venerdì 28 novembre 2008

PRENDI POSIZIONE NELLE PROVE PER FEDE

Se non avessimo conflitti, pressioni, prove, guerre, diventeremmo passivi e tiepidi. Andremmo in decadimento ed il nostro tempio si trasformerebbe presto in rovine. Non potremmo gestire il territorio che abbiamo guadagnato. Per questo il piano del nemico contro di noi è chiaro: vuole evitarci la battaglia. Il suo scopo è di rimuovere ogni lotta da noi.

Troviamo ogni risorsa per il mantenimento – la forza per andare avanti, la potenza sul nemico – nelle nostre battaglie spirituali. E nel giorno in cui compariremo davanti al Signore, egli ci rivelerà: “Ricordi che hai passato durante quell’occasione? E in quella terribile battaglia? Guarda quello che hai fatto. Hai avuto tutto ciò di cui avevi bisogno nelle battaglie che hai vinto”.

Il fatto semplice è che Dio ha messo il suo tesoro in corpi umani. Ti ha fatto un tempio, una casa in cui dimori il suo Spirito. E hai la responsabilità di mantenere questo tempio. Se diventi pigro e noncurante, non mantieni l’opera necessaria – la preghiera necessaria, non ti nutri della Parola di Dio e non hai comunione con i santi – il decadimento si impadronirà di te. E finirai con l’assoluta rovina.

Guardando indietro ai miei ultimi cinquant’anni di ministero, ricordo le molte volte in cui ho avuto voglia di abbandonare tutto. Pregavo: “Signore, non capisco questo attacco. Da dov’è venuto? E quando finirà? Non ci vedo alcuno scopo!”. Ma nel corso del tempo, ho iniziato a vedere nascere del frutto da quelle prove. E quel frutto – risorse, forza, benessere spirituale – mi hanno aiutato come non mi sarebbe mai potuto succedere in altri mezzi.

Ti esorto: affronta per fede la tua prova e credi che Dio l’ha permessa. Sappi che se ne sta usando per renderti più forte… per aiutarti a prendere le spoglie di Satana.. per renderti una benedizione per gli altri…. e santificarti alla sua gloria.

“Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché questa grande potenza sia attribuita a Dio e non a noi. Noi siamo tribolati in ogni maniera, ma non ridotti all'estremo; perplessi, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; atterrati ma non uccisi” (2 Corinzi 4:7-9).

“Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre piú grande, smisurato peso eterno di gloria, mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne” (2 Corinzi 4:17-18).

giovedì 27 novembre 2008

NON FARTI MAI INTIMIDIRE

Se cammini nello Spirito, verrai costantemente oppresso dalle potenze demoniache. Ma non devi farti mai intimidire da nessuna potenza del diavolo – mai, in nessun caso!

Paolo era continuamente bersaglio delle potenze demoniache. Stava predicando sull’isola di Pafo quando i demoni cercarono di interferire: “…trovarono un tale, mago e falso profeta giudeo, di nome Bar-Gesú… che faceva loro opposizione cercando di distogliere il proconsole dalla fede” (Atti 13:6-8).

Bar-Gesù significa “figlio di Gesù” o “angelo di luce”. Era proprio il diavolo che era andato contro Paolo! Ma lo Spirito Santo intervenne da dentro l’apostolo: “"O uomo pieno d'ogni frode e d'ogni malizia, figlio del diavolo, nemico di ogni giustizia, non cesserai mai di pervertire le rette vie del Signore? Ecco, ora la mano del Signore è su di te, e sarai cieco per un certo tempo, senza vedere il sole". In quell'istante, oscurità e tenebre piombarono su di lui; e andando qua e là cercava chi lo conducesse per la mano. Allora il proconsole, visto quello che era accaduto, credette, colpito dalla dottrina del Signore” (Atti 13:9-12).

Paolo, ripieno di Spirito Santo, sconfisse ogni potestà delle tenebre!

Non basta farsi affliggere dai tentativi di Satana di opprimerti. In Atti 16 Paolo era contristato – cioè “disturbato, preoccupato”. Lasciò che le cose continuassero così per diversi giorni, ma poi lo Spirito di Dio lo riempì e disse alla potenza demoniaca: “Basta – non ne posso più! Nel nome di Gesù, vattene via!” (vedi Atti 16:16-18).

Carissimi, ci facciamo schiacciare troppo dal diavolo! Deve arrivare anche il momento in cui dobbiamo resistere nella potenza dello Spirito Santo e dire: “Basta – ti comando nel nome di Gesù di andare via!”.

Quando prendi autorità e comandi ai demoni di andare via, Satana verrà da te con tutto ciò che possiede nel suo arsenale. Non appena Paolo ebbe scacciato i demoni dalla ragazza posseduta in Atti 16:16-18, Satana iniziò a fermentare la situazione. Infiammò la folla contro Paolo e Sila, ed improvvisamente ci fu una crisi terribile!

I magistrati della città li picchiarono e li sbatterono in prigione. E con tutti i lividi sulla schiena, immagino che il diavolo abbia detto: “Pensavate di aver vinto la battaglia? Pensavate di aver scacciato i miei demoni e di aver preso autorità su di me?”.

Il diavolo non sembra sapere che più frusta un servo di Dio che cammina nello Spirito, più questo loderà Dio e lo farà scappare! Se getti un cristiano in una crisi, lo leghi con i problemi e le difficoltà, quello canterà, griderà e adorerà!

“Verso la mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio; e i carcerati li ascoltavano” (Atti 16:25).

Se dobbiamo camminare nello Spirito, allora dobbiamo credere che Dio può operare una liberazione sovrannaturale da ogni catena di Satana. Non importa se Dio debba provocare un terremoto per farlo. Fu esattamente questo che fece per Paolo:

“Ad un tratto, vi fu un gran terremoto, la prigione fu scossa dalle fondamenta; e in quell'istante tutte le porte si aprirono, e le catene di tutti si spezzarono” (verso 26).

Satana cercherà di gettarti addosso le tentazioni e le prove più terribili che tu abbia mai affrontato. Vuole che ti umili sotto il peso della colpa, della condanna e dell’autocommiserazione. Caro fratello, devi alzarti per lo Spirito e distogliere gli occhi dalle circostanze e dalle tue catene. Non cercare di risolvere le cose a modo tuo. Inizia a lodare, cantare e ad aver fiducia in Dio – ed egli si prenderà cura della tua liberazione!

mercoledì 26 novembre 2008

UN SIGNIFICATO PIU’ PROFONDO DI COSA VUOL DIRE CAMMINARE NELLO SPIRITO

In 1 Samuele 9 vediamo che Saul fu mandato dal padre a cercare delle asine sperdute. Preso un servo con sé, Saul si mise a cercare per tutto il paese. Alla fine si scoraggiò ed era pronto ad abbandonare la ricerca. Fu allora che il servo gli disse di un certo Samuele, un veggente; forse lui avrebbe potuto dirgli dove trovare le asine.

Samuele in questo brano è archetipo dello Spirito Santo, che conosce la mente di Dio; in mente ha ben altro, oltre a delle semplici direttive. Sa che Saul è stato scelto da Dio per svolgere un ruolo importante negli scopi eterni!

La prima cosa che Samuele fece quando Saul arrivò da lui, fu quella di indire una festa (vedi 1 Samuele 19:19). Questo è esattamente ciò che lo Spirito Santo desidera da noi: sedere alla tavola del Signore e ministrargli – prendendo del tempo di qualità da soli con lui, per ascoltare il suo cuore.

Samuele chiese a Saul di chiarirsi la mente in modo da aver comunione insieme (1 Samuele 9:20-25). Samuele stava dicendo: “Non concentrarti su come avere direttive adesso – è già tutto sistemato. C’è qualcosa di più importante in questo momento. Devi conoscere il cuore di Dio – il suo scopo eterno!”.

Dopo quella sera di comunione, Samuele chiese a Saul di far uscire il servo dalla stanza, per poter avere una discussione più intima e a tu per tu (vedi 1 Samuele 9:27; 10:1).

