venerdì 30 gennaio 2015

ABBONDARE NELLA SPERANZA

Di recente, una sorella in Cristo, sconvolta, mi scrisse queste parole: “Sono terrorizzata. Penso che sarebbe fantastico se ci cadesse addosso una bomba a idrogeno, soprattutto su me e la mia famiglia. Tutto finirebbe per noi velocemente. Saremmo con Gesù! Ho perso mio marito per un cancro e una delle mie due figlie non sposate ha problemi di salute e non lavora da due anni. Sono appena uscita dall’ospedale e mi sto riprendendo da problemi con la schiena. Abbiamo sofferto terribilmente in questi anni. I membri della nostra comunità sono perseguitati e tutti i miei amici stanno soffrendo in maniera indicibile. Paura e ansietà sono la mia parte in questa vita. Signor Wilkerson, stiamo soffrendo! Non c’è più speranza per la Sposa di Cristo?”

Questa donna è solo una tra le migliaia che ci scrivono nella disperazione e nello sconforto. Sentiamo notizie di tanti che amano profondamente il Signore ma vivono in situazioni e condizioni che a loro sembrano disperate. Parlano di matrimoni giunti al capolinea e problemi familiari e di salute e usano espressioni tipo: “Non c’è via d’uscita!”

“Dio sembra non ascoltarmi”.

“Non cambia mai niente. Va solo di male in peggio!”

“A volte mi chiedo se ne valga la pena. Vorrei che il Signore venisse e mi traesse fuori da questa fossa!”

Si dice che le uniche cose peggiori della pazzia sino disperazione e sconforto. Ma gloria a Dio, noi serviamo un Dio di speranza! Il termine greco per speranza è elpo, che significa, “attendere con gradevole fiducia ed aspettativa”. L’apostolo Paolo scrisse ai Romani, “Ora il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nel credere, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo” (Romani 15:13).

Paolo introduce un concetto incredibile: “affinché abbondiate nella speranza”. Vuole dire, “che ne abbiate abbastanza da metterla da parte; una provvigione sovrabbondante, eccessiva, oltre misura!” Alcuni penseranno, “Sembra uno scherzo crudele. Nella mia situazione attuale tutto ciò che voglio è un raggio di speranza, un’unica prova di preghiera esaudita. Un solo, piccolo segno di cambiamento!”

Ma, amato, la Parola di Dio è vera! Egli è un Dio di speranza – una speranza che è eccessiva, sovrabbondante e oltre misura.

giovedì 29 gennaio 2015

CAMMINARE NELLA VITA E NELLA POTENZA DELLA RESURREZIONE

In un momento di stanchezza, Gesù si fermò a riposare presso un pozzo, ma c’era una donna persa che aveva bisogno d’aiuto. Ancora una volta, venne rinvigorito. I suoi discepoli rividero il loro Maestro così rilassato, così rinnovato! “Egli disse loro, Io ho un cibo da mangiare che voi non conoscete” (Giovanni 4:32). Questo è il vigore segreto della vita della resurrezione!

Spesso mi sento come la batteria scarica di una macchina. Se ti scordi di spegnere le luci della macchina, tutto ciò che otterrai la mattina dopo sarà il temuto rumore – urr…urr – il tintinnante suono vuoto di una ferraglia morta.

Dev’esserci qualcosa che non va fra i credenti oggi, perché abbiamo ricevuto la promessa di avere la stessa vita rinvigorente di Cristo. “E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che risuscitò Cristo dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali mediante il suo Spirito che abita in voi” (Romani 8:11).

Quant’è chiaro nella Scrittura che lo Spirito Santo dimora in noi per portare vita costante. Dio ha provveduto la Sua energia stessa per venire nei nostri corpi mortali e darci forza fisica. “E con lui Dio ha vivificato voi, che eravate morti nei peccati e nell'incirconcisione della carne” (Colossesi 2:13).

Sei ripieno di Spirito Santo? Allora per fede, afferra nuova vita e nuovo vigore! “Benedici, anima mia, l'Eterno e non dimenticare alcuno dei suoi benefici…egli…ti fa ringiovanire come l'aquila” (Salmo 103:2, 5). Anche Tito parla di questo: “Egli ci ha salvati non per mezzo di opere giuste che noi avessimo fatto, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo, che egli ha copiosamente sparso su di noi, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Salvatore” (Tito 3:5-6).

Grazie a Dio per la presente grandezza del nostro Signore Gesù Cristo! Appropriatene per fede – e cammina nella vita e nella potenza della resurrezione!

mercoledì 28 gennaio 2015

RINVIGORITI DALLO SPIRITO

Gesù non è mai stato più disposto a mostrare la Sua potenza di quanto non lo sia proprio adesso, perché non è mai stato più potente di quanto non lo sia ora. La nostra fede deve andare oltre il punto della morte. Deve guardare in faccia qualsiasi cosa sia morta e proclamare, “Gesù non si arrende mai davanti alla morte!” Non dovremmo mai arrenderci davanti a niente e nessuno, non importa quanto la situazione sembri disperata.

Nota nella storia di Giairo e sua figlia (Marco 5:21-43) che il Signore non era interessato a mostrare la Sua potenza a chi non credeva. In realtà, in quella stanza dice loro, “Nessuno deve venire a saperlo” (5:43). In altre parole, “Non dite loro ciò che avete visto – il miracolo resta tra noi e coloro che si trovano in questa stanza”.

Coloro che resistono con fede incrollabile sono coloro che vedranno la gloriosa manifestazione della potenza della resurrezione di Cristo. Solo tu e il Signore conoscerete tutti gli intimi dettagli di quell’opera. Lui ti sorprenderà; ti emozionerà; ti mostrerà la Sua gloria!

La presente grandezza di Cristo si può riassumere in un verso potente: “In Lui era la vita” (Giovanni 1:4). Egli era – ed è ancora – vita che rinvigorisce. Egli possiede vita. Gesù veniva costantemente rinnovato nell’attingere a quella riserva segreta che non si prosciugava mai. Non si stancava mai delle folle che lo spingevano da ogni lato. Non era mai impaziente.

Quando chiamava i Suoi discepoli ad appartarsi per riposare un po’, essi si allontanarono verso un luogo quieto, all’altra sponda del lago. Ma le folle lo attendevano anche lì. Neanche una volta disse, “Oh no! Un’altra volta quel gruppo problematico con le sue stupide lamentele e sciocchi domande. Ma finirà mai?”

Piuttosto, Egli vedeva le folle ed era mosso a compassione. Egli era rinvigorito dallo Spirito e andava all’opera. Viveva giorni di fatica e notti di preghiera – e comunque trovava il tempo per i bambini!

martedì 27 gennaio 2015

DALLA PARTE DELLA FEDE

Che scena orribile accadde nella casa di Giairo, uno dei capi della sinagoga ai tempi di Gesù. C’era confusione, dubbio, paura e lamento quando sua figlia morì.

In Marco 5:38-40 è scritto: “E [Gesù], giunto a casa del capo della sinagoga, vide un gran trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Ed entrato, disse loro: «Perché fate tanto chiasso e piangete? La fanciulla non è morta, ma dorme». E quelli lo deridevano”.

Amato, lascia che ti dica perché c’è tanto trambusto nella tua vita, così tanto dolore e lutto: è perché non credi che Gesù possa far risorgere ciò che è morto. Tu non credi che Egli sappia quello che fa; non credi che Egli abbia un piano per donare vita. Pensi che sia troppo in ritardo e che le cose siano andate troppo oltre. Non riesci a credere che Gesù sia ancora all’opera – quando ti sei già arreso.

Siamo tanto colpevoli quanto lo erano quegli schernitori. Anche noi gridiamo a Dio nei nostri guai, pretendendo che Egli ci risponda prima che sia troppo tardi. Poi, quando la risposta non arriva, ci trasformiamo in piagnoni. Tremiamo davanti alla potenza del diavolo, come se i demoni abbiano la vittoria, come se Gesù avesse perso e il diavolo avesse vinto!

