martedì 28 febbraio 2017

SCEGLIETE SAGGIAMENTE I VOSTRI AMICI

Giosafat, re di Giuda, stava tornando a casa dopo essere stato con Achab il re malvagio d'Israele. Il Signore mandò un profeta ad incontrarsi con lui affinché gli riferisse queste parole: “Il veggente Jehu, figlio di Hanani, gli andò incontro e disse al re Giosafat: «Dovevi tu dare aiuto a un empio e amare quelli che odiano l'Eterno? Per questo l'ira dell'Eterno è su di te” (2 Cronache 19:2).
Dio stava dicendo a Giosafat: “Achab era mio nemico, un idolatra, e tu hai fatto amicizia con lui. Hai accettato il suo cattivo stile di vita senza opporti ad esso. Tu pensi forse che sia cosa buona unirti a qualcuno che è contro di Me, ma non riesci a comprendere le conseguenze che hanno tali azioni”.
A questo punto potreste pensare: “So che Achab era malvagio, ma quando penso ai miei amici, non riesco a vederli come nemici di Dio”. Ma, considerate ciò che dice la Parola.
I vostri amici stanno sempre dalla parte di Dio? “Chi non è con me è contro di me” (Luca 11:23).
I consigli dei vostri amici sono pieni di ribellione? “La ribellione è come il peccato della divinazione” (1 Samuele 15:23).           
I vostri amici parlano male del popolo di Dio? “Chi assolve il reo e chi condanna il giusto sono entrambi detestati dal Signore” (Proverbi 17:15).
Non è un gioco! I vostri amici sono un problema serio per Dio perché le loro azioni hanno serie conseguenze. “Abbandoni la tua bocca al male... e parli contro tuo fratello. Capite questo, voi che dimenticate Dio, perché io non vi laceri e nessuno vi liberi” (Salmo 50:19-20, 22).
Grazie a Dio, il re umiliò sé stesso e si pentì: “Giosafat ebbe paura, si dispose a cercare il Signore” (2 Cronache 20:3). E Dio rispose al pentimento di Giosafat dandogli la vittoria sui Moabiti. La Bibbia ci dice che: “Il regno di Giosafat ebbe pace; il suo Dio gli diede pace lungo tutti i confini” (verso 30).

lunedì 27 febbraio 2017

NOI NON POSSIAMO, MA LUI SÌ - Gary Wilkerson

“Venite a me, voi tutti che siete travagliati e aggravati, ed io vi darò riposo” (Matteo 11:28).
Molti pensano che in questo verso Gesù stia facendo un invito ad una folla di persone sofferenti, ma questo verso è molto più di un invito. Egli ci sta dicendo, anzi comandando, in effetti, di andare a Lui perché solo Lui può sopperire ad ogni bisogno delle nostre anime. 
È possibile per noi “andare a Lui” per conto nostro? Secondo Gesù, no: “Nessuno può venire a me, se il Padre che mi ha mandato non lo attira” (Giovanni 6:44). Allora perché Cristo ci comanda qualcosa che non possiamo fare?
Gesù ci sta dando un'importante lezione, una lezione fondamentale per la vita cristiana. Quando ci viene dato un comando, non possiamo proporci e dire: “Io posso farlo. Sono il tuo uomo, Signore!” Se lo facciamo, siamo nei guai prima ancora di cominciare. Un comandamento dei vangeli espone la nostra incapacità e Dio lo fa di proposito perché mentre ci rivela il Suo volere, ci mostra anche la nostra incapacità ad adempierlo da soli.
Com'è meraviglioso il fatto che Gesù faccia seguire una promessa dopo ogni singolo comandamento. Dopo che dice; “Nessuno può venire a me, se il Padre che mi ha mandato non lo attira”, aggiunge immediatamente: “E io lo risusciterò nell'ultimo giorno” (verso 44). Dio ci attirerà a Sé ma ci darà anche una vita nuova, ci risusciterà. La nuova vita viene solo attraverso di Lui.
“Ma chi pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio”. (Giovanni 3:21, enfasi mia). Adoro il modo in cui la versione Inglese King James traduce l'ultima parte di questo verso: “affinché le sue opere siano rese manifeste, perché sono fatte in Dio
Dio sta modellando la Sua opera in noi. Nel momento in cui Egli rivela la nostra incapacità, ci rivela la Sua capacità e volontà di volerla compiere tutta solo per noi.

sabato 25 febbraio 2017

LO SENTI BUSSARE ALLA PORTA? - Claude Haude

Gesù parlò alla chiesa di Laodicea che rappresentava la Chiesa degli ultimi tempi. Gesù le diede un avvertimento che nel corso dei secoli è giunto fino a te e a me oggi per dirci: “Perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca” (leggere Apocalisse 3:16). Che parole incredibili!
Qual è il crimine, l'incredibile peccato commesso dalla Chiesa moderna? Ascoltate le parole dell'Unico, al di sopra di tutti, che vuole la nostra fede, fiducia e totale arresa: “Io conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo... Io riprendo e castigo tutti quelli che amo; abbi dunque zelo e ravvediti. Ecco, io sto alla porta e busso, se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me” (Apocalisse 3:15, 19-20).
Questo passaggio della Scrittura, spesso menzionato, non è diretto ad un mondo perduto che ha bisogno di “far entrare Gesù”. Piuttosto è diretto e chiama solennemente i credenti moderni che se ne stanno ad oziare sul loro letto dell'indifferenza, abbastanza felici di sé e di ciò che hanno.
Il diavolo ha reso questa generazione cieca alla rivelazione spirituale che senza una fede ardente è impossibile piacerGli. Gesù è letteralmente e drammaticamente in attesa fuori la porta di una chiesa autosufficiente che fa affidamento su metodi, strategie, cambiamenti e tattiche all'avanguardia presi in prestito dal mercato secolare. Lui sta gridando: “Lasciatemi entrare! Allontanatevi da queste cisterne che non offrono acqua viva! Voglio un popolo che cammini in fede, la cui fiducia si poggi esclusivamente sulle Mie promesse. Io bramo un popolo con una fede che permetta loro di vedere l'invisibile, credere nell'incredibile e ricevere l'impossibile!”