Riesci a vedere ciò che Dio sta dicendo in questo contesto? “Se vuoi veramente camminare nello Spirito – se vuoi veramente la mia unzione – devi ben altro che delle semplici direttive da me. Devi entrare alla mia presenza per arrivare a conoscere il mio cuore, i miei desideri! Vedi, io voglio ungerti – voglio usarti per il mio regno!”.

Amato, dimentica le direttive – dimentica tutto il resto per il momento! Permetti allo Spirito Santo di insegnarti le cose profonde e nascoste di Dio. Rimani alla sua presenza, e permettigli di mostrarti il vero cuore del Signore. Questo è il cammino dello Spirito nella forma più alta!

Spendere del tempo alla presenza del Signore produce una manifestazione di Cristo ad un mondo perduto.

“Non ci perdiamo d'animo… ma rendendo pubblica la verità, raccomandiamo noi stessi alla coscienza di ogni uomo davanti a Dio” (2 Corinzi 4:1-2). L’apostolo Paolo afferma che siamo stati chiamati ad essere una manifestazione della verità. Naturalmente sappiamo che Gesù è la verità. Allora, cosa intende Paolo dicendo che dobbiamo manifestare Gesù?

Paolo sta parlando qui di un’espressione visibile. Una manifestazione è un “far splendere” qualcosa, renderlo chiaro e comprensibile. In breve, Paolo sta dicendo che siamo chiamati a rendere Gesù noto e comprensibile a tutti. In ognuno di noi, ci dovrebbe essere una luce della vera natura e della somiglianza di Cristo.

Paolo spiega ulteriormente questo concetto di manifestare Cristo. Dice che in realtà siamo le lettere di Dio a questo mondo: “La nostra lettera, scritta nei nostri cuori, siete voi, lettera conosciuta e letta da tutti gli uomini; è noto che voi siete una lettera di Cristo, scritta mediante il nostro servizio, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente; non su tavole di pietra, ma su tavole che sono cuori di carne” (2 Corinzi 3:2-3). Le nostre vite sono lettere scritte dallo Spirito Santo e mandate ad un mondo perduto. E siamo letti continuamente da quelli che ci stanno attorno.

Ma come facciamo esattamente a diventare le lettere di Dio al mondo? È solo per opera dello Spirito. Nel momento in cui siamo salvati, lo Spirito Santo imprime in noi l’immagine stessa di Gesù. E continua a modellare quest’immagine in noi. La missione dello Spirito è quella di formare in noi un’immagine di Cristo così veritiera e accurata, da colpire la coscienza delle persone.

martedì 25 novembre 2008

COME OTTENERE UN CAMMINO NELLO SPIRITO?

Il comando di camminare nello Spirito è stato dato a tutti – non solo ad un gruppo di super santi! Ecco come puoi ottenere questo cammino: “Io vi dico: camminate nello Spirito…” (Galati 5:16).

1. Devi seguire questo cammino con tutto ciò che è in te! Prima di tutto, chiedi allo Spirito Santo di essere tua guida e tuo amico.

“Cercate senza stancarvi, e troverete; bussate ripetutamente, e vi sarà aperto…” (Luca 11:9-13).

Se sei salvato, hai già ricevuto lo Spirito Santo. Ora chiedigli di prendere il controllo – arrenditi a Lui! Devi decidere nel tuo cuore che vuoi che ti guidi e ti porti per mano. Mosé, parlando degli ultimi giorni, disse: “Ma di là cercherai il SIGNORE, il tuo Dio, e lo troverai, se lo cercherai con tutto il tuo cuore e con tutta l'anima tua” (Deuteronomio 4:29).

2. Concentrati a conoscere e a prestare ascolto allo Spirito – e stacca gli occhi dai tuoi problemi e dalle tue tentazioni. Paolo, Sila e Timoteo sarebbero annegati nella depressione se si fossero concentrati sui loro problemi. Al contrario, si sono concentrati su Dio – lodandolo e adorandolo.

La maggior parte delle volte quando ci mettiamo a pregare, ci concentriamo sui fallimenti del passato. Rivediamo le nostre sconfitte e diciamo: “Oh, quanta strada avrei fatto se non avessi sbagliato con Dio in quel momento del passato”.
Dimentica il tuo passato! È sotto il sangue! E dimentica anche il tuo futuro, perché solo il Signore conosce ciò che ci accadrà. Al contrario, concentrati solo sullo Spirito Santo, con tutta la mente e il cuore.

3. Dedica un maggior tempo di qualità in comunione con lo Spirito Santo. Lui non parlerà mai a chi ha fretta. Attendilo pazientemente. Cerca il Signore e lodalo. Prendi autorità su ogni altra voce che ti sussurra dei pensieri in mente. Credi che lo Spirito Santo è più grande di loro, e che non permetterà di farti ingannare o accecare.“

Colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo” (1 Giovanni 4:4).

lunedì 24 novembre 2008

DIO TI AMA!

Il Padre ti ama – ed è proprio in questo che molti credenti sbagliano con Dio. Sono disposti a farsi convincere di peccato e fallimento, più e più volte. Ma non permettono allo Spirito Santo di inondarli con l’amore del Padre.

Il legalista ama vivere sotto convinzione. Non ha mai compreso l’amore di Dio né ha mai permesso allo Spirito Santo di ministrare quell’amore nella sua anima.
Noi qui a Times Square Church abbiamo insegnato che la persona giusta, quella che ama veramente Gesù, ama il rimprovero. Impara ad accettare quando lo Spirito Santo gli mette davanti tutte le aree nascoste di peccato e di incredulità – perché più affronta il peccato, più diventa libero e felice.

Eppure l’attitudine che vedo in molti cristiani è: “Continua a giudicarmi, Signore – convincimi, rimproverami!”. Ma non equivale ad un vero convincimento. Per esempio, lo vedo in molte risposte che ricevo quando mandiamo i miei messaggi alla gente. Quando scrivo un messaggio che tuona di giudizio, ricevo molte reazioni di approvazione.

Quando parlo della dolcezza e dell’amore di Gesù, ricevo lettere che dicono: “Non stai più predicando la verità!”. È come se queste persone stessero dicendo: “Se non rimproveri, quello che stai dicendo non può essere l’evangelo”. Questi credenti non sono mai entrati nella grande missione d’amore dello Spirito Santo.

Si tratta di un’area in cui bisogna imparare a camminare nello Spirito e non per sentimenti! Camminare nello Spirito significa permettere allo Spirito Santo di fare in noi ciò per cui è stato mandato. E questo significa permettergli di inondarci il cuore con l’amore di Dio! “L'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato” (Romani 5:5).

Isaia diceva: “Come un uomo consolato da sua madre così io consolerò voi, e sarete consolati in Gerusalemme” (Isaia 66:13). Isaia stava scrivendo ad un popolo testardo che era “ribelle, ha seguito la via del suo cuore” (Isaia 57:17).

Ditemi – quanto a lungo un insegnante picchierebbe uno studente testardo e ostinato che rifiuta i suoi consigli? Non a lungo! Ma il profeta Isaia coglie una delle immagini umane più alte – quella dell’amore di una madre per suo figlio – e ci mostra qualcosa dell’amore che il Padre nostro ha per noi.

Una madre nella nostra chiesa prende un giorno intero per visitare il figlio nella prigione di stato. Sale su un autobus e cammina per ore, solo per visitare il figlio per qualche momento. Una madre del genere lo guarda fra le sbarre in quell’uniforme a righe e vede l’agonia nei suoi occhi – e ad ogni viaggio una parte di lei muore. Ma non smette di fargli visita. È ancora suo figlio!

Questo è il genere di amore che lo Spirito Santo vuole che tu sappia Dio ha per te! Egli ci consola dicendoci: “Una volta hai detto che avresti dato tutto a Gesù. Gli hai dato il tuo amore, e Lui continua ad amarti. E ora, non ti lascerà andare. Io sono stato mandato da Lui per compiere un’opera – e continuerò a farla!”.