Le cose spesso vanno di male in peggio e alla fine diciamo, “Ecco, ci siamo! È troppo tardi. Per un motivo o l’altro, il Signore non salverà questa situazione”.
Non basta amarlo, servirlo e adorarlo solo fino al punto della disperazione. Perché non confidiamo in Lui ora che ogni speranza è svanita? Quando sembra come se non troverai mai un lavoro? Oppure quando le cose si accumulano da tutte le parti, quando umanamente sembra impossibile andare avanti?

Se Gesù si addentrasse nella tua situazione attuale, cosa troverebbe? Come reagiresti a Lui? Soffriresti ancora? Il tuo cuore sarebbe ancora in tumulto? Spero che diresti a Lui, “Signore, sembra una situazione disperata. Stavo per arrendermi, ma Tu sei lo stesso oggi come lo eri nella casa di Giairo. Tu puoi portare vita dalla morte e puoi risanare questo problema”.

lunedì 26 gennaio 2015

PREFERISCO AVERE GESÙ by Gary Wilkerson

Ecco la promessa delle promesse: “Io non ti lascerò e non ti abbandonerò” (Ebrei 13:5). La promessa è semplicemente G-E-S-Ù. Gesù è la mia promessa e il centro di ogni mia promessa.

È come quel vecchio canto, PREFERISCO AVERE GESÙ (Non voglio ricchezze, ndt):

     Preferisco avere Gesù che oro ed argento
     Preferisco essere Suo che possedere ricchezze indicibili;
     Preferisco avere Gesù che case o terre;
     Preferisco essere guidato dalla Sua mano forata.


Preferisco avere Gesù! Se comprenderemo la convinzione centrale, singolare dell’anima per cui le promesse di Dio sono incorporate in Gesù, allora tutto il resto si sminuisce. Nulla può compararsi a questa promessa! Se hai Gesù, allora la risposta a tutte le altre Sue promesse sarà, “Bene! Ci credo. Grazie, Signore. Grazie di lasciarmi bere da questa coppa”. Tutto impallidisce in confronto al fatto che posso conoscerlo. Posso camminare con Lui. Posso amarlo. La presenza di Gesù è centrale, migliore di qualsiasi altra promessa che potremo mai avere e Lui è pronto ad ascoltare. Sta dicendo, “Solo invoca il Mio nome e io verrò”.

Se tu solo andrai a Gesù, Egli risplenderà nella tua vita. Diventerà la cosa più importante e il tuo tutto. Le persone che hanno questa centralità di concentrazione su Gesù Cristo sono persone che vedo camminare nella pienezza delle loro promesse. E le persone che perdono la visione di Gesù e iniziano a concentrarsi più sulle promesse che su Gesù iniziano una lotta. Iniziano a deviare e il loro cammino si blocca perché non trovano la pienezza di vita che si trova in Gesù Cristo.

Io desidero molte cose per voi perché vi amo. Desidero ministeri che vadano oltre i vostri sogni più vividi.


Come dice la Bibbia, “Cercate prima il regno di Dio e tutte le altre cose vi saranno aggiunte” (cfr. Matteo 6:33).

sabato 24 gennaio 2015

CI RIFIUTIAMO DI STARE AD HARAN by Claude Houde

In Genesi 12:1, Dio chiamò Abraamo a “venir fuori dalla casa di suo padre”. Solamente dopo un'attenta lettura dei capitoli precedenti, la comprensione della loro natura narrativa specifica e contestuale siamo in grado di comprendere il pieno significato e la profondità di quella chiamata. Genesi 11 ci rivela che Abraamo, suo padre ed il loro intero clan avevano lasciato Ur dei Caldei per recarsi a Canaan. Canaan rappresenta, simboleggia la terra promessa, il destino, la realizzazione ed il compimento della pienezza della benedizione che Dio aveva loro riservato. Infatti, il capitolo in questione parla di tutto ciò che Dio vuole e voleva essere nelle loro vite, e anche nelle nostre. Il viaggio fu duro, lungo ed estenuante. Vennero colpiti da tragedie, minacce ed esperienze traumatizzanti. Persone a loro care morirono e mentre camminavano lungo quelle valli di dolore, la Terra Promessa sembrava lontana.

Si fermarono in un luogo chiamato Haran, una città situata approssimativamente a 600 miglia ad ovest del fiume Eufrate nel nord della Siria. Avevano viaggiato per ben oltre due terzi del loro pellegrinaggio quando si fermarono lì, fisicamente esausti, ma anche spiritualmente deboli. La parola “Haran” vuol dire “luogo arido, luogo che da poco frutto”.
Abraamo e suo padre stavano arrivando a Canaan, il luogo di benedizione e abbondanza. Gesù fa la stessa promessa a noi: “Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Giovanni 10:10). È interessante considerare la parola greca “zoe” che viene usata quando si parla della vita che Cristo ci offre ed ha in mente per noi. La parola esprime l'idea “dell'essere completi, essere appagati, portare frutto abbondante, vera felicità e realizzazione”.

Vi prego di comprenderne la correlazione. Abraamo, suo padre e la sua famiglia stavano viaggiando verso Canaan, ma si fermarono tragicamente in un luogo in cui cresceva poco frutto. Avrebbero dovuto andare oltre senza indugio, proseguendo verso un luogo di pienezza ed abbondanza, ma preferirono la mediocrità.

La fede grida: “mi rifiuto di morire in un luogo dove cresce poco frutto! Rifiuto questa piccola esperienza con poca adorazione, poco sacrificio, poco cambiamento, poca trasformazione e poca fede”. Ho avuto modo di ascoltare il grido forte ed appassionato di uomini e donne, leader e pastori di ogni colore e da ogni nazione dichiarare: “ci rifiutiamo di morire ad Haran!” Dio ci chiama a “venir fuori dalla casa di nostro padre”. Ecco ciò che Dio fece con Abraamo ed è ciò che sta facendo con te e me.

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Claude Houde, pastore della Eglise Nouvelle Vie (Chiesa della Nuova Vita) a Montreal, Canada, è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo. Sotto la sua guida La Chiesa della Nuova Vita è cresciuta da poche persone a più di 3500 in una parte del Canada dove le chiese Pentecostali hanno da sempre avuto poco successo.

venerdì 23 gennaio 2015

NON TEMERE, SOLO CREDI

Un padre sofferente di nome Giairo andò a Gesù per chiedergli di guarire la sua figlia morente. “Allora venne uno dei capi della sinagoga, di nome Iairo, il quale vedutolo, gli si gettò ai piedi, e lo pregò con molta insistenza, dicendo: «La mia figliola è agli estremi; vieni a imporle le mani, affinché sia guarita e viva». Ed egli se ne andò con lui. Una grande folla lo seguiva e gli si stringeva intorno” (Marco 5:22-24).

Quest’uomo, Giairo, rappresenta la maggior parte dei cristiani. Sappiamo che Cristo è la nostra unica speranza e nella nostra crisi corriamo a Lui, cadiamo ai Suoi piedi e cerchiamo la Sua misericordia e il Suo aiuto. Giairo aveva un buona misura di fede; egli chiese a Gesù, “vieni a imporle le mani, affinché sia guarita e viva” (verso 23). Fu un’affermazione di fede vera: “Signore, tutto ciò che le serve sei Tu. Tu hai tutta la potenza! Tu puoi impedire che muoia!”

In risposta alla fede di quest’uomo, “Gesù andò da lui” (verso 24). Gesù permise che il tempo scadesse perché voleva che i Suoi seguaci avessero fede nella potenza della Sua resurrezione – fede che va al di là della disperazione, persino al di là della morte! I cristiani nominali che stavano al capezzale della ragazza avevano questa fede limitata: finché rimaneva un po’ di vita, un po’ di speranza, Gesù era desiderato e necessario.

Molto probabilmente, quelle persone dissero fra sé, “Sì, Gesù, noi crediamo che Tu sia il grande dottore, il grande guaritore. Niente è impossibile per Te. Sappiamo che Tu possiedi tutta la potenza. Ma Ti preghiamo sbrigati – perché potrebbe morire in qualsiasi istante! A quel punto non avremo più bisogno di Te!”