Claude Houde è il pastore della chiesa Nuova Vita a Montreal, Canada. Sotto la sua guida la Chiesa Nuova Vita è cresciuta da una decina di persone a più di 3500 in una parte del Canada dove le chiese protestanti hanno da sempre avuto poco successo.

venerdì 24 febbraio 2017

NON CREDERE AD UNA BUGIA

Gli idolatri vivono nell'inganno, credendo che una bugia sia la verità!
“Poiché, se un individuo qualsiasi della casa d'Israele o degli stranieri che risiedono in Israele si separa da me, erige i suoi idoli nel suo cuore e pone davanti a sé l'intoppo che lo fa cadere nell'iniquità e poi viene dal profeta per consultarmi per suo mezzo, gli risponderò io, l'Eterno da me stesso” (Ezechiele 14:7).
Questo passaggio delle Scritture vuol dire: “Poiché vi siete ostinati nel vostro peccato, senza alcun desiderio ravvedervi e pentirvi, ogni parola che udrete da adesso in poi vi confermerà che vivete nell'iniquità e nell'inganno”.
Vediamo di seguito un'immagine del Re Achab, che probabilmente fu il re più idolatra nella storia di Israele. In questo passo si alleò con il Re Giosafat per andare in battaglia contro Ramoth di Galaad.
“L'Eterno disse: "Chi sedurrà Achab perché salga e perisca a Ramoth di Galaad?". Ora chi rispose in un modo e chi in un altro. Allora si fece avanti uno spirito, che si presentò davanti all'Eterno e disse: "Lo sedurrò io". L'Eterno gli disse: "In che modo?". Egli rispose: "Uscirò e sarò spirito di menzogna in bocca a tutti i suoi profeti". L'Eterno gli disse: "Riuscirai certamente a sedurlo; esci e fa' così"” (1 Re 22:20-22).
Ne conseguì che quattrocento profeti che erano alla presenza di Achab lo incoraggiarono a muoversi ed attaccare. Riesci ad immaginare la scena? Un'orda di uomini adulatori le cui  parole non facevano altro che alimentare l'idolatria di Achab. Tutti gli stavano mentendo, confermando il suo peccato.
Che orribile tragedia. Achab non riuscì ad ascoltare la voce di Dio a causa degli idoli che avevano fatto radici nel suo cuore. Dunque, Dio mandò lui una grande illusione, una che lo avrebbe distrutto. 
“Perché hanno rifiutato di amare la verità per essere salvati. E per questo Dio manderà loro efficacia di errore, perché credano alla menzogna” (2 Tessalonicesi 2:10-11). 

giovedì 23 febbraio 2017

RESO LIBERO DALLA VERITÀ

“Ambedue porteranno la pena della loro iniquità: la pena del profeta sarà uguale alla pena di chi lo consulta, affinché quelli della casa d'Israele, non vadano più errando lontano da me... ma siano mio popolo e io sia il loro DIO, dice il Signore l'Eterno” (Ezechiele 14:10-11).
Dio ci sta dicendo dolcemente: “Qualunque cosa ci sia bisogno di fare per allontanarti dai tuoi idoli, Io la farò. Io cercherò di attirarti amorevolmente verso di Me, ma se non dovesse funzionare, provvederò a punirti come riterrò più necessario”.
“Quando vedrete la loro condotta e le loro azioni. Così riconoscerete che non senza ragione ho fatto quel che ho fatto” (verso 23). Il Signore sta dicendo: “Riconoscerai che i Miei modi severi che uso con te hanno uno scopo. Io non ti lascerò mai andare!”
C'è nel tuo cuore un peccato che ti blocca o che ti attacca? C'è qualche legame che potrebbe distruggerti? Se è così e questo messaggio ha messo allo scoperto le tue colpe, c'è speranza per te.
Non importa quale sia il tuo idolo, chiedi allo Spirito Santo di aprire i tuoi occhi ad esso. Egli convincerà il tuo cuore con la Sua Parola e tu comincerai ad odiare il tuo peccato. Prendi la decisione nel tuo cuore di abbandonarlo!
Grida a Lui ora: “Signore, non lasciarmi cieco. Se in me c'è qualche illusione o inganno, rivelameli. Non voglio credere più ad alcuna bugia. Voglio solo udire la Tua voce e che la Tua potenza ed autorità regnino nella mia vita”.
C'è libertà per te se la vuoi davvero. Ma prima Dio aspetterà che tu ti allontani dai tuoi idoli. E quando arriverà il momento in cui sarai pronto ad abbandonarli davanti a Lui, Dio ti potenzierà con il suo Spirito, non sarai più schiavo di un legame ma un figlio di Dio reso libero dalla verità!

mercoledì 22 febbraio 2017

NON AVETE TEMPO PER PREGARE, DAVVERO?

Nel primo secolo della chiesa a Gesuralemme, le vedove Greche furono trascurate nel servizio giornaliero di distribuzione del cibo. Chiesero aiuto ai discepoli che però non ritennero giusto abbandonare il tempo che dedicavano alla preghiera ed allo studio della Parola di Dio per occuparsi dei compiti amministrativi.
I discepoli, radunarono la chiesa e dissero: “Non è bene che noi, lasciata la parola di Dio, serviamo alle mense” (Atti 6:2). Come risultato, sette uomini di “buona testimonianza” furono eletti per gestire i compiti relativi alla cura della chiesa. Nel contempo, gli apostoli promisero: “Ma noi continueremo a dedicarci alla preghiera e al ministero della parola” (6:4). Il risultato di questa organizzazione fu che la Parola di Dio si diffuse e il numero dei discepoli si moltiplicò (leggere 6:7).
Sono davvero pochi i pastori che oggi fanno questo tipo di sacrificio. Un ministro di culto tempo fa mi guardò negli occhi e disse: “Ho tante richieste a cui badare che non mi resta nemmeno tempo per pregare”. Un altro pastore mi confessò: “Non prego da mesi. Medito e faccio occasionalmente qualche devozionale veloce ma non riesco a mettermi in preghiera in modo disciplinato”.
Non starò qui a condannare il duro lavoro dei ministri di Dio, ma il punto è che ogni servo sorge e cade davanti al suo padrone. Molti predicatori di oggi non sono consapevoli del fatto di essere diventati vittime di una cospirazione satanica volta ad interrompere l'opera di Dio. Alcuni di loro sono costantemente in fuga, bloccati in una valanga di compiti e dettagli.
Ringrazio Dio che noi non siamo mai stati alla mercé di Satana o dei suoi mezzi di distrazione. Siamo in grado di svelare le sue tattiche, parlare della parola della verità e fermare ogni interruzione nel nome di Cristo Gesù. Per mezzo del potere dello Spirito Santo dentro di noi possiamo mantenere libera e sgombra la via che porta al Signore e possiamo anche andare con franchezza al Suo trono per chiedere grazia di ricevere aiuto nel momento del bisogno. È questo ciò che il Signore vuole per tutti noi!

