del Padre, ma implica anche che noi lo amiamo a nostra volta. Si tratta di un affetto reciproco che dona e riceve amore. La Bibbia ci dice: "Tu amerai dunque l'Eterno, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua forza" (Deutoronomio 6:5).

Dio ci dice : "Figlio mio, dammi il tuo cuore" (Proverbi 23:26). Il Suo amore richiede che noi lo ricambiamo, che gli doniamo in risposta un amore che sia totale, esclusivo, che pretende tutto il nostro cuore, la nostra anima, mente e forza.

Tuttavia, il Signore ci dice in termini chiari: "Non puoi guadagnarti il mio amore perché l’amore che ti dono è immeritato!" Giovanni scrive: "In questo è l'amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che lui ha amato noi e ha mandato il suo Figlio per essere l'espiazione per i nostri peccati" e "Noi lo amiamo, perché egli ci ha amati per primo" (1 Giovanni 4:10, 19).

Proprio come l'amore di Dio per noi è segnato dal riposo e dalla gioia, così il nostro amore per Lui deve contenere questi stessi due elementi:

1. Davide esprime un riposo nel suo amore per Dio quando scrive: "Chi ho io in cielo fuor di te? E sulla terra io non desidero altri che te" (Salmo 73:25). Il cuore che ama il Signore cessa definitivamente di cercare benessere altrove; piuttosto, esso trova piena soddisfazione in Lui. A colui che ama di tale amore, la bontà di Dio è più che la vita stessa!

2. Un tale cuore, inoltre, si rallegra nel suo amore per Dio: esso canta e danza in un'estasi gioiosa per il Signore. Quando un figlio di Dio conosce quanto il Padre lo ami, ciò dona diletto alla sua anima!

Lasciate che vi citi uno dei versi più potenti di tutta la Scrittura. I Proverbi ci forniscono queste parole profetiche di Cristo: "Io ero presso di lui come un architetto, ero ogni giorno la sua delizia, rallegrandomi ogni momento davanti a lui; mi rallegravo nella parte abitabile del mondo e trovavo il mio diletto con i figli degli uomini" (Proverbi 8:30-31).

Amati, siamo noi i figli qui menzionati! Sin dalla fondazione del mondo, Dio previde un corpo di credenti uniti a Suo Figlio e persino il Padre prese diletto e si rallegrò in tali figli. Gesù testimonia: "Io ero il diletto del Padre, la gioia del Suo essere. Ed ora anche tutti coloro che si rivolgono a me in fede sono il Suo diletto!"

Dunque, come possiamo amare Dio in risposta? Giovanni risponde: "Questo infatti è l'amore di Dio: che noi osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi" (1 Giovanni 5:3).

Quali sono i Suoi comandamenti? Gesù dice, in sintesi, che ce ne sono due e "da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti" (Matteo 22:40). Il primo e il più importante è quello di amare il Signore con tutto il nostro cuore, la nostra anima e la nostra mente. Non dobbiamo trattenergli nulla. Il secondo è quello di amare il nostro prossimo come noi stessi. Questi due comandamenti semplici e per niente gravosi riassumono tutta la legge di Dio.

Gesù qui sta dicendo che non possiamo essere in comunione con Dio o camminare nella Sua gloria se serbiamo rancore contro qualcuno. Perciò, amare Dio significa amare ogni fratello e sorella nello stesso modo in cui siamo stati amati dal Padre.

giovedì 16 settembre 2010

UNA VITA DI COMUNIONE

Migliaia tra i figli di Dio sanno poco o niente di una vita di comunione con Lui. Perché accade questo?

Credo che tali cristiani abbiano un concetto triste e distorto del Padre celeste. Ricordo la parabola di Gesù sul servo che nascose il suo talento perché aveva un'immagine distorta del suo padrone. Quel servo disse, "io sapevo bene che tu sei un uomo aspro" (Matteo 25:24).

Allo stesso modo, oggi molti credenti pensano, "E'impossibile che Dio possa mai essere contento di me, che si rallegri e canti per il Suo amore. L'ho deluso spesso e così terribilmente, disonorando il Suo nome. Come potrebbe mai amarmi, soprattutto nell'avversità che sto affrontando?"

Credo questo sia un motivo determinante per cui molti cristiani non vogliono accostarsi al loro Padre celeste. Sono terrorizzati al pensiero di avvicinarsi a Lui, perché sentono di averlo deluso in qualche maniera. Tutto ciò che possono concepire di Lui è che Egli sia un fuoco consumante, pronto a giudicarli e condannarli.

La domanda per tutti noi oggi è: com'è possibile che non vogliamo accostarci a un Padre che ci scrive lettere d'amore, che ci dice di bramare la nostra compagnia, che è sempre pronto ad abbracciarci, che dice di non avere altro che pensieri buoni per noi? Nonostante la nostra stoltezza, Egli ci rassicura: "forse Satana ti dice che sei inutile, ma io ti dico che sei la mia gioia!"

