mercoledì 30 aprile 2014

NON CEDERE A SATANA NEMMENO UN CENTIMETRO DI TERRA

Gesù disse ai Suoi discepoli, “Viene il principe di questo mondo e non ha nulla in me” (Giovanni 14:30). In pratica, stava dicendo, “Quando Satana viene a Me, non riesce a trovare alcun luogo a cui potersi appigliare. Sono completamente sotto l’autorità di Mio Padre”.

Allo stesso modo, Satana non può entrare nel corpo o nello spirito di un credente la cui vita è completamente sottomessa alla Parola di Dio. Deve ricevere un posto per potersi guadagnare un appiglio. E ciò accade solo quando una persona trattiene “parte del prezzo”. Lasciami spiegare.

In Atti 5, una coppia dal nome di Anania e Saffira vendette una parte della propria terra e donò il ricavato alla nuova chiesa di Gerusalemme. Tuttavia, quando posero la somma ai piedi di Pietro, l’apostolo era perplesso. Chiese, “Perché ha Satana riempito il tuo cuore per farti mentire allo Spirito Santo e trattenere una parte del prezzo del podere?” (Atti 5:3). Non appena Pietro proferì queste parole, Anania cadde morto a terra e, poco dopo, anche la moglie.

Qual è la lezione che Dio voleva insegnare alla Chiesa attraverso questo episodio? Non credo che abbia nulla a che fare col pezzo di terra fisico che Anania e Saffira possedevano. Piuttosto, aveva a che fare col terreno interiore del loro cuore.

Questa coppia credeva di poter essere obbediente a Dio per il 95 percento e restare tranquillamente disobbediente in una piccola area. Avevano sentito predicare la pura Parola di Dio ma si ribellarono contro ciò che sapevano essere vero. Si convinsero, “Possiamo servire il Signore e trattenere questa piccola cosa”. Ciò era una menzogna allo Spirito Santo.

Dunque, la parte del prezzo che trattennero non aveva nulla a che fare col denaro, ma con un piccolo pezzo di terreno di avarizia nei loro cuori. Si trattava di un’area abbastanza grande da dare a Satana una fortezza e, con la loro testarda disobbedienza, consentirono al nemico di riempire il loro cuore.

Ecco perché Paolo avverte, “Non date luogo al diavolo” (Efesini 4:27). L’esempio di Anania e Saffira è chiaro: il prezzo di una vita vittoriosa non è cosa di poco conto. Significa sottomettere le nostre vite completamente alla Parola di Dio, senza più zone d’ombra, desideri nascosti o ribellione. Non cedere a satana neanche un centimetro di terreno. È tutto ciò che gli serve per garantirsi un’entrata e stabilire una base di potere.

martedì 29 aprile 2014

UN PICCOLO APPIGLIO

Giacomo ci dice, “ Ma se nel vostro cuore avete amara gelosia e spirito di contesa, non vantatevi e non mentite contro la verità. Questa non è la sapienza che discende dall'alto, ma è terrena, animale e diabolica. Dove infatti c'è invidia e contesa, lì c'è turbamento ed ogni sorta di opere malvagie” (Giacomo 3:14-16).

Nota a chi Giacomo sta scrivendo. Nel verso 13 dice, “Chi è savio e intelligente fra voi?” Egli ci sta dicendo, “Forse hai grande sapienza e conoscenza spirituale. Ma se c’è amarezza nella tua casa, conflitto nel tuo cuore, invidia sul tuo posto di lavoro, non pensare di essere affatto spirituale. Stai vivendo un’illusione menzognera”.

Quando Giacomo parla di conflitto e amarezza, sta parlando di litigi e spirito critico e dice che tutto ciò è diabolico, sensuale, opera del maligno. In breve, chiunque resti aggrappato all’amarezza causa conflitto – e peggio ancora, apre il suo cuore alla possessione demoniaca.

Conosci qualcuno la cui amarezza ha condotto alla possessione satanica? Col tempo, il loro esteriore inizia a manifestare le tenebre che si sono tenute dentro. Alla fine il loro corpo inizia a distruggersi, ammalandosi e rinsecchendosi, iniziando a soffrire di squilibri mentali. Ogniqualvolta viene concesso tale terreno al diavolo, egli opera per portare distruzione totale.

Allora continua, continua a serbare rancore. Tieni la tua amarezza. Continua a sollevare conflitto. Se lo farai, sarai in ribellione totale contro Dio e la Sua Parola e ti esporrai a Satana. Diverrai spiritualmente cieco e duro di cuore.

D’altro canto, se sei spirituale – volenterosamente obbediente alla Parola di Dio – allora non importa quanto tu sia ferito, mostrerai la sapienza pacifica della gentilezza, perdonando.

Durante un viaggio a Gerusalemme, vidi un esempio potente di come Satana riesca ad ottenere un appiglio demoniaco persino nel minimo fazzoletto di terra. Mentre guardavo la Santa Città dal Monte degli Olivi, vidi la terra su cui sorge la Cupola della Roccia, il tempio musulmano.

Quel minuscolo pezzo di terra è forse solo una frazione di acro, eppure Satana in qualche modo ci ha messo le mani sopra e si è innalzato un tempio, che ora è divenuto l’abominazione della desolazione, come menzionata nella Scrittura. Il diavolo è riuscito a concentrare le sue potenze in mezzo al popolo scelto di Dio, Israele. E tutto ciò è accaduto perché ha ottenuto un piccolo appiglio. Questa è un’immagine vivida di ciò che fa Satana quando guadagna anche il minimo terreno.

lunedì 28 aprile 2014

VENGO CON TE by Gary Wilkerson

Paolo disse a Timoteo, “Come ti esortai quando andai in Macedonia, rimani in Efeso” (1 Timoteo 1:3), ma Timotei, che amava il suo mentore, disse “Io vengo con te”.

Non so perché Timoteo volesse andare con Paolo. Forse fu solo perché amava Paolo o forse era un po’ frustrato ad Efeso. Sembra che quelli della chiesa di Efeso fossero concentrati su sé stessi, vivendo uno stile di vita di auto-giustizia e cercando di sembrare buoni. Quando ti rendi giusto da te stesso, spesso significa che sei ingannato, divenendo così avido ed egoisticamente ambizioso.

A quel tempo c’era la carestia in Macedonia e anche a Gerusalemme e le chiese lì stavano sperimentando una povertà estrema. Mentre in Macedonia si soffriva, sembra che l’economia fosse ancora buona ad Efeso e i suoi abitanti avevano ancora molte risorse che trattenevano per sé stessi.

Paolo dice a Timoteo, “Ordina ai ricchi di questo mondo di non essere orgogliosi, di non riporre la loro speranza nell'incertezza delle ricchezze, ma nel Dio vivente, il quale ci offre abbondantemente ogni cosa per goderne, di fare del bene, di essere ricchi in buone opere, di essere generosi e di essere pronti a dare” (1 Timoteo 6:17-18).

In alcune traduzioni questo verso dice, “Comanda a quanti sono ricchi in quest’era presente di essere generosi”. Perché Paolo disse qualcosa che suona piuttosto assurdo? Sembra innaturale comandare alle persone di essere generose e di non aggrapparsi più ai propri beni solo per sé stessi ma di diffondere questo generoso dono da parte di Dio. Perché Paolo comandava loro di donare?

Quando Paolo disse a Timoteo di “comandare” agli efesini di dare, non era solo per far sì che donassero, ma per far vedere loro che nelle loro vite mancava qualcosa della grazia.

La chiesa macedone possedeva ciò che mancava alla chiesa di Efeso. Vero, la chiesa macedone era colpita della povertà nel naturale, ma era incredibilmente generosa in quanto non solo donarono, ma donarono al di là delle loro possibilità (vedi 2 Corinzi 8:1-3). Leggiamo che i macedoni “Ci pregarono con molta insistenza di accettare il dono e di partecipare a questa sovvenzione per i santi” (2 Corinzi 8:4).

La chiesa della Macedonia ovviamente comprendeva la grazia. Essi camminavano nella grazia e Timoteo voleva vederla coi suoi occhi.

sabato 26 aprile 2014

IL TUO PASSATO NON HA FUTURO by Claude Houde

La grandezza di Dio è senza fine, infinita, incommensurabile e senza limiti. Ogni giorno comincia con le Sue promesse, il Suo potere e il Suo perdono. Ogni nuovo giorno annuncia la bellezza di un potenziale e nuovo inizio, pieno di parole di vita, resurrezione e con un “ricominciamo tutto insieme”, chiamandoci per permetterGli di scrivere la Sua visione ed il Suo piano di speranza sulle tavole dei nostri cuori.