Non c’è vera consolazione per nessuno su questa terra tranne che quella dello Spirito Santo. Per questo hai bisogno dello Spirito Santo che abita in te. Soltanto lui può adagiarti in un letto tiepido, e riempire il tuo cuore con una pace perfetta. Soltanto lui può consolarti veramente nei momenti di sconforto e di dolore. È ancora colui che ti assicura: “Questa consolazione non è solo temporanea – è eterna!”.

venerdì 21 novembre 2008

ABBANDONA IL TUO ORGOGLIO E SII RIPIENO DI SPIRITO SANTO!

Sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, lo Spirito Santo è sceso sulle persone nei modi più inusuali! Ha scosso edifici. La lingua della gente ha iniziato a lodarlo – in altre lingue. Lo Spirito Santo ha preso il pieno controllo!

A Pentecoste è sceso come un vento potente e impetuoso! Cadde del fuoco! Quando scende lo Spirito Santo, tutte le cose vengono scosse (vedi Atti 2:4 e 4:11).

Giovanni Battista predicava: “Io vi battezzo in acqua; ma viene colui che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio dei calzari. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco” (Luca 3:16).

Carissimi, la Bibbia lo dice chiaramente. Quando Gesù viene da te, desidera battezzarti con lo Spirito Santo e col fuoco! Lo Spirito Santo porta il fuoco – un amore caldo, consumante per Gesù. Perché molti credenti sono infuocati per un momento e poi freddi subito dopo, non sono mai arresi e completamente impegnati? È perché non permettono a Gesù di battezzarli con lo Spirito Santo?

“Quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio” (Giovanni 16:8). Può essere che questi credenti non siano convinti perché lo Spirito Santo non è stato invitato a prendere il suo giusto posto in loro? Dio ha un filo di piombo. Tutto ciò che non è a misura di Cristo, egli la rivela – e ci convince e ci dà la forza di conformarci alla sua Parola! Diventa veramente il nostro Consolatore in ciò, perché ci convince di peccato e ci dà la forza di lasciarlo. Questa è vera consolazione!

Lo Spirito Santo non ti farà fare nulla di stupido. Ma può scendere in modo che i peccatori ritengano di essere ubriachi! Egli non è il benvenuto in molte chiese perché si pensa che sia troppo chiassoso, troppo rivoluzionario, troppo imprevedibile!

giovedì 20 novembre 2008

LO SPIRITO SANTO SA CHE STA FACENDO!

Lo Spirito Santo non compie la sua opera in noi in maniera disordinata e azzardata. Non esiste semplicemente per aiutarci a sopravvivere, ad affrontare le crisi e a soccorrerci nei momenti di solitudine. Non è qui solo per prenderci di tanto in tanto e iniettarci un po’ di forza per riprendere la corsa.

Tutto ciò che lo Spirito Santo compie è relativo al motivo per cui è venuto – per portarci a casa come una sposa preparata. Agisce solo per compiere questa missione! Sì, è la nostra Guida, il nostro Consolatore, la nostra Forza nei momenti di bisogno. Ma usa ogni atto di liberazione – ogni sua manifestazione in noi – per renderci sempre più gradevoli come sposa.

Lo Spirito Santo non è qui neanche per dare i doni al mondo. No, dietro ogni suo dono si cela uno scopo. Lo Spirito Santo ha un solo messaggio: tutto ciò che insegna conduce ad un’unica e sola verità. Può splendere in noi come un gioiello multi-sfaccettato, ma ogni raggio di verità ha lo scopo di portarci ad un’unica e sola verità, e cioè:

“Non appartenete a voi stessi – siete stati comprati a gran prezzo. Siete stati scelti per essere sposati con Cristo. E lo Spirito di Dio vi è stato mandato per rivelarvi la verità che vi renderà liberi da ogni altro vincolo d’amore. La verità spezzerà ogni catena del peccato e spazzerà via ogni incredulità. Infatti voi non siete di questo mondo; vi state preparando per un glorioso incontro con il vostro sposo e per la cena delle nozze. Tutte le cose sono pronte e io vi sto preparando! Voglio presentarvi senza macchia, con un amore spassionato nel vostro cuore per lui”.

Questa è l’opera dello Spirito Santo: manifestare Gesù alla chiesa, in modo che ci innamoriamo di lui. E quell’amore ci proteggerà!

mercoledì 19 novembre 2008

LO SPIRITO SANTO SI RICEVE PER FEDE!

“Questo soltanto desidero sapere da voi: avete ricevuto lo Spirito per mezzo delle opere della legge o mediante la predicazione della fede?” (Galati 3:2). Carissimi, questo messaggio dovrebbe infiammare la vostra fede, e per fede dovreste appropriarvi delle grandi promesse di Dio! “Ma chieda con fede, senza dubitare; perché chi dubita rassomiglia a un'onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. Un tale uomo non pensi di ricevere qualcosa dal Signore” (Giacomo 1:6-7).

Hai chiesto a Dio questo dono? Stai cercando lo Spirito Santo? Stai bussando continuamente? “Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!” (Luca 11:13).

Semplicemente chiedi e riceverai! Cerca il battesimo dello Spirito Santo al Padre tuo ed egli te lo darà!

Ogni giorno ci troviamo ad affrontare il diavolo che va a briglie sciolte in questo mondo. Sta rilasciando tutta la potenza che gli compete, e legioni di spiriti maligni stanno preparandosi al conflitto finale con il cielo. Ma Satana non può resistere davanti un figlio di Dio giusto e ripieno di Spirito Santo, che cammina in fede ed ubbidienza. Mostratemi un vero credente ripieno di Spirito Santo e vi mostrerò uno che mette a tacere le legioni dell’inferno.

Dio, manda il tuo Spirito Santo! Che scenda su di noi! Battezzaci con potenza. E mandaci contro le fortezze sataniche credendo fermamente che non prevarrà su di noi!

L’apostolo Paolo diceva: “Camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne” (Galati 5:16). Diceva ancora: “Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche guidati dallo Spirito” (5:25).

Come cristiani, abbiamo udito da sempre questa frase: “Camminate nello Spirito”. Molti credenti mi dicono di camminare nello Spirito – eppure non sanno esattamente quello che significa. Ora, permettetemi di chiedervi una cosa: camminate e vivete nello Spirito? E cosa significa questo per voi?

Credo che “camminare nello Spirito” possa essere definito con una sola frase: camminare nello Spirito è semplicemente permettere allo Spirito Santo di compiere in noi ciò per cui Dio l’ha mandato.

Credo che tu non possa permettergli di compiere quell’opera finché non comprendi perché Dio ha mandato lo Spirito Santo.

Lo Spirito Santo ci è stato mandato dal Padre per compiere uno (e uno solo) scopo eterno. E finché non comprendiamo la sua missione e la sua opera in noi, commetteremo uno di questi due errori: 1) compiremo solo una piccola parte della sua opera – tipo solo alcuni doni spirituali – pensando erroneamente che sia tutto ciò che dobbiamo fare e non realizzando il suo scopo eterno nella nostra vita. Oppure 2) spegneremo lo Spirito in noi e lo ignoreremo completamente, credendo sia misterioso e che la sua presenza sia qualcosa che dobbiamo semplicemente prendere per fede senza poter comprendere.

Lo Spirito Santo è venuto per dimorare in me e in te, per suggellarci, santificarci, darci potenza e prepararci – è stato mandato nel nostro mondo per preparare una sposa pronta per Cristo!

Un archetipo di questa relazione fra credenti e Spirito Santo si trova nell’Antico Testamento, in Genesi 24. Abrahamo aveva mandato il suo servo maggiore Eliezer a trovare una sposa per suo figlio Isacco. Il nome di Eliezer significa “un aiuto potente e divino” – figura dello Spirito Santo. E come questo potente aiuto ritornò con Rebecca e la presentò a Isacco come sua sposa, così lo Spirito Santo non mancherà di riportare una sposa per il nostro Signore Gesù Cristo.

