venerdì 30 maggio 2014

IL SUFFICIENTE IN OGNI COSA

Perché così tanti cristiani sperimentano debolezza, sentimenti di disperazione e vuoto, come se non potessero più andare avanti? Perché non possiedono la rivelazione che lo Spirito Santo diede a Paolo – la rivelazione di tutta la provvidenza che Dio ha reso disponibile per coloro che la reclamano per fede!

Rientri nella descrizione di Paolo di un servo esuberante – che ha tutto ciò che gli serve e anche di più, in ogni momento, in ogni crisi? Hai dimostrato ciò attingendo dalla banca del cielo?

Per diversi anni ho lavorato con Kathryn Kuhlman, un’evangelista americana. Ho predicato con tutto il mio cuore ai suoi raduni mensili a Pittsburgh, in Pennsylvania, e a Youngstown, nell’Ohio. Le riunioni si tenevano sia la mattina che la sera e solitamente, alla fine della giornata, ero distrutto. Una sera la sorella Kuhlman disse a me e Gwen, “Usciamo e prendiamo qualcosa da mangiare”. Le dissi, “Mi dispiace – sono troppo stanco. Devo tornare in albergo e dormire un po’”.

Mi guardò con aria interrogativa e mi chiese, “David, hai predicato sotto l’unzione dello Spirito stasera?” Risposi, “Sai che è così. L’altare era sempre pieno!”

La sorella Kuhlman disse tranquillamente, “Allora ti manca qualcosa. Se stai ministrando sotto la potenza dello Spirito Santo, dovresti essere più forte alla fine della riunione che all’inizio – perché Egli è uno Spirito che ravviva! Puoi elevarti al di sopra della tua carne, perché per lo Spirito puoi reclamare questa libertà”. Da quel momento ciò si dimostrò vero nel mio ministero.

“Ora Dio è potente…affinché, avendo sempre il sufficiente in ogni cosa, voi abbondiate per ogni buona opera” (2 Corinzi 9:8). Abbondiate qui significa letteralmente, “Sempre-crescenti; avendo più alla fine che all’inizio”. In altre parole, mentre la battaglia si surriscalda, la grazia di Dio aumenta! Mentre la debolezza si abbatte su te, la Sua forza sopraggiunge ancora più forte – se lo credi.

giovedì 29 maggio 2014

TUTTO CIÒ CHE VUOLE È LA TUA FEDE

Dio non vuole la tua casa, la tua macchina, i tuoi mobili, i tuoi risparmi, i tuoi beni. Tutto ciò che vuole p la tua fede – la tua fede ferma nella Sua Parola. E questo è quello che potrebbe rappresentare ciò che altri, che sembrano più spirituali, non hanno. Forse guardi un'altra persona come se fosse più spirituale di te, ma quella persona forse sta lottando duramente per mantenere un’apparenza di giustizia. Tuttavia, mentre Dio ti guarda, Egli dichiara, “Ecco un uomo o una donna giusti”. Perché? Perché hai ammesso la tua impotenza nel diventare giusto e hai confidato nel Signore affinché ti desse la Sua giustizia.

Paolo ci dice che siamo considerati giusti agli occhi di Dio per lo stesso motivo per cui lo fu Abrahamo. “Perciò anche questo gli fu [ad Abrahamo] imputato a giustizia. Ora non per lui solo è scritto che questo gli fu imputato, ma anche per noi ai quali sarà imputato, a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore” (Romani 4:22-24).

Forse affermi, “Io ci credo! Ho fede nel Dio che ha resuscitato Gesù”. Però voglio porti delle domande: Credi che il Signore possa resuscitare il tuo matrimonio travagliato? Credi che possa portare alla vita un parente spiritualmente morto? Credi che Egli possa rialzarti dalla fossa di un vizio debilitante? Credi che possa cancellare il tuo passato maledetto e restituirti tutti gli anni sprecati?

Quando tutto sembra disperato – quando ti trovi in una situazione impossibile, senza risorse e senza alcuna speranza davanti a te – credi che Dio sarà il tuo Yahwheh Yirah, Colui che vede il tuo bisogno? Credi che Lui sia impegnato a mantenere le Sue promesse per te e che, se solo una delle Sue parole venisse meno, i cieli si scioglierebbero e l’universo crollerebbe?

“Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, in modo da dare il seme al seminatore e pane da mangiare, così sarà la mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non ritornerà a me a vuoto, senza avere compiuto ciò che desidero e realizzato pienamente ciò per cui l'ho mandata” (Isaia 55:10-11).

mercoledì 28 maggio 2014

LA FEDE DEVE FONDARSI SULLA PAROLA

Dio si preoccupa che il Suo popolo venga scosso nella sua fede – che essi non confidino in Lui nelle loro crisi. Amato, il nostro peccato peggiore è la riluttanza a credere che Egli farà ciò che ha promesso. Questo Lo offende più dell’adulterio, della fornicazione, della droga e dell’abuso di alcol o di qualsiasi altro peccato della carne.

La Sua Parola dice, “Il Signore sa liberare i pii dalla prova” (2 Pietro 2:9). “Nessuna tentazione vi ha finora colti se non umana; or Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita, affinché la possiate sostenere” (1 Corinzi 10:13).

O questi versi sono la verità o sono menzogne. Ma se sono verità, allora dobbiamo restare fermi in essi. Dio vuole che siamo in grado di dire, “Signore, se muoio su questa posizione, allora permetti che muoia nella fede. Io confido che Tu mi sosterrai, quindi che io viva o muoia, io sono Tuo”.

Lascia che tutti i venti e le onde infernali giungano a te. Lascia che ogni cosa venga a te. Il nostro Dio ha detto che Egli può – ed Egli sa come liberarti.

Egli ci ha destinati ad avere gioia, pace, vittoria e riposo nel nostro cammino con Lui. Egli sta cercando uomini e donne che resistano contro ciò che sta arrivando in questo tempo oscuro – servi che resteranno fermi con calma e pace, perché Cristo dimora in loro.

Dio desidera che tu giunga in un luogo di tale fiducia da non avere mai più paura, ma riposerai veramente nella Sua potenza e nella Sua capacità. Egli sa come liberarti da ogni trappola, prova e tentazione – se confiderai in Lui.

“Lui solo è la mia rocca e la mia salvezza; egli è il mio alto rifugio; io non sarò mai smosso. In Dio è la mia salvezza e la mia gloria; la mia forte rocca e il mio rifugio sono in Dio. Confida in lui continuamente, o popolo, effondi il tuo cuore davanti a lui; Dio è il nostro rifugio” (Salmo 62:6-8).

martedì 27 maggio 2014

L’OCCHIO DELL’ETERNO È SUI SUOI FIGLI

In mezzo a questo “scuotimento di tutte le cose” nel mondo, qual è la grande preoccupazione di Dio? Sono gli eventi del Medio Oriente? No! La Bibbia ci dice che la visione di Dio è concentrata sui Suoi figli: “Ecco, l'occhio dell'Eterno è su quelli che lo temono, su quelli che sperano nella sua benignità” (Salmo 33:18).

Il nostro Signore è consapevole di ogni movimento di ogni essere vivente sulla terra. Eppure, il Suo sguardo è concentrato principalmente sul benessere dei Suoi figli. Egli fissa il Suo sguardo sul dolore e sui bisogni di ogni membro del Suo corpo spirituale. Per dirla in breve, tutto ciò che ci ferisce Lo riguarda.

