venerdì 31 gennaio 2014

LA FONTE INESAURIBILE DELLA NOSTRA ADORAZIONE

Pur comprendendo che per Israele non ci fossero grandi speranze Mosè riuscì comunque ad adorare Dio. Egli conosceva bene la grande predisposizione che Israele avesse di tornare al peccato e sapeva anche che il popolo aveva con se degli idoli d'oro che aveva portato dall'Egitto e che teneva nascosti. Mosè riuscì a persuadere Dio a risparmiare Israele dopo l'episodio del vitello d'oro, ma ora il pensiero di Mosè era: “per quanto tempo ancora Dio sopporterà le loro segrete concupiscenze ed i mormorii? Quando terminerà la Sua pazienza?”

Potrebbe sembrare che le supplicazioni di Mosè per il comportamento d'Israele fossero più compassionevoli del sentimento che Dio stesso avesse per il popolo. Ma la verità è che Dio non aveva affatto intenzione di distruggere il Suo popolo. Al contrario, Egli aveva ben in mente tutte quante le Sue promesse per loro.

No, questo era un “test di pietà” per Mosè. Il Signore stava chiedendo al Suo servo: “come hai intenzione di presentarmi al popolo? Lo farai presentandomi solamente come un Dio di vendetta e di giudizio? No, Io sono misericordioso, paziente e pronto sempre a perdonare il Mio popolo”.

Ecco quale fu la rivelazione! Questa rivelazione tranquillizzò il cuore di Mosè. Infatti, mentre stava ancora adorando, cominciò a fare suo ciò che Dio gli aveva rivelato: “La pietà di Dio ci porterà fuori da questa situazione di peccato! Egli è paziente e ci perdonerà. Che gloria è questa! Che consolazione e che speranza!”

Immediatamente, Mosè cominciò a pregare: “Poi disse: «Deh, Signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, venga il Signore in mezzo a noi, perché questo è un popolo dal collo duro; perdona la nostra iniquità e il nostro peccato, e prendici come tua eredità»” (Esodo 34:9).

Questo passaggio prova senza alcun dubbio che la rivelazione della gloria di Dio è parte integrante dell'adorazione!

La rivelazione della gloria di Dio dovrebbe essere la fonte inesauribile di tutta la nostra adorazione. Dovremmo pretendere più spesso la Sua gloria, dicendo: “Signore, io so che Tu sei santo e giusto e Tu non accetterai mai il peccato. Ma io ho anche visto la Tua gloria e so che non non hai intenzione di distruggermi”.

“Tu non mi condanni nelle mie lotte ma, al contrario, mi mostri quanto sei amorevole e paziente con me. Io so di non meritare altro che il rigetto. Ho fallito così spesso e per questo dovrei essere completamente abbandonato. Ma Tu mi riveli quanto sei misericordioso, sensibile e pieno di grazia!”

giovedì 30 gennaio 2014

VEDERE LA GLORIA DI DIO

Dio permise a Mosè di vedere la Sua gloria affinché, per mezzo di tale rivelazione, potesse cambiare. Vale lo stesso per noi oggi. Dio rivela la Sua gloria a noi affinché vedendola noi possiamo essere cambiati a Sua immagine!

Gesù Cristo è l'espressione dell'immagine di Dio. Quando il nostro Dio divenne carne, fu una vera e propria rivelazione della misericordia del nostro Padre celeste, della Sua grazia, benignità e prontezza al perdono. Dio racchiuse tutta la Sua natura ed il Suo carattere in Gesù. Ed ogni rivelazione della Sua gloria è destinata a cambiarci ad immagine di Cristo.

L'apostolo Paolo comprese bene lo scopo e l'effetto della gloria di Dio. Egli la definì come una sorta di potere volto a cambiare chi la vede, a rivoluzionare la vita di ogni seguace di Cristo. “E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore” (2 Corinzi 3:18).

Paolo ci sta dicendo: “una volta avuta questa rivelazione della gloria di Dio, del Suo amore, misericordia, grazia, pazienza e prontezza al perdono, lo Spirito Santo continuerà ad aprire i tuoi occhi a molti più aspetti della Sua natura e del Suo carattere. Avrai un continuo aumento della rivelazione di Dio, nel modo in cui Egli vorrà farsi conoscere da te”.

Paolo, ci dice successivamente, usando un tono più forte: “affinché il Dio del Signor nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia lo Spirito di sapienza e di rivelazione, nella conoscenza di lui e illumini gli occhi della vostra mente, affinché sappiate qual è la speranza della sua vocazione e quali sono le ricchezze della gloria della sua eredità tra i santi” (Efesini 1:17-18).

Amato, Dio ci vuole dire: “Mosè comprese la Mia gloria e adesso voglio che sia tu a comprenderla. Voglio aprire i tuoi occhi attraverso il Mio Spirito per mostrarti chi sono I o. Non sono solo un Dio d'ira e giudizio. La mia natura è amore!”

“Perché Cristo abiti nei vostri cuori per mezzo della fede, affinché, radicati e fondati nell'amore, possiate comprendere con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l'altezza, e conoscere l'amore di Cristo che sopravanza ogni conoscenza, affinché siate ripieni di tutta la pienezza di Dio” (3:17-19).

mercoledì 29 gennaio 2014

MOSÈ ADORÒ

Quando Mosè vide la rivelazione della gloria di Dio, comprendendo che Egli è buono, amorevole, premuroso, pieno di grazia e pronto a perdonare, cadde improvvisamente sulle sue ginocchia e cominciò a lodarlo: “E Mosè si affrettò a prostrarsi fino a terra, e adorò” (Esodo 34:8).

La rivelazione della natura di Dio cominciò a sopraffare quest'uomo. Egli vide quanto Dio fosse misericordioso e paziente con i suoi figli, con le persone ostinate, gli idolatri e con coloro che lo affliggevano. Mosè venne così colpito da questa rivelazione che non volle restare dietro la roccia, ma corse verso Dio cadendo sulle ginocchia per adorarLo!

È importante notare che questa è la prima volta in cui viene detto che Mosè si mise ad adorare il Signore. Prima della rivelazione della gloria di Dio, vediamo solo un Mosè che prega e intercede, piange e difende Israele davanti a Dio, parlando faccia a faccia con Lui. Vediamo un Mosè che canta le lodi al Signore dopo aver conseguito la vittoria sul Mar Rosso e che si rivolge al Signore nell'episodio delle acque amare di Mara. Lo vediamo mandare un grido disperato a Dio presso Refidim, quando il popolo era pronto a lapidarlo per non avergli provveduto dell'acqua. Ma questa è in assoluto la prima volta in cui leggiamo le parole, “Mosè adorò”.

Credo che questo verso ci dica molto di più in merito alla chiesa di oggi. Ci dice che un cristiano può anche pregare diligentemente senza però adorare. È possibile, inoltre, essere un guerriero della preghiera ed un intercessore ma non essere un adoratore di Dio. Puoi implorare Dio per i tuoi figli non salvati, pregare per i bisogni di una chiesa intera, essere santo e mansueto cercando continuamente il volto di Dio, ma senza mai riuscire ad adorarlo davvero!

Non voglio aggiungere nulla alle già tante definizioni del verbo adorare. Sono stati già pubblicati troppi libri sulle varie tecniche di adorazione. Ma, in breve, dirò solo questo: non si può imparare ad adorare! È un qualcosa di spontaneo, un atto che viene da un cuore sopraffatto dalla rivelazione della gloria di Dio e del Suo indescrivibile amore.

L'adorazione è la risposta alla gratitudine. Non è altro che il riconoscere che saremmo stati distrutti per il nostro peccato già da molto tempo, incorrendo nell'ira di Dio per tutti i fallimenti e gli sbagli, ma Dio venne a noi con una potente rivelazione, “Io ti amo ancora!”

A questo punto Mosè non supplicò più Dio per i peccati d'Israele e non chiese più la guida del Signore. Non gridò più per chiedere un miracolo di liberazione o per chiedere potenza e sapienza. Mosè si meravigliò semplicemente per la rivelazione della gloria di Dio!

martedì 28 gennaio 2014

LA RIVELAZIONE DELLA GLORIA DI DIO

Nella Bibbia è ben chiaro che ogni vero seguace di Gesù può vedere e comprendere la gloria di Dio. Anzi, il nostro Signore rivela la Sua gloria a tutti coloro che si impegnano a chiederla e ricercarla. Credo che la rivelazione della gloria di Dio prepari il Suo popolo ad affrontare i giorni difficili che verranno. Paolo dichiara che questa rivelazione “è in grado di edificarvi e di darvi l'eredità in mezzo a tutti i santificati” (Atti 20:32).