Dio scelse Rebecca come sposa per Isacco – e il Signore condusse Eliezer proprio da lei. Lo scopo e la missione del servo erano concentrati su una sola cosa: portare Rebecca da Isacco – prepararla a lasciare tutto ciò che aveva, e ad innamorarsi di Isacco per poi sposarlo. I genitori di Rebecca dissero ad Eliezer: “La cosa procede dal SIGNORE; noi non possiamo dirti né male né bene. Ecco, Rebecca ti sta davanti: prendila, va', e sia moglie del figlio del tuo signore, come il SIGNORE ha detto” (Genesi 24:50-51).

E lo stesso vale per me e per te! Dio ti ha scelto per essere sua sposa. La nostra salvezza – il nostro essere scelti per Cristo – è stata compiuta dal Signore. Lui ha mandato lo Spirito Santo per guidarci da Gesù – e se noi confidiamo in lui, lo Spirito ci porterà sani e salvi a casa, quale sposa eterna di Cristo!

martedì 18 novembre 2008

“ABBA, PADRE”

Lo Spirito Santo ha un modo per semplificare il nostro rapporto con Dio Padre e Gesù. Egli è Colui che ci insegna a dire: “Abba, Padre”.

Questa frase si riferisce ad un’usanza orientale dei tempi della Bibbia, relativa all’adozione di un bambino. Finché il padre adottivo non firmava e suggellava i documenti di adozione, il bambino lo considerava solo come un padre. Non aveva il diritto di chiamarlo Abba, che significa “mio padre”.

Ma non appena quei documenti venivano firmati, registrati e suggellati, il tutore del bambino lo presentava al padre adottivo – e per la prima volta il ragazzino poteva dire: “Abba, Padre!”. Mentre il padre lo abbracciava, il giovane poteva gridare: “Padre mio! Non è soltanto padre. Adesso è mio!”.

Questa è l’opera e il ministero dello Spirito Santo. È il nostro tutore in Cristo. Ci presenta al Padre. E continua a ricordarci: “Io ho suggellato i documenti. Non sei più orfano – sei legalmente un figlio di Dio! Ora hai un Padre amorevole, benestante e potente. Abbraccialo, chiamalo ‘Padre mio’. Sono venuto a mostrarti quanto ti ama! Lui ti ha amato e ti ha voluto!”.

Il nostro grido dovrebbe essere gioia e gratitudine estrema. Lo Spirito in noi grida letteralmente: “Sei un erede, un ereditiero di tutto ciò che Gesù ha vinto”. E quale eredità possiedi, perché il tuo PADRE è il più ricco di tutto l’universo! Non allontanarti da lui, non è arrabbiato con te. Smettila di agire come un orfano miserabile, senza gioia e vittoria spirituale. Non sei abbandonato – perciò godi in lui!

Non solo non siamo abbandonati, ma lo Spirito Santo è lì con noi nei momenti di confusione e sofferenza.

La missione dello Spirito Santo è consolare la sposa di Cristo in assenza dello Sposo. “Io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre” (Giovanni 14:16). “Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome” (verso 26).

Consolatore significa “uno che calma nei momenti di dolore o di sofferenza” – uno che allevia il dolore e la tristezza, porta consolazione, incoraggia e conforta. Ma mi piace questa definizione dal greco: “Uno che ti adagia su un letto tiepido di sicurezza”. Durante la notte fredda e buia della tua anima, ti depone sul letto soffice della sua consolazione, cullandoti fra le sue braccia.

Definendo lo Spirito Santo come “il Consolatore”, Gesù fece una predizione infallibile. Stava predicendo che il suo popolo avrebbe sofferto ed avrebbe avuto bisogno di consolazione – che ci sarebbero state tante sofferenze e disgrazie nel suo popolo negli ultimi giorni.

Lo Spirito Santo porta conforto ricordandoti che vive in te con tutta la potenza di Dio inerente al suo essere. E per questo puoi dire: “Colui che è in me è più forte di tutte le potenze del mondo messe insieme – più grande di tutte le potenze demoniache!”. Dio ha mandato lo Spirito per usare tutta la sua potenza per tenerti fuori dalle grinfie di Satana – per sollevare il tuo spirito, scacciare ogni depressione e inondare la tua anima con l’amore del tuo Signore.“

Ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l'afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza, e l'esperienza speranza. Or la speranza non delude, perché l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato” (Romani 5:3-5).

lunedì 17 novembre 2008

UN PICCOLO ASSAGGIO DI CIELO

Un assaggio è una piccola degustazione anticipata. La Bibbia lo definisce un pegno – “il pegno della nostra eredità” (Efesini 1:14). Ciò significa degustare una piccola porzione prima di goderla per intero. La nostra eredità è Cristo stesso – e lo Spirito Santo ci porta nella sua presenza come un anticipo di quanto riceveremo come sua sposa, godendo con lui un amore ed una comunione eterni.

Paolo descrive un popolo di Dio che è stato “suggellato con lo Spirito Santo” (Efesini 1:13). Questo ci parla di un popolo contrassegnato da un’opera dello Spirito. Lo Spirito Santo ha prodotto in questo popolo un marchio contraddistintivo, una gloriosa opera interna – qualcosa di soprannaturale che lo ha cambiato per sempre.

Non è più un popolo di credenti comuni. Non fanno più parte “di questo mondo”, perché hanno posto il loro affetto sulle cose di sopra, non sulle cose di questa terra. Non si fanno più sconvolgere dagli eventi di questo mondo, ma sono incrollabili. Non sono più tiepidi o moderati. Al contrario, il loro cuore grida notte e giorno: “Vieni presto, Signore Gesù…”.

Cosa è accaduto a queste persone? Qual è stata l’opera dello Spirito Santo in questi credenti? Cosa li ha segnati e suggellati per sempre come possedimento del Signore? Semplicemente questo: lo Spirito Santo ha dato loro un assaggio della gloria della sua presenza! È sceso su di loro, ha dispiegato il cielo – ed essi hanno sperimentato una manifestazione soprannaturale della sua estrema grandezza! Egli ci da “un po’ di cielo” per farci degustare in anticipo ciò che avremo, per stimolare il nostro appetito.

Che genere di sposa pensate che lo Spirito presenterà a Gesù Cristo nel giorno della Rivelazione? Sarà forse una sposa scoraggiata? Sarà forse una sposa il cui amore è tiepido o addirittura freddo? Che non è devota a Gesù? Che non vuole avere intimità con Gesù?

Se ami veramente Gesù, non te lo togli mai dalla mente. Lui è presente in ogni passo della tua vita. Alcuni cristiani pensano: “Ma questo mi succederà quando sarò morto. Quando andrò in cielo, tutto cambierà. Allora diventerò la sposa speciale del Signore”. No, morire non significa santificarsi! Questo Spirito Santo oggi è qui. Lui è vivo ed operante in te – per produrre in te un amore appassionato per Cristo prima della morte!

Romani 8:26 descrive una delle opere più potenti dello Spirito Santo nel cuore del credente. “Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili”.

Il termine greco usato qui per “sospiri” significa “bramosia” – un desiderio di avere di più di Cristo. Puoi bramare Gesù al punto di sederti alla sua presenza senza dir altro che un profondo sospiro – qualcosa che non può essere pronunciato. In quel sospiro è sottinteso: “Gesù, tu sei l’unica fonte di felicità in questo mondo. Io ho gustato ed ho visto che tu sei buono – e voglio averti tutto per me”.

Questo è il segno di chi sta camminando nello Spirito. Ha un appetito insaziabile per Gesù. Come Paolo, è ansioso di partire e di essere con il Signore!

venerdì 14 novembre 2008

UN MINUTO PRIMA DI MEZZANOTTE

Leggiamo in 1 Samuele 13 che Saul dovette affrontare un momento molto importante, come ogni cristiano si trova a fare ad un certo punto della sua vita. Si tratta di un momento di crisi, quando si è costretti a decidere se aspettare Dio per fede, o spazientirsi e prendere la situazione in mano.

