venerdì 28 febbraio 2014

COSA SIGNIFICA RAVVEDERSI?

Alcuni cristiani credono che il ravvedimento significhi semplicemente “convertirsi” e andare nella direzione opposta. Ma la Bibbia ci dice che il ravvedimento è molto più di questo.

Il significato pieno e letterale del termine “ravvedimento” nel Nuovo Testamento è “provare rimorso e disapprovazione di sé a motivo del proprio peccato contro Dio; essere contriti, dispiaciuti; voler cambiare direzione”. La differenza di significato qui giace nella parola “volere”. Il vero ravvedimento implica il desiderio di cambiamento!

Inoltre, essere soltanto dispiaciuti non costituisce il ravvedimento. Piuttosto, è un vero dolore che porta a ravvedimento. Paolo afferma, “Perché la tristezza secondo Dio produce un ravvedimento che porta alla salvezza, del quale non c'è mai da pentirsi; ma la tristezza del mondo produce la morte” (2 Corinzi 7:10).

Paolo qui sta parlando di un dolore che non ha rimpianti – genuino, che si “attacca” alla vita della persona ravveduta. Questo tipo di santo dolore produce in maniera naturale un ravvedimento che include un odio per il peccato, un giusto timore di Dio e il desiderio di sistemare tutto ciò che non va.

Non dovrebbe sorprenderci, dunque, che Paolo predicasse il ravvedimento ai credenti. Egli diede un forte messaggio di ravvedimento ai cristiani di Corinto. I credenti corinti erano stati abbondantemente benedetti da Dio, ascoltavano insegnanti potenti della Parola, eppure la loro congregazione rimaneva piena di peccato.

Inizialmente Paolo testimonia ai Corinzi, “Certo, i segni dell'apostolo sono stati compiuti tra di voi, in una pazienza a tutta prova, nei miracoli, nei prodigi e nelle opere potenti” (2 Corinzi 12:12). Ma poi Paolo dice loro molto chiaramente, “Infatti temo, quando verrò, di non trovarvi quali vorrei” (verso 20).

Qual era il timore di Paolo? Era semplicemente questo: “Che al mio arrivo il mio Dio abbia di nuovo a umiliarmi davanti a voi, e io debba piangere per molti di quelli che hanno peccato precedentemente, e non si sono ravveduti dell'impurità, della fornicazione e della dissolutezza a cui si erano dati” (verso 21).

Questo pastore dal cuore tenero amava i santi compromessi di Corinto; tuttavia, sapeva che a loro fosse stato ben insegnato che uno stile di vita palesemente peccaminosa fosse sbagliata. Egli disse loro, “Quando verrò a farvi visita, mi vedrete chinare il capo con dolore. I miei occhi verseranno molte lacrime e la mia voce sarà spezzata dal dolore.

“Se vi vedrò continuare ad indulgere nell’impurità, nella fornicazione e nella concupiscenza, sarò profondamente spezzato, perché il vangelo non ha compiuto l’opera sua nel vostro cuore. Non vi siete ancora ravveduti del vostro peccato e io vi chiamerò sonoramente a ravvedimento!”

giovedì 27 febbraio 2014

IL GIORNO DI PENTECOSTE

Quale vangelo predicò Pietro alle folle nel giorno di Pentecoste? La Bibbia ci dice che quando il popolo sentì l’apostolo testimoniare, “furono compunti nel cuore e chiesero a Pietro e agli apostoli: «Fratelli, che dobbiamo fare?». Allora Pietro disse loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo” (Atti 2:37-38).

Pietro non disse a queste persone soltanto di “credere es essere salvati”. Né chiese loro di prendere soltanto una decisione, di votare per Gesù. No, egli disse loro di ravvedersi prima e di essere poi battezzati in obbedienza a Cristo!

Quale vangelo predicò Paolo ai pagani Ateniesi nell’areopago? Egli disse loro molto chiaramente, “Dio comanda a tutti gli uomini e dappertutto che si ravvedano” (Atti 17:30).

Questi intellettuali greci non avevano problemi a credere in Dio; infatti, si può dire che il loro passatempo fosse quello di “credere” in molti dei – prima in questo, poi in quello. Ogni qualvolta qualcuno veniva a predicare un dio in maniera persuasiva, essi vi credevano. Quindi credettero – ma lo fecero continuando a vivere nel peccato. La sola fede non fu sufficiente!

Paolo disse a questi uomini, “No! No! Gesù non può essere semplicemente aggiunto alla vostra lista di dei. Forse credete in tutti loro, ma non potete fare lo stesso con Gesù. Egli è venuto a salvarvi dai vostri peccati e comanda a tutti i Suoi seguaci di ravvedersi ed essere purificati!”

In seguito, Paolo predicò lo stesso evangelo di ravvedimento al re Agrippa: “Io non sono stato disubbidiente alla celeste visione. Ma prima a quelli in Damasco, poi a Gerusalemme, in tutta la regione della Giudea e ai gentili, ho annunziato di ravvedersi e di convertirsi a Dio, facendo opere degne di ravvedimento” (Atti 26:19-20).

Paolo sta dicendo, “Ovunque io sia stato, ho predicato il ravvedimento. E un ravvedimento sincero si dimostra dalle azioni!”

Questi passi ci rendono chiaro che la chiesa apostolica predicava imperterrita lo stesso vangelo predicato da Giovanni e Gesù: “Ravvedetevi per la remissione dei vostri peccati!”

mercoledì 26 febbraio 2014

PREDICARE IL RAVVEDIMENTO

Quale fu il primo messaggio che Gesù diede dopo essere uscito dalla tentazione nel deserto? La Scrittura dice, “Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino!»” (Matteo 4:17).

Gesù chiamava il popolo a ravvedersi prima ancora di chiamarlo a credere. Marco scrive, “Ora, dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù venne in Galilea predicando l'evangelo del regno di Dio, e dicendo: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. Ravvedetevi e credete all'evangelo»” (Marco 1:14-15). Cristo predicava, “Ravvediti prima – e poi credi”.

In altri punti, Gesù dice della Sua missione, “Perché io non sono venuto per chiamare a ravvedimento i giusti, ma i peccatori” (Matteo 9:13). E disse ai galilei, “No, vi dico; ma se non vi ravvedete, perirete tutti allo stesso modo” (Luca 13:3).

Il vangelo di Gesù riguardava pienamente il ravvedimento!

Anche Giovanni il Battista predicò il ravvedimento, per preparare Israele alla venuta del Cristo. Il messaggio di Giovanni ai giudei era semplice e diretto: “Or in quei giorni venne Giovanni Battista, che predicava nel deserto della Giudea, e diceva: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino!»” (Matteo 3:1-2).

La gente arrivava da tutte le parti per sentire Giovanni predicare, ed egli diceva loro senza mezzi termini: “Il Messia apparirà presto in mezzo a voi, quindi fareste meglio a preparavi ad incontrarlo! Forse siete emozionati riguardo la Sua venuta, ma io vi dico che i vostri cuori non sono pronti, perché restate ancora aggrappati ai vostri peccati.

“All’esterno apparite puri e santi, ma dentro siete pieni di ossa di morti! Siete una generazione di vipere, serpenti, completamente privi del timore di Dio [vedi Matteo 3:7-12]. Eppure non vi rendete nemmeno conto di essere peccatori. Vi avverto – dovete affrontare il vostro peccato prima di poter credere nel Salvatore e seguirlo. Allora ravvedetevi, convertitevi dal vostro peccato e vivete in un modo che rifletta un cambiamento genuino!”

martedì 25 febbraio 2014

È TEMPO DI AGIRE NELL’AMORE

“Siate dunque misericordiosi, come anche il Padre vostro è misericordioso” (Luca 6:36).

