venerdì 29 novembre 2013

DIO PARLA SERIAMENTE

Solitamente ascolti un tipo di predicazione forte che espone amorevolmente il tuo peccato? Se è così, consenti a quella parola di convincerti? Oppure ritorni al tuo peccato senza soffrirne minimamente?

Se stai rifiutando gli avvertimenti del restrittivo Spirito Santo – disobbedendo a Dio volta dopo volta, senza soffrirne nel tuo cuore – allora sei stato reclutato per il culto all’anticristo. Il diavolo ti sta silenziosamente introducendo al suo “mistero dell’iniquità”, e quando il promettente anticristo, operatore di prodigi, apparirà sulla scena, sarai spazzato via dalle sue bugie e abbandonato all’illusione!
Ascolta cosa dice Paolo riguardo i credenti compromessi che si rifiutano di amare e obbedire alla Santa Parola di Dio: “affinché siano giudicati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma si sono compiaciuti nella malvagità!

Ecco gli infausti risultati del non credere e del non agire secondo la verità di Dio:
  1. Il cuore si indurisce a causa dell’inganno del peccato. 
  2. Satana lavora il cuore indurito per giustificarlo, cosicché si senta sollevato da ogni timore e punizione. 
  3. Il credente viene accecato dalla bugia per la quale non c’è retribuzione per il peccato e non esiste il giorno del giudizio e che può proseguire nei suoi piaceri lussuriosi. 
  4. Il credente cade preda di dottrine di demoni, pensando che il male sia bene e il bene sia male. 
  5. Egli infine si allontana talmente tanto da Cristo e dalla verità da non riuscire a discernere chi sia l’anticristo – e finisce per adorarlo e servirlo come dio. 
  6. Nel giorno del giudizio, Dio dirà a una persona così, “Allontanati da Me, operatore d’iniquità!” 
Amato, non deve essere così per nessuno di noi. Dio ha fatto una promessa di patto, la promessa di rimuovere da noi ogni illusione e darci vittoria sul peccato, mediante la potenza della croce di Cristo. Tutto ciò che Egli chiede è che noi dichiariamo guerra al nostro peccato, dicendo, “Non farò pace con questo vizio. Mi rifiuto di tollerarlo. Liberami, Padre, per il Tuo Spirito”. Quando Egli udrà questa preghiera, manderà una potenza di Spirito Santo e una gloria dal cielo tale che il diavolo non avrà alcuna possibilità di successo.

Prega proprio ora che Dio radichi in te una grande riverenza per la Sua Parola. Chiedigli di aiutarti ad essere disciplinato nel leggere le Scritture e chiedi allo Spirito di aiutarti a prendere a cuore cosa leggi e credere che Dio parla seriamente!

giovedì 28 novembre 2013

A COLORO CHE NON OBBEDISCONO

In tutta la Scrittura, Dio ci offre un’immagine chiara di quanto sia importante obbedire alla Sua Parola. Ne vediamo un esempio nella vita del Re Saul. Dio diede a Saul dei comandi specifici e chiari attraverso il profeta Samuele: “Ora va', colpisci Amalek e vota allo sterminio tutto ciò che gli appartiene senza avere alcuna pietà di lui, ma uccidi uomini e donne, fanciulli e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini” (1 Samuele 15:3).

Saul obbedì a questo comandamento del Signore? La Scrittura ci dice, “Saul sconfisse gli Amalekiti…Ma Saul e il popolo risparmiarono Agag e il meglio delle pecore e dei buoi, gli animali grassi, gli agnelli e tutto il meglio, rifiutandosi di votarli allo sterminio” (versi 7-9).

Dio aveva parlato a Saul in termini chiarissimi. Eppure, dopo che Saul andò in battaglia, obbedì al Signore solo in parte. Invece di sterminare tutto e tutti, risparmiò il Re Agag e si tenne persino una parte del bottino.

Samuele fu molto addolorato da ciò. Disse a Saul, “L'Eterno ti aveva dato una missione, dicendo: "Va', vota allo sterminio quei peccatori degli Amalekiti e combatti contro di loro finché siano sterminati". Perché dunque non hai ubbidito alla voce dell'Eterno, ma ti sei gettato sul bottino e hai fatto ciò che è male agli occhi dell'Eterno?” (versi 18-19).

A questo punto, la Scrittura ci offre una parola grave, agghiacciante: “Allora la parola dell'Eterno fu rivolta a Samuele, dicendo: Io mi pento di aver costituito Saul re, perché si è allontanato da me e non ha eseguito i miei ordini” (versi 10-11).

Ciò descrive la tua vita? Dio ti ha detto in termini chiari di occuparti di una certa abitudine nella tua vita, ma tu continui ad aggrapparti ad essa, rifiutandoti di rimuoverla? Il Suo Spirito forse ti sta parlando proprio ora con una voce dolce e soave, dicendoti, “Il tuo peccato si è frapposto tra noi, interrompendo la nostra comunione. Non posso più benedirti mentre tu continui a persistere in esso. Confida nel mio Spirito affinché ti aiuti, figlio Mio”.

Samuele disse a Saul, “Poiché la ribellione è come il peccato di divinazione, e l'ostinatezza è come il culto agli idoli e agli dèi domestici. Poiché hai rigettato la parola dell'Eterno, anch'egli ti ha rigettato come re” (verso 23). Dio rigettò Saul a motivo della sua disobbedienza.

Dio ci sta dicendo attraverso questo passo che Egli parla seriamente. Sta dicendo, “Ti sto mostrando cosa provo riguardo la tua obbedienza nei miei confronti. Voglio tutto il tuo cuore, non soltanto un’obbedienza che proviene da un cuore a metà!”

mercoledì 27 novembre 2013

FLIRTARE COL PECCATO

I malvagi sono sempre stati “privi” della verità – disprezzandola, calpestandola, deridendola con disdegno. Ne ho visto un esempio di recente sul New York Post, quando uno scrittore ha dichiarato con baldanza, “La scienza ha ora sostituito la fede”.

La più grande preoccupazione di Paolo era sempre per coloro che avevano conosciuto la strada della verità, confessando la loro fede in Cristo, continuando però a flirtare col peccato. Paolo scrisse di coloro che cercano di afferrare la verità nell’ingiustizia – un qualcosa che fa adirare Dio. “Hanno cambiato la verità di Dio in menzogna…Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami” (Romani 1:25-26).