Per provarcelo, Gesù disse, “E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima; temete piuttosto colui che può far perire l'anima e il corpo nella Geenna” (Matteo 10:28). Persino in mezzo a grandi guerre mondiali, la preoccupazione primaria di Dio non sono i tiranni, la Sua concentrazione è su ogni circostanza che riguarda la vita dei Suoi figli.

Cristo dice nel verso successivo: “Non si vendono forse due passeri per un soldo? Eppure neanche uno di loro cade a terra senza il volere del Padre vostro” (Matteo 10:29). Ai tempi di Cristo, i passeri erano il cibo dei poveri e due di loro si vendevano per pochi centesimi. Tuttavia, Gesù disse, “Neanche una di queste piccole creature cade a terra senza che il Padre vostro lo sappia”.

L’uso di Gesù del termine “cada” in questo verso significa più della morte di un uccello. Il significato aramaico è, “posare a terra”. In altre parole, “cadere” qui indica ogni saltello fatto da un uccellino.

Cristo ci sta dicendo, “L’occhio del Padre vostro è sui passeri non solo quando muoiono, ma anche quando si posano a terra. Mentre un passero impara a volare, esso cade dal nido e inizia a saltellare a terra. Dio vede ogni sua singola difficoltà e si preoccupa di ogni dettaglio della sua vita”.

Gesù poi aggiunge, “Non temete dunque; voi siete da più di molti passeri” (Matteo 10:31). In effetti stava dicendo, “Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati” (10:30). Per dirla con parole semplici, Colui che ha creato e ha contato tutte le stelle – che ha monitorato ogni azione dell’Impero Romano e che mantiene le galassie in orbita – ha il Suo sguardo fisso su di te. E. Gesù chiede, “Non vali tu molto di più per Lui?”

lunedì 26 maggio 2014

SEI STATO BENEDETTO PER ESSERE UNA BENEDIZIONE by Gary Wilkerson

“Ed egli disse loro una parabola: ‘La tenuta di un uomo ricco diede un abbondante raccolto’” (Luca 12:16).

Dio è un Padre generoso e pieno di grazia, che ama elargire doni ai Suoi figli. Ma voglio mostrarti il contrasto che troviamo qui, perché questa storia prende una brutta piega. Il verso 17 dice, “Ed egli [l’uomo ricco] ragionava fra sé”.

Dio inizia a benedire e tu inizi a ragionare fra te stesso, “Cosa ne farò di tutto questo? Dove andrò ora?” Questo processo mentale ti condurrà sulla strada sbagliata e solitamente conduce all’egoismo. In Genesi 26, leggiamo d’Isacco, che chiese sapientemente al Signore cosa avrebbe dovuto fare delle sue risorse, al contrario di questo stolto ricco di cui Gesù parla.

Quando iniziamo a ragionare fra noi stessi, perdiamo il discernimento dello Spirito Santo. Quando iniziamo a pensare a cosa desideriamo, ci allontaniamo – e ciò è esattamente quanto accadde a quest’uomo ricco. Osserva il linguaggio: “Che farò, perché non ho posto dove riporre i miei raccolti?” (Luca 12:17).

Di chi sono quei raccolti? Essi appartenevano a Dio. Così, quest’uomo stava diventando egoista. Egli stava iniziando a vedere questo dono di Dio, tutti i suoi talenti e le sue relazioni, come cose da poter usare per il proprio beneficio ed egoismo, e questi pensieri iniziarono a permeare ogni singola fibra del suo essere.

“E disse: "Questo farò, demolirò i miei granai e ne costruirò di più grandi, dove riporrò tutti i miei raccolti e i miei beni, poi dirò all'anima mia: Anima, tu hai molti beni riposti per molti anni; riposati, mangia, bevi e godi”” (Luca 12:18-19).

Il problema di alcuni tipi d’insegnamento sulla benedizione di Dio non è la realtà per cui Dio voglia benedire, ma il motivo per cui Dio lo vuole fare. È forse la benedizione di Dio tutta per me? Serve forse affinché io la ammassi per me stesso? Serve a creare per me stesso il mondo di bambagia che ho sempre desiderato?

Tu sei stato benedetto! Sin dal momento in cui Dio ha stretto un patto di benedizione con l’umanità, tu sei stata benedetta per essere una benedizione, Chiesa.

Lo ripeto. Sei stato benedetto per essere una benedizione!

sabato 24 maggio 2014

SANTA DISPERAZIONE by Carter Conlon

Te ed io viviamo in ciò che io chiamo “l'ora della santa disperazione”.

La nostra società sta degenerando molto rapidamente e si verificano crimini terribili così spesso che ormai ci siamo abituati a tutto questo. L'anormale sta diventando normale; ciò che è male sta diventando bene. Se ti guardi intorno forse ti chiederai, “come posso adattarmi ai tempi? Cosa può fare Dio attraverso la mia vita? E poiché sono queste le mie preghiere e so anche che esse sono nella Sua volontà, se Lui ha intenzione di operare, perché non mi ha ancora risposto?

Per affrontare alcune di queste domande, diamo uno sguardo al passato quando in un altro periodo della storia giunse su una nazione un periodo di disperazione. In Primo Samuele si parla di una stagione in cui mancava una parola chiara o una visione. Il sacerdote che si supponeva rappresentasse Dio era profondamente compromesso (leggere 1 Samuele 2:22-24, 3:1). Il carattere di Dio, lo scopo ed il pensiero erano nascosti alla gente, lasciandoli così senza risposte alle domande dei loro cuori: “cosa sta accadendo alla nostra società? Dove stiamo andando?”

Questa situazione era molto simile ai giorni che stiamo vivendo oggi, giorni in cui sembra che la presenza di Dio—il Suo potere ed il Suo aiuto, che abbiamo conosciuto attraverso la storia—sia improvvisamente svanito. Sembra che i nemici di Dio stiano prevalendo, imponendoci quando possiamo pregare, cosa possiamo insegnare ai nostri bambini, cos'è giusto e cos'è sbagliato. E come risultato, un profondo grido si comincia a formare nel cuore della gente.

Il salmo 107 parla di queste stagioni di santa disperazione che si sono verificate nella storia. Il salmista descrive la gente che andava errando, affamata e senza forze. Fu un periodo segnato dall'insensata manipolazione della verità di Dio. Ma è in questi momenti di disperazione che tutta la popolazione comincia a gridare a Dio, così come sta per succedere ai giorni nostri. C'è un grido che si eleva in questa generazione—un grido che non necessariamente viene udito dall'orecchio naturale, ma che l'orecchio di Dio può sentire. Come successe al tempo di Mosè, quando disse: “Ho udito il grido del Mio popolo e sono sceso per liberarlo” (leggere Esodo 3:7-8). In altre parole, Io ho udito i loro lamenti di disperazione. Oggi il Signore è in grado di udire il grido di coloro ai quali sono stati infranti i sogni, il grido dei genitori che hanno visto i loro figli perdersi, il grido di coloro che si chiedono: “cosa ci sta succedendo?”

“Ho certamente visto l'afflizione del mio popolo... e ho udito il suo grido” (Esodo 3:7).


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Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 dietro invito del pastore fondatore, David Wilkerson, diventando pastore Senior nel 2001. Un forte e compassionevole leader che è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 23 maggio 2014

HAI BISOGNO DELLO SPIRITO SANTO

Per poter essere un buon soldato nel servizio al nostro Signore Gesù Cristo, non basta solo essere salvati. C’è molto di più per te: hai bisogno di essere battezzato nello Spirito Santo!