Il termine “misericordia” qui è estratto dal medesimo misericordia, il termine greco per “infelicità”. Il significato completo di questo termine è: “prendere a cuore l’infelicità altrui, con l’intenzione di donare loro consolazione e sollievo”. Quindi essere misericordiosi significa farsi carico delle ferite altrui!

Questo è esattamente ciò che il nostro Signore fa per noi. Quante volte Gesù si è caricato della tua infelicità e della tua sofferenza donandoti a Sua volta consolazione, riposo e perdono? Quanto spesso ha asciugato le tue lacrime e ti ha dato una dolce parola quando meno te la meritavi? Egli l’ha fatto volta dopo volta dopo volta!

Come puoi non trovare nel tuo cuore lo spazio per farti carico dell’infelicità e del dolore di qualcuno che tu sai essere ferito? Il termine greco per “dolcezza” fonda le sue radici in queste parole: “oracolo” e “tocco gentile”. Sei tu un oracolo di speranza per i tuoi fratelli e sorelle in Cristo, offrendo loro una parola di speranza da parte del Signore, con un tocco gentile di consolazione? Secondo la Scrittura, tutto ciò che devi fare per essere il Suo oracolo d’amore è rappresentare agli altri chi sia Gesù.

Il termine “compassione” significa “essere influenzati, toccati dall’infelicità altrui ed essere determinati a fare qualcosa a riguardo”. Ciò non significa avvicinarsi a qualcuno che vive nel peccato e dirgli, “Ho una parola dal cielo per te, fratello. C’è del peccato nella tua vita!”

Se c’è del peccato nella sua vita, lui già lo sa! E probabilmente ti risponderebbe con il grido di Geremia: “Ti prego non trattarmi nella tua ira o mi annienterai. Sono già abbastanza giù, non ridurmi ancora più in basso!”

Se hai avuto una rivelazione della gloria di Dio, sai cosa significa assaporare il Suo amore, la Sua misericordia e il Suo perdono, e tu vieni trasformato da quella gloria ogni giorno. Ora, Gesù dice di prendere quella gloria e farla risplendere nel mondo intorno a te. È tempo di agire nell’amore, come il tuo Signore ha sempre fatto per te!

lunedì 24 febbraio 2014

SIEDITI E GUARDA by Gary Wilkerson

Ezechiele fu un grande profeta che si mosse potentemente nello Spirito. In Ezechiele 37, Dio gli diede una visione che credo contenga un puntuale messaggio di risveglio spirituale per l’arida chiesa di oggi.

Come la maggior parte dei profeti veterotestamentari, Ezechiele servì il re d’Israele. Ciò spesso significava viaggiare con l’esercito reale e testimoniare degli orrori della guerra. Ezechiele vide tante di quelle carneficine che nessuno avrebbe dovuto mai vedere. Eppure contemplò una visione che sorpassò tutte quelle che aveva visto prima. Tale visione proveniva dallo Spirito Santo ed Ezechiele testimoniò, “La mano dell'Eterno fu sopra me” (Ezechiele 37:1).

In questa vita dovremo testimoniare di molte cose difficili. Diverse settimane fa ho pregato con una madre il cui figlio di 22 anni era morto improvvisamente – un giovane che conoscevo da quando aveva due anni. Anno dopo anno, vedo matrimoni andare alla deriva. Osservo la dipendenza da droghe distruggere giovani vite nel fiore dei loro giorni. Mentre vado in ufficio ogni giorno, penso a quell’80% della popolazione della nostra città che non conosce Gesù.

Quando Dio creò l’umanità, Egli non aveva pianificato di farci sperimentare tutte le cose peccaminose che ci accadono. Tuttavia, persino nel testimoniare tragedie, noi riposiamo nella mano Dio, come Ezechiele – e la Bibbia dice che nessun potere può sottrarci da essa. Questa verità deve stabilirsi nei nostri cuori. Se dobbiamo ingaggiare battaglia contro le forze oscure che vengono contro le nostre famiglie, i nostri giovani e le nostre comunità, dobbiamo sapere di essere costantemente protetti e che Qualcuno veglia su noi.

Dio disse ad Ezechiele, “Siediti e guarda ciò che voglio mostrarti. Sto per compiere un’opera stupenda, ma tu non sarai in grado di afferrarla col tuo discernimento umano. Hai bisogno che il Mio Spirito ti riveli ciò che sto per compiere”.

Il termine ebraico per “siediti” in Ezechiele 37 è lo stesso termine che troviamo in Luca 24:49, in cui Gesù istruì i Suoi discepoli, “Ma voi rimanete [sedete] nella città di Gerusalemme, finché siate rivestiti di potenza dall'alto”. Il significato in entrambi i contesti è, “Deponi i tuoi progetti e le tue strategie. Poi aspetta che Io ti riempia della Mia potenza”.

Sono convinto che la chiesa oggi abbia disperatamente bisogno di udire questa parola. Quante volte organizziamo seminari, concerti e conferenze – eventi che non fanno la differenza se Cristo non vi soffia vita dentro? Solo quando lo Spirito Santo ci riempie abbiamo qualcosa di reale da donare.

sabato 22 febbraio 2014

SEMBRA IMPOSSIBILE by Carter Conlon

In Matteo 4, Gesù fu condotto nel deserto dallo Spirito Santo. Non mangiava da quaranta giorni quando Satana andò da Lui e gli disse:“Se tu sei Figlio di Dio, ordina che queste pietre diventino pani” (Matteo 4:3). In altre parole: “se sei il figlio di Dio, devi per forza affrontare queste difficoltà? Non dovresti soffrire e privarti del cibo. Comanda a queste pietre di diventare pane”.

Ma Gesù replicò, “Sta scritto: Non di pane soltanto vivrà l'uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio” (Matteo 4:4). In altre parole: “Io sono stato mandato in missione dal Padre mio ed Io la porterò a termine. Non significa che starò sempre a mio agio, ma ho una parola dal Padre, Io terminerò questo viaggio con la vittoria e molti verranno con Me”.

Molta gente della nostra generazione è andata alla ricerca di una vita facile ed ha tentato di usare il potere di Dio per trasformare ogni pietra in pane e rendere semplice tutto ciò che era difficile. Ma Gesù disse ai Suoi discepoli: “Qual è l'uomo tra di voi, il quale, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra?” In altre parole, Dio ti darà ciò di cui hai bisogno per venir fuori da ogni difficoltà che dovrai affrontare. Non devi cercare una via d'uscita al tuo dilemma o provare ad usare il potere di Dio per rendere semplice ciò che è difficile.

Gesù continuò: “Oppure se gli chiede un pesce, gli dia un serpente?” Questa è un'incredibile dichiarazione, poiché il Padre mandò Suo Figlio per diventare il pescatore della mia e della tua anima, di conseguenza ci ha chiamati a lavorare per l'opera Sua e diventare pescatori di uomini. Questo fu lo scopo della redenzione di Dio sulla terra, che incluse anche la croce, essendo rigettato, sopportando la beffa ed il disprezzo della gente che si opponeva alla sua stessa salvezza. Il serpente andò di nuovo da Gesù dicendo: “ecco qui tutti i regni del mondo. Tutto ciò che devi fare è inchinarti davanti a me e riconoscere che le vie di Dio non sono le sole ed uniche vie. Devi solo piegare le tue ginocchia e aggirare la croce, girando attorno alla difficoltà ed io ti darò tutto questo adesso”.

