giovedì 30 aprile 2015

UNA PAROLA DI SPERANZA PER TUTTI I GENITORI

La Scrittura rende molto chiaro che se allevi i tuoi figli secondo l’autorità della Parola di Dio, essi non se ne dipartiranno negli anni a venire. Potrebbero deviare da essa per un certo tempo – persino per anni – ma alla fine li riporterà alla verità. “Ammaestra il fanciullo sulla via da seguire, ed egli non se ne allontanerà neppure quando sarà vecchio” (Proverbi 22:6).

La Bibbia offre una parola di speranza a tutti i genitori che soffrono per un figlio sviato. Ecco una promessa di patto che ogni genitore dovrebbe imparare a memoria. Essa vale sia ai figli perduti che a quelli attualmente sotto la vostra cura: “Ora ascolta, o Giacobbe mio servo, o Israele che io ho scelto! Così dice l'Eterno che ti ha fatto e ti ha formato fin dal seno materno, colui che ti aiuta: Non temere, o Giacobbe mio servo, o Jeshurun che io ho scelto! Poiché io spanderò acqua sull'assetato e ruscelli sulla terra arida; spanderò il mio Spirito sulla tua progenie, e la mia benedizione sui tuoi discendenti. Essi cresceranno in mezzo all'erba, come salici lungo corsi d'acqua” (Isaia 44:1-4).

Questa promessa ad Israele vale anche per noi oggi. Le sue parole di consolazione sono un dono per tutti gli eletti (cfr. verso 1) – ossia, tutti coloro che sono in Cristo.

Il Signore inizia dicendoci nei versi 1 e 2, “Io sono l’Eterno che ti ha creato e conosco il tuo dolore. Ora Io ti aiuterò. Non devi temere”. Il termine Jeshurun in questo verso significa “giusto”. In altre parole, Dio fa queste promesse ai Suoi giusti – promesse gloriose, vincolanti, di patto. Le promesse sono:

  • Dio provvederà acqua che soddisfi la tua sete: “Io spanderò acqua sull'assetato e ruscelli sulla terra arida” (verso 3). Il Signore ti ha portato la Sua Parola, che sa spegnere la sete? È venuto a te nella tua arsura inondandoti col Suo Spirito? Stai bevendo la pura acqua della Sua Parola? 
  • “Spanderò il mio Spirito sulla tua progenie, e la mia benedizione sui tuoi discendenti. Essi cresceranno in mezzo all'erba, come salici lungo corsi d'acqua” (versi 3-4).

mercoledì 29 aprile 2015

L’INIZIO DI UN VERO RISVEGLIO

L’inizio di un vero risveglio viene quando un santo gruppo di credenti si fa carico del peso del Signore per una chiesa o una città intrappolata nel peccato. Questa santa compagnia digiuna e prega, supplicando Dio di iniziare a riedificare le mura e le porte che proteggono il Suo popolo da ogni nemico.

Una volta che le mura di Gerusalemme furono riedificate e le porte rialzate, furono designate sentinelle e guardiani alle porte di ogni casa. Mura e porte non servono a nulla senza dei guardiani che sappiano cosa possa entrare o meno. Così, Nehemia disse, “Quando le mura furono terminate e io ebbi messo a posto le porte, e i portinai, i cantori e i Leviti furono stabiliti nelle loro mansioni” (Nehemia 7:1).

Nota che questi guardiani non erano necessariamente sacerdoti. Erano delle persone ordinarie – musicisti, portieri, persone provenienti da diversi cammini di vita, e questi furono istruiti: “Le porte di Gerusalemme non devono essere aperte finché il sole non scotta; e mentre le sentinelle sono ancora al loro posto di guardia le porte vengano chiuse e sbarrate” (verso 3). Dio stava dicendo al Suo popolo, “La mia casa sarà un luogo di luce, nessun tipo di tenebre avrà il permesso di entrare. Fate in modo che chiunque o qualsiasi cosa entri qui sia un libro aperto, soggetto alla luce della Mia Parola”.

Dico ad ogni anziano che sta leggendo questo messaggio, inclusi gli anziani della Chiesa di Times Square: Non permettete mai a voi stessi di essere privi della luce della Parola di Dio a motivo di qualche stretto legame con qualche pastore. Siete stati designati da Dio come custodi delle porte della Sua casa; e se qualcuno porta un vangelo nella tua chiesa che non è in accordo con la Scrittura, è vostro dovere farlo amorevolmente notare a quel predicatore.

Come custodi delle porte, dobbiamo vegliare alle porte della casa di Dio con umiltà – mediante digiuno, preghiera e cura amorevole espressa attraverso il timore di Dio.

Nehemia disse, “Si stabiliscano delle guardie fra gli abitanti di Gerusalemme, alcuni al loro posto sulle mura e altri davanti alla loro casa” (Nehemia 7:3). Secondo Nehemia, i guardiani dovevano essere stabiliti non solo alle porte della città santa, ma ad ogni casa. In breve, i capi di ogni famiglia – ossia, i genitori – erano responsabili di ogni cosa entrasse nella propria casa.

martedì 28 aprile 2015

INIZIARE L’OPERA DI RESTAURAZIONE

Il libro di Nehemia offre una vivida immagine di ciò che accade alla chiesa in tempi di rovina e apostasia. Quando Nehemia e altri 43.000 patrioti giudei tornarono a Gerusalemme trovarono la città nella più totale devastazione. Le mura erano distrutte e le porte rimosse, cosicché gli abitanti non avevano alcuna protezione dai nemici…e un’intera schiera di antagonisti saccheggiava la città a proprio piacimento.

Questi nemici avevano ricevuto dominio totale a motivo dello sviamento d’Israele e della loro disobbedienza alla Parola di Dio. Nehemia scrisse, “A causa dei nostri peccati; essi signoreggiano sui nostri corpi e sul nostro bestiame come vogliono; e noi siamo in grande angoscia” (Nehemia 9:37).

Gerusalemme qui è un tipo della chiesa di Gesù Cristo oggi. Come gli israeliti, molti cristiani giacciono sotto il dominio del peccato e l’iniquità nella casa di Dio ha recato dolore e legami, spargendo veleno nel corpo di Cristo.

Com’è accaduto? Le mura della verità sono state abbattute – quelle barriere protettive che si erigono quando i credenti restano fermi nella Parola di Dio. A causa del nostro peccato e del compromesso, quelle porte di protezione stanno cedendo, lasciando migliaia di cristiani vulnerabili alla potenza satanica.

Tuttavia, Nehemia qui rappresenta il piano divino di restaurazione. Quest’uomo sapeva che per avere un vero risveglio sarebbe stato necessario un muro sicuro e protettivo di verità intorno al popolo di Dio.

Dunque Nehemia avanzò nella città priva di mura invocando un risveglio di manifestazioni soprannaturali? No. Le uniche manifestazioni che si videro dopo l’arrivo di Nehemia furono uomini e donne con picconi e pale in mano. Essi compirono il duro lavoro di ricostruzione delle mura e di restauro delle porte della città. E Nehemia guidava il tutto.

Quest’opera di restaurazione iniziò nel momento in cui Nehemia si fece carico del peso del Signore riguardo le rovine della Sua casa. Quando Nehemia vide l’afflizione e il vituperio sofferto dal popolo di Dio, cadde in ginocchio gridando, “Le mura di Gerusalemme sono piene di brecce e le sue porte consumate dal fuoco” (Nehemia 1:3).