martedì 21 febbraio 2017

NOI SEI SOLO NEI TUOI PROBLEMI

“Invano dunque ho purificato il mio cuore e ho lavato le mie mani nell'innocenza” (Salmo 73:13).
Lo scrittore di questo salmo, Asaf, era confuso a causa della sua sofferenza, in special modo, quando osservava la vita facile degli uomini malvagi che lo circondavano. Stava quasi per cadere in una fossa di incredulità, pronto ad accusare Dio di averlo abbandonato e di non preoccuparsi affatto di lui. Infatti, stava quasi per abbandonare completamente la battaglia.
Questo uomo di Dio avrà pensato: “Sto vivendo rettamente e sopportato momenti difficili tutto questo tempo per nulla. Tutta la mia diligenza è stata vanificata. Sono rimasto fedele nel lodarLo e nello studiare la Sua Parola e tutta questa sofferenza e questa afflizione non hanno senso. Che senso ha andare avanti così?”
Amati, quando le calamità, le cadute e le prove, si riversano su di voi, dovete stare molto attenti. Quando siete nell'afflizione dovete stare in guardia affinché il vostro cuore non vacilli.
Se non siete personalmente nelle stesse condizioni di Asaf, magari conoscete qualcuno che invece sta vivendo lo stesso disagio. Forse un parente o un vostro amico oppure un membro di chiesa sta attraversando un grave problema. Quando vedete che una persona giusta sta soffrendo, vi chiedete: “Dio, Perché? Come puoi permettere che questo accada?”
Asaf si recò al tempio e pregò. Allo stesso modo, quando arriva per voi il tempo della sofferenza e dell'afflizione, dovete andare a pregare nel vostro stanzino segreto. Appartatevi con Dio e gridate con tutto il vostro cuore a Lui. Lui vi capirà.
Lo Spirito Santo parlò ad Asaf: “Certo, tu li metti in luoghi sdrucciolevoli e così li fai cadere in rovina” (verso 18). Asaf comprese: “Non sarò certo io a cadere, è il malvagio che cadrà in rovina”.
Quando Asaf cominciò a vedere l'intera immagine, si rinfrancò: “Dio è la rocca del mio cuore e la mia parte in eterno” (verso 26). Egli poté affermare: “Sì, la mia forza viene meno e sto affrontando una grande battaglia ma io non sono solo nelle mie lotte. Ho un padre amorevole in cielo che veglia su di me!” 

lunedì 20 febbraio 2017

QUANDO LA RICERCA NON HA SUCCESSO - Gary Wilkerson

“Or le asine di Kish, padre di Saul, si erano smarrite” (1 Samuele 9:3).
Nella Parola di Dio, le storie sulla perdita di qualcosa ci mostrano quanto il Padre abbia a cuore ciò che è perduto. Dio vuole che il Suo popolo sia volenteroso nell'andare a salvare ciò che è perduto, ed è proprio ciò che vediamo in questa storia.
Il padre di Saul gli disse: “«Deh, prendi con te uno dei servi, alzati e va' a cercare le asine». Così egli passò per la regione montuosa di Efraim” (versi 3 e 4). Andare su e giù per le colline di Efraim era la via più difficile per cominciare la ricerca ma Saul si impegnò a portare a termine la missione che suo padre gli ordinò di fare.
Nonostante Saul cercò in lungo e in largo per le colline del paese, cercando in diversi territori, non fu in grado di trovare le asine. Avrà pensato che quella ricerca fosse senza speranza, ma continuò a cercare perché era determinato ad ubbidire al comando di suo padre.
Alla fine, Saul disse al suo servo: “Su, torniamo indietro, perché non avvenga che mio padre smetta di darsi pensiero delle asine e incominci a preoccuparsi per noi” (verso 5).
Saul in realtà stava ammettendo la sconfitta, dicendo: “Abbiamo fatto del nostro meglio. Ho pensato che avremmo potuto farcela ma non ci siamo riusciti, quindi dobbiamo accettare la cosa ed andare avanti”.
Per alcuni, fare un passo di fede fa parte di un impegno più grande, quello di ubbidire ad ogni costo. Per altri, l'ansia di non riuscire a portare a termine qualcosa è semplicemente paura di fallire. In altre parole, sono persone che non si impegnano su ciò che Dio li ha chiamati a fare perché hanno paura che potrebbero non riuscire a farcela.
È importante che capiate che quando Dio vi chiama a fare qualcosa, non sempre vi chiama ad avere successo, vi chiama ad ubbidire!
L'ubbidienza alla chiamata dipende da te, il successo della chiamata dipende da Lui!

sabato 18 febbraio 2017

UNA VISIONE DEI NOSTRI FIGLI - Nicky Cruz

Qualche anno fa Dio mi diede una visione del futuro. Mi mostrò un periodo in cui lo Spirito Santo si muoverà nella calma della notte per chiamare a gran voce i nostri figli come mai prima. Saranno come il giovane Samuele nella Bibbia che corre dal sacerdote Eli perché non riesce a capire chi è che gli stia parlando nella notte (leggere 1 Samuele 3). Ho visto come questi bambini correranno spaventati nelle camere da letto dei loro genitori di notte, non riuscendo a capire che è Dio stesso che sta parlando loro.
Dio sta chiamando i nostri figli affinché facciano la differenza. Egli sa che molti dei loro genitori non hanno completamente arreso le loro vite, il loro tempo, le loro energie, le loro mani, piedi, menti e cuori al Suo controllo. Ecco perché sta chiamando i nostri figli, perché è tempo di colmare il vuoto.
Il mio messaggio per i genitori di questi preziosi ragazzi è questo: Non fermateli! È Dio stesso che li sta chiamando. È il Suo fuoco, il Suo Santo Spirito che sta preparando la strada per una delle più grandi trasformazioni che abbiano mai avuto luogo in questo mondo.
Così tanti giovani non hanno pace oggi, stanchi di andare in chiesa dove tutto segue la stessa routine. Loro vogliono vedere lo Spirito Santo in azione. Vogliono sperimentare tutto di Gesù adesso!
“E avverrà negli ultimi giorni, dice Dio, che spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri giovani avranno delle visioni e i vostri vecchi sogneranno dei sogni” (Atti 2:17).