Il nostro Dio misericordioso dice a me e a te: “Io ti trarrò fuori dalle sabbie mobili del fatalismo e della rassegnazione in cui ti sei arenato pericolosamente. Io ti darò nuova visione e una nuova fiducia che potrai sperimentare, vivere e comunicare agli altri. E dall'abbondanza del tuo cuore risorto, la tua bocca ricomincerà a parlare di nuovo (leggi Luca 6:45). Ti darò una visione che condividerai con semplicità e gioia ed essa cambierà le persone intorno a te. Io voglio scrivere il Mio piano sul tuo cuore: un destino per il tuo futuro, i tuoi bambini, il tuo matrimonio, i tuoi studi o la tua carriera, e una fioritura soprannaturale del tuo raccolto personale in Me”.

Dio ci dice inoltre: “Io ho una visione, soffiare in te la conoscenza e la comprensione delle tante buone opere che ho preparato per te in ogni area della tua vita. Ci saranno guerre e battaglie, ci saranno sia ritardi che montagne che ti sembreranno insormontabili, ma i Miei figli e le Mie figlie vivranno per fede! Se la promessa viene ritardata, abbi fede durante la stagione dell'attesa. Il Mio popolo vivrà per fede!”

Caro amico, ovunque tu sia nel mondo e qualunque sia stata la tua esperienza o storia, questo messaggio è per te: il tuo passato non ha futuro! “Non ricordate più le cose passate, non considerate più le cose antiche: Ecco, io sto per fare una cosa nuova; essa sta per germogliare; non la riconoscerete?” (Isaia 43:18-19)


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Claude Houde, pastore della Eglise Nouvelle Vie (Chiesa della Nuova Vita) a Montreal, Canada, è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo. Sotto la sua guida La Chiesa della Nuova Vita è cresciuta da poche persone a più di 3500 in una parte del Canada dove le chiese Pentecostali hanno da sempre avuto poco successo.

venerdì 25 aprile 2014

LA VOCE DELL’ETERNO È POTENTE

La chiave per capire in che modo Satana opera contro la chiesa di Gesù Cristo si trova nel termine ribellione. Per dirla con parole semplici, ribellione significa andare contro il governo e l’autorità della Parola di Dio. Quando Lucifero dichiarò guerra a Dio, egli si stava ribellando alla parola dell’Onnipotente.

Devi comprendere – la parola di Dio è la Sua potenza. Attraverso di essa, Egli ha creato i mondi. E attraverso di essa, il sole, la luna e le stelle hanno preso il loro posto. La Sua parola ha portato ogni cosa all’esistenza e continua a produrre vita. E per la Sua parola, Dio abbatte re e innalza nazioni. Attraverso di essa, Egli benedice e salva, giudica e distrugge (vedi il Salmo 29:3-9).

Lo scopo di Satana è sempre quello di tentare il popolo di Dio a ribellarsi contro la Sua parola. Egli infuse pensieri di ribellione in Adamo ed Eva, facendo pensare loro, “So cos’ha detto Dio, ma agirò in base alla mia volontà”. Quei pensieri causarono la caduta dell’umanità.

Satana riuscì anche a piantare i semi della ribellione nella nazione scelta da Dio, Israele. Il salmista dice che Israele era “una generazione ostinata e ribelle, una generazione il cui cuore non fu costante, il cui spirito non fu fedele verso Dio” (Salmo 78:8). La Scrittura dice inoltre d’Israele, “Ma voi non voleste salirvi e vi ribellaste all'ordine dell'Eterno, del vostro Dio” (Deuteronomio 1:26).
Ti prego di notare che Dio rivelò la Sua parola molto chiaramente a tutte queste persone. E tuttavia, ognuno di loro si ribellò ad essa. Perché? Erano sedotti dal maligno.

Satana cercherà anche di tentare te a ribellarti contro la parola di Dio. Egli sa di non poterti mettere davanti tentazioni palesi, così inietterà subdole seduzioni nella tua mente inondando la tua vita di dolore, prove e lotte. E lui cercherà di bloccare le benedizioni di Dio nella tua vita, proprio come ostacolò Paolo nel suo ministero.

Molti sono caduti preda delle subdole seduzioni di Satana. Il salmista dice che tali credenti “dimorano nelle tenebre e nell'ombra di morte, prigionieri nell'afflizione e nelle catene, perché si sono ribellati alle parole di Dio e hanno disprezzato il consiglio dell'Altissimo” (Salmo 107:10-11).

giovedì 24 aprile 2014

RESISTERE FERMAMENTE NELLA FEDE

Se sei un membro del Corpo di Cristo, preparati ad affrontare un diavolo arrabbiato. Forse non vorrai pensarci né accettarlo, ma se hai deciso di seguire Gesù con tutto il tuo cuore, Satana ti ha segnato per distruggerti e lui inonderà la tua vita con problemi di ogni sorta.

L’apostolo Pietro avverte, “Or la fine di tutte le cose è vicina; siate dunque sobri e vigilanti per dedicarvi alle preghiere” (1 Pietro 4:7). Egli sta dicendo in altre parole, “Questo non è tempo per la leggerezza. Devi avere una mente sobria riguardo le faccende spirituali. È una questione di vita o di morte”.

Perché il bisogno di essere tanto seri? La fine dei tempi è vicina e il nostro nemico sta iniziando a fare pressione. Lui ci perseguita come un leone, nascondendosi nell’erba, aspettando l’opportunità di saltare fuori. Egli vuole divorarci, distruggere totalmente la nostra fede in Cristo.

Alcuni cristiani dicono che non dovremmo nemmeno parlare del diavolo, che faremmo meglio ad ignorarlo. Altri cercano di spiegarne l’esistenza. I teologi liberali, ad esempio, argomentano che non esiste nessun diavolo, nessun inferno, nessun paradiso.

Ma il nemico delle nostre anime non se ne andrà semplicemente via. Poche figure bibliche sono state identificate tanto chiaramente e in modo esaustivo. Egli viene descritto come Lucifero, Satana, diavolo, ingannatore, colui che intralcia, il maligno, l’usurpatore, l’impostore, l’accusatore, il dio di questo mondo, il dominatore delle tenebre, il serpente antico.

Queste descrizioni enfatiche mi dicono chi sia davvero il diavolo e sappiamo dalla Scrittura che esercita un potere molto reale. Persino ora egli è all’opera sulla terra – nelle nostre nazioni, città, chiese, case e nelle vite individuali. E non osiamo restare ignoranti dei suoi metodi e delle strategie di guerra che usa contro di noi.

“Siate sobri, vegliate, perché il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. Resistetegli, stando fermi nella fede, sapendo che le stesse sofferenze si compiono nella vostra fratellanza sparsa per il mondo” (1 Pietro 5:8-9).

mercoledì 23 aprile 2014

DIO VUOLE CHE LA NOSTRA VITA SIA UN LIBRO APERTO

Dio vuole che la nostra vita sia un libro aperto. Dunque, Egli desidera liberarci da ogni peccato nascosto – ogni disonestà, scorrettezza, inganno, menzogna, frode. Ecco perché lo Spirito Santo investiga in noi ogni cosa che non sia simile a Cristo. E se davvero vogliamo cambiare, ci apriremo alla Sua opera.

Puoi scordarti delle consulenze, di cercare aiuto o di ristorare delle relazioni finché non sperimenterai il cambiamento divino in ognuna di queste aree. Metti tutto da parte finché non sarai pronto a rinunciare ad ogni peccato nascosto. Quando ti sarai sottomesso alla Parola di Dio e alla potenza trasformatrice del Suo Spirito, non dovrai convincere gli altri di essere cambiato. Mentre camminerai nella Sua verità, lo Spirito Santo ti raccomanderà alle coscienze di tutti quelli che ti stanno intorno.
“Anzi abbiamo rinunziato ai sotterfugi della vergogna, non camminando con astuzia, né falsificando la parola di Dio, ma mediante la manifestazione della verità, raccomandando noi stessi alla coscienza di ogni uomo davanti a Dio” (2 Corinzi 4:2).

Il termine greco per raccomandando qui significa “l’approvazione di Dio”. Paolo dice, “Non dovrai fare una buona impressione convincendo gli altri di essere cambiato. Dio si muoverà nella loro coscienza, dicendo loro da dentro, ‘Questa persona ha la mia benedizione e la mia approvazione’”.

Nessuna argomentazione può negare la testimonianza interiore che lo Spirito di Dio ha messo in te. In realtà, o il tuo cambiamento attirerà gli altri o diverrà un monito per loro. L’aura di Cristo che emanerà da te colpirà la loro coscienza. Ed è qui che troverai la potenza per poter influenzare gli altri – attraverso i cambiamenti in atto in te. Molte relazioni saranno ristorate e recupererai l’autorità spirituale nella tua casa.