Adesso se chiedi un pesce il Padre non ti darà un serpente. Forse stai chiedendo: “Signore, non voglio essere solo una luminosa testimonianza di chi Tu sei per questa generazione. Farai di me un pescatore di uomini proprio come lo era la chiesa primitiva?” E diversamente dal serpente che sta provando a tentare molte delle chiese di questa generazione ad andare per una via diversa, Dio non verrà da te a dirti: “tranquillo, la vita sarà facile. Non devi soffrire a causa di Cristo”. Invece, Egli ti promette di trarti fuori da ogni difficoltà che incontrerai nel camminare con uno scopo in questa generazione, Egli ti trarrà fuori e ti condurrà verso una fine vittoriosa.


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Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 dietro invito del pastore fondatore, David Wilkerson, diventando pastore Senior nel 2001. Un forte e compassionevole leader che è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 21 febbraio 2014

COS’È SUCCESSO AL RAVVEDIMENTO?

Cos’è successo al ravvedimento? Questa parola si sente di rado nella maggior parte delle chiese oggi. I pastori raramente chiamano la propria congregazione a piangere e addolorarsi per le ferite che arrecano a Cristo con la loro malvagità.

Piuttosto, il messaggio che ascoltiamo da molti pulpiti oggi è, “Credi solamente. Accetta Cristo e sarai salvato”. Il testo usato per giustificare questo messaggio è Atti 16:30-31. In questo passo, l’apostolo Paolo era tenuto in prigione quando, improvvisamente, la terra tremò e le porte di tutte le celle si aprirono. Il carceriere pensò subito che tutti i prigionieri fossero fuggiti, il che significava dover affrontare l’esecuzione. Nella disperazione, estrasse la spada e stava per uccidersi quando Paolo e Sila lo fermarono, rassicurandolo che nessuno era fuggito.

Nel vedere ciò, l’uomo cadde davanti agli apostoli e gridò, “Signori, cosa devo fare per essere salvato? Ed essi dissero: «Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato tu e la casa tua»” (Atti 16:30-31).

Nel leggere questo passo, è importante ricordare che il carceriere era sull’orlo del suicidio, con la spada già sguainata. Era già sul punto di ravvedersi – sulle ginocchia, spezzato e tremante davanti agli apostoli.

Quindi il suo cuore era davvero pronto ad accettare Gesù con fede genuina.

Nel vangelo di Marco, Cristo dice ai Suoi discepoli, “Chi ha creduto ed è stato battezzato, sarà salvato; ma chi non ha creduto, sarà condannato” (Marco 16:16). È chiaro, da quanto Gesù dice qui, che la salvezza si trova semplicemente accettandolo ed essendo battezzati.

Tuttavia, Gesù introduce la Sua affermazione con questa parola: “Andate per tutto il mondo e predicate l'evangelo a ogni creatura” (verso 15). Egli sta dicendo, in poche parole, che prima che le persone possano credere in Lui, il vangelo dev’essere prima predicato loro.

E a quale vangelo si riferiva Gesù? Si tratta del vangelo che Gesù Stesso predicò – il vangelo del ravvedimento!

Pensaci. Quale fu il primo messaggio che Gesù diede dopo essere uscito dalla tentazione nel deserto? La Scrittura dice, “Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino!»” (Matteo 4:17).

giovedì 20 febbraio 2014

UN TEMPO PER GIOIRE

Adamo ed Eva portarono inganno nel loro matrimonio per poi aggiungervi ribellione nascondendosi dalla presenza di Dio. Dio non si nasconde mai – solo l’uomo lo fa. Dio era coinvolto in quel primo matrimonio tra il primo uomo e la prima donna in maniera vitale ed Egli oggi si preoccupa allo stesso modo del matrimonio di ogni cristiano.

Pochi matrimoni potranno farcela se entrambi i coniugi si nascondono da Dio. Mostrami un matrimonio che non abbia un coniuge vicino a Gesù e io ti mostrerò un matrimonio con poche possibilità di sopravvivenza. Almeno uno dei due coniugi dev’essere in consultazione quotidiana col Signore. L’ideale sarebbe che sia il marito che la moglie parlino con Lui, ma se uno dei coniugi sta scappando da Dio, è fondamentale che l’altro sia in grado di correre nella sua cameretta di preghiera per ricevere aiuto e direzione. Una moglie di preghiera spesso riesce a salvare il suo matrimonio, come pure un marito di preghiera.

Il solo amore non è sufficiente a far restare un matrimonio forte – soltanto la potenza di Dio lo può fare. Quella potenza è all’opera proprio ora, guarendo e custodendo i matrimoni. Dove regna Gesù, il matrimonio può farcela.

“Or a colui che può salvaguardarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria irreprensibili e con grande gioia…sia gloria, grandezza, dominio e potestà” (Giuda 24-25).

Sappiamo che la gioia del Signore è la nostra forza (vedi Geremia 8:10), quindi i matrimoni forti dovrebbero abbondare di gioia. Quando un matrimonio perde la sua gioia, esso diventa debole e vulnerabile.

Sì, ogni matrimonio affronterà delle sfide. Potrebbe giungere la malattia, problemi economici, incomprensioni o dolore, ma la vita va avanti. Dio è sul trono e ha tutto sotto controllo. Ringrazio Dio di avere una compagna che mi ama e io ho in progetto di godere di ogni momento della mia vita e di lasciar fluire la gioia. C’è un tempo per piangere ma c’è anche un tempo per gioire. Il bene ha maggior peso del male, quindi alza il tuo sguardo e vivi!

mercoledì 19 febbraio 2014

LA CHIESA INIZIA A CASA

Abbiamo visto nella Scritture che la vera Chiesa di Dio si trova ovunque i credenti ministrino al Signore – e ciò dovrebbe succedere a casa tua. L’apostolo Paolo ci parla di Aquila e Priscilla, “La chiesa che è in casa loro” (Romani 16:5).

Molti cristiani tornano a casa da una televisione assordante e danno poco, se non alcun tempo, al ministrare a Cristo. Non pregano mai. Non si chiudono mai nella loro cameretta per cercare il Signore o intercedere per i loro coniugi e i loro figli. Però si lamentano di non riuscire a trovare una chiesa.

Non importa se non c’è un marito o un padre nella tua casa che agisca come sacerdote. Forse sei una ragazza madre, oppure un single. Ma non importa chi tu sua, Dio dice che sei un sacerdote regale e che sei chiamato a ministrare a Lui.

Forse dirai, “Ma io ho già trovato la chiesa giusta e lì incontro il Signore ogni settimana. Ascolto una buona predicazione e mi unisco a un’adorazione meravigliosa. Sono soddisfatto della mia chiesa”.

Gioisco per te di questo, ma se vedi la chiesa solo come un punto d’incontro locale, allora non hai ancora trovato la vera Chiesa. La Chiesa giusta, benedetta da Dio, inizia nel luogo in cui vivi.

Se non ministri al Signore a casa tua, allora molto probabilmente sei concentrato solo sui tuoi bisogni personali e non troverai la chiesa giusta finché non andrai nella tua cameretta per pregare. La troverai donando a Gesù del tempo di qualità – servendo il Suo desiderio di avere comunione con te!