Che tipo di fede è questa? È la fede che arriva solo al punto della morte, solo alla tomba. Quando le circostanze sembrano come se tutto sia perduto, questo tipo di fede muore.

Alla fine, la ragazza morì. Riesco a vedere le persone che le prendono il battito e pronunciano la morte. Quanta poca fede avevano ora che era morta. Il primo ordine del loro funerale fu di far notare al guaritore di non essere più necessario. Mandarono un messaggero a dire, “Tua figlia è morta; perché importuni ancora il Maestro?” (Marco 5:35).

Queste parole sembrarono finali: “Tua figlia è morta!” Queste parole forse risuonano nelle tue orecchie: “Il tuo matrimonio è morto – non disturbare Gesù!” “Il tuo ministero è morto – non disturbare il Signore!” “Tuo figlio è morto nel peccato!” “Il tuo rapporto con quel caro è morto!”

Queste parole spaventose non significarono assolutamente nulla per Gesù. Egli non si arrende mai davanti alla morte, perché Egli è la resurrezione e la vita! In greco, la resa migliore del verso 36 è, “Gesù, appena intese ciò che si diceva, disse al capo della sinagoga: Non temere, credi solamente!”

giovedì 22 gennaio 2015

LA POTENZA DELLA RESURREZIONE OGGI

Colui che ha conquistato la morte ha ogni potenza – e non ci fu testimonianza maggiore della potenza di Cristo sulla terra di coloro che Egli ha resuscitato dalla morte. “Infatti come il Padre risuscita i morti e dà loro la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole” (Giovanni 5:21). Gesù dichiarò apertamente di avere potenza sulla morte. Disse anche di Sé stesso, “Io sono la resurrezione e la vita” (Giovanni 11:25) e lo dimostrò!

Crediamo veramente nelle parole di Gesù? Egli dice, “In verità, in verità vi dico: L'ora viene, anzi è venuta, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e coloro che l'avranno udita vivranno. Poiché, come il Padre ha vita in se stesso, così ha dato anche al Figlio di avere vita in se stesso” (Giovanni 5:25-26).

Gesù non sta parlando solo della resurrezione finale; Egli sta descrivendo la Sua potenza di oggi per resuscitare tutto ciò che è morto – la Sua potenza di inondarci con la Sua vita oggi. Vedi, tutti noi abbiamo un cimitero nascosto nelle nostre vite, qualcuno o qualcosa che abbiamo abbandonato tanto tempo fa. L’abbiamo sepolto e inciso sulla tomba la data della sua morte!

Una nostra cara conoscente ci ha raccontato di essere andato alla laurea di suo figlio. Insieme a tutti i parenti che parteciparono, il suo ex-marito (che se n’era andato anni prima per un’altra donna) era presente. Il matrimonio stesso era al di là di ogni possibile resurrezione, dal momento che ora un’altra donna era sua moglie. Ma Dio ha fatto tornare indietro la nostra amica al cimitero di quel matrimonio e pregare per la salvezza del marito – e la salvezza di sua moglie! Questa donna non si arrese a ciò che era spiritualmente morto.

Un’altra cara sorella in Cristo ha un marito che l’ha lasciata anni fa. Quest’uomo ora è perso nel peccato più profondo. Dove una volta c’era un bel matrimonio, ora giace una tomba. Anche lei ha dovuto imparare che Gesù non si arrende mai davanti alla morte. Non che lei voglia il ritorno del marito (in effetti, potrebbe non tornare mai); piuttosto, lo vuole vedere risorgere dalla morte del peccato. Non si arrende davanti alla morte perché noi serviamo un Dio che oggi possiede la potenza della resurrezione!

mercoledì 21 gennaio 2015

LA PRESENTE GRANDEZZA DI CRISTO

“Non cesso mai di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere, affinché il Dio del Signor nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia lo Spirito di sapienza e di rivelazione, nella conoscenza di lui, e illumini gli occhi della vostra mente, affinché sappiate qual è la speranza della sua vocazione e quali sono le ricchezze della gloria della sua eredità tra i santi, e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi che crediamo secondo l'efficacia della forza della sua potenza, che egli ha messo in atto in Cristo, risuscitandolo dai morti e facendolo sedere alla sua destra nei luoghi celesti” (Efesini 1:16-20).

La preghiera di Paolo per la Chiesa era semplicemente questa: “Che Dio riveli in voi non solo la passata grandezza ma la presente grandezza di Cristo”.

La Chiesa mostra grande riverenza per il Cristo che ha camminato sulla terra, il Gesù galileo, l’insegnante e l’operatore di miracoli, il figlio di Maria. Non ci stanchiamo mai di sentire e di raccontare della grandezza di Gesù di Nazareth – di come cacciasse i demoni; rimase forte contro ogni tentazione; aprì gli occhi dei ciechi; aprì le orecchie dei sordi; fece saltare i paralitici; sollevò le braccia stanche; guarì i lebbrosi; mutò l’acqua in vino; sfamò moltitudini con pochi pani e pesci; e resuscitò i morti!

Tuttavia, ad un certo punto della storia, mettiamo dei limiti a questo grande, potente Salvatore che compie miracoli! Abbiamo sviluppato una teologia che Lo rende Signore dello spirituale ma non del naturale. Per esempio, crediamo che possa perdonare i nostri peccati; calmare i nostri nervi; rimuovere il senso di colpa; darci pace e gioia; offrirci vita eterna – tutto nel mondo immateriale, invisibile. Ma non molti di noi Lo conoscono come il Dio del naturale, il Dio degli affari quotidiani; Dio dei nostri bambini, del nostro lavoro, delle nostre bollette, delle nostre case e dei nostri matrimoni.

Paolo dice che abbiamo bisogno di una rivelazione della potenza che Cristo ha sempre avuto sin da quando resuscitava i morti. Persino ora, Gesù siede alla destra di Dio e possiede ogni potenza in cielo e in terra: “Ponendo ogni cosa sotto i suoi piedi” (Efesini 1:22).

martedì 20 gennaio 2015

DIO HA IL CONTROLLO

“Nessun'arma fabbricata contro di te avrà successo…Questa è l'eredità dei servi dell'Eterno, e la loro giustizia viene da me, dice l'Eterno” (Isaia 54:17). Tutto ciò che Satana cerca di fare per abbatterti non funzionerà! Quelle grosse armi puntate su te si discioglieranno alla presenza del Signore.

Nell’ebraico originale, questo verso viene tradotto così: “Nessun piano, nessuno strumento di distruzione, nessuna artiglieria satanica ti schiaccerà o ti abbatterà, ma sarà sterminata”. Dio ha promesso di distruggere gli attacchi di Satana contro di te. La ricompensa di coloro che Lo ricercano con costanza è il privilegio di diventare più che vincitori. “Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati” (Romani 8:37).

Per 365 anni, Enok si scosse di dosso ogni dardo infuocato. Egli visse nella vittoria totale, fino al suo ultimo respiro. Egli non strisciò via, non si allontanò zoppicando – egli se ne andò in uno splendore di vita e di gloria! “Per fede Enok fu trasferito in cielo perché non vedesse la morte, e non fu più trovato perché Dio lo aveva trasferito; prima infatti di essere portato via, egli ricevette la testimonianza che era piaciuto a Dio” (Ebrei 11:5).

“Tu sarai stabilita fermamente nella giustizia; sarai lontana dall'oppressione, perché non dovrai più temere, e dal terrore, perché non si avvicinerà più a te. Ecco, potranno anche radunarsi contro di te, ma non sarà da parte mia. Chiunque si radunerà contro di te, cadrà davanti a te” (Isaia 54:14-15).

