lunedì 31 ottobre 2011

GUARIRE LA LINGUA

Il profeta Isaia ci fornisce un esempio di come possiamo guarire le nostre lingue.

1. Isaia si accostò al Signore e pregò di ottenere una visione della santità di Dio. “Vidi il Signore seduto sopra un trono alto, molto elevato” (Isaia 6:1).

Chiunque voglia vivere per piacere al Signore deve costantemente entrare alla Sua presenza, finché non otterrà la visione della santità di Dio. Ogni guarigione, ogni vera benedizione, ogni vittoria inizia dal Suo trono. È lì che vediamo Dio nella Sua santità!

2. Alla santa presenza di Dio, Isaia venne profondamente convinto di avere labbra impure. “Allora io dissi: ‘Guai a me, sono perduto! Perché io sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; e i miei occhi hanno visto il Re, il Signore degli eserciti!’” (6:5).

Perché Isaia gridò: “Sono un uomo dalle labbra impure?” Perché aveva visto il Re di Gloria! Le nostre trasgressioni divengono estremamente peccaminose quando siamo alla presenza di Dio. La luce del Suo santo volto espone tutto ciò che non è come Lui!

3. Isaia permise al Signore di toccarlo e purificarlo col Suo santo fuoco. “Ma uno dei serafini volò verso di me, tenendo in mano un carbone ardente, tolto con le molle dall'altare. Mi toccò con esso la bocca, e disse: ‘Ecco, questo ti ha toccato le labbra, la tua iniquità è tolta e il tuo peccato è espiato’” (6:6-7).

La Parola di Dio è un carbone ardente, e lo Spirito Santo ne è la fiamma! Proprio in questo momento sei stato toccato dallo Spirito Santo attraverso questo messaggio, e Dio vuole mettere il Suo fuoco sulla tua lingua e santificarla. Egli lo può fare per te, se lascerai che la Sua Parola ti convinca! Egli è l’unico che possa farlo. La tua parte è semplicemente quella di confessare, come fece Isaia: “Guai a me, sono impuro!”

Che questa parola penetri direttamente nel tuo cuore e lo purifichi col suo fuoco. Confessa: “Sì, sono io Signore! Non permetterò che questa parola mi passi oltre! Purifica le mie labbra e la mia lingua. Lava la mia bocca ed il mio cuore!”

venerdì 28 ottobre 2011

PAROLE IMPRUDENTI

“Io vi dico che di ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio; poiché in base alle tue parole sarai giustificato, e in base alle tue parole sarai condannato” (Matteo 12:36-37).

Pensiamo spesso che le nostre parole cadano semplicemente a terra e muoiano, o evaporino nell’aria e si dissolvano nel nulla. Non è così! Le nostre parole continuano a vivere, non muoiono!

Tu dirai: “Ma ho detto questo pettegolezzo soltanto ad un amico e lui mi ha promesso di non dirlo a nessuno. Finirà con lui”. No, non finirà! Ogni singola parola pronunciata da te e da me è registrata, scritta nell’eternità, e ci verranno tutte ripetute nel giorno del giudizio.

Ricordo di essermi sentito sotto convinzione di peccato dopo aver condiviso un piccolo pettegolezzo con un amico. Quello che avevo detto era comunque vero; si trattava di una situazione morale con la quale avevo avuto a che fare e che riguardava un ministero. Il suo nome è saltato fuori durante la conversazione, e io ho detto: “Non ti fidare di lui. So alcune cose che lo riguardano!”

Già nel momento in cui queste parole sono uscite dalla mia bocca mi sono sentito condannato. Lo Spirito Santo mi ha sussurrato: “Fermati qui! Non c’è bisogno che qualcuno lo sappia. Non dire un’altra parola, perché non ce n’è motivo. Anche se è vero, non lo ripetere!”

Quello che avevo già detto era sufficiente. MA poi ho pure spifferato i minimi dettagli! Sapevo che avrei dovuto tacere, e ne ero certo, ero profondamente convinto dallo Spirito Santo. Così poi ho chiamato il mio amico e gli ho detto: “Mi dispiace, ho sparlato. Ero confuso. Ti prego non ne parlare con nessuno, anzi, cerca di non pensarci nemmeno”.

Il mio peccato è coperto dal sangue di Gesù? Sì, perché ho riconosciuto appieno di aver peccato, e ho permesso allo Spirito Santo di mostrarmi quell’orgoglio legalistico ancora latente in me. Gli ho permesso di umiliarmi e guarirmi! Ora, ogni qualvolta inizio a dire qualcosa contro qualcuno, obbedisco allo Spirito Santo, mentre Lo sento dirmi con chiarezza: “Fermati!”

giovedì 27 ottobre 2011

DALL’ABBONDANZA DEL CUORE

Ogni volta che da bambino dicevo qualcosa di non buono, mia madre mi lavava la bocca col sapone. Ma non era la mia bocca che aveva bisogno di essere lavata, era il mio cuore! Vedi, la tua lingua esprime solo ciò che hai nel cuore. Questo fu proprio ciò che disse il nostro Signore Gesù Cristo, quando disse che un parlare sciolto, incurante e malvagio può solo giungere da un cuore impuro.

Come credenti, non abbiamo preso sul serio quello che il Signore disse riguardo il domare la lingua. Egli ne ha fatto una questione di cuore! Non solo la mia lingua incurante vanifica tutta la mia spiritualità, ma mi fa anche affrontare il fatto che il mio cuore sia impuro.
Se spettegolo, racconto barzellette sporche, parlo male degli altri, alzo la voce e urlo contro la mia famiglia, devo chiedermi: “Quale roba impura e sudicia si nasconde ancora in me da farmi parlare in questo modo?”

Devo esaminare il mio cuore e chiedermi: “Da dove proviene tutto questo? Dev’esserci qualcosa di cui non mi sono occupato, altrimenti non direi simili cose. Perché continuo a spettegolare? Perché pronuncio parole tanto cattive e incuranti? Quali fortezze non santificate controllano ancora il mio cuore?”