Penserai: "Sicuramente il Signore non gioisce per qualcuno che si trova ancora nel peccato; non mi posso aspettare che Lui mi ami se continuo nelle mie vie peccaminose, anzi, pensarlo sarebbe quasi una bestemmia".

Sì, Dio ama il Suo popolo, ma non ama i loro peccati. La Bibbia dice che Egli riprende ogni figlio che persevera nell'iniquità, ma lo fa sempre con pazienza. E dopo averci ripreso, il Suo Spirito ci riempie di un senso di indignazione per il peccato.

Attraverso tutto questo, l'amore di Dio per noi resta invariato. La Parola dice: "Io sono l'Eterno, non muto" (Malachia 3:6). "il Padre...presso il quale non vi è mutamento né ombra di rivolgimento" (Giacomo 1:17). "Sono Dio, e non un uomo" (Osea 11:9).

Dio non voglia che il Suo amore per noi sia come il flusso e il riflusso del mare, come lo è il nostro per Lui. Il nostro amore varia quasi giornalmente, passando da un amore fervente e zelante a uno tiepido se non freddo. Come i discepoli, un giorno siamo pronti a morire per Gesù e quello dopo a rinnegarlo e andare per la nostra strada.

Devo chiederti se sei in grado di dire: "il mio Padre celeste mi ama! Egli dice che, ai Suoi occhi, sono dolce e amabile, e io Gli credo. So che non importa quello che attraverserò, o quanto sarò tentato o provato, Lui mi salverà. Mi farà librare su ogni circostanza, e non permetterà mai che io venga schiacciato. Sarà sempre gentile e dolce con me!"

Ecco dove inizia la vera comunione: dobbiamo convincerci ogni giorno dell'amore invariabile di Dio per noi e noi dobbiamo mostrargli di credere nella rivelazione che ci ha dato di Sé stesso. Giovanni scrive, "E noi abbiamo conosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio é amore; e chi dimora nell'amore dimora in Dio e Dio in Lui" (1 Giovanni 4:16).

mercoledì 15 settembre 2010

COMUNIONE VERA

Molti cristiani parlano dell'intimità con il Signore camminando con Lui, conoscendolo, avendo comunione con lui ma non possiamo avere una vera comunione con Dio a meno che non riceviamo nei nostri cuori la piena rivelazione del Suo amore, della Sua grazia e misericordia.

La comunione con Dio consiste di due elementi:

1. Ricevere l'amore del Padre, e
2. Amarlo in risposta.

Puoi spendere ore in preghiera ogni giorno, dicendo al Signore quanto lo ami, ma questa non è comunione: se non hai ricevuto il Suo amore, non hai avuto comunione con Lui.
Semplicemente, non puoi condividere intimità col Signore a meno che tu non sia certo del Suo amore per te.

Io so che quando vado dal mio Signore, non mi sto accostando ad un Padre duro, crudele o esigente. Non sta lì ad aspettarmi con un aspetto rabbioso e ansioso di usare la Sua verga sul mio dorso. Lui non mi sta alle calcagna aspettando che io cada per poi dirmi, "ti ho preso"!

No, io mi accosto a un Padre che si è rivelato a me come amore puro e incondizionato. Egli è dolce e sensibile, pieno di grazia e misericordia, ansioso di sollevare tutte le mie preoccupazioni e i miei pesi. Ed io so che non mi abbandonerà mai quando Lo chiamerò.

Ecco perché devo entrare nei Suoi cortili con lode e ringraziamento, perché sono grato di ciò che il mio Dio è. Egli ha cura di tutto ciò che mi riguarda! (vedi il Salmo 100).

Il profeta Sofonia dice qualcosa di incredibile sull'amore di Dio per noi. Egli scrive, "L'Eterno, il tuo Dio, in mezzo a te è il Potente che salva. Egli esulterà di gioia per te, nel suo amore starà in silenzio, si rallegrerà per te con grida di gioia" (Sofonia 3:17).

Questo verso ci dice due cose importanti sul modo in cui Dio ci ama:

1. Dio starà nel silenzio nel Suo amore per noi. In pratica, Dio sta dicendo, "Ho trovato il mio vero amore, e sono pienamente soddisfatto! Non ho bisogno di cercare altrove, perchè non ho nulla di cui lamentarmi. Sono totalmente appagato in questo rapporto, e non ritirerò il mio amore perché il mio amore è una questione stabile!"
2. Dio riceve grande piacere dal Suo popolo. Sofonia testimonia, "si rallegrerà per te con grida di gioia". Egli sta dicendo, "L'amore di Dio per te è così grande da mettere un canto sulle Sue labbra!"*

Rallegrarsi significa "avere gioia e diletto". E' l'espressione esteriore di un diletto interiore nonché l'espressione più elevata dell'amore. Il termine ebraico usato da Sofonia per "rallegrerà" qui è tripudiare, e significa "saltare, come uno che trionfa in un'estasi gioiosa".