Nicky Cruz, evangelista di fama internazionale ed autore prolifico, si convertì a Gesù Cristo da una vita di violenza e crimine dopo aver incontrato David Wilkerson a  New York City nel 1958. La storia della sua drammatica conversione venne per la prima volta raccontata ne La Croce e il Pugnale di David Wilkerson e successivamente nel suo vendutissimo libro Run, Baby, Run

venerdì 17 febbraio 2017

IL MODO PER OTTENERE LA VITTORIA

Come può il popolo di Dio ottenere vittoria?
Primo, tuffati nella Parola di Dio, tieni stretta la tua promessa speciale, portala nel tuo luogo segreto della preghiera, e lascia che Dio se ne prenda cura. Nella Bibbia ci sono delle promesse che preferisco fra molte e che porto a Dio ogni volta che mi rivolgo a Lui.
“Qual è l’uomo tra di voi, il quale, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? Oppure, se gli chiede un pesce, gli dia un serpente? Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a quelli che gliele domandano!” (Matteo 7:9-11).
Chiedi a Dio cose buone. Egli sta aspettando di dartele! ChiediGli di portare via tutta la colpa e rimuovere ogni macchia di peccato. Lui desidera farlo per te.
“Or a colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo, a lui sia la gloria nella chiesa e in Cristo Gesù, per tutte le età, nei secoli dei secoli” (Efesini 3:20-21).
Porta quotidianamente questa promessa a Dio dicendo: “Padre, hai detto che avresti fatto più di quanto avessi chiesto quindi oggi ti chiedo di rispondere abbondantemente alla mia preghiera”. A Dio piacciono le preghiere come questa.
Secondo, fidati dello Spirito Santo, che dimora in te. Dio non deve mandarti un angelo per parlarti; tu hai già le risorse dentro di te, lo Spirito Santo Stesso! Ricerca la Sua presenza e diGli: “Spirito Santo, tu conosci la via d’uscita da questa confusione mentre io no. In questo momento ti chiedo di guidare la mia vita. Tu conosci il pensiero e la mente di Dio”.
Amato, se fai questa semplice confessione, sperimenterai momenti di refrigerio da parte del Signore. Anche quando stai quasi per rinunciare, Egli rimane fedele e ti libera.

giovedì 16 febbraio 2017

LA TUA BATTAGLIA È ESCLUSIVA?

Sei stato messo sotto pressione da ogni lato e sei stato messo alla prova oltremodo? La tua forza sta per terminare, lasciandoti sull’orlo della rinuncia? Se è questo il caso, come puoi ottenere vittoria? Posso raccontarti come Dio continua ad aiutare me.
Primo, non pensare che tu stia affrontando una battaglia strana ed esclusiva. Tutt’altro! Sei in buona compagnia. Ricordi Giobbe, Geremia, Elia, Davide, Paolo? Ciò che stai vivendo è successo anche ai credenti che si sono susseguiti nei secoli.
“Carissimi, non vi stupite per l’incendio che divampa in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano. Anzi, rallegratevi in quanto partecipate alle sofferenze di Cristo, perché anche al momento della rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare” (1 Pietro 4:12-13).
Secondo, quando credi di non poter più fare un altro passo o durare un’altra ora, con tutto te stesso grida a Dio: “Signore, Aiutami!” E dopo considera le parole del salmista:
“Io invocherò Dio, e il Signore mi salverà. La sera, la mattina e a mezzogiorno mi lamenterò e gemerò, ed egli udrà la mia voce. Darà pace all’anima mia, liberandomi dai loro assalti, perché sono in molti contro di me” (Salmo 55:16-18).
“Io invocai il Signore, che è degno d’ogni lode, e fui salvato dai miei nemici... Nella mia angoscia invocai il Signore, gridai al mio Dio. Egli udì la mia voce dal suo tempio, il mio grido giunse a lui, ai suoi orecchi” (Salmo 18:3, 6).
O Signore, Dio mio, io ho gridato a te e tu m’hai guarito” (Salmo 30:2).
Ed ecco qui un verso chiave: “Poiché egli libererà il bisognoso che grida e il misero che non ha chi l’aiuti” (Salmo 72:12).
Gesù mandò lo Spirito Santo per esserti di aiuto ed il Suo orecchio non sarà sordo davanti al tuo grido di aiuto! 

mercoledì 15 febbraio 2017

NIENTE SARÀ IN GRADO DI SMUOVERTI

“Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia.” (Matteo 7:24).
Amato, non stai costruendo sulla roccia se hai bisogno di un predicatore che ti faccia ubbidire a Dio con forza oppure se hai bisogno di una serie di regole fatte apposta per te. Non hai bisogno di un libro di regole, hai bisogno di un amore appassionato per Gesù.
Più ami Gesù, più è facile servirLo ed ubbidirGli. Quando il tuo cuore è affascinato da Gesù, non dovrai costantemente andare a Lui gridando: “Dio, fa’ cessare il potere del diavolo su di me”. No, quelle catene cominceranno a cadere non appena comincerai a conoscere il Suo cuore, ed ubbidirGli diventerà naturale per te.
Se sei innamorato di Gesù, ho qualche domanda per te:
Come fai ad andare avanti ogni giorno senza spendere del tempo con la Parola di Dio?
Come fai a non desiderare di metterti da solo in preghiera con Lui?
Come fai a non pregarlo e lodarlo?
Come fai a non cercare di capire ciò che Gli piace?
Gesù ci dice: “Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi manifesterò a lui” (Giovanni 14:21). Che incredibile promessa!
Studia i vangeli e impegnati a conoscere le parole di Gesù. Comincia con il sermone sul Monte in Matteo 5 e leggi tutto il capitolo 7. E mentre impari la Sue Parole, mettile in pratica! I comandamenti di Dio non sono gravosi o pesanti. Al contrario, ubbidire ai comandamenti diventa più facile man mano che il tuo amore per Lui cresce.
Mentre costruisci la tua casa sulla roccia, sarai in grado affrontare senza paura la tempesta che arriva. Niente ti smuoverà, perché starai camminando in obbedienza al Padre. 

martedì 14 febbraio 2017

NESSUN COMPLOTTO CONTRO DI TE AVRÀ SUCCESSO

Sapevate che spesso Satana fa alleare insieme le persone con il solo scopo di ostacolare il tuo lavoro per Dio? Si mettono d'accordo col tentativo comune di scoraggiarti o screditare il tuo ministero. Ma se fai parte di una missione divina, chiamato a fare un'opera per il Signore, nessun complotto contro di te avrà successo.
Neemia fu chiamato da Dio a ricostruire le mura di Gerusalemme. Il lavoro stava procedendo meravigliosamente quando Satana suscitò un vespaio per ostacolare il tutto. Quattro fra gli esponenti più in vista si misero assieme complottando: “di farmi del male [a Nehemiah]” (leggere Neemia 6:2).
Per ben quattro volte queste persone tesero una trappola per Neemia chiamando e dicendogli: “Insistiamo che tu venga giù per parlare con noi!” Ma per quattro volte Neemia rispose: “Non scenderò giù. Ho del lavoro da fare ed è Dio che mi ha ordinato di farlo” (leggere il verso 3).
Amato, non  farti coinvolgere da gente che vuole solo discutere. Sarebbe solo una distrazione e tu devi andare avanti con l'opera di Dio. Devi capire che la ragione per cui Satana viene contro la tua vita di preghiera, la tua consacrazione, ed il cammino con il Signore, è quella di abbatterti. Satana vuole anche rovinare il ministero che Dio ti ha dato e distruggere tutto ciò che porta la gloria al Padre.
Questi quattro leader cominciarono a far circolare delle voci su e contro Neemia mettendo molti contro di lui. Tutti questi complotti erano destinati a mettere paura nel cuore di Neemia affinché si scoraggiasse e abbandonasse l'opera.
Ma nessuna di queste trappole fu in grado di fermare l'opera di Dio! Le Scritture affermano: “Or le mura furono condotte a termine... Quando tutti i nostri nemici lo vennero a sapere e tutte le nazioni che ci stavano attorno lo videro, si sentirono grandemente abbattuti, perché si resero conto che quest'opera si era compiuta con l'aiuto del nostro Dio” (6:15-16).
Quando rimani saldo, l'opera di Dio va avanti e gli altri attorno a te prenderanno nota e glorificheranno Dio insieme a te. 