Gesù dà un forte peso a quest’argomento: “Come potete dir cose buone, essendo malvagi? Poiché la bocca parla dall'abbondanza del cuore. L'uomo buono dal buon tesoro del cuore trae cose buone; ma l'uomo malvagio dal suo malvagio tesoro trae cose malvagie” (Matteo 12:34-35). Gesù sta dicendo: “Se sei incurante con la tua lingua, litigioso, lamentoso, se mormori e sparli, hai un serio problema di cuore! Il tuo cuore non è apposto con Dio, ed è qualcosa di profondo. C’è un tesoro malvagio nascosto in te, proprio come un serpente ha sacche di veleno conservate sotto la mascella. Se da te esce veleno mortale, è perché la sacca non è stata prosciugata!

Ogni volta che consento a qualcosa di impuro di uscire dalle mie labbra, devo fermarmi e dire al Signore: “Maestro, dev’esserci ancora qualche radice di gelosia, invidia o concupiscenza nel mio cuore. Scava in profondità nel mio cuore e sradica le radici di amarezza, orgoglio o qualsiasi cosa sia!” Dio vuole arrivare a quella malvagità nel tuo cuore, quella sacca di veleno nascosta dentro di te! Egli vuole sradicarla e guarirti completamente.

mercoledì 26 ottobre 2011

DOMA LA TUA LINGUA

“Ma la lingua nessun uomo la può domare; è un male che non si può frenare, è piena di veleno mortifero” (Giacomo 3:8).

In questo verso della sua epistola, Giacomo sta parlando della lingua di un credente. Egli sta richiamando la chiesa ad acquisire il controllo sulle proprie lingue, prima che essi vengano distrutti da esse! Ti chiederai: “Quant’è seria la questione del domare la lingua? Una lingua indisciplinata può veramente essere tanto peccaminosa?”

Una lingua sciolta rende la nostra religione assolutamente priva di valore! Può far sì che ogni tua attività spirituale sia inutile agli occhi di Dio: “Se qualcuno fra voi pensa di essere religioso, ma non tiene a freno la sua lingua, certamente egli inganna il suo cuore, la religione di quel tale è vana” (Giacomo 1:26).

Il riferimento di Giacomo qui a coloro che sono “in mezzo a voi” indica le persone nella chiesa. Non drogati o gente di strada, ma quei membri del corpo di Cristo che appaiono pii, spirituali. Costoro sono attivi nell’opera del Signore, ma le loro lingue sono sbrigliate, fuori controllo! Giacomo si sta concentrando su quanti sembrano santi, dolci, gentili e amorevoli, ma che vanno in giro per la chiesa o sul lavoro o in famiglia con lingue acide, sempre a sparlare e spettegolare, o ascoltare con orecchio avido. Mormorano e si lamentano, e Dio dice che la religione di costoro, tutta la loro ostentazione di spiritualità, è vana, inutile!

Amato, non voglio stare davanti al trono del giudizio di Cristo e scoprire che tutto il mio lavoro per il Signore, tutti i miei sforzi spirituali, sono stati vani! Non voglio sentirlo dire: “David, hai compiuto opere potenti nel Mio nome. Hai nutrito gli affamati, vestito gli ignudi, scacciato demoni, stabilito centri di recupero per tossicodipendenti e per gli alcolizzati. Sì, hai predicato a folle di migliaia di persone e ne hai condotto molti nel regno. Ma non è servito a niente! Molte parole di sollievo sono uscite dalla tua bocca, ma anche parole scortesi, d’invidia e amarezza! Hai preso i Miei avvertimenti sulla questione della lingua troppo alla leggera!”

Tu ribatterai: “Sicuramente Dio non è così insensibile da non considerare la mia spiritualità solo per aver detto qualcosa di crudele!” Io qui sto parlando di cristiani le cui lingue non sono mai state domate, che parlano contro il popolo di Dio senza battere ciglio! Ecco cosa dice la Parola di Dio: “Quand'anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non ho amore, divento un bronzo risonante o uno squillante cembalo. E se anche avessi il dono di profezia, intendessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede da trasportare i monti, ma non ho amore, non sono nulla. E se spendessi tutte le mie facoltà per nutrire i poveri e dessi il mio corpo per essere arso, ma non ho amore, tutto questo niente mi giova” (1 Corinzi 13:1-3).

martedì 25 ottobre 2011

EZECHIA – L’UOMO CHE HA RAGGIRATO LA MORTE!

“In quel tempo Ezechia si ammalò mortalmente. Il profeta Isaia, figlio di Amots, si recò da lui e gli disse: «Così parla l'Eterno: Metti in ordine la tua casa, perché morirai e non guarirai». Ezechia allora…pregò l'Eterno” (Isaia 38:1-2).

Egli era un re che cavalcava l’onda della vittoria,
liberato miracolosamente da Dio
fu in salute e rinomato
quando la malattia lo colpì,
portandolo al punto di morire.
Il profeta lo avvisò
“Preparati a morire
È finita per te”.
Ma il re amava la vita,
e volgendo la faccia verso il muro
gridò, e invocò l’Eterno
per ricevere nuova vita.
Dio ascoltò e gli diede altri quindici anni.
Ma come dovrebbe vivere un uomo
Che ha vinto la morte?
Come molti che sopravvivono
A una chiamata improvvisa della morte.
Non dovrebbe costui vivere ogni giorno grato,
donandosi umilmente a Dio e all’umanità?
Ma la via della carne non è così.
Il re iniziò a gloriarsi nella sua degnità,
affondò nel fango del materialismo,
esibendo i suoi tesori davanti agli stranieri.
Un secondo messaggio del profeta risuonò
Di giudizio sulla sua progenie
A motivo dell’orgoglio e dell’ingratitudine.
E quanti oggi hanno ricevuto nuova vita
Soltanto per spendere gli anni dati loro in prestito
In un’egoista ricerca di cose
Che non hanno valore?
L’eternità rivelerà
Che sarebbe stato meglio
Per alcuni morire
Piuttosto che raggirare la morte.

lunedì 24 ottobre 2011

DOVE ANDIAMO A MANGIARE?