Altri, imprigionati nelle catene dei loro piaceri lussuriosi, si sono rivolti a falsi insegnanti per cercare di trovare pace. Sono finiti per accettare “eresie di perdizione…E molti seguiranno le loro deleterie dottrine, e per causa loro la via della verità sarà diffamata” (2 Pietro 2:1-2).

Tutti i messaggi di Paolo sull’apostasia e l’anticristo erano indirizzati a tali cristiani carnali. Non erano rivolti agli idolatri di Roma, i pagani della Grecia, le tribù pagane in luoghi ignoti. Il messaggio di Paolo era di grande importanza per la chiesa e lo scrisse affinché si leggesse nelle chiese, direttamente ai credenti!

Vedi, Paolo stava chiamando il popolo di Dio sparso ovunque ad amare la verità – a ricercarla, studiarla ed obbedire ad essa. Egli scrisse, in pratica, “Lasciate che la verità sia la vostra guida e non vi discostate da essa. Chiedete allo Spirito Santo che vi doni occhi per vederla, orecchie per udirla e un cuore per amarla. Altrimenti, darete luogo all’inganno e finirete per credere a una bugia. Satana potrà introdurvi al culto dell’anticristo!”

Se non ci credi, ricorda semplicemente le Scritture. La Bibbia dice che nei giorni che precedono il ritorno di Gesù, Satana porterà una valanga di seduzione talmente travolgente che cercherà di sedurre persino gli eletti, se fosse possibile. Non importerà da quanto un cristiano abbia camminato con Gesù; affronterà delle tentazioni che non ha mai avuto in vita sua. Persino il credente più forte sarà tentato a dubitare della fedeltà di Dio e la Sua Santa Parola.

“Perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e miracoli tanto da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti” (Matteo 24:24).

martedì 26 novembre 2013

LO SPIRITO DI ANARCHIA

“Infatti il mistero dell'empietà è già in atto” (2 Tessalonicesi 2:7).

Il termine greco che Paolo usa per iniquità qui in questo passo significa, letteralmente, “anarchia”. Dunque, il mistero è quello dell’anarchia, ad intendere che migliaia agiranno senza legge o restrizioni.

Tuttavia, quest’anarchia non è una semplice ribellione contro le regole umane. Non si tratta di ribellarsi contro un’autorità civile o di commettere rapine, violenze o omicidi. Queste cose provocano l’ira divina, ma il mistero dell’anarchia va molto più in profondità. È un rifiuto intenzionale della verità che è in Cristo, un mettere da parte la Santa Parola di Dio e una ribellione contro le restrizioni della Scrittura!

Questo spirito d’anarchia è dilagante nella nostra nazione oggi. È la forza che si cela dietro ogni legislazione che cerchi di bandire Dio dalla nostra società ed è lo stesso spirito che Satana usò per ingannare Eva quando le disse con tante parole, “Dio è accondiscendente; Egli non ti punirà per aver disobbedito. Puoi mangiare il frutto e indulgere nella tua concupiscenza e non dovrai pagare per questo!”

Oggi Satana sta usando la stessa bugia per convincere masse di credenti che possono indulgere nei propri peccati senza pagare alcuna punizione. Si tratta di uno schema diabolico per pervertire il vangelo di grazia di Cristo e trasformarlo in un messaggio di licenziosità. Tragicamente, molti cristiani tiepidi stanno soccombendo sotto lo spirito di anarchia.

Paolo dice che l’anticristo prenderà il potere perché le persone saranno accecate e ingannate dal proprio peccato: “Per l'azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi, con ogni tipo d'inganno e d'iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all'amore della verità per essere salvati” (2 Tessalonicesi 2:9-10).

Satana ingannerà masse di persone convincendole con una bugia subdola ma potente, proprio come fece con Eva: “Dio non punisce il peccato!”

Paolo dice che quest’inganno verrà, “con ogni tipo d'inganno e d'iniquità…perché non hanno aperto il cuore all'amore della verità per essere salvati” (verso 10). Poi aggiunge, “Perciò Dio manda loro una potenza d'errore perché credano alla menzogna” (verso 11).

L’apostolo sta dicendo, “Coloro che si rifiutano di obbedire o rispettare la Parola di Dio cadranno sotto un’illusione potente. All’inizio ammiccheranno al proprio peccato e lo giustificheranno. Ma presto cercheranno con forza un messaggio di grazia a buon mercato. Inventeranno una grazia che è decisamente lontana da ciò che Dio intende. La Sua grazia non conduce mai al permessivismo – essa conduce sempre al ravvedimento”.

lunedì 25 novembre 2013

STIVALI DA COWBOY by Gary Wilkerson

“Chi semina generosamente mieterà altresì abbondantemente” (2 Corinzi 9:6).

Diversi anni fa lavoravo come assistente pastore presso la Chiesa di Times Square a New York. Precedentemente, quando vivevo in Texas, avevo comprato un paio di stivali texani da cowboy originali – ed erano stivali davvero buoni! Le indossavo un giorno nel mio ufficio, quando un senzatetto entrò. Aveva vagabondato e fatto l’autostop per tutto il paese e aveva un atteggiamento di sfida.

“Non so perché mi trovo qui”, disse. “Le vostre chiese sono tutte uguali. Spendete i vostri soldi in edifici e voi, pastori ricchi, avete tutte queste macchine e un sacco di roba”.

Poi guardò in basso e disse, “Guardati. Hai quei bei stivali da cowboy e io ho queste vecchie scarpe di tela consumate”.

“Ti piacciono questi stivali?” Chiesi. E prima che rispondesse, non ci pensai due volte. Me li tolsi e glieli diedi – poi m’incamminai verso casa, senza scarpe.

Circa sei mesi dopo ricevetti una chiamata da un amico pastore di Greensboro, nel Nord Carolina. “Gary”, disse, “Non crederai mai a quello che sto per raccontarti. C’è un ragazzo, seduto qui nel mio ufficio, che dice di aver ricevuto da te un paio di stivali da cowboy sei mesi fa. Non riesce a dimenticare né te né la tua chiesa. Ha fatto l’autostop per tutto il paese per sei mesi e, mentre cammina, continua a guardare quei stivali e a pensare all’amore di Gesù”.

Quest’uomo entrò nella chiesa del mio amico e disse, “Ehi, un pastore di New York mi ha dato questi stivali da cowboy. Sono andato in una chiesa che si chiama Times Square Church e lui era uno degli assistenti pastori”.