Contrariamente a quanto pensano alcuni cristiani, la gloria di Dio non consiste in una sorta di manifestazione fisica. Non è una sensazione di estasi che ti sopraffà e nemmeno una specie di aura soprannaturale o luce angelica che rifulge. In poche parole, la gloria di Dio è una rivelazione della Sua natura e dei suoi attributi!

Quando preghiamo: “Signore mostrami la Tua gloria”, in realtà stiamo chiedendo: “Padre rivelami chi Tu sei”. E se il Signore ci dona la rivelazione della Sua gloria, lo fa rivelandosi nel modo in cui lui vuole farsi conoscere da noi.

L'esperienza di Mosè con la gloria di Dio dimostra questa verità. Il Signore mandò Mosè a liberare Israele senza dargli una totale rivelazione di chi Egli fosse. Il Signore gli ordinò semplicemente di dire: “L'IO SONO mi ha mandato da voi” (leggere Esodo 3:14). Ma non gli diede alcuna spiegazione di chi fosse l'IO SONO.

Io credo che fu per questo che Mosè gridò: “fammi vedere la tua gloria!” (Esodo 33:18). Mosè provava una fame ed una sete spropositata di conoscere chi fosse l'IO SONO, di conoscere quale fosse la Sua natura ed il Suo carattere.

Il Signore rispose alla preghiera di Mosè. Prima però gli disse di nascondersi dietro la fessura di una roccia. Mentre Mosè aspettava l'apparizione della gloria di Dio non udì alcun fulmine, non vide alcun bagliore e non sentì la terra tremare. Piuttosto la gloria di Dio venne a lui come una semplice rivelazione: “E l'Eterno passò davanti a lui e gridò: l'Eterno, l'Eterno Dio, misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in benignità e fedeltà, che usa misericordia a migliaia, che perdona l'iniquità, la trasgressione e il peccato ma non lascia il colpevole impunito” (Esodo 34:6-7).

lunedì 27 gennaio 2014

FA' IL LAVORO DI UN EVANGELISTA by Gary Wilkerson

Sono un pastore e dedico gran parte del mio tempo all'opera relativa alla mia chiamata ma ultimamente il mio cuore è stato mosso ad iniziare un'opera evangelistica. Recentemente ho chiesto a Dio di aprire le porte a cinque persone durante la settimana successiva in modo da poter testimoniare loro di Gesù. Quello stesso giorno ero seduto con la mia famiglia in un ristorante quando un uomo anziano camminò verso di noi e mentre passava poggiò le sua mani su ciascuna delle nostre spalle. Fu un gesto tenero che mi spinse a cercare di parlare con lui.

Il nome di quell'uomo era Skip ed aveva ottantacinque anni. Ci disse che sua moglie era diventata disabile a causa di un incidente. “Siamo sposati da tanti anni e adesso lei è costretta a stare a letto a casa” disse Skip. “Sono sopraffatto da questa situazione. Sono uscito un po' per fare una pausa”. Quando gli chiesi se potevamo pregare per lui a Skip vennero le lacrime agli occhi. Da tempo aspettava di ascoltare qualcuno che gli dicesse quanto Dio si curasse di lui.

Più tardi quella stessa settimana condivisi l'amore di Gesù con un adolescente senzatetto. Sempre in quei giorni ebbi altri significativi e potenti incontri. La preghiera non apre solo potentemente le porte ma apre i nostri occhi a quei bisogni che stanno davvero ad un palmo da noi ed al desiderio di Dio di incontrare quei bisogni.

In ciascuna delle nostre comunità la gente è pronta a vedere una chiesa fedele che agisca credendo che Dio vuole liberare le persone da ogni sorta di prigione. Essi vogliono sapere che c'è speranza in mezzo alla depressione. Il Signore è pronto a muoversi come risultato alle nostre preghiere; Egli ha bisogno che noi facciamo un passo di fede per farci vedere il potere che Egli ha di trasformare le vite.

Voglio incoraggiarti: continua a pregare con fervore, per i tuoi cari e per ogni persona che incontri. Probabilmente Dio ha già toccato le loro vite anche se tu non lo sai ancora. Quindi, se senti qualcuno bussare alla tua porta sii fedele ed aprila. Gesù è pronto a meravigliarci tutti con il suo amore che salva, libera e trasforma.

sabato 25 gennaio 2014

FRA LE BRACCIA TUE D'AMORE by Claude Houde

Il mio ultimo ricordo del mio caro amico Pastore Bernard Sigouin qui sulla terra è un momento stupendo in cui stava in piedi con le mani alzate verso il cielo a cantare:

Canto un semplice inno d'amore
Al mio Salvatore, al mio Gesù.
Sono grato per le cose che hai fatto.
Mio amato Salvatore, mio prezioso Gesù.

Il mio cuore è grato perché Tu mi hai chiamato a 
Te ed io sono Tuo.
Non c'è posto in cui io vorrei stare che

Fra le braccia Tue d'amore,
Fra le braccia Tue d'amore.
Tienimi fermo, tienimi a Te vicino,
Fra le braccia Tue d'amore.


Fu questo il modo in cui il Pastore Bernard lasciò questa terra e si unì al Padre. Con parole di lode sulle sue labbra e con la gioia di aver servito fedelmente Dio fino alla fine, si trovò fra le braccia amorevoli dell'Unico al quale affidò la sua intera vita con fede incrollabile. Quando cadde al suolo, proprio lì nella chiesa alla quale dedicò la sua intera esistenza, mi venne alla mente il verso, “Ma siamo fiduciosi e abbiamo molto più caro di partire dal corpo e andare ad abitare con il Signore” (2 Corinzi 5:8).

Fu un privilegio per me condividere la Parola di Dio al suo funerale. Persone a lui care, la sua famiglia, pastori, leader e studenti della scuola Biblica erano tutti riuniti per onorare la sua memoria e celebrare la sua fede e la sua vita. Condivisi un passo della Bibbia con la chiesa stracolma, un passo della Scrittura che richiamasse l'attenzione su quella fede che non cessa mai: “Riteniamo ferma la confessione della nostra speranza, perché è fedele colui che ha fatto le promesse. . . . Non gettate via dunque la vostra franchezza, alla quale è riservata una grande ricompensa. Avete infatti bisogno di perseveranza affinché, fatta la volontà di Dio otteniate ciò che vi è stato promesso. «Ancora un brevissimo tempo, e colui che deve venire verrà e non tarderà. E il giusto vivrà per fede, ma se si tira indietro l'anima mia non lo gradisce». Ma noi non siamo di quelli che si tirano indietro a loro perdizione, ma di quelli che credono per la salvezza dell'anima” (Ebrei 10:23, 35-39).

Possa una nuova generazione essere inspirata a tenere saldamente questa torcia accesa, l'assoluta convinzione che senza fede è impossibile piacerGli! Possa la luce della tua fede illuminare la fredda e buia notte dell'incredulità, dando speranza e orientamento a tutti coloro che ti circondano e che hanno perso la loro strada affinché comprendano che il non credere o meno è una questione di vita o di morte e che di conseguenza tornino a credere!


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Claude Houde, pastore della Eglise Nouvelle Vie (Chiesa della Nuova Vita) a Montreal, Canada, è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo. Sotto la sua guida La Chiesa della Nuova Vita è cresciuta da poche persone a più di 3500in una parte del Canada dove le chiese Pentecostali hanno da sempre avuto poco successo.

venerdì 24 gennaio 2014

SOLO DOPO IL SIGNORE TORNERÀ!

Oggi, la tentazione ed il compromesso hanno un impulso molto più forte rispetto ad una generazione fa. Per esempio, Satana ha manipolato l'intera tecnologia della nostra epoca, corrompendola con la seduzione, la sensualità, la concupiscenza e la tentazione. Perché proprio oggi stiamo affrontando una tentazione paragonabile ad una fornace ardente? Perché la concupiscenza ed il sesso vengono usati per vendere ogni tipologia di prodotto immaginabile? Perché ci sono centinaia di siti porno su internet? Chi è l'obiettivo di tanta oscenità?

Non si tratta del mondo secolare poiché è già stato sedotto. No, l'obiettivo di Satana non è questo. Piuttosto egli ha manipolato i media per intrappolare i cuori dei cristiani sconfitti e scoraggiati. Egli vuole indebolire e distruggere la testimonianza del Vangelo.

Proprio adesso la fornace è stata riscaldata sette volte di più per le vite di molti credenti. Satana ha creato situazioni nelle loro case, nei loro posti di lavoro e nelle loro relazioni che sono più intense che mai. Molti cristiani una volta forti stanno mollando, abbandonando Dio. Non pregano più per chiedere aiuto e pensano: “la mia prova è troppo intensa per me da sopravvivere ad essa”.