Puoi concepire che il tuo Padre celeste ti ami tanto da saltare di gioia al solo pensiero di te? Puoi ricevere questa parola per cui Egli ti ha amato prima della fondazione del mondo, prima che l'umanità esistesse, prima ancora che tu nascessi? Puoi accettare il fatto che Lui ti abbia amato anche dopo la tua caduta nelle vie peccaminose di Adamo, divenendo così un Suo nemico?

martedì 14 settembre 2010

ABILE IN BATTAGLIA

Ogni qual volta l'opposizione insorge, la grazia di Dio abbonda in noi. Pensa a ciò che accade ad un albero quando una forte tempesta lo colpisce violentemente: il vento minaccia di sradicarlo e di portarlo via, ne spezza i rami, ne soffia via le foglie e i germogli e ne dissipa le radici. E quando la tempesta è finita, ogni cosa appare perduta.

Eppure, guarda più da vicino; la stessa tempesta che ha provocato spaccature nel terreno intorno al tronco dell'albero ha spinto le radici ad andare più in profondità. Ora l'albero ha accesso all'acqua e a fonti di nutrizione nuove e più profonde ed è stato pulito da tutti i rami morti. Forse i germogli non ci sono più, ma ne cresceranno di nuovi e migliori. Posso dirti che quell'albero ora è più forte, e sta crescendo in modi non visibili, quindi anche tu aspetta il tempo del raccolto - perché porterà molto frutto!

Forse ti trovi in una tempesta proprio ora: il vento sta soffiando forte scuotendoti con violenza e pensi di affondare. Amato, non entrare nel panico! Devi sapere che nel mezzo della tempesta stai affondando le tue radici spirituali. Dio sta sviluppando in te una profonda umiltà, un maggiore cordoglio e dolore per il peccato, una più elevata fame della sua giustizia.

Dio sta facendo di te un soldato veterano della croce - pieno di ferite di battaglia, ma abile in battaglia e coraggioso. Forse a volte ti scoraggi ma il Signore non si scoraggia mai. Il fatto è che Egli potrebbe intervenire sovranamente in qualsiasi momento per strapparti alle tue lotte ma non lo fa perché sta constatando quanto queste stiano producendo in te una maggiore sete di Lui!

Romani 5:3 dice, "l'afflizione produce perseveranza". La parola “produce” significa "portare a compimento".

In 2 Corinzi 4:17 leggiamo: "Infatti la nostra leggera afflizione, che è solo per un momento, produce per noi uno smisurato, eccellente peso eterno di gloria". La parola “produce” in questo verso è la stessa di Romani 5:3.

lunedì 13 settembre 2010

QUELLO CHE OGNI CRISTIANO DOVREBBE SAPERE SULLA CRESCITA SPIRITUALE

"Noi siamo obbligati a rendere sempre grazie a Dio per voi, fratelli, come è ben giusto, perché la vostra fede cresce grandemente e l'amore di voi tutti individualmente abbonda l'un per l'altro" (2 Tessalonicesi 1:3).

Che gran complimento Paolo fece ai cristiani Tessalonicesi! Ecco il succo di ciò che stava dicendo: "E' incredibile vedere quanto siate cresciuti, sia nella fede in Cristo che nell'amore l'uno per l'altro. Ovunque io vada, mi vanto della vostra crescita spirituale. Quanto ringrazio Dio per voi!"

In questo breve passo, Paolo ci offre l'immagine stupenda di un corpo di credenti che cresceva in unità ed amore. L'espressione greca che Paolo usa per "cresce grandemente" significa "crescere al di là, al di sopra e oltre ogni altra cosa". Sia individualmente che come corpo, la fede e l'amore dei tessalonicesi brillava più di tutte le altre chiese.

Ovviamente, questi cristiani tessalonicesi non stavano semplicemente cercando di afferrarsi alla loro fede nell'attesa del ritorno di Gesù. Stavano imparando, crescendo, e si stavano muovendo - e la loro vita ne era la prova. Secondo Paolo, essi erano sulle labbra di tutte le chiese in Asia.

Apparentemente, la predicazione che questo popolo udì li spinse in un cammino più profondo con Cristo; dissipò ogni ambizione carnale convincendoli dei loro usi pagani e lo Spirito Santo in loro stava abbattendo ogni barriera etnica o pregiudizio razziale. Essi scoprirono come abbracciare ogni tipo di persona, sia ricco che povero, istruito o meno, offrendo una grande cura l'uno per l'altro e mettendosi reciprocamente al primo posto nell'amore.

Se sei stato annaffiato e nutrito dalla Parola di Dio, dovresti avere una crescita spirituale continua nella tua vita e ciò dovrebbe accadere in modo automatico.Non so se nelle nostre congregazioni tutti stiano "crescendo grandemente", come Paolo diceva della chiesa a Tessalonica. Eppure, credo ciò sia vero per molti di noi. Perchè? La predicazione unta della pura Parola di Dio produce sempre una crescita e l'apostolo Pietro dice che tutti quelli che desiderano il puro latte della Parola cresceranno.