Cosa fece Nehemia in seguito? Digiunò e pregò giorno e notte, confessando i peccati d’Israele. “Come udii queste parole, mi posi a sedere e piansi; quindi feci cordoglio per vari giorni, e digiunai e pregai davanti al Dio del cielo” (verso 4).

lunedì 27 aprile 2015

ESSENDO VENUTO A MANCARE IL VINO by Gary Wilkerson

“Tre giorni dopo, si fecero delle nozze in Cana di Galilea, e la madre di Gesù si trovava là. Or anche Gesù fu invitato alle nozze con i suoi discepoli. Essendo venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». Gesù le disse: «Che cosa c'è tra te e me, o donna? L'ora mia non è ancora venuta». Sua madre disse ai servi: «Fate tutto quello che egli vi dirà»” (Giovanni 2:1-5).

La maggior parte dei cristiani sa che il matrimonio di Cana fu dove Gesù compì il Suo primo miracolo: “Gesù fece questo inizio dei segni in Cana di Galilea e manifestò la sua gloria” (2:11). Cristo aveva appena iniziato il Suo ministero e già aveva un piccolo seguito di discepoli. Ora, compiendo tale prodigio, Egli rivelò la Sua gloria al mondo in maniera spettacolare.

Tuttavia, il miracolo qui compiuto da Gesù contiene anche un significato profondo per la chiesa, che va al di là del tempo e dello spazio. Il verso 3 contiene un’espressione simbolica molto potente: “Essendo venuto a mancare il vino”. In tutto il Nuovo Testamento, il vino è associato alla presenza manifesta di Dio, mediante lo Spirito Santo. Paolo richiama tale concetto quando scrive, “E non vi inebriate di vino, nel quale vi è dissolutezza, ma siate ripieni di Spirito” (Efesini 5:18).

Cosa significa per il popolo di Dio “finire il vino”? In questa scena, il vino era al centro della celebrazione nuziale e veniva liberamente servito e versato agli ospiti invitati. Ma ci si trovò nel bisogno perché il vino finì e le persone ne avevano bisogno per sostenere la propria gioia.


Come cristiani, tutti noi possediamo lo Spirito dimorante in noi; tuttavia, è anche vero che dobbiamo essere continuamente ripieni dello Spirito. Ognuno di noi sperimenta alti e bassi nel proprio cammino con Cristo. I bassi non significano che il Suo Spirito ci abbia abbandonato, ma può significare che siamo costantemente richiamati a spegnere la profonda sete che lo Spirito Stesso mette dentro di noi. Come figli di Dio, abbiamo bisogno di cibo spirituale che solo Lui può dare – cibo che ci fortifica per amare gli altri come Lui, per condurre una vita santa che gli sia gradita e per donare la Sua Parola agli altri con franchezza.

sabato 25 aprile 2015

PER LE ANIME by Claude Houde

Preghiamo, sacrifichiamoci, combattiamo. Per le Anime!

Niente è più importante! Molti credenti hanno abbandonato il campo di battaglia per le anime perché nel segreto sono stati sconfitti.

Nelle Scritture, la Chiesa è chiamata corpo. Se un membro soffre, tutti gli altri soffrono con lui. Quando mantieni e copri un peccato nascosto, perdi qualcosa davanti a Dio. Poiché migliaia di credenti se ne stanno in silenzio in questo modo, la Chiesa è destinata a perdere ogni potere e a diventare irriconoscibile. Chi sei e cosa fai quando nessuno ti vede, determinerà il tuo futuro.

Le parole di Abraamo al re di Sodoma, il luogo di fuoco e distruzione, richiamano alla mente la realtà e la serietà di questa guerra implacabile del luogo segreto. Ascolta come rispose Abraamo alla tentazione del re di Sodoma, può cambiarti la vita. In piedi davanti al suo nemico gli disse: “Ho alzato la mia mano al Signore, il Dio altissimo, padrone dei cieli e della terra giurando che non avrei preso neppure un filo, né un laccio di sandalo(leggi Genesi 14:23).

Voglio chiamarvi ad uno stile di vita cristiano radicale, libero e potente, in modo da discernere la natura della guerra spirituale. “Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti” (leggi Efesini 6:12).

“Infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze” (2 Corinzi 10:4).

Molte chiese e credenti oggi rivendicano di essere occupati nella “guerra spirituale”. Moltitudini di credenti “imprigionano spiriti”, identificano fortezze, nominando o identificando principati demoniaci in un mix mistico e bizzarro di rumore e audaci proclamazioni di vittoria. “Generali” auto-proclamati danno ordini, applicano le ultime strategie “all'avanguardia” e fanno rivelazioni alle folle di nuovi esperti mentre tutti cantano freneticamente e gridano di come Satana abbia paura di loro!

Caro lettore, permettimi di farti poche domande. Dove sono le anime salvate, le loro vite cambiate, purificate e trasformate? Crescita misurabile, battesimi in acqua, vera preghiera ed unità? Dove sono i saggi, la meravigliosa grazia ed il frutto dello Spirito che brilla forte nelle vite dei credenti ripieni di Dio? Dove sono le opere di carità e generosità, doni fatti col sacrificio alle missioni, compassione in azione per il povero, l'impegno cristiano in cui non si tiene conto delle ore che passano e in cui non si cerca o si ha bisogno di alcun riconoscimento? Dov'è la vittoria, la protezione divina sull'opera del nemico e della carne?

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Claude Houde, pastore della Eglise Nouvelle Vie (Chiesa della Nuova Vita) a Montreal, Canada, è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo. Sotto la sua guida La Chiesa della Nuova Vita è cresciuta da poche persone a più di 3500 in una parte del Canada dove le chiese Pentecostali hanno da sempre avuto poco successo.

venerdì 24 aprile 2015

CON DIO TUTTO È POSSIBILE

Di recente, il nostro ministero ha ricevuto una lettera da parte di un carcerato. Ha scritto: 

“Pastore Dave, sono in prigione a causa della mia dipendenza sessuale. So di non essere nato così, ma è ciò che sono diventato. Sono stato sposato tre volte e ho quattro figli.
“La verità è che voglio smettere, ma non lo faccio. Ho smesso di fumare di colpo e non è stato un problema, ma non sono mai riuscito a restare lontano dalla pornografia. Credo sinceramente nella potenza guaritrice di Dio e ho pianto e supplicato per il Suo aiuto. Però sembra che trovi sempre un’uscita di sicurezza dal mio problema di pervesione.

“Il desiderio di fare la volontà di Dio è sempre dentro di me, eppure nonostante io spinga via questo desiderio, ricasco sempre nella mia concupiscenza. Ho mentito a Dio, promettendogli di non rifarlo più, ma ci ritorno sempre.

“Soffro perché so di aver stancato il Signore. Quando vado alla cappella, mi sento un doppia-faccia. Ci sono uomini qui che mi rispettano perché ho dato loro buoni consigli, ma non li ho osservati per me stesso. Suono il piano e canto nella cappella, ma non mi sento apposto – perché non sono apposto. 

“Morirei e andrei all’inferno piuttosto che molestare ancora un’innocente, ma non voglio andare all’inferno. Voglio servire Dio e voglio il Suo amore. Sono in trappola, perché odio ciò che faccio, eppure in qualche modo lo amo. Non so cosa fare”.

Ho detto a questo giovane. “Non mollare la speranza. Dio vuole portarti guarigione”.
Devi credere che niente nella tua vita sia impossibile per Dio. Non esiste morsa diabolica che Egli non possa spezzare.