In Daniele 3, Dio cambiò gli schemi del nemico in una opportunità per mostrare all'intera nazione Babilonese la Sua testimonianza. Per via del fatto che i tre giovani uomini non si inchinarono, il Signore li liberò. E così facendo diedero alla nazione una chiara manifestazione del Signore Gesù Cristo!

Il re di Babilonia attestò: “non abbiamo gettato tre uomini legati in mezzo al fuoco?... Ecco, io vedo quattro uomini slegati, che camminano in mezzo al fuoco, senza subire alcun danno; e l'aspetto del quarto è simile a quello di un figlio di Dio” (Daniele 3:24-25).

Il re annullò con grande rapidità il suo primo decreto in cui ordinò di adorare l'idolo ed emise un nuovo decreto: “perciò io decreto che chiunque, a qualsiasi popolo, nazione o lingua appartenga, dirà male del Dio di Shadrak, Meshak e Abed-nego, sia tagliato a pezzi e la sua casa sia ridotta in un letamaio, perché non c'è nessun altro dio che possa salvare a questo modo” (verso 29).

Amato, tutto ciò accadde grazie alla testimonianza di tre uomini che amarono Dio con integrità e che vollero dare fedelmente la loro vita.

Si, le cose diventeranno sempre più difficili o forse peggiorare sotto il punto di vista economico, fisico, mentale, spirituale ma Dio ha già messo la Sua mano su uomini e donne pii e separati in ogni parte del mondo che saranno testimoni del Suo Vangelo.

Solo dopo il Signore tornerà!

giovedì 23 gennaio 2014

AFFAMATI DELLA PIENEZZA DI CRISTO

Se sei affamato e assetato della pienezza di Cristo, Satana ti dichiarerà apertamente guerra. Quando ha prova del tuo reale impegno, dello zelo che hai nel pregare e del rinnegare te stesso, allora userà ogni arma infernale per tentare di distruggere la tua testimonianza. Perché? Perché la tua testimonianza è la risposta di Dio all'apostasia ed alla rovina!

Questo è quanto accadde nella fornace ardente del libro di Daniele. Satana concepì ed elaborò un piano per distruggere l'unica testimonianza del potere di Dio rimasto a Babilonia. Tutto culminò all'interno di una fornace ardente che aveva lo scopo di uccidere ogni prova vivente della verità del vangelo di Dio (vedi Daniele 3).

Tre Israeliti timorati di Dio servivano il governo presso gli alti uffici di Babilonia, uomini che erano testimoni visibili del vangelo che predicavano. Essi avevano separato loro stessi dalla vita sensuale di Babilonia, dedicando le loro vite alla preghiera. Questi tre uomini non erano né profeti né sacerdoti, ma uomini laici che rimasero fedeli a Dio e puri di cuore in mezzo a una massa di gente idolatra.

Ovviamente, questo provocò le ire di Satana che entrò nel cuore del malvagio re di Babilonia. Il re eresse una gigante statua d'oro e la dichiarò dio della nazione facendone oggetto di adorazione. Successivamente radunò tutti gli ufficiali ed i servi da ogni nazione che stava sotto il dominio babilonese in modo da poter presentare a tutti la nuova religione. Quando la cerimonia musicale cominciò ognuno doveva inchinarsi al nuovo dio.

Satana suggerì inoltre al re di costruire una grossa fornace di mattoni ed alimentarla in modo che le fiamme ardenti fossero visibili agli occhi di tutti. Perché Satana fece tutto questo? Sicuramente sapeva che in Babilonia nessun governatore, giudice o capo delle guardie avrebbe fatto resistenza a quel decreto. Essi non avevano bisogno di essere sedotti o minacciati.

Infatti, saranno di certo rimasti interdetti chiedendosi: “ehi chi vuole agitare le acque? Ci stiamo comportando bene, abbiamo prosperità, cibo, bevande ed una vita agiata. Questa religione è piacevole all'anima nostra. Chi vorrebbe andar contro a tutto questo?”

Quindi, in cosa concerneva questa fornace ardente? Era semplicemente opera di Satana, una sua manovra volta a distruggere i tre giovani uomini. Egli voleva uccidere l'unica testimonianza di Dio in Babilonia!

I tre giovani uomini risposero al comando del re: “ecco, il nostro Dio, che serviamo, è in grado di liberarci dalla fornace di fuoco ardente e ci libererà dalla tua mano, o re” (Daniele 3:17).

mercoledì 22 gennaio 2014

DIO STA CERCANDO UN UOMO

Israele ai tempi del profeta Ezechiele era lascivo ed orgoglioso. Gli uomini commisero abominazioni con le mogli dei loro vicini e profanarono le loro nuore. I profeti che una volta erano santi caddero nel peccato e non discernevano più ciò che era santo da ciò che era profano. I capi della nazione divennero dei lupi famelici in cerca di guadagni disonesti, spargimenti di sangue, bugiardi e oppressori dei poveri.

Israele dimenticò le vie di Dio e la nazione crebbe così fragile, mondana ed impotente che Dio fece di loro lo zimbello di quel periodo storico. Egli disse: “perciò io ti espongo all'insulto delle nazioni e allo scherno di tutti i paesi” (Ezechiele 22:4).

Che accusa forte! Dio stava dicendo a Israele, “tu hai così disprezzato le cose sante dandoti completamente alla concupiscenza che ho intenzione di togliere da te la testimonianza!”

Ezechiele era un uomo molto vecchio a quel tempo, tanto da uscire quasi di scena. Dunque, come fece Dio ad occuparsi della situazione? Egli disse ad Ezechiele: “Io ho cercato fra loro un uomo che costruisse un muro e stesse sulla breccia davanti a me in favore del paese, perché io non lo distruggessi, ma non l'ho trovato” (verso 30).

Immaginalo! Il destino d'Israele dipendeva da Dio e dalla probabilità di trovare anche un solo uomo affidabile e retto. Tuttavia disse ad Ezechiele: “ma non l'ho trovato. Perciò io riverserò su di loro la mia indignazione” (versi 30-31).

Dio Disse la stessa cosa al profeta Geremia: “andate attorno per le vie di Gerusalemme... cercate... trovate un uomo, se ce n'è uno solo che pratichi la giustizia, che cerchi la verità, e io la perdonerò” (Geremia 5:1). Egli disse al profeta: “perdonerò l'intera nazione se troverò anche solo un uomo che stia ritto in mezzo alla rovina d'Israele. Tutto ciò che voglio è una sola anima che si arrenda al Mio volere!”
Amato, oggi la chiesa si affatica tanto per raggiungere il mondo in maniera più appropriata e attuale. Si tentano i programmi più bizzarri e carnali. Ma, in molti anni di ministero ho visto cominciare e porre fine a queste tipologie di programma. Sono programmi basati sul completo appagamento della carne e che non hanno nulla a che fare con la croce. Le folle che vengono attirate sono vite vuote, vite insoddisfatte che non sono mai state esposte al Vangelo della separazione dal mondo e della sua concupiscenza. Il mondo si fa beffa di tali programmi perché riconosce che si tratta di mera follia.

martedì 21 gennaio 2014

DIO SUSCITÒ UN UOMO

Ai tempi di Neemia, le mura di Gerusalemme erano in rovina, la città era letteralmente costituita da un mucchio di pietre. La chiesa era completamente ricaduta nel peccato e non vi era più alcuna testimonianza. Israele era seriamente perseguitato da gente malvagia che stava al potere e che vanificava ogni cosa che il popolo tentava di intraprendere.

Come reagì Dio in un tale periodo di rovina? Mandò un esercito ben addestrato ad aiutarli? Mandò una guardia del palazzo ad attaccare i nemici in vista? No, Dio suscitò fra loro un uomo, Neemia.

Neemia fu un uomo che aveva in cuore il peso di Dio. Egli passò gran parte del suo tempo in preghiera, digiunando e struggendosi, perché il suo cuore era rotto per la condizione in cui Israele versava. Neemia scavava continuamente nella Parola di Dio, comprendendone le profezie ed i movimenti nello Spirito.

Sebbene Neemia servisse il coppiere del Re di Persia, egli rimase separato dalla malvagità che lo circondava. In mezzo a tutta quella sensualità, immoralità e assoluta mancanza del timore di Dio che stava prendendo piede in Israele, egli mantenne le sue vie sante e pure camminando con il Signore. Infatti, chiunque lo sentisse predicare veniva purificato nell'anima.

Ben presto un risveglio di santità cominciò a diffondersi nel paese. “I sacerdoti e i Leviti si purificarono e purificarono il popolo, le porte e le mura” (Neemia 12:30). La casa di Dio venne purificata anch'essa togliendo via ogni carnalità. Neemia inviò operai nel tempio dicendo loro: “voglio che ogni oggetto immorale venga gettato fuori di qui. Non voglio lasciare niente di ciò che abbia a che fare con l'idolatria o la sensualità” (vedi Neemia 13:8-9).