Il settimo capitolo di Michea contiene uno dei messaggi più potenti mai predicate sul nuovo patto. In questo incredibile sermone, Michea sta parlando ad Israele naturale – ma parla anche alla chiesa di Gesù Cristo di questi ultimi giorni. Inizia il suo sermone con un grido affranto – che è simile a quello lanciato oggi da molti credenti affamati in tutto il mondo: “Guai a me!.. Non c’è alcun grappolo da mangiare” (Michea 7:1).

Michea sta descrivendo l’effetto della carestia in Israele – una carestia di cibo ma anche della Parola di Dio. Riecheggia le parole di una precedente profezia di Amos, dove il Signore disse: “

“Ecco, verranno i giorni," dice il Signore, l’Eterno, "in cui manderò la fame nel paese, non fame di pane né sete di acqua, ma piuttosto di udire le parole dell’Eterno. Essi andranno errando da un mare all’altro, da nord a est, correranno qua e là in cerca della parola dell’Eterno, ma non la troveranno” (Amos 8:11–12).

Era tempo di vendemmia in Israele e le vigne dovevano essere straripanti di frutti, ma dai tralci non pendeva alcun grappolo. Michea guardava le persone che andavano nelle vigne a cercare frutti da mangiare e non ne trovavano. Con il suo occhio profetico, Michea vide moltitudini negli ultimi tempi che correvano di luogo in luogo, cercando di udire una vera parola da parte di Dio. Vide credenti che vagavano di chiesa in chiesa, da risveglio in risveglio, da nazione in nazione – tutti cercavano di soddisfare una fame e una sete di nutrimento per le loro anime. Il loro grido si può ancora udire: “Guai a me – non ci sono grappoli!”.

C’è una grande carestia nel paese. Eppure, nonostante moltitudini di persone corrono di qua e di là cercando cibo spirituale, coloro che desiderano veramente la Parola di Dio comprendono solo un residuo (vedi Michea 7:14,18). Questo è certamente vero oggi come lo era nell’antico Israele. Pochi cristiani oggi hanno veramente fame di ascoltare la pura parola del Signore. Invece, la maggioranza si nutre dei frutti di Sodoma, gustando i frutti di un evangelo pervertito.

venerdì 21 ottobre 2011

LE FRECCE PENETRANTI DELLA SACRA VERITA’

Credo che Dio debba compiere in noi un’opera prima di poter reclamare qualsiasi promessa del patto. Qual è quest’opera antecedente da cui dipendono tutte le altre? Geremia ci dice: “Farò con loro un patto eterno: non mi ritirerò più da loro, facendo loro del bene, e metterò il mio timore nel loro cuore, perché non si allontanino da me” (Geremia 32:40). L’opera precedente di Dio nel patto è quella mettere il Suo timore nel nostro cuore per mezzo dello Spirito Santo.

Geremia qui sta parlando delle prestazioni del nuovo patto di Dio, non dell’antico. E Dio ci dice molto chiaramente in che modo si realizza quest’opera del patto: “Io metterò il mio timore nel loro cuore”. Ci fa sapere che non possiamo avere un santo timore semplicemente facendoci imporre le mani da qualcuno o con la lotta della carne. No – l’unico modo con cui possiamo compiere in noi quest’opera è se lo Spirito di Dio la realizza.

Dio ci sta dicendo attraverso questo passo: “Io farò cose meravigliose in voi. Manderò il mio Spirito ad abitare in voi e vi darò un nuovo cuore. Vi darò una tale potenza da mortificare ogni opera della carne e vi guiderò nella libertà totale dalla potenza del peccato. Infine, farò in modo che abbiate e facciate la mia volontà. Ma c’è un’opera che lo Spirito Santo deve compiere in voi prima di ogni cosa. Metterà in voi il vero timore di Dio. Vi predisporrà ad una profonda reverenza della Sua santità, cosicché non dipartirete dai Miei comandamenti. Altrimenti, il vostro peccato vi porterà sempre via lontano da me”.

Per dirla in parole povere, lo Spirito Santo cambia il modo in cui noi guardiamo il nostro peccato. Lui sa che finché continueremo a prendere alla leggera la nostra concupiscenza, non potremo mai essere liberi. Come fa lo Spirito Santo? Usa la convincente Parola di Dio – la freccia affilata e perforante della sacra verità.

giovedì 20 ottobre 2011

LE OSSA SECCHE POSSONO VIVERE!

Ezechiele 37 parla del fatto che Dio desidera farci appropriare delle promesse del Suo patto nuovo – che impariamo a vivere veramente, entrando nella benedizione del patto.

Abbiamo sentito tutti la storia delle “ossa secche” di cui parla Ezechiele. È importante notare che questi strumenti che giacevano inanimi al suolo erano sotto il patto. Vedete, il Signore aveva detto loro: “O ossa secche, ascoltate la voce del Signore!” (Ezechiele 37:4). Avevano ascoltato la promessa del patto di Dio: “Io metterò il mio Spirito in voi, e voi vivrete”.

Eppure, anche se queste ossa secche avevano sentito la predicazione della promessa del patto, non erano entrate nella gioia delle sue benedizioni. Molti credenti oggi conoscono il nuovo patto di Dio – eppure non riescono proprio a crederci, perché sembra troppo bello per essere vero. Dicono: “So che Dio ci ha dato lo Spirito Santo che abita in noi. E so che lo Spirito si obbliga a farci ubbidire a Cristo. Oh, desidero veramente quella benedizione, ma come posso ottenerla per la mia vita?”.