Steve chiese, “Si chiamava Gary?”

“Sì, proprio lui. Si chiamava Gary”.

Il mio amico Steve disse a quell’uomo, “Bene, per sei mesi lo Spirito Santo ti ha corteggiato. Sei pronto a dare la tua vita a Cristo?”

L’uomo rispose, “Ecco perché sono qui. Sono venuto in questa chiesa per dare la mia vita a Gesù oggi”.

Voglio incoraggiarti – anche se ti sembra di trovarti in una carestia – cerca delle opportunità. Stai vivendo una carestia nel tuo matrimonio? Cerca un’opportunità per servire, amare e benedire il tuo coniuge. Stai vivendo una carestia coi tuoi figli? C’è divisione e subbuglio? Cerca un’opportunità per amare, servire, per mettere ordine nella tua casa secondo le vie del Signore.

Hai difficoltà economiche? Cerca un modo per benedire gli altri in mezzo alla carestia e troverai le porte del cielo aperte. Dio spanderà ricche benedizioni sulla tua vita.

venerdì 22 novembre 2013

OSTACOLI CHE IMPEDISCONO LA MANIFESTAZIONE DELLA VITA DI CRISTO IN NOI

Se il tuo ostacolo è l'ambizione Dio potrebbe offrirti una valanga di opportunità. Potrebbe ad esempio essere il più grande, il più ambizioso progetto della tua vita e Dio ti permetterà di intraprenderlo e pensare: “Ecco, finalmente la mia grande occasione è arrivata!”

Successivamente il Signore permetterà che tutto si infranga. Finirai per ritrovarti in piedi nel bel mezzo del tuo sogno infranto, gridando: “Signore, pensavo che questo progetto fosse nella Tua volontà. Pensavo di aver avuto la Tua benedizione. Ti ho pregato con fede in merito a questo progetto e Tu mi ha portato fino a questo punto. Come hai potuto permettere che tutto questo fallisse miseramente?”

Il fallimento del tuo progetto non significa altro che morire ad ogni cosa che impedisce alla vita di Cristo di manifestarsi in te.

Le incredibili rivelazioni che ricevi dalla Parola di Dio potrebbero esserti di ostacolo. Ti potresti chiedere: “Come può una fresca rivelazione essere mai d'impedimento ad una persona che ama Gesù?” Magari un giorno ti si potrebbero rivelare delle nuove verità che non hai mai scoperto prima. La tua fiducia cresce in te, perché applichi costantemente ogni nuova rivelazione al tuo cammino col Signore.

Ed ecco che subito, senza alcuna ragione apparente, la tua anima comincia ad inaridirsi. Improvvisamente la tua gioia e la tua sicurezza lasciano il posto ad un senso di fragilità ed inutilità. Un'inspiegabile depressione riempie la tua anima e ogni giorno diventa un fardello sempre più pesante.

Le Scritture che sono arrivate al tuo cuore come parole di vita adesso sono come un libro chiuso. Invece di ricevere una rivelazione, ti chiedi se imparerai mai di nuovo qualcosa, ma il problema non risiede nel tuo intelletto. L'aridità che provi è il solo mezzo per far morire velocemente tutta la fiducia che riponi nella tua carne. Significa morire alla tendenza che hai di gloriarti della rivelazione che hai ricevuto, piuttosto che ottenere la tua gioia da Cristo.

Il fatto è che la rivelazione tende a produrre orgoglio. È questa la vera ragione per cui Dio mise a Paolo una spina nel fianco. Egli volle tenere Paolo ben lontano dal gloriarsi delle molte rivelazioni che gli diede. Dio volle che il suo fedele servitore rimanesse umile in ogni cosa.

Questo intero processo di costante esposizione a “situazioni di morte” può sembrare crudele. Senza dubbio, è uno dei più dolorosi aspetti del nostro cammino con Gesù. Ma se permettiamo alla morte di finire il suo lavoro in noi, la vita che scaturisce dalla resurrezione di Gesù Cristo fluirà da noi come un fiume. Se, al contrario, resistiamo alla morte ed essa non completa la sua opera, non avremo mai la vita di Cristo dentro di noi! 

giovedì 21 novembre 2013

LA VITA DI GESÙ

L'apostolo Paolo dice: “Perché io ritengo che Dio ha designato noi apostoli come gli ultimi di tutti, come uomini condannati a morte, poiché siamo stati fatti un pubblico spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini” (1 Corinzi 4:9).

In poche parole, quando i santi di Dio ripieni della vita di Cristo sono portati a vivere delle circostanze di morte, non è mai un fatto esclusivamente privato. Le Scritture dicono che siamo esposti a tre differenti intelligenze: angeli, demoni e uomini.

A volte potresti sentirti solo nella tua afflizione, ma non ti trovi coinvolto in una sorta di battaglia segreta che si combatte in angoli remoti e nascosti. Al contrario, ben tre realtà ti stanno guardando con grande interesse. I demoni ti stanno guardando, gli angeli ti stanno guardando ed anche la gente lo sta facendo. Tutti si stanno chiedendo: “Come affronterà la prova questo servo di Dio?”

Cosa rappresentano queste prove-spettacolo? Perché dobbiamo passare per queste situazioni di morte? Il nostro Padre celeste sa che certe aree della nostra vita sono ancora immerse nel peccato e impediscono la piena manifestazione della vita di Cristo in noi. Egli conosce ciò che costituisce un ostacolo, le nostre paure, le nostre ambizioni, le nostre concupiscenze, insomma, tutto ciò che impedisce a Gesù di risplendere in noi. Egli permette che noi attraversiamo “situazioni di morte” per liberare i nostri cuori da tutti questi impedimenti.

Se il tuo ostacolo è la paura degli uomini, probabilmente Dio manderà qualcuno nella tua vita la cui presenza ti paralizzerà e ti spaventerà.

Qualunque cosa faccia o dica questa persona aumenterà le tua paure fino a farle diventare insopportabili.

Io ho visto questa paura causare dolore fisico a uomini di Dio. Molti finivano per andare in iperventilazione a causa di “queste persone”, perdendo letteralmente il fiato. Perché Dio permette che un tale uomo o donna entrino a far parte della tua vita? Accade perché il tuo amato Padre ti sta mettendo a morte. Ti sta dicendo: “La tua paura impedisce che la vita di Cristo penetri dentro di te, di conseguenza non può produrre vita in altri. Questa tua paura deve scomparire. Devi morire ad essa!”