Dove c’è giustizia, c’è pace. Sarai liberato dall’oppressione e dalla paura, perché nessun male colpirà chi cammina rettamente. “Ho pure creato il devastatore per distruggere” (Isaia 54:16). Persino il “devastatore” è sotto il controllo del Signore. Dio ha il controllo su ogni arma distruttiva. La nostra sicurezza è nella giustizia, nel camminare con Gesù e non dobbiamo temere assolutamente nulla!

lunedì 19 gennaio 2015

CREDI IN LUI PER COSE MAGGIORI by Gary Wilkerson

Di recente mi sono trovato a parlare con un pastore irlandese che mi ha raccontato dei suoi timori per gli anni a venire. Nel vedere le difficoltà all’orizzonte, mi è piaciuto che abbia citato Ebrei 1:1. L’hai mai letto? Dice, “Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono”. Poi mi disse, “Gary, sai che la paura è che le cose che speri non accadano mai, vero? E che le cose che non si vedono restino invisibili. Ecco cos’è la paura. È una convinzione dentro di te. Pensi che quello per cui speri non accadrà mai. Questa è paura ed è un ostacolo a ciò che Dio vuole fare nella tua vita”.

Oggi voglio chiederti, prima che questo giorno giunga al termine, di chiedere a Dio di portarti in un tale patto con Lui che il Suo amore perfetto, la Sua opera di grazia in tuo favore, scaccino ogni paura. Alcuni di voi pensano che quando si riceve l’amore perfetto non si avrà più paura. No! Il Suo amore perfetto – e il Suo è l’unico amore perfetto esistente – viene nel tuo cuore. Sei amato, sei accettato, non hai bisogno di alcun idolo che ti faccia sentire bene. Quando questo accade e tu deponi i tuoi programmi, tutto ciò che rimane per te sono le promesse di Dio per la tua vita. Alleluia – questa è la buona notizia!

In Genesi 15:7, vediamo che Dio portò Abramo fuori da Ur dei Caldei e gli diede la promessa di “questa terra da possedere”. Abramo aveva un lungo viaggio davanti a sé, ma aveva la promessa di Dio.

Quando hai una promessa da parte di Dio, vale la pena intraprendere il viaggio, amici miei. Quando avete la promessa da parte di Dio, Egli dice, “Forza, fratello. Forza, sorella. Forza, figlia. Forza, figlio. Credi in Me! Abbi fede”.

Se non hai mai avuto fede prima, abbi fede in Lui quest’anno. Se hai fede, aumenta la tua fede quest’anno. Se credi che Dio possa fare cose grandi, credi in Lui per cose maggiori.

sabato 17 gennaio 2015

UN NUOVO FUTURO by Nicky Cruz

Quando decisi di servire Dio per la prima volta, non avevo nulla da darGli tranne il cuore. Ero un gangster arrogante e senza alcuna abilità di tipo sociale. Un ragazzo di strada.

Andai al Bible college in Californa per rimettere in ordine la mia vita, per andare via da New York e dalla vita che conducevo. Nonostante andassi al college non avevo alcun interesse a diventare predicatore o evangelista. Con il mio forte accento Latino, non potevo immaginare che Dio mi avrebbe chiamato a fare una cosa simile. In realtà, non riuscivo ad immaginare nulla per cui Lui potesse usarmi. A cosa potevo valere io? Che cosa potevo fare io per Dio? Ero confuso e perso.

Una notte ero nella mia stanza e mi sentivo più perso e solo che mai. Steso sul pavimento, con la schiena che poggiava per terra e lo sguardo fisso verso il soffitto, cominciai a pregare, “Dio, perché devo soffrire cosi tanto? Cosa vuoi che faccia per te? Io ti amo, Dio, ma non so cosa Tu voglia da me! Ti prego dammi pace ed una direzione da prendere. Per favore mostrami ciò che Tu vuoi da me!”

Stetti ore sul pavimento ad implorare Dio di rompere il Suo silenzio. Improvvisamente sentii una calma meravigliosa scendere nel mio spirito. Venne a me come un'onda. Chiusi i miei occhi e presi un profondo respiro. Riuscivo a sentire la presenza di Dio che diceva al mio cuore: “Nicky”, disse al mio spirito, “figlio mio, non ti preoccupare, non mi sono dimenticato di te. Ti ho portato in questo posto per uno scopo. Ti ho separato dai tuoi amici ed il tuo passato ed ora ti sto per dare un nuovo futuro. Ho piani per te, Nicky. Ho bisogno che tu abbia fiducia in Me. Farò di te un evangelista. Ti userò per toccare le vite dei giovani. Ma hai bisogno di avere fede. Non ti lascerò mai. Sarò sempre lì al tuo fianco”.

Dissi a Dio quanto Lo amassi e quanto lo volessi servire. Ma più parlavo, più sentivo che mi diceva: “abbi fiducia in me, Nicky. Rimani fedele ed io ti mostrerò ciò che voglio tu faccia. Devi ascoltare e seguire quando io ti guido”.

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Nicky Cruz, evangelista conosciuto in tutto il mondo ed autore prolifico, si convertì a Gesù Cristo da una vita di violenza e crimini dopo aver incontrato David Wilkerson a New York City nel 1958. La storia della sua drammatica conversione venne raccontata prima ne La Croce e il Pugnale di David Wilkerson e successivamente nel suo libro e best seller Run, Baby, Run.

venerdì 16 gennaio 2015

RICOMPENSATI DALLA LUCE

Quando cammini col Signore, sarai ricompensato con luce, direzione, discernimento, rivelazione – una conoscenza sicura! Nel morire a questo mondo giorno dopo giorno, la luce splenderà sempre di più. Sei diretto verso il sole. Zaccaria profetizzò che Cristo venne per portare luce a coloro che giacciono nelle tenebre…per guidare i nostri piedi (cfr. Luca 1:79).

Sei sotto l’incantesimo di qualche tipo di tenebre o indecisione? “Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Giovanni 8:12). “Chiunque crede in me non resti nelle tenebre” (Giovanni 12:46). “Poiché egli ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio” (Colossesi 1:13).

Forse dichiari di amare Gesù, ma la tua vita dimostra che stai ancora camminando nelle tenebre – confuso, insicuro e perplesso! Quando ami davvero Gesù, conversi con Lui, Egli fa risplendere la luce. Non c’è tenebra alcuna alla Sua presenza.

Le peggiori tenebre possibili per l’umanità non risiedono nei cuori di capi comunisti che odiano Dio o di atei che odiano Cristo. Sono piuttosto le orribili tenebre che accecano i cosiddetti cristiani che si rifiutano di camminare nella luce.

Gesù avvertì: “Bada perciò che la luce che è in te non sia tenebre” (Luca 11:35). Gesù disse ai farisei che il giudizio cade su coloro che pervertono o rifiutano la luce: “Io sono venuto in questo mondo per fare un giudizio, affinché quelli che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi». Alcuni dei farisei…gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: …siccome dite: "Noi vediamo", perciò il vostro peccato rimane” (Giovanni 9:39-41).

Come i farisei, alcuni cristiani pensano di “sapere”, pensano di essere nella luce. Dicono, “Io vedo”. Oppure, “Io vedo, capisco quanto se non meglio dei pastori o di qualsiasi altro!” Dovrebbero guardare alle loro vite e alle loro case e a tutti i guai e la confusione nei loro cuori ed ammettere, “Signore, io non vedo! Mostrami Tu! Sono cieco?”

Se non ci apriremo alla luce vera e pura, allora il nostro giudizio sarà solo una falsa luce. Ritorna a camminare con Lui ed Egli esporrà ogni tenebra e ti ristorerà nella Sua luce pura.

giovedì 15 gennaio 2015

PRENDERE IL CONTROLLO

Coloro che trascurano il Signore presto vanno fuori controllo e il diavolo agisce per subentrare. Una persona simile ha un’immagine di sé devastata. I loro sentimenti e pensieri non possono essere frenati e la loro lingua si agita e si muove sotto il controllo dell’amarezza e della rabbia.