Dobbiamo fare qualcosa. Ezechiele scrive che Dio gli disse di profetizzare: "Così dice il Signore, l’Eterno: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi uccisi, perché vivano" (37:9). Poi Ezechiele dice di aver profetizzato come Dio aveva comandato: “..e lo spirito entrò in essi, e ritornarono in vita e si alzarono in piedi: erano un esercito grande, grandissimo” (37:10).

Improvvisamente Ezechiele si ritrovò davanti un grande esercito, vivo e vegeto! Lo Spirito Santo aveva riempito quelle ossa secche di vita – ed ora erano pronte a combattere. In un istante erano entrati nel pieno godimento e nelle benedizioni del nuovo patto. Lo Spirito di Dio aveva preso il giusto posto in loro – ed aveva compiuto in loro i cambiamenti promessi.

mercoledì 19 ottobre 2011

PRONTI A MORIRE

Stipulando il nuovo patto, Dio si è obbligato a fornire ogni potenza e forza per eseguire ogni condizione e richiesta del patto. Perciò, quando Dio dice in giuramento: “Lo farò”, per fede noi rispondiamo: “Così sia”.

Voglio mostrarvi una meravigliosa verità del nuovo patto. Suggerisce che il Signore non potrà mai avvicinarsi abbastanza al Suo popolo, e che non potrà mai avvicinarli a Sé quanto desidera. Perciò ci unisce, ci lega e ci avvicina a Sé, e si avvicina a noi, grazie a questo contratto vincolante. Il nuovo patto impegna il Signore a preservare i Suoi figli dalla caduta, e a consolarci, confortarci e assicurarci che la potenza e il dominio del peccato non può e non potrà vincere su di noi, grazie allo Spirito Santo che dimora in noi.

Questa verità è l’unica speranza per quei credenti che hanno perso vigore nella lotta contro il peccato. Soltanto svelando il nuovo patto possiamo apprendere il segreto di una totale vittoria sul peccato.

La morte è l’unico modo per passare dal vecchio al nuovo patto. La fede carnale deve morire – non più combattimenti per credere. Se devo avere fede – la vera fede, la fede di Cristo – è Lui che me la deve dare. Ci è stata data una misura di fede, eppure è vero che non posso fare nulla da me stesso, a parte avere la Sua fede. È per questo che la Scrittura la definisce “la fede di Cristo”.

Sei afflitto per il peccato? Stai veramente bramando una vita santa, libera da ogni concupiscenza della carne? Allora preparati a morire. Preparati ad abbracciare la croce. Il vecchio patto metterà fine alle tue voglie – le ridurrà a nulla. Quando avrai rinunciato ad ogni speranza di vincere il peccato con le tue forze e la volontà umana, allora sarai pronto ad entrare nel glorioso regno della libertà attraverso il nuovo patto.

martedì 18 ottobre 2011

RICEVIAMO TUTTI I BENEFICI

Dio ha dato il Suo Figlio, il Figlio ha dato la Sua vita, e noi riceviamo tutti i benefici!

Attraverso un reciproco consenso, il Padre e il Figlio hanno fatto un patto per mantenere e preservare il seme di Cristo. E durerà fino alla fine.

“Egli m’invocherà, dicendo: "Tu sei mio Padre, il mio DIO e la Rocca della mia salvezza". Lo costituirò pure mio primogenito, il più eccelso dei re della terra. Gli userò benignità per sempre, e il mio patto con lui rimarrà stabile. Renderò pure la sua progenie eterna e il suo trono come i giorni dei cieli. Se i suoi figli abbandonano la mia legge e non camminano nei miei ordinamenti, se violano i miei statuti e non osservano i miei comandamenti, io punirò la loro trasgressione con la verga e la loro iniquità con battiture; ma non ritirerò la mia benignità da lui e non lascerò che la mia fedeltà venga meno. Non violerò il mio patto e non muterò le parole che sono uscite dalla mia bocca. Ho giurato una volta per la mia SANTITA’ e non mentirò a Davide; la sua progenie durerà in eterno e il suo trono sarà come il sole davanti a me, sarà stabile per sempre come la luna, e il testimone nel cielo è fedele" (Salmo 89:26-36).

Il Padre ha fatto questo patto promettendo al Figlio: “Io, l’Eterno, ti ho chiamato secondo giustizia e ti prenderò per mano, ti custodirò e ti farò l’alleanza del popolo e la luce delle nazioni” (Isaia 42:6). Dio stava dicendo: “La mia mano sarà sempre su di te e non sarai mai lontano dalla mia potenza preservatrice. Ti prometto di proteggerti da tutti gli schemi del diavolo”.

Questa promessa del Padre è a disposizione di tutti noi grazie al sacrificio del Figlio sulla croce, che ci ha convogliato nel suo patto. Dio ha promesso a Suo Figlio: “Se tu andrai, io ti proteggerò e preserverò ogni membro del Tuo seme, come ho protetto e ho preservato te. Non rimuoverò mai la mia fedeltà da te, né dai tuoi figli”.

venerdì 14 ottobre 2011

SU TERRA ASCIUTTA

Dio insiste che ci sia "terra asciutta" sul nostro cammino attraverso il Mar Rosso. Egli disse a Israele: "Affinché i figli d'Israele possano passare in mezzo al mare all'asciutto" (Esodo 14:16). Sorprendentemente, Dio usa quest'espressione quattro volte, dicendo al Suo popolo: "Tu procederai su terra asciutta".

Vediamo ancora quest'espressione quando Israele fu pronto ad entrare in Canaan. Essi atrtaversarono il Giordano su terra asciutta dirigendosi verso la Terra Promessa.

Per dirla in parole semplici, il terreno asciutto è un sentiero. E se ci sei sopra, stai andando da qualche parte. Non stai perdendo terreno o tornando indietro; la tua terra asciutta è il piano di Dio, la sua opera nella tua vita, i Suoi miracoli ancora da compiersi. Ti stai muovendo verso una rivelazione, una nuova vittoria in Cristo, diretto verso qualcosa di maggiore.