Amato, questo è il concetto di risveglio! Si tratta semplicemente di sgomberare ogni stanza del nostro cuore che non è ancora pulito e santificato.

Dov'è che Neemia ottenne una tale autorità spirituale riuscendo ad ammonire i magistrati e riportare il timore di Dio nel tempio? Non fu il re a dargliela o il vescovo di qualche chiesa e non la imparò nemmeno ad una scuola Biblica.

No, Neemia ottenne questa autorità sulle ginocchia, piangendo, struggendosi e aspettando di conoscere il pensiero di Dio. E poiché era un uomo di preghiera era in grado di confessare i peccati di un'intera nazione: “Siano i tuoi orecchi attenti, i tuoi occhi aperti per ascoltare la preghiera che il tuo servo ti rivolge adesso, giorno e notte... confessando i peccati dei figli d'Israele... abbiamo peccato io e la casa di mio padre. Abbiamo agito da malvagi contro di te, e non abbiamo osservato i comandamenti, le leggi e le prescrizioni che tu hai dato a Mosè, tuo servo” (Neemia 1:6-7).

lunedì 20 gennaio 2014

ATTI DI FEDE by Gary Wilkerson

Dopo che l'apostolo Pietro fu miracolosamente liberato dalla prigione (vedi Atti 12:7-11), si diresse verso la casa di preghiera per raccontare del miracolo ai fratelli che stavano intercedendo per lui. Quando Pietro bussò il gruppo stava ancora pregando ferventemente in casa. Non avevano assolutamente idea di quanto fosse stata efficace la loro preghiera per il loro fratello. Le Scritture ci dicono che le loro preghiere erano “fervide”, intendendo dire che confidavano in Dio e non avevano rinunciato a sperare. Questo è il modo di pregare che Gesù Cristo si aspetta dalla Sua chiesa. È una preghiera persistente ed appassionata nel desiderio di vedere un proprio caro, un amico o anche una città liberati.

Ma, quando i credenti seppero che le loro preghiere erano state ascoltate, accadde una cosa interessante: non credettero! Una serva disse loro che Pietro era fuori al cancello. “Provò talmente tanta gioia che non aprì il cancello, ma corse dentro e rapportò che Pietro era lì fuori al cancello. Essi dissero alla serva: «Tu sei pazza!» Ma la serva insistette su quanto aveva visto ma loro continuarono dicendo: «sarà il suo Angelo!»” (12:14-15). Evidentemente credevano che Erode lo avesse davvero ucciso.

Dio è il liberatore. Egli fa l'impossibile con una sola parola e quando libera il Suo popolo esso è libero davvero. Forse hai notato che succede qualcosa nella tua vita quando combatti ed affronti un problema. Cioè, Dio ti apre i primi cancelli e dopo averlo fatto lascia a te l'ultimo affinché tu lo apra per fede. Egli aprì i cancelli in modo soprannaturale per Pietro, ma l'ultimo di essi richiese la fede e l'azione dell'uomo.

Perché il Signore agisce così? Egli sa che anche con le nostre più ferventi preghiere, avremo sempre un minuscolo angolo di incredulità nel nostro cuore. Si, Dio è sovrano in tutto il Suo potere ma vuole che la Sua sposa sia coinvolta nei suoi atti di redenzione. Ogni mossa di Dio nella storia ha richiesto l'azione di uomini e donne che dicessero: “conta su di me. Forse sarò debole o timido, ma Dio onora quelli che agiscono in fede”.

Si, inizia tutto con la preghiera. Una preghiera fervente ed efficace fa si che Dio apra i cancelli di ferro e liberi coloro stanno in cattività. La storia di Pietro ci chiarisce tutto ma questa scena ci mostra anche che se noi non agiamo in fede per aprire l'ultimo cancello, alcuni prigionieri rimarrebbero imprigionati. Ecco quindi qual è l'ultima parte di una preghiera fervente: un atto di fede.

sabato 18 gennaio 2014

CONTROLLARE I SEGNI VITALI by Jim Cymbala

La preghiera è fonte di vita per il cristiano, una vera e propria ancora di salvezza. Vivere senza la preghiera equivale ad avere fra le braccia una bambina e vestirla di tutto punto, ma la bambina non respira! Né ora né mai quei graziosi abitini saranno in grado di stabilire i segni vitali della bambina. È inutile parlare a qualcuno che si trova in stato comatoso. Ecco perché oggi pur insegnando con grande enfasi alle chiese i risultati prodotti sono così limitati. L'insegnamento è utile solo se vi è modo di canalizzarlo a delle vite pronte a riceverlo. Se gli ascoltatori sono in coma spirituale, nonostante quello che stiamo dicendo sia giusto e dottrinalmente corretto, è impossibile parlare ed insegnare loro ciò che fa parte della vita spirituale.

I pastori e le chiese devono arrivare a comprendere che non possiamo considerarci dei cristiani del Nuovo Testamento se non abbiamo una vita di preghiera. Questa convinzione ci sgomenta un po', ma con cos'altro Dio sarà in grado di fare breccia nei cuori?

Riflettiamo su ciò che Atti 2:42 dice: “Essi erano perseveranti nel seguire l'insegnamento degli apostoli, nella comunione, nel rompere il pane e nelle preghiere”. Come possiamo notare, la preghiera risulta essere la normalità per la chiesa. Invocare il nome del nostro Signore è il quarto elemento della lista. Se la mia chiesa o la tua chiesa non stanno pregando, non dovremmo vantarci della nostra correttezza dottrinale o del numero di persone presenti la domenica mattina.

Mia moglie Carol ed io ci siamo detti più di una volta che se nella Brooklyn Tabernacle dovesse venir meno lo spirito di contrizione e diminuire il desiderio di invocare Dio, allora sapremo di avere un grosso problema, anche se avessimo 10.000 membri.

Durante un affollatissimo incontro di preghiera del martedì sera mi sono ritrovato circondato da un santo fragore fatto di preghiere ed intercessioni che riempivano la chiesa e che fuoriuscivano da ogni cuore lì presente. Mentre l'incontro stava giungendo al termine udii per caso delle mamme che intercedevano per i loro figli ribelli, uomini che chiedevano a Dio di aiutarli a trovare lavoro ed altri che ringraziavano Dio per aver risposto alle loro preghiere. In quel momento non potei fare a meno di pensare: “ciò che sto vivendo intorno a me è la cosa più vicina al paradiso che abbia mai sperimentato in questa vita. Non voglio che finisca adesso. Se mi invitassero alla Casa Bianca per incontrare dei dignitari, ciò non potrebbe mai farmi sentire la stessa pace e profonda gioia che sento qui alla presenza di gente che invoca Dio”.


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Jim Cymbala fondò la Brooklyn Tabernacle con meno di venti membri in un piccolo edificio situato in una zona molto difficile della città. Originario di Brooklyn, è un vecchio amico di David e Gary Wilkerson e assiduo relatore alle conferenze della Expect Church Leadership sponsorizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 17 gennaio 2014

IL SIGNORE AVEVA UN UOMO

Israele stava attraversando un periodo difficile dato che depravazione, apostasia e ritorno al peccato erano dilaganti nel paese. In quel periodo, l'arca non si trovava più in Israele. Eli, il sommo sacerdote della nazione viveva nell'ozio e nel compiacimento, permettendo ai suoi figli di traviare il sacerdozio. Sotto la sua guida, l'adulterio e la fornicazione erano imperanti nel tempio. Ma Eli si era talmente abituato a quella sua vita di agi che non avrebbe fatto nulla per porre fine a tutto.

Ad un certo punto il Signore scrisse la parola “Ichabod”, (che significa “lo Spirito del Signore si è dipartito”), su tutto il sistema religioso. Una volta ancora la forze sataniche avevano scatenato un grande potere e all'occhio umano l'opera di Dio sembrava avesse perso così tanto terreno da rendere improbabili le probabilità di recupero.

Ma il Signore fin dall'inizio aveva un uomo in quel luogo, un piccolo bambino chiamato Samuele. Mentre tutti i ministri attorno a lui indulgevano nella fornicazione e nell'ingordigia, Samuele stava imparando ad ascoltare la voce di Dio. Mentre Samuele diventava sempre più intimo col Signore, lo Spirito Santo lo riempì con una parola profetica. Egli diventò una testimonianza, prova vivente del potere di Dio!