Non indugerai più sui cambiamenti che devono avvenire negli altri. Piuttosto, sarai così incoraggiato dai cambiamenti che Dio sta operando in te da realizzare, “Signore, so che tutto è nelle Tue mani e io mi arrendo alla Tua volontà. Fai in me ciò che dev’essere fatto”.
Ora è il momento di affidare tutte le tue circostanze nelle Sue mani. Dimentica di dover essere liberato dalla tua crisi. Piuttosto, concentrati sui cambiamenti di Dio in te, mentre Lui fa di te un vincitore. Resta fermo nella Sua Parola, invoca diligentemente il Suo nome, e confida nello Spirito Santo. Fa di questo il grido costante del tuo cuore: “Cambiami, o Dio”.

martedì 22 aprile 2014

CAMBIAMI, SIGNORE!

Non sono contrario alla consulenza cristiana. Molte persone rispondono alla consulenza ricevuta e questa porta guarigione alle loro vite, ai loro matrimoni e alle loro case. Infatti, la consulenza è divenuto il ministero principale nella chiesa di Gesù Cristo. Quasi ogni vasta congregazione in America ha almeno un consulente a tempo pieno nello staff e qui nella Chiesa di Times Square abbiamo diversi consulenti.

Ma vedo sempre più cristiani turbati che non rispondono affatto al consiglio che ricevono. Forse ricevono aiuto per settimane, persino mesi, senza risultati. Un pastore o un consulente può condurli passo passo attraverso le Scritture, mostrando loro la chiara verità della Parola di Dio. Egli può dire loro, “Ecco cosa dice Dio del tuo problema. Dice che dovresti fare questo e questo”. Li mette a confronto con la realtà per cui se non abbandonano il proprio peccato, incapperanno nel giudizio divino.

Eppure, nessuno di questi consigli vengono compresi. Perché? C’è un velo spirituale sugli occhi di queste persone. Hanno una terribile cecità nei confronti della propria colpa e del bisogno di cambiare.

Da quando ho iniziato a fare il pastore, sono stato coinvolto nel mezzo di molte faide familiari e posso testimoniare che poche di queste guerre si sono mai risolte mediante intervento soprannaturale. Perché? Perché ognuno vuole che sia l’altro a cambiare.

Una parte mi dice, “Perché è così testardo? È terribile. Deve cambiare”. Poi sento qualcosa di simile dall’altra parte: “Come può essere così crudele? Lei sa che sto facendo il meglio possibile. È questo quello che ottengo per essere gentile con lei?”

È sempre colpa dell’altro, è l’altro che deve cambiare. Ecco perché credo che nessun numero di consulenze avrà un impatto finché il popolo di Dio non risolva qualcosa. Dovremo fare di questa la nostra preghiera quotidiana, sincera: “O Dio, cambiami”.

Spendiamo fin troppo tempo a pregare, “Dio, cambia le mie circostanze; cambia i miei colleghi; cambia la mia situazione familiare; cambia le condizioni nella mia vita”. Tuttavia, raramente preghiamo questa molto più importante preghiera: “Cambiami, Signore. Il vero problema non è il mio coniuge, mio fratello, il mio amico. Sono io quello che ha bisogno di pregare”.

“E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati (cambiati) mediante il rinnovamento della vostra mente” (Romani 12:2).

lunedì 21 aprile 2014

PICCOLI INIZI by Gary Wilkerson

Piccoli inizi alla fine influenzano intere comunità. Quando mio padre, David Wilkerson, aprì la chiesa a Times Square, l’area principale sulla 42° era un subbuglio di tenebre. Ad ogni passo potevi vedere uno spacciatore o una prostituta o un cinema porno. L’approccio di mio padre a qualsiasi ministero era sempre di iniziare con la preghiera – e lui mi chiese di presiedere l’incontro di preghiera del venerdì.

Quei primi incontri richiamavano tra le venti e le trenta persone. Gridavamo costantemente a Dio di portare un cambiamento nella città. Col tempo, i nostri incontri s’incrementarono fino a quasi ottocento persone. Mentre alzavamo la nostra voce nel travaglio della preghiera, Dio metteva un peso nel nostro cuore per la 42° Street. Così portammo i nostri sforzi di preghiera sulla strada, dove iniziammo a distribuire volantini.

Presto notammo un cambiamento in atto. C’erano meno drogati e prostitute in giro. Uno dopo l’altro, i cinema porno chiusero. Infine, arrivò un uomo d’affari e iniziò a comprare proprietà dopo proprietà. Oggi, il business principale presente a Times Square è la Walt Disney Company, e la 42° Street forse ora è l’isolato più sicuro di New York. Credo che in parte ciò sia dovuto a gente di preghiera che ha creduto che Dio potesse compiere grandi cose.

Il primo effetto di una santa testimonianza è l’edificazione della nostra fede. Il secondo effetto è l’edificazione della fede altrui: “E anche se mi vantassi un po' di più della nostra autorità, che il Signore ci ha dato per la vostra edificazione e non per la vostra distruzione” (2 Corinzi 10:8). Paolo in pratica sta dicendo, “Non solo Dio ha operato potentemente attraverso la mia vita. La Sua opera in me e attraverso di me serve a scuotere la vostra fede per compiere opere maggiori”. La nostra fede è contagiosa. Essa edifica la fede degli altri per impegnarsi in atti ancora maggiori di franchezza.

Il vanto finale di Paolo è peculiare: “Se è necessario vantarsi, io mi vanterò delle cose che riguardano la mia debolezza” (11:30). Ecco cosa vuole dire: La nostra buona testimonianza non sarà mai il risultato della nostra forza. Il nostro vanto sarà sempre, “Senza Dio, non sono un abbattitore di giganti – sono un pastorello. Non sono un edificatore di mura – sono un coppiere. Non sono un liberatore – sono un pastore vagabondo nel deserto egiziano”.

La nostra testimonianza non deriverà mai dalla nostra forza, dal nostro zelo o dai nostri sforzi. Se ci affidiamo a una qualsiasi di queste cose, la nostra testimonianza perderà la propria potenza. Ma più riconosciamo la nostra incapacità, più la potenza di Dio riposerà su di noi: “Ma egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza è portata a compimento nella debolezza». Perciò molto volentieri mi glorierò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me” (2 Corinzi 12:9).

sabato 19 aprile 2014

QUANDO ARRIVANO I PROBLEMI, PREGA! by Jim Cymbala

Hai mai notato che Gesù diede inizio alla Sua chiesa, non mentre qualcuno stava predicando, ma mentre si stava pregando? Nei primi due capitoli degli Atti, i discepoli stavano aspettando Dio. Mentre se ne stavano lì seduti . . . lodando Dio, stando in comunione con Lui, lasciandoGli formare e purificare i loro spiriti ed effettuare tutte quelle operazioni che solo lo Spirito Santo può fare . . . nacque la chiesa. Lo Spirito Santo venne abbondantemente versato su loro.

Cosa direbbe delle nostre chiese di oggi quel Dio che diede origine alla chiesa durante un incontro di preghiera, e oggi gli incontri di preghiera si sono estinti?
Sono il solo che si imbarazza quando il capi religiosi Americani parlano in merito al pregare nelle scuole pubbliche? Quando in molte chiese a stento si prega! In tutta umiltà, potresti pensare che dovremmo tacere su quel particolare argomento finché non mettiamo in pratica ciò che predichiamo nelle nostre congregazioni.

Sono certo che gli imperatori Romani non fossero soliti pregare Dio nelle loro scuole. Ma, ai primi cristiani non sembrava interessare ciò che fece Caligola, Claudio o Nerone. Come poteva un imperatore fermare Dio? E come potevano i demoni dell'inferno, farsi strada quando il popolo di Dio pregava invocando il Suo nome? Impossibile!

Nel Nuovo Testamento non vediamo Paolo o Giovanni torcersi le mani e dire: “Oh, che faremo? Caligola è bisessuale . . . vuole far diventare senatore il suo cavallo . . . Che esempio orribile di leadership! Come risponderemo a questo oltraggio?”

Non mettiamoci a giocare o a dirottare l'attenzione dalla debole vita di preghiera delle nostre chiese. In Atti 4, quando gli apostoli vennero ingiustamente arrestati, imprigionati e minacciati, non protestarono; non andarono alla ricerca di un aiuto politico. Al contrario, si misero a pregare. Ben presto quel luogo cominciò a vibrare per la presenza dello Spirito Santo (Atti 4:23-31).

Gli apostoli avevano questo istinto: quando arrivano i problemi, prega. Quando sei intimidito, prega. Quando affronti una sfida, prega. Quando sei perseguitato, prega!


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Jim Cymbala fondò la Brooklyn Tabernacle con meno di venti membri in un piccolo edificio situato in una zona molto difficile della città. Originario di Brooklyn, è un vecchio amico di David e Gary Wilkerson e assiduo relatore alle conferenze della Expect Church Leadership sponsorizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 18 aprile 2014

EGLI APRE I NOSTRI OCCHI

Lo Spirito Santo cerca di far crescere in noi la consapevolezza che Dio mostrerà misericordia verso ognuno di noi durante le nostre prove. “Perciò, avendo noi tale ministero in virtù della misericordia che ci è stata fatta, non ci perdiamo d’animo” (2 Corinzi 4:1).