Ai tempi di Paolo, alcuni credenti non sapevano nemmeno che esistesse uno Spirito Santo. “«Avete ricevuto lo Spirito Santo, quando avete creduto?». Quelli gli risposero: «Non abbiamo neppure udito che vi sia uno Spirito Santo»” (Atti 19:2). Questa gente era salvata, ma è evidente che non fossero ripieni di Spirito Santo.

Credo che siamo salvati attraverso la potenza e il ministero dello Spirito Santo. Ma la Scrittura ci dice che, oltre a ciò, esiste un battesimo, un riempimento compiuto dallo Spirito Santo.

Gesù non mandò i Suoi discepoli nel mondo finché non fossero stati battezzato nello Spirito Santo. I discepoli avevano cuori puri e fede per guarire i malati ed erano testimoni della Sua resurrezione. Erano persino disposti a morire per Gesù, cos’altro avrebbe potuto esserci?

Evidentemente c’era di più! “Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all'estremità della terra” (Atti 1:8).

Vuoi davvero lo Spirito Santo? Devi essere convinto che sia anche per te. Devi giungere a capire di non essere nulla, di non avere nulla e di non poter fare nulla senza la potenza e la guida dello Spirito Santo.

Ogni ora del giorno, migliaia di persone in tutto il mondo leggono questa promessa nella Bibbia o ne sentono predicare. Così, gridano in preghiera e vengono battezzate nello Spirito Santo.

“E avverrà negli ultimi giorni, dice Dio, che spanderò del mio Spirito sopra ogni carne…In quei giorni spanderò del mio Spirito (Atti 2:17-18). Egli è tuo, se lo chiederai: “Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono” (Luca 11:13).

giovedì 22 maggio 2014

UN’ANCORA NELLA TEMPESTA

“Questa speranza che noi abbiamo è come un'àncora sicura e ferma della nostra vita, e che penetra fin nell'interno del velo” (Ebrei 6:19).

L’ancora della nostra vita a cui questo passo della Scrittura fa riferimento è la speranza. Non si tratta della speranza del malvagio mondo in cui viviamo, ma della speranza che si fonda sulla promessa divina di custodire, benedire e regnare su coloro che confidano in Lui. La speranza biblica non è un illusione o un atteggiamento ottimista; piuttosto, è un’attesa fiduciosa basata sulla certezza della Parola di Dio per cui, come Egli ci ha ancorati nel passato, continuerà a farlo nel futuro.

Questa sola speranza è la nostra ancora nelle tempeste che si stanno abbattendo sulla terra in questo momento. Lo scrittore agli Ebrei esorta, “Affinché non diventiate pigri, ma siate imitatori di coloro che mediante fede e pazienza ereditano le promesse” (Ebrei 6:12).

Dio ha fatto un giuramento agli “eredi della promessa” – tutti coloro che sono in Cristo. Egli ha fatto questo giuramento per porre fine ad ogni lotta – ogni dubbio – affinché “avessimo un grande incoraggiamento noi, che abbiamo cercato rifugio nell'afferrare saldamente la speranza che ci è stata messa davanti” (Ebrei 6:18).

Ecco la nostra speranza: Dio ha giurato di adempiere le Sue promesse ed è impossibile che Dio menta!

Egli mantenne la Sua parola con Abrahamo ed Egli manterrà la Sua parola con te, se confiderai in Lui. Abbiamo bisogno di un grande incoraggiamento in questi tempi avversi.

Quando, alla fine, tutto sarà stato detto e fatto – e ogni sermone sulla speranza sarà stato predicato – tutto si ridurrà a questo: siamo disposti ad affidare tutto nelle Sue mani – riposare nella Sua parola – e restare fermi senza vacillare nell’amore di Dio, pienamente persuasi che le Sue promesse per noi si adempiranno?

“Non gettate via dunque la vostra franchezza, alla quale è riservata una grande ricompensa. Avete infatti bisogno di perseveranza affinché, fatta la volontà di Dio, otteniate ciò che vi è stato promesso” (Ebrei 10:35-36).

mercoledì 21 maggio 2014

LA MISERICORDIA DI DIO

In Atti 9 vediamo un uomo di nome Saulo da Tarso, uno degli uomini più religiosi che sia mai esistito, viaggiare verso Damasco. Perché compiva quel viaggio?

Saulo era talmente pieno d’odio verso Gesù da perseguitare con determinazione la chiesa di Dio, persino al di fuori del territorio giudaico. Così si trovava sulla via di Damasco, cercando di distruggere il popolo del Signore.

“Saulo intanto, spirando ancora minacce e strage contro i discepoli del Signore, si recò dal sommo sacerdote, e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco affinché, se avesse trovato alcun seguace della Via, uomini o donne, li potesse condurre legati a Gerusalemme” (Atti 9:1-2).

Considera l’intervento divino verso quest’uomo che in seguito divenne il più grande evangelista cristiano mai esistito. All’improvviso una luce folgorante dal cielo risplendette intorno a lui: “Mentre era in cammino e si avvicinava a Damasco, all'improvviso una luce dal cielo gli folgorò d'intorno. E, caduto a terra…” (Atti 9:3-4). Saulo in seguito dirà, “Fratelli, fino a questo giorno, io mi sono comportato davanti a Dio in perfetta buona coscienza” (Atti 23:1).

Qual era lo scopo di quella luca folgorante? Confondere Saulo? Farlo sentire in colpa e sotto condanna? Distruggerlo? Dichiarare ira e giudizio su di lui? No – era di annunciare che la sua iniquità era perdonata e i suoi peccati coperti.
Immaginiamo Saulo prostrato davanti a quella luce splendente mentre sente la voce di Gesù. Invece di sentire una condanna da un Dio santo per il cammino sul quale si trovava, udì le incredibili parole, “Io sono Gesù che tu perseguiti!” Non c’era nemmeno una parola sul modo malvagio in cui Saulo viveva – la persecuzione e le minacce. Perché? Perché Colui che egli perseguitava era il suo più grande Amico.
Amato, questo stesso Gesù ci offre la stessa misericordia. Meritevoli di giudizio, lo sentiamo dire, “Io sono Gesù, il tuo Redentore”.

Ringrazialo oggi per la misericordia che ti ha mostrato.

martedì 20 maggio 2014

IL BACIO DEL PADRE

V’è una grande benedizione che diventa nostra quando ci viene concesso di sedere nei luoghi celesti. Qual è questa benedizione? È il privilegio dell’accettazione: “Egli ci ha grandemente favoriti nell'amato suo Figlio” (Efesini 1:6). L’uso che Paolo fa del termine accettato, utilizzato nella versione inglese (ndt), in questo verso viene tradotto come, “Dio ci ha grandemente favoriti. Noi siamo molto speciali per Lui perché, in Cristo, troviamo il nostro posto”.

Poiché Dio ha accettato il sacrificio di Cristo, ora Egli vede un solo uomo – Cristo – e coloro che sono a Lui legati per fede. La nostra carne è morta agli occhi di Dio. In che modo? Gesù s’è sbarazzato della nostra vecchia natura alla croce, quindi ora, quando Dio ci guarda, Egli vede soltanto Cristo. In cambio, dobbiamo imparare a vederci come Dio ci vede. Ciò significa non concentrarci solo sui nostri peccato e le nostre debolezze, ma sulla vittoria che Cristo ha ottenuto per noi alla croce.