Forse dovrai gridare al Signore: “Signore, tirami fuori da tutto questo!” Ma Dio risponderà: “No, lascerò completare alla morte il suo lavoro. Ho fatto in modo che tutto questo avvenga affinché la vita di Gesù si manifesti in te!” 

mercoledì 20 novembre 2013

MESSI QUOTIDIANAMENTE A MORTE

L'apostolo Paolo era ripieno dello Spirito Santo e della conoscenza rivelatagli dall'alto. Egli pregava ferventemente e camminava ogni giorno in intima comunione con Gesù. Tuttavia ammise di essere continuamente tormentato, diffamato, disprezzato e vituperato. Era vittima di maldicenza, la sua reputazione veniva attaccata ed il suo nome screditato.

Paolo soffriva molto e così spesso che persino i suoi figli spirituali si chiedevano costantemente il perché egli affrontasse problemi e persecuzione. Ogni volta che lo vedevano la sua faccia era ferita, le sue ossa rotte ed il corpo ricoperto di lacerazioni. Certamente tutto ciò feriva molto Paolo. Ecco, un potente e sincero predicatore della Grazia e della Salvezza di Dio che ovunque andava veniva vituperato e diffamato.

L'apostolo disse di avere un amico, Onesiforo, che “non si è vergognato delle mie catene” (2 Timoteo 1:16). Paolo disse del suo amico: “Quest'uomo non si è vergognato della mia prigionia. Egli ha di meglio da fare che pensare se ci sia nella mia vita qualche peccato nascosto!”

Paolo disse anche che venne incoraggiato da un gruppo di credenti e di loro scrisse: “avete anche sofferto con me nelle mie catene” (Ebrei 10:34). Egli stava dicendo: “Questa gente prova ciò che provo io”. Stettero vicini a Paolo nel momento della prova perché loro stessi vennero “esposti agli oltraggi e alle vessazioni... facendosi solidali con quelli che erano trattati in questo modo” (verso 33). Questi credenti divennero i “compagni d'afflizione” dell'apostolo perché ciò che successe a Paolo successe anche a loro!

Conosco molto bene un ministro spirituale che per anni fu vittima di tormenti satanici e di persecuzione da parte di altri credenti. Ogni volta che ci incontravamo lui mi chiedeva sempre di pregare per Lui a causa di questi problemi. Di buon grado accettavo tutte le volte di farlo, ma col tempo, poiché le sue prove persistevano, il mio interesse per la sua afflizione si fece sempre più forte. Finalmente, riuscii a chiedergli a bruciapelo: “Io non capisco perché tu sia sempre così tormentato. Fra tutti i pastori che conosco tu sei senza dubbio uno dei più consacrati. Hai un'intima relazione con il Signore, preghi sempre, studi continuamente la Sua Parola. Perché Dio permette che tu affronti così tanti problemi?”

Ma adesso capisco che questo ministro di Dio viveva quotidianamente circostanze di morte perché la sua vita era ripiena della resurrezione. Dio voleva usarsi di Lui in modo così potente da dover continuamente mettere a morte ogni aspetto della sua vita. Dio voleva che nulla fosse di impedimento e che niente potesse nascondere la meravigliosa manifestazione del Cristo in lui.

Satana si scagliò contro Paolo per distruggerlo perché sapeva che una grande manifestazione del Cristo stava per risplendere nella sua vita! 

martedì 19 novembre 2013

CONSEGNATI ALLA MORTE

L'Apostolo Paolo scrive: “Infatti, noi che viviamo siamo sempre esposti alla morte per amore di Gesù, affinché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale” (2 Corinzi 4:11).

Quando Paolo dice: “Infatti, noi che viviamo”, egli sta solo ripetendo le parole di Gesù che ritroviamo in Apocalisse 1:18, “Io sono il vivente”. Qui Paolo parla dei cristiani, di coloro che confidano in Cristo e che fanno si che la vita di Cristo dimori in loro. In realtà Paolo ci sta dicendo che anche noi siamo stati consegnati alla morte.

Proprio così, esattamente come il Padre consegnò Suo Figlio alla morte, allo stesso modo Egli consegna tutti coloro che sono in Cristo. Dio, tenendoci per la mano, guida ognuno di noi verso i cancelli della morte e dice: “Ecco morte, prenditi anche questo. Fa' di lui ciò che vuoi!” E a quel punto la mano di Dio non ci protegge più, anzi, ci accompagna fin dentro le fauci della morte.

Perché Dio farebbe tutto questo, ti starai chiedendo. Egli lo fa per lo stesso motivo che lo spinse a consegnare il Suo amato Figlio alla morte. Egli sa che la morte, il dolore e la sofferenza non potranno più ingoiarci o distruggerci perché dentro di noi abbiamo la Vita di Cristo stesso!

Dio sa che non ci sono rischi per noi, così come non ce ne furono per Gesù. Egli ha un piano di vittoria per noi, così come lo ebbe per il Suo proprio Figlio, ma questa vittoria può essere compiuta in noi solo attraverso la morte. Paolo ci mette in guardia, “Se non avete la resurrezione di Cristo in voi, Dio vi consegnerà alla morte ogni giorno della vostra vita!”

L'apostolo aggiunge, “Com’è scritto: Per amor di te siamo messi a morte tutto il giorno; siamo stati considerati come pecore da macello” (Romani 8:36). Il significato Greco di questo verso è: “Ogni giorno veniamo consegnati alla morte”. In breve, Paolo sta dicendo: “Ogni giorno affronto una nuova esperienza di morte”.

Però stiamo ben attenti nel comprendere che qui Paolo non sta parlando di morte fisica, ma della morte che ha luogo ogni giorno in noi durante il nostro cammino con Cristo. Quando egli attesta: “Io muoio ogni giorno” (1 Corinzi 15:31), si riferisce alla tribolazione, al dolore, alla persecuzione, al pericolo ed a problemi di ogni tipo.