Se solo c’innamorassimo di Gesù – camminando e parlando con Lui – Egli presto ci rivelerebbe che Satana non ha alcun dominio su di noi. Presto Gli consentiremmo di controllarci. Allora inseguiremmo demoni, faremmo scappare il diavolo, ne faremmo fuggire a migliaia, resistendo in fede contro ogni timore, ogni bugia, ogni cosa che proviene dall’inferno. “E questi sono i segni che accompagneranno quelli che hanno creduto: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno nuove lingue; prenderanno in mano dei serpenti, anche se berranno qualcosa di mortifero, non farà loro alcun male; imporranno le mani agli infermi, e questi guariranno” (Marco 16:17-18).

Paolo ammonisce “donne sciocche” che non vogliono abbandonare le concupiscenze: “S'introducono nelle case e seducono donnicciole cariche di peccati, dominate da varie passioni” (2 Timoteo 3:6). Donne che non pagano il prezzo per camminare con Gesù, che non accettano un santo rimprovero ammettendo il proprio peccato per poi ravvedersi, cercheranno un insegnante che preghi per loro – per poi sedurlo! E credimi, questi “rovina famiglie” sono sempre in mezzo a noi. Hanno occhi affamati di donne e fanno loro promesse, dicendo, “Vieni ai nostri incontri – otterrai liberazione!” No, non è così! Finirai schiava, doppiamente legata e quegli uomini arriveranno dritti al tuo portafoglio!

Ma tu puoi prendere il controllo. Puoi tornare ad un cammino diligente, amorevole e intimo con Gesù. Invece di cercare solo il tuo conforto, cerca di confortare Gesù: “L'oltraggio mi ha rotto il cuore e sono tutto dolente; ho aspettato chi mi confortasse, ma invano; ho atteso chi mi consolasse, ma non ci fu alcuno” (Salmo 69:20).

mercoledì 14 gennaio 2015

LA RICOMPENSA DELLA SUA PRESENZA

Dio scese e trasportò Enok in risposta alla sua fede. Enok non riusciva più a sopportare di stare dietro al velo – doveva vedere il Signore! Egli pregava, credendo che Dio avrebbe risposto al suo grido di stare davvero alla Sua presenza. Egli era così “fuori luogo” qui sulla terra da dire a Dio, “Vieni! Non c’è rimasto niente qui per me”.

Pensa a come i cristiani stiano sperperando ciò che definiscono “fede”. La loro è tutta centrata su sé stessi – i loro bisogni, i loro desideri, i loro progetti. E spesso ottengono ciò che vogliono, ma ciò li rende ancora più insoddisfatti. Dove sono gli Enok che spendono la propria fede credendo di essere trasportati dalle tenebre del diavolo nelle mani del caro Figlio di Dio?

Enok non aveva Bibbia, né libretto dei canti, nessun insegnante, non aveva lo Spirito Santo dimorante in sé, nessun velo squarciato che lo facesse accedere nel Luogo Santissimo, ma conosceva Dio! Senza il rimprovero o lo sprone di un profeta, senza l’esempio di altri, Enok dispose il suo cuore a seguire il Signore. Perché oggi è così duro con tutti gli aiuti, le convinzioni, gli ammonimenti profetici, le suppliche dello Spirito Santo? Non è un rimprovero per noi che Enok si elevò al di sopra dei suoi giorni malvagi e camminò con Dio a dispetto di un così poco aiuto? Oggi ci sono migliaia di credenti che non riescono a camminare con Lui nella vittoria nonostante tutto l’aiuto che Dio ha dato loro!

Enok credeva che Dio fosse il rimuneratore di coloro che Lo cercando diligentemente! “Ora senza fede è impossibile piacergli, perché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che egli è il rimuneratore di quelli che lo cercano” (Ebrei 11:6). Come sappiamo che Enok credesse che Dio fosse un rimuneratore? Perché questa è l’unica fede che piace a Dio – e sappiamo che Enok piacque a Lui!

Dio è un ricompensatore, un Dio che paga bene la fedeltà. In che modo il Signore premia i Suoi figli diligenti? Per esperienza so che quando cammino mano nella mano con Gesù, pieno d’amore per Lui, le ricompense arrivano da tutte le parti. Tutto ciò che faccio o posseggo viene benedetto: mia moglie, i miei figli, i miei amici, il ministero. Lì sperimenti una vita di Cristo dal di dentro che scorre come un fiume in piena. Sì, avremo prove e tribolazioni, ma in tutto questo Egli ci ricompensa con manifestazioni della Sua presenza.

martedì 13 gennaio 2015

LA MANCANZA DI VITTORIA

Una delle maggiori tragedie di questa generazione – e una delle sofferenze maggiori per Dio – è che tanti cristiani non siano davvero felici! La mancanza di vittoria in Cristo è scioccante! Tanti sono ferventi, poi improvvisamente freddi. Una settimana stanno su, quella dopo stanno giù. Non riescono a gestire la paura. La depressione li schiaccia come un rullo compressore.

Alcuni matrimoni sono infuocati e poi sono freddi. Un giorno va tutto bene tra moglie e marito e il giorno dopo sono a pezzi. In alcuni giorni non riescono nemmeno a parlarsi. Pensano, “Beh, è così che sarà il matrimonio. Non puoi aspettarti di essere sempre felice e amorevole!”

Paolo avverte i cristiani di doversi “sottrarre dal laccio del diavolo, che li aveva fatti prigionieri, perché facessero la sua volontà” (2 Timoteo 2:26). Ciò descrive perfettamente molti cristiani. Satana entra ed esce dalle loro vite a suo piacimento! Non hanno potenza o autorità per fermarlo alla porta del loro cuore.

Alcuni di voi che leggono ciò potrebbero essere stati catturati in un laccio diabolico. Paolo disse che ciò accade perché ci si oppone (cfr. 2 Timoteo 2:25). “Opporsi” significa predisporsi ad essere intrappolati. Rifiuti la via di Dio per la liberazione e la vittoria. Ti sei opposto alla Sua via e hai stabilito la tua. Ecco perché sei intrappolato!

Molti non hanno mai conosciuto la vittoria in Cristo. Ma è per questo che Cristo è morto? Per crescere figli che restano sotto il potere della volontà del diavolo? “Dà il tuo cuore a Gesù e la tua volontà al diavolo”. È questa la testimonianza cristiana al mondo? Mai!

Puoi dare la colpa della tua infelicità alla cattiva salute, all’essere incompreso o all’avere un compagno, un amico o un capo incurante. In realtà, puoi dare la colpa a quello che vuoi, ma la verità è che non esiste scusa perché un cristiano viva come schiavo del diavolo. Se il diavolo gioca con le tue emozioni e tu peggiori invece di migliorare; se i tuoi problemi stanno aumentando; se il timore cresce e la gioia svanisce; se la tristezza si sta facendo spazio – significa che sei schiavo del nemico della tua anima e sei da lui manipolato!

Devi riconoscere la trappola in cui ti trovi e cercare di uscirne. Se servi il Signore da più di pochi mesi, dovresti crescere ogni giorno nella grazia e nella conoscenza di Gesù. Le tue vittorie spirituali dovrebbero essere amabili. Dovresti essere rassicurato della Sua costante presenza.

lunedì 12 gennaio 2015

STABILIRSI by Gary Wilkerson

“Poi Terah prese suo figlio Abramo e Lot, figlio di Haran, cioè il figlio di suo figlio, e Sarai sua nuora, moglie di Abramo suo figlio, e uscirono insieme da Ur dei Caldei per andare nel paese di Canaan; ma giunti a Haran, vi si stabilirono” (Genesi 11:31).

Non so che tipo di uomo fosse Terah, dal momento che è stato scritto così poco di lui. Quello che sappiamo è che Ur dei Caldei fosse una terra prospera; era un luogo in cui l’abbondanza aveva appena iniziato ad espandersi per tutto il territorio.

Abramo era nato in questa terra che iniziava a divenire prospera. Si trattava di una terra con un grande futuro e grandi promesse di divenire un buon posto in cui vivere. Ma per qualche ragione, il padre di Abramo decise di doversene andare. Non sappiamo se fu a causa dell’ambizione di recarsi in un nuovo posto o costruire qualcosa di nuovo.