La parabola del figlio prodigo (Luca 15:11-31) fornisce un’illustrazione potente dell’accettazione che giunge quanto riceviamo una posizione celeste in Cristo. Conosci la storia: un giovane prese la propria eredità dal padre e la sperperò in una vita peccaminosa. Poi, una volta arrivato alla bancarotta – moralmente, emotivamente e fisicamente – il figlio pensò al padre e si convinse di aver perso ogni favore al suo cospetto.

La Scrittura ci dice che questo giovane spezzato era pieno di dolore per il suo peccato e gridò, “Sono indegno. Ho peccato contro cielo”. Ma poi il figlio prodigo si disse, “Mi leverò e andrò da mio padre” (verso 18). Nel fare ciò, stava esercitando la sua benedizione di libero accesso. Riesci a capire cosa significhi? Il figlio prodigo si era convertito dal suo peccato e ritornava alla porta aperta che il padre gli aveva promesso. Stava camminando nel ravvedimento e si stava appropriando del libero accesso.

Che cosa accadde al figlio prodigo? “Mentre era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione; corse, gli si gettò al collo e lo baciò” (Luca 15:20). Che scena meravigliosa. Il figlio peccatore era stato perdonato, abbracciato e amato dal padre, senza alcuna ira o condanna. Quando ricevette il bacio del padre, seppe di essere stato accettato.

sabato 17 maggio 2014

TRASFORMATO PER IL TRIONFO by Claude Houde

Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano. Ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai ritornato, conferma i tuoi fratelli” (Luca 22:31-32).

Gesù fissò il Suo sguardo profetico su Pietro e vide qualcosa di terrificante. Egli vide che Pietro lo avrebbe rinnegato e avrebbe bestemmiato contro il Suo nome per provare che non aveva mai camminato con Cristo. Gesù intravide in un attimo l'immediato futuro, la trappola e l'intento satanico, mentre vide Pietro piangere amaramente, allontanarsi barcollando e abbandonare tutto per tornare alla sua barca da pesca. Pietro stava tornando alle reti del suo passato, in uno stato di profonda rassegnazione e disperazione. Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano. Ma io ho pregato per te.

Gesù vide l'oscura minaccia, demoniaca, pericolosa e distruttiva dirigersi su Pietro. Egli vede e sa ciò che potrebbe distruggerci. Egli è l'Alfa e l'Omega, la prima e l'ultima pagina della nostra esistenza. Egli non è mai scioccato o disgustato dai nostri sbagli, i nostri segreti ed i nostri fallimenti. Egli non va mai ad indagare su di noi. Egli sa tutto, è tutto amore e non getta mai la spugna con noi e col nostro futuro.

Gesù non è ingenuo come una “madre” dolce che a volte è accecata da un amore irreale che le fa perdere tutta la lucidità e l'obiettività sul suo “bambino”. No, al contrario, Gesù ha la capacità divina e redentrice di vedere in modo chiaro la peggiore minaccia per la vita di Pietro. Allo stesso tempo però ha anche la capacità di pregare per lui e di prevedere in modo soprannaturale, per mezzo dello Spirito Santo su di Lui, che circa cinquanta giorni dopo, durante i giorni di Pentecoste, Pietro sarebbe stato in mezzo ad una folla agitata e tumultuosa a pronunciare parole che avrebbero dato letteralmente inizio alla Chiesa! “E tu, quando sarai ritornato, conferma i tuoi fratelli”.

Gesù stava anche vedendo Pietro trasformato per il trionfo—dal pianto alla lode; dal rinnegamento alla liberazione; dalla debolezza alla fede; dalla blasfemia alla benedizione; dalla rovina al risveglio—e quasi morto all'autorità ed al destino. È così che Gesù ti vede! Egli non vede mai solo ciò che sei stato o che sei adesso, Egli vede ciò che puoi diventare attraverso la fede in Lui. Egli sa ciò che è stato preparato per te nel regno invisibile. Egli vuole che impariamo a vedere noi stessi, ma anche gli altri, attraverso la dimensione della fede.


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Claude Houde, pastore della Eglise Nouvelle Vie (Chiesa della Nuova Vita) a Montreal, Canada, è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo. Sotto la sua guida La Chiesa della Nuova Vita è cresciuta da poche persone a più di 3500 in una parte del Canada dove le chiese Pentecostali hanno da sempre avuto poco successo.

venerdì 16 maggio 2014

SII RIPIENO DI SPIRITO SANTO!

Sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, lo Spirito Santo scendeva sulle persone nei modi più insoliti. Costoro iniziavano a lodarlo – in nuove lingue, mentre lo Spirito Santo prendeva il controllo assoluto!

Alla Pentecoste Egli scese con un vento forte e impetuoso. Cadde il fuoco! Quando lo Spirito Santo scende, ogni cosa viene scossa. “E, dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano radunati tremò; e furono tutti ripieni di Spirito Santo, e annunziavano la parola di Dio con franchezza” (Atti 4:31).

Giovanni Battista predicò, “Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, al quale io non sono neppure degno di sciogliere il legaccio dei sandali; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco” (Luca 3:16).

Amato, la Bibbia parla molto chiaramente: quando Gesù viene a te, Egli desidera battezzarti con lo Spirito Santo e col fuoco! Lo Spirito Santo porta fuoco – un amore ardente e consumante per Gesù. Perché così tanti credenti sono caldi un minuto e freddi quello dopo, mai veramente arresi, mai soddisfatti? Forse perché si rifiutano di permettere a Gesù di battezzarli con lo Spirito Santo?

“E quando sarà venuto [lo Spirito Santo], egli convincerà il mondo di peccato” (Giovanni 16:8). Può essere che questi credenti non siano convinti perché lo Spirito Santo non è stato ancora invitato a prendere il Suo legittimo posto in loro? Egli è il filo a piombo di Dio. Qualsiasi cosa non sia all’altezza di Cristo, Egli la rivela – e ci convince e ci fortifica per essere conformi alla Sua Parola! In effetti, Egli diviene il nostro Consolatore in questo, perché, mentre ci convince di peccato, Egli ci fortifica per abbandonarlo. Questa è vera consolazione!

Lo Spirito Santo non ti farà mai fare niente di stupido, ma potrebbe scendere su di te in un modo tale che i peccatori penseranno che sei ubriaco. Egli non è benvenuto in molte chiese perché Lo si considera troppo rumoroso, troppo sconvolgente, troppo imprevedibile!

giovedì 15 maggio 2014

CONTENTI DI TROPPO POCO!

Dio ha così tanto da volerti dare. Il Suo desiderio è quello di “aprire le cateratte del cielo e riversare su di voi tanta benedizione, che non avrete spazio sufficiente ove riporla” (Malachia 3:10). Egli è lì in un deposito pieno e dice, “Io sono un Dio generoso – ma così pochi ricevono da Me. Non lasciano che io sia Dio per loro!”

Certo, dobbiamo ringraziare Dio per tutto ciò che già ha fatto e ci ha donato. Tuttavia, non dobbiamo essere contenti di quanto pensiamo sia tanto! Molti cristiani sono soddisfatti di sedere in una chiesa ed essere benedetti dalla presenza di Dio. Tali persone non sono niente di più che delle “spugne soddisfatte” che assorbono tutto – ma limitano Dio nella loro vita, quando invece Lui vuole ungerle per il servizio.