Paolo descrive la nostra crescita spirituale come un'opera dello Spirito Santo. Egli dice che lo Spirito è sempre all'opera, trasformandoci di gloria in gloria. Egli rinnova del continuo le nostre menti, mortifica la nostra carne e produce purezza nel nostro uomo interiore. Egli opera nei nostri cuori per togliere ogni ira, amarezza, risentimento e malvagità di ogni sorta e produce in noi dolcezza, gentilezza e perdono verso gli altri. Ci fa crescere in Cristo - insegnandoci che qualunque cosa diciamo o facciamo deve essere degna del nostro Signore!

Paolo ci esorta ancora, "Ora ognuno esamini sé stesso.." (1 Corinzi 11:28). Il termine greco per esamini qui significa "valutare, provare". L'apostolo sta dicendo, "provate voi stessi - vedete se state camminando secondo la Parola di Dio". Dobbiamo costantemente chiederci, "Sto cambiando? Sto diventando più amabile e sensibile? Sto trattando la mia famiglia e i miei amici con un santo rispetto? Le mie conversazioni stanno divenendo più giuste?"

venerdì 10 settembre 2010

A VOLTE CRESCIAMO SENZA SAPERLO

Alcuni credenti potrebbero raccontarti ogni dettaglio della loro crescita spirituale. E tu noti chiaramente dei cambiamenti nella loro vita. Ti testimoniano di come lo Spirito Santo abbia sconfitto il nemico per loro, e tu gioisci con loro nella loro vittoria.

Tuttavia questo tipo di cristiani rappresenta un'eccezione.

La maggior parte dei credenti invece è completamente inconsapevole di qualsiasi progresso spirituale nella propria vita. Essi pregano, leggono la Bibbia e cercano il Signore con tutto il loro cuore. Non ci sono ostacoli alla loro crescita spirituale.

Eppure essi non riescono a discernere alcuna crescita in loro. Io sono un esempio di questo tipo di credenti. So di camminare nella giustizia di Cristo, eppure mi sembra di non fare alcun progresso. Infatti, a volte mi butto giù se faccio o dico qualcosa che non somiglia molto a Cristo. Ciò mi fa domandare, "sono cristiano da anni. Ma perché non imparo mai?"

Credo che i cristiani tessalonicesi rimasero sbalorditi quando udirono le affermazioni entusiastiche di Paolo nei loro riguardi (vedi 2 Tessalonicesi 1:3). Avranno probabilmente pensato, "Io, sto crescendo grandemente? Paolo sta scherzando".

Ma Paolo sapeva che la crescita spirituale è un qualcosa di nascosto e segreto. La Scrittura la paragona alla crescita celata di fiori ed alberi: "Sarò come la rugiada per Israele; egli fiorirà come il giglio e affonderà le sue radici come i cedri del Libano. I suoi rami si estenderanno, la sua bellezza sarà come quella dell'ulivo, la sua fragranza come quella del Libano" (Osea 14:5-6).

Dio ci sta dicendo, "Andate dai gigli! Cercate solo di osservarli crescere. Vi dico che al termine del giorno non avrete visto alcuna sorta di crescita. Ma sappiate questo; Io innaffio il giglio ogni mattina con la rugiada – ed esso crescerà". Questo vale anche per la crescita spirituale. Essa è impercettibile all'occhio umano!

Quando alcuni vengono salvati, non sembrano lottare contro un qualche peccato fastidioso. Essi testimoniano, "nel momento in cui sono venuto a Gesù, il Signore ha tolto quella tentazione da me. E da allora sono sempre stato libero". Conosco molti ex-tossicodipendenti che hanno avuto una simile esperienza.

Ma per migliaia di cristiani, è tutta un'altra storia. Anni dopo la loro conversione, una vecchia corruzione si è sciolta in loro – qualcosa che odiavano e non volevano più vedere. Ma per quanto avessero strenuamente lottato, quella bramosia è ancora lì. Alla fine, iniziano a scoraggiarsi. La loro anima grida, "Per quanto, Signore? Questa catena verrà mai spezzata?" E allora il diavolo viene dicendo loro, "Non ce la farai mai. Sai che non potrai mai crescere spiritualmente in questa condizione".

Fatti animo, amico – ho una buona notizia per te. Tu stai crescendo nel mezzo dell'avversità! In realtà, potresti crescere grandemente proprio a causa della tua difficoltà. Sii certo – se hai il timore di Dio nel tuo cuore, emergerai dalla tempesta più forte di prima. Vedi, quando ti trovi nella battaglia contro il nemico, tu eserciti e invochi tutta la grazia e la potenza di Dio. E anche se ti senti indebolito, quella grazia e quella potenza ti stanno donando forza. In primo luogo, stai diventando più insistente nella preghiera; e, secondo, vieni spogliato di ogni orgoglio. Quindi, in realtà, la tempesta ti sta mettendo in "guardia spirituale" in ogni area della tua vita!

giovedì 9 settembre 2010

CONOSCERE, CREDERE E CONTINUARE A CONFIDARE NEL SUO AMORE

Chiunque riesce a conservare la propria gioia quando si sente ripieno di Spirito Santo, senza alcuna prova o tentazione. Ma Dio vuole che ci conserviamo nel Suo amore in ogni tempo – soprattutto nel momento della tentazione.