Dunque, caro santo, afferrati alla fede! Credi che Dio cambierà e trasformerà la tua vita in maniera assoluta. Se ha trasformato un uomo posseduto da demoni, ha portato guarigione a una donna con un flusso perenne di sangue e alla figlia di Giairo (cfr. Marco 5), Egli può provvedere anche per te. Il nostro Dio può risolvere ogni cosa.

“Questo è impossibile agli uomini, ma non a Dio, perché ogni cosa è possibile a Dio” (Marco 10:27).

giovedì 23 aprile 2015

EGLI COMPIRÀ L’IMPOSSIBILE

Dio può ristorare qualsiasi cosa sembri morta nella nostra vita, con una sola parola. Stai avendo problemi finanziari, non riesci a pagare le bollette? Lo stesso accadde ai discepoli del Signore – ed Egli sistemò la loro situazione in maniera soprannaturale.

Quando arrivò il momento di pagare le tasse, Cristo e i Suoi discepoli non avevano i soldi per pagare la somma necessaria, dunque in che modo il Signore risolse la situazione? Mandò Pietro a pescare un pesce. Gesù gli disse che avrebbe trovato una moneta nella bocca del primo pesce che avrebbe pescato e quella moneta avrebbe coperto il conto delle loro tasse. “Va' al mare, getta l'amo e prendi il primo pesce che verrà su; aprigli la bocca e vi troverai uno statere; prendilo e dallo loro per te e per me” (Matteo 17:27).

Posso solo immaginare cos’avrà pensato Pietro: “Soldi per le tasse nella bocca di un pesce? Questa è proprio bella. Sono un pescatore da sempre e ho visto parecchie cose dentro i pesci – vermi, ami, alghe, ma non ci ho mai trovato una moneta dentro”. Tuttavia, quando Pietro tirò su il pesce e ne aprì la bocca, vi trovò una moneta brillante. La somma era sufficiente per pagare le tasse, proprio come Gesù aveva detto.

Perché lo Spirito sospinse gli scrittori dei vangeli a riportare questa storia? E perché Gesù scelse di sistemare quella situazione con un miracolo? Perché non raccolse semplicemente un’offerta o non ha mandato i discepoli a lavorare per un giorno e guadagnare abbastanza per pagare le tasse?

Credo che qui Gesù si mosse in maniera soprannaturale perché voleva dimostrare ai Suoi figli di voler compiere l’impossibile per noi. Egli può risolvere qualsiasi problema finanziario, qualsiasi crisi familiare, qualsiasi bisogno schiacciante.

Egli voleva che sapessimo che Egli rimane lo stesso Dio che sfamò Elia con il pane consegnato dai corvi (cfr. 1 Re 17). Egli sfamò una folla di cinquemila persone (cfr. Marco 6:34-44) e un’altra folla di 4000 persone (Marco 8:1-9) con qualche pesce e qualche panino. Egli sa che a un certo punto della nostra vita solo un miracolo servirà e vuole rassicurarci di poter compiere l’impossibile per noi, in qualsiasi situazione!

mercoledì 22 aprile 2015

NON È MAI TROPPO TARDI

Marco 5 narra la storia di Giairo, il disperato capo della sinagoga che chiese a Gesù di guarire sua figlia. La dodicenne era pericolosamente vicina alla morte e Giairo supplicò Cristo di andare a casa sua e imporle le mani.

Gesù acconsentì ad andare con lui, ma prima si fermò per ministrare a una donna con una malattia sanguigna (la donna che fu guarita toccando il lembo della Sua veste). Tuttavia, mentre Gesù tardava, arrivò un messaggero con tragiche notizie: la figlia di Giairo era già morta. Il messaggero disse al capo della sinagoga: “Tua figlia è morta; perché importuni ancora il Maestro?” (Marco 5:35).

Il cuore di Giairo era stretto nella morsa del dolore. Pensò, “Se solo fossimo arrivati in tempo. Ora è troppo tardi. Mia figlia è morta”. Ma Gesù lo rassicrò, “Non temere, solo abbi fede” (verso 36).

Mentre il gruppo si avvicinava alla casa di Giairo poteva sentire il suono del pianto e del lamento. Era la famiglia di Giairo e i suoi vicini, in lutto per la ragazza. Immagina il contrasto di questa scena: lì c’era Dio in carne, il Creatore dell’universo, capace di compiere qualsiasi opera immaginabile – eppure le persone piangevano alla Sua presenza. In breve, stavano testimoniando, “Dio può essere d’aiuto solo fin quando rimane un barlume di speranza, ma una volta che la vita se ne va, non c’è più bisogno d’invocarlo. Persino Lui non può ristorare questo tipo di situazione”.

Quanti cristiani oggi non invocano più il Signore perché pensano che il loro problema sia oltre ogni speranza? Migliaia di persone confidano in Dio solo fino al punto in cui qualcosa nella loro vita muore. Non mi riferisco alla morte di una persona, piuttosto alla morte di un matrimonio, di un rapporto, di un sogno, della tua speranza per un caro non salvato – qualsiasi cosa nella tua vita che pensi sia impossibile da sistemare, cambiare o ristorare.

Gesù sgridò tale incredulità. Egli disse alla folla piangente presso la casa di Giairo, “Perché fate tanto chiasso e piangete? La fanciulla non è morta, ma dorme” (verso 39). Stava affermando, “Questa situazione non è ciò che vedete o pensate. Voi credete che ogni speranza sia svanita, ma Io vi dico che ci sarà ristoro”. Poi andò nella stanza della giovane e, con una sola parola, riportò la ragazza in vita. “E subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare” (verso 42).

Perché lo Spirito Santo incluse questa storia nel vangelo di Marco? Lo fece per mostrarci che nulla è troppo “morto” o troppo estremo che Lui non possa ristorarlo alla vita. Egli ti sta dicendo, “Riponi in Me la tua fiducia per risolvere il tuo problema. Non è mai troppo tardi per la Mia opera”.

martedì 21 aprile 2015

BRAMARE LA SUA VENUTA

Nei giorni a venire, sentirai dei messaggi incredibili sull’amare Gesù. Sembreranno santi e cristiani, ma saranno macchiate da un errore che deruberà i santi dell’unica cosa che produce perseveranza. Questi messaggi mancheranno dell’urgenza di prepararsi o del bramare la Sua venuta! I loro predicatori poteranno la gloriosa verità di quest’evento e faranno sì che tu guarderai a un regno terreno, e se guarderai con ansia alla Sua venuta, sarai etichettato come uno che vuole evadere dalla realtà!

Oggi viene predicato un nuovo evangelo che diche che Gesù viene solo nel cuore – e che la Seconda Venuta sia una rivelazione speciale della mente! Che appaia solo all’uomo interiore!

I seguaci della New Age pubblicizzano che il loro Cristo apparirà in televisione e sarà visto in tutto il mondo. Tutto il mondo vedrà la sua venuta simultaneamente. Nel vedere tale evento, riceveranno una rivelazione interiore nelle loro menti – una “conoscenza”.

Per alcuni cristiani oggi, questo mondo non è una nave che affonda o un mondo destinato al fuoco, ma è un campidoglio internazionale invaso da gente indesiderata che i credenti progettano di scacciare. Questi prenderanno il loro posto, rinnovando e governando il mondo da soli. Tale pensiero è sintomatico di un amore morente per Gesù e un restare afferrati a questo mondo! “Voi dunque, carissimi, conoscendo già queste cose, state in guardia per non venir meno nella vostra fermezza, portati via dall'errore degli empi” (2 Pietro 3:17). Nessuno può essere più spiritualmente cieco di uno che dice, “Il mio Signore ritarda la Sua venuta”.