La Scrittura lo prova. Nota quando Faraone e il suo esercito persero la propria battaglia: Sulla terra asciutta voluta da Dio. La terra asciutta è proprio il uogo in cui il diavolo ti inseguirà. Egli vuole attaccarti nei tuoi momenti di maggiore debolezza. Eppure, è proprio su questa terra arida che il Signore rimuove "le ruote dei carri" dai principati e dalle potestà di Satana: "Le acque tornarono e coprirono i carri, i cavalieri e tutto l'esercito del Faraone che erano entrati nel mare per inseguire gli Israeliti; e non ne scampò neppure uno di loro" (Esodo 14:28).

Dio in pratica ci sta dicendo: "Voglio che impari a muoverti per fede, non in base a una visione o a una voce, ma quando ti trovi in mezzo a un periodo arido. Voglio che tu sia certo che quando non riesci a sentire la Mia voce o a vedera avanti, quando sei su una terra arida, io ti sto portando avanti".

Il Signore promette di trasformare la nostra terra asciutta in ruscelli di acqua fresca: "I miseri e poveri cercano acqua, ma non ce n'è; la loro lingua è riarsa per la sete; io, l'Eterno, li esaudirò...Farò scaturire fiumi sulle colline brulle, e fonti in mezzo alle valli; farò del deserto un lago d'acqua e della terra arida sorgenti d'acqua" (Isaia 41:17-18).

Caro santo, sei inaridito? Dio ti sta dicendo: "Presto vedrai un raccolto. Dove prima c'era terra asciutta, sgorgherà la vita davanti ai tuoi piedi. Ed io l'ho creata! Resta fermo e guarda ciò che compirò per te sulla terra asciutta".

giovedì 13 ottobre 2011

DIO NON SI ARRENDE MAI

"Qual uomo fra voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e non va dietro alla perduta finché non la ritrova?" (Luca 15:4).

Gesù qui sta parlando di una pecora che prima si trovava nell'ovile. E' chiaro che rappresenti un membro del gregge di Cristo, una di quelle che era stata ben nutrita e condotta da un pastore amorevole. Tuttavia, questa pecora si è smarrita, così il pastore è uscita a cercarla.

Nota cosa dice Gesù sul pastore: "Egli va dietro alla perduta finché non la ritrova". Dio non abbandona mai nessuno di coloro che gli appartengono e si è allontanato. Piuttosto, Egli esce per trovare quella pecora, la abbraccia e la riporta nell'ovile.

Per dirla in parole povere, puoi addentrarti tanto nel peccato da giungere alle soglie dell'inferno stesso, e anche lì ti cercherà. Davide testimonia: "se stendo il mio letto nello Sceol, ecco, tu sei anche là" (Salmo 139:8).

Abbiamo tutti sentito l'espressione "inferno in terra". Parliamo di come sia la vita per coloro che si allontanano da Dio. Il loro "letto nello Sceol" è una condizione terribile, orrenda. Significa essere schiavi del peccato, scivolando così lontano dal Signore da cadere in un coma irreversibile. Questo sonno è accompagnato da una paura ossessionante che sussurra: "Stai scendendo sempre più in basso nell'inferno. Potresti non essere mai in grado di tornare a Dio".

Il messaggio di Cristo per noi è: "Forse hai avuto il tuo letto nello Sceol, ma non sei sceso troppo in basso nel tuo peccato da non consentirmi di raggiungerti e riaccoglierti a braccia aperte".

Quando il pastore trova la pecora smarrita e ferita, Egli conduce la creatura sofferente nella Sua casa. Poi raduna tutti i Suoi amici e vicini esclamando: "Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la mia pecora che era perduta" (Luca 15:6).

"Io vi dico che allo stesso modo vi sarà in cielo più gioia per un solo peccatore che si ravvede, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento" (Luca 15:7)

mercoledì 12 ottobre 2011

PENSIERI SULL’AMORE E LA FEDE

Consentitemi di condividere con voi alcuni pensieri di conforto sulla fede e l’amore. Dio opera miracoli in risposta alla preghiera della fede. E io credo ad ogni promessa nella Parola di Dio. Tuttavia, attraverso molte sofferenze e lacrime, ho scoperto qualcosa di meraviglioso sul modo in cui Dio opera. Ciò che stai per leggere dovrebbe aiutarti a rinnovare la tua fiducia nel Signore e liberarti dal legame di cercare di capire la fede.

Ecco le mie conclusioni:

  • Se non puoi offrire a Dio una fede perfetta, donagli un amore perfetto. “L’amore perfetto caccia via la paura”. L’amore perfetto è il riposo che Dio ha per il Suo popolo. Egli vuole che riposiamo nel Suo amore, confidando che Egli giungerà sempre in nostro aiuto come un padre verso il figlio ferito, nonostante la nostra fede inadeguata.

Smetti di valutare o misurare la tua fede. E smetti di cercare di capire la fede. La Bibbia dice: “Or tre cose restano, fede, speranza e amore: ma la più grande di esse è l’amore” (1 Corinzi 13:13). Se hai intenzione di specializzarti in qualcosa, specializzati nell’amore, la fede opera mediante l’amore.

  • Se Dio non risponde ad alcune delle nostre preghiere, possiamo essere certi che Egli abbia motivi grandi ed eterni per non farlo.

Tutto si riduce a questo: Dio ha tutta la potenza e può compiere ogni cosa. Nulla è impossibile per Lui. Egli ha promesso di rispondere ad ogni preghiera nel nome di Gesù, quindi dobbiamo chiedere con piena certezza di fede, aspettandoci una risposta. Ma se Dio dovesse ritardare la risposta o scegliere una strada diversa per noi, Egli deve avere una buona ragione per questo. E noi dobbiamo credere che qualsiasi cosa Dio permetta nelle nostre vite un giorno coopererà al nostro bene (Romani 8:28).