Il momento decisivo di Saul avvenne quando degli eserciti nemici invasero Israele. I Filistei avevano radunato un enorme esercito di cavalieri, carri armati e legioni di soldati brandivano le armi più recenti. Al contrario, gli Israeliti avevano solo due spade in tutto l’esercito: quella di Saul, e quella di suoi figlio Gionatan. Tutti gli altri dovevano usare armi arrangiate, tipo punte di legno acuminate o rozzi attrezzi agricoli.

Una settimana prima, Samuele aveva avvertito Saul di aspettarlo a Ghilgal prima di andare in battaglia. Il profeta aveva detto che sarebbe arrivato dopo sette giorni per offrire i sacrifici giusti al Signore.

Quando giunse il settimo giorno e Samuele non era arrivato, i soldati di Saul iniziarono a disperdersi. Peggio ancora, il re non aveva ricevuto le direttive di Dio per affrontare la battaglia.

Quale fu la reazione di Saul? Rimase forse fermo, dichiarando: “Non importa se Samuele ci mette otto giorni per arrivare; io voglio rimanere stabile sulla Parola di Dio. Vivo o morto, io ubbidirò al suo comando”? No, Saul andò in panico. Si fece sopraffare dalle circostanze. E finì col manipolare la Parola di Dio. Ordinò al sacerdote che era presente di compiere dei sacrifici senza Samuele e cos facendo commise un grave peccato contro il Signore (vedi 1 Samuele 13:11-12).

No, Dio non arriva mai troppo tardi. Egli già conosceva ogni passo di Samuele verso Ghilgal. Aveva dato al profeta una sorta di sistema di navigazione celeste, calcolando il suo arrivo fino al centesimo di secolo. Samuele sarebbe stato lì entro il settimo giorno, anche se fosse stato un minuto prima di mezzanotte.

Dio non è cambiato nel corso degli anni. Ed è ancora molto attento a controllare se il suo popolo ubbidisce a questo comandamento: “Ubbidite alla voce del Signore, e non ribellatevi contro il comando del Signore” (1 Samuele 12:15, parafrasato). Non importa se le nostre vite sembrano non avere più controllo; dobbiamo comunque camminare fidandoci completamente del Signore. Anche se le cose sembrano disperate, non dobbiamo agire per paura. Piuttosto, dobbiamo aspettare con pazienza che ci liberi, come promette la Sua Parola.

Il fatto è che Dio era accanto a Saul mentre quell’enorme esercito dei Filistei gli si attorniava contro. Conosceva la crisi di Saul ed i suoi occhi erano attenti ad ogni dettaglio.

Il nostro Dio vede ogni dettaglio della tua crisi. Vede tutti i problemi della vita che ti stanno attanagliando. Ed è ben consapevole che la tua situazione va peggiorando giorno dopo giorno. Quelli che pregano e aspettano il suo intervento con calma e fiducia non sono mai in pericolo. Inoltre, Egli conosce tutti i tuoi pensieri di panico: “Non so come farò a ripagare questo debito… Non c’è speranza per il mio matrimonio… Non so come farò a tenermi il lavoro”. Eppure il suo comando per te è ancora valido: “Non cadere nel panico e non allontanarti da me. Non devi far altro che pregare – e confidare su di me. Onoro tutti quelli che mettono la loro fiducia in me”.

Considera queste parole che Dio ha dato alla sua chiesa: “Senza fede è impossibile piacergli” (Ebrei 11:6). “Confida in lui in ogni tempo, o popolo; apri il tuo cuore in sua presenza; Dio è il nostro rifugio” (Salmo 62:8). “Voi che temete il SIGNORE, confidate nel SIGNORE! Egli è il loro aiuto e il loro scudo” (Salmo 115:11). “Confida nel SIGNORE con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento. Riconoscilo in tutte le tue vie ed egli appianerà i tuoi sentieri” (Proverbi 3:5-6).

L’incredulità è mortale, e le sue conseguenze sono tragiche. Ci troveremo di fronte a conseguenze tragiche se cerchiamo di districarci da soli dai nostri problemi invece di confidare in Dio e nel suo aiuto.

giovedì 13 novembre 2008

UN OLIO DI RICINO SPIRITUALE MOLTO FORTE

Il comandamento divino di amare i nostri nemici può sembrare una medicina amara e disgustosa. Ma, come l’olio di ricino che ho dovuto ingoiare durante la mia infanzia, è una medicina che guarisce.

Gesù afferma chiaramente: “Voi avete udito che fu detto: Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a quelli che vi odiano, e pregate per quelli che vi maltrattano e che vi perseguitano” (Matteo 5:43-44).

Gesù stava forse contraddicendo la legge? Niente affatto. Stava capovolgendo lo spirito carnale che era entrato nella legge. A quel tempo, gli ebrei amavano solo gli ebrei. Un ebreo non poteva stringere la mano ad un Gentile, e neanche i suoi vestiti potevano strisciare contro quelli di un estraneo. Ma non era questo lo spirito della legge. La legge era santa, istruttiva: “Se il tuo nemico ha fame, dagli del pane da mangiare; se ha sete, dagli dell'acqua da bere; perché, così, radunerai dei carboni accesi sul suo capo, e il SIGNORE ti ricompenserà” (Proverbi 25:21-22).

Possiamo odiare le azioni immorali di quelli che stanno al governo. Possiamo odiare i peccati degli omosessuali, degli abortisti e di tutti quelli che disprezzano Cristo. Ma il Signore ci comanda di amarli come persone – persone per le quali Gesù è morto. Ed egli ci comanda di pregare per loro. Se qualche volta disprezzo una persona piuttosto che il principio che asserisce, non sto veramente rappresentando Cristo.

Sono stato testimone oculare di una parata omosessuale sulla Quinta Strada qui a New York. Duecentocinquantamila gay, molti dei quali seminudi, altri con cartelli con scritte del tipo “Dio è gay”. Li ho visti aggredire cristiani che sventolavano cartelli con la scritta: “Dio ODIA il tuo peccato – ma ama te”.
Mi sono sentito ribollire di rabbia. Avevo voglia di invocare il fuoco dal cielo come su Sodomia. Ma riflettendoci, mi sono detto fra me e m: “Sono come i discepoli che volevano invocare il fuoco dal cielo per consumare quelli che avevano rifiutato Gesù”.

Io dico che l’omosessualità è un peccato! E così l’adulterio! Lo sono pure l’amarezza e la mancanza di perdono.

Ama i tuoi nemici! Ami quelli che ti commettono un peccato davanti agli occhi? Preghi per loro? Benedici quelli che ti maledicono?

Questo è esattamente ciò che Gesù ha detto!

Perciò mettiamolo in pratica!

mercoledì 12 novembre 2008

DANIELE – UN UOMO DI UN ALTRO STAMPO

Anche Daniele era un “uomo di un altro stampo” che parlava con cuore contrito: “Volsi perciò la mia faccia verso Dio, il Signore, per dispormi alla preghiera e alle suppliche, con digiuno, con sacco e cenere. Feci la mia preghiera e la mia confessione al SIGNORE, al mio Dio” (Daniele 9:3-4). In cambio, Daniele era in grado di discernere i tempi, perché conosceva il cuore di Dio. “Io, Daniele, meditando sui libri, vidi il numero degli anni di cui il SIGNORE aveva parlato al profeta Geremia” (Daniele 9:2).

Com’era arrivato a questo percorso di contrizione, conoscenza e discernimento? Tutto era iniziato con lo studio della Parola di Dio. Daniele aveva permesso alle Scritture di prendere pieno possesso di lui. E le citava spesso, perché le aveva nascoste nel suo cuore: “Come sta scritto nella legge…” (Daniele 9:13).

Nel capitolo 10, questo pio profeta ricevette una visione di Cristo: “Alzai gli occhi, guardai, ed ecco un uomo, vestito di lino, che aveva ai fianchi una cintura d'oro di Ufaz. Il suo corpo era come crisolito, la sua faccia splendeva come la folgore, i suoi occhi erano come fuoco fiammeggiante, le sue braccia e i suoi piedi erano come il rame splendente e il suono della sua voce era come il rumore d'una moltitudine” (10:5-6).