L'apostolo Giovanni ci parla molto semplicemente di come conservarci nell'amore di Dio: "E noi abbiamo conosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; e chi dimora nell'amore dimora in Dio e Dio in lui" (1 Giovanni 4:16). In sintesi, se noi "dimoriamo nell'amore di Dio", ci conserviamo in Lui.

La parola dimora qui significa "rimanere in uno stato di aspettativa". In altre parole, Dio vuole che noi ci aspettiamo che il Suo amore venga rinnovato in noi ogni giorno. Dobbiamo vivere ogni giorno sapendo che Dio ci ha sempre amato, e ci amerà sempre.

In realtà, la maggior parte di noi scappa dentro e fuori l'amore di Dio a seconda dei propri alti e bassi emotivi. Ci sentiamo al sicuro nel Suo amore solo se ci comportiamo bene. Ma ci sentiamo insicuri del Suo amore ogni volta che siamo tentati o provati, o quando pensiamo di averlo deluso. Questi sono i momenti in cui dovremmo confidare maggiormente nel Suo amore. Egli ci sta dicendo in questi passi, "Non importa che tipo di prova tu stia affrontando, non devi mai dubitare del mio amore per te. Se tu stai veramente confidando nel mio amore, allora stai vivendo nel modo in cui voglio che tu viva".

Geremia 31 offre un'illustrazione meravigliosa dell'amore di Dio. Israele si trovava in uno stato di sviamento. Il popolo era divenuto grasso e prospero e indulgeva in ogni sorta di malvagità.

Poi, all'improvviso, le loro lascivie mutarono in amarezza. Persero ogni piacere nel soddisfare i loro appetiti sensuali. Presto gridarono, "Signore, siamo perduti. Abbiamo bisogno che tu ci trasformi". Dio udì il loro grido di pentimento, e il Suo cuore amorevole andò loro incontro. Egli castigò il popolo con la Sua verga di correzione – e Israele gridò, "Tu mi hai castigato…fammi ritornare e io ritornerò…Dopo essermi sviato, mi sono pentito" (Geremia 31:18-19).

Ascolta le parole di Dio a questo punto: " …Infatti,anche dopo aver parlato contro di lui, lo ricordo ancora vivamente. Perciò le mie viscere si commuovono per lui, e avrò certamente compassione di lui…" (v. 20). "…ti ho attirata con benevolenza" (v. 3).

Ecco ciò che devi sapere dell'amore di Dio: Dio stava dicendo al Suo popolo, "Avrei dovuto castigarti e dire contro te aspre parole di verità. Ma nonostante questo tu hai peccato contro me, facendolo malgrado la grazia e la misericordia che ti avevo elargito. Hai voltato le spalle al mio amore, rifiutandomi. Eppure, le mie viscere si sono commosse profondamente per te, e mi sono ricordato di te nelle tue ambasce – e certamente avrò pietà di te. Ti perdonerò e ti ristorerò".

mercoledì 8 settembre 2010

CAMMINARE NELLA GLORIA

Una cosa che può aiutarci ad andare avanti nei tempi difficili che stanno per giungere è la comprensione della gloria di Dio. Ora, ciò potrebbe suonare come un concetto altisonante ed elevato, uno di quegli argomenti che è meglio lasciare ai teologi. Ma io sono pienamente convinto che il soggetto della gloria di Dio abbia un valore pratico e reale per ogni vero credente. Una volta afferrato, spalanchiamo la porta ad una vita vittoriosa!

La gloria di Dio è una rivelazione della natura e dell'essenza del nostro Signore. Ricorderai dall'Antico Testamento che Mosè ricevette una visione reale della gloria di Dio. Prima di allora, il Signore aveva lasciato Mosè senza alcuna spiegazione di Sé stesso definendosi solo con le parole "IO SONO". Però Mosè voleva conoscere di più Dio, così Lo supplicò, "Signore, mostrami la Tua gloria".

Dio rispose appartando Mosè e nascondendolo nella fenditura della roccia. Allora, dice la Scrittura, Egli si rivelò a Mosè in tutta la sua gloria (vedi Esodo 34:6-7). Il modo in cui Dio vuole che noi conosciamo la Sua gloria è mediante la rivelazione del Suo grande amore per l'umanità. E questo è proprio ciò che rivelò a Mosè.

Credo che questo passo sia assolutamente essenziale per la nostra comprensione di chi sia il Signore. Spesso quando pensiamo alla gloria di Dio, pensiamo alla Sua maestà e al Suo splendore, alla Sua potenza e al Suo dominio, o a qualche manifestazione tra il Suo popolo. Tutte queste cose possono essere la conseguenza di aver visto la gloria di Dio. Ma non è questa la gloria mediante la quale Egli vuole che Lo conosciamo. Il Signore attende da sempre di mostrarci il Suo amore, di perdonarci, di inondarci con la Sua misericordia e di ristorarci.