Il nostro Padre celeste sa esattamente dove stiamo andando e di cosa abbiamo bisogno. Egli ci donerà ciò che è meglio, con il tempismo proprio dello Spirito Santo (Matteo 7:11).

Dio non permetterà che tu venga sopraffatto dalle tue prove. Forse stai giungendo a quello che definisci un punto di rottura, ma sopravvivrai e racconterai della Sua fedeltà se non indurirai il tuo cuore ma ti affiderai alle sua braccia, confidando nel Suo amore eterno.

martedì 11 ottobre 2011

LA CATASTROFE

Uno scienziato disse della catastrofe: “Il mondo intero ha tremato”. Un altro la definì “il peggiore disastro naturale nella storia mondiale”. Stavano parlando dello tsunami che ha devastato intere coste dell’Asia pochi anni fa. Centinaia di migliaia morirono, e noi continuiamo a vedere disastri intorno a noi.

Quando eventi così terribili colpiscono, vado al Padre con una domanda: “Signore, ma di cosa si tratta? È stato un semplice ed inspiegabile incidente della natura, oppure c’è qualcosa che il Tuo popolo dovrebbe sapere riguardo al motivo per cui ciò è avvenuto?”

Noi gemiamo per il dolore e la tristezza indescrivibile sentita da moltitudini di persone. Preghiamo intensamente per coloro che sono afflitti. Il nostro ministero ha inviato migliaia di dollari attraverso agenzie cristiane di soccorso per aiutare a ricostruire chiese e case nelle zone devastate. La Scrittura ci dicecje il nostro Padre celeste è toccato dai sentimenti più profondi dei feriti, e lo Spirito Santo spande consolazione su tutti i credenti nelle nazioni colpite.

L’America è una nazione compassionevole e generosa, e ringrazio Dio per la risposta di molti che pregano, donano e vanno in quei luoghi per recare soccorso. Ma qualcosa nel profondo della mia anima mi turba. La magnitudine dei disastri non sembra fare presa. Sembra che rimaniamo insensibili e intontiti da tutto ciò.

Ringrazio Dio per buoni resoconti di benedizioni in molte zone del mondo, America inclusa. Ma se non veniamo messi sulle ginocchia da una potenza rilasciata, se non riusciamo ad umiliarci dopo aver testimoniato di disastri naturali terribili, cosa ci vorrà per zittire coloro che si beffano di Dio? Siamo a prova di shock adesso?

Pensa a questo:

  • L’espulsione di Dio dalla nostra società in nome della correttezza politica
  • Il mondo intero si rivolge a secolarismo e materialismo
  • Una chiesa che diventa più mondana del mondo stesso
  • L’aumento di violenza e apatia
  • La Bibbia non più accettata come Parola di Dio
  • Un giorno in cui “tutto ciò che può essere scosso” è scosso
  • Quando persone che riflettono ovunque hanno il presentimento che “qualcuno stia giocando con la natura, qualcosa sta succedendo che non si può speigare”
  • Quando la società continua nei suoi affari senza una sola “pausa per Dio”, senza nemmeno il pensiero che Dio non si possa beffare.

Quando queste cose avvengono, è il momento in cui siamo giunti vicino o abbiamo varcato la soglia in una confusione spirituale che nessuna quantità di misericordia divina può scuotere.

Dio è misericordioso, pieno di grazia e pronto a perdonare. Che Gesù possa dimostrare il Suo amore e la Sua compassione attraverso i Suoi discepoli, mentre il giorno del Signore si avvicina.

lunedì 10 ottobre 2011

QUALCUNO COMPRENDE

“Tu mi hai investigato, o Eterno, e mi conosci” (Salmo 139:1).

Nessuno mi comprende
Se non Dio.
Egli comprende i miei pensieri profondi.
Non c’è ancora parola sulla mia lingua,
ma Dio già la conosce.
Egli mi ha circondato;
La Sua mano è stesa su di me.
Una tale conoscenza è così elevata,
che io non riesco a raggiungerla.
Ci sono volte in cui
Le tenebre mi circondano,
Ma Egli investiga il mio cuore
E lo sa.
Egli vede le mie vie malvagie.
Solo la Sua sapienza
Può comprendermi.
Nel giorno in cui grido a Lui,
Egli mi risponde
E mi fortifica dando forza
Alla mia anima.
Tenebre e luce sono la stessa cosa davanti a Lui.
Egli comprende le mie tenebre
E mi donerà la luce.
Egli mi comprende.

venerdì 7 ottobre 2011

DIO DESCRIVE IL SUO AMORE PER IL SUO POPOLO

Dio descrive Sé stesso così: “Io stesso insegnai ad Efraim [Israele] a camminare, sostenendolo per le braccia; ma essi non compresero che io li guarivo” (Osea 11:3).

Nella lingua originale questo verso dice: “Sono giunto a loro nella loro disperazione e li ho nutriti teneramente attraverso luoghi scabrosi e accidentati. Li ho tenuti tra le mie braccia come una nutrice!” Ma Osea 11:7 dice: “Il mio popolo tende ad allontanarsi da me”. Il termine tende qui significa “sospeso nel dubbio”.

Israele non era certo dell’amore di Dio e della Sua tenerezza, e Dio stava dicendo ad Osea: “Il mio popolo dubita del Mio amore per loro. Non mi conoscono veramente e sono insicuri del Mio amore!”

Era vero! Israele non riusciva a credere che Dio ancora li amasse. Essi erano idolatri, sviati e dubitatori, e probabilmente pensavano: “Ci siamo attirati il dispiacere di Dio. Abbiamo peccato volontariamente e Lui sicuramente ci giudicherà!” Ma Dio disse: “Come potrei abbandonarti, o Efraim?...Il mio cuore si commuove dentro di me, le mie compassioni si infiammano tutte” (v. 8).