Quando i discepoli si meravigliavano dei miracoli di Cristo, Gesù rispose, “Dio ha un’opera ancora maggiore per voi!” La maggior parte di noi sono come i discepoli. Vediamo un miracolo e siamo contenti di parlarne per il resto della nostra vita. Tuttavia, se davvero conoscessimo Dio e lasciassimo che Lui sia Dio per noi, Gli chiederemmo molto di più.
  • Raggiungeremmo i luoghi celesti per fede, credendo che Dio possa rimuovere i leader corrotti nelle agenzie locali, statali e federali. Abbatteremmo principati e potestà, come ha detto Dio! 
  • Crederemmo che Dio ci aiuterà a saturare la nostra città dell’evangelo di Gesù Cristo. Prenderemmo una posizione di fede contro ogni arma fabbricata contro di noi, e distruggeremmo le fortezze sataniche nelle nostre famiglie e nelle nostre chiese. 
La nostra visione sarebbe illimitata. Crederemmo che Dio possa compiere cose ancora maggiori per il Suo regno!

“Or a colui che può, secondo la potenza che opera in noi, fare smisuratamente al di là di quanto chiediamo o pensiamo, a lui sia la gloria nella chiesa in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli” (Efesini 3:20-21).

mercoledì 14 maggio 2014

CONOSCERE LA SUA VOCE

“Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono” (Giovanni 10:27).

Coloro che davvero conoscono Dio hanno imparato a riconoscere la Sua voce al di sopra di tutte le altre. Egli vuole che tu sia assolutamente convinto che Lui desideri parlarti – dirti cose che non hai mai visto o sentito prima.

Credo che siano richieste tre cose da coloro che desiderano udire la voce di Dio:
  1. Una certezza incrollabile che Dio voglia parlarti. Devi essere pienamente persuaso e convinto di ciò. Infatti, Egli è un Dio che parla – e vuole che tu conosca la Sua voce per poter fare la Sua volontà. Ciò che Dio ti dirà non andrà mai al di là dei confini della Scrittura. 
  2. Tempo di qualità e tranquillità. Devi essere disposto a chiuderti in una stanza con Dio e lasciare che ogni altra voce svanisca. Sì, Dio ci parla durante tutta la giornata. Ma ogni volta che ha voluto edificare qualcosa di significativo nella mia vita, la Sua voce è giunta solo dopo che ho azzittito ogni altra voce, tranne la Sua. 
  3. Chiedi in fede. Noi non otteniamo nulla da Dio (incluso l’udire la Sua voce) se non crediamo veramente che Egli sia in grado di comunicare a noi la Sua mente – renderci capaci di comprendere la Sua perfetta volontà! 
Dio non è un burlone! Egli non permetterà che il nemico t’inganni. Quando Dio parla, segue la pace e Satana non può contraffare quella pace!
“Ma chi entra per la porta è il pastore delle pecore. A lui apre il portinaio; le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le sue pecore per nome e le conduce fuori. E, quando ha fatto uscire le sue pecore, va davanti a loro; e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Non seguiranno però alcun estraneo, ma fuggiranno lontano da lui, perché non conoscono la voce degli estranei” (Giovanni 10:2-5).

martedì 13 maggio 2014

LODARE DIO PER LA SUA BONTÀ

“Mediterò sul glorioso splendore della tua maestà e sulle tue meravigliose opere. Essi parleranno della potenza delle tue tremende opere, e io racconterò la tua grandezza. Essi proclameranno il ricordo della tua grande bontà e canteranno con gioia la tua giustizia” (Salmo 145:5-7). Il termine tremende utilizzato qui significa che i Suoi atti sono talmente grandi da causare stupore e tremore.

Non possiamo negare che Dio richieda di lodarlo in tutta la Sua eccellenza, ma siamo chiamati soprattutto a lodarlo per la Sua bontà.

Nota che il salmista insiste sull’abbondanza della lode nel ricordare la bontà del Padre. Era normale per Davide cantare queste lodi come espressioni sontuose, come a far sgorgare la lode come acqua che scorre da una fonte.

Nel Salmo 107:8-9, Davide scrive, “Celebrino l'Eterno per la sua benignità e per le sue meraviglie in favore dei figli degli uomini. Poiché egli ha saziato l'anima assetata e ha ricolmato di beni l'anima affamata”.

Tale verità del lodare Dio per la Sua bontà passata ha colpito una corda del mio cuore e sono stato mosso a fare come Davide. Siamo chiamati a celebrare la Sua bontà!

Amato, guarda indietro, al passato, e ricorda quanto il Signore è stato buono con te. Medita sulle Sue compassioni che non vengono mai meno nel sostenerti. Io trovo diletto nel lodare Dio per ogni cosa, ma soprattutto per la Sua bontà. Non solo per la Sua bontà passata, ma per quella che vedo quotidianamente – il bene che vedo tutt’intorno a me nel presente.
“Per certo beni e benignità mi accompagneranno tutti i giorni della mia vita; e io abiterò nella casa dell'Eterno per lunghi giorni” (Salmo 23:6).

lunedì 12 maggio 2014

TU SEI BENEDETTO by Gary Wilkerson

“Or ci fu una carestia nel paese, oltre la precedente carestia” (Genesi 26:1). Se sei un agricoltore e tutto il tuo sostentamento dipende dal raccolto, non vuoi sentire di una carestia nel paese. Né tantomeno vuoi sentire “…oltre la precedente carestia”.

Questo era ciò che stava affrontando Isacco. Suo padre aveva attraversato una carestia e ora lui ne stava attraversando una seconda. Probabilmente ricordava quanto fosse stata difficile la prima e c’era preoccupazione nel suo cuore.

La Bibbia dice qualcosa d’interessante: “Poi Isacco andò da Abimelek, re dei Filistei a Gherar. Allora l'Eterno gli apparve e gli disse: «Non scendere in Egitto; rimani nel paese che io ti dirò. Soggiorna in questo paese e io sarò con te e ti benedirò, perché io darò a te e alla tua discendenza tutti questi paesi, e manterrò il giuramento che feci ad Abrahamo tuo padre, e moltiplicherò la tua discendenza come le stelle del cielo; darò alla tua discendenza tutti questi paesi, e tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua discendenza, perché Abrahamo ubbidì alla mia voce e osservò i miei ordini, i miei comandamenti, i miei statuti e le mie leggi” (Genesi 26:1-5).

Un termine chiave nel verso 5 è ubbidì. Abrahamo obbedì al Signore e lo stesso fece Isacco. In effetti, Isacco qui stava gloriosamente ubbidendo a Dio. Voglio dirlo quanto più chiaramente possibile – quando ubbidisci a Dio, il risultato è la Sua benedizione. Siete salvati per grazia eppure siete chiamati da Dio ad essere un popolo obbediente.

Quando fai un passo di fede e dici, “Dio, è dura, non sono sicuro di poterlo fare, ma ubbidirò”, allora le finestre del cielo si apriranno per te.

Non importa cosa Dio ti chieda di fare, obbediscigli. Se ti dice di donare, obbediscigli. Se ti dice di andare, obbediscigli. Non vivere secondo ciò che tu vuoi fare: vivi secondo ciò che Dio vuole che tu faccia e scoprirai tante benedizioni giungere a te, su te e intorno a te.

sabato 10 maggio 2014

ISTRUZIONI SULLA VITA DELLA CHIESA by Jim Cymbala

La più chiara istruzione in merito alla vita della chiesa ci viene data da Paolo quando dice al giovane Timoteo come procedere. “Esorto dunque, prima di ogni altra cosa, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini” (1 Timoteo 2:1).