Paolo ci sta dicendo, in sostanza, “Noi che abbiamo la vita di Cristo dentro di noi sperimentiamo costantemente circostanze di morte una dopo l'altra. Ogni giorno cade su di noi una nuova prova, ma sappiamo di avere la vita del Figlio di Dio dentro di noi!” 

lunedì 18 novembre 2013

BENEDETTO PER ESSERE UNA BENEDIZIONE by Gary Wilkerson

Dio vuole benedirti e favorirti. Egli vuole arricchire il tuo matrimonio e la tua vita spirituale. Vuole che tu sia saggio e sia in grado discernere per poter prendere decisioni avvedute che nella tua vita porteranno benedizione.

Dobbiamo essere attenti riguardo le benedizioni di Dio, tuttavia. Non cauti perché Egli ci benedice, ma attenti riguardo cosa fare con queste benedizioni. Molti di noi ricevono benedizioni da Dio, ma poi le trasformiamo in qualcosa di egoistico.

In Luca 12:16-19, Gesù parla di un uomo che era benedetto: “La tenuta di un uomo ricco diede un abbondante raccolto ed egli ragionava fra sé dicendo: Che farò, perché non ho posto dove riporre i miei raccolti?”

Dio è generoso e ama elargire doni ai Suoi figli. L’uomo in questa storia era abbondantemente benedetto, ma se osserviamo attentamente il contrasto in questa storia, vediamo che prende la piega sbagliata.

Vediamo quest’uomo benedetto “ragionare fra sé”. Spesso è qui che inizia il problema, amico mio. Dio inizia a benedirci e noi cominciamo a pensare, “Cosa ne farò di tutto questo?” quando iniziamo a percorrere la strada degli interrogativi su cosa fare con le nostre risorse, solitamente segue l’egoismo. Osserva il linguaggio qui usato: “Che farò, perché non ho posto dove riporre i miei raccolti?”

Di chi sono quei raccolti (benedizioni)? Esse appartengono di Dio – tutto appartiene a Dio! Così la mente di quest’uomo divenne egoista. Iniziò a vedere i doni di Dio, i rapporti, i talenti, come cose da usare a proprio vantaggio e l’egoismo iniziò a permeare ogni fibra del suo essere.

“Questo farò, demolirò i miei granai e ne costruirò di più grandi, dove riporrò tutti i miei raccolti e i miei beni, poi dirò all'anima mia: Anima, tu hai molti beni riposti per molti anni; riposati, mangia, bevi e godi”.

Dobbiamo stare molto attenti quando sentiamo predicare sulle benedizioni di Dio. La nostra percezione delle Sue benedizioni è estremamente importante. Vogliamo accumulare benedizioni per noi stessi in modo da creare un piccolo, perfetto bozzolo in cui stare comodi e beati? Oppure vogliamo guardarci intorno e benedire gli altri? Noi siamo benedetti dal principio col patto di benedizione di Dio con l’umanità – benedetti per essere una benedizione! 

sabato 16 novembre 2013

SENZA FEDE È IMPOSSIBILE PIACERGLI by Claude Houde

Credo profondamente che il peccato dell’incredulità sia uno dei più devastanti nel cristianesimo moderno. L’incredulità spirituale ci fa addormentare e ci rende ciechi poco alla volta, inesorabilmente, anno dopo anno, finché non accettiamo l’inaccettabile.

Il regno di Dio in tutto il mondo oggi sta vivendo il risveglio più grande della storia dell’umanità. Tuttavia, in questo stesso periodo, più del 90 percento delle chiese evangeliche nel Nord America e in Europa non hanno mostrato una crescita significativa. Si sono ridotte a ricordare i risvegli passati, oppure si aggrappano disperatamente all’ultima moda passeggera che promette qualche risveglio istantaneo e straordinario. Ti prego, comprendi ciò che voglio dire. I risvegli in Africa, Cina, Corea, America Latina e in paesi formalmente dietro la Cortina di Ferro ci riempiono di gioia e di lode. Ringrazio Dio per ciò che ha fatto ieri – ma io sono qui oggi! Devo ravvedermi (cambiare direzione) per l’apatia nella mia fede che mi ha fatto tollerare l’intollerabile. È inconcepibile vivere in una tale siccità spirituale e accettare quest’orribile routine mentre davanti ai nostri occhi vengono scritte nuove pagine del più grande risveglio della storia che vince le anime in tutto il mondo.

L’incredulità è più seria e devastante di quanto possiamo capire o immaginare. Circondato da un mondo pieno di immoralità, decadenza, idolatria e rituali religiosi demoniaci, Gesù rimase fermo e forte. Ma pianse davanti all’incredulità; essa Gli spezzava letteralmente il cuore. Nei vangeli, nel vedere i cari di Lazzaro, Gesù pianse a motivo della durezza del loro cuore e del loro rifiuto di confidare in Lui (Giovanni 11:33-35). Egli pianse quando loro si rifiutarono di credere nelle Sue promesse di potenza e resurrezione – ed Egli piange oggi per noi che restiamo seduti comodamente nella nostra apatia spirituale, mentre mettiamo su imbarazzanti “dottrine” razionalizzatrici e pseudo-religiose, rituali e spiegazioni sofisticate che ci consentono di giustificare le nostre vite così vuote di vera potenza e frutti soprannaturali.

Amici miei, Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno e non esistono favoritismi presso Dio (vedi Ebrei 13:8 e Atti 10:34-35). Egli è immutabile (Egli non cambia mai), onnipotente (non c’è niente che non possa fare), assolutamente giusto e totalmente impegnato e desideroso di compiere nella tua vita, nella tua città, nella tua chiesa ciò che sta maestosamente e straordinariamente facendo in tutto il mondo. Tra noi e la grandezza e l’illimitatezza della Sua potenza c’è il baratro dell’incredulità. Ecco perché non possiamo vivere un solo altro giorno senza gridare: Signore, aumenta la nostra fede!


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Claude Houde, pastore della Eglise Nouvelle Vie (Chiesa della Vita Nuova) a Montreal, Canada, è frequente oratore alle Conferenze di Expect Church Leadership condotte da World Challenge in tutto il mondo. Sotto la sua leadership, la Chiesa Nouvelle Vie è cresciuta da una manciata di credenti a più di 3500 persone, in una zona del Canada dove ci sono poche chiese protestanti affermate. 

venerdì 15 novembre 2013

VITA DI RESURREZIONE

Mentre Gesù giaceva silenzioso nella tomba, Satana e le sue orde gongolavano. Pensavano di aver ottenuto una vittoria irreversibile, ma per tutto il tempo il piano preordinato di Dio stava continuando a progredire – il piano della vita della resurrezione!