Quando casa tua diventa una chiesa, tutti i tuoi bisogni più profondi verranno soddisfatti – non attraverso mezzi umani, ma in maniera soprannaturale, mediante il tuo Padre celeste. Anche i bisogni dei tuoi figli verranno soddisfatti, tutto perché lo Spirito Santo ha comunione con te nella tua cameretta di preghiera. Allora potrai andare in qualsiasi chiesa, non importa quanto ti sembri morta. Perché? Lo farai per incontrarti con altri ricercatori affamati che si trovano lì. Egli ha servi desiderosi ovunque ed Egli ti condurrà in maniera soprannaturale da coloro che condividono la tua brama di ministrare al Signore.

martedì 18 febbraio 2014

DIO NASCONDE IL SUO VOLTO DALLA MALVAGITÀ

Dio “nasconde il Suo volto” da ogni empietà e scherno (vedi Geremia 33:5). Tuttavia, Egli non Si nasconde mai da coloro che Lo cercano. Egli disse a Geremia, uomo di preghiera, “Ecco, io recherò ad essa benessere e guarigione; li guarirò e svelerò loro l'abbondanza della pace e della verità” (Geremia 33:6).

Che parole meravigliose! Dio stava dicendo al profeta, “Che tu ci creda o no, Io guarirò il Mio popolo. Infatti, Li condurrò in pace e verità abbondanti! Sto per portare una grande purificazione con nuove compassioni. E la Mia Chiesa sarà nuovamente un luogo di gioia e vera lode, in cui ogni legame viene spezzato!”

Il Signore poi diede questa gloriosa promessa di patto: “Così dice l'Eterno degli eserciti: «In questo luogo che è una desolazione, senza più uomo o bestia, e in tutte le sue città vi saranno ancora delle dimore di pastori che faranno riposare le loro greggi” (Geremia 33:2). Stava dicendo, “Stabilirò una moltitudine di santi sacerdoti nelle città di tutto il mondo ed essi Mi serviranno in verità, facendo sì che le Mie pecore giacciano nel riposo!”

In ogni città e paese, che sia sulle montagne o nelle valli, a nord o a sud, ci sarà un “riparo” – un recinto per il gregge – con un pastore che vegli su esso. E “le pecore passeranno ancora sotto la mano di colui che le conta, dice l'Eterno” (verso 13). Questo verso parla di una cura intima e personale per ogni pecora. Dio stava dicendo, “Questi santi sacerdoti si prenderanno cura del Mio popolo in modo individuale!”

Il Signore poi riassunse la Sua benedizione di ristorazione dicendo, “Ecco, verranno i giorni, dice l'Eterno, nei quali io manderò ad effetto la buona parola che ho pronunciato riguardo alla casa d'Israele e riguardo alla casa di Giuda” (verso 14). Questa “buona parola” sembrava quasi troppo buona per essere vera. Non solo Dio avrebbe purificato la Sua Chiesa e avrebbe ristorato il Suo popolo, ma avrebbe provveduto loro dei pastori santi!

Solo il Signore stesso avrebbe potuto compiere un’opera tanto meravigliosa. Nessun evangelista, pastore o nuovo movimento potrebbero compierla. Sarebbe avvenuta solo mediante una promessa di patto. Credo che Dio stesse donando queste promesse a Geremia riguardo ai nostri giorni.

lunedì 17 febbraio 2014

EGLI NON CI CONDANNA by Gary Wilkerson

“L'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte” (Apocalisse 12:10). Le accuse di Satana è una delle cose di cui Gesù è venuto ad occuparsi come nostro patto vivente. Dio non ha mandato una teologia per distruggere le bugie di Satana – Egli ha mandato Gesù! Le prime profezie di Genesi affermavano che Satana avrebbe ferito il calcagno del Messia, ma Gesù avrebbe schiacciato il suo capo (vedi Genesi 3:15). Duemila anni fa, Gesù portò questa realtà nella nostra vita.

A volte mi sveglio nel mezzo della notte con un senso d’ansia sopra di me. È come se avessi fatto qualcosa di sbagliato ma non sappia cosa. Questo sentimento viene dall’accusatore. Egli sussurra, “Non vali niente, non servi a niente, sei un peso per gli altri. Guarda la tua storia, quante volte hai combinato disastri. Non cambierai mai”. Il nostro rapporto con quella voce iniziò nel giardino dell’Eden, ma quando Gesù venne, Egli dichiarò, “Tutto questo finisce adesso”, aggiungendo una rassicurazione meravigliosa: “Non pensate che io vi accusi presso il Padre” (Giovanni 5:45).

Gesù disse alla donna colta in adulterio, “Neppure io ti condanno; va' e non peccare più” (Giovanni 8:11).

È assolutamente essenziale che edifichiamo sul fondamento sicuro della conoscenza per cui Dio non ci accusa! Questo fondamento non si basa sulla legge o sulle accuse o sulla disperazione, ma sull’azione gloriosa e piena di grazia di Dio Stesso. Quando Egli sente un’accusa contro di noi, dice a Gesù, “Distruggila”. In quel momento, sentiamo la voce dello Spirito Santo che ci dice, “Non ascoltare quella bugia. È stata annientata alla croce; Dio non ti accusa, perché Suo Figlio ti ha reso libero”.

Noi peccheremo – la Bibbia lo rende chiaro. Ma quando ciò accade, la voce che udremo sarà quella dello Spirito Santo. Egli porta convinzione per le nostre trasgressioni, ma si tratta di una convinzione fiduciosa, che porta a un ravvedimento gioioso e non alla disperazione.

Abbiamo ricevuto Gesù, e nei nostri momenti di scoraggiamento udremo la Sua voce al di sopra di tutte le altre: “Nemmeno io ti condanno”. Che Dio ti elargisca la Sua grazia per edificare su questo fondamento e gioire!

venerdì 14 febbraio 2014

COSTA STAI CERCANDO IN UNA CHIESA?

Forse stai cercando una chiesa che insegni ai tuoi bambini la domenica mattina; forse stai cercando una comunione vera; forse sei affamato di buona lode e adorazione. Oppure stai cercando di soddisfare qualche altro bisogno profondo nella tua vita.

Lascia che ti dia questa parola sulla vera Chiesa di Dio: la Bibbia dice che sei stato designato come sacerdote regale del Signore. Esatto, devi essere un pastore, un ministro, un sacerdote. E la vera Chiesa deve iniziare a casa tua.

La Bibbia dice che ogni credente è stato chiamato al santo sacerdozio di Tsadok: “’Ma i sacerdoti Leviti, figli di Tsadok, che hanno preso cura del mio santuario quando i figli d'Israele si sono sviati da me, si avvicineranno a me per servirmi e staranno davanti a me per offrirmi il grasso e il sangue’, dice il Signore, l'Eterno. ‘Essi entreranno nel mio santuario, si avvicineranno alla mia tavola per servirmi e compiranno tutto il mio servizio’” (Ezechiele 44:15-16).

Non serve che tu vada alla scuola biblica o possieda un certificato d’ordinazione appeso al muro per far parte del regale sacerdozio di Dio. Chiunque sia stato lavato dal sangue di Gesù è stato elevato alla posizione di sacerdote al Signore.

Sono cresciuto in una famiglia che osservava quanto veniva definito “l’altare di famiglia”. Mio padre credeva che il comandamento rivolto ai cristiani in Ebrei di non trascurare la comune adunanza si riferisse anche alle famiglie. Quindi, non potevamo perdere l’altare di famiglia.