Qual è il ministero di misericordia che abbiamo ottenuto dallo Spirito Santo? Egli apre i nostri occhi alla misericordia di Cristo verso ognuno di noi. Egli concede all'anima nostra una consapevolezza che il Signore è dalla nostra parte, che è per noi. Egli ci mostra, inoltre, come Dio si impegni a non farci cadere e a farci vedere quanto sia compassionevole nei confronti di tutto ciò che stiamo attraversando, quanto sia toccato da ciò che provocano in noi le nostre infermità.

Magari, proprio adesso ti stai sentendo abusato e non amato. Il diavolo vorrebbe farti credere che Dio ti ha lasciato solo a te stesso—che meriti di soffrire, che per te è tutto finito ormai, che non c'è più speranza. Amato, sono tutte bugie che vengono direttamente dall'inferno. Dio vuole più di ogni altra cosa liberarti dal perverso concetto che tu hai di Lui. Egli ti ama ed ha già stabilito il momento in cui ti concederà tutta la Sua misericordia.

Davide gridò a Dio nel momento in cui era sopraffatto dalla sua situazione: “Il mio cuore, afflitto, inaridisce come l’erba, tanto che dimentico di mangiare il mio pane. . . . Io veglio e sono come il passero solitario sul tetto. I miei nemici mi insultano ogni giorno . . . Io mescolo con lacrime la mia bevanda. . . . I miei giorni sono come ombra che si allunga" (Salmo 102:4, 7-9, 11). Davide affermò struggendosi: “sono in una terribile condizione, fisicamente, mentalmente e spiritualmente”.

Fu quello il momento in cui Dio liberò Davide e rapidamente gli concesse misericordia, aiuto e conforto. Davide affermò: “Tu sorgerai e avrai compassione di Sion, poiché è tempo di averne pietà; il tempo fissato è giunto” (Salmo 102:13).

Il momento stabilito da Dio in cui avrebbe liberato Davide arrivò proprio quando il Suo servo pensò: “mi sono ridotto a niente”. Anche oggi, Dio ha stabilito il momento in cui liberarci e intervenire in nostro favore—ciò avviene solitamente nel momento peggiore della nostra prova. È quello il momento in cui smettiamo di combattere con le nostre forze. In quel momento noi ammettiamo: “Signore, non ce la posso fare—tutto è confuso intorno a me. Metto tutto nelle tue mani”.

giovedì 17 aprile 2014

A VISO SCOPERTO

L'apostolo Paolo scrive: “E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore” (2 Corinzi 3:18). La radice delle parole “viso scoperto” ha una definizione meravigliosa. Significa impegnarsi completamente a permettere a Dio di rivelare ogni cosa nascosta nel nostro cuore—con lo scopo di liberarcene.

Questo viso scoperto grida: “provami, Signore; vedi se in me c'è qualcosa di sbagliato. Mostrami dov'è che sto vivendo contrariamente alla Tua Parola. Voglio essere liberato da ogni cosa che a te non piace. Metti via il mio orgoglio, le mie ambizioni, il mio intelletto egoista, il mio modo di ragionare. So di non poter pensare a modo mio fuori da questa situazione. Spirito Santo, ho bisogno del Tuo potere e della tua saggezza. Depongo ogni speranza di poter risolvere le cose a modo mio”.

Per molti credenti, questo è davvero una cosa difficile da fare. Hanno vissuto la loro intera vita cristiana facendo affidamento alla loro sapienza e saggezza. E adesso è dura dover ammettere di aver fatto solo guai e dover lasciare a Lui il controllo.

Il Signore doveva già anni addietro strappare via l'orgoglio da questa area della mia vita. Adesso, ringrazio il Signore e ammetto liberamente di aver solo peggiorato le cose. Prego costantemente: “Dio mio, faccio cose talmente stupide, commetto errori terribili, mi ritrovo in pasticci tremendi. Ti prego Signore, liberami da tutto questo. Io non ce la posso fare, solo Tu puoi”.

Grazie siano rese a Dio, perché Egli ha piacere nell'aiutarci a mettere a posto ogni cosa quando cerchiamo di fare la Sua volontà.

Il vetro di cui parla Paolo in questo passaggio significa specchio. Amati, il nostro specchio è la parola di Dio. Essa riflette accuratamente la nostra condizione. Paolo ci sta dicendo: “vai allo specchio della verità di Dio e dai uno sguardo alla tua vita. Dici al Signore che sei sulla via sbagliata e che vuoi essere cambiato. Chiedi al Suo Spirito di renderti umile e rivelarti la Sua Parola. Abbandona i consigli degli altri, le tue idee, la tua intelligenza e torna a confidare pienamente nello Spirito Santo. Credi in ciò che Egli ti dice”.

Se ti affidi esclusivamente allo Spirito Santo, distogliendo la tua attenzione dall'aiuto degli altri, Egli toglierà il velo dai tuoi occhi. Lo Spirito Santo manderà in tuo aiuto dei Suoi servi e tu comincerai a cambiare in quello stesso istante.

mercoledì 16 aprile 2014

IL MINISTERO DELLO SPIRITO SANTO

Il cambiamento è opera esclusiva dello Spirito Santo. “Quanto più sarà glorioso il ministero dello Spirito?” (2 Corinzi 3:8). Noi non possiamo cambiare noi stessi. Solo lo Spirito Santo può renderci conformi alla gloriosa immagine di Cristo. Tutti noi abbiamo sentito dire: “quando una persona si rivolge al Signore, Dio toglie il velo dai suoi occhi”. Questa è l'opera completa dello Spirito Santo.

Leggiamo inoltre: “Ora, il Signore è lo Spirito; e dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà.” (verso 17). La parola “libertà” in questo caso significa, “non più schiavo; dispensato da ogni responsabilità; libero, senza più catene”. Questo descrive la libertà che viene dopo aver aperto gli occhi. Immediatamente, vediamo le cose sotto una nuova luce. Solo lo Spirito Santo può cambiare il modo in cui finora abbiamo visto le cose, facendoci cambiare strada ed immettendoci sulla retta via.

In breve, Paolo ci dice di confidare completamente nello Spirito di Dio. Significa, inoltre, abbandonare tutti quei consigli non biblici, tutte le tue idee ed i tuoi piani, rivolgendoti solo allo Spirito Santo affinché Egli ti possa guidare e capeggiare.

Paolo sperimentò tutti questi cambiamenti. In Atti 9, quando era ancora conosciuto come Saulo, stava percorrendo la via sbagliata, in groppa al suo cavallo sulla via di Damasco per perseguitare lì i cristiani. Pensa che velo aveva davanti ai suoi occhi! In realtà Saulo credeva di fare la volontà di Dio arrestando i credenti e gettandoli in prigione.

Ma il Signore intercettò quest'uomo mettendo in crisi la sua vita. Quando Gesù incontrò Saulo sulla via di Damasco, lo bloccò con una luce così forte e potente da renderlo completamente cieco. Saulo, non vedendo più nulla, dovette essere guidato verso una casa a Damasco dove restò finché arrivò lì un servo di Dio di nome Anania. Anania disse a Saulo: “Fratello Saulo, il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada per la quale venivi, mi ha mandato perché tu riacquisti la vista e sia riempito di Spirito Santo». In quell’istante gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò la vista; poi, alzatosi, fu battezzato.” (Atti 9:17-18).

Saulo arrese il suo passato, il suo futuro e ogni cosa allo Spirito Santo—ed il velo venne immediatamente rimosso dai suoi occhi.

martedì 15 aprile 2014

VENIAMO CONTINUAMENTE CAMBIATI

Che ci piaccia o no, ci troviamo tutti in un processo che in un modo o nell'altro ci cambia. Nella sfera spirituale, non esiste una cosa come la mera esistenza; noi veniamo cambiati, nel bene o nel male. Possiamo diventare come il nostro

Signore o come il mondo—crescere in Cristo o ricadere nel peccato.
Dunque, stai diventando uno spirito mansueto, più simile a Gesù? Ti guardi ogni giorno allo specchio e con semplicità preghi: “Signore, voglio essere conforme alla Tua immagine in ogni area della mia vita?”

Oppure la tua amarezza ha messo radici, mutando in ribellione e durezza di cuore? Ti sei costruito una barriera per proteggerti dalla voce dello Spirito di Dio che ti convince di peccato? Dalla tua bocca escono parole che quando eri un cristiano non pensavi nemmeno di riuscire a dire? Ti stai fortemente opponendo al cambiamento?