Il Signore fece scendere il Suo Spirito Santo fin dentro le viscere della morte e lì lo Spirito ravvivò il corpo di Gesù, resuscitandolo dai morti. Il nostro benedetto Salvatore uscì dalla tomba, attraverso la roccia e venne fuori con questa testimonianza:

“Io sono il vivente; io fui morto, ma ecco sono vivente per i secoli dei secoli, amen; e ho le chiavi della morte e dell'Ades” (Apocalisse 1:18). Cristo qui sta dicendo, “Io sono Colui che ha vita eterna! Ero morto, ma sono vivo ora e per sempre. Custodisco le chiavi della vita e della morte nelle Mie mani!”

Nel momento in cui Gesù uscì dalla prigione della morte, Egli divenne la resurrezione e la vita. Egli non compì ciò solo per Sé stesso, ma per tutti coloro che avrebbero creduto in Lui da quel giorno in poi. Egli ci ha donato una vita di resurrezione totalmente al di là della potenza della morte! Dunque, non c’è più alcun motivo per cui un cristiano debba temere la morte o vederla come un nemico. Il nostro Signore l’ha vinta in modo completo: “Ma Dio lo ha risuscitato, avendolo sciolto dalle angosce della morte” (Atti 2:24).

Se hai ricevuto Gesù come tuo Salvatore e Signore, allora Egli dimora in te come potenza di vita di resurrezione. Quella stessa potenza della resurrezione che Lo ha fatto uscire dalla tomba sosterrà anche te. “Non riconoscete voi stessi che Gesù Cristo è in voi?” (2 Corinzi 13:5). Tu possiedi dentro di te tutto ciò che è in Cristo, una forza vitale potente che Satana non può distruggere.

“Per questa ragione, io piego le mie ginocchia davanti al Padre del Signor nostro Gesù Cristo, dal quale prende nome ogni famiglia nei cieli e sulla terra, perché vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere fortificati con potenza per mezzo del suo Spirito nell'uomo interiore” (Efesini 3:14-16). 

giovedì 14 novembre 2013

CONSEGNATO ALLA MORTE

Nel giorno della Pentecoste, l’apostolo Pietro dichiarò alle folle a Gerusalemme, “[Gesù di Nazareth] secondo il determinato consiglio e prescienza di Dio, vi fu dato nelle mani e voi lo prendeste, e per mani di iniqui lo inchiodaste alla croce e lo uccideste” (Atti 2:22-23).

Cosa intendeva dire Pietro con questo? Un dizionario greco traduce le sue parole così: “Gesù venne consegnato ai nemici, consegnato alla morte secondo il piano prestabilito di Dio”.

Che atto strano e incomprensibile da part di un presunto Padre celeste amorevole. Dio ha deliberatamente consegnato Suo Figlio alla morte! Fu come se avesse condotto Gesù di proposito nelle mani dei Suoi peggior nemici e avesse detto, “Ecco Mio Figlio – fate di Lui ciò che volete”. Poi rimase lì, senza fare nulla per impedire che i malvagi nemici di Suo Figlio Lo uccidessero.

Che razza di piano prestabilito era questo? Perché Dio avrebbe consegnato il Suo amato Figlio alla morte? Pietro ci offre la risposta nel verso successivo: “poiché non era possibile che fosse da essa [la morte] trattenuto” (Atti 2:24).

Dio sapeva che era impossibile per Gesù restare bloccato permanentemente nella morsa della morte. Dunque non correva alcun rischio nel consegnare Suo figlio alla morte, perché sapeva che Gesù sarebbe uscito dalla tomba con una vittoria gloriosa sulla morte – risorto mediante la potenza vitale dello Spirito Santo!

È importante, tuttavia, comprendere il momento in cui Pietro proferì queste parole. Prima del Calvario, la morte era qualcosa di terrificante per l’umanità. Era ancora dominio del diavolo, sotto il suo governo e la sua signoria e quindi un nemico da temere.

Dio sapeva che questo potere della morte doveva essere spezzato ed è per questo che consegnò Suo Figlio alla morte.

“Per distruggere, mediante la sua morte, colui che ha l'impero della morte, cioè il diavolo” (Ebrei 2:14). Dio voleva distruggere il dardo della morte, spezzare la potenza di Satana sulla morte una volta per tutte, così permise che Gesù sperimentasse la morte per poterla inghiottire. 

mercoledì 13 novembre 2013

CREDI ALLA SUA PAROLA

Se ti chiedi perché continui a cadere – perché continui a sentirti debole e impotente e continui a fare ciò che proprio odi – potrebbe essere perché non hai confidato appieno nelle gloriose promesse di Dio.

Dio fece molte promesse ad Abrahamo, promesse di essergli scudo e ricompensa, di sconfiggere ogni suo nemico, persino di compiere per lui miracoli – come quello di donargli un figlio nella sua anzianità. Abrahamo credette a queste promesse e Dio disse che la sua fede gli venne imputata a giustizia.

Allo stesso modo, nel momento in cui smettiamo di combattere i nostri nemici spirituali con le nostre forze e iniziamo a disporre i nostri cuori in modo che Dio possa compiere qualsiasi cosa Egli prometta, vedremo l’inizio della nostra giustizia.

Dio ci viene in aiuto mandando il Suo stesso Spirito per risiedere nei nostri cuori. Lo Spirito Santo è potenza di Dio e quella potenza dichiara guerra ad ogni potenza demoniaca: “Lo Spirito guerreggia contro la carne” (Galati 5:17).

Lo Spirito dichiara, “Questa ora è la Mia dimora, diavolo. Non signoreggi più qui e la tua battaglia non è più contro Mio figlio. Ora sei contro di Me ed io sventerò ogni tuo piano e ti combatterò su ogni fronte. Questo figlio adesso è il tempio dello Spirito Santo!”

Camminare nello Spirito non è complicato. Significa semplicemente credere in ciò che Dio ha detto: “Camminate secondo lo Spirito e non adempirete i desideri della carne” (verso 16). In breve, “Confida nello Spirito Santo! Credi nel Suo impegno di assumere la tua causa e camminare nella potenza della Sua promessa di combattere per te!”

La Parola di Dio ci offre una promessa inviolabile che rappresenta una cura certa contro ogni angoscia mentale:

“Spanderò quindi su di voi acqua pura e sarete puri; vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli. Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dalla vostra carne il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Metterò dentro di voi il mio Spirito e vi farò camminare nei miei statuti, e voi osserverete e metterete in pratica i miei decreti” (Ezechiele 36:25-27).