Più avanti nello stesso capitolo (verso 8) Paolo dice: “Io voglio dunque che gli uomini preghino in ogni luogo, alzando mani pure, senza ira e senza dispute”. Questo è un segno distintivo della chiesa di Cristo.

Il libro dell'Apocalisse dice che quando i ventiquattro anziani cadranno ai piedi di Gesù, ognuno di loro avrà una coppa d'oro—e sai cosa c'è dentro quelle coppe? Cos'è questo incenso che è così profumato per Cristo? “Le preghiere dei santi” (Apocalisse 5:8).

Immaginalo solamente . . . te ed io inginocchiati, in piedi o seduti a pregare, con il cuore aperto davanti a Dio—ciò che diciamo è così prezioso per Lui che lo custodisce come un tesoro.

Conosci una chiesa nella tua città che, consapevole della grande importanza della preghiera e del fatto che Gesù stesso definisca la preghiera il fulcro della Sua chiesa, si riunisce una sera alla settimana per concentrarsi nella preghiera . . . con tutti i leader lì presenti?

Per quanto mi riguarda, ho deciso che il nostro incontro di preghiera del martedì sera è così fondamentale che cerco di non essere fuori città per due martedì di seguito. Se questo significa dover rifiutare certi inviti a predicare, così sia. Perché dovrei preferire di essere altrove?

Nella Bibbia sono presenti tutte queste promesse:

“Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto” (Matteo 7:7).

“Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore” (Geremia 29:13).

“...non avete, perché non domandate” (Giacomo 4:2).

Non è forse tempo di dire: “Stop! Vogliamo pregare, perché Dio ha detto che quando preghiamo, Egli interviene”.


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Jim Cymbala fondò la Brooklyn Tabernacle con meno di venti membri in un piccolo edificio situato in una zona molto difficile della città. Originario di Brooklyn, è un vecchio amico di David e Gary Wilkerson e assiduo relatore alle conferenze della Expect Church Leadership sponsorizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 9 maggio 2014

DIO NON TI HA BYPASSATO

Uno dei più grandi pesi che io ho come pastore è: “oh Dio come posso portare speranza e conforto ai credenti che stanno sopportando un grande dolore e una grande sofferenza? Dammi un messaggio che possa cancellare il loro dubbio e la loro paura. Dammi quella verità in grado di asciugare le lacrime di chi è aggravato e che possa mettere un canto nelle labbra di chi ha perso ogni speranza”.

Il messaggio che mi giunge dallo Spirito Santo per il popolo di Dio è molto semplice: “vai alla mia parola e confida nelle mie promesse, rigetta i tuoi sentimenti di dubbio”. La speranza nasce dalle promesse di Dio.

Di recente ho ricevuto una lettera che contiene una stupenda illustrazione di tutto questo. Arriva da una madre che scrive: “mia figlia di sedici anni ha una degenerazione fisica dei muscoli, legamenti e giunture e prova un dolore estremo ventiquattro ore al giorno. Era una ballerina e non vedeva l'ora di andare alla Juilliard a New York. Ma i suoi sogni vennero fatti a brandelli quando fu colpita da questa malattia. Il dottore disse che su una scala da 1 a 10 il suo dolore è 14 . La quantità di sedativi di cui ha bisogno affinché facciano effetto per lei distruggerebbero i suoi reni, quindi non può prendere medicine”.

Di fronte a tutto questo, in mezzo all'incessante agitazione di corpo e anima, questa madre e sua figlia testimoniano che hanno messo la loro speranza nella Parola di Dio e che Egli ha messo dentro di loro un'inspiegabile pace.

Ha forse il nemico tentato di dirti che Dio ti ha bypassato? Sei stato tentato a concludere che il Signore non è con te? Hai quasi smesso di aver fede? Metti la tua speranza nella parola del Signore: “Io non ti lascerò e non ti abbandonerò” (Ebrei 13:5).

“L'Eterno sarà un rifugio inespugnabile per l'oppresso, un rifugio inespugnabile in tempi di distretta. E quelli che conoscono il tuo nome confideranno in te, perché tu, o Eterno, non abbandoni quelli che ti cercano.” (Salmo 9:9-10).

giovedì 8 maggio 2014

LE BENEDIZIONI ECCELLENTI

“Poiché tu gli sei venuto incontro con benedizioni eccellenti, gli hai posto in capo una corona d'oro finissimo.” (Salmo 21:3). Ad un primo sguardo, questo verso di Davide è un po' misterioso. La parola della versione Inglese “prevent”, tradotta “venuto in contro” in realtà è sinonimo di ostacolo, e non ha nulla a che fare con benedizione. Una traduzione più moderna potrebbe essere: “il Signore provvide anticipatamente Davide con benedizioni eccellenti”.

La parola biblica in questione ha un significato completamente differente. Infatti vuol dire: “anticipare, precedere, prevedere e soddisfare in anticipo, pagare un debito prima che sia dovuto”. Inoltre, in quasi ogni esempio, essa implica qualcosa di piacevole.

Isaia ci lascia dare una veloce occhiata a questa tipologia di piacere quando spiega che Dio anticipa i nostri bisogni e li soddisfa in anticipo. “E avverrà che prima che mi invochino io risponderò, staranno ancora parlando che io li esaudirò” (Isaia 65:24).

Questo verso ci fornisce un'incredibile immagine dell'amore che il nostro Signore ha per noi. Evidentemente Egli è così ansioso di benedirci, così pronto a intervenire amorevolmente nelle nostre vite, che non può aspettare che noi Gli diciamo i nostri bisogni. Egli viene a noi e compie atti di misericordia, grazia ed amore prima che glielo chiediamo—e ciò è per Lui un piacere supremo.

Ecco cosa intendeva Davide nel Salmo 21: “Signore, tu hai elargito benedizioni ed amore su me che io non avevo nemmeno chiesto. Tu offri più di quanto io possa mai immaginare di chiedere”.

Davide si riferiva ad alcune opere meravigliose che Dio aveva fatto per lui nel regno spirituale. Fu qualcosa che diede a Davide risposte a pregare, potenza in abbondanza, vittoria sui suoi nemici ed una gioia inspiegabile. Dio fece tutto questo prima che Davide si mettesse a pregare e aprisse il suo cuore o presentasse le sue richieste. Una volta che Davide finì di aprire a Dio il suo cuore, egli scoprì che Dio aveva già provveduto a sconfiggere i suoi nemici. La vittoria di Davide venne assicurata prima che egli potesse recarsi al campo di battaglia!

mercoledì 7 maggio 2014

IL VELO SARÀ RIMOSSO

Paolo descrive un cambiamento che dovrà avvenire prima che ogni altro cambiamento sia possibile:

"Avendo dunque questa speranza, usiamo una grande franchezza nel parlare, e non facciamo come Mosè, che si metteva un velo sul proprio volto, affinché i figli d'Israele non fissassero il loro sguardo sulla fine di ciò che doveva essere annullato. Ma le loro menti sono diventate ottuse; infatti, nella lettura dell'antico patto lo stesso velo rimane senza essere rimosso, perché il velo viene annullato in Cristo. Anzi fino ad oggi, quando si legge Mosè un velo rimane sul loro cuore. Ma quando Israele si sarà convertito al Signore, il velo sarà rimosso” (2 Corinzi 3:12-16).

In questo passaggio, Paolo sta parlando innanzitutto riguardo alla cecità d'Israele, il quale non riconosce Gesù come il Messia. Ma sta parlando anche di un principio che si applica a tutte le persone, Giudei o Gentili. Egli sta parlando della cecità nei confronti della verità biblica. Nota il verso 14: “Ma le loro menti sono diventate ottuse”.