Vi esorto a disporre il vostro cuore oggi per cercare Dio con ogni diligenza e determinazione. Poi rivolgetevi alla sua Parola con sempre maggiore desiderio e amore. Pregate e digiunate per poter avere uno spirito contrito, per ricevere il suo peso. Infine, confessate e abbandonate tutto ciò che possa impedire allo Spirito Santo di aprire le benedizioni del cielo su di voi. Il percorso di “uomini di un altro stampo” è accessibile a ciascuno di noi. E tu, vorrai camminare in esso?

Un tale cammino porta il tocco di Dio. Daniele testimoniò: “Ed ecco, una mano mi toccò e mi fece stare sulle ginocchia e sulle palme delle mani” (Daniele 10:10). La parola usata qui per “toccare” significa “scuotere violentemente”. Daniele stava dicendo: “Quando Dio mi posò la mano addosso, caddi per terra. Il suo tocco mi spinse a cercarlo con tutto ciò che era in me”.

Questo accade ogni volta che Dio tocca la vita di qualcuno. Quella persona cade in ginocchio e diventa un uomo o una donna di preghiera, spinto a cercare il Signore.

Mi sono chiesto spesso perché Dio tocca solo certe persone con questa insistenza. Perché alcuni servi diventano affamati di lui, mentre altri fedeli continuano per la propria strada? I servitori toccati da Dio hanno una relazione intima con il Signore. Ricevono rivelazioni dal cielo. E godono di un cammino con Cristo come pochi altri fanno.

Perché Dio stese la sua mano su Daniele e lo toccò a quel modo? Perché quest’uomo fu in grado di vedere e udire cose come nessun altro? Egli dichiarò: “Soltanto io, Daniele, vidi la visione; gli uomini che erano con me non la videro” (Daniele 10:7).

Dio aveva bisogno di una voce per pronunciare il suo messaggio. Voleva un servitore che sapeva pregare, qualcuno che avrebbe risposto fedelmente alla sua chiamata. Daniele era quell’uomo. Pregava devotamente tre volte al giorno. Ed ora, mentre camminava lungo il fiume, Cristo gli si rivelò (vedi Daniele 10:7-9).
Dio fece di Daniele il suo oracolo perché

1. Daniele non smetteva mai di pregare (vedi Daniele 10:2–3).
2. Daniele era afflitto per il declino spirituale della società e della chiesa (vedi Daniele capitolo 9).
3. Daniele si rifiutò di nascondere o occultare il peccato (Daniele 9:4–5).

martedì 11 novembre 2008

HAI BISOGNO DELLO SPIRITO SANTO

Alcuni sono stati salvati da diversi anni, altri forse da un anno, altri ancora solo da qualche mese o qualche settimana. Essere salvati dal peccato è una cosa meravigliosa! Le cose vecchie scompaiono e tutto diventa nuovo. Sono molto contento che tu sia salvato!

Ma per essere un buon soldato al servizio del nostro Signore Gesù Cristo, non basta essere salvati. Ti aspetta dell’altro! Hai bisogno di essere battezzato con lo Spirito Santo!

Ai tempi di Paolo, alcuni credenti non sapevano neppure che esistesse uno Spirito Santo. “E disse: "Riceveste lo Spirito Santo quando credeste?". Gli risposero: "Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia lo Spirito Santo"” (Atti 19:2). Queste persone erano state salvate, ma è chiaro che non erano state riempite o battezzate con lo Spirito Santo.

Credo che siamo salvati attraverso la potenza e il ministero dello Spirito Santo. Ma la Scrittura ci dice che oltre a ciò, esiste anche un battesimo, un riempimento, una possessione che lo Spirito Santo compie in noi!

Gesù stesso non mandò i suoi discepoli e i suoi seguaci nel mondo finché non furono battezzati con lo Spirito Santo. Certamente i suoi discepoli avevano un cuore puro. Avevano fede per guarire i malati, per scacciare i demoni. Avevano la Parola del Signore e stavano già predicando Cristo e facendo proseliti. Erano testimoni della sua risurrezione. Cos’altro poteva esserci? Erano pronti a morire per Gesù! Il loro amore per lui non bastava per mandarli nel mondo a compiere la sua opera?

Carissimi, tutto ciò non bastava! Era chiaro che c’era qualcos’altro: “Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra” (Atti 1:8).

Vuoi veramente lo Spirito Santo? Vuoi che scenda su te e ti battezzi con il fuoco? Devi essere convinto che sia per te. Devi arrivare al punto di sapere che non sei nulla, che non hai niente e non puoi fare niente senza la potenza e la guida dello Spirito Santo.

Devi riconoscere che Egli battezza ancora, scende ancora sui credenti, possiede i loro corpi! “Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesú Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Perché per voi è la promessa, per i vostri figli, e per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà” (Atti 2:38-39).
Ogni ora di ogni giorno, moltitudini in tutto il mondo vengono battezzate con lo Spirito Santo! Hanno letto questa promessa nella Bibbia o l’hanno sentita predicare. Perciò l’hanno invocato, reclamando la promessa, e sono stati battezzati!

Il battesimo è riservato in maniera speciale a quelli che vivono negli ultimi giorni. “Avverrà negli ultimi giorni, dice Dio, che io spanderò il mio Spirito sopra ogni persona… in quei giorni, spanderò il mio Spirito” (Atti 2:17-18). Sappi dunque che “il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!” (Luca 11:13).

Dio vuole che tu viva e cammini nello Spirito. Non dovrai correre da qualcun altro per soddisfare i tuoi bisogni. Sei chiamato a pronunciare la Parola di Dio mentre lo Spirito si muove su te, a imporre le mani sui malati e a scacciare i demoni come fecero gli apostoli. Siamo chiamati ad essere testimoni ripieni di Spirito Santo e potenza!

lunedì 10 novembre 2008

GOVERNATI DALLA PAROLA DI DIO

Se Cristo regna come autorità sopra sul suo regno, e noi siamo i suoi sudditi, allora le nostre vite devono essere governate da lui. Cosa significa esattamente per noi farci governare da Gesù?

Secondo il dizionario, governare significa “guidare, dirigere, controllare ogni azione e comportamento di coloro su cui si ha autorità”. In breve, dobbiamo permettere a Gesù di controllare ogni nostra azione e comportamento, compresi ogni pensiero, azione e parola.

Gesù regna anche su tutte le nazioni del mondo. La Bibbia ci dice: “Egli, con la sua potenza domina in eterno; i suoi occhi osservano le nazioni; i ribelli non possono insorgere contro di lui!” (Salmo 66:7). “Il SIGNORE ha stabilito il suo trono nei cieli, e il suo dominio si estende su tutto” (Salmo 103:19).

Non ingannatevi – il nostro paese non è governato dai repubblicani, dai democratici o da qualsiasi autorità umana. Non è controllato da Wall Street o da grandi enti commerciali. Nessun potere, terreno o sovrannaturale, governa l’America o qualsiasi altra nazione. Dio solo ha il controllo. Lui siede come Re dei re e Signore dei Signori, governa e regna su tutta la creazione dal suo trono celeste.

In tutta l’America stiamo assistendo ad un orribile decadimento morale, l’insorgere dell’occultismo, devianza sessuali palesi, un ateismo lampante. Alcuni cristiani temono che le orde dell’inferno stiano pian piano prendendo il possesso della nostra nazione, stabilendo il regno delle tenebre di Satana.

Non dobbiamo preoccuparci. Isaia ci assicura: “Il SIGNORE ha spezzato il bastone degli empi, lo scettro dei despoti… Come mai sei caduto dal cielo, astro mattutino, figlio dell'aurora? Come mai sei atterrato, tu che calpestavi le nazioni?… Invece ti hanno fatto discendere nel soggiorno dei morti, nelle profondità della fossa! Coloro che ti vedono fissano in te lo sguardo, ti esaminano attentamente, e dicono: "E questo l'uomo che faceva tremare la terra, che agitava i regni?” (Isaia 14:5, 12, 15-16).