Le Scritture dicono che quando Samuele crebbe, nessuna delle sue parole cadde a terra, volendo significare che egli parlò costantemente con potenza e autorità. Poiché la sua autorità era divina, nessuna nazione fu in grado di alzare una sola mano contro Israele per più di quaranta anni.

“Samuele intanto cresceva; e l'Eterno era con lui e non lasciò cadere a terra alcuna delle sue parole. Tutto Israele, da Dan fino a Beer-Sceba, seppe che Samuele era stato costituito profeta dell'Eterno. L'Eterno continuò ad apparire a Sciloh, perché a Sciloh l'Eterno si rivelava a Samuele mediante la sua parola” (1 Samuele 3:19-21).

Ancora una volta, il Signore fece sorgere un singolo uomo come testimonianza per un'intera nazione. Dio non ebbe bisogno di alcun esercito, alcuna organizzazione umana, alcuna “cosa nuova”. Tutto ciò di cui ebbe bisogno fu un uomo retto, qualcuno il cui ministero fosse completamente dedito al Sue vie sante!

giovedì 16 gennaio 2014

DIO FECE TUTTO ATTRAVERSO UN SOLO UOMO

Considera la condizione d'Israele in Egitto. La nazione di Dio si ritrovava in completa rovina, con una dilagante apostasia. Satana tenne Israele sotto il suo calcagno, manipolando i poteri politici dell'epoca affinché emanassero leggi contro di loro e perseguitarli. Il nemico stava ridicolizzando e beffando la testimonianza di Dio sulla terra.

Fu un periodo buio per la storia d'Israele e col tempo nella gente cominciò a crescere un senso di scoraggiamento. Gli Israeliti cominciarono a cadere assecondando i piaceri e la sensualità d'Egitto. L'idolatria e la fornicazione dilagavano. La situazione d'Israele sembrava senza speranza e la fede della nazione cominciò lentamente a morire.

Quale fu la risposta di Dio a questo oscuro potere nascente? Incitò gli imperi circostanti ad agire per conto Suo contro l'Egitto? Indusse forse una guerra civile fra gli Egiziani? Inviò degli angeli vendicatori? No, Dio non fece nulla di tutto ciò. Egli aveva un piano completamente diverso e stese la Sua mano su un singolo uomo, Egli scelse Mosè!

“Il Signore agisce con giustizia e difende tutti gli oppressi. Egli fece conoscere le sue vie a Mosè e le sue opere ai figli d’Israele. Il Signore è pietoso e clemente, lento all’ira e ricco di bontà” (Salmo 103:6-8).

Mosè fu un uomo di preghiera, in totale comunione con Dio. Egli disse no ai piaceri, agli agi ed alle tentazioni d'Egitto, vivendo al contrario sotto il controllo totale dello Spirito Santo. Non aveva programmi o ambizioni personali. Egli abbandonò tutte le sue abilità umane, dipendendo dal grande IO SONO come sua unica fonte di ogni bene e risorsa. Ed egli venne dalla terra santa, avendo visto in prima persona la santità di Dio.

Dunque, nell'ora più buia della storia d'Israele, quando sembrava che il popolo di Dio stesse per soccombere al nemico, il Signore fece sorgere un uomo che sarebbe stato di testimonianza in mezzo a quella oscurità. E quest'unico uomo sconfisse un'intera nazione facendone invece risorgere un'altra. Dio fece tutto ciò attraverso un solo uomo!

mercoledì 15 gennaio 2014

RAGGIUNGERE LE NAZIONI PER CRISTO

“Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra” (Atti 1:8).

Sono sorpreso e perplesso dai ministeri basati sul punteggio, dove sia giovani che anziani corrono su e giù per il mondo alla ricerca di strategie per produrre crescita nelle loro chiese. Oggi, molti predicatori frequentano seminari, convention e “serbatoi di pensiero”, in cui giovani ministri usano classifiche e sondaggi per mostrare loro come costruire grandi chiese. Altri ministri chiedono “risvegli”, nella speranza di imparare nuovi metodi su come ricevere lo Spirito Santo nelle loro congregazioni.

Ultimamente, società missionarie stanno più che mai inviando molti operai in missione. Il loro grido di battaglia è diventato: “abbiamo bisogno di più manodopera sul campo missionario! Necessitiamo di più uomini e donne qualificati per vincere le nazioni a Cristo”.

Troppi missionari fra quelli inviati stanno tornando a casa dopo nemmeno pochi anni. Sono stati sconfitti, scoraggiati, battuti dalle forze demoniache di quelle nazioni straniere. Perché? Perché le loro vite non combaciavano perfettamente con il Vangelo che predicavano; non hanno mai sperimentato in prima persona cosa significhi possedere la signoria di Cristo o la pienezza dello Spirito Santo.

Amato, ci vuole ben altro che delle nuove idee o strategie per far conoscere Cristo alle nazioni. Tutti i nostri piani sono vani se Gesù non regna in ogni area della nostra vita!

Mai nella storia si sono verificati così tanti e furiosi attacchi da parte di spiriti demoniaci direttamente dalle viscere dell'inferno. L'anarchia sta dilagando sulla terra, con nazioni che insorgono contro altre nazioni. E tutto sta accadendo perché Satana ha sguinzagliato le sue orde demoniache in vista di una battaglia finale contro i santi!

E nonostante tutto Dio non viene affatto colto di sorpresa da tutto quello che accade sulla terra. Non è sorpreso dalla tremenda piaga della droga o dal bagno di sangue degli aborti. Dunque, qual è la Sua risposta in questi tempi di baraonda e depravazione? Cosa propone come antidoto per l'apostasia e per la crescita del potere demoniaco? Cosa farà Dio in questo tempo di rovina?

La Sua risposta è sempre stata la stessa, ossia, portare con potenza la vittoria di Cristo in un modo nuovo e rinnovato. Dio ha sempre risposto facendo sorgere un residuo di uomini e donne che siano una pura testimonianza del Suo potere che salva e santifica e tutto questo è ancora valido oggi. Il Suo piano è quello di portare sulla scena, in cui l'anticristo agisce, un corpo fatto di uomini e donne pii e ripieni di Cristo che vivono in totale sottomissione al Suo governo e alla Sua Signoria!

martedì 14 gennaio 2014

A PROVA DEL FATTO

“E questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine” (Matteo 24:14).

Oggi molti credenti tentano di determinare la vicinanza del ritorno di Cristo interpretando i segni dei tempi. Vediamo tali segni in eventi specifici: per esempio, il ritorno dei Giudei in Israele. Tuttavia una delle più chiare dichiarazioni che Gesù fa in merito al Suo ritorno è contenuto nel verso che leggiamo qui sopra. La fine verrà solo dopo che il vangelo sia stato predicato a tutte le nazioni, come testimonianza.

La parola “testimonianza” che Gesù utilizza in questo verso ha il medesimo significato del termine greco presente nel testo biblico. Letteralmente significa “a prova del fatto”. Cristo sta parlando qui non solo di predicare il Vangelo, ma presentarlo come fosse una testimonianza. In breve, Egli dice che il Vangelo che noi predichiamo è efficace solo se supportato da una vita che lo attesta nella realtà.

Penserai che in America, una nazione piena di migliaia di chiese evangeliche, ci sia una forte testimonianza evangelica. Ma molte chiese hanno compromesso il vero Vangelo di Cristo. Il fatto è che, nonostante tutte le prediche evangeliche, in molte di queste chiese c'è davvero una misera testimonianza che attesti che Cristo sia a capo delle vite dei credenti. Non sono dei veri testimoni per la città o per la nazione.

Certo, ci sono delle eccezioni. Mi viene da pensare ad un pastore Battista che ad un certo punto pianificò di costruire un enorme edificio. La sua congregazione stava crescendo rapidamente ed iniziò a studiare attentamente il movimento di crescita della chiesa. Ma subito dopo sua moglie fu mossa dal desiderio di pregare e cercare il Signore e presto il pastore si mise a fare la stessa cosa. Immediatamente rinunciò al sogno di far crescere di numero la sua chiesa ed iniziò ad accompagnare le sue prediche alla testimonianza.

In un recente sermone, il pastore pose un grande schermo di fronte la chiesa. Egli disse alla sua congregazione, “lo Spirito di Dio mi sta parlando riguardo i peccati di questa chiesa. E quest'oggi li vedremo tutti con i nostri occhi!”