Se questo ti descrive, voglio essere schietto nel dirti: non riceverai mai la liberazione finché non cambi. La tua vita diventerà solo più caotica e la tua situazione non farà che peggiorare. Smettila di difendere te stesso, di puntare il dito, di giustificarti. Dio non opererà a tuo favore finché non ti svegli ed ammetti: “non cambierà nulla per me se non mi lascio cambiare”.

Grida onestamente in preghiera davanti al Signore: “Cambiami, oh Dio. Scava profondamente dentro di me—mostrami dove ho fallito e dove mi sono perso. Esponi il mio orgoglio, la mia rabbia, la mia testardaggine ed il mio peccato. Aiutami ad abbandonare tutto questo”.

Quanti esperti e consulenti dovrai consultare e quante notti solitarie e digiuni infruttuosi dovrai affrontare prima di svegliarti alla verità? Se arriverà una guarigione o un cambiamento devi prendertene la responsabilità. Devi lasciarti cambiare, perché il tuo miracolo dipende da questa consapevolezza.

“I giusti gridano e il Signore li ascolta; li libera da tutte le loro disgrazie. Il Signore è vicino a quelli che hanno il cuore afflitto, salva gli umili di spirito. Molte sono le afflizioni del giusto, ma il Signore lo libera da tutte” (Salmo 34:17-19).

lunedì 14 aprile 2014

GUARDA CIÒ CHE DIO HA FATTO OGGI by Gary Wilkerson

Il libro degli Ebrei menziona due tipologie di testimonianza. Tutti preferiamo il primo tipo, quando i santi conquistarono i regni, distrussero i nemici ed uccisero i giganti. Il secondo tipo di testimonianza è completamente differente: i cristiani venivano segati a metà, morivano di fame, di freddo e si nascondevano in delle caverne.

Oggi è troppo facile per i cristiani vivere alle spalle delle testimonianze altrui. Spesso ci ritroviamo a dire cose del tipo: “hai sentito del risveglio spirituale in Africa?”, “la chiesa in America sta facendo un lavoro strepitoso per i poveri”, “la nostra chiesa ha aperto sue le porte per riuscire a raggiungere i drogati”. Dovremmo gioire nella fedeltà di coloro che fanno la differenza nel nome di Cristo, certo, ma Paolo si rifiutò di vivere indirettamente dietro il lavoro di un altro: “Non ci vantiamo oltre misura di fatiche altrui, ma nutriamo speranza che, crescendo la vostra fede, saremo tenuti in maggiore considerazione tra di voi nei limiti del campo di attività assegnatoci” (2 Corinzi 10:15).

Potresti pensare che la tua vita non è all'altezza—che non meriti una testimonianza di cui vantarti—ma non è questo il punto. Tutto può cambiare con una semplice preghiera di fede. Recentemente, in chiesa, appena prima di predicare, una donna mi raccontò una cosa successa quella settimana. Dopo trentotto anni di dipendenza dalla marijuana, Dio l'aveva liberata! Accadde attraverso una semplice visita che le fecero due servi di Dio della nostra chiesa. Mentre stavano seduti a pregare con lei, si rese conto del suo peccato e di ciò che aveva dentro una pentola nel suo appartamento e immediatamente la gettò via.

La liberazione di questa donna è reale e duratura. Adesso lei possiede la testimonianza di cui andar fiera, ossia, che Dio è potente da liberare—e i due servi di Dio hanno anche loro una testimonianza da raccontare. Dio si usò di loro in una maniera in cui non avrebbero potuto pensare di fare. Tutti e tre possono dire: “guarda cosa ha fatto Dio oggi nel nostro mezzo”.

Anche con il più piccolo degli inizi, la fede comincia a crescere nei nostri cuori. Ci rendiamo conto che: “Dio ha fatto questo la scorsa settimana e può farlo di nuovo questa settimana”. Voglio essere fiero che nella nostra chiesa ci siano dei ministri potenti in grado di fare tutto questo—perché una singola persona ha avuto fede nell'aiutarne un'altra. In ogni caso, la preghiera di un credente ha portato ad un ministero di consulenza, un ministero di misericordia, un ministero di discepolato, ed altro ancora. Può accadere lo stesso ad ogni vero credente. Quando abbiamo tante testimonianze da raccontare, la nostra fede cresce e cerchiamo Dio per cose ancora più grandi.

sabato 12 aprile 2014

UNA FONTE DI FORZA by Carter Conlon

Pensa per un momento a tutto ciò che si sta opponendo a te oggi e che si pone arrogantemente fra te e la tua eredità in Cristo. Potrebbero essere le parole dette su di te e la tua vita quando eri giovane: “sei stupido! Non farai mai niente nella tua vita. Me ne vado perché non vale la pena restare per te”. Non importa ciò che è stato detto o la natura dell'opposizione alla quale stai facendo fronte, tieni solo bene a mente che tutto ciò sta semplicemente tentando di fermarti al confine dell'incredibile vita con Cristo.

Giosuè disse al popolo: “non abbiate paura del popolo di quel paese, poiché ne faremo nostro pascolo” (leggere Numeri 14:9). In altre parole, l'opposizione ci sosterrà; essa ci farà crescere e sarà il nostro nutrimento. Ovviamente, tutto questo va contro il modo di pensare dell'uomo naturale. Noi guardiamo all'opposizione come ad una cosa orribile, più grande di noi. Alla sua vista ci sentiamo come cavallette; ci minaccia e ci intimidisce. Dunque, come fa ad essere per noi un nutrimento?

Ricordi quando Gesù stava ministrando in Samaria e i discepoli andarono a cercarGli del cibo? Essi tornarono da Gesù e lo incoraggiarono a mangiare, ma Egli replicò: “Io ho un cibo da mangiare che voi non conoscete” (Giovanni 4:32). Gesù sta praticamente dicendo: “Io ho una fonte di forza di cui voi non siete ancora consapevoli. Voi non l'avete ancora assaporata; non sapete in cosa consiste né come può nutrirvi”. Allora i discepoli si guardarono fra loro e dissero: “ok, chi di voi Gli ha già portato del cibo?” Ma Gesù spiegò loro: “Il mio cibo è far la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l'opera sua” (v. 34). In altre parole: “questa è la mia carne; ecco cos'è che nutre la mia vita, affrontare tutto ciò che si pone come diretto ostacolo al volere di Dio e conquistarlo con il Suo potere”.

Gesù continuò: “Non dite voi che ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ebbene, vi dico: alzate gli occhi e guardate le campagne come già biancheggiano per la mietitura” (v. 35). Non so quante volte ho sentito dire a dei cristiani che la mietitura è vicina - un grande giorno in cui molti verranno a Cristo. Ma qui Gesù stava dicendo ai Suoi discepoli: “ascoltate, alzate i vostri occhi, la mietitura è già qui, pronta per essere raccolta!”

Il mietitore riceve una ricompensa e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore si rallegrino insieme” (v. 36). Colui che va fuori a raccogliere riceverà delle ricompense e queste ricompense consisteranno in approvvigionamenti e forza derivanti direttamente da Dio. Queste cose verranno date a quell'uno che dirà: “Signore, ti do le redini della mia vita, voglio compiere l'opera di Dio senza preoccuparmi delle opposizioni che dovrò affrontare, perché è lì che troverò il mio nutrimento”.


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Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 dietro invito del pastore fondatore, David Wilkerson, diventando pastore Senior nel 2001. Un forte e compassionevole leader che è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 11 aprile 2014

LA VOCE DEL CRISTO VITTORIOSO

Quando Dio Disse: “Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma anche il cielo»” (Ebrei 12:26), in breve Egli stava dicendo: “feci tremare la terra sul Monte Sinai. Ma quando parlerò negli ultimi giorni, la Mia voce scuoterà sia il mondo naturale che il mondo spirituale. Lo status quo tremerà; niente resterà così com'è. Qualunque cosa venga chiamata religiosa—tutto ciò che è di Cristo o della chiesa—sarà scosso dalla voce del Mio Figlio che parlerà dal cielo”.

Dio avvertì Israele che tutti coloro che si sarebbero rifiutati di ascoltare il Suo profeta Lui gliene avrebbe domandato conto: “Avverrà che se qualcuno non darà ascolto alle mie parole, che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto” (Deuteronomio 18:19). Egli stava affermando: “perseguiterò ogni disobbedienza—e pagherai le conseguenze di tutto”.

Le Scritture rivelano che coloro che ignorarono le parole del profeta di Dio caddero in rovina. Essi avvizzirono e si amareggiarono, morendo senza gioia né pace. “Badate di non rifiutarvi d'ascoltare colui che parla; perché se non scamparono quelli, quando rifiutarono d'ascoltare colui che promulgava oracoli sulla terra, molto meno scamperemo noi, se voltiamo le spalle a colui che parla dal cielo” (Ebrei 12:25).