lunedì 13 febbraio 2017

CORRI PER VINCERE! - Gary Wilkeron

Jezreel era una città eccellente in campo di battaglia per via della sua flotta di carri. I carri rappresentano la forza dell'uomo e simboleggiano il potere dell'avanzare con grande agilità e potenza.
Oggi noi abbiamo uno “stile di vita da carro”, quello del comfort e dell'agiatezza dove ogni nostro bisogno trova soddisfazione. Se vogliamo fare qualcosa, lo facciamo e basta.
Questo stile di vita può essere di grande attrazione per i cristiani per via dei suoi standard di successo, salute materiale, sicurezza, comfort. Ma il vero servo di Dio non cerca per prime tutte queste cose; al contrario, cerca di ubbidire alla voce del suo Maestro e perseguire le questioni relative al Suo regno. Fin dai suoi primi passi nella fede questo seguace impara prima a seguire il Signore: “E tutte queste cose (cibo, vestiti, una casa) saranno sopraggiunte” (Matteo 6:33).  
Elia sapeva che c’era di meglio delle risorse che il mondo offriva. Immagina la scena mentre Elia parlava con il Re Achab, che si ergeva sul suo carro brillante, sovrastando l'umile profeta. Sì, Elia parlò coraggiosamente ad Achab: “Attacca i cavalli al carro e scendi” (1 Re 18:44). Ma dopo leggiamo: “La mano dell'Eterno fu sopra Elia, che si cinse i lombi e corse davanti ad Achab fino all'ingresso di Jezreel” (verso 46). L'uomo di Dio superò i carri distanziandoli di molte miglia! Come fece Elia a fare tutto questo? La frase: “Si cinse i lombi” vuol dire che si preparò alla corsa.
Quando Pietro dice: “Avendo cinti i lombi della vostra mente” in 1 Pietro 1:13, ci sta dicendo che abbiamo bisogno di prepararci per la gara rafforzando la nostra fede e la fiducia nel Signore. L'apostolo Paolo fece l'esempio del correre una gara per simboleggiare la nostra vita cristiana. Nella sua epistola finale disse: “Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho serbato la fede” (2 Timoteo 4:7).
Anche noi possiamo correre con forza e vincere il premio se ci prepariamo accuratamente per la gara.

sabato 11 febbraio 2017

SFORZARSI NON È LA RISPOSTA - Jim Cymbala

Molti di noi vogliono più di Dio ma non fino al punto di lasciare a Lui il pieno controllo. Il nostro modo di pensare occidentale è: “Servirò il Signore, ma tutto resterà sotto il mio controllo”. Ma non è così che la Chiesa cominciò. La chiesa cominciò con cristiani controllati dallo Spirito che arresero loro stessi a Dio. È radicale, sì, ma è così che il Signore opera.
Alcuni potrebbero dire: “Sì, ma siamo migliorati rispetto ai cristiani del Nuovo Testamento ed al loro stile di vita cristiano”. Se è così, voglio vedere il frutto spirituale che questi miglioramenti hanno prodotto. Le persone avranno forse potuto prendere in giro quei primi, cristiani “non sofisticati”, ma migliaia furono salvati nei primi quattro capitoli degli Atti. Fecero tesoro della parola di Dio. Le chiese erano piene di amore sacrificale ed un santo entusiasmo pervadeva l’atmosfera. Siamo davvero migliorati in questo?
In Atti 2, mentre i discepoli erano radunati nel medesimo luogo, lo Spirito Santo venne su di loro e parlarono in lingue che nemmeno conoscevano. Non voglio dibattere sul parlare in lingue, ma voglio puntare sul fatto che quando lo Spirito venne su di loro, cominciarono immediatamente a fare qualcosa che normalmente non facevano. “Quando avvenne quel suono, la folla si raccolse e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. E si stupivano e si meravigliavano, dicendo l’un l’altro: «Tutti questi che parlano non sono Galilei? Come mai li udiamo parlare ciascuno nella nostra propria lingua natìa?»” (Atti 2:6-8).
I discepoli stavano parlando in lingue che si parlavano al tempo ma che non conoscevano. Stavano facendo qualcosa che non poteva avere altra spiegazione, era Dio la fonte di tutto. Un’innegabile espressione di vita controllata dallo Spirito è quella di farsi elevare al di sopra delle limitazioni dei meri talenti e abilità naturali.
L’ironia di una vita ripiena dello Spirito è che deve rinunciare al potere per riceverne uno più grande. Quante volte hai avuto problemi nel fare una cosa e quindi hai provato di nuovo a farla con un intento maggiore? Hai mai provato a sforzarti ad avere una sorta di auto disciplina a leggere di più la Bibbia o a pregare più a lungo? Ad amare una persona difficile da amare? Ad essere coraggioso quando avevi paura? Ha funzionato?