Se io e i miei fratelli stavamo fuori a giocare con gli amici quando arrivava il momento dell’altare di famiglia, rientravamo sempre al richiamo dei nostri genitori, “È il momento della preghiera!” Tutti nel vicinato sapevano che i Wilkerson stavano andando all’altare!

Mio padre assumeva felicemente il ruolo di sacerdote e pastore a casa nostra. Ma tu? Hai investigato il tuo cuore riguardo l’essere un sacerdote per la tua famiglia?

giovedì 13 febbraio 2014

DOVE SONO I PASTORI DI DIO?

Dio disse al profeta Geremia, “Come non si può contare l'esercito del cielo né misurare la sabbia del mare, così io moltiplicherò i discendenti di Davide, mio servo, e i Leviti che mi servono” (Geremia 33:22). Stava dicendo, Ti dono questa promessa di patto per cui incrementerò il santo sacerdozio che pascolerà le mie moltitudini di greggi”.

Ti chiederai, “Dove sono tutti i pastori che il Signore ci ha promesso? Dove stanno pasturando? Stai dicendo che potremo trovare le loro chiese sante in qualsiasi città o villaggio? Non ci sono abbastanza scuole bibliche e seminari nel mondo per poter iniziare ad adempiere questa incredibile profezia. So che il Signore sta facendo sorgere un esercito di giovani ministri santi, ma sicuramente sono pochi e lontani”.

In che modo Dio farà tutto questo? Troviamo la risposta nel libro dell’Apocalisse: “A lui, che ci ha amati, ci ha lavati dai nostri peccati nel suo sangue, e ci ha fatti re e sacerdoti per Dio e Padre suo” (Apocalisse 1:5-6). Dio ha reso tutti noi Suoi sacerdoti! Chiunque sia stato lavato dal sangue di Gesù è un membro del Suo sacerdozio regale.

L’apostolo Pietro fa eco a questo verso in 1 Pietro 2:5: “Anche voi, come pietre viventi, siete edificati per essere una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo” (1 Pietro 2:5). Dio ci ha chiamati ad essere sacerdoti che ministrano a Lui.

Vedi, il concetto di “chiesa” di Dio è molto diverso dal nostro. Noi pensiamo alla chiesa come a un ministero rivolto al popolo, un luogo in cui tutti i bisogni del popolo di Dio – spirituali, fisici ed emotivi – vengono soddisfatti. Certo, tutto questo è ciò che caratterizza una chiesa, ma la vera Chiesa, secondo la Scrittura, inizia col ministrare a Gesù Cristo. Il Suo concetto di Chiesa è qualsiasi luogo in cui si ministri a Lui.

mercoledì 12 febbraio 2014

IL SIGNORE NOSTRA GIUSTIZIA

“In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio di giustizia, che eserciterà giudizio e giustizia nel paese” (Geremia 33:15). Quali sono questi “giorni” di cui Dio sta parlando? Egli parla del tempo in cui la visione verrà adempiuta – e il “germoglio di giustizia” non è altri che il Signore Gesù Cristo!

Amato, Dio ha adempiuto questa visione attraverso la morte e la resurrezione di Suo Figlio, Gesù Cristo. Egli ha stabilito la Sua Chiesa e il suo nome non è Battista o Pentecostale o qualsiasi altro nome, ma semplicemente “L’Eterno, nostra giustizia” (verso 16).

Tuttavia, ecco qui la notizia più meravigliosa di tutte. Dio disse che questa Chiesa, “Sarà per me un titolo di gioia, di lode e di gloria davanti a tutte le nazioni della terra, quando verranno a sapere di tutto il bene che io faccio loro; e temeranno e tremeranno a motivo di tutto il bene e di tutta la pace che io procurerò a lei” (verso 9).

Il significato letterale di quest’ultima espressione è, “Essi fremeranno e si sbalordiranno, ripieni di stupore e timore di Dio”. Dio stava dicendo, “Farò qualcosa di così meraviglioso, così chiaramente ripieno della Mia abbondante pace e verità che le persone tremeranno di timore!”

Ad ogni modo, cosa causerebbe questo timore e tremore? Sarà un duro messaggio di giudizio? La predicazione della legge? Un’espressione dell’ira divina? No! Ogni timore e tremore giungerà mediante la rivelazione della bontà di Dio e l’espressione della Sua benedizione immeritata, che provvede al Suo popolo abbondanza di pace e riposo.

Quando il Signore ha promesso di essere la giustizia del Suo popolo mediante la fede, gli israeliti iniziarono forse a condursi incoscientemente, abbassando il Suo standard di santità? No, affatto. Piuttosto, la Sua promessa di pace e riposo li portò a tremare di timore.

Vediamo un’immagine di questo santo tremore in Marco 4. Quando una tempesta minacciò le vite stesse dei discepoli, Gesù sgridò il vento e il mare, dicendo, “Taci e calmati” (Marco 4:39). Come reagirono i discepoli? La Scrittura dice, “Essi furono presi da gran timore e dicevano tra loro: «Chi è dunque costui al quale anche il vento e il mare ubbidiscono?” (verso 41).

Perché questi uomini “furono presi da gran timore”? Fu perché Egli calmò la tempesta e portò pace e calma. In breve, essi tremarono davanti alla bontà che Cristo mostrò ai Suoi seguaci immeritevoli e senza fede.

martedì 11 febbraio 2014

TROVARE LA CHIESA GIUSTA

C’è una lamentela che sento continuamente da parte di cristiani in tutto il mondo: “Non riesco a trovare una buona chiesa da nessuna parte! Ho bisogno di un luogo in cui la mia famiglia può essere ministrata, in cui possiamo udire una vera parola dal cielo e in cui i miei figli possano crescere conoscendo la vera giustizia. Ma non riesco proprio a trovarla una chiesa così!”

Se stai avendo difficoltà nel trovare una buona chiesa, ho sia una buona che una cattiva notizia per te. Iniziamo con la cattiva: Non troverai mai la chiesa giusta – la chiesa benedetta e pia – finché non inizierai a cercarla nel posto giusto.

Ora ecco la buona notizia: Dio ci mostra chiaramente nella Sua Parola dove poter trovare questa chiesa santa e benedetta. Infatti, spero di mostrarti in modo specifico dove puoi recarti per trovarla.

Il profeta Geremia trovò la chiesa giusta “Mentre era ancora rinchiuso nel cortile della prigione” (Geremia 33:!). Mentre il giusto profeta Geremia si trovava in prigione, Gerusalemme, che rappresentava il centro dell’adorazione per la Chiesa dell’Antico Testamento, giaceva in rovina. Una volta era un luogo santificato – ripieno della gloria di Dio – ed era servito da profeti santi e sacerdoti santificati.

Ma Gerusalemme si riempì di malattia e morte, popolata da falsi profeti e spiritualmente morta. Se tu fossi appartenuto al santo residuo di quel tempo, non saresti riuscito a trovare una sola casa d’adorazione giusta, né un pio pastore. Tutto ciò che prima era stato santo e benedetto era stato portato alla devastazione.

Mentre Geremia assisteva questa scena terribile, il suo cuore era infranto. Si concentrò talmente tanto sulle rovine intorno a lui da perdere di vista le promesse del patto di Dio per il Suo popolo. Avrebbe potuto persistere nella disperazione, sprecando i suoi giorni rimuginando e sprofondando ulteriormente nella sua disperazione. Avrebbe potuto pensare, “Non serve a niente; Dio ha nascosto il Suo volto da noi. Non è rimasta una vera casa d’adorazione!”