Genesi 11:31 dice, “Terah prese” e “prese” in ebraico significa “afferrare”. Fu un po’ come stringere i denti e i pugni e dire, “Io sarò padrone del mio futuro. Farò del mio futuro ciò che voglio”. E c’è qualcosa di molto pericoloso in questo. Non c’era alcuna indicazione che Dio gli avesse fatto una promessa sulla terra di Canaan, ma che lui avesse questa ambizione personale. Il risultato di questo stile di vita che “afferra” è sempre la seconda parola che vediamo in questo passo, “essi si stabilirono lì”. Per qualche motivo, quando Terah giunse ad Haran si fermò – si stabilì. L’hai mai fatto? “Il viaggio è troppo per me. La pressione, l’intensità, dover sempre cercare di spingere questa pietra su per la collina”.

Ogni volta che inizi qualcosa nella carne, finisci per fare come fece Terah. Si stabilì ad Haran. Non c’è modo peggiore di spendere la tua vita di stabilirti nella mediocrità. Nulla è più lontano dal programma di Dio per la tua vita di vederti iniziare un cammino per poi improvvisamente abbandonarlo.

Quando iniziamo ad afferrare per noi stessi, prendere per noi stessi, cercare di diventare ricchi, di diventare famosi, di diventare persone di successo con le nostre energie – finiremo sempre per “stabilirci”. Perché? Perché sei solo a metà strada rispetto a dove devi andare.

“Ma cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte” (Matteo 6:33).

sabato 10 gennaio 2015

CON SEGNI E PRODIGI by Jim Cymbala

Ci vuole ben più del rigore accademico per vincere il mondo a Cristo. La sola dottrina seppur corretta non è abbastanza. La proclamazione e l'insegnamento non sono abbastanza. Dio deve essere invitato a “confermare la Sua parola con segni e prodigi” (leggi Ebrei 2:4). In altre parole, il Vangelo deve essere predicato con il coinvolgimento dello Spirito Santo mandato giù dal cielo.

Gli apostoli pregarono Dio di fare cose soprannaturali. Essi volevano che la gente capisse che il loro credo era più che teoretico e di posizione. C'era potere in questa fede. “Oh Dio, stendi la tua mano, opera insieme a noi in tutto questo”. Essi volevano una fede che fosse ovviamente viva, una fede basata non solo sulla croce ma anche sulla tomba vuota. La croce, commovente com'è, è incomprensibile da una prospettiva umana; un uomo innocente che venne ucciso da politici corrotti e capi religiosi. Ma della tomba vuota, cosa puoi dire? Solo un Dio soprannaturale poté compierlo.

In troppe chiese oggi, la gente non vede le manifestazioni del potere di Dio in risposta alle ferventi preghiere. Al contrario, ascoltano argomentazioni circa le questioni teoretiche che interessano solo a pochi. Per le radio e le televisioni Cristiane parliamo spesso solo ed esclusivamente di noi stessi.

Ciò con cui stiamo avendo a che fare oggi è un “voto di religione” tipico del Vecchio Testamento facendo ripetizioni senza fine e obbedendo a comandi per fare la cosa giusta. Ognuno dice si, ma prontamente rompe il voto nell'arco di due giorni. C'è poca dipendenza al potere di Dio per poter fare la differenza. C'è poco della chiamata di Dio per poterci far rivoluzionare in modo soprannaturale.

Gesù sta dicendo oggi, come disse alla chiesa di Sardi: “Tu hai fama di vivere, ma sei morto. Sii vigilante e rafforza il resto che sta per morire; poiché non ho trovato le tue opere perfette davanti al mio Dio... Perché, se non sarai vigilante, io verrò come un ladro, e tu non saprai a che ora verrò da te. Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese” (Apocalisse 3:1-3, 6).

Non sto facendo alcun melodramma né della scena per stimolare in voi delle emozioni. Ma sono a favore, come lo erano gli apostoli, di chiedere a Dio di stendere la Sua mano e manifestarSi.

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Jim Cymbala fondò la Brooklyn Tabernacle con meno di venti membri in un piccolo edificio situato in una zona molto difficile della città. Originario di Brooklyn, è un vecchio amico di David e Gary Wilkerson e assiduo relatore alle conferenze della Expect Church Leadership sponsorizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 9 gennaio 2015

UNA FEDE CHE PIACQUE A DIO!

“Prima infatti di essere portato via, egli ricevette la testimonianza che era piaciuto a Dio”. Cosa c’era di Enok che piaceva così tanto a Dio? Il suo cammino con Dio produceva in lui il tipo di fede che Dio ama. Questi due versi non si possono separare: “Prima infatti di essere portato via, egli ricevette la testimonianza che era piaciuto a Dio. Ora senza fede è impossibile piacergli” (Ebrei 11:5-6).

In tutta la Bibbia e in tutta la storia, coloro che hanno camminato con Dio sono divenuti uomini e donne di fede. Se la chiesa sta camminando quotidianamente con Dio, in costante comunione col nostro Signore, il risultato sarà un popolo ripieno di fede – una fede vera che piace a Dio.

Alcuni conducono seminari sulla fede, distribuiscono cd sulla fede, citano versetti sulla fede – tutto per cercare di produrre fede. Ed è vero, “La fede viene dall’udire e l’udire viene dalla Parola di Dio” (Romani 10:17). Ma Gesù è la Parola. “La lettera uccide”, dice la Scrittura (2 Corinzi 3:6), e senza intimità con Gesù, la lettera produce un’emozione esigente, egoista e morta che non è affatto fede – e Dio la odia. La fede viene dall’udire la Sua Parola e camminare vicino a Lui. Dovremmo sempre “tenere gli occhi su Gesù, autore e compitore della nostra fede” (Ebrei 12:2). Questo cammino intimo con Dio manca nella chiesa oggi. La fede è conoscere chi Dio sia veramente. Significa diventare familiari con la Sua gloria e la Sua maestà. Coloro che Lo conoscono meglio, confidano maggiormente in Lui.

Mostrami un popolo che cammina vicino a Lui, odiando il peccato, distaccandosi da questo mondo e imparando a conoscere la Sua voce e vedrai un popolo che non avrà bisogno di molte predicazioni e insegnamenti sulla fede. Non avrai bisogno di “dieci passi” su cosa sia la fede e su come ottenerla. La vera fede deriva dal cuore stesso di Gesù. E sarà la Sua fede stessa – non la nostra – a crescere in noi e ad emergere dai nostri cuori!

Il cammino di Enok con Dio non sarebbe valso la pena se non avesse prodotto un’equivalente fede in costante crescita. “Per fede Enok fu trasportato”. Che incredibile verità! Tutta la sua fede si incentrava sull’unico, grande desiderio del suo cuore: stare col Signore!

giovedì 8 gennaio 2015

EGLI NON ERA LEGATO ALLA TERRA

Elia ed Enok, gli unici due profeti ad essere trasportati via, avevano qualcosa in comune. Entrambi odiavano il peccato e gridavano contro esso. Camminavano così vicino a Dio che non potevano non condividere il Suo odio per l’empietà.

L’effetto innegabile su tutti coloro che camminano con Dio è un odio crescente per il peccato – e non solo odio, ma la separazione da esso. Se ancora ami questo mondo e ti senti a casa con gli empi, sei amico di chi Lo maledice, allora non stai camminando con Dio. Sei seduto sul recinto, esponendolo ad infamia.

“Or Enok camminò con DIO; poi non fu più trovato, perché Dio lo prese” (Genesi 5:24). Sappiamo da Ebrei che ciò parla del trasferimento di Enok, del fatto che non gustò la morte. Ma significa anche qualcosa di più profondo. “Egli non fu”, come definito in Genesi 5, significa anche “egli non era di questo mondo”.