Carissimi, Dio non è affatto ansioso per Satana. Non ha nessuna fretta per quella che noi consideriamo un’invasione demoniaca della nostra nazione. Con un semplice soffio della bocca del nostro Signore, Satana sarà scacciato per sempre, tormentato per l’eternità. Perciò, non dobbiamo temere alcun male.
In nessun altro regno Dio regna supremo e potente come nel Suo – quello che ha stabilito nel cuore del suo popolo.

Gesù ha detto: “Ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi” (Luca 17:21). È in questo regno – il dominio dei nostri cuori – che Cristo regna supremo sul suo popolo, guidandoci, guarendoci, governando le nostre e il nostro comportamento.

“Per dare incremento all'impero e una pace senza fine” (Isaia 9:6). Questo verso parla del governo infinito di Gesù per tutta l’eternità. Ma ha anche un altro significato importante: dobbiamo continuamente accrescere la nostra sottomissione al Suo regno.

Puoi dire onestamente che giorno dopo giorno, il governo di Gesù su di te sta crescendo? Il tuo comportamento è sempre più sotto la sua autorità?

Forse ti chiedi: se Gesù è in cielo, e governa ogni autorità alla destra del Padre, come fa a governare anche qui sulla terra? Troviamo la risposta nel libro agli Ebrei. L’autore ci dice che nell’Antico Testamento, Dio parlava al suo popolo attraverso i profeti. Ma oggi il Signore ha scelto di parlare attraverso il suo Figlio (vedi Ebrei 1:1-2).

Gesù è il messaggio esplicito di Dio a noi: la parola divina fatta carne. In cambio, il Padre oggi ci ha mandato lo Spirito Santo per ricordarci le parole pronunciate da Gesù sulla terra. Quindi, Gesù ci governa attraverso la Parola di Dio scritta e rivelata. La Bibbia è il nostro scettro di comando, attraverso il quale Egli ci fa conoscere la sua Parola.

Se vuoi sentire la testimonianza di un uomo che è stato governato dalla Parola di Dio scritta, puoi leggere il Salmo 119:11, “Ho conservato la tua parola nel mio cuore per non peccare contro di te” (ma leggi anche i versi 105, 123, 133, 162).

venerdì 7 novembre 2008

CIO’ CHE CI IMPEDISCE DI CRESCERE NELLA GRAZIA

In Efesini 4:31, Paolo elenca delle cose che dobbiamo rimuovere dalle nostre vite se vogliamo crescere nella grazia di Cristo: “Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria!”.

Non possiamo tralasciare questi argomenti nella lista di Paolo. L’apostolo dice che dobbiamo assolutamente affrontare queste cose, se vogliamo crescere nella grazia. Se ignori questi punti essenziali menzionati qui da Paolo, rattristi lo Spirito Santo. La tua crescita si rallenterà, e finirai per essere uno zombie spirituale.

I primi tre punti nell’elenco di Paolo – amarezza, cruccio e ira – si spiegano da sé. L’amarezza è il rifiuto di lasciar andare una vecchia ferita o di perdonare un torto del passato. Il cruccio è una fortezza di risentimento che va in coppia con la speranza di vendicarsi. L’ira è esasperazione – si può trattare sia di uno scoppio esplosivo o di una lenta indignazione nei confronti di qualcuno. Le parole offensive sono quelle che ti fanno a pezzi – è il contrario di edificare qualcuno o pronunciare parole di edificazione; il parlar male è malizioso e doloroso.

Il clamore è un improvviso scoppio per un non nulla – un tumulto non necessario, far rumore senza motivo. Causiamo clamore quando facciamo storie per qualcosa di insignificante, o facciamo una scena piuttosto che cercare di aiutare o guarire.

L’ultimo elemento nella lista di Paolo è la malizia. La malizia è il desiderio di veder soffrire gli altri. Per molti cristiani la malizia significa sperare che Dio punisca chi li ha feriti. Si tratta di uno spirito demoniaco, e di solito è nascosto nel profondo del cuore.

Quando Paolo dice: “Togliete via da voi queste cose cattive”, non sta parlando di sistemare il tutto alla bella e buona. Sta descrivendo un processo – una questione di crescita che richiede tempo. A volte, non riusciamo a sbarazzarci di questi mali. Ma se ce ne pentiamo subito, e di impegniamo a mettere le cose a posto con gli altri, nel corso del tempo queste cose spariranno da noi.

giovedì 6 novembre 2008

CRESCITA ESPLOSIVA NELLA GRAZIA!

La nostra crescita nella grazia può essere esplosiva quando cerchiamo di edificare quelli che ci mortificano.

“Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a chi l'ascolta. Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione” (Efesini 4:29-30). La radice della parola che Paolo usa per edificare significa “costruire una casa”. Questa parola, infatti, proviene da una radice che significa “costruire”. In breve, chi edifica sta costruendo la casa di Dio, la chiesa.

Paolo qui ci sta dicendo tre cose importanti a proposito delle parole che pronunciamo:

1. Dobbiamo usare le nostre parole per edificare il popolo di Dio.
2. Dobbiamo usare le nostre parole per ministrare la grazia agli altri.
3. È possibile contristare lo Spirito Santo con le nostre parole.

Sono rimasto profondamente colpito dalla storia di alcuni giganti spirituali del passato. Questi santi uomini e donne di Dio avevano una mente celeste – studiavano la Parola di Dio, pregavano spesso e si preoccupavano di crescere nella grazia. Ma quello che più mi colpisce della vita di queste persone non è solo la loro devozione a Cristo o l’intensità delle loro preghiere. Sono anche i frutti santi che queste cose hanno prodotto in loro. Inoltre, ho trovato un termine comune a tutti questi giganti spirituali: la loro preoccupazione principale era quella di crescere nella grazia di un cuore puro, da cui proveniva una santa conversazione. “Dall’abbondanza del cuore parla la bocca” (Matteo 12:34).

Cresco nella grazia quando scelgo di vivere per gli altri e non per me stesso. Questa crescita nella grazia deve iniziare in casa mia, quando mostro al mio coniuge e ai miei figli una sempre maggiore somiglianza a Cristo. La mia casa deve diventare un terreno di prova dove tutti i problemi e tutte le incomprensioni vengono vinte dalla mia disposizione a cedere “i miei diritti”.
Non aver per forza ragione mi ha aiutato a godere la potenza della grazia di Dio come non mai. Tutti gli argomenti, tutti i cosiddetti “diritti” svaniscono quando cerchiamo di edificarci l’un l’altro piuttosto che cercare di vincere una qualsiasi stupida contesta.

Cresciamo – nella grazia!

mercoledì 5 novembre 2008

UOMINI DI UN ALTRO STAMPO

Quando leggo i risultati dei santi uomini di Dio dell’Antico Testamento, mi brucia il cuore. Questi servi sentivano un tale peso per la causa del nome di Dio, che compirono opere potenti da sconvolgere le menti della maggior parte dei cristiani odierni.

Questi santi del passato erano simili a rocce perché si rifiutavano di fare un passo senza una parola da Dio. Piangevano e digiunavano per giorni per la situazione di allontanamento in cui viveva il popolo. Si rifiutavano di mangiare, bere o lavarsi. Si strappavano i capelli e la barba. Il profeta Geremia rimase persino disteso su un lato nelle strade di Gerusalemme per 365 giorni, avvertendo continuamente dei giudizi imminenti di Dio.

Mi chiedo dove prendevano l’autorità e la forza spirituale questi santi, per poter fare tutto quello che facevano. Erano uomini di un altro stampo, servi completamente diversi da quelli che vediamo nella chiesa odierna. Non possiamo assolutamente paragonarci a loro e al loro cammino. So di non essere come loro. E non conosco neanche un cristiano che lo sia.