Ascolta le Sue parole di consolazione e guarigione per te:

“Poiché io non voglio contendere per sempre né essere adirato in eterno, altrimenti davanti a me verrebbero meno lo spirito e le anime che ho fatto” (Isaia 57:16). Il Signore stava dicendo: “Se tutto ciò che hai visto in Me era ira, il tuo spirito verrebbe meno, perché sarebbe troppo per te da sopportare”.

“ Per l'iniquità della sua cupidigia mi sono adirato e l'ho colpito; mi sono nascosto, mi sono indignato; ma egli si è allontanato seguendo la via del suo cuore. Ho visto le sue vie, ma io lo guarirò, lo guiderò e ridarò le mie consolazioni a lui e ai suoi che sono afflitti” (vv. 17-18). Ti sembra che Dio abbandoni il Suo popolo quando questo viene meno?

Forse in questo momento stai attraversando delle acque profonde. Non parlo necessariamente di tentazione o prove. Parlo di eventi schiaccianti che si stanno scagliando su di te e che tu non comprendi. Venti e onde di ogni tipo ti stanno trascinando via, cose che vanno al di là della tua comprensione. Si abbattono sulla tua casa, la tua chiesa, il tuo lavoro, su tutti i fronti. Ma Dio vuole condurti attraverso tutto questo! Egli vuole ristorare la tua salute spirituale! Se tutto ciò in cui riesci a credere adesso è che Egli ti ami nonostante le tue vie ostinate, che ti supplica di vederlo come una Nutrice Divina, allora questo ti basta!

giovedì 6 ottobre 2011

RIPIENI DI SPERANZA, GIOIA E PACE!

Se vuoi che la pace di Dio regni nella tua vita, devi abbandonare diverse cose:

  • Devi abbandonare i tentativi di capire il modo in cui Dio opererà.
  • Devi abbandonare la preoccupazione e l’agitazione: “Non siate in ansietà per cosa alcuna…” (Filippesi 4:6)
  • Devi smettere di dire a Dio cosa pensi sia giusto per te.
  • E soprattutto, devi smettere di pensare a te stesso come a un fallimento; smetti di pensare che non piaci a Dio!

Una delle trappole più efficaci di Satana per derubare i cristiani della loro pace è convincerli che debbano sforzarsi nella carne per piacere a Dio. Cerca di farmelo pensare ogni volta!

A volte quando ho bisogno di un luogo solitario per pregare, entro in macchina e guido verso un luogo isolato. Posso lodare il Signore e godere della Sua presenza mentre ammiro i campi verdeggianti e le foreste. Ma a volte mi coglie il pensiero che non sto facendo nulla per il Signore!

Prego: “Signore, non sto realizzando molto per il Tuo regno. Mi limito a pregare, ricevere messaggi per i sermoni, andare in chiesa e predicare. Il mondo intero sta andando all’inferno, e io non sto facendo nulla per Te!”

Hai mai avuto questo tipo di pensieri ? Fai tutto ciò che puoi per piacere a Dio, ma non ti senti santo. Io non mi sento quasi mai santo. E questo succede anche nei miei momenti migliori, persino mentre predico sotto l’unzione dello Spirito!

Tu mi dirai: “Tu, fratello David? Tu ti senti di non fare molto per Dio?” Sì! Il diavolo arriva e ci fa sentire indegni, inadempienti. E noi perdiamo la nostra pace cedendo a questi sentimenti orribili!

Ascolta la preghiera di Paolo per noi: “Ora il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nel credere, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo” (Romani 15:13).

Confida nella Sua bontà. Credi nel Suo amore e nella Sua misericordia. Non accusarlo di essere adirato o irritato con te o di non parlarti. Lascia che la Sua pace regni nel tuo cuore e su tutta la tua vita!

mercoledì 5 ottobre 2011

IL DONO DELLA SUA PACE

“Non siate in ansietà per cosa alcuna, ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica, con ringraziamento. E la pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù” (Filippesi 4:6-7).

Quando di recente ho riletto questo passo, sono rimasto colpito da qualcosa che non avevo mai notato prima. Paolo ci istruisce a smettere di preoccuparci, ma di andare a Dio con preghiere e suppliche, e ringraziarlo per la risposta. Ma non dice mai nulla riguardo al ricevere le risposte! Paolo non dice nulla sul ricevere una parola di guida, liberazione, miracoli o guarigione. Piuttosto, dice che riceveremo il dono della pace di Dio!

Dio risponde ad ogni nostra richiesta e supplica con il dono della Sua pace: “Le vostre richieste siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica, con ringraziamento. E la pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù” (vv. 6-7).

In altre parole, la prima risposta di Dio ad ogni nostra preghiera e al grido del nostro cuore è la Sua pace! Tutte le persone di preghiera hanno una cosa in comune: non importa quanto si sentano male quando entrano nella loro stanza segreta della preghiera, essi ne escono ripieni della Sua pace! Dio si è limitato al Suo governo. Ciò è noto come la provvidenza di Dio. Egli compie opere qui e lì, preparando i cuori della gente e orchestrando gli eventi, ma finché la Sua provvidenza non opera la risposta alla tua preghiera, Egli dice: “Non ti darò ciò che pensi di avere bisogno, ma ciò che Io so che ti serve, pace nella mente e nel cuore!”

Molti di noi lottano col Signore in preghiera. Lo supplichiamo con grida e lacrime; picchiamo alle porte del cielo; reclamiamo ogni promessa. Ma col passare dei giorni, delle settimane, dei mesi, cominciamo a chiedere: “Perché non rispondi, Signore? Cosa sta impedendo la mia preghiera? Cosa ho fatto per dispiacerti o farti soffrire?”

Il fatto è che Dio ci ha già detto: “Ecco la Mia pace che soprassa ogni conoscenza! Prendila e lascia che regni nel tuo cuore, finché io non opererò ogni cosa per il tuo bene!” Dobbiamo lasciarci custodire dalla pace di Dio, finché la Sua promessa non si adempirà mediante lo Spirito Santo!