Giuda disse, “profetizzò anche Enok…Ecco, il Signore è venuto con le sue sante miriadi, per far giudizio” (Giuda 14-15). Paolo disse, “Perché il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo e con la tromba di Dio discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo risusciteranno per primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre col Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole” (1 Tessalonicesi 4:16-18).

Questo non è il messaggio di uno che vuole evadere dalla realtà. È un messaggio di consolazione! Gesù ci vuole con Sé!

lunedì 20 aprile 2015

LA PIENEZZA DELLA SUA GLORIA E DELLA SUA GRAZIA by Gary Wilkerson

“Noi abbiamo contemplato la sua gloria, come gloria dell'unigenito proceduto dal Padre, piena di grazia e di verità” (Giovanni 1:14). Il termine greco per “gloria” qui è “doxa”. È la radice del termine Dossologia, l’inno che tante chiese cantano per esaltare la multiforme gloria di Dio.

“Doxa” è effettivamente la traduzione di Giovanni di un termine ebraico, “Kavod”, che indica spessore, sostanzialità, intensità, peso. Questo è ciò che dimora in ogni seguace di Cristo: il peso, il senso, l’ardente gloria di Dio. La Sua gloria ti mette da parte – dalla leggerezza, dall’interesse per te stesso, da una facile credulità. È così che il mondo sa che esisti per Dio. Non servi un Gesù che vuole solo renderti felice; servi un Gesù reale, Colui che ha il potere di trasformare una vita e renderla significativa, darle uno scopo e un destino.

Tutto ciò si oppone alla gloria dell’io. “Di nuovo il diavolo lo trasportò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria [doxa]” (Matteo 4:8). Ci sono molte glorie nel mondo che ci chiamano a ricercarle: reputazione, ricchezza, influenza. Ma più ricerchiamo e riceviamo quel tipo di gloria, meno riceviamo la vera gloria di Dio – e meno della Sua gloria splende dalle nostre vite.

Questa pressione si è insinuata nella chiesa. A volte la nostra adorazione può essere più incline a diventare una chiassosa performance e un’esperienza emotiva che a esaltare la gloria di Dio e conoscere la Sua presenza piena e concreta. Giovanni giustamente pone la gloria di Dio prima della Sua grazia: “Noi abbiamo contemplato la sua gloria, come gloria dell'unigenito proceduto dal Padre, piena di grazia e di verità”. Giovanni evidenzia che la grazia e la verità sono contenute all’interno della gloria di Cristo: in realtà, procedono da essa.

Eppure, molti cristiani vivono come se grazia e verità fossero punti d’arrivo, la conclusione del nostro cammino con Gesù. Si fermano a conoscere “verità posizionali” trascurando di proseguire nella Sua pienezza; ma la nostra vita è destinata ad esprimere Gesù in tutta la Sua gloria – e ciò richiede la Sua trasformazione in noi. 

Se pensiamo di essere arrivati – di aver afferrato pienamente la grazia di Dio, allora questa non ci servirà più – ci fermeremo a un passo dalla Sua gloria. Non lasciare che ciò accada nella tua vita. Ricerca il vero Gesù nella Sua pienezza – e ricevi la pienezza della Sua grazia e della Sua gloria!

sabato 18 aprile 2015

DEVIARE DAL SUO PIANO by Nicky Cruz

Dio presta attenzione quando facciamo una deviazione dal sentiero che Lui ha tracciato per noi?

Molti potrebbero discutere con me su questo punto, ma sono convinto che Dio ha serbato un ruolo specifico per ciascuno di noi. Lui ci ha dato doni, talenti e desideri unici ed ha creato un patto individuale per noi che calza a pennello con quei doni. “Infatti io so i pensieri che medito per voi” ci dice Dio attraverso il Suo profeta Geremia (leggi Geremia 29:11). Niente è lasciato al caso quando si tratta di Dio. Molto prima che Egli ci creasse sapeva già ciò che avrebbe voluto che compiessimo. Egli conosceva le persone che voleva andassimo a toccare e quelle che sarebbero entrate nelle nostre vite per toccarci. Tu ed io siamo stati creati per uno scopo ed il piano perfetto di Dio è per noi, per permetterci di abbracciare quello scopo.

Tutti noi facciamo delle deviazioni dal piano di Dio e le faremo fino al giorno in cui moriremo. Dio è paziente e fedele nella stessa misura. Ma quanto sarebbero migliori le nostre vite se ci sforzassimo ogni giorno di restare sulla via che Dio ha tracciato davanti a noi? Quanta benedizione potremmo portare alle persone se permettessimo a Dio di operare attraverso di noi ogni giorno? Quanto più efficaci sarebbero i nostri progetti di vita e di ministero se solo imparassimo a lasciarli a Dio?

Non sono ancora sicuro del perché Dio scelse di prendere me e trasformarmi da giovane cristiano ad evangelista ma questo è il piano che Lui scelse per me ed io lo porto avanti come meglio posso.

E per quanto riguarda te? Hai abbracciato il piano che Dio ha preparato per te? Hai scoperto il Suo scopo per la tua vita ed ti sei messo in moto per adempierlo? O stai vivendo la tua vita facendo una deviazione dietro l'altra?

È una domanda che ciascuno di noi deve farsi, ed una alla quale Dio sta aspettando di rispondere.


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Nicky Cruz, evangelista conosciuto in tutto il mondo ed autore prolifico, si convertì a Gesù Cristo da una vita di violenza e crimini dopo aver incontrato David Wilkerson a New York City nel 1958. La storia della sua drammatica conversione venne raccontata prima ne La Croce e il Pugnale di David Wilkerson e successivamente nel suo libro e best seller Run, Baby, Run.

venerdì 17 aprile 2015

NON MOLLARE MAI

“Allora Gesù…sgridò lo spirito immondo dicendogli: «Spirito muto e sordo, io te lo comando, esci da lui e non entrare mai più in lui»” (Marco 9:25). Dopo che Gesù ebbe pregato, il ragazzo cadde a terra come morto ma la Scrittura dice, “Ma Gesù, presolo per mano, lo sollevò, ed egli si alzò in piedi” (verso 27).

Riesci a immaginarti la gioia di questa scena? Quel ragazzo pulito e liberato dev’essere corso dal padre per abbracciarlo e il cuore del padre sarà stato ricolmo di gioia. Dio aveva sistemato tutto.

Dunque, perché lo Spirito Santo mosse Marco a includere questa storia nel suo evangelo? Credo che sia stato affinché ogni genitore da quel momento in poi potesse sapere che si può confidare in Dio per un’opera impossibile con i propri figli. Il Signore stava dicendo, “Io posso ristorare qualsiasi cosa e chiunque. Se solo crederai, ogni cosa sarà possibile per te, attraverso di Me”.

In tutto il mondo oggi migliaia di genitori cristiani soffrono perché i figli giacciono sotto la potenza del diavolo. Nella nostra congregazione, vedo il dolore di madri che prendono l’autobus per tutto lo stato per fare visita ai figli in carcere. Esse conoscono il dolore di dover sedere da una parte di un vetro spesso per guardare un ragazzo che, una volta, aveva uno spirito dolce. E ora e in prigione, sempre più indurito. Per anni lei ha pregato per lui, ma ora sta perdendo la speranza. Non crede che lo vedrà mai cambiare.