Tutto questo mi preoccupa. La Bibbia dice che i successi di questi uomini dell’Antico Testamento sono stati registrati perché ci fossero di lezione: “Ora, queste cose avvennero loro per servire da esempio e sono state scritte per ammonire noi, che ci troviamo nella fase conclusiva delle epoche” (1 Corinzi 10:11). Le loro storie sono state scritte come esempio per noi, per mostrarci come toccare il cuore di Dio, o come portare un popolo corrotto al pentimento.

Ma allora questi santi erano di una razza speciale? Sono stati dei superuomini con un destino predeterminato, dotati di forze soprannaturali sconosciute alla nostra generazione? Niente affatto. La Bibbia afferma enfaticamente che i nostri santi predecessori erano persone proprio come me e te, soggette alle stesse passioni della carne (vedi Giacomo 5:17). Il fatto è che il loro esempio ci rivela un percorso da seguire. Questi uomini possedevano qualcosa nel carattere che spingeva Dio a stendere la sua mano su di loro. Per questo li scelse per compiere i suoi propositi.
Ed Egli sta spingendo anche noi a cercare le stesse caratteristiche oggi.

Esdra fu un uomo di Dio che risvegliò l’intera sua nazione. La Scrittura dice che Esdra fu un uomo sul quale era posta la mano di Dio. Esdra testimoniò: “Io fui fortificato dalla mano del SIGNORE, del mio Dio, che era su di me” (Esdra 7:28). In altre parole, Dio stese la sua mano, avvolse Esdra e lo trasformò in un uomo diverso.

Perché Dio fece questo con Esdra? C’erano centinaia di scribi in Israele a quel tempo. Tutti avevano la stessa chiamata a studiare e spiegare la Parola di Dio al popolo. Cosa distingueva Esdra dal resto delle persone? Cosa spinse il Signore a mettere la sua mano su quest’uomo, e dargli l’incarico di incoraggiare oltre 50.000 persone perché ricostruissero la città caduta di Gerusalemme?

La Scrittura ci dà la risposta: “Poiché Esdra si era dedicato con tutto il cuore allo studio e alla pratica della legge del SIGNORE, e a insegnare in Israele le leggi e le prescrizioni divine” (Esdra 7:10). È semplice: Esdra prese una decisione consapevole. Si determinò più di ogni altra cosa a cercare la Parola di Dio e a ubbidirla. E non si smosse da quella decisione. Si disse: “Voglio essere uno studente della Parola. E metterò in pratica tutto quello che leggerò”.

Molto prima che Dio ponesse la sua mano su Esdra, quest’uomo era già alla ricerca diligente delle Scritture. Permetteva di farsi esaminare da esse, di farsi lavare e purificare da ogni sporcizia del corpo e dello spirito. Esdra era affamato della Scrittura e gioiva in essa. Permise alla Scrittura di preparare il suo cuore a qualsiasi opera che Dio scelse per lui. Per questo il Signore pose la sua mano su Esdra e lo unse.

martedì 4 novembre 2008

LE FORZE SPECIALI DI DIO

Avrete sicuramente sentito parlare delle Forze Speciali dell’Esercito Americano – un esercito all’interno dell’esercito, un corpo super specializzato composto da un’elite di soldati scelti. Le Forze Speciali sono costituite solo da volontari, combattenti che sono stati notati e scelti dai loro superiori.

Prima della guerra in Afghanistan, Osama bin Laden aveva detto che i soldati americani erano deboli, codardi e non addestrati per i combattimenti sulle montagne. Aveva anche predetto che i Talebani avrebbero mandato a casa le truppe americane, svergognandole, ma non aveva fatto i conti con le Forze Speciali Americane. Quest’impavida unità invase l’Afghanistan con semplicemente 2.000 soldati. Nel giro di qualche giorno, aveva individuato tutte le fortezze del nemico.

Credo che Dio stia facendo qualcosa di simile nel regno spirituale. Mentre ero in preghiera, mi ha impressionato un concetto dello Spirito Santo, e cioè che Dio nei regni celesti sta attuando un’operazione di copertura. Sta facendo sorgere un esercito all’interno dell’esercito, controllando le sue truppe regolari per formare un’unità elitaria di volontari. Questa forza speciale è composta da guerrieri che può toccare e stimolare, per mandarli a combattere il nemico. Ne vediamo un esempio nella Bibbia, con le milizie speciali di Saul. La Parola ci dice: “Anche Saul andò a casa sua a Ghibea e con lui andarono gli uomini valorosi a cui Dio aveva toccato il cuore” (1 Samuele 10:26).

Le forze speciali di Dio oggi comprendono i giovani, quelli di mezz’età e persino gli anziani. Sono stati addestrati nelle loro stanzette di preghiera. La loro intimità con Gesù ha insegnato loro a combattere. Ora sanno come combattere su qualsiasi ambito spirituale, che si tratti di montagne o di valli. L’esercito nell’esercito di Dio si trova in ogni nazione. Le sue attività possono forse in questo momento essere nascoste, ma presto ne vedremo i risultati nel nome e nella potenza di Cristo. La Parola di Dio sta uscendo, e la carestia sta finendo. Il Signore prevarrà. La Sua Parola conquisterà ogni cosa.

“Il popolo di quelli che conoscono il loro Dio mostrerà fermezza e agirà” (Daniele 11:32).“Ma quelli che sperano nel SIGNORE acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano” (Isaia 40:31).

lunedì 3 novembre 2008

SIAMO UNA FAMIGLIA

Reclamare la potenza che c’è nel nome di Cristo non è qualcosa di complicato, una verità teologica nascosta. Nella mia biblioteca ci sono libri riguardanti solamente il soggetto del nome di Gesù. Gli autori li hanno scritti per aiutare il credente a comprendere le implicazioni profonde nascoste nel nome di Cristo. Eppure la maggior parte di questi libri sono così “profondi” che non entrano proprio in testa al lettore.

Credo che la verità che dobbiamo conoscere sul nome di Gesù sia così semplice, che persino un bambino potrebbe comprenderla. È semplicemente questa: quando facciamo le nostre richieste nel nome di Gesù, dobbiamo essere assolutamente persuasi che è come se proprio Gesù le stia facendo al Padre. Ti chiederai: ma come può essere vera una cosa del genere? Permettimi di spiegartelo.

Sappiamo che Dio ha amato suo Figlio. Parlò con Gesù e gli diede insegnamenti durante il periodo in cui visse sulla terra. E Dio non soltanto udì ma rispose ad ogni richiesta fattagli dal Figlio. Gesù ne rese testimonianza dicendo: “Lui mi ascolta sempre”. In breve, il Padre non negò mai nessuna richiesta al Figlio.

Oggi, tutti quelli che credono in Gesù sono rivestiti nella sua Figliolanza. E il Padre celeste ci accoglie come persone intime, come se stesse ricevendo il Suo Figlio stesso. Perché? A motivo della nostra unione spirituale con Cristo. Attraverso la sua crocifissione e la sua risurrezione, Gesù ci ha resi uno con il Padre. “Che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch'essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano uno come noi siamo uno; io in loro e tu in me; affinché siano perfetti nell'unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li ami come hai amato me” (Giovanni 17:21-23).

Per dirla in parole semplici, adesso noi siamo una famiglia – uno con il Padre, e uno con il Figlio. Siamo stati adottati, con il pieno diritto dell’eredità che ogni figlio ha. Questo significa che tutte le potenze e le risorse del cielo sono a nostra disposizione, attraverso Cristo.

Pregare “nel nome di Gesù” non è una formula. Non è la frase che ha effetto semplicemente se la si pronuncia. La potenza consiste nel credere che Gesù ha preso la nostra causa e l’ha portata davanti al Padre per i suoi meriti. Lui è l’Avvocato – lui sta chiedendo al posto nostro. La potenza consiste nel credere appieno che Dio non nega mai niente a suo Figlio e che noi siamo beneficiari dell’estrema fedeltà del Padre verso Suo Figlio.