Ma all’improvviso, il Signore parlò al profeta, dicendo, “Inginocchiati, Geremia! Disponi il tuo cuore a pregarmi. Tu credi che non sia rimasto nulla della Mia Chiesa, ma ti mostrerò le cose potenti che ho preparato per il Mio popolo” (vedi 33:3).

Se i cristiani oggi vogliono trovare la chiesa giusta, devono iniziare dalla preghiera! Nessuno troverà mai la vera Chiesa di Dio saltando su un autobus, un treno o un aereo e girando il mondo alla ricerca di essa. Semplicemente, non possiamo raggiungere la Sua Chiesa mediante alcun mezzo moderno. L’unica mappa affidabile è il nostro stanzino segreto di preghiera!

lunedì 10 febbraio 2014

LA BENEDIZIONE DELLA PRESENZA DI CRISTO

Cristo parlò delle beatitudini ad un corpo di credenti frammentato e disperato: “Beati voi spezzati, che piangete, che siete poveri in spirito. Proprio ora siete benedetti, non perché abbiate fatto qualcosa per guadagnare la benedizione, ma perché Io sono con voi” (vedi Matteo 5:2-11).

Che rivelazione! Siamo benedetti semplicemente perché Gesù è con noi. La benedizione dell’Emmanuele – “Dio con noi” (Matteo 1:23) – assume un significato tutto nuovo alla luce della profezia d’Isaia: “Ti farò l'alleanza del popolo…per rimetterli in possesso delle eredità devastate” (Isaia 49:8). La benedizione della presenza di Cristo avrebbe messo a tacere ogni voce che ci accusa.

Questo far tacere avvenne letteralmente nel caso della donna colta in adulterio (Giovanni 8:1-11). I capi religiosi la portarono da Gesù e pretesero che anche Lui l’accusasse, ma in fondo avevano un altro motivo per portarla davanti a Gesù. Loro volevano accusare Lui!

Hai mai sentito dei cristiani accusare Dio di qualcosa? Io lo sento sempre da parte di alcuni durante il consulto pastorale: “Dio non sta operando nella mia vita. Prego fedelmente ma Lui non risponde. Ho fatto tutto il possibile, ma ancora non mi ha liberato”. Questo è esattamente ciò che Satana vuole che noi facciamo: accusare Dio nei nostri cuori. Ciò crea un ciclo infinito di legami.
Gesù rispose agli accusatori della donna adultera – e i Suoi: “Egli si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei” (Giovanni 8:7). Non era più Gesù quello accusato. Egli aveva girato il riflettore dove doveva stare: sul loro peccato. Essi risposero “andandosene uno ad uno” (8:9).

Nota cosa poi Gesù disse alla donna: “Dove sono quelli che ti accusavano? Nessuno ti ha condannata?” (8:10). La versione King James traduce questo verso, “Dove sono i tuoi accusatori?” Questo è esattamente ciò che Gesù dice a noi oggi: “Dove sono i tuoi accusatori? Dove sono le voci che dicono, ‘Sei pieno di peccato, senza speranza, un fallimento’? Sono andate via! Io sono la tua giustizia e le ho messo a tacere tutte”.

Quando queste voci continuano a gridare e urlare nelle nostre orecchie, udremo un’altra voce al di sopra di tutte loro: “Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono” (Giovanni 10:27). La voce di Cristo ci parlerà, “Ho messo a tacere i tuoi accusatori”. La Sua verità irrompe in ogni clamore e frastuono con la Sua pace, che sorpassa ogni intendimento.

sabato 8 febbraio 2014

SIGNORE, AIUTO! by Jim Cymbala

David Jeremiah, mio caro amico di vecchia data della Shadow Mountain Community Church vicino San Diego, ha predicato diverse volte alla Brooklyn Tabernacle. Immediatamente dopo la diagnosi di un cancro mi chiamò chiedendo di pregare per lui. Alcuni mesi dopo tornò a visitarci durante un incontro che tenemmo presso la Madison Square Garden arena. Più tardi predicò anche ad uno dei nostri servizi domenicali. L'intera congregazione era lieta di vedere nuovamente questo prezioso fratello per il quale eravamo stati chiamati ad intercedere.

Mosso dall'amore e dal ringraziamento che la sua presenza produsse, in un'altra occasione, proprio dal nostro pulpito David disse: “chiamai subito dopo aver saputo della mia malattia perché sapevo quanto la preghiera fosse importante per voi. Infatti, qualcuno di voi salutandomi nella lobby mi ha detto: 'fratello Jeremiah, abbiamo davvero gridato a Dio per te'. Ecco perché vi chiamai. Sapevo che le vostre preghiere non sarebbero state solo un mero esercizio meccanico ma un reale appello a Dio fatto con forte passione e interesse per il mio bisogno. E Dio mi ha tirato fuori dalla prova”.

Questo è il significato letterale della parola Ebraica usata innumerevoli volte nel Vecchio Testamento quando il popolo gridava a Dio. Il termine significa, gridare, implorare aiuto. Questa è l'essenza della vera preghiera che raggiunge e tocca Dio.

Charles Spurgeon disse una volta: “grido è il modo migliore di definire la preghiera”.

Non è questo che Dio ci invita a fare in tutta la Bibbia? “Invocami e io ti risponderò, e ti annunzierò cose grandi e impenetrabili che tu non conosci” (Geremia 33:3). Dio non è distante e non è disconnesso. Egli ci dice continuamente da secoli: “Io vi aiuterò, lo farò davvero. Quando non sai a chi rivolgerti, rivolgiti a Me. Quando sei pronto ad alzare le mani, alzale verso di Me, alzando con esse anche la tua voce ed io ti aiuterò.


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Jim Cymbala fondò la Brooklyn Tabernacle con meno di venti membri in un piccolo edificio situato in una zona molto difficile della città. Originario di Brooklyn, è un vecchio amico di David e Gary Wilkerson e assiduo relatore alle conferenze della Expect Church Leadership sponsorizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 7 febbraio 2014

LA RIVELAZIONE DELLA GLORIA DI DIO

Una volta ricevuta la gloria di Dio, non possiamo persistere nei nostri vecchi modi di trattare gli altri. Tutto questo deve cambiare.

“Sia rimossa da voi ogni amarezza, ira, cruccio, tumulto e maldicenza con ogni malizia. Siate invece benigni e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda, come anche Dio vi ha perdonato in Cristo” (Efesini 4:31-32).

Dio attraverso Paolo ci sta dicendo, “Voi avete visto la Mia gloria e conoscete la Mia natura e il Mio carattere – sapete che sono pieno di grazia, pronto a perdonare. Ora voglio che esprimiate agli altri chi sono!”

Sebbene Mosè ebbe questa rivelazione della gloria di Dio, a un certo punto egli la mal tradusse nei confronti del popolo. Divenne impaziente con Israele a motivo della loro disobbedienza e colpì con rabbia una roccia col suo bastone, come a dire, “Voi razza di ribelli dal collo duro!”

Dio non la prese affatto bene. Una volta che Lui rivela la Sua gloria – la Sua dolcezza, bontà, grazia e misericordia – la Sua pazienza non sopporterà da parte tua una sbagliata manifestazione della Sua gloria verso gli altri. Ora Mosè non aveva saputo manifestare quella gloria verso Israele e, come risultato, Mosè – una delle figure più miti e pie dell’Antico Testamento – venne escluso dalla pienezza di Dio. Non gli fu permesso di entrare nella terra promessa!