Non mi fraintendete, le persone alla quali Paolo scrive erano sincere. Loro studiavano fedelmente i libri di Mosè, la Legge dei profeti, i salmi di Davide. Loro onoravano la Parola di Dio, insegnando da Essa e menzionandola liberamente. Ma c'era ancora un velo sopra i loro occhi.

Pensiamo che un velo spirituale copra gli occhi dei Giudei, Musulmani ed altri, rendendoli ciechi alla verità su Gesù. Ma c'è anche un velo che rende ciechi gli occhi di molti credenti. Essi leggono i chiari avvertimenti di Dio nella Scrittura, li ascoltano in prediche potenti—ma non ne vengono affatto colpiti. Infatti, continuano a fare le cose alle quali la parola di Dio ci dice di rinunciare.

Paolo dice che dobbiamo tornare al Signore prima che la nostra cecità venga rimossa. “Ma quando Israele si sarà convertito al Signore, il velo sarà rimosso” (2 Corinzi 3:16). La parola Greca che vuol dire convertirsi qui significa “invertire la direzione”. In breve, Paolo sta dicendo: “devi ammettere che la strada che hai intrapreso ti ha solo portato vuoto, rovina e disperazione”.

Se la tua vita è in una sorta di tumulto—se c'è qualcosa di terribilmente sbagliato e le cose cominciano a deteriorarsi—sai che dovrai cambiare rotta. Potresti pensare: “è mio marito che si trova in una brutta situazione. Aspetto che cambi”. Oppure, “mia moglie andrà in contro alla rovina se non cambia”. Oppure, “il mio capo sbaglia. Qualcosa deve cambiare in lui”. Vediamo chiaramente gli errori ed i misfatti degli altri, ma siamo ciechi al bisogno che noi stessi abbiamo di cambiare. Dobbiamo ammetterlo davanti a Dio, “sono io, Signore. Sono io che ho bisogno di cambiare. Ti prego, Padre, mostrami dove sbaglio”.

martedì 6 maggio 2014

RESISTERE E RINNOVARSI

Se chiedi ad un cristiano come combattere con il diavolo, probabilmente lui reciterà Giacomo 4:7: “resistete al diavolo ed egli fuggirà da voi.” Ma cosa intende Giacomo quando dice di resistere e come possiamo resistere al potere di Satana?

Quando sei solo con Dio in preghiera, sei completamente immune dai mezzi del diavolo. Dunque, corri verso il Suo trono con fede, invocaLo e resta sotto il potere del sangue di Cristo.

L'apostolo Giovanni scrive: “Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, per volare nel deserto nel suo luogo, dove essa è nutrita per un tempo” (Apocalisse 12:14). Io credo che le due ali d'aquila di cui parla Giovanni siano l'Antico e Nuovo Testamento della Parola di Dio. Quando il diavolo viene contro di noi, noi siamo in grado di volare sopra di lui sulle ali della Parola di Dio verso un luogo dove poter essere nutriti da Dio.

L'apostolo Paolo usa inoltre la parola nutrire, scrivendo: “nutrito nelle parole della fede e della buona dottrina” (1 Timoteo 4:6). La parola Greca che sta per nutrito qui vuol dire istruito. Paolo sta parlando dell'essere istruito nelle Scritture, essere a conoscenza della Parola di Dio.

Gesù è il nostro esempio qui. Quando Egli resistette alla tentazione con la parola di Dio, il diavolo fuggì. Perché? Perché la verità espose Satana, svergognandolo. In Ebrei è scritto che tutti coloro che hanno confidato nella parola di Dio “per fede vinsero regni, praticarono la giustizia, conseguirono le promesse, turarono le gole dei leoni” (Ebrei 11:33). Mettiamo a tacere le potenze dell'inferno stando fermi sulla parola di Dio.

Dunque, quando senti ruggire il leone, prostrati a faccia a terra davanti al Padre. Immergiti nella Sua Parola e le Sue ali d'aquila ti porteranno sopra ogni tentazione che sta per assalirti.

“Ma quelli che sperano nell'Eterno acquistano nuove forze, s'innalzano con ali come aquile, corrono senza stancarsi e camminano senza affaticarsi.” (Isaia 40:31).

lunedì 5 maggio 2014

STUPENDA GRAZIA by Gary Wilkerson

La grazia che Gesù dice verserà su noi non ha alcun parallelo nella storia del genere umano. La parola “grazia” è diventata tanto comune quanto la parola “preghiera” nella Bibbia. Diciamo tutti: “Oh si, io credo nella grazia. Certamente”. Cantiamo l'inno Io Vò Narrar (Amazing Grace) e si enfatizza la parola grazia, essendo unanimi nel pensare quanto sia la grazia stupenda, una cosa per la quale gioire.

Ma aspettate! La grazia non è solo questo! È più di quanto potremmo mai immaginare. Perché i nostri cuori non sono esuberanti nella lode o innamorati della grazia? Perché, da parte nostra, la grazia è stata minimizzata ed è diventata accettabile. È diventata normale, ordinaria, qualcosa di cui essere contenti.

Mentre parlo in merito a questa rivoluzionaria, immeritata grazia, questo dono di Dio che cambia il tuo cuore e produce frutto in te, molti di voi si staranno dicendo: “grazia... si... ma!” se sei fra questi, tu stai come a penzoloni nel regno del legalismo. Stai scappando dal regno della grazia e nel tentativo di farcela da solo stai cadendo in trappola.

Leggi ciò che Paolo dice ai Galati in merito a questo in Galati 3:1-3: “O Galati insensati! Chi vi ha ammaliati?... Questo solo desidero sapere da voi: avete ricevuto lo Spirito mediante le opere della legge o attraverso la predicazione della fede? Siete così insensati che, avendo cominciato nello Spirito, vorreste finire nella carne?”

Purtroppo, molti di noi dicono: “grazie Gesù, per la Tua grazia sulla croce. Quella grazia mi ha purificato e fatto ricominciare da zero. Grazie per questo nuovo inizio... adesso posso farcela da solo”.

Il problema è che non ce la puoi fare da solo. Molti si reputano offesi dalla grazia perché essa dice che non ce la possiamo fare da soli; ogni volta che proviamo falliamo miseramente.

Vuoi essere liberato oggi? Allora devi solo dire: “sono un fallimento quando agisco per conto mio; non posso osservare la legge di Dio da solo. Grazie a Dio per la Sua grazia!”

sabato 3 maggio 2014

UN INGREDIENTE FONDAMENTALE by Carter Conlon

Considera tutto ciò che Gesù dovette sopportare—lo scherno, le percosse, il finto processo, il rigetto da parte di coloro con cui Egli aveva condiviso il cammino e che aveva nutrito nel deserto. Pensa alla croce—la violenza e la furia dell'opposizione che Satana mandò nel suo tentativo di distruggere l'opera di Dio. Il nemico non sapeva affatto che in realtà stava fornendo l'ingrediente fondamentale per assicurare il successo della croce.

Secondo le scritture, “senza spargimento di sangue, non c'è perdono” (Ebrei 9:22). Coloro che si oppongono all'opera di Dio sono pane per noi. Ci fu bisogno di violenza, ci fu bisogno della croce, ci fu bisogno della morte. In 1 Corinzi 2:8 leggiamo che se i dominatori di questo mondo avessero saputo ciò che stavano facendo, non avrebbero mai crocifisso il Signore della gloria!