Afferrati alla Sua pace e lascia che regni e governi nel tuo cuore!

martedì 4 ottobre 2011

CHE LA PACE DI DIO REGNI

“E la pace di Dio, alla quale siete stati chiamati in un sol corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti” (Colossesi 3:15).

Quest’unico verso contiene un comandamento incredibile: Dio chiama l’intero corpo di Gesù Cristo a lasciare che la Sua pace governi i nostri cuori, le nostre menti e i nostri corpi! La pace di Dio dev’essere l’arbitro delle nostre vite, che si assurge a regnare sopra ogni cosa. Se c’è mai stato un tempo in cui questa chiamata abbia avuto bisogno di essere udita, quel tempo è oggi, in quest’ora di subbuglio e confusione!

Perché il Signore comandò alla chiesa primitiva di permettere alla Sua pace di governare nelle loro vite? Perché sapeva cosa stava per arrivare e voleva prepararli! Dopo pochi anni, un tumulto incredibile sarebbe sopraggiunto per loro. Sarebbero stati torturati e perseguitati. Avrebbero affrontato tempi duri, perso le loro case, avuti confiscati i loro beni materiali, persino attacchi da parte di uomini malvagi che pensavano di fare un favore a Dio uccidendoli. Dio li stava avvertendo, preparando, “Dovrete essere fondati nella Mia pace, perché solo essa vi sorreggerà negli incredibili cambiamenti che avete davanti a voi!”

“Quelle cose che avete imparato, ricevuto e udito da me e veduto in me, fatele, e il Dio della pace sarà con voi” (Filippesi 4:9).

In questo momento esiste una falsa pace che si insinua in molte chiese, una pace che verrà meno nei difficili giorni a venire. È la pace di cristiani testardi e accecati dal peccato! Mosè definiva tali credenti “auto-benedetti”, intendendo dire auto-ingannati. Egli avvertì Israele dicendo loro che sarebbe scesa una maledizione su tutti i malvagi, figli di Dio disubbidienti che camminavano nell’idolatria. Disse che si sarebbero ingessati nelle loro vie peccaminose con un falso senso di pace: “E non avvenga che alcuno, ascoltando le parole di questo giuramento, in cuor suo faccia propria una benedizione, dicendo: "Avrò pace, anche se camminerò secondo la caparbietà del mio cuore", come se l'ebbro potesse essere incluso al sobrio” (Deuteronomio 29:19).

Mosè sta descrivendo il figlio di Dio che decide di soddisfare le proprie concupiscenze per il male! Trova una dottrina accomodante che gli dice che va tutto bene, è ancora salvato e diretto verso il cielo anche se continua a peccare. Dice a sé stesso: “Farò come mi pare e non perderò la pace nel mio cuore”.

Non importa cosa accada all’America o alle nazioni del mondo, nessuna potenza dell’inferno può derubarti della pace di Dio mediante Gesù Cristo, che Egli radica nella tua anima! Dio farà sì che il Suo popolo sia governato dalla pace.

“Che la pace di Dio regni nei vostri cuori”.

lunedì 3 ottobre 2011

LA CURA PER L’INCREDULITÀ

Ho cercato nelle concordanze bibliche e ho trovato lunghi elenchi di modi per “curare” l’incredulità, ma nessuna di queste dozzine di cose mi ha toccato. Così ho chiesto a Dio qualcosa di semplice, e Lui mi ha dato due idee su come posso far sì che il mio cuore si sbarazzi dell’incredulità.

1. Arrendi ogni preoccupazione, timore e peso. Porta tutto a Gesù e lascialo sulle Sue spalle!

“Gettando su di lui ogni vostra sollecitudine, perché egli ha cura di voi” (1 Pietro 5:7).

Amato, questo è l’invito personale di Dio per te, la Sua richiesta: “Metti tutto su di Me! Non portartelo dietro un’ora di più. Mi preoccupo di tutto ciò che ti sta succedendo e sono abbastanza grande da portarlo interamente per te!”

Non molto tempo fa qualcuno che si trovava in una situazione estremamente stressante mi ha chiamato per ricevere una parola di incoraggiamento. Ma quel giorno io stesso ero sopraffatto da molti problemi, non potevo gestirne nemmeno uno in più, così risposi: “Mi dispiace, ma dovrai richiamare in un altro momento. Sono troppo appesantito in questo istante”. Grazie a Dio, Lui non è mai stressato! Non è mai sovraccarico! Le Sue spalle possono portare il peso di tutti i Suoi figli! Egli ci esorta: “Appoggia tutto su di Me!”

“Getta sull'Eterno il tuo peso, ed egli ti sosterrà; egli non permetterà mai che il giusto vacilli” (Salmo 55:22). Scorri la tua lista proprio ora: “Dio, ti do questo, e questo, e quest’altro. Ti affido questo peso, questo problema, quel rapporto, quella difficoltà”. E sii pienamente convinto che Lui se ne curi!

2. Lanciati in piena fede nella Parola di Dio scritta. Accogli la sfida del Signore di vivere mediante la Sua Parola!

“L'uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio” (Matteo 4:4). Devi poter dire: “Vivrò e morirò per ciò che la Parola di Dio è per me!”

Ti chiedo: Come mai confidiamo nella Sua Parola per la nostra salvezza eterna ma non per i nostri bisogni quotidiani e per i nostri problemi? Riusciamo a credere in Lui per la parte più difficile. Perché è più difficile per noi credere nell’aiuto, la guida e la potenza sul peccato? “Or a colui che può salvaguardarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria irreprensibili e con grande gioia” (Giuda 24). Dio te l’ha promesso, e allora lasciagli assumere l’onere di custodirti! Vai al Signore e sfida la Sua Parola. Digli che ci punti la tua vita! Mostragli di confidare in ogni Sua parola, e sii benedetto!