Nel suo spirito, nei suoi sensi, Enok non apparteneva a questo mondo malvagio. Egli venne sollevato nello spirito verso il regno celeste. Ogni giorno, nel camminare col Signore, egli divenne sempre meno attaccato alle cose di quaggiù! Giorno dopo giorno, anno dopo anno, egli saliva, diretto a casa, avvicinandosi sempre più alla gloria. Come Paolo, egli moriva ogni giorno a questo mondo. Eppure, Enok si attenne a tutte le sue responsabilità. Si prendeva cura della sua famiglia, lavorava e ministrava – ma non era legato alla terra! Nessuna esigenza della sua vita poteva trattenerlo dal cammino con Dio. In ogni momento di veglia, la sua mente tornava a Lui. Il suo cuore era attaccato a Dio con quello che sembrava un enorme elastico. Più allunghi un elastico, più velocemente ritorna indietro quando lo lasci andare. Il cuore di Enok “ritornava sempre indietro” verso il Signore.

Mentre l’umanità si corrompeva sempre più intorno a lui, mentre gli uomini si trasformavano in bestie selvagge piene di lussuria, durezza e sensualità, Enok diveniva sempre più simile a Colui col quale camminava.

mercoledì 7 gennaio 2015

QUANDO TUTTO CADE A PEZZI

In questi giorni molti cristiani corrono verso i monti per nascondersi alle crescenti calamità. Cosiddetti profeti dicono alle persone di andare verso porti sicuri. Gli ebrei messianici vengono esortati a tornare in Israele per sfuggire al collasso finanziario già anticipato in America.

Io so dove voglio essere quando tutto cadrà a pezzi. Quando il mercato finanziario crollerà, voglio tornare a Wall Street dove mi trovavo durante la crisi del 19 Ottobre, 1987. Voglio essere lì come un Enok moderno, camminando e conversando con Dio, senza timore - un testimone pacifico e impavido che predica Gesù a persone il cui mondo è crollato.

Gesù disse, “Andate!” non “Nascondetevi”! Voglio essere dove sta lo Spirito Santo, e puoi star certo che Lui starà in prima linea nella battaglia, a chiamare a Sé i travagliati e i timorosi.

Enok vide questo mondo empio. La società in cui lui visse era malvagia e mentre coi suoi occhi scorreva lungo la storia fino agli ultimi tempi, tutto ciò che poté dire fu “Empio! Empio!” Enok, il settimo da Adamo, profetizzò, “Ecco, il Signore è venuto con le sue sante miriadi, per far giudizio contro tutti e per convincere tutti gli empi di tutte le opere d'empietà che hanno commesso empiamente e di tutte le parole offensive che gli empi peccatori hanno proferito contro di lui” (Giuda 14-15).

Stai camminando col Signore? Allora devi vedere il mondo come lo vide Enok: empio e ripieno dello spirito dell’anticristo e di dure argomentazioni contro il tuo Dio. Come puoi essere parte di ciò che è empio? Come puoi associarti a coloro che Egli sta per giudicare? Egli viene con le Sue sante miriadi per giudicare un mondo peccaminoso e perduto. Da quale parte stai tu?

Se sei mano nella mano con Gesù, parli con Lui, Lo ascolti, allora odierai il sistema di questo mondo empio. Starai dalla Sua parte contro coloro che parlano contro di Lui. Lo sentirai dire, “Chi si fa amico del mondo è mio nemico” (cfr. Giacomo 4:4).

martedì 6 gennaio 2015

CAMMINARE CON DIO

“Per fede Enok fu trasferito in cielo perché non vedesse la morte, e non fu più trovato perché Dio lo aveva trasferito; prima infatti di essere portato via, egli ricevette la testimonianza che era piaciuto a Dio. Ora senza fede è impossibile piacergli, perché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che egli è il rimuneratore di quelli che lo cercano” (Ebrei 11:5-6).

Il termine ebraico che indica “camminare” implica che Enok andasse su e giù, dentro e fuori, da e verso, conversando continuamente con Dio e crescendo con Lui. Il padre di Enok, Jared, visse fino a 962 anni e suo figlio Metuselah visse fino a 969 anni. Ma Enok visse 365 anni - o un “anno” di anni! Per 365 giorni ogni anni di tutti i suoi anni, egli camminò mano nella mano col Signore. Il Signore era la sua vita stessa!

Enok imparò a camminare con Dio in mezzo a una società malvagia, eppure fu un uomo ordinario. Egli “generò figli e figlie” (Genesi 5:22) e fu coinvolto nella vita quotidiana insieme a una moglie, a figli, obblighi e gli stessi pesi che portiamo noi. Egli camminava con Dio mentre mandava avanti la sua famiglia e provvedeva per essa.

Coloro che camminano con Dio vengono trasportati via dalla morsa di Satana, fuori dal suo regno di tenebre per entrare nel regno della luce di Cristo. “Poiché egli ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio” (Colossesi 1:13). Veniamo trasportati via dalle trappole del diavolo per entrare nel cuore stesso di Gesù. Il termine greco per “trasportati” qui suggerisce che Cristo venga personalmente e ci porti via dalla potenza del diavolo per stabilirci in un luogo celeste. Ma Dio trasporta solo coloro che camminano vicino a Lui, come fece Enok. Quelli che sono trattenuti prigionieri alla mercé di Satana non possono essere presi e liberati dalle tenebre. Non sei davvero salvato finché non disponi fermamente il tuo cuore a camminare con Dio. Puoi affermare di essere salvato e di amarlo; puoi dire al mondo di appartenere a Lui; puoi anche pregare, piangere e leggere la Sua Parola. Ma a meno che non cammini con Lui ogni giorno, non cambierai mai. Cadrai sempre più in basso nei legami.

lunedì 5 gennaio 2015

QUALCOSA DELLA GRAZIA MANCAVA by Gary Wilkerson

“Come ti esortai quando andai in Macedonia, rimani in Efeso per ordinare ad alcuni di non insegnare dottrine diverse, e di non occuparsi di favole e di genealogie senza fine, le quali producono controversie piuttosto che l'opera di Dio, che è fondata sulla fede” (1 Timoteo 1:3-4).

Paolo stava esortando Timoteo a restare ad Efeso, sebbene sembri che questi disapprovasse. La ragione per cui Timoteo potrebbe non aver voluto restare è a motivo dei problemi che stava affrontando la chiesa efesina. Le persone sembravano vivere nell’auto-giustizia - cercando di sembrare buone e apparire giuste. Quando vivi nell’auto-giustizia, tuttavia, sei spesso ingannato e ciò può condurti a divenire avido e ambizioso.

In quel periodo c’era una carestia nella Macedonia. C’era carestia anche a Gerusalemme ed estrema povertà. Mentre la Macedonia e Gerusalemme soffrivano, sembra che l’economia ad Efeso fosse prospera. Possedevano molte risorse ma le tenevano per sé stessi.

Paolo dice in 1 Timoteo 6:17-18: “Ordina ai ricchi di questo mondo di non essere orgogliosi, di non riporre la loro speranza nell'incertezza delle ricchezze, ma nel Dio vivente, il quale ci offre abbondantemente ogni cosa per goderne, di fare del bene, di essere ricchi in buone opere, di essere generosi e di essere pronti a dare”.

Osserva le prima parola di Paolo - ordina - che indica proprio “comandare o dare un ordine severo”. In alcune traduzioni dice, “Comanda ai ricchi di questo secolo di essere generosi”.

Perché Paolo disse una cosa del genere - comandare alle persone di essere generose, di non restare più aggrappati ai loro beni per sé stessi? Suona un po’ legalistico e lo è - perché si tratta della Legge. La Legge ci mostra quando siamo fuori dalla grazia, dove stiamo sbagliando. Il comandamento che Paolo diede a Timoteo per gli efesini non serviva solo a far dare loro un’offerta, ma far vedere loro che qualcosa della grazia mancava nelle loro vite.

sabato 3 gennaio 2015

LE VIE DI DIO SONO PIÙ ALTE by Carter Conlon

“La mattina dopo, Gionatan andò nei campi a incontrare Davide, e aveva con sé un ragazzo. Disse al ragazzo: «Corri a cercare le frecce che tiro». Mentre il ragazzo correva, tirò una freccia che passò di là da lui. Quando il ragazzo fu giunto al luogo dov’era la freccia che Gionatan aveva tirata, Gionatan gli gridò dietro: «La freccia non è forse di là da te?» Gionatan gridò ancora dietro al ragazzo: «Via, fa’ presto, non ti trattenere!» Il ragazzo raccolse le frecce e tornò dal suo padrone” (1 Samuele 20:35-38).