Forse pensi che il tuo marito non credente sia un caso disperato, che non verrà mai a Gesù. Oppure, forse hai arreso ogni speranza per tua moglie, che ti lascia la sera per andare a fare baldoria. Ma nessuno è andato troppo lontano che Dio non possa raggiungerlo. Conosco molto coniugi cristiani che oggi testimoniano, “Ho pregato per anni per il mio coniuge; poi un giorno, dopo aver perso ogni speranza, Dio è intervenuto. Egli ha salvato e liberato il mio amato!”

Non dobbiamo mai arrenderci con nessuno – perché il nostro Dio può fare ogni cosa.

mercoledì 15 aprile 2015

DIO DELL’IMPOSSIBILE

Non basta semplicemente credere in Dio come il creatore, colui che ha fatto ogni cosa. Dobbiamo anche credere che Egli sia un Dio che anela compiere l’impossibile nelle nostre vite. La Bibbia lo rende molto chiaro: Se non crediamo questo di Lui, non confidiamo affatto in Lui.

Secondo me, nessuna quantità di consigli farà alcun bene se si dubita che Dio possa compiere un miracolo. Non fraintendermi – non sono contrario alla consulenza cristiana, ma è inutile consigliare qualcuno che non è pienamente convinto che Dio possa risolvere il suo problema, non importa quale esso sia.

Le coppie devono credere che Dio possa salvare il loro rapporto; altrimenti, il mio consiglio è vano. Le cose potrebbero sembrare loro assolutamente disperate; forse hanno accumulato anni di risentimento e amarezza, ma devono essere convinti che Dio possa compiere l’impossibile.
Dico chiaramente a queste coppie, “Sì, vi darò consulenza, ma prima devo chiedervi: credete veramente che Dio possa aggiustare il vostro matrimonio? Avete fede che a dispetto di quanto tutto sembri impossibile, Egli abbia la potenza di ristorare il vostro rapporto?”

Alcuni rispondono, “Ma tu non sai cosa ho passato col mio coniuge. Sono stato profondamente ferito. Il mio dolore va al di là di ciò che potresti mai immaginare”. Questo tipo di risposta mi dice che si sono bevuti la bugia del diavolo. Lui li ha convinti che la loro situazione sia disperata, ma Gesù ha parlato chiaramente ad ognuno dei Suoi figli: “Le cose impossibili agli uomini, sono possibili a Dio” (Luca 18:27).

In tutta la nazione, i cristiani si stanno arrendendo davanti ai loro problemi matrimoniali. Persino alcuni dei miei amici ministri stanno divorziando. Quando parlo con loro della situazione che vivono, mi rendo conto che non pensano che il loro matrimonio possa essere sanato. Non confidano che Dio possa compiere l’impossibile per loro.

Non crediamo veramente in Dio se non crediamo che Egli sia il Dio dell’impossibile!

martedì 14 aprile 2015

DIO PUÒ

Probabilmente ricorderai la storia della Genesi in cui Dio appare ad Abrahamo. Il patriarca sedeva alla porta della sua tenda nella calura del giorno, quando all’improvviso tre uomini apparvero davanti a lui, sotto un albero. Abrahamo andò loro incontro, preparò del cibo e s’intrattenne presso di loro.

Durante la loro conversazione, il Signore chiese ad Abrahamo dove fosse sua moglie, Sarah. Allora Dio disse qualcosa d’incredibile: “Ed ecco, Sara tua moglie avrà un figlio” (Genesi 18:10).

In quel momento, Sarah stava nella tenda ad ascoltare la loro conversazione e quando sentì ciò, rise al sol pensiero. “Impossibile”, pensò. Era decisamente oltre l’età per avere una gravidanza e Abrahamo era troppo anziano per concepire un figlio.

Eppure, quando Dio sentì la risata di Sarah, disse, “Perché mai ha riso Sara dicendo: "Partorirò io per davvero, vecchia come sono?". Vi è forse qualcosa che sia troppo difficile per l'Eterno?” (versi 13-14).

Sto scrivendo questo messaggio oggi perché Dio pone la stessa domanda ai Suoi figli in questi tempi moderni: C’è qualcosa di troppo difficile per il Signore? Tutti noi dobbiamo affrontare le nostre situazioni difficili nella vita. E in mezzo ad esse, Dio chiede, “Pensi che il tuo problema sia troppo difficile per Me da sistemare? Oppure credi che io possa risolverlo per te, anche se pensi che sia impossibile?”

Gesù ci dice “Le cose impossibili agli uomini, sono possibili a Dio” (Luca 18:27).

Credi in questa parola da parte del Signore? Accetti che Egli possa compiere l’impossibile nel tuo matrimonio, nella tua famiglia, a lavoro, nel tuo futuro?

Siamo veloci a consigliare gli altri dicendo loro che Lui possa fare l’impossibile. Quando vediamo i nostri cari affrontare momenti difficili, diciamo loro, “Resisti e guarda in alto! Il Signore può – non smettere di confidare in Lui. Egli è il Dio dell’impossibile”.

Tuttavia, crediamo in queste verità per noi stessi? Mi chiedo.

lunedì 13 aprile 2015

NOI SIAMO SUOI by Gary Wilkerson

Giovanni e suo fratello Giacomo erano discepoli di Giovanni Battista, l’impetuoso profeta dai molti seguaci. Lavorando nel commercio di pesce insieme al padre, i due irrequieti fratelli si guadagnarono il nome di “Figli del Tuono”. In altre parole, non cedevano facilmente.

Ho conosciuto alcuni “figli del tuono” nella mia vita. Il meraviglioso ministero “Victoria Outreach” raggiunge molte persone con passati difficili, dei santi che potrebbero restare un po’ pungenti dopo essere venuti a Cristo. Sembra come se passino dalla vita da gang alla gang di Dio – non si lasciano intimidire, dicono ciò che pensano, predicano con franchezza.

Così fu per Giacomo e Giovanni. Anche dopo aver seguito Gesù per un certo tempo, volevano ancora invocare il fuoco dal cielo per distruggere coloro che rifiutavano l’evangelo. Decenni dopo, nello scrivere il suo evangelo, Giovanni parlò do una trasformazione che avvenne dentro di lui. Ora vedeva sé stesso come il “discepolo amato”, non più il giovane duro. Stava dicendo ai greci che Gesù non era solo verità per una conoscenza intellettuale, ma verità per la trasformazione del cuore.

Ti ritrovi a riempire la tua mente di conoscenza su Gesù ma senti che il tuo cuore non sta cambiando? Sei irritato dal fatto che la tua vita non cambia di giorno in giorno per l’opera dello Spirito Santo in te? Gesù è venuto a trasformarti con la Sua presenza. In questo senso, la vera Parola non è solo informazione, ma il Dio vivente che dimora dentro te.

Gesù è inoltre la vera luce che illumina, rivelando ogni verità. Carter Conlon, pastore della Chiesa di Times Square, narra di un incontro avuto a una conferenza in cui predicò con passione sulla santità di Dio. Dopo la predica, sedette vicino a un uomo che disse, “Non sono d’accordo con niente di ciò che ha detto”. Quando Carter chiese perché, l’uomo disse, “Il mio Dio non alzerebbe mai la voce con me”. Confuso, Carter citò il passo biblico in cui Gesù prese una frusta nel tempio per scacciare i cambiavalute. L’uomo rispose, “Sì, lo fece, ma quello non è il Gesù di adesso”.