Il pastore mostrò velocemente alla chiesa peccato dopo peccato, fornicazione, adulterio, alcolismo, abuso di droga, pornografia. Subito dopo cominciò il suo sermone: “stiamo per cominciare a costruire una grande chiesa proprio adesso. Ma dobbiamo raddrizzare il tabernacolo del Cristo vivente prima di fare qualsiasi altra cosa. Dobbiamo prima viverlo questo Vangelo!” Oggi lo Spirito di Dio si sta muovendo potentemente in quella chiesa. La gente si sta avvicinando al Signore, raddrizzando le proprie vite, perché stanno ascoltando un Vangelo supportato da una testimonianza!

lunedì 13 gennaio 2014

PRIGIONI SPIRITUALI by Gary Wilkerson

Le prigioni spirituali sono quelle che Satana usa per imprigionarci e quelle in cui noi stessi restiamo intrappolati. Con il potente esempio della vita di Pietro, la Parola di Dio ci mostra come essere liberati da queste prigioni.

In Atti 12, Pietro venne imprigionato dal Re Erode. Migliaia di persone a Gerusalemme furono salvate attraverso l'opera potente di Dio ed Erode invece ne venne minacciato. Ovviamente, quando Dio si muove in maniera soprannaturale attraverso il Suo popolo, questo non fa altro che adirare il nemico.

Ed ecco che Erode posò il suo sguardo su Pietro. “Vedendo (Erode) che ciò era gradito ai Giudei, continuò e fece arrestare anche Pietro. Erano i giorni degli Azzimi” (Atti 12:3). Erode stava per segnare il suo primo punto: imprigionando il più audace credente nel giorno di Pasqua, la festa più sentita dalla chiesa, avrebbe spaventato i cristiani fino a indurli al silenzio.

Erode inviò squadroni di soldati per catturare e imprigionare Pietro. “Dopo averlo fatto arrestare, lo mise in prigione...perché voleva farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua” (12:4). L'espressione “farlo comparire” significa che Erode aveva intenzione di martirizzare Pietro in pubblico.

La parola “seized”, nella versione inglese, non significa solo che “venne preso”, piuttosto, si riferisce ad una potenza che va ben oltre la nostra. Pietro, infatti, non era solo sotto arresto presso una prigione, bensì era incatenato da un potere spirituale che stava manipolando un uomo potente per indurlo ad una fine demoniaca. Hai familiarità con questo tipo di prigione spirituale? Forse ne sei prigioniero proprio adesso. Pensi: “Signore, ho pregato migliaia di volte, ma niente è mai cambiato. Come riuscirò mai ad esserne liberato?”

Ciò che leggeremo adesso cambierà tutto. “ Pietro dunque era custodito nella prigione; ma fervide preghiere a Dio erano fatte per lui dalla chiesa” (Atti 12:5). Quell'unica piccola parola “ma” trasforma l'intera immagine. È come se dicesse: “il nemico è in questa scena, ruggendo come un leone, ma il Leone di Giuda è anche Lui nella scena. Egli si sta per rivelare e cambierà tutto”.

Amo questa immagine di “fervida preghiera” di questo verso. Un piccolo gruppo di umili uomini e donne stavano tenendo una riunione di preghiera. Come molti cristiani, essi ebbero probabilmente una piccola influenza nel loro mondo, sebbene le spesse mura della prigione non avessero alcuna possibilità contro le loro preghiere.

“Nella notte che precedeva il giorno in cui Erode voleva farlo martirizzare, Pietro stava dormendo in mezzo a due soldati, legato con due catene e le sentinelle davanti alla porta custodivano il carcere. Ed ecco, un angelo del Signore sopraggiunse e una luce risplendette nella cella” (12:6-7).

Quando Pietro si guardò intorno, vide che le sue catene erano cadute e che le guardie non lo riuscivano a vedere. “Ed egli, uscito, lo seguiva, non sapendo che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell’angelo: credeva infatti di avere una visione” (12:9).

Ciò che accadde successivamente è il cuore di questo messaggio: “Com’ebbero oltrepassata la prima e la seconda guardia, giunsero alla porta di ferro che immette in città, la quale si aprì da sé davanti a loro; uscirono e s’inoltrarono per una strada” (12:10).

sabato 11 gennaio 2014

ARALDI DELL'EVANGELO by Carter Conlon

Durante i primi anni del mio cammino cristiano, Dio mise nel mio cuore un forte amore per i perduti. Si, ci furono volte in cui la gente si oppose e mi minacciò. In ogni caso, io non rimasi in silenzio, ma con sincerità continuai a prendermi cura della gente ed a parlare di Gesù Cristo. Uomini e donne attorno a me stavano morendo nei loro peccati e qualcuno con la compassione di Dio doveva parlare a loro. Questa è la chiamata che ognuno di noi ha.

Paolo lo disse in questi termini: “...dell'Evangelo di cui io sono stato costituito araldo, apostolo e dottore dei gentili. Per questo motivo io soffro anche queste cose” (2 Timoteo 1:11-12). Paolo disse: “Io soffro, sono stato chiamato e costituito araldo”. Allo stesso modo ciascuno di noi è costituito da Dio ad essere testimone orale della verità. Non siamo chiamati a stare in silenzio, siamo chiamati a dichiarare ciò in cui crediamo; a testimoniare di quanto Dio ha trasformato le nostre vite e di come le continua a lavorare. Siamo chiamati a testimoniare senza vergogna e non a stare rannicchiati in un angolo per paura di essere beffati da questa umanità perduta. E per farlo Dio ha creato un modo.

Nei versi precedenti Paolo dice a Timoteo: “Ma soffri anche tu per il vangelo, sorretto dalla potenza di Dio. Egli ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non a motivo delle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù fin dall’eternità” (2 Timoteo 1:8-9). È secondo il Suo proposito e la grazia! È come se Dio stesse dicendo: “Ti ho visto venire e ti ho preparato una via. Ho fatto in modo di tagliare via ogni bisogno e approvazione umana. Ho fatto in modo che tu possa soddisfare la Mia santa chiamata nella tua vita, non in parte ma in misura completa. Ho fatto in modo che tu possa amare le persone di un amore soprannaturale. La Mia volontà è quella di riempirti di Spirito Santo dandoti il coraggio di elevare la tua voce per il Regno di Dio, non per la tua abilità, ma per mezzo del Mio Spirito!”


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Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 dietro invito del pastore fondatore, David Wilkerson, diventando pastore Senior nel 2001. Un forte e compassionevole leader che è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 10 gennaio 2014

RESISTERE NELLA FEDE

Il Vangelo di Luca ci racconta di un padre che portò suo figlio posseduto davanti a Gesù. Cristo disse al padre del ragazzo: “porta qui tuo figlio. Mentre il ragazzo si avvicinava, il demonio lo gettò per terra e cominciò a contorcerlo con le convulsioni” (Luca 9:41-42). La parola inglese usata per convulsioni è tare che appunto vuol dire convulsione violenta, movimento muscolare involontario di forte intensità.

Questo giovane uomo venne a Gesù per essere liberato, traslato da un regno di tenebre ad un regno di luce. Il diavolo vide che stava per perdere un'altra vittima, quindi con gran furia, gettò il ragazzo a terra in preda ad un ultimo violento attacco. Egli voleva ucciderlo e prendere la sua anima prima che Gesù lo liberasse.

Satana proverà a fare la stessa cosa con te oggi stesso. Nel momento in cui ti muoverai verso Cristo egli tenterà il suo ultimo attacco. Egli metterà davanti a te le più allettanti tentazioni, proverà a buttarti giù con le sue bugie, dicendoti che non sarai mai libero dal peccato e dalla concupiscenza. Proverà a convincerti che sarai per sempre suo e non di Dio!

Ma ti ricordo che nel momento in cui ti muovi verso Gesù il Diavolo viene reso impotente. Egli non può fermare colui che si rivolge a Dio! Non poté trattenere il giovane posseduto dal raggiungere Gesù. Tutto ciò che Cristo dovette fare fu dire una parola: “ma Gesù sgridò lo spirito immondo, guarì il ragazzo e lo rese a suo padre” (verso 42).

Giacomo ci dice: “sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi.” (Giacomo 4:7). Dunque, come resisti al nemico? Lo fai solo tramite la tua fede! Devi semplicemente andare a Gesù, avendo fiducia che Egli ti riscatterà dalle grinfie di Satana. “Resistetegli stando fermi nella fede” (1 Pietro 5:9).

Puoi essere liberato oggi. Puoi dire a Satana: “quando finirò di leggere questo messaggio, sarò una persona libera. Gesù sta per liberarmi da ogni concupiscenza e da ogni empia passione. E tutto andrà così perché Egli lo ha detto”.

giovedì 9 gennaio 2014

GESÚ STA BUSSANDO ALLA PORTA

“Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro” (Giovanni 8:44).

Cristo disse queste parole ad una folla di religiosi che pensava di essere retta davanti agli occhi di Dio. Essi erano apparentemente puri e pii ma interiormente erano pieni di concupiscenza, lussuria, fornicazione e cupidigia.