Comprendi ciò che Dio sta dicendo? Il Suo Spirito compie tutta l’opera in te! Egli ti purificherà e ti donerà un cuore nuovo e poi Egli ti condurrà all’obbedienza. La tua parte è quella di credere che Egli manterrà la Sua parola – con fede incrollabile!

Affida i tuoi problemi, il tuo futuro, la tua vita e i tuoi peccato nelle mani di Dio onnipotente. 

martedì 12 novembre 2013

LA TUA GRANDISSIMA RICOMPENSA

Oggi molte voci nel mondo cercando di analizzare perché le persone siano così perplesse e turbate, ma non riescono a giungere a niente di più che a una Babele di motivazioni confuse. La realtà è che nessuno che ami Gesù Cristo potrà essere turbato dalla potenziale perdita di cose materiali. Piuttosto, egli sarà angosciato per i problemi nel regno spirituale!

Paolo conosceva la vera causa delle nostre perplessità e delle nostre afflizioni e affronta l’argomento in Romani 7:15-19: “Giacché non capisco quel che faccio, perché non faccio quello che vorrei, ma faccio quello che odio…Infatti il bene che io voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello faccio” (Romani 7:15-19).

L’apostolo sta dicendo, “Quello che proprio non voglio fare, finisco per farlo. Ma quella cosa che davvero vorrei fare, in obbedienza a Dio, non riesco a trovarla in me per poterla compiere!”

Paolo qui sta parlando per migliaia di credenti sinceri. Essi sono turbati perché non riescono semplicemente a trovare la vittoria sul peccato. Vogliono fare il bene – vivere in modo santo e puro davanti al Signore – e odiano il peccato che così facilmente li tenta e interrompe la loro comunione con Cristo. Eppure continuano a ritornare ad esso!

Essi si ritrovano angosciati, travagliati e afflitti, gridano, “Oh, che uomo spregevole sono! Non voglio più farlo. Ma sembra che non riesca a resistere! Perché sono così debole? E per quanto dovrò sopportare questa lotta? Passerò tutta la vita a piangere fiumi di lacrime, confessando e pentendomi per poi ritornare al mio peccato?”

Abrahamo pose una domanda simile al Signore quando non sentì alcuna liberazione dal dilemma in cui si trovava. La risposta di Dio fu, “Io sono il tuo scudo, e la tua ricompensa sarà grandissima” (Genesi 15:1). Il Signore gli disse, “Abrahamo, Io ti donerò Me stesso e questo sarà tutto. Sarò il tuo difensore e la tua enorme ricompensa, perché Io sono Colui che sono. Non dovrai mai temere un solo nemico finché vivrai, perché Io sarò il tuo Dio!” 

lunedì 11 novembre 2013

TU SEI BENEDETTO by Gary Wilkerson

“E tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua [di Isacco]discendenza, perché Abrahamo ubbidì alla mia voce e osservò i miei ordini, i miei comandamenti, i miei statuti e le mie leggi” (Genesi 26:4-5).

Osservò è una parola chiave qui, in questo passo, perché l’obbedienza porta benedizione. Tu fai un passo di fede e dici, “Dio, è difficile e non sono nemmeno sicuro di poterlo fare”. Ma poi prosegui e dici, “Dio, io ubbidirò”, e quando lo fai, le porte del cielo si apriranno su di te. La grazia ci da la potenza di compiere ciò che Dio ci ha chiamato a fare.

Siamo chiamati ad essere un popolo santo – ad essere appartato – ad essere riverenti al Signore – ad obbedire ai Suoi comandamenti. La disobbedienza spesso ci deruba del favore e della benedizione e della completezza dell’opera che Egli vuole compiere nelle nostre vite.

Non importa cosa Dio ti chieda di fare, obbediscigli. Se ti chiede di dare, obbediscigli. Se ti chiede di andare, obbediscigli. Se ti dice di restare, obbediscigli. Non vivere secondo ciò che vuoi tu, vivi secondo ciò che Dio vuole che tu faccia e vedrai le benedizioni scendere in te, su te, intorno a te. Tutto ciò che toccherai sarà benedetto dal Signore.

“Isacco seminò in quel paese e in quell'anno raccolse il centuplo” (verso 12). Vediamo Isacco piantare e raccogliere un grande raccolto. Dio non è ansioso o turbato per l’economia americana. Egli non si preoccupa di ciò che sta succedendo nel tuo lavoro o a casa tua. Perché? Perché Egli possiede tutta la capacità, tutte le risorse, tutta la potenza nei cieli per poter soddisfare ogni tuo bisogno secondo le Sue ricchezze in gloria.

Dio vuole che tu sappia che Egli ti sta benedicendo. Questo è il Suo cuore. Sbarazzati del concetto di un Dio irritabile e vecchio che se ne sta in cielo aspettando che commetti uno sbaglio per poterti togliere qualcosa. No! Dio vuole fortificarti affinché tu possa essere ubbidiente, perché Egli ama benedirti. 

sabato 9 novembre 2013

FUOCO CHE ATTIRA by Jim Cymbala

Al mio ritorno da un breve viaggio di riposo, salutai la gente della mia congregazione con qualcosa di molto importante nel mio cuore.

“Fratelli e sorelle”, iniziai”, “Sento fortemente di aver ricevuto una parola da parte di Dio riguardo il futuro della nostra chiesa. Mentre ero via, ho invocato Dio di aiutarci – di aiutarmi – a capire cosa voglia maggiormente da noi. E credo di aver udito la risposta.

“Non è eccessivo o profondo o spettacolare. Ma voglio dirvi oggi con tutta la serietà possibile: Da questo giorno in poi, l’incontro di preghiera sarà il barometro della nostra chiesa. Ciò che avverrà il martedì sera sarà il misuratore mediante il quale valuteremo successo o fallimento, perché esso stabilirà la misura per la quale Dio ci benedirà.

“Se invochiamo il Signore, Egli ha promesso nella Sua Parola di rispondere, di attirare i perduti a Sé, di spandere il Suo Spirito fra noi. Se non invocheremo il Signore, Egli non ha promesso nulla – proprio nulla. È così semplice. Non importa cosa io predichi o in cosa dichiariamo di credere, il futuro dipende dai nostri momenti di preghiera.