Troviamo un’altra illustrazione di ciò in una parabola di Gesù. Egli parla di un servo al quale fu condonato un enorme debito dal proprio padrone. Il padrone mostrò a quest’uomo una bontà, una grazia e un perdono incredibili. Tuttavia, non appena questo servo fu perdonato, egli trovò un uomo che gli doveva una piccola somma e iniziò a soffocare il suo debitore finché non lo ripagò. Proprio lui che aveva sperimentato un grande amore e un grande perdono non mostrò alcuna misericordia a sua volta.

In questa parabola Gesù sta dicendo, “Stai mal interpretando l’amore del Padre! Egli ti ha donato un tocco della Sua incredibile gloria attraverso la Sua bontà e il perdono dei tuoi peccati. Eppure, ora che hai visto la Sua gloria, tu la stai mal interpretando agli occhi del mondo”.

Ciò si riassume nel comandamento di Paolo, “Siate misericordiosi gli uni verso gli altri, come anche Dio vi ha perdonato”.

giovedì 6 febbraio 2014

LA PIENEZZA DELLA GLORIA DI DIO

Il fulgore che emanava dal viso e dal cuore di Mosè era il risultato del suo aver visto un solo scorcio della pienezza della natura di Dio (Esodo 34:29). Così, quando gli Israeliti videro il cambiamento nel viso di Mosè, seppero che aveva vissuto un’esperienza soprannaturale. Sua sorella, suo fratello e gli altri esclamarono, “Quest’uomo è stato faccia a faccia con Dio. È andato oltre” (vedi Esodo 34:29-35).

Oggi abbiamo qualcosa di molto più glorioso, persino di ciò che ebbe Mosè. Noi effettivamente tocchiamo e possediamo la gloria di Dio. “Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito, quel che abbiamo visto con i nostri occhi, quel che abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato della parola della vita” (1 Giovanni 1:1).

Giovanni qui sta dicendo, “Dio ci ha rivelato la pienezza della Sua gloria in Cristo. Abbiamo visto la Sua gloria racchiusa in una persona e abbiamo parlato con Lui. Lo abbiamo persino toccato!”

Oggi non solo vediamo la pienezza della gloria di Dio, ma essa ora dimora in noi. La Sua gloria risplende nei nostri cuori: “Perché il Dio che disse: «Splenda la luce fra le tenebre», è quello che risplendé nei nostri cuori per far brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio che rifulge nel volto di Gesù Cristo” (2 Corinzi 4:6).

Paolo qui sta dicendo, “Gesù Cristo, Dio in carne, personifica tutto ciò che Dio è. E poiché sappiamo che Dio è bontà, amore, misericordia, grazia e compassione, possiamo anche esser certi che questa sia la natura di Cristo. Poiché Gesù vive nei nostri cuori, sappiamo che la gloria di Dio non si trova solo da qualche parte nel cosmo. No, la pienezza della Sua gloria è in noi, attraverso la presenza di Cristo!”

“Infatti la grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, si è manifestata” (Tito 2:11). Chi è questa grazia? È Gesù Cristo – pieno di misericordia, dolcezza, amore!

“E ci insegna a rinunciare all'empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo” (verso 12). Paolo ci sta dicendo, “Questa grazia che dimora in te è la rivelazione della bontà di Cristo. E se tu dimorerai in Lui, la Sua rivelazione t’istruirà a vivere in santità!”

mercoledì 5 febbraio 2014

SEMPRE PIÙ SIMILI A GESÙ

“I figli d'Israele, guardando la faccia di Mosè, vedevano la sua pelle tutta raggiante; Mosè si rimetteva il velo sulla faccia, finché non entrava a parlare con il Signore” (Esodo 34:35). L’espressione del viso esprime quello che c’è nel cuore di una persona. Quando la rivelazione della gloria di Dio divenne reale per Mosè, questa cambiò persino il suo aspetto!

Paolo testimoniò, “Ma piacque a Dio, che mi aveva appartato fin dal grembo di mia madre e mi ha chiamato per la sua grazia, di rivelare in me suo Figlio, affinché l'annunziassi” (Galati 1:15-16).

Paolo stava dicendo, “In me risiede molto più di qualche dottrina meditata, più di una conoscenza intellettuale di Cristo. Io ho la rivelazione di chi Cristo è – una rivelazione della Sua grazia, della Sua misericordia e del Suo amore. E questa rivelazione è divenuta la fonte stessa di tutto ciò che sono e faccio. È l’essenza stessa della mia vita!”

La rivelazione della gloria di Dio è in effetti meravigliosa. Eppure molti hanno trasformato questa rivelazione in licenza a peccare. Giuda descrive persone “che mutano la grazia del nostro Dio in immoralità e negano l'unico Padrone Dio e il Signor nostro Gesù Cristo” (Giuda 4).

Secondo Paolo, costoro peccano “affinché la grazia sovrabbondi” (Romani 6:1). Stanno in pratica dicendo, “Se Dio ama esprimersi attraverso misericordia e perdono, allora Gliene darò ogni opportunità. Continuerò a peccare consentendogli di amarmi, affinché ne scaturisca grazia. Che testimonianza sarà per il mondo. Sarò oggetto di tutto quell’amore che discende dal cielo”.

Tali persone sono facili da individuare. L’espressione del loro viso li tradisce. Isaia parlò d’Israeliti dicendo che “l’aspetto del loro volto testimonia contro di essi” (Isaia 3:8-9). Il profeta stava dicendo, “Il vostro peccato testimonia contro di voi persino nell’aspetto. Qualsiasi cosa ci sia nel vostro cuore si rivelerà nell’espressione del vostro viso”.

D’altro canto, persino il peccatore più incallito nota quando “sei stato con Gesù”. In che modo? Per loro non sei paragonabile a nessun altro che conoscano! Dicono, “Tu sei diverso. Ti comporti con sicurezza umile e non c’è niente in te che risulti nascosto. Non hai riserve e non sembra tu serbi rancore o amarezza. Se così fosse, lo saprei. La tua vita è un libro aperto!”

Il peccato, invece, si riveste di un certo stile. Nessun sorriso può coprirlo e la sua voce ha il suono della vuotezza – l’eco di un bronzo risonante, uno squillante cembalo.

Coloro che si sono appropriati della gloria di Dio vengono trasformati di giorno in giorno. Il loro aspetto diviene sempre più simile a quello di Gesù!

martedì 4 febbraio 2014

COLUI CHE EGLI AMA

Nel corso degli anni del mio ministero, ci sono stati momenti in cui sono stato sopraffatto da nemici sorti contro di me. In quei momenti, sentivo la disciplina del Signore come una verga sulla mia schiena. Ricordo in particolare un periodo in cui venivo calunniato da ogni lato. Alcuni ministri mi chiedevano, “David, sento cose discutibili su di te. Sono vere? Tutta questa roba su di te viene dal diavolo, oppure Dio sta cercando di parlarti?”

Persino quella domanda mi offese e mi lasciai sopraffare completamente da dolore emotivo a causa di tutto ciò. Anche fisicamente divenni esausto per la battaglia in corso e riuscivo a malapena ad andare in chiesa a predicare. Una mattina mia moglie dovette letteralmente sollevarmi dalla sedia nel mio studio. A metà strada verso la chiesa, le dissi di non poter proseguire. Non avrei potuto affrontare un’altra sola persona nei nostri culti che si chiedesse se fossi ipocrita.