Esiste una malattia chiamata malattia da peccato che colpisce tutti i figli del diavolo. Più si cade nel peccato più peggiora la malattia. Essa raggiunge il picco massimo quando il peccato perde subito il suo piacere, diventando noioso e insoddisfacente.

La malattia da peccato portò al suicidio una giovane star della TV. L'attore stava recitando in una serie molto importante che gli stava portando molti guadagni. Aveva appena firmato un contratto per recitare in un film e si frequentava con una bellissima attrice. Era famoso, ricco ed in buona salute.

Ma il suo corpo senza vita fu ritrovato in un porno hotel da quattro soldi. A quanto pare nessuno dei piaceri di questo mondo riuscì a soddisfarlo. La sua vita divenne vuota e senza senso ed il suicidio diede finalmente fine a tutto questo. Morì a causa della malattia da peccato!

Se non hai mai dato la tua vita a Gesù, vuol dire che fino a questo momento il diavolo ha avuto il completo controllo su di te. Egli ha dominato e regnato sulla tua vita. Ma forse adesso Satana vede che un cambiamento sta per arrivare e sa che sta per perdere il controllo sulla tua vita.

Il peccato ha immediatamente perso il suo dolce sapore per te. Non ti rechi più in quei posti sgradevoli che una volta frequentavi e non sei più ansioso di ritornaci. Il denaro non ti soddisfa più e nemmeno il sesso o i possedimenti. Senti crescere dentro di te un forte vuoto.

E adesso eccoti qui a leggere questo messaggio. Forse dentro di te c'è la volontà di leggere la Bibbia. Nessuno te lo sta facendo fare; qualcosa dentro di te ti sta sollecitando ad andarla a prendere.

Mio/a caro/a, proprio adesso Gesù sta bussando alla porta del tuo cuore ed il Diavolo lo sa. E la cosa che Satana teme di più è che tu apra la porta a Cristo!

mercoledì 8 gennaio 2014

AFFRONTARE LE BUGIE DEL DIAVOLO

Il diavolo viene a noi con pesanti prove, ma noi non dobbiamo temerlo. John Knox, uno dei predicatori più potenti della Gran Bretagna è un forte esempio di come noi possiamo far fronte alle bugie del nemico. La sua potente predicazione fece tremare re e regine ed egli visse una vita retta e ben salda allo stesso Vangelo che predicava, senza mai scendere a compromessi.

Quando Knox era ormai anziano si ammalò gravemente e Satana ebbe da lui l'ennesima batosta. Probabilmente quest'uomo avrà fatto arrabbiare l'inferno almeno quanto l'apostolo Paolo. Infatti, durante il poco tempo che ormai gli restava, il diavolo fece in modo di far crescere dentro Knox un sentimento di paura ed incredulità.

Knox scrisse: “durante tutta la mia vita sono stato testato ed assalito da Satana ma la prova che sto affrontando adesso mi ha assalito in modo spaventoso. Egli lo ha fatto per divorarmi e per finirmi definitivamente. Prima metteva spesso davanti ai miei occhi tutti i miei peccati, ha provato ad intrappolarmi con ogni attrattiva di questo mondo, ma lo Spirito Santo ha sempre distrutto tutti i suoi attacchi. Adesso però mi sta attaccando in modo diverso. L'astuto nemico ha fatto in modo di persuadermi di aver ottenuto il cielo grazie alla fedeltà nel mio ministero!”

Knox sapeva che la salvezza viene dalla sola fede. Egli predicò questo per tutta la vita, affermando che nessuno può essere salvato grazie alla propria rettitudine e che non importa quante buone opere siano state fatte. Ma Satana tentò di condannare il predicatore facendolo inciampare sulla sua stessa rettitudine!

Proprio poco prima di morire Knox testimoniò: “benedetto sia Dio che mi ha permesso di abbattere e spegnere questo dardo infuocato per mezzo di alcuni passi della Scrittura. Per la grazia di Dio io sono ciò che sono, non io, ma la grazia di Dio in me. Attraverso Cristo Gesù io ho ottenuto la vittoria. La prova non si abbatterà su me di nuovo in questo breve periodo che mi resta. Presto scambierò questa vita mortale con la benedetta immortalità per mezzo di Gesù Cristo!”
Grazie a Dio per la testimonianza di John Knox! Egli si usò delle Scritture per combattere contro Satana e il Signore lo liberò. Egli se ne andò in gloria cantando lodi a Dio!

martedì 7 gennaio 2014

NUOVE FORZE

Chiedi a chiunque sia stato chiamato da Dio a intraprendere qualche nuovo lavoro nel Regno e quella persona ti dirà che Satana è andato a lui con foga, scagliandogli contro un’afflizione dietro l’altra.

Lo stesso accadde nella vita di Cristo. Non appena Gesù fu battezzato, con la comparsa della colomba e la voce dal cielo che Lo dichiarò Agnello di Dio, Satana si mise all’opera. Sapeva di avere solo quaranta giorni e quaranta notti per distruggere Gesù e fermare il Suo ministero (vedi Matteo 4).

Non appena Gesù dichiarò Pietro una roccia di fede, Satana si mosse per vagliare il discepolo, portandolo all’incredulità e al tradimento (vedi Luca 22:21). Satana sapeva di dover agire velocemente nella vita di Pietro, prima che le parole di Gesù sul discepolo si adempissero – ma la tentazione infine non prevalse!

So bene come sia questo tipo ti attacco infernale, perché accadde a me quando Dio mi diede una chiamata nuova al ministero! Dopo aver speso molto tempo in preghiera, avvertii la chiamata di Dio ad espandere il mio ministero parlando a vari pastori in tutto il mondo. (Non stavo lasciando il ministero alla Chiesa di Times Square, né il ministero di questi messaggi scritti. Stavo solo aggiungendo questo aspetto occasionale del ministero, per direttiva dello Spirito Santo.

Stavo pianificando di parlare a raduni di pastori in Francia, Romani, Polonia e nei Balcani. Non avevo nemmeno finito di pianificare questo viaggio che Satana si fece avanti. Fino a quel punto stavo benissimo fisicamente, ma all’improvviso venni abbattuto a livello fisico. In poche ore mi sentii così debole da riuscire a stento a camminare. Sentivo dolori interni laceranti e presto apparvero delle strane macchie sullo stomaco.

Un mio amico dottore mi disse che avevo il fuoco di Sant’Antonio, una malattia che ci si porta dietro dalla varicella presa da bambini. Il diavolo sembrava ridere di me dicendo, “Allora stavi iniziando questo nuovo ministero, giusto? Non lo farai se io mi ci impegno!”

Tuttavia, nelle settimane prima del viaggio, tutti i dolori scomparvero. Il Signore mi rialzò e mi diede nuove forze. Era solo una guerra da parte dell’inferno! È sempre stato così durante gli anni del mio ministero. Ogni volta che ho accettato una chiamata da parte del Signore, sono seguiti attacchi diabolici..

lunedì 6 gennaio 2014

NELLE FOSSE! by Gary Wilkerson

Iniziando da Genesi 37, troviamo la storia di Giuseppe, che somiglia un po’ al programma televisivo “Cops”. Uno dei suoi fratelli era uno stupratore e l’altro cercò di uccidere Giuseppe e cercò poi di venderlo come schiavo. Persino Giacobbe, suo padre, non si preoccupò d’intervenire quando Giuseppe era tormentato dai suoi fratelli, e fu lui a pagare per il mal funzionamento della sua famiglia.

Questo ti descrive? Vivi lontano da casa da anni, ma ancora porti le cicatrici interiori del caos della tua famiglia. O forse il tuo caos è a lavoro, dove i peccati intenzionali degli altri ti colpiscono direttamente. Questo accadde a Giuseppe quando la moglie del suo capo cercò di sedurlo. Quando Giuseppe la rifiutò, lei mentì per vendicarsi di lui e Giuseppe venne gettato in un’altra fossa, un braccio della morte.

La Scrittura rende chiaro che ogni fossa in cui Giuseppe cadde, Dio era all’opera, velocizzando il processo attraverso il quale raggiungere gli scopi del Suo regno. Sento Dio dire di lui: “Voglio qualcuno che sia disposto a sopportare ogni prova fedelmente, cosicché io possa stabilirlo in una posizione strategica per salvare il Mio popolo. Scelgo Giuseppe per questo lavoro”.

Pensa all’incredibile traiettoria della vita di Giuseppe. Ecco un pastorello adolescente che in pochi anni sarebbe divenuto vicecomandante dell’impero più grande del mondo. Mi fa venire voglia di pregare, “Dio, fammi uscire dalla mia ‘comfort zone’. Voglio vederti operare i Tuoi propositi nella mia vita”.