Ricordi quella volta in cui Pietro e Giovanni salirono al tempio presso la Porta Bella e presero lo zoppo per la mano—un uomo che aveva passato molti anni a chiedere l'elemosina mentre la folla religiosa gli passava accanto senza curarsene. Nessuno si preoccupò mai della sua impotenza, finché Pietro e Giovanni lo misero in piedi nel nome di Gesù e Dio lo guarì miracolosamente.

Amato, non avere paura dell'opposizione. È un ingrediente fondamentale per le nostre vite; è il nostro pane. Pietro e Giovanni vennero chiamati a comparire davanti al consiglio dei capi religiosi e vennero minacciati due volte. Dunque, quale fu il risultato di questa minaccia? “Rimessi quindi in libertà, vennero ai loro, e riferirono tutte le cose che i capi dei sacerdoti e gli anziani avevano dette. Udito ciò, essi alzarono concordi la voce a Dio, e dissero: «Signore, tu sei colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi»” (Atti 4:23-24).

Qui vediamo che quella opposizione diede il via ad un incontro di preghiera! Invece di cedere alle minacce, i discepoli piegarono le loro ginocchia davanti a Dio e cominciarono a pregare, “Adesso, Signore, considera le loro minacce, e concedi ai tuoi servi di annunziare la tua Parola in tutta franchezza, stendendo la tua mano per guarire, perché si facciano segni e prodigi mediante il nome del tuo santo servitore Gesù” (Atti 4:29-30). Fu la guarigione dello zoppo a portare tutti questi problemi su di loro, ecco quindi che i discepoli si rivolsero a Dio chiedengoGli di dar loro più coraggio, più potenza e concedere loro più miracoli di guarigione!

L'opposizione è pane per noi—ci manda alla presenza di Dio dove troviamo la fonte della nostra forza. Senza opposizione la chiesa diventa pigra e non si rivolge più a Dio, cominciando ad andare alla ricerca di un potere senza scopo—una formula per l'inganno spirituale.


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Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 dietro invito del pastore fondatore, David Wilkerson, diventando pastore Senior nel 2001. Un forte e compassionevole leader che è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 2 maggio 2014

QUANDO SENTI IL LEONE RUGGIRE

Quand’ero un giovane predicatore, non davo molto peso alla guerra spirituale. Pensavo che chiunque camminasse in vittoria non avrebbe avuto alcun problema contro il diavolo. Per me era solo un problema di resistergli. Ma presto scoprii un leone ruggente piombare sulle mie debolezze con tutta la sua forza e mi sentii impotente nell’ingaggiare battaglia contro di lui.

Troppo spesso vedo il diavolo fare la stessa cosa ad altri cristiani sinceri. Conosco tantissimi servi fedeli – gente pura di cuore, che cammina nella grazia – sopraffatti da ondate demoniache di confusione e disperazione.

Tali cristiani possono lavorare diligentemente per il Signore per anni. Poi, un giorno, Satana improvvisamente inietta pensieri accusatori nelle loro menti. Subito sono schiacciati da problemi terribili – tentazioni inaspettate, avarizia, depressione. Le loro prove sono così profonde, strane e misteriose che questi santi non hanno idea da dove provengano.

Credo ci sia una sola spiegazione: i loro problemi sono un violento attacco demoniaco. Volta dopo volta l’ho visto accadere a cristiani che crescono in maniera sorprendente. All’apice della loro crescita spirituale, Satana mette una vecchia seduzione sul loro cammino. Potrebbe trattarsi di un vecchio desiderio, qualcosa che pensavano di aver vinto anni fa. Ma ora, dopo anni di vittorie, si ritrovano a camminare su un filo, traballando sull’orlo di un’indulgenza che potrebbe ricondurli a un terribile legame.

Ho sperimentato questa fiumana. E migliaia di cristiani vi sono intrappolati proprio ora. Essi sono inondati da persecuzioni, attacchi fisici, oppressioni mentali, feroci tentazioni dall’inferno, amici che si rivoltano contro di loro come nemici. Satana ha determinato un assalto totale in questi ultimi giorni volto a spazzarci via nella totale disperazione.

Come possiamo resistere alla potenza di Satana? Giovanni ci offre la risposta in Apocalisse 12: “Ma essi l'hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello e per mezzo della parola della loro testimonianza” (verso 11). Quando senti il leone ruggire – quando la fiumana si abbatte e ti senti sopraffatto – corri nel luogo santissimo. Per fede, entra alla presenza stessa di Dio sul Suo trono, perché l’Agnello ha aperto una via per te, attraverso il Suo sangue.

“Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel santuario, in virtù del sangue di Gesù, che è la via recente e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne” (Ebrei 10:19-20).

giovedì 1 maggio 2014

EGLI NON POTÉ SCONFIGGERE IL FIGLIO DI DIO

“Poi apparve nel cielo un gran segno: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e i dolori del parto. Nel cielo apparve anche un altro segno: un gran dragone rosso che aveva sette teste e dieci corna, e sulle sue teste vi erano sette diademi. La sua coda trascinava dietro a sé la terza parte delle stelle del cielo e le gettò sulla terra; poi il dragone si fermò davanti alla donna che stava per partorire, per divorare suo figlio quando lo avesse partorito” (Apocalisse 12:1-4).

Satana sapeva che un’incredibile chiesa sarebbe sorta dal residuo veterotestamentario. Sarebbe stato un corpo glorioso, così il diavolo dichiarò guerra ancora una volta, pensando di poter dare battaglia sul suo territorio, la Terra.

Questo passo suggerisce che Satana sapesse di non poter toccare il figlio nel grembo di Maria, così si dispose a distruggere Cristo non appena fosse nato. Radunò tutte le sue forze demoniache intorno a Betlemme, mandando spiriti di inganno per accecare gli scribi, i sacerdoti e i farisei. Poi il suo stesso spirito s’impossessò del re Erode. Se Satana non poté uccidere Cristo, avrebbe usato un uomo pronto a farlo per lui.

Ma gli eserciti celesti degli angeli del Signore vegliavano sul bambino, così Satana non poté toccarlo. Il diavolo avrebbe dovuto aspettare altri trent’anni per cercare di distruggere Cristo. La sua prossima occasione si presentò all’inizio del ministero di Gesù, quando lo Spirito Santo dichiarò che Egli fosse il Messia. A quel punto, Satana condusse Cristo nel deserto per essere tentato, ma Gesù lo sconfisse anche in quella battaglia. Dio protesse ancora Suo Figlio, mandando degli angeli a ministrargli in quel momento di debolezza fisica.

Il diavolo avrebbe provato ancora una volta a distruggere Cristo. Stavolta dispose le sue forze per cercare di uccidere Gesù alla crocifissione e gettarlo nella tomba. Mandò spiriti demoniaci per incitare la folla, entrando nei corpi di sacerdoti, soldati, capi politici e falsi testimoni. Alla fine, Satana pensò, era giunto il suo momento di potere. Ora avrebbe ingaggiato una guerra totale!

Ma sapete il resto della storia: il giorno della resurrezione fu la sconfitta più umiliante per Satana. Quando Gesù ascese al cielo, fu per sempre libero dalla portata del diavolo. “E il figlio di lei fu rapito presso Dio e il suo trono” (Apocalisse 12:5). Tutto l’inferno tremò perché Satana aveva perso di nuovo. Anche usando tutta la sua potenza, non riuscì comunque a sconfiggere il Figlio di Dio.