Amato, nemmeno noi sfuggiremo dalla collera di Dio—sia come nazione che come individui. E proprio adesso la voce di Gesù sta scuotendo ogni nazione, facendo tremare istituzioni, capi di stato ed economie. Sta dicendo al vento ed agli elementi: “soffiate sulla terra”. Egli sta dicendo alle nuvole; “trattenete la pioggia”. Egli sta dicendo alle economie del mondo: “ogni avidità—sarà giudicata”.

Dio sta inoltre comandando: “prigioni, tremate. Governi, tremate. Sistemi Finanziari, tremate. Scuole, tremate. Forze militari, tremate. Tribunali, tremate. Ogni cosa che è sulla terra, tremi affinché non ci sia più alcun fondamento al di fuori del Signore”.
Non è il diavolo che sta scuotendo tutto. Il mondo intero sta tremando a causa della voce del Cristo vittorioso. L'uomo che è in gloria si è stabilito con potenza sul Suo trono e sta parlando per scuotere ogni cosa.

giovedì 10 aprile 2014

DIO STA PARLANDO CHIARAMENTE

Dio ci sta ancora oggi parlando chiaramente. La sua celeste voce risuona con potenza su tutta la terra e quella voce arriva a noi attraverso un uomo—Gesù—che siede alla destra del Padre. Medita queste parole dal libro degli Ebrei:

“Voi non vi siete avvicinati al monte che si poteva toccar con mano, e che era avvolto nel fuoco, né all'oscurità, né alle tenebre, né alla tempesta, né allo squillo di tromba, né al suono di parole, tale che quanti l'udirono supplicarono che più non fosse loro rivolta altra parola; perché non potevano sopportare quest'ordine: «Se anche una bestia tocca il monte sia lapidata». Tanto spaventevole era lo spettacolo, che Mosè disse: «Sono spaventato e tremo»”

“Voi vi siete invece avvicinati al monte Sion, alla città del Dio vivente, la Gerusalemme celeste, alla festante riunione delle miriadi angeliche, all'assemblea dei primogeniti che sono scritti nei cieli, a Dio, il giudice di tutti, agli spiriti dei giusti resi perfetti, a Gesù, il mediatore del nuovo patto e al sangue dell'aspersione che parla meglio del sangue d'Abele”.

“Badate di non rifiutarvi d'ascoltare colui che parla; perché se non scamparono quelli, quando rifiutarono d'ascoltare colui che promulgava oracoli sulla terra, molto meno scamperemo noi, se voltiamo le spalle a colui che parla dal cielo; la cui voce scosse allora la terra e che adesso ha fatto questa promessa: «Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma anche il cielo». Or questo «ancora una volta» sta a indicare la rimozione delle cose scosse come di cose fatte perché sussistano quelle che non sono scosse” (Ebrei 12:18-27).

Riesci a vedere l'immagine che questo passaggio fornisce? Quando Dio parlò la prima volta, il popolo rispose: “non parlarci più dal cielo. Parlaci attraverso un uomo”. E Mosè profetizzò: “proprio come avete chiesto, Dio farà sorgere un profeta. Egli sarà completamente umano—ed egli porterà a voi la Parola di Dio”.

Era Gesù quel profeta promesso. Era l'incarnazione di Dio, il Signore sotto forma di carne. Egli ebbe un ministero da uomo sulla terra e una gran moltitudine di testimoni lo vide ascendere al cielo come uomo. Ora Egli possiede un corpo, che è la Sua chiesa. Ma Gesù è ancora un uomo fatto di carne—ancora sensibile ai sentimenti umani che tutti noi sperimentiamo.

Oggi, in questi giorni, Dio sta parlando ancora una volta dal cielo e ci dice che sta per scuotere ogni cosa visibile.

mercoledì 9 aprile 2014

PARLACI DI COSE PIACEVOLI

Di recente un uomo ci scrisse quanto segue: “non ho idea chi sia stato ad inserirmi nella vostra mailing list, ma per favore rimuovete immediatamente il mio nome. Non sopporto il vostro vangelo deprimente e il vostro continuo martellamento in merito al peccato. Nessuno è perfetto, tanto meno voi. L'ho letto proprio nel vostro vangelo della sventura”.

Isaia parlò proprio di questo tipo di risposta: “Poiché questo è un popolo ribelle, sono figli bugiardi, figli che non vogliono ascoltare la legge del Signore, che dicono ai veggenti: «Non vedete!» E a quelli che hanno visioni: «Non ci annunziate visioni di cose vere! Diteci cose piacevoli, vedete cose immaginarie! Uscite fuori di strada, abbandonate il sentiero retto” (Isaia 30:9-11).
La parola “piacevole” in questo verso vuol dire “bello, lusinghiero”. In poche parole il popolo d'Israele stava dicendo: “non raccontateci più cose negative. Diteci invece come prospereremo, e come in futuro otterremo grandi cose. Se non lo farete, allora andate via da noi”.

Nessun credente che nasconde del peccato nel proprio cuore vorrebbe mai ascoltare una parola santa e che metta a nudo il peccato. Quella persona fuggirà sempre dalla voce di verità dello Spirito Santo. Ma tornerà di certo da quel predicatore che sul peccato predicherà in modo piacevole, parlandone in modo delicato e profetizzando in modo lusinghiero.

Quindi ti starai dicendo: che messaggio forte diede la voce di Dio al Suo popolo sul monte Sinai? Egli disse semplicemente questo: “Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avere altri dei oltre a me. Non farti scultura né immagine alcuna... Non ti prostrare davanti a loro e non li servire” (Deuteronomio 5:6-9).

Ecco la pura, inalterata Parola del Signore che proveniva direttamente dalla Sua bocca. Avrebbe dovuto far fiondare il popolo nelle loro tende per distruggere le loro immagini scolpite. Avrebbe dovuto scuotere i loro cuori e farli gettare a terra sulle ginocchia. Ed invece essi gridarono: “Basta con i fulmini, il fuoco e le scosse. Basta con questa voce che ci parla. Dacci un portavoce che sia come noi e fa si che ci possa parlare. Solo così ascolteremo ed ubbidiremo”.

martedì 8 aprile 2014

ABBIAMO BISOGNO DI UN MESSAGGIO PIÙ DOLCE

“Mosè disse al popolo: «Non temete, Dio è venuto per mettervi alla prova, perché ci sia in voi timore di Dio, e così non pecchiate»” (Esodo 20:20). 

“Camminate in tutto e per tutto per la via che il Signore, il vostro Dio, vi ha prescritta, affinché viviate e siate felici e prolunghiate i vostri giorni nel paese che voi possederete»” (Deuteronomio 5:33).

In sostanza Mosè disse: “Dio non è infuriato con voi. Tutto questo non ha nulla a che fare con questa grandiosa esperienza. No—Egli vuole rafforzare in voi il Suo timore. Egli sta tentanto di costruire in voi un'arma potente affinché possiate vivere vittoriosi tutti i giorni della vostra vita”.

Ecco che arrivò una fra le più strane logiche nella Bibbia. I capi dissero a Mosè: “oggi abbiamo visto che Dio ha parlato con l'uomo e l'uomo è rimasto vivo. Ma ora perché dovremmo morire? Questo gran fuoco ci consumerà; noi moriremo se continuiamo a udire la voce del Signore, il nostro Dio. Poiché qual è il mortale, chiunque egli sia, che abbia udito come noi la voce del Dio vivente parlare dal fuoco e sia rimasto vivo?” (Deuteronomio 5:24-26). Essi dissero a Mosè: “sappiamo che possiamo udire Dio parlare dal fuoco e sopravvivere. Ma, se dovremo restare ad ascoltare questa Sua voce pura e santa, verremo consumati. Perché dovremmo morire? Di tutti i popoli del mondo, noi siamo l'unico che ha udito la voce di Dio ed è sopravvissuto”.

Il Signore però ci fornisce un indizio in merito a cosa stava realmente accadendo: “Oh, avessero sempre un simile cuore da temermi e da osservare tutti i miei comandamenti, affinché venga del bene a loro e ai loro figli per sempre!” (verso 29).

Essi stavano onorando Dio con le loro labbra ma i loro cuori erano lontani da Lui. Quoto Isaia, che ci dice: “Poiché questo popolo si avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me e il timore che ha di me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini” (Isaia 29:13).

Gli Israeliti erano così devoti alle loro piccole immagini d'oro che niente poteva trattenerli dal culto idolatra. Infine ignorarono anche la voce diretta di Dio, in tutta la Sua santità e maestà.

