venerdì 6 giugno 2008

SII PRONTO

In Matteo 24 Gesù usa una parabola per insegnare ad essere pronti per il suo ritorno: “Perciò anche voi siate pronti, perché nell'ora che non pensate, il Figlio dell'uomo verrà. Qual è dunque quel servo fedele e avveduto, che il suo padrone ha preposto ai suoi domestici, per dar loro il cibo a suo tempo? Beato quel servo che il suo padrone, quando egli tornerà, troverà facendo così. In verità vi dico che gli affiderà l'amministrazione di tutti i suoi beni. Ma, se quel malvagio servo dice in cuor suo: "il mio padrone tarda a venire" e comincia a battere i suoi conservi, e a mangiare e a bere con gli ubriaconi; il padrone di quel servo verrà nel giorno in cui meno se l'aspetta e nell'ora che egli non sa; lo punirà duramente e gli riserverà la sorte degli ipocriti. Lì sarà il pianto e lo stridor di denti” (Matteo 24:44-51).

Notate che Gesù sta parlando qui di servi, sottintendendo i credenti. Un servo viene definito fedele mentre l’altro viene definito malvagio. Cosa rende quest’ultimo malvagio agli occhi di Dio? Secondo Gesù, è qualcosa che “dirà in cuor suo” (24:48). Questo servo non esprime ad alta voce il suo pensiero né lo predica. Lo pensa solamente. Ha venduto il suo cuore ad una bugia demoniaca: “Il Signore ritarda la sua venuta”. Notate che non dice: “Il Signore non ritorna”, ma “ritarda la sua venuta”. In altre parole: “Gesù non verrà improvvisamente o inaspettatamente. Non ritornerà nella mia generazione”.

Questo “servitore malvagio” è chiaramente la figura di un credente, forse anche di un ministro. Gli è stato comandato di “vegliare” ed “essere pronto”, “perché nell'ora che non pensate, il Figlio dell'uomo verrà” (24:44). Eppure quest’uomo mette a tacere la sua coscienza accettando le menzogne di Satana.

Gesù ci mostra il frutto di questo genere di pensiero. Se un servo è convinto che il Signore ha ritardato la sua venuta, allora non vede la necessità di vivere in maniera pia. Non è costretto a fare pace con i nemici e con gli altri servi. Non vede la necessità di preservare l’unità in famiglia, al lavoro o in chiesa. Batte i suoi conservi, li accusa, serba loro rancore, distrugge la loro reputazione. Come dice Pietro, questo servo è guidato dalle sue concupiscenze. Vuole vivere in due mondi, indugiando in una vita malvagia credendosi al sicuro dal giudizio divino.

giovedì 5 giugno 2008

LE BUGIE DEL NEMICO

Nei nostri momenti di prova e tentazione, Satana viene a noi portando le sue menzogne: “Sei circondato e non hai via di scampo. Servitori più grandi di te si sono arresi in circostanze non peggiori di queste. Ora è il tuo turno di lasciarti andare. Sei un fallimento, altrimenti non ti saresti trovato in questa circostanza. C’è qualcosa di sbagliato in te e Dio è sicuramente dispiaciuto”.

In mezzo alla sua prova, Ezechia riconobbe la sua incapacità. Il re si rese conto che non aveva la forza di mettere a tacere le voci che imperversavano contro di lui, perciò cercò l’aiuto del Signore. E Dio rispose mandando il profeta Isaia, che portò ad Ezechia questo messaggio: “Il Signore ha udito il tuo grido. Ora dì a Satana che è alle tue porte: ‘Sei tu che sarai abbattuto. Come sei venuto, così devi anche andartene’”.

Ezechia era quasi sul punto di cadere nella trappola del nemico. Il fatto è che se non resistiamo alle menzogne di Satana – se nella nostra crisi non ci volgiamo alla fede e alla preghiera, se non attingiamo forza dalle promesse di liberazione di Dio – il diavolo farà a pezzi la nostra fede vacillante ed intensificherà i suoi attacchi.

Ezechia attinse coraggio dalla parola che aveva ricevuto, e fu in grado di dire a Sennacherib senza mezzi termini: “Re malvagio, non hai maledetto me. Tu stai mentendo contro Dio stesso. Il mio Signore mi libererà. E siccome tu hai maledetto lui, ti ritroverai a combattere contro la sua ira!”.