Alla fine gridai, “Signore, cos’ho fatto per meritare questo? Dov’è il mio peccato?” Allora Dio mi portò a questa preghiera di Geremia: “Correggimi, o Eterno, ma con giustizia, non nella tua ira per non ridurmi al nulla” (Geremia 10:24).

Queste parole di Geremia divennero la mia preghiera quotidiana per tutto quel rigoroso periodo di prova: “Signore, castigami e giudicami se devi. Ma ti prego, non farlo nell’ira! Se ascolto un’altra sola parola d’ira, mi distruggerà. Ti prego non ridurmi in polvere, Signore. Sono giù abbastanza!”

Ogni qualvolta pronunciavo questa preghiera, il Signore mi rispondeva, “David, se scelgo di correggerti è perché ti amo. Questa prova non riguarda affatto il Mio giudizio. Io sono misericordioso e amorevole verso te, quindi resta fermo e vedrai la Mia gloria!” Questa conoscenza della Sua gloria mi portò avanti verso un luogo di riposo totale – e Dio mi fece giustizia su ogni fronte.

Amato, una volta ottenuta questa rivelazione della gloria di Dio, non avrai più bisogno di temere che Egli possa correggerti nell’ira. Egli tiene il Suo bastone in una mano tenera e amorevole. Egli ti disciplinerà, ma solo con compassioni di grazia. Egli non ti ferirà mai, né ti rigetterà. Ciò non dovrebbe far sciogliere i nostri cuori davanti a Lui in adorazione?
“perché l'Eterno corregge colui che egli ama, come un padre il figlio che gradisce” (Proverbi 3:12)

lunedì 3 febbraio 2014

GESÚ È L’ALLEANZA by Gary Wilkerson

Isaia parlava di Gesù quando profetizzò queste parole: “Nel tempo della grazia io ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho aiutato; ti preserverò e ti farò ALLEANZA DEL POPOLO, per far risorgere il paese, per rimetterli in possesso delle eredità devastate” (Isaia 49:8, maiuscolo mio).

Come chiesa di Gesù Cristo, noi celebriamo l’annuncio profetico d’Isaia ogni Natale. Il profeta dichiara che Dio sta per mandare Suo Figlio come risposta ad ogni grido e preghiera. Tuttavia, c’è di più racchiuso in questo verso di quanto solitamente associamo alla storia del bambino nella mangiatoia. Ci viene detto che Gesù stava per essere mandato in forma umana per svelare il patto di Dio con l’uomo: “Io…Lo farò alleanza del popolo”.

Quando Dio ci diede il Suo Nuovo Patto, Egli non stabilì un nuovo sistema di regole. Piuttosto, Egli mandò una persona, Gesù, come alleanza.

L’Antico Patto consisteva in una serie di regole basate su condizioni. Esso stabiliva, “Se farai questo o quello, allora Dio ti darà vita. Ma se non lo farai, perderai la benedizione di Dio”. Certo, il popolo non fu mai all’altezza dello standard divino. Essi non riuscivano ad osservare la Sua legge, che era santa e pura, e come risultato la loro vita era dominata da colpa, vergogna e disperazione.

A un certo punto della storia abbiamo deciso che l’Antico Patto di Dio necessitasse di una messa a punto. Ma Gesù non venne per modificare un Patto; Egli venne come il Patto. Egli non venne per mostrarci le benedizioni della grazia; Egli è la benedizione della grazia.

Nel corso della storia della chiesa, uomini come Lutero e Wesley hanno sottolineato quanto fosse importante per il popolo di Dio comprendere il Nuovo Patto. La consideravano una questione rilevante quella di dividere la Parola di Dio – afferrando cosa fosse legge e cosa fosse grazia. Se falliamo nel comprendere tale questione, essi affermavano, siamo destinati a una vita di disperazione. Lutero e Wesley sapevano quanto ciò fosse vero perché avevano sperimentato la disperazione nella loro vita stessa.
Ecco la differenza: sotto il Nuovo Patto, la legge di Dio non era più uno standard esteriore per cui lottare. Piuttosto, la Sua legge sarebbe stata scritta sui nostri cuori mediante lo Spirito Santo: “L'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Romani 5:5). Siamo ripieni di Spirito Santo – la vita di Dio Stesso – per essere aiutati ad obbedire alla Sua Santa Parola. Cristo ci ha amati e ha dato Sé stesso per noi affinché avessimo questa novità di vita.

sabato 1 febbraio 2014

CHIEDI ADESSO! by Carter Conlon

“Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e sarà aperto a chi bussa” (Matteo 7:7-8). È interessante ciò che Gesù disse, ormai, quasi alla fine della Sua vita terrena: “Finora non avete chiesto nulla nel mio nome; chiedete e riceverete, affinché la vostra gioia sia completa” (Giovanni 16:24). Qui Gesù stava parlando ai Suoi discepoli durante l'Ultima Cena e quando udirono che fino a quel momento non avevano chiesto nulla saranno rimasti un po' perplessi. Dopo tutto, la vera essenza del discepolato è la relazione tra maestro e discepolo, ossia, dare e ricevere. Il fatto che i discepoli lasciarono le loro reti ed iniziarono a seguire Gesù gettò le basi di tale relazione. Essi chiesero ed Egli rispose e diede loro ciò di cui avevano bisogno.

In realtà Gesù intendeva rivelare loro l'imminente avverso periodo senza precedenti che si stava avvicinando. Tu ed io sappiamo che Gesù stava per essere fatto prigioniero e tutti i discepoli si sarebbero sentiti smarriti. Essenzialmente Egli stava dicendo: “presto avrete paura ed i vostri cuori saranno messi alla prova da un senso di perdita e di dolore. Ma io sarò con voi per darvi una forza che solo coloro che vogliono compiere l'opera Mia sulla terra possono ottenere ”. Potete leggere i capitoli 13 e 18 del Vangelo di Giovanni per comprendere chiaramente ciò che venne detto da Gesù ai discepoli. “Mentre camminate per il sentiero che ho tracciato prima di voi come Mio Corpo, voi otterrete speranza, visione e gioia. Fino a questo punto non avete chiesto nulla di ciò che è realmente vostro ma ora, se siete pronti a chiedere, riceverete tutto ciò di cui avrete bisogno”.

In Matteo 25:4-8, Gesù diede illustrazione del giorno in cui sarebbe tornato. Le cinque vergini avvedute portarono dell'olio per le loro lampade, mentre le cinque vergini stolte non ne portarono. Quando si trovarono in difficoltà, le stolte dissero alle avvedute: “sembra che voi stiate vedendo qualcosa che invece noi non riusciamo a vedere. Ve ne state in piedi a dire: ‘ecco lo Sposo viene’, ma noi non vediamo ancora nulla tranne che oscurità e calamità. Date anche a noi un po del vostro olio!” Ma, tragicamente, lo chiesero quando era già troppo tardi.

Amato, è davvero difficile ottenere le risorse che Cristo è pronto a donare quando la calamità è ormai arrivata. Ricorda i giorni di Noè! Prima che il diluvio arrivasse, Dio chiuse le porte dell'arca sigillando all'interno Noè e la sua famiglia. Immagina il momento in cui la pioggia cominciò a scendere e la gente fuori cominciò a bussare insistentemente alla porta, ma non potevano entrare perché l'arca era stata chiusa; il tempo per chiedere era terminato; il tempo per ottenere la forza necessaria ad andare avanti era passato.

Chiedi ora a Gesù ciò di cui hai bisogno!


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Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 dietro invito del pastore fondatore, David Wilkerson, diventando pastore Senior nel 2001. Un forte e compassionevole leader che è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.