La rivelazione della gloria di Dio ha effetti potenti su coloro che la ricevono, che pregano per ottenerla e comprenderla. Fino a quel momento, Mosè aveva visto il Signore come un Dio di leggi e di ira. Tremava di terrore alla presenza del Signore, intercedendo, gridando a Lui, supplicandolo per conto di Israele. Queste erano state le basi del Suo rapporto faccia a faccia col Signore.

Ma ora, al primo sguardo della gloria di Dio, Mosè ha più paura del Signore. Anzi, viene spinto ad adorare: "E Mosè si affrettò a prostrarsi fino a terra, e adorò" (Esodo 34:8). Mosè vide che Dio non era solo tuoni, lampi e quella tromba squillante che lo aveva fatto prostrare per la paura. Ma al contrario, riconobbe in Lui un Dio d'amore e una natura di dolcezza e amorevole misericordia!

Riesci a vedere l'incredibile verità che la Scrittura ci sta mostrando? La vera adorazione s'innalza da cuori sopraffatti dalla visione di un amore immeritato di Dio per noi. Esso è basato sulla rivelazione che Dio ci dà di Sé stesso, della Sua bontà, misericordia, della sua prontezza a perdonare. Così, se vogliamo adorare Dio in spirito e verità, la nostra adorazione deve basarsi su questa verità grandiosa.

Quando abbiamo ricevuto la rivelazione della gloria di Dio, la nostra adorazione non può fare altro che cambiare. Perché? Vedere la sua gloria cambia il nostro modo di vivere! Influenza il nostro aspetto e il nostro comportamento, trasformandoci di "gloria in gloria", rendendoci più simili a Lui. Ogni nuova rivelazione del Suo amore e della Sua misericordia porta una trasformazione soprannaturale.

martedì 7 settembre 2010

L’AMORE DI DIO CI VIENE TRASMESSO SOLO ATTRAVERSO GESÙ CRISTO

Secondo Giovanni, tutto l'amore di Dio dimora in Gesù; egli scrive, "E noi tutti abbiamo ricevuto dalla sua pienezza…" (Giovanni 1:16). In che modo abbiamo ricevuto l'amore del Padre? L'abbiamo ottenuto nel nostro essere in Cristo.

Ma, ti chiederai, cosa c'è di tanto importante nel sapere che l'amore di Dio ci viene trasmesso attraverso Gesù Cristo? In che modo potrebbe ciò avere un effetto sulla vita di tutti giorni?

In che modo l'amore di Dio ha effetto sulla nostra vita? Dobbiamo guardare a Cristo come nostro esempio. Gesù ci ha già detto che il Padre ci ama allo stesso modo in cui ha amato il Figlio. Perciò, che tipo di effetto ha avuto l'amore del Padre su Gesù?

"Da questo abbiamo conosciuto l'amore; egli ha dato la sua vita per noi" (1 Giovanni 3:16). Ecco il frutto dell'amore di Dio in Gesù: Egli ha donato Sé stesso in sacrificio per gli altri. La seconda metà del verso ci parla dello scopo dell'amore di Dio nella nostra vita. Leggiamo, "anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli". L'amore di Dio ci porta anche a presentare i nostri corpi come sacrificio vivente.

Hai mai pensato a cosa significhi deporre la tua vita per i tuoi fratelli e sorelle? Giovanni non sta parlando di diventare martiri in terra straniera. Non si riferisce all'essere un donatore di organi. E non intende nemmeno che noi prendiamo il posto di qualche criminale condannato a morte. Cristo soltanto fece un tale sacrificio. No, il solo tipo di cristiano che possa portare vita e speranza ai propri fratelli è un cristiano morto. Un tale servo è morto a questo mondo – ad ogni carnalità, orgoglio e ambizione.

Questo cristiano "morto" ha permesso allo Spirito Santo di fare un inventario spirituale della sua anima. Egli vede attraverso la corruzione e la malvagità nel suo cuore e, desideroso, corre all'altare di Dio, gridando, "Signore, consumami. Prendi tutto di me". Egli sa che solo mediante la purificazione del sangue di Cristo può donare la propria vita per i suoi fratelli.

lunedì 6 settembre 2010

LA RIVELAZIONE DELL’AMORE DI DIO

Di recente sono stato spronato dallo Spirito Santo, che mi ha condotto a questo passo: "ma voi carissimi, edificando voi stessi sulla vostra santissima fede, pregando nello Spirito Santo conservatevi nell'amore di Dio, aspettando la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo in vista della vita eterna" (Giuda 20-21). Mentre leggevo questi versi, ho udito lo Spirito sussurrarmi: "David, non sei ancora mai giunto alla pienezza e alla gioia del mio amore. Hai una buona conoscenza teologica – ma non hai ancora sperimentato l'estasi e il riposo di abbandonarti al mio amore. Fin'ora, vi ti sei immerso solo fino alle caviglie. Ma c'è un vasto oceano del mio amore in cui tu possa immergerti".