Jim Cymbala fondò la Brooklyn Tabernacle con meno di venti membri in un piccolo e fatiscente edificio in una parte difficile della città. Nativo di Brooklyn, è amico di vecchia data sia di David che di Gary Wilkerson. 

venerdì 10 febbraio 2017

AVIDITÀ E INGRATITUDINE

Se non ti occupi dei tuoi dubbi, finirai per lasciarti andare allo spirito di lamentela. Vivrai così e così morirai perché i tuoi dubbi non possono essere semplicemente soppressi. Devono essere estirpati alla radice!
Appena tre giorni dopo la liberazione dall'Egitto, Israele dovette affrontare un nuovo test. Dovette cantare, suonare i suoi tamburelli e testimoniare del potere e della forza di un Dio potente. Si vantava del fatto che Dio lo stesse guidando e proteggendo, poi però il popolo arrivò a Marah, che vuol dire “acque amare”.
Questo è un esempio di come Dio permetta di farci andare di crisi in crisi fino a quando alla fine impariamo la lezione che Lui stesso sta cercando di farci imparare. Se continuiamo a rifiutarci di imparare, arriverà il momento in cui Lui ci abbandonerà alla nostra amarezza. “Poi Mosè fece partire gli Israeliti dal Mar Rosso ed essi si diressero verso il deserto di Shur; camminarono tre giorni nel deserto e non trovarono acqua. ...Allora il popolo mormorò contro Mosè, dicendo: «Che berremo?»” (Esodo 15:22, 24).
Domenica stavano vivendo un gran bella giornata, cantando, danzando e lodando! Ma mercoledì stavano già in mezzo ai problemi; un'altra crisi ed ecco arrivare lo scoraggiamento. Com'era possibile che perdessero la loro fiducia così velocemente? Perché non ne avevano mai avuta! Non avevano mai gettato il vero fondamento sotto di loro. 
Fallirono dunque il test ancora una volta. Non avevano imparato assolutamente niente dalle loro crisi precedenti ed ancora una volta persero l'occasione di veder brillare la grandezza del loro Dio. Addirittura cominciarono persino a dare per scontato la Sua bontà. Non avevano cibo e Lui mandò loro la manna dal cielo. Dio fede arrivare dal cielo delle quaglie, facendone accatastare più di tre metri fuori dal campo. Ma non si udì alcuna parola di ringraziamento. Al contrario, il popolo divenne avido e si mise da parte tutto quello che Dio diede loro. E così Israele divenne il popolo dal collo duro!
Che vergogna andare di crisi in crisi e non imparare nulla durante il processo. Esso porta con sé una condanna che ti lascerà andare ad uno spirito di mormorio. 

giovedì 9 febbraio 2017

UN COLPO MORTALE AL DUBBIO

“Ma la chieda con fede senza dubitare, perché chi dubita è simile all'onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. Non pensi infatti un tal uomo di ricevere qualcosa dal Signore” (Giacomo 1:6-7).
Molti cristiani se ne stanno seduti nella casa di Dio mormorando e lamentandosi, come se Dio non li ascoltasse. Dio ascolta i loro mormorii, le accuse che fanno dicendo che Egli non si cura di loro e le insinuazioni che affermano che Lui li abbia delusi.
Dio mi ha avvertito di non dar voce ai dubbi assillanti ed alla paura, né tanto meno a mia moglie, agli amici o ai colleghi. Dio mi ha detto di portare a Lui quei dubbi e chiederGli di guarire la mia incredulità.
Israele passò quarant'anni nel tumulto e ci fu molta maldicenza, lamento, gelosia ed amarezza. Che esistenza miserabile condussero gli Israeliti mentre al tempo stesso asserivano di essere i figli di Dio.
Bisogna arrivare al punto in cui impariamo a fidarci di Lui. Quando lo faremo, avremo inferto un colpo mortale ad ogni dubbio, paura ed incredulità.
Da dove si parte? Primo, guarda dritto allo specchio della Parola di Dio! Considera le tue azioni fatte negli ultimi trenta giorni: Ti sei lamentato? Potresti rispondere: “Beh, mi sono lamentato un po' di Dio”. Oh sì, lo hai fatto! Non importa chi ha ascoltato i tuoi lamenti, erano tutti diretti a Dio.
Ovunque vada a leggere nella Bibbia, leggo: “Abbi fiducia in Me ed io ti trarrò fuori dalla tua prova! Devi solo impegnarti a camminare per il Mio sentiero” Cosa viene richiesto? Semplicemente che tu stia saldo e riconosca la salvezza del Signore. Potresti chiederti: “E se non succede niente?” Questa risposta rivela solo dubbio e paura.
Amati, tornate a Dio e diteGli che scegliete di fidarvi di Lui ed aspettare la Sua vittoria. Lasciate che Dio faccia di voi una testimonianza per il mondo, una testimonianza della Sua fedeltà. AmateLo con tutto il vostro cuore ora stesso e dateGli tutti i vostri problemi, tutta la vostra fede e tutta la vostra fiducia. 

mercoledì 8 febbraio 2017

“MOSTRATECI IL VOSTRO DIO!”

“Là, quelli che ci avevano condotti in cattività ci chiedevano le parole di un canto, sì, quelli che ci opprimevano chiedevano canti di gioia, dicendo: «Cantateci un canto di Sion». Come avremmo potuto cantare i canti dell'Eterno in un paese straniero?” (Salmo 137:3-4).
Il popolo di Dio si trovava in una delle situazioni più difficili della loro intera esistenza e mentre venivano trasportati via, i rapitori chiesero loro di cantargli una canzone. Ma, tutto ciò che provavano in quel momento era depressione, disperazione e totale mancanza di speranza.
Molti cristiani si trovano nella stessa situazione oggi, intrappolati in circostanze avverse. E quando il diavolo viene a te con una vecchia tentazione, ti ritrovi quasi sul punto di rinunciare, pensando: “Non ce la posso fare. Ho pregato e gridato ma questo vecchio legame mi perseguiterà per sempre”.
Quando Israele divenne schiavo dei babilonesi, i loro rapitori li implorarono: “Cantate per noi! Suonate per noi! Abbiamo udito tutto di voi e di tutto quello che il vostro Dio ha fatto per voi, quindi fateci vedere come gioite in Lui”.
Forse questa richiesta fu fatta per farsi beffa di loro, ma credo che si trattò anche di una sorta di appello pietoso. Gli dei Babilonesi avevano lasciato il popolo vuoto e senza speranza. Ma le canzoni degli Israeliti furono di impatto per loro. “Il Dio di questo popolo può dividere il mare; il Suo fuoco viene giù dal cielo; egli si erge contro i nemici. Deve esserci qualcosa in questo loro Dio”.
Coloro che gioiscono e tengono viva la loro fede nei momenti più bui sono una reale testimonianza per gli altri che stanno lottando le stesse battaglie. Gli altri prendono spunto dai credenti che testimoniano: “Dio, io credo in Te, non importa ciò che accade nella mia vita”.
Il mondo ci sta gridando: “Siamo impressionati dal Mar Rosso che si divide, dal cieco che recupera la vista o dallo zoppo che viene guarito. No! Il miracolo che vogliamo vedere è la vostra fede nell'ora più buia della vostra vita. Affrontate le situazioni senza speranza con un sorriso di gioia, cantando le lodi a Dio. È questo che ci colpisce”.  