La Bibbia ci dice che quella stessa notte Dio liberò Ezechia e Giuda in maniera soprannaturale: “Quella notte avvenne che l'angelo dell'Eterno uscì e uccise nell'accampamento degli Assiri centottantacinquemila uomini; quando la gente si alzò al mattino, ecco, erano tutti cadaveri” (2 Re 19:35).

I credenti oggi non si basano solo su una promessa ma anche sul sangue versato di Gesù Cristo. E in quel sangue troviamo la vittoria su ogni peccato, tentazione e battaglia che affrontiamo. Forse hai da poco ricevuto una lettera dal diavolo. Io ti chiedo: credi che Dio abbia la preconoscenza di anticipare ogni tua prova? Ogni tuo movimento folle? Ogni tuo dubbio e paura? Se sì, hai l’esempio di Davide davanti a te, che pregò: “Questo pover’uomo ha gridato, e il Signore lo ha liberato”. Farai anche tu la stessa cosa?

mercoledì 4 giugno 2008

PACE E LO SPIRITO SANTO

Gesù a chi concede la sua pace? Forse pensi: “Non sono degno di vivere nella pace di Cristo. Ho troppe lotte nella mia vita. La mia fede è così debole”.

Faresti bene a considerare gli uomini a cui Gesù diede per primi la sua pace. Nessuno di loro era degno, né ne aveva il diritto.

Pensa a Pietro. Gesù stava per concedere la sua pace ad un ministro del vangelo che ben presto avrebbe pronunciato maledizioni. Pietro era zelante nel suo amore per Cristo, ma ben presto lo avrebbe rinnegato.

Poi c’erano Giacomo e suo fratello Giovanni, uomini dallo spirito competitivo, sempre in cerca di riconoscimento. Avevano chiesto di sedere uno alla destra e l’altro alla sinistra di Gesù quando sarebbe asceso al trono in gloria.

Gli altri discepoli non erano più giusti di loro. Avevano digrignato di rabbia a Giacomo e Giovanni per aver cercato di farsi spazio. Poi c’era Tommaso, un uomo di Dio che lasciava spazio al dubbio. Tutti i discepoli mancavano di fede, al punto da stupire e annoiare Gesù. Infatti, nell’ora più difficile di Cristo, tutti lo abbandonarono e se ne fuggirono via. Persino dopo la Risurrezione, quando si diffuse la notizia che “Gesù era risorto”, i discepoli furono tardi a credere.

Ma c’è dell’altro. Questi erano anche uomini confusi. Non comprendevano le vie del Signore. Le sue parabole li confondevano. Dopo la Crocifissione, persero ogni senso di unità, disperdendosi in ogni direzione.

Che quadro: questi uomini erano pieni di paura, di incredulità, di disunità, di dolore, confusione, competitività, orgoglio. Eppure fu proprio a questi servitori che Gesù disse: “Io vi do la mia pace”.
I discepoli non erano stati scelti perché fossero buoni o giusti; e questo è chiaro. Né lo erano stati perché avevano talento o capacità. Erano dei pescatori e degli operai, umili e poveri. Cristo aveva chiamato e scelto i discepoli perché aveva visto qualcosa nei loro cuori. E guardando in loro, sapeva che ciascuno si sarebbe sottomesso allo Spirito Santo.

A questo punto, tutto quello che i discepoli avevano era una promessa di pace da parte di Cristo. La pienezza di quella pace sarebbe stata loro concessa solo a Pentecoste. Solo allora sarebbe sceso lo Spirito Santo ad abitare in loro. Noi riceviamo la pace di Cristo dallo Spirito Santo. La sua pace scende in noi quando lo Spirito ci rivela Cristo. Più vuoi di Gesù, più lo Spirito te lo mostrerà – e più avrai la vera pace di Cristo.

martedì 3 giugno 2008

LA GRANDE PREOCCUPAZIONE DI DIO

In mezzo a questo “scuotimento” mondiale, qual è la più grande preoccupazione di Dio? Sono gli eventi del Medio Oriente? No. La Bibbia ci dice che lo sguardo di Dio è concentrato sui suoi figli: “Ecco, l'occhio dell'Eterno è su quelli che lo temono, su quelli che sperano nella sua benignità” (Salmo 33:18).

Il nostro Signore è consapevole di ogni movimento sulla terra, di ogni essere vivente. Eppure il suo sguardo è concentrato soprattutto sul benessere dei suoi figli. Fissa i suoi occhi sui dolori e le necessità di ciascun membro del suo corpo spirituale. Per dirla in parole povere, qualunque cosa ci tocca, tocca anche Lui.