Carter pensò per un attimo, poi chiese all’uomo, “Dimmi, amico – tuo padre ti strillava sempre?” A quel punto, l’uomo si sciolse. “Mio padre mi strillava in continuazione”, disse tra le lacrime. Carter ministrò grazia e verità a quell’uomo e concluse dicendo gentilmente, “Non esiste una cosa come ‘il mio Dio’. C’è solo un Dio, e non può essere mio o tuo. Noi siamo Suoi”.

venerdì 10 aprile 2015

DIO È DALLA NOSTRA PARTE

Il maestoso Signore, che possiede tutta la potenza e la forza, è dalla nostra parte! È questo che Gesù ha sempre cercato di dimostrare ai Suoi figli. Egli dice, “Se puoi, comprendi la grandezza di Dio e il fatto che sia dalla tua parte!”

“Nel giorno che griderò a te, i miei nemici volteranno le spalle. Questo lo so, perché Dio è per me” (Salmo 56:9).

“L'Eterno è per me; io non avrò alcun timore; che cosa mi può fare l'uomo? L'Eterno è per me fra quelli che mi soccorrono, e io guarderò trionfante sui miei nemici” (Salmo 118:6-7).
Lo Spirito Santo ci ha donato il Salmo 124 come antidoto contro ogni timore e preoccupazione:

Se l'Eterno non fosse stato dalla nostra parte, dica pure Israele: «Se l'Eterno non fosse stato dalla nostra parte, quando gli uomini si levarono contro di noi, essi ci avrebbero inghiottiti vivi, tanto divampò la loro ira contro di noi;

allora le acque ci avrebbero sommerso e il torrente ci sarebbe passato sopra, allora le acque rigonfie ci sarebbero passate sopra». Benedetto sia l'Eterno, che non ci ha dati in preda ai loro denti. L'anima nostra è scampata come un uccello dal laccio dell'uccellatore; il laccio si è spezzato e noi siamo scampati. Il nostro aiuto è nel nome dell'Eterno, che ha fatto i cieli e la terra.

Dio vuole che diventiamo a prova di cattive notizie! “Egli non temerà cattive notizie; il suo cuore è fermo, fiducioso nell'Eterno. Il suo cuore è sicuro; egli non avrà paura alcuna, finché non guarderà trionfante sui suoi nemici” (Salmo 112:7-8).

“Quando ti coricherai non avrai paura…il sonno tuo sarà dolce. Non temerai lo spavento improvviso né la rovina degli empi quando verrà, perché l'Eterno sarà al tuo fianco e impedirà che il tuo piede sia preso in alcun laccio” (Proverbi 3:24-26).


Confida in Dio con tutto il tuo cuore. Essere liberi dal timore e dalla preoccupazione significa riposare fiduciosamente nel Signore degli Eserciti. Riposa in Colui che ti ha creato! 

giovedì 9 aprile 2015

CONFESSARE CHE CRISTO SIA SUFFICIENTE AD OGNI COSA

“Non temete dunque; voi siete da più di molti passeri. Chiunque perciò mi riconoscerà davanti agli uomini, io pure lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli. Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, io pure lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli” (Matteo 10:31-33).

Per anni ho citato questo passo nelle crociate evangelistiche! Lo citavo alla chiamata all’altare perfar sì che le persone venissero avanti e confessassero Cristo. Ma confidare in Dio è molto più che fare una confessione pubblica: “Gesù, perdona i miei peccati. Io credo in Te!” milioni di persone ben intenzionate hanno fatto questo tipo di “confessione” ma non ha funzionato.

La chiave alla comprensione di ciò che Gesù sta dicendo si trova nel Salmo 31:19. “Quanto è grande la tua bontà che riservi per quelli che ti temono, e che usi in presenza dei figli degli uomini verso quelli che si rifugiano in te!”

Questa “confessione” è qualcosa che il mondo deve vedere, non solo udire! “Egli ha messo nella mia bocca un nuovo cantico a lode del nostro Dio; molti vedranno questo e tremeranno, e confideranno nell'Eterno” (Salmo 40:3).

Spesso parliamo di “testimoniare di Gesù” e ce lo immaginiamo come andare per le strade a predicare, distribuire volantini e dire ad amici ed estranei che Gesù li ama. Amato, questa è solo una parte!

Il mondo non sta cercando altre testimonianze dottrinali della realtà divina! Non sta cercando maggiori dimostrazioni della resurrezione o argomentazioni migliori sulla creazione. Il mondo sta cercando cristiani che possano levarsi in ogni crisi, timore, avversità e difficoltà e restare calmi e tranquilli in mezzo a tutto questo. Il mondo ha bisogno di vedere i figli di Dio confidare completamente nel loro Signore.

Il mondo deve poter indicare un cristiano e dire, “Ecco uno che non si lamenta sempre! Non si agita, non ha paura e non scappa nei momenti difficili. Non si preoccupa del domani! La sua fede resiste in ogni momento!”

mercoledì 8 aprile 2015

I PENSIERI DI DIO PER IL SUO POPOLO

Davide disse, “O Eterno, Dio mio, molte sono le meraviglie che hai fatto, e nessuno può enumerare le cose che hai ideato per noi. Se dovessi proclamarle e raccontarle, sarebbero troppe per elencarle” (Salmo 40:5).

Dio parlò agli israeliti nella cattività babilonese: “Poiché io conosco i pensieri che ho per voi, dice l'Eterno, pensieri di pace e non di male, per darvi un futuro e una speranza” (Geremia 29:11).

Dio pensava a te prima ancora che tu nascessi! Pensava a te quando la tua vita veniva soffiata in una cellula…quand’eri ancora nel grembo!

“I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo, e nel tuo libro erano già scritti tutti i giorni che erano stati fissati per me, anche se nessuno di essi esisteva ancora” (Salmo 139:16).

Accettiamo che Egli si prenda cura del nostro corpo, ma Egli va molto oltre – conta ogni capello, osso, muscolo, cellula, fibra. Egli è cosciente di ogni lacrima che hai versato – le ha contate e le raccolte tutte. “Tu hai contato i passi del mio vagare; riponi le mie lacrime nel tuo otre; non le hai registrate nel tuo libro?” (Salmo 56:8). Non posso comprendere tutto questo. Egli conta i miei capelli; conta le mie lacrime, le raccoglie e le custodisce. Pensaci – non una lacrima sprecata di dolore, gioia o ravvedimento.

Egli pensa a noi quando riposiamo nei nostri letti e quando ci alziamo. Pensa a noi ad ogni passo che facciamo. Egli sa e comprende ogni pensiero che formuliamo. È scritto, “Gesù conosceva i loro pensieri” (Luca 5:22).

Il cielo è popolato di creature altamente intelligenti – angeli, serafini, cherubini e i ventiquattro anziani. Essi testimoniano la fedeltà del nostro Dio. Conoscono ogni promessa che Egli ci ha fatto riguardo la Sua attenzione ad ogni dettaglio. Lo sentono parlare della Sua minuziosa e completa provvidenza per custodirci e vegliare su di noi! Tutto il cielo loda Dio, gettando le proprie corone ai Suoi piedi, il che dimostra che essi ammirano e credono nella Sua fedeltà.

Puoi confidare che Dio compia ciò che ha detto compirà!

martedì 7 aprile 2015

NON C’É TEMPO PER RILASSARSI

Alcuni di voi che leggono questa devotional hanno preso una vacanza dal “combattere il buon combattimento”. Il tuo cuore è stanco e ti sei detto, “Devo darmi una calmata o scoppio! Non amerò il Signore di meno e resterò fedele. Ma devo seguire il mio cuore e il mio cuore mi dice di rilassarmi”.