La Bibbia è piena della verità dell'amore di Dio. Ma a volte permetto a me stesso di chiedermi come il Signore abbia mai potuto amarmi. Non che io dubiti del Suo amore; è più un fallimento da parte mia nel non riuscire a restare saldo nella conoscenza e nella sicurezza del Suo amore per me .

La rivelazione dell'amore di Dio giunge in parte alla nuova nascita. Se tu dovessi chiedere alla maggior parte dei cristiani cosa essi sappiano dell'amore di Dio per loro, questi risponderebbero "so che Dio mi ama perché ha dato Suo Figlio a morire per me". Probabilmente citerebbero Giovanni 3:16: "Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna".

È un momento stupendo quello in cui afferri una tale verità. Improvvisamente comprendi, "Dio mi ha amato mentre ero perduto, devastato, un estraneo. E Lui ha provveduto per me il Suo amore sacrificando il Suo unico Figlio al posto mio".

Pochi cristiani, ad ogni modo, imparano come essere conservati nell'amore di Dio. Sappiamo qualcosa del nostro amore per il Signore – ma raramente cerchiamo la rivelazione dell'amore di Dio per noi. In effetti, se tu dovessi chiedere alla maggior parte dei cristiani di trovare dei passi biblici sull'amore di Dio per noi, ne riuscirebbero a trovare solo alcuni. Eppure, capire l'amore di Dio è il segreto di una vita vittoriosa. Migliaia di credenti crescono spiritualmente freddi e pigri, perché ignorano l'amore di Dio per loro. Non sanno che la loro arma più potente contro gli attacchi di satana è proprio quella di essere pienamente convinti dell'amore di Dio per loro, mediante la rivelazione dello Spirito Santo.

Nella Sua ultima preghiera sulla terra, Gesù disse, "Padre…tu mi hai amato prima della fondazione del mondo" (Giovanni 17:24). Che pensiero incredibile; Cristo era grandemente amato dal Padre prima della creazione.

Gesù pregò poi questa importante preghiera. "Tu, Padre…li hai amati, come hai amato me" (vv. 21, 23). Pregò anche " affinché l'amore, del quale tu mi hai amato, sia in loro e io in loro" (v. 26) . Cristo stava dicendo, "Padre, so che amerai coloro che porterò nel mio corpo così come hai amato me".

Questo implica che quando il Padre ha amato Gesù prima dell'eternità, Egli ha amato anche noi. Infatti, quando l'uomo era ancora solo un pensiero nella mente eterna di Dio, il Signore stava già determinando le nostre vie e pianificando la nostra redenzione: "allorché in lui ci ha eletti prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell'amore " (Efesini 1:4).

Da quando ti ama Dio? Ti ha amato da quando è esistito – perché Dio è amore. Questa è la Sua natura. Ti ha amato come peccatore. Ti ha amato nel grembo. Ti ha amato prima della fondazione del mondo. Il Suo amore per te non ha avuto inizio e non avrà fine.

Quando smetterà Dio di amarti? Smetterà di amarti quando smetterà di amare il Suo proprio Figlio, il che è impossibile. Cristo dice "il Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine" (Giovanni 13:1).

venerdì 3 settembre 2010

MANTIENITI NELL’AMORE DI DIO

Anni fa, Dio mi mise nel cuore di aprire una casa per ragazzi a Long Island. Sentivo profondamente che ci fosse il Signore dietro quest’opera. Eppure, dopo soli diciotto mesi, alcuni funzionari statali imposero delle norme talmente tassative sulla gestione della casa da non lasciarci altra scelta se non quella di chiudere.

Avevamo già accolto quattro ragazzi durante il breve periodo in cui la scuola era aperta. Dopo aver chiuso, persi ogni contatto con loro. Avevo sempre pensato che quell’impresa fosse stata uno dei più grandi fallimenti di tutti i tempi. Per più di trent’anni, mi chiesi perché Dio avesse permesso che portassimo avanti il progetto.

Recentemente ho ricevuto una lettera da un uomo di nome Clifford. Mi ha raccontato la seguente storia:

“Fratello David, io ero uno dei quattro ragazzi ospitati nella casa di Long Island. I Suoi tutori erano davvero amorevoli e gentili. Ci insegnavano la Bibbia e ci portavano in chiesa. Un giorno ci portarono in una chiesa che aveva installato una tenda per riunioni di risveglio. Io ero davvero amareggiato ed abbattuto. Fu lì, sotto la tenda, che lo Spirito Santo iniziò a scuotere il mio cuore. Sentii il predicatore dire “Gesù ti ama”. Tutti gli anni di dolore, confusione e disperazione salirono a galla. Mi inginocchiai e pregai. Questo accadde trentacinque anni fa. Ora Dio mi ha chiamato a predicare, e mi sta spingendo al ministero a tempo pieno. Questo “grazie” ha continuato a fremere in me per tutto questo tempo. Voglio semplicemente ringraziarti per il tuo interesse. So cosa sia l’amore di Dio”.