Per dimostrarcelo, Gesù ha detto: “E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima; temete piuttosto colui che può far perire l'anima e il corpo nella Geenna” (Matteo 10:28). Anche in mezzo alle grandi guerre mondiali, l’obiettivo primario di Dio non è sui tiranni. Il suo sguardo è focalizzato su ogni circostanza delle vite dei suoi figli.

Cristo dice nel versetto successivo: “Non si vendono forse due passeri per un soldo? Eppure neanche uno di loro cade a terra senza il volere del Padre vostro” (Matteo 10:29). Ai giorni di Cristo, i passeri erano la carne dei poveri e venivano venduti ciascuno a mezzo soldo. Eppure Gesù ha detto: “Nessuna di queste piccole creature cade a terra senza che il vostro Padre lo sappia”.

L’uso di Gesù del verbo “cadere” in questo verso intende qualcos’altro oltre alla morte del passero. Il significato aramaico è “posarsi leggermente a terra”. In altre parole, “cadere” qui indica ogni piccolo saltello che un uccellino può fare.

Cristo ci sta dicendo: “L’occhio del vostro Padre è sul passero non solo quando muore ma anche quando plana leggero a terra. Mentre il passero impara a volare, cade dal nido ed inizia a saltellare sul terreno. E Dio vede ogni piccola sua lotta. È preoccupato per ogni dettaglio della sua vita”.

Gesù poi aggiunge: “Non temete dunque; voi siete da più di molti passeri” (10:31). Infatti, egli dice: “Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati” (10:30). Per dirla in parole povere, Colui che ha creato e contato tutte le stelle – che ha monitorato ogni azione dell’Impero Romano, che tiene insieme le galassie nelle loro orbite – ha gli occhi fissi su di te. E Gesù ti chiede: “Non vali molto più per lui?”.

lunedì 2 giugno 2008

PACE STRAORDINARIA!

Gesù ci fornisce più di una ragione sul motivo per cui necessitiamo la sua pace. Cristo disse ai suoi discepoli in Giovanni 14:30, “Viene il principe di questo mondo”. Qual era il contesto della sua affermazione? Aveva appena detto ai dodici: “Non parlerò più a lungo con voi” (14:30). Poi ne spiega il motivo: “Perché viene il principe di questo mondo”.

Gesù sapeva che Satana era all’opera in quel momento. Il diavolo aveva già arruolato Giuda per tradirlo. E Cristo sapeva che la gerarchia religiosa di Gerusalemme aveva ricevuto il potere dai principati dell’inferno. Era anche consapevole che una folla ispirata dal diavolo a breve sarebbe venuta a prenderlo per farlo prigioniero. Fu allora che disse ai discepoli: “Satana, il malvagio, sta venendo. Perciò non parlerò più a lungo con voi”.

Gesù sapeva di aver bisogno di un tempo col Padre per prepararsi al conflitto imminente. Stava per essere consegnato nelle mani di uomini malvagi, proprio come aveva preannunciato. E sapeva che Satana avrebbe fatto il possibile per scuotere la sua pace. Il diavolo avrebbe fatto di tutto per scoraggiarlo, nello sforzo di estinguere la fede di Cristo nel Padre – avrebbe fatto il possibile per fargli evitare la Croce.

Forse sei agitato e pensi: “È finita. Non ce la farò mai”. Ma Gesù dice: “So che stai passando. Vieni e bevi della mia pace”.

Proprio in questo momento forse stai attraversando il periodo più difficile della tua vita. Le cose ti sembrano forse senza speranza e irrisolte. Sembra non ci sia via d’uscita per te ed ogni circostanza non fa che riempirti di stress, confusione e pesantezza.

Non importa ciò che stai passando. La tua vita forse sembra essere stata colpita da un tornado. Forse stai subendo una prova che agli occhi degli altri ti fa apparire come un Giobbe moderno. Ma in mezzo a tutti i tuoi problemi, quando invochi lo Spirito Santo perché ti battezzi nella pace di Cristo, egli ti risponderà.

La gente ti indicherà e dirà: “Il mondo di quella persona è crollato. Eppure è determinato a confidare nella Parola di Dio, a tutti i costi. Come può farcela? Come fa ad andare avanti? Dovrebbe aver smesso già tanto tempo fa. Eppure non ha rinunciato. E in tutto ciò, non ha compromesso la sua fede. Che pace straordinaria! Oltrepassa ogni comprensione umana”.