martedì 7 febbraio 2017

IL VERO SERVIZIO

Oggi le persone vogliono essere tutto tranne che servi. Infatti, la sola idea di servizio disgusta il loro orgoglio. Un verso molto conosciuto della Scrittura è: “Perciò tu non sei più servo, ma figlio; e se sei figlio, sei anche erede di Dio per mezzo di Cristo” (Galati 4:7).
Cos'è che Paolo qui sta realmente dicendo? Sta spiegando che un figlio che è stato educato perfettamente sa di essere legalmente erede del re con tutti i diritti correlati al ruolo. Ma lui ama così tanto il padre da scegliere il ruolo di servo.
Paolo disse in Romani 1:1 che era “un servo di Gesù Cristo” e Giacomo chiamo sé stesso “servo di Dio” (Giacomo 1:1). E Cristo, il Figlio di Dio: “Svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini” (Filippesi 2:7).
Un servo non ha una volontà propria; la parola del suo maestro è la sua volontà. La croce rappresenta la morte di tutti i miei piani, le mie idee, i miei desideri, le mie speranze ed i miei sogni. E più di tutto, rappresenta la morte assoluta della mia volontà
Gesù disse ai Suoi discepoli: “Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato” (Giovanni 4:34). In altre parole: “Attendo di ascoltare le direttive dal Padre Mio”.
Giovanni scrisse: “Che quale egli è, tali siamo anche noi in questo mondo” (1 Giovanni 4:17). Ogni vero cristiano deve sentire di volere affermare: “Voglio davvero fare la Sua volontà”. Ma potremmo non riuscire a farla se mettiamo il nostro cuore in qualcosa che desideriamo, qualcosa che pensiamo sia buona e che sembri logica, ma che non è volontà di Dio. Una delle più grandi trappole dentro le quali cadono i cristiani è quella di correre dietro ad una buona idea che però non viene da Dio.
Può il tuo desiderio sopravvivere alla croce? Sei in grado di abbandonare il tuo sogno e morire a esso? Dio sa cos'è meglio per te,quindi, grida a Lui, “Padre, se questa non è volontà Tua, potrebbe anche distruggermi. Do tutto a te affinché Tu possa fare a modo Tuo, Signore”. 

lunedì 6 febbraio 2017

CADONO LE MURA - Gary Wilkerson

“Non voglio che niente nella mia vita impedisca ciò che Dio vuol fare in me”.
Da sempre Dio fa arrivare il Suo popolo a questo punto perché prima che Egli possa portare il Suo meglio in noi, deve fare qualcosa di profondo dentro di noi. Egli vuole darci la Sua vittoria, ma vuole anche la nostra completa devozione.
I primi sei capitoli di Giosuè descrivono la gloriosa opera che Dio fece fra il Suo popolo. Israele era appena stato liberato dopo 400 anni di cattività. Il popolo aveva vagato quarant'anni nel deserto e ora si trovava ai confini di Canaan, la terra promessa a loro anni prima. Passarono oltre e dopo averlo fatto, cosa accadde? Immediatamente Giosuè si rivolse agli uomini della generazione più giovane e li separò davanti a Dio. Le Scritture usano la parola circoncise per descrivere la loro preparazione, ma il significato più profondo è “Furono resi pronti”.
Giosuè decise di fare così perché ora che avevano oltrepassato il confine dovevano affrontare la spesse ed impenetrabili mura di Gerico. Vincere questo nemico sarebbe stato impossibile per il mal assortito Israele. Dio stava dicendo loro: “Io vi ho benedetti in questi ultimi anni ed avete sperimentato le Mie incredibili ricchezze. Ad ogni modo, il vostro lavoro non è ancora finito”.
Come si preparò Israele a questa battaglia? Non affilarono le loro spade né lucidarono le loro armature. Al contrario, la preparazione ebbe luogo nei loro cuori. Dio comandò loro di circondare la città cantando canti, pregando e aspettandoLo. Finalmente, fece alzare loro le trombe e dopo aver emesso un solo suono, in un istante quelle mura possenti caddero giù!
Giosuè ed i suoi uomini dunque fecero delle potenti azioni, sconfissero i loro nemici, ereditarono immensi territori e sperimentarono vittorie come mai prima. Allo stesso modo, io credo che il Signore voglia versare il Suo Spirito su di noi in modi meravigliosi. Il Signore vuole che crediamo che Lui sia in grado di farlo; in altre parole, vuole che possediamo una fede incrollabile.

sabato 4 febbraio 2017

DISCERNERE LA VERITÀ - Carter Conlon

“Come posso capire qual è la volontà di Dio? Come posso assicurarmi che sto camminando nella Sua volontà per la mia vita”.
Ti sei mai ritrovato a porti queste domande? Trovi che l'argomento che ha a che fare con la volontà di Dio sia disorientante, o vivi con la costante paura che tu stia perdendo di vista la Sua volontà per la tua vita?
Diamo uno sguardo alla dichiarazione che Gesù stesso fece in merito alla volontà di Dio: “Se qualcuno vuol fare la sua volontà, conoscerà se questa dottrina viene da Dio, oppure se io parlo da me stesso” (Giovanni 7:17). In altre parole, questo si applica a chiunque voglia fare la volontà di Dio.
Secondo Gesù, se hai nel tuo cuore il desiderio di fare la volontà di Dio, comprenderai e saprai qual è la verità. Comprenderai la Sua voce ti dice: “Questa è la via, cammina per essa”.
Fin da quando ero giovane nella fede, volevo fare la volontà di Dio, anche se non sempre comprendevo com'è che fosse messa la mia vita. Ricordo che andavo in chiesa, mi sedevo al banco ed ascoltavo il predicatore, e pensavo: “Com'è possibile che questa gente se ne stia seduta ad ascoltare questo tipo di messaggio? Non si accorgono quanto siano distanti da esso?” Il più delle volte si sedevano ad ascoltare ma andavano in chiesa semplicemente per poter essere benedetti.
Quando le persone non vogliono fare la volontà di Dio, la prima cosa che accade alle loro vite è la confusione dottrinale, seguita poi dall'incapacità di discernere la verità. Poiché le loro preghiere non ottengono risposta, arrivano alla conclusione che Dio non parli più loro. Vogliono che la loro vita sia straordinaria, vogliono vedere le folle, vogliono vedere i morti che risuscitano, stendere la mano sull'ammalato e vederlo guarire; vogliono parlare in lingue e tutto quello che ne consegue, ma non vogliono camminare nella rivelazione volere di Dio.  

Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 sotto l’invito del pastore fondatore, David Wilkerson, e venne nominato Pastore Anziano nel 2001. 

venerdì 3 febbraio 2017

IL SUSSURRO DIVINO

Quando stai con Dio in preghiera, lo Spirito Santo ti guiderà sempre verso la Parola di Dio rivelata. Cristo è la Parola Vivente ed Egli rafforzerà la tua fede.
Ci viene comandato: 
“Rivestitevi dell'intera armatura di Dio per poter rimanere ritti e saldi contro le insidie del diavolo. ...Perciò prendete l'intera armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio e restare ritti in piedi dopo aver compiuto ogni cosa. ... Prendete anche... la spada dello Spirito, che è la parola di Dio” (Efesini 6:11, 13, 17).
Spesso quando ricevi specifiche istruzioni da parte del Signore, lo Spirito Santo ti porta ad un passo della Scrittura sussurrando al tuo spirito che dovresti leggerlo. Così la Parola di Dio ti parlerà direttamente dicendoti come venire fuori dalla tua crisi.
Molti di voi si trovano in una situazione che richiede una parola da parte di Dio. Nessuno sulla terra può aiutati e l'unico modo per uscire dalla crisi è rimanere alla presenza di Cristo finché non ti darà chiare istruzioni! Egli deve indicarti: cosa fare, quando agire. Il perfetto tempismo è tutto nelle mani dello Spirito Santo, né troppo presto né troppo tardi.
Amato, non devi preoccuparti della tua prova. Dio è fedele e risponde ad ogni tuo bisogno e richiesta, dunque quando preghi, dici semplicemente: “Signore, vengo a Te non solo per presentarti i miei bisogni ma anche per incontrare i Tuoi bisogni”.
Siamo stati creati per avere comunione con Lui, anche nei momenti più pesanti. Ami stare con Lui? Preferisci Lui più di tutti gli altri? Spero che il tuo cuore gridi: “Gesù, sei il più grande diletto della mia anima ed amo stare in Tua compagnia”.
Prego che Dio metta in tutti noi un cuore che ceda con facilità davanti alle lusinghe della Sua presenza. Che ci faccia pregare durante tutto il corso delle nostre prove ed ascoltare attentamente lo Spirito Santo durante i nostri momenti di comunione con Lui in segreto. 

giovedì 2 febbraio 2017

UNA CHIARA DIREZIONE

Molti cristiani non ascoltano Dio, vanno a Lui solo per parlarGli! Eppure le Scritture rivelano che ogni persona che è stata usata di Dio ha imparato a rimanere in Sua presenza fino a quando non ha udito la Sua voce.
Le Scritture dicono chiaramente che il Signore vuole parlare ad ognuno di noi: “Quando andrete a destra o quando andrete a sinistra, le tue orecchie udranno dietro a te una parola che dirà: «Questa è la via; camminate in essa!»” (Isaia 30:21).
Una ragazzina affetta da leucemia era ormai vicina alla morte, combatteva con il pensiero di dover morire. Ma una mattina quando sua madre si recò nella sua stanza, la ragazzina era felice e raggiante.
“Cosa ti è successo?” le chiese la madre.
“Un angelo è venuto da me dicendomi che avrei fatto un viaggio”, rispose la ragazzina. “E dopo è venuto Dio e mi ha preso per mano ed ha camminato con me in un giardino stupendo. Lui mi ha detto che domani andrò lì per stare con Lui”.
Dio parlò a quella ragazzina e le tolse ogni paura dal suo cuore! Quando poi se ne andò via con Lui il giorno successivo, lei aveva dentro di sé una pace completa.
Dimmi, quando sei in comunione con Gesù, ricevi direzione da Lui allo stesso modo? Ti dice cosa fare, quando e come farlo? Alcuni cristiani  non credono che Dio faccia questo, ma Gesù stesso ci dice: “Le mie pecore ascoltano la mia voce... ed esse mi seguono” (Giovanni 10:27).
L'unico modo per uscire fuori dalla tua prova è quello di appartarti con Gesù e gridare: “Signore, Tu sei l'Unico su questa terra che può aiutarmi. Non andrò da nessuna parte finché non Ti sentirò parlare al mio cuore”.
Il tipo di preghiera che piace a Dio è quella che stoppa ogni cosa, ogni attività, finché non si ode la Sua voce. Tu lo sentirai parlare chiaramente al tuo cuore dicendo cose simili a queste: “Devi risolvere le cose con questa persona”. Oppure, “Non avere così fretta! Siediti qui in Mia presenza ed abbi fiducia in Me”.
Se lo cercherai ed aspetterai, Egli ti darà una chiara direzione!   

mercoledì 1 febbraio 2017

PREGHIERE ESAUDITE A METÀ

“Pregare incessantemente”, un termine coniato dai primi Pentecostali. Per alcuni voleva dire stare sulle ginocchia finché non si era sicuri di aver ricevuto risposta da Dio. Per altri voleva dire tornare continuamente al Signore finché non si aveva in mano la risposta dal Signore. (Questa azione è anche chiamata: “perseverare nella preghiera”).
Quando ero adolescente ai miei primi raduni, sentivo la gente testimoniare: “Ho intenzione di aggrapparmi ai corni dell'altare e non li lascerò andare finché Dio non mi abbia risposto”. Ma, non credo che sia questo il significato più corretto del “pregare”.
Puoi anche essere a tu per tu con il Signore, godendo della Sua presenza; puoi trascorrere ore di qualità, anche giorni, con Lui, glorificandolo in dolce comunione. Potresti essere soddisfatto in ogni tuo bisogno, sentire che il tuo cuore sia totalmente soddisfatto, ma cosa accade quando lasci quel luogo di intima comunione?
Potresti alzarti dalle tue ginocchia solo per tornare ad una situazione devastante che non è cambiata. Vedi il diavolo che ti sta aspettando, pronto a gettare su di te gli stessi problemi e lo stesso senso di vuoto. Ti chiedo: A che serve ricevere la gloria sopra il monte se non la vedi poi durante la battaglia?
Lascia che ti spieghi cosa credo in merito al “pregare incessantemente”. Vuol dire semplicemente che la forza, il potere e l'incoraggiamento che ricevi dal Signore mentre sei in comunione con Lui devono aiutarti a superare le prove che affronterai. La vittoria che ottieni nello stanzino segreto deve manifestarsi anche sul campo di battaglia
Pensaci: La tua preghiera è una “preghiera completa?” Vedi, “pregare incessantemente” vuol dire aspettare il compimento totale della tua preghiera. Molti cristiani vedono adempiute le loro preghiere solo per metà perché non permettono a ciò che hanno ricevuto in preghiera dal Signore di farli uscire dalla loro prova. Infatti, molte preghiere sincere sono state sprecate, abortite, perse, perché non sono state “portate a termine” in questo modo.
Miei cari, la preghiera non finisce, non è una “preghiera completa”, finché non ti porta dall'altra parte della tua prova. Non abbiamo “pregato abbastanza” se non abbiamo “sperimentato il superamento” delle nostre prove mediante la forza che abbiamo ricevuto alla presenza di Dio.