Considera per un momento il viaggio di Davide giungere fino a questo punto difficile della sua vita. Per Davide sarà stato un giorno ordinario dato che stava pascolando come sempre le pecore del padre per i campi. All'improvviso venne invitato ad entrare in casa per incontrare il profeta Samuele, che portò con sé una boccetta d'olio e lo unse come il successivo re d'Israele. Prima di salire al trono, Davide cominciò a conseguire alcune meravigliose vittorie in segreto, seguite da altrettante vittorie in pubblico contro il gigante chiamato Goliath. Immaginiamo il cuore di Davide bruciargli dentro mentre camminava nell'unzione che produsse una tale fede e franchezza nella sua vita.

Poco tempo dopo, Saul prese Davide come assistente e cominciò a lodare il Signore con canti che iniziarono a liberare la vita di Saul dalle tenebre. Davide continuò a combattere le battaglie del Signore, tutto mentre sperimentava il potere sovrannaturale di Dio e nel contempo nessun nemico riusciva a sconfiggerlo. Alla fine purtroppo il cuore di Saul si volse contro Davide senza alcuna ragione se non per invidia; ciò ci porta al passo di 1 Samuele. Il figlio di Saul, Gionatan, dice a Davide: “Parlerò con mio padre. Nasconditi nel campo e quando tornerò tirerò una freccia. Se dico al giovanotto che è con me: ‘la freccia è al di là da te’ vorrà dire che devi scappare, perché il male è determinato contro di te”.

Ecco come io vedo questa situazione: Dio stava provando a parlare con Davide, ma Davide stava ascoltando solo parzialmente. Il Signore gli stava dicendo: “ho un piano per la tua vita che soddisferà tutti i desideri che Io ho messo nel tuo cuore. Sta per arrivare un momento di transizione dal fallimento della leadership di Saul a qualcosa che avrà inizio con una stagione di rinnovo in Israele, e tu ne sarai a capo. Ma prima che quel giorno arrivi, io ti farò passare attraverso dei luoghi oscuri. Tu dovrai seguirMi attraverso queste montagne e valli, anche se non sarai in grado di capire tutto appieno”.

Credo che sia questo il significato dietro a tutta questa storia “la freccia è al di là da te”. È un segno ed un promemoria da Dio che le Sue vie sono più alte delle nostre e tutto ciò che Lui ci chiede è che noi Lo seguiamo!

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Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 dietro invito del pastore fondatore, David Wilkerson, diventando pastore Senior nel 2001. Un forte e compassionevole leader che è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 2 gennaio 2015

UN GRANDE GRIDO

A volte dobbiamo restare fermi e riconoscere che Egli è Dio. A volte lo Spirito suscita in noi dolci, melodici canti d’amore per Gesù. Ma in tutta la Parola di Dio, ogni volta che Egli ha portato vittoria sul nemico, il popolo ha sempre alzato un grande grido, un forte suono di lode al Signore. Il settimo giorno in cui Israele marciò intorno a Gerico, circolò questo comandamento: “Tutto il popolo darà in un grande grido; allora le mura della città crolleranno sprofondando” (Giosuè 6:5). “Il popolo. . .lanciò un grande grido, e le mura crollarono sprofondando” (Giosuè 6:20).

In Esdra, scopriamo che ci fu un altro grande grido, quando vennero gettate le fondamenta del tempio. “Quando i costruttori gettarono le fondamenta del tempio dell'Eterno. . .Essi cantavano, celebrando e lodando l'Eterno. . .Tutto il popolo mandava alte grida di gioia, lodando l'Eterno. . .cosicché la gente non poteva distinguere il rumore delle grida di allegrezza da quello del pianto del popolo, perché il popolo lanciava alte grida, e il rumore si udiva da lontano” (Esdra 3:10-11, 13). Il termine ebraico utilizzato per “gridare” qui significa “spaccare le orecchie”. Il pianto degli israeliti fu così gioioso e le lodi erano così sonore da “spaccare le orecchie”! Alcuni dicono di non sopportare il rumore e il gridare in chiesa. Ma senti questo: “Perché il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo” (1 Tessalonicesi 4:16).

Dio vuole che conosciamo la Sua Parola in merito. I Salmi ci comandano di fare un suono gioioso al Signore. “Suono” in ebraico suggerisce tuono, scintille, fuoco. ”Mandate grida di gioia a Dio, voi tutti abitanti della terra” (Salmo 66:1). “Cantate con giubilo a Dio, nostra forza; mandate grida di gioia al Dio di Giacobbe” (Salmo 81:1). “Mandate grida di gioia all'Eterno, o abitanti di tutta la terra; prorompete in canti di gioia, rallegratevi e cantate lodi. . .Mandate grida di gioia con le trombe e il suono del corno davanti all'Eterno, il Re. . I fiumi battano le mani e i monti esultino insieme di gioia davanti all'Eterno” (Salmo 98:4, 6, 8). Il popolo di Dio conosce gioia esuberante ogni volta che la presenza di Gesù viene rivelata. Se non grideremo le Sue lodi, gli alberi lo faranno per noi. Nella Chiesa di Times Square cantiamo questo canto: “Alzate i vostri capi, non temete! Canta finché la potenza del Signore non scenderà!” Quella potenza è la Sua presenza!

giovedì 1 gennaio 2015

UNA GIOIA ESUBERANTE E STRAORDINARIAMENTE GRANDE!

“Tu mi hai fatto conoscere le vie della vita, tu mi riempirai di gioia alla tua presenza" (Atti 2:28).

Ti sei mai chiesto com’era Gesù giorno per giorno – il Suo cuore, il Suo atteggiamento? Sembrava distrutto sotto il peso che portava? Piangeva? C’era una solenne pesantezza alla Sua presenza?

Egli piangeva ed Egli portava pesi gravosi. Nel Gethsemani sudò gocce di sangue e in altri momenti gemette e sospirò a causa dell’incredulità. Ma la Parola di Dio rende chiaro che Cristo era pieno di gioia e contentezza!


“Infatti Davide dice di lui: "Io ho avuto del continuo il Signore davanti a me, perché egli è alla mia destra, affinché io non sia smosso. Per questo si è rallegrato il cuore mio e ha giubilato la mia lingua” (Atti 2:25-26). Nel dire ciò al Consiglio, Pietro citò una profezia presa da un salmo. Era una visione di Cristo, il Quale aveva un cuore gioioso, una lingua che parlava di contentezza e un volto pieno di gioia, a motivo della presenza di Suo Padre.

Noi dobbiamo rallegrarci, essere contenti e pieni di gioia per gli stessi motivi per cui Gesù lo era. Il primo motivo della Sua gioia era che Egli sapeva che era impossibile per la morte trattenerlo. E lo stesso vale per noi! Questa conoscenza distrugge la malvagia dottrina per cui Gesù fu dato nelle mani del diavolo e dovette combattere per uscire dall’inferno. Gesù sapeva sulla terra che la morte non poteva trattenerlo – e anche noi!

Secondo, il Signore è alla nostra destra in ogni difficoltà. Possiamo riposare con speranza e aspettativa, sapendo che Egli è accanto a noi in ogni momento.

Terzo, “Poiché tu non lascerai l'anima mia nell'Ades” (verso 27). Sorgeremo a nuova vita con un corpo nuovo, in un mondo nuovo. E infine, la Sua presenza ci inonda di gioia! Come potremmo non gridare ed essere contenti quando siamo stati liberati dall’inferno, abbiamo ricevuto la promessa della vita eterna e la certezza che in ogni problema su questa terra e la Sua presenza manifestata davanti a noi?