Quando gli anziani di Israele dissero: abbiamo bisogno di un messaggio più dolce, altrimenti moriremo”, quanto avevano ragione. Ogni volta che ascoltiamo la predicazione dello Spirito Santo—ascoltando la parola di Dio unta dall'alto—stai di certo morendo. Cioè, stai morendo ai tuoi peccati.

lunedì 7 aprile 2014

CONFIDARE IN DIO PER DIMOSTRARE IL SUO POTERE by Gary Wilkerson

David non disse mai: “mio padre mi chiese di diventare pastore, quindi ero io quello giusto. Ho lottato contro leoni e orsi e non ho mai perso una pecora”. Questa sarebbe stata una buona testimonianza—ma non avrebbe dato gloria a Dio. In realtà, il privilegio di David fu: “Il Signore, che mi liberò dalla zampa del leone e dalla zampa dell'orso, mi libererà anche dalla mano di questo Filisteo” (1 Samuele 17:37).

Essendo servo in Babilonia, la vita di Neemia era a rischio dato che lavorava come coppiere del re. Ma il privilegio di Neemia in Dio fu: “ho ricostruito una città per rendere onore al nome di Dio”. Vedendo come il nome di Dio veniva schernito per le strade di Gerusalemme, Neemia sentì un fuoco dentro di sé—e cominciò a ricostruire le mura.

La testimonianza di Mosè non fu: “ho vissuto nel palazzo di Faraone ed egli aveva grande autorità”. Il suo privilegio fu: “Dio mi ha parlato per mezzo di un pruno ardente—ed io affrontai Faraone dicendo, «lascia andare il mio popolo»”. Il suo privilegio venne udito nel Mar Rosso: “l'esercito Egiziano è annegato in mare!”

I credenti del Nuovo testamento ebbero il medesimo privilegio. Stefano era diacono e distribuiva il cibo alle vedove—e questa è già di per sé una buona testimonianza—ma il suo maggior privilegio ed una ancor più degna testimonianza fu quando predicò ad una folla di non credenti. Il suo sermone unto dall'alto provocò talmente tanto quella gente da far prendere loro delle pietre per lapidarlo. La testimonianza di Stefano ebbe una doppia valenza: egli fu il primo martire della chiesa ed il suo fedele sacrificio più avanti avrebbe avuto un forte impatto su un giudeo zelota di nome Saulo.

Devo ancora incontrare un cristiano che non si sia già chiesto: “non c'è qualcosa in più da questa vita in Cristo? Quando vedremo il potere di Dio manifestarsi in questa generazione?” Forse stai affrontando qualcosa che richiede l'intervento di Dio. Non è tempo di dire: “andrò in chiesa più spesso”.

È tempo di dire: “confido in Dio affinché Egli manifesti il Suo potere nella mia vita. Egli salverà il mio matrimonio, redimerà i miei bambini, i miei colleghi vedranno tutto questo e ne resteranno meravigliati. Egli mi darà una degna testimonianza di cui vantarmi”.
Questo messaggio non ha l'intenzione di farti sentire colpevole. È volto a far risvegliare la passione nei nostri cuori—una passione troppo spesso repressa dalla paura e dal dubbio. Alcuni hanno messo da parte la loro fede per così tanto tempo da non credere più che possano avere una degna testimonianza di cui vantarsi—ma la Parola di Dio ci dice il contrario.

sabato 5 aprile 2014

LA FEDE NON VA SOLO INSEGNATA, VA AFFERRATA by Claude Houde

Voglio sfidarti per fede a ricevere una visione per te stesso. Poco importa se sei un adolescente, un genitore, uno studente, una casalinga o un giovane in carriera, tu puoi trasmettere la tua fede a qualcuno. Puoi ispirare qualcuno - un amico, una mamma o un papà, un figlio, una figlia, un credente tuo amico - ad amare, pregare, perdonare, pentirsi, servire e fare qualcosa di bello e nobile! Ti prego, permetti al tuo spirito di percepire che Dio sta cercando un uomo o una donna il cui cuore possa battere per la visione che senza fede, è impossibile dar vita ad un popolo vittorioso.

La fede non va solo insegnata, ma va afferrata! La verità e la realtà spirituale è che, essendo io un padre, i miei bambini possono camminare per il sentiero che io traccerò per loro. Permettimi di illustrarti questo mio pensiero con una semplice storiella che mi veniva raccontata durante la mia infanzia nel quartiere di Montreal che faceva parte del progetto di edilizia per i cittadini a basso reddito.

  • Era una fredda notte invernale ed un padre stava per entrare in un bar del quartiere per l'ennesima volta. Era venerdì sera ed aveva appena incassato il suo stipendio. Era come se i soldi gli bruciassero nelle tasche e, come faceva ogni settimana, stava per spenderli tutti nel bere. In quel momento privo di ogni logica, ogni cosa svaniva e perdeva senso. Non era in grado di pensare al denaro di cui aveva bisogno per sfamare i suoi bambini, pagare l'affitto e le spese per il riscaldamento. Le promesse che aveva fatto alla moglie, tante e tante volte, svanivano ogni volta, accecato com'era dalla cattiva abitudine e dalla disperazione di dimenticare sia ciò che lo disgustava che ciò che lo aveva reso schiavo.Quest'uomo odiava se stesso, ma le voci dentro di lui vincevano sempre: “sono solo affari miei; non sto facendo del male a nessuno; è una mia scelta; sono solo un paio di drink”. Improvvisamente, udì un fruscio nel silenzio di quella fredda notte - il suono di passi leggeri sulla neve. Si girò e ciò che vide lo colpì come un pugno di ferro nella pancia, togliendogli il respiro. Suo figlio lo stava seguendo sforzandosi al meglio, dando tutto se stesso, nel tentare di mettere i suoi piedini, passo dopo passo, sulle impronte che suo padre aveva lasciato sulla neve. Stava seguendo le impronte di suo padre.

Caro lettore, ognuno di noi sta portando qualcuno da qualche parte. Alcuni ragazzi e ragazze stanno imparando a mentire, criticare gli altri, ingannare, giudicare, essere arroganti e sempre alla ricerca di scorciatoie. Ma i nostri figli e figlie possono anche guardare a noi ed imparare da noi ad amare, pregare, lavorare, lodare, servire, perdonare e credere. Loro possono imparare da noi a dire la verità, rispettare la gente, giudicare la gente per il loro carattere piuttosto che per il colore della loro pelle, ad essere onesti, portare rispetto per gli anziani ed essere amici dei poveri.


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Claude Houde, pastore della Eglise Nouvelle Vie (Chiesa della Nuova Vita) a Montreal, Canada, è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo. Sotto la sua guida La Chiesa della Nuova Vita è cresciuta da poche persone a più di 3500 in una parte del Canada dove le chiese Pentecostali hanno da sempre avuto poco successo.

venerdì 4 aprile 2014

PECCATO NASCOSTO

Quando Israele si accampò sul Monte Sinai, il popolo venne improvvisamente inghiottito da fitte tenebre e da un incredibile fuoco ardente. Dal mezzo di questi elementi sorprendenti, Dio parlò: “Queste parole disse l'Eterno a tutta la vostra assemblea sul monte, di mezzo al fuoco, alla nuvola e a densa oscurità, con voce forte” (Deuteronomio 5:22).

Mentre tutto ciò accadeva, gli israeliti tremavano di paura. Erano convinti di morire prima che la voce del Signore finisse di parlare. Infine, la voce si placò; i tuoni smisero; le scosse cessarono; e presto, il sole iniziò a splendere. Mentre il popolo si guardava attorno, vide che erano ancora tutti vivi. Avevano udito la voce vera e udibile di Dio e vissero!

Ovviamente, non appena quest’incredibile manifestazione smise, gli anziani d’Israele e i capi delle tribù convocarono un’assemblea. Vi aspettereste di assistere all’incontro di lode più grande della storia dell’umanità. Invece quest’incontro non fu di lode – affatto. Incredibilmente, gli anziani dissero a Mosè: “Non possiamo affrontare questo tipo d’esperienze. Non vogliamo più sentire la maestosa voce di Dio. Se ci parlerà ancora in quel modo, moriremo. Da ora in poi vogliamo sentire le Sue parole attraverso la voce di un uomo”.

La loro risposta è assolutamente sconcertante. Perché qualcuno dovrebbe reagire in questo modo ad un miracolo tanto glorioso di Dio? Io posso dirti perché: fu perché gli israeliti avevano del peccato nascosto nei loro cuori. Erano adoratori segreti di idoli.

Inverosimilmente, queste persone si aggrappavano ancora ai piccoli idoli d’oro che si erano portati dall’Egitto. L’apostolo Stefano disse che tali idoli erano “ immagini da voi fatte per adorarle” (Atti 7:43). Gli israeliti le avevano scolpite a somiglianza dei giganteschi vitelli d’oro adorati dagli egiziani. Essi gridavano, “Tu ci hai liberato dall’Egitto. Tu sei il nostro Dio”. E ora, nel deserto, non avevano ancora abbandonato la loro orribile idolatria.