La lettera di quest’uomo mi testimonia del fatto che nulla di quanto facciamo per Cristo è invano. Quella casa per ragazzi non fu un fallimento – perché un ragazzo ebreo perduto e confuso scoprì il significato dell’amore di Dio.

giovedì 2 settembre 2010

SATANA USA INGANNI SUBDOLI

"Allora il re d'Assiria mandò ad Ezechia, da Lakish a Gerusalemme…Rabshakeh…con un grande esercito" (2 Re 18:17). Gli assiri rappresentano le odierne "guide alla prosperità". Il diavolo farà sfilare il suo esercito intorno alle tue mura: persone potenti, belle e apparentemente di successo in ogni loro attività. Quando li vedi, ti senti rinchiuso come un prigioniero!

Il primo trucco dell'uomo di peccato è di far mettere in discussione la consacrazione di un credente affinché confidi appieno nel Signore. Rabshakeh, il cui nome significa "inviato ebbro", era l'ambasciatore del re. Egli si fece beffe del pio re schernendolo (vedi 2 Re 18:19-20). L'accusa era, "Dio non ti trarrà fuori da questo pasticcio. Affonderai! Sei davvero nei guai, e la tua fede non funzionerà".

Poi satana aggiunge un altro inganno; ti dice che dietro a tutti i tuoi problemi c'è Dio. Il messaggero d'Assiria dichiarò, "L'Eterno mi ha detto: Sali contro questo paese e distruggilo" (2 Re 18:25).

Satana tenterà di convincerti che Dio si sta vendicando di te, che Egli è arrabbiato con te. Questa è la bugia più perniciosa!

Il diavolo ti fa credere che Dio ti ha abbandonato e ti abbia lasciato nei problemi e nel dolore. Vuole che tu pensi che tutti i tuoi problemi sono il risultato della punizione divina per i tuoi peccati passati. Non ci credere! È satana che sta cercando di distruggerti.

Il nostro Signore è un Liberatore, una fortezza. Isaia dice che Egli viene "per accordare gioia a quelli che fanno cordoglio in Sion, per dare loro un diadema invece della cenere, l'olio della gioia invece del lutto, il manto della lode invece di uno spirito abbattuto, affinché siano chiamati querce di giustizia, la piantagione dell'Eterno per manifestare la sua gloria" (Isaia 61:3).

No, caro santo, non stai affondando. Sei soltanto sotto attacco, sbarrato dalle bugie del nemico, perché hai disposto veramente il tuo cuore a confidare nel Signore. Satana sta cercando di distruggere la tua fede in Dio.

mercoledì 1 settembre 2010

EGLI CI CHIAMA A COMBATTERE

"Quale re, andando a far guerra contro un altro re, non si siede prima a determinare se può con diecimila affrontare colui che gli viene contro con ventimila? Se no, mentre quello è ancora lontano, gli manda un'ambasciata per trattar la pace. Così, dunque, ognuno di voi che non rinunzia a tutto ciò che ha, non può essere mio discepolo" (Luca 14:31-33).

Enok una volta profetizzò, "Ecco, il Signore è venuto con le sue santi miriadi" (Giuda 14). La Scrittura dice che siamo re e sacerdoti al Signore, e rappresentiamo queste sante miriadi che giungono per combattere contro l'esercito di satana. Satana guerreggia contro di noi perché ci odia grandemente (vedi Apocalisse 12:17).

Dobbiamo essere preparati a ciò che sta per avvenire: dobbiamo essere pronti a spendere i nostri giorni nel combattimento spirituale, coscienti che una fiumana d'iniquità è stata rilasciata contro il popolo di Dio. Se siamo determinati ad afferrare Cristo, dobbiamo renderci conto di essere invincibili in Cristo. È scritto, "Colui che è in voi, è più grande di colui che è nel mondo" (1 Giovanni 4:4). Dio dice che ci viene garantita la vittoria sopra tutta la potenza del nemico e che abbiamo tutto l'esercito celeste a combattere per noi!

Che Dio ci dia più forza di Spirito Santo per combattere, affinché ognuno di noi possa gridare al mondo e a tutte le orde infernali, "Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà l'afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? … Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati. Infatti io sono persuaso che né morte, né vita né angeli né principati né potenze né cose presenti né cose future, né altezze né profondità, né alcun'altra creatura potrà separarci dall'amore di Dio che è in Gesù Cristo, nostro Signore" (Romani 8:35, 37-39).

Questo è il grido di battaglia di coloro che sono affamati di Gesù.

Ogni uomo o donna di Dio diverrà il bersaglio dei malefici ordigni infernali, quando avviene una consacrazione che porti a diventare un sacrificio vivente per Cristo. Le orde infernali si scateneranno contro colui che dispone il suo cuore a camminare nella santità della fede.

Satana ti affliggerà e ti ostruirà il cammino perché sei divenuto una minaccia reale per i suoi programmi di inganno. Tu puoi abbandonare la guerra, arrenderti, mollare, e divenire uno scialbo girovago infruttuoso.

Quanto a me, io decido di resistere al complotto del diavolo, di alzarmi in fede, e riprendere il combattimento. Satana non può tenere a terra qualcuno che veramente confida nel Signore.