Amato, il tuo tempismo non potrebbe essere peggiore! Il rilassamento spirituale o l’arresa è l’ultima molla nella trappola del diavolo. Stai scegliendo la mezzanotte per andare in vacanza. “E questo tanto più dobbiamo fare, conoscendo il tempo, perché è ormai ora che ci svegliamo dal sonno, poiché la salvezza ci è ora più vicina di quando credemmo. La notte è avanzata e il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce” (Romani 13:11-12).

Se la notte era avanzata e il giorno del Signore era vicino quando questo fu scritto, quanto più dev’esserlo adesso! Non può esserci relax nella guerra di questi ultimi giorni. “Siate sobri, vegliate, perché il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. Resistetegli, stando fermi nella fede” (1 Pietro 5:8-9). Satana non si rilasserà; incrementerà i suoi sforzi. Non osiamo dormire!

In tutto il Nuovo Testamento, Dio ci chiama ad essere vigili, ad essere svegli e coscienti e a indossare l’intera armatura. Non dobbiamo dormire come gli altri, ma dobbiamo ricercare e affrettare il giorno del Signore.

Rilassati in questa guerra e sei morto. Rilassati e verrai catturato nella trappola del diavolo. Quel richiamo a rilassarti viene direttamente dall’inferno! È il richiamo della sirena di Satana stesso. Stai allerta, perché è tempo di svegliarsi!

“Preservami dal laccio che mi hanno teso e dai tranelli degli operatori d'iniquità” (Salmo 141:9).

lunedì 6 aprile 2015

IL MISTERO RIVELATO by Gary Wilkerson

“Nel principio era la Parola e la Parola era presso Dio, e la Parola era Dio” (Giovanni 1:1). I riceventi principali per l’evangelo di Giovanni erano coloro che appartenevano alla cultura greca. Ecco perché identificò immediatamente Gesù con la “Parola”, riferendosi al termine greco logos. I greci avevano esaminato il concetto di logos per secoli, un concetto che parlava di sapienza; conoscenza; ragione; il significato della vita; la filosofia dell’esistenza umana.

Ora Giovanni li sfidava: “Volete davvero conoscere il significato della vita, comprendere ogni scopo umano su questa terra? Il logos che state cercando si trova nella letterale Parola di Dio – Suo Figlio, Gesù. Cristo è il logos che ognuno desidera! Tu cerchi conoscenza, ma il logos – la reale e conoscibile sapienza e vita – si esprime pienamente in Gesù”.

Quando avevo circa dodici anni, ascoltai di nascosto un giornalista intervistare un residente di Teen Challenge. Gli chiese, “Qual è la differenza con questo programma? Cosa offre che non potrebbe trovare in un centro di recupero secolare?” Il giovane rispose, “Riceviamo lo Spirito Santo al mattino, Gesù nel pomeriggio e il Padre la sera”. Quella risposta oggi potrebbe suonare preconfezionata, ma non quarant’anni fa. Ricordo l’emozione di quel giovane mentre diceva alla giornalista, “Teen Challenge è completamente immersa in Dio. Solo Lui può liberarmi in questo modo. Solo Lui può donarmi uno scopo e una speranza e rendermi felice. Signora, è reale!”

Questa è la parola che Giovanni usò per descrivere Gesù ai greci: reale. “Egli (la Parola) era la luce vera, che illumina ogni uomo che viene nel mondo” (Giovanni 1:9). Dal greco, Giovanni usa la parola “alethinos”, che significa “reale”. Il concetto greco di logos era inconoscibile, ma Giovanni disse loro, “Dio non si sta nascondendo. Egli è venuto sulla terra per vivere fra di noi. Il mistero di Dio vi è stato rivelato in Gesù!”

Quanto esattamente è stato rivelato questo mistero? Gesù sceglie di rendersi noto al mondo attraverso il Suo popolo. Quando Giovanni dice che Cristo viene a dimorare in noi, il verbo che utilizza significa “tabernacolo”. Gesù “fa il Suo tabernacolo” in noi, proprio come Dio fece nell’Antico Testamento – la Sua gloria che discende dal cielo per dimorare fra il Suo popolo. Egli sceglie di edificare la Sua casa in noi, facendo di noi – sia come individui che come congregazioni – la dimora della Sua gloria.

Questa era una verità centrale per mio padre, David Wilkerson, che spesso diceva, “Non voglio una visitazione da parte di Dio. Voglio un’abitazione”. Quella verità proveniva direttamente da Giovanni, che disse ai greci, “Il logos è più che informazione, più che assenso mentale a un’idea. È Dio Stesso che viene a dimorare in voi!”

sabato 4 aprile 2015

SIGNORE, INSEGNACI A PREGARE by Carter Conlon

Hai mai avuto la sensazione che qualcosa manchi nelle tue preghiere, che in qualche modo non sono così profonde come dovrebbero essere? Dopo tutto, c'è una grande differenza tra la preghiera che è guidata dallo sforzo umano e la preghiera che essendo divina e vera fa presa su Dio. Per esempio, consideriamo il famoso riformatore Scozzese, John Knox, che in cima ad una montagna gridò: “Dio, dammi la Scozia o morirò!” Poco tempo dopo, la gente cominciò ad andare per le strade credendo in Dio.

Io voglio fare quel tipo di preghiera! Voglio qualcosa che vada oltre il semplice andare alla presenza di Dio ogni giorno con una lista: Dio, benedici la mia casa, benedici le mie finanze, benedici mia madre, benedici mio padre, benedici i miei figli. Voglio fare una preghiera che smuova gli uomini verso Dio; preghiere che riportino la Chiesa di Cristo Gesù alla vita! Voglio quel tipo di preghiera che Dio insegnò ad Ezechiele: “Vieni dai quattro venti, o Spirito, soffia su questi uccisi, e fa’ che rivivano!” (Ezechiele 37:9). Sono queste le preghiere che io voglio fare!

Vediamo nelle Scritture che i discepoli di Gesù avevano lo stesso desiderio. Un giorno mentre Gesù stava pregando, i loro cuori vennero scossi. “Gesù si trovava in un certo luogo a pregare e, quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli»” (Luca 11:1).

Teniamo bene in mente che i discepoli non erano estranei alla preghiera. Avevano visto Gesù pregare e moltiplicare miracolosamente pane e pesci. Alcuni erano anche con Gesù mentre pregava sul monte e Lo videro completamente trasfigurato. Senza alcun dubbio i discepoli stessi pregarono mentre camminarono personalmente con Gesù. Tuttavia, questa volta avevano da apprendere qualcosa sulla preghiera. E posso immaginarmi i discepoli radunarsi e darsi le gomitate dicendo: “Dai, diglielo!” “No, diglielo tu!” Ci fu qualcosa nella preghiera di Gesù che rese evidente che la preghiera stessa era molto più profonda di quanto loro avessero sperimentato fino a quel momento.

“...uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Egli disse loro: «Quando pregate, dite: “Padre [nostro che sei nei cieli], sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno ; sia fatta la tua volontà, come in cielo, anche in terra]; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo a ogni nostro debitore; e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno”». (Luca 11:1-4).