Sei disposto a dire, “Signore, andrò volentieri ovunque Tu voglia che io vada?” Conosco molti cristiani che bramano questo tipo di fede. Essi gridano, “Signore, dev’esserci di più in questo cammino. Non voglio soltanto occupare spazio sulla terra. Voglio che Tu operi in me affinché io possa avere un impatto nel Tuo regno”.

Più grandi saranno i nostri sogni per l’opera di Dio, più larga sarà la nostra fossa. Credi in Dio per avere un matrimonio che rifletta la Sua gloria? Allora sii pronto a vivere un matrimonio provato quasi al limite. La verità è che la fede quasi sempre ci getta in una fossa. Se vogliamo che Dio usi le nostre vite, allora sarà meglio che ci prepariamo per una fossa.

“Voi avete macchinato del male contro di me; ma Dio ha voluto farlo servire al bene, per compiere quello che oggi avviene: conservare in vita un popolo numeroso” (Genesi 50:20).

venerdì 3 gennaio 2014

IL SUO TEMPO È BREVE

Forse di recente hai rinnovato il tuo impegno a pregare diligentemente. O forse, hai consacrato la tua mente e il tuo corpo a Dio come sacrificio vivente. Hai gridato, “Non farò più niente a metà. Donerò a Gesù tutto ciò che ho!”

Questo tipo d’impegni scatenano l’ira del diavolo come nient’altro. Lui sa che chiunque doni la sua vita a Dio in modo totale è una grande minaccia per il suo regno. Il diavolo sa benissimo che chiunque cerchi Dio con tutto il suo cuore Lo troverà e che i santi che pregano alla fine prevarranno.

Ma Satana sa anche che c’è un intervallo fra la preghiera innalzata e la sua risposta. Amato, questo è il breve tempo del diavolo per operare! Lui sa che la vedova inopportuna dovette gridare per un tempo prima di essere ascoltata. E, allo stesso modo, la nostra risposta arriverà al tempo opportuno. Nel frattempo, il diavolo cerca di divorarci, mentre noi aspettiamo il Signore!

La verità è che Dio non scatta tutte le volte in cui gridiamo, “Signore, io dono tutto a Te!” Dio sa che la consacrazione, l’arresa e la fame per Cristo non sempre seguono un grido emotivo e casuale. Così, il Suo Spirito non risponde finché non vede in noi una risoluta determinazione, una qualche dimostrazione che non ci allontaneremo dal nostro desiderio. 

Anche Satana riconosce tutto questo. Lui sa, osservando le nostre vite, quando non siamo seri riguardo il nostro impegno verso il Signore. Se non siamo seri nel persistere, lui non spreca tempo con noi. Ci lascia soli nella nostra debolezza e nel nostro peccato.

Ma nel momento in cui vede vera devozione in noi, un desiderio di essere liberati dal peccato, una determinazione a rimuovere ogni stoltezza e concentrarci su Cristo, allora sa che il suo tempo è breve. Sa che ci sarà solo un breve periodo prima che noi saremo liberi dalla sua presa e cammineremo nella gloria, operanti in fede, vivendo nella vittoria. È a questo punto che inizia a scagliarci contro tutto l’inferno!

Apocalisse 12 ci sta dicendo: vai avanti, cristiano, esci dal tuo letargo. Arrendi il tuo corpo a Gesù come sacrificio vivente. Cerca Dio con tutto ciò che è in te, ma sii pronto ad affrontare la prova della tua vita, perché Satana verrà contro te con tutta la sua foga!
Satana conosce i tuoi punti deboli e cercherà di trascinarti in un mare di prove e tentazioni. Egli è agitato perché ti vede sull’orlo della vittoria e sa che il suo tempo è breve.

giovedì 2 gennaio 2014

UN TEMPO BREVE

“Perciò rallegratevi, o cieli, e voi che abitate in essi. Ma guai a voi, abitanti della terra e del mare, perché il diavolo è sceso a voi con grande ira, sapendo di aver poco tempo” (Apocalisse 12:12).

Il passo succitato da Apocalisse ci dice che Satana ha dichiarato guerra totale ai santi di Dio. Esso dice inoltre che il diavolo ha una scadenza per completare la sua opera: “Sapendo di aver poco tempo”.

Come seguaci di Gesù Cristo siamo costantemente coscienti che il diavolo è determinato a distruggerci. Dunque, Paolo dice, dobbiamo conoscere quanto possibile riguardo le tattiche e i piani del nemico: “Affinché non siamo sopraffatti da Satana, perché noi non ignoriamo le sue macchinazioni” (2 Corinzi 2:11).

Pietro ci offre questo avvertimento: “Siate sobri, vegliate, perché il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare” (1 Pietro 5:8). Ciò non significa che il diavolo stia vagando per il cosmo dando ordini alle sue orde diaboliche. Sappiamo che Satana fu gettato sulla terra quando Cristo lo sconfisse alla croce. Dunque, il regno del diavolo è limitato al “ora e adesso” (vedi Apocalisse 12:9).

Ma Satana detiene principati e potestà stazionate per tutta la terra e il suo esercito di demoni che lo aggiornano su tutto e gli sono a completa disposizione. Loro ti ascoltano pregare e vedono la tua obbedienza a Dio. E ciò scatena l’ira di Satana contro di te!

Il riferimento in Apocalisse 12:12 che dice che il diavolo sa di avere poco tempo non parla del tempo rimasto a Satana prima del ritorno di Cristo; piuttosto, parola di scadenze continue, una serie di tempi brevi che il diavolo ha per adempiere la sua opera. Riguarda solo i pochi momenti che ha per fare guerra contro i santi di Dio!

mercoledì 1 gennaio 2014

A CHI DOBBIAMO CREDERE?

Una volta un cristiano sincero mi pose la seguente domanda: “In chi crediamo? Negli anni ho letto le opere di molti ministri convinti che la fine fosse vicina. Eppure, volta dopo volta si sono sbagliati. Ora mi rendo conto che stavano solo cercando di vendere propri libri, ma altri credevano veramente che Dio stesse dicendo loro che la fine stesse per giungere su di noi. Allora, a chi dobbiamo credere?

A volte sono stato completamente spezzato davanti a Dio per queste cose, gridando a Lui con tutta la mia voce, “Oh, Signore, ho predicato per anni che il giudizio è alle porte. Ho scritto libri e dato avvertimenti riguardo un’imminente crisi economica, ma vedo avvenire il contrario. Vedo l’America prosperare e proseguire felicemente per il suo cammino. La nostra nazione uccide oltre cinque mila bambini la settimana. Stiamo sprofondando in abissi di lordura indescrivibile e Ti stiamo rimuovendo da ogni istituzione. Per quanto ancora, Signore?”

Mi sento di pronunciare lo stesso grido di frustrazione che Geremia elevò a Dio. Egli spese anni a profetizzare fedelmente di eventi che continuavano a non adempiersi. Egli gridava, “Tu mi hai persuaso, o Eterno, e io mi sono lasciato persuadere; tu sei più forte di me e hai vinto. Sono diventato oggetto di scherno ogni giorno; ognuno si fa beffe di me. Poiché ogni volta che io parlo, grido e proclamo: "Violenza e saccheggio!". Sì, la parola dell'Eterno è per me un motivo di obbrobrio e di scherno ogni giorno” (Geremia 20:7-8).

Geremia non riusciva a smettere di avvertire il popolo di Dio. Anche se le sue profezie sembravano essere infondate, egli continuava a profetizzare. Sento lo stesso fuoco di Geremia bruciare nella mia anima. E sono più convinto che mai che la nostra nazione sta per essere abbandonata a una depressione devastante. Non importa quanto in alto possano oscillare le borse, non importa quanto incredibilmente possano riprendersi, l’America è ancora sull’orlo di un crollo totale. Dio è determinato contro questa nazione, a causa degli spargimenti di sangue e dell’arroganza usata contro il Suo nome, e il Suo giudizio è meritato!

Tuttavia, ringrazio Dio per le tante promesse date a noi nella Sua Parola, promesse di protezione e benedizione per il Suo popolo in ogni tempesta.

Il popolo vegliante di Dio non deve temere, né dovremmo preoccuparci o agitarci. Il nostro Padre celeste ha tutto sotto controllo. Sebbene io veda i Suoi giudizi arrivare sulla nostra nazione, gioisco perché so cosa il nostro Signore ha promesso nella Sua Parola.
“Egli giudicherà il mondo con giustizia, giudicherà i popoli con rettitudine. L'Eterno sarà un rifugio inespugnabile per l'oppresso, un rifugio inespugnabile in tempi di distretta. E quelli che conoscono il tuo nome confideranno in te, perché tu, o Eterno, non abbandoni quelli che ti cercano” (Salmo 9:8-10).