Stefano definì queste persone “l’assemblea nel deserto” (verso 38). Egli era stupito che, persino dopo che il Signore ebbe parlato loro in modo udibile, i loro cuori erano rimasti nell’idolatra Egitto. Egli disse di loro, “A lui i padri nostri non vollero ubbidire…e si rivolsero con i loro cuori all'Egitto” (verso 39).

Capisci ora perché la voce di Dio fece tremare queste persone. Il motivo per cui pensarono di morire fu perché erano alla presenza di un Dio santo e potente – non di un qualche idolo scolpito inanimato. Il Suo Spirito aveva raggiunto le loro anime e le loro coscienze li stavano convincendo di peccato.

giovedì 3 aprile 2014

AIUTANDO INSIEME NELLA PREGHIERA

La moglie di un pastore lasciò un messaggio pietoso al servizio di consulenza del nostro ministero. Disse farfugliando, “Fratello David, migliaia di mogli di pastori bevono di nascosto per coprire il proprio dolore. Questo è ciò che faccio. Bevo per alleviare il dolore”. Altre mogli di ministri scrivono dei loro matrimoni falliti o della dipendenza del marito dalla pornografia.

Amato, queste sono persone che io ora sto aiutando in preghiera. Prego per i ministri e le loro famiglie, perché so che ne hanno bisogno. Ho imparato di prima mano che aiutare in preghiera funziona. La Scrittura dice che quando l’apostolo Pietro era incatenato in prigione, “continue orazioni a Dio erano fatte dalla chiesa per lui” (Atti 12:5). E Dio liberò Pietro con un miracolo!
Paolo non solo richiese aiutanti nella preghiera, ma lui stesso ne fu uno.

Sapeva che faceva parte della sua chiamata come ministro dell’evangelo. Egli scrisse ai filippesi, “A tutti i santi…con i vescovi e i diaconi…Rendo grazie al mio Dio ogni volta che mi ricordo di voi, pregando sempre con gioia per voi tutti in ogni mia orazione…perché vi ho nel cuore” (Filippesi 1:1, 3, 4, 7).

Sai di un fratello o una sorella il cui matrimonio è in subbuglio? Se è così, cosa fai a riguardo? Dici semplicemente agli altri quanto sia vergognoso che si siano separati? Oppure innalzi i loro nomi al Signore e lotti per loro in preghiera?

Desideri questo ministero di aiuto nella preghiera? Se non conosci nessuno con un bisogno, inizia pregando per tutti i matrimoni cristiani e tutti i santi di Dio. Le tue preghiere non devono essere lunghe. Dichiara semplicemente la tua richiesta e confida che Dio ti ascolti.

Ricevetti un esempio di ciò una volta in cui mi trovavo a letto malato. Uno dei miei nipoti entrò e disse, “Nonno, voglio pregare per te”. Il mio piccolo aiutante pose la sua mano sulla mia testa e pregò, “Gesù, fallo stare meglio”. Io sorrisi e lo ringraziai, ma lui continuava a guardarmi. Alla fine disse, “Sei guarito. Alzati!” Così mi alzai – ed ero guarito! La sua preghiera di fede mi aveva rimesso in piedi.

Avvengono liberazioni potenti quando i santi di Dio Lo cercano diligentemente con la fede di un bambino per i bisogni dei loro fratelli e delle loro sorelle.

mercoledì 2 aprile 2014

IN MEZZO ALLE DIFFICOLTÀ, PAOLO IMPARÒ GRANDI LEZIONI

La lezione più significativa che Paolo imparò nella sua angoscia fu di dover rivolgersi al Signore e alle Sue promesse di patto. Egli sapeva di non poter più confidare nella sua carne, nelle sue capacità o forza di volontà. Scrive, “Anzi avevamo già in noi stessi la sentenza di morte, affinché non ci confidassimo in noi stessi, ma in Dio che risuscita i morti” (2 Corinzi 1:9).

Le prove di Paolo lo avevano portato alla fine della sua resistenza. Sapeva di non avere più forze per combattere le potenze delle tenebre, così condannò a morte la propria carne. E Dio lo liberò meravigliosamente: “Il quale ci ha liberati e ci libera da un sì grande pericolo di morte, e nel quale speriamo che ci libererà ancora nell'avvenire” (verso 10).

In che modo venne liberato Paolo? Concorsero diversi fattori: innanzitutto, egli era un potente uomo di preghiera e, secondariamente, aveva grande fiducia nel Signore. Paolo sapeva che Dio avrebbe mantenuto le Sue promesse di patto. Egli poteva dire, “Proprio come il Signore mi ha liberato in passato, Egli è all’opera per liberarmi da questa prova. Da ora fino al giorno in cui morirò, vivrò sotto la Sua potenza liberatrice”.

Come Paolo, anche per noi viene permesso sopportare momenti difficili, per poter morire al nostro affidarci alle capacità umane. Il Signore permette che veniamo schiacciati, resi impotenti e deboli, nel tentativo di convincerci che non possiamo sconfiggere il nemico mediante alcuno sforzo carnale.

Nel confrontare la nostra vita a quella di Paolo, potremmo essere tentati a pensare, “Non sperimenterò mai il tipo di liberazione di cui godette quest’uomo. Egli era ben istruito nelle Scritture e ricevette grandi rivelazioni dal Signore su Gesù, sul vangelo e sul Nuovo Patto.

“E Paolo ministrò in potenza e dimostrazioni di Spirito Santo. Da solo scosse intere città e nazioni. Non poteva essere ucciso dal diavolo, nemmeno dopo essere stato lapidato, aggredito dalle folle, dopo aver naufragato tre volte. Dio si usò di lui persino per risuscitare i morti. Quest’uomo fu uno dei servi più unti di Dio in tutta la storia. Aveva tutto spiritualmente parlando”.

Non è così, secondo Paolo. L’apostolo rende chiaro che esisteva un altro fattore importante nella sua liberazione: l’intercessione potente degli aiutanti nella preghiera. “Mentre voi stessi vi unite a noi per aiutarci in preghiera” verso 11). Paolo stava dicendo, “Ho fiducia che Dio mi libererà. E voi state facendo in modo che questo avvenga tramite la preghiera”.

martedì 1 aprile 2014

LIBERATI MEDIANTE LE PREGHIERE DEGLI “AIUTANTI”

“Perché non vogliamo, fratelli, che ignoriate la nostra afflizione che ci capitò in Asia, come siamo stati eccessivamente gravati al di là delle nostre forze, tanto da giungere a disperare della vita stessa” (2 Corinzi 1:8). Il termine greco per “eccessivamente gravati” in questo passo significa “profondamente appesantiti, dolorosamente schiacciati”. Paolo stava dicendo a questi santi, “La nostra crisi è stata talmente grave da avermi quasi schiacciato. Pensavo fosse la fine per me”.

Quando Paolo dice di essere talmente aggravato da disperare per la propria vita, sappiamo che aveva davvero toccato il fondo. In altri passi, egli sminuisce le sue sofferenze. Ricorderai quanto semplicemente si scosse via un serpente velenoso che si era attaccato alla sua mano. Naufragò tre volte, ma ne parla solo di passaggio, per parlare di altro. Fu picchiato, derubato, lapidato, imprigionato – eppure in tutto questo non si lamentò mai.

Tuttavia, in questo passo, l’apostolo era sul punto dello sfinimento totale. Credo che questo “problema” che visse, fosse angoscia mentale. Non possiamo conoscere esattamente quale fosse il problema di Paolo, ma 2 Corinzi 7:5 ci offre un suggerimento:_ “Da quando infatti siamo arrivati in Macedonia, la nostra carne non ha avuto requie alcuna, ma siamo stati afflitti in ogni maniera: combattimenti di fuori, paure di dentro”.

Credo che Paolo si riferisse al dolore causato dalle pecore che pasturava. Erano sorti falsi insegnanti in Corinto che avevano cercato di rivoltargli contro le persone. Ora Paolo temeva che il suo gregge rifiutasse il suo messaggio e seguisse uomini che non avevano a cuore il loro interesse.

Fu consolato dall’arrivo di Tito, il quale gli recò buone notizie sui suoi “amati figli” in Corinto. Paolo scrive, “Ma Dio…ci ha consolati con la venuta di Tito, e non solo con la sua venuta, ma anche con la consolazione da lui ricevuta tra di voi; egli ci ha riferito della vostra grande affezione, del vostro pianto e del vostro zelo per me, per cui mi sono ancor più rallegrato” (versi 6-7).

Ho provato questo tipo di angoscia nella mia vita. A volte, le parole delle persone che ho amato e aiutato sono state come pugnali nella schiena. Posso dire con Davide, “La sua bocca era più dolce del burro, ma nel cuore aveva la guerra; le sue parole erano più morbide dell'olio, ma erano spade sguainate” (Salmo 55:21). In questi momenti difficili, ho avuto bisogno più che mai di “aiutanti nella preghiera”.