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Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 dietro invito del pastore fondatore, David Wilkerson, diventando pastore Senior nel 2001. Un forte e compassionevole leader che è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 3 aprile 2015

UN SIMBOLO DELLA CURA DI DIO PER LA SUA CREAZIONE

I capelli! Ogni capello sulle nostre teste è contato dal Padre nostro che è nei cieli. Tra i 100.000 e i 150.000 capelli coprono la testa di una persona. Dio ha fatto i capelli sulla nostra testa per proteggerci sia d’estate che d’inverno, non solo per l’aspetto. Le nostre sopracciglia impediscono al sudore di cadere sui nostri occhi e le ciglia proteggono le palpebre da polvere e insetti che vogliano avvicinarsi troppo. I piccoli peli nelle orecchie e nelle narici filtrano le particelle dell’aria in entrata.

Se potessimo sapere quale stupenda creazione sia un capello, quanto sia pieno di vita, non dubiteremo mai del fatto che Dio conti ciò che ha creato.

Non c’è da stupirsi che Davide abbia scritto, “Sono stato fatto in modo stupendo…io lo so molto bene” (Salmo 139:14).

In Matteo 10:28-33, Gesù stava insegnando ai discepoli a non temere. Egli aveva creato ogni passero, formato ogni corpo umano e contato ogni capello. “Poiché in lui sono state create tutte le cose, quelle che sono nei cieli e quelle che sono sulla terra…tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui” (Colossesi 1:16-17). Ma i discepoli ancora non comprendevano. Oh, chissà Gesù quanto desiderasse farli addentrare nella complessità di come aveva creato le ali e le ossa dei passeri e di come avesse concepito i capelli. Nessun semplice falegname poteva comprenderlo, perché era tremendamente meraviglioso!

Avrebbe potuto dire, “Pietro, e se ti dicessi che hai 127.550 capelli in testa? Ora, poiché sai che ho contato ogni singolo capello del tuo capo, non confiderai in Me per ogni dettaglio della tua vita? Non crederai che Io conosca ogni passo che fai?”

“Neanche un passero cade a terra senza il volere del Padre vostro” (vedi Matteo 10:29). Sapendo ciò, ora ti “preoccuperai per nulla”? confiderai in Lui che si prende cura di ogni tuo bisogno? Continuerai a darti pensiero per ciò che mangerai o berrai? Ora crederai che il tuo Padre celeste conosce ciò di cui hai bisogno e provvederà con gioia? Ora confiderai che Egli ti ripari, ti nutra e ti vesta?

giovedì 2 aprile 2015

I SUOI OCCHI SONO SUL PASSERO

Mentre passeggiavo per una strada di campagna nel New Jersey, feci una bella chiacchierata col mio Signore. “Signore, non posso vivere con timori e preoccupazioni di ogni sorta. Voglio affrontare qualsiasi cosa il futuro mi riservi con tranquillità, gioia e semplice fiducia!”

Lo Spirito Santo mi ha detto prontamente: “Una delle chiavi per essere liberi da ogni timore e preoccupazione si trova nella parola passeri. Ricorda che ti ho detto, ‘Eppure neanche uno di loro [passeri] cade a terra senza il volere del Padre vostro. Ma quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati” (Matteo 10:29-30). Suona così elementare, così semplice – ma ciò che Gesù ci sta dicendo qui è molto profondo.

Nell’Antico Testamento, il Re Davide poteva vantarsi, “Egli mi ha liberato da ogni mio timore” (Salmo 34:4). In che modo Davide trovò una tale libertà dalla paura? Ricevendo la visione della grandezza di “Colui che ha fatto il cielo e la terra”. Quando Davide teneva lo sguardo sul Creatore di tutte le cose, scopriva quanto grande Dio fosse!

Voglio essere come Davide – l’esempio di un pastore che ha imparato come essere libero dal timore e dalle preoccupazioni, capace di condurre un popolo nella stessa libertà.

Ho fatto una ricerca sui passeri e ho iniziato a ricevere una rivelazione dell’immenso Dio Creatore di Davide, che s’interessa ad ogni minuscolo dettaglio della Sua creazione!

Passeri! Come tutti gli uccelli, i passeri sono stati fatti in modo meraviglioso. Le loro minuscole ossa sono forti ed equipaggiate in modo speciale per volare. La scienza moderna ancora non riesce a copiare l’intricato sistema alare che consente loro di migrare per una distanza di tre, quattromila chilometri. Ogni passero ha dalle 1.300 alle 2.600 piume. Quanto complesse e dettagliate sono! Il nostro Dio Creatore le ha disegnate perfettamente. Egli ha progettato ogni ossicino, ogni piuma – e conta ognuna di esse.

La maggior parte dei passeri costruisce il nido a terra e, ai tempi di Cristo, venivano intrappolati in delle reti nelle quali cadevano mentre preparavano il nido. A Gerusalemme, Gesù vide i passeri venduti allo spiedo, due per un soldo. Erano stati tutti presi con la rete, perché i giudei non potevano mangiare quelli che morivano spontaneamente.

Di questi uccelli, Gesù disse, “Nessuno di loro è stato intrappolato senza che Mio Padre lo sapesse”. Sapeva dove si trovasse ognuno di loro fino al momento in cui i loro piccoli polmoni emettevano l’ultimo respiro. Egli li nutriva. Conosceva ogni passero – persino quelli venduti per un soldo.

mercoledì 1 aprile 2015

IL LACCIO SI È SPEZZATO

Nelle sue epistole a Timoteo, Paolo presenta la possibilità di cadere in un inganno satanico. Egli comprese i pericoli della trappola o del laccio satanico: “Affinché non cada nell'ingiuria e nel laccio del diavolo” (1 Timoteo 3:7). Ma egli offrì anche una soluzione alle trappole del diavolo: “E ritornino in sé, sottraendosi dal laccio del diavolo, che li aveva fatti prigionieri, perché facessero la sua volontà” (2 Timoteo 2:26).

Il termine greco per “laccio”, utilizzato in entrambi i versi, indica un inganno, la preparazione di un cappio per il collo. Si riferisce a una trappola ben congeniata. “I superbi hanno nascosto per me un laccio e corde…hanno disposto tranelli per me” (Salmo 140:5). È chiaro che Satana stia costruendo una forca.

Anno fa, il New York Times aveva in prima pagina l’immagine di un evangelista caduto nel peccato, in manette. Piangeva! Incoerente! Incatenato! Satana aveva disposto una trappola, un laccio ben concepito e progettato per questo fratello.

Non m’importa chi tu sia, quanto tu sia puro e santo, quanto sia che tu cammini con Dio o quanto vecchio o giovane tu sia. Non m’importa quanto tu possa insistere nel dire che non potresti mai fare una cosa del genere – attento! Il diavolo cerca di intrappolare anche te. “Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere” (Giovanni 10:10).

Sai che tutti noi abbiamo la capacità di cadere tanto in basso in un peccato terribile con tutti i suoi inganni, insabbiamenti, bugie e concupiscenze incontrollabili?

Quando vidi la foto di quell’evangelista caduto non mi chiesi, “Come ha fatto a fare delle cose così stupide con gli occhi ben aperti?” Piuttosto, piansi e dissi, “Signore, avrei potuto essere io! Tutti abbiamo peccato e siamo privi della gloria di Dio”.


Guardandomi indietro, riesco a vedere dove il diavolo abbia posto diverse trappole ben progettate e intricate per me, perché voleva distruggermi. Posso dire con Davide, “L'anima nostra è scampata come un uccello dal laccio dell'uccellatore; il laccio si è spezzato e noi siamo scampati” (Salmo 124:7).