“Questo è il motore che farà muovere la chiesa. Sì, voglio che continuiate a venire la domenica – ma la riunione del martedì sera sarà quella cruciale”.

Un ministro dall’Australia (o forse era la Nuova Zelanda) era presente quella mattina – una circostanza rara. Dopo averlo presentato e invitato a dire qualche parola, venne avanti e fece solo un commento:

“Ho ascoltato quanto detto dal vostro pastore. Ecco qualcosa su cui meditare: puoi vedere quanto sia popolare una chiesa da chi frequenta la domenica mattina. Puoi vedere quanto sia popolare il pastore o l’evangelista da chi frequenta la domenica sera. Ma puoi vedere quanto sia popolare Gesù da chi viene alla riunione di preghiera”.

E con questo scese dal pulpito. Fu tutto. Non l’ho mai rivisto. 



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Jim Cymbala iniziò Brooklyn Tabernacle con meno di venti membri in un piccolo edificio decadente in una zona turbolenta della città. Nato a Brooklyn, Cymbala è un vecchio amico sia di David che Gary Wilkerson e regolare oratore in conferenze per pastori e leader promosse da World Challenge in tutto il mondo. 

venerdì 8 novembre 2013

IL PIANO DEL SIGNORE PER NOI

Il piano del Signore per noi è sempre stato semplice. Egli ha detto, “Non devi temere alcuna potenza che sorge contro di te. Agirò sempre come tuo difensore. Se solo confiderai nelle Mie promesse, affidandoti per fede alla Mia cura, io sarò il tuo Dio onnipotente. Vincerò su tutti i tuoi nemici e li getterò ai tuoi piedi. Sarai vittorioso più che conquistatore – vivrai i tuoi giorni in pace, senza timore!”

Ti chiedo: stai vivendo i tuoi giorni senza timore – con uno spirito calmo e una mente serena? La maggior parte di noi non vive così nemmeno una frazione del proprio tempo. Entriamo ed usciamo dai nostri istanti di pace, ma non entriamo appieno nel riposo di Dio.

Se sei turbato, perplesso, stressato per un peccato schiacciante, devi capire che Dio non è arrabbiato con te! Lui non vuole disciplinarti o giudicarti. Al contrario, Egli brama infondere in Te la Sua potenza che tutto può!

Dio dice essenzialmente la stessa cosa in tutti i Suoi patti: “Sto cercando un popolo che creda che io lo libererò da tutti i suoi nemici!” “Non dimenticate il patto che io ho stabilito con voi e non temete altri dèi; ma temete l'Eterno, il vostro DIO, ed egli vi libererà dalle mani di tutti i vostri nemici” (2 Re 17:38-39).

Nell’Antico Testamento, quei nemici consistevano in nazioni pagane – filistei, moabiti, ittei, gebusei, canaaniti. Tutte queste potenze malvagie cercavano di distruggere il popolo di Dio e ricondurlo in schiavitù.

Oggi i nostri nemici si trovano nel regno spirituale – potenze demoniache, concupiscenze carnali, desideri malvagi. E nel Nuovo Testamento, Dio ripete il Suo impegno verso il Suo popolo:

“Io sarò il tuo Dio e tu sarai Mio figlio, Mia figlia. In realtà, sarai Mio figlio da ora e per l’eternità. Dunque, ricorda il patto che ho fatto con te. Non temerai alcun uomo o potenza, ma solo Me. Ti libererò dalle mani di tutti i tuoi nemici, anche dalla persecuzione demoniaca, dalle concupiscenze attanaglianti, da vizi dominanti, da ogni peccato schiacciante” (vedi Ebrei 8:10). 

giovedì 7 novembre 2013

PROGENIE D’ABRAHAMO

La vittoria su tutte le cose che turbano la nostra mente è a nostra disposizione. Essa è racchiusa in un patto che Dio ha stipulato con Abrahamo e i suoi discendenti:

“Perché fossimo salvati dai nostri nemici e dalle mani di tutti coloro che ci odiano, per usare misericordia verso i nostri padri e ricordarsi del suo santo patto, il giuramento fatto ad Abrahamo, nostro padre, per concederci che, liberati dalle mani dei nostri nemici, lo potessimo servire senza paura, in santità e giustizia davanti a lui, tutti i giorni della nostra vita” (Luca 1:71-75).

La promessa di Dio ad Abrahamo e ai suoi figli è chiarissima: Egli ci libererà da tutti i nostri nemici, affinché possiamo vivere senza paura – imperturbati e riposati – ogni giorno della nostra vita!

Amato, questo patto oggi si applica ad ognuno di noi. Secondo Paolo, tutti coloro che hanno ricevuto Cristo per fede come Signore sono “progenie d’Abrahamo”. “Cioè, non i figli della carne sono figli di Dio, ma i figli della promessa sono considerati come progenie” (Romani 9:8). “Sappiate pure che coloro che sono dalla fede sono figli di Abrahamo” (Galati 3:7).

Dunque, come possiamo rivendicare la promessa di questo patto? Abrahamo pose una domanda simile al Signore quando non vide alcuna risoluzione al suo dilemma. Chiese, “Cosa mi darai, Signore, poiché io non ho un figlio?” Ecco la risposta di Dio: “Io sono il tuo scudo, e la tua ricompensa sarà grandissima” (Genesi 15:1).

Il Signore gli disse, “Abrahamo, io ti donerò Me stesso – e ciò sarà tutto per te. Sarò il tuo difensore e la tua ricompensa, perché Io sono Colui che Sono. Non avrai mai bisogno di temere alcun nemico finché vivrai, perché io sarò il tuo Dio!”

Il Signore ci offre una promessa gloriosa proprio come questa nel Suo nuovo patto quando dice, “Sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo” (Ebrei 8:10). Infatti, dall’inizio della creazione, in tutta la Scrittura, sentiamo Dio lanciare questo appello all’umanità: “Io voglio essere il tuo Dio!” 

mercoledì 6 novembre 2013

DOLORE SECONDO DIO

Credo che possiamo conoscere la nostra vera condizione spirituale da quanto siamo turbati per il nostro anche minimo peccato contro il Signore.

Alcuni cristiani si addolorano solo per ciò che considerano “grandi peccati” – adulterio, uso di droga, l’alcol, la bestemmia. Ma la persona davvero spirituale sa che nessun peccato è minimo agli occhi di Dio e dunque si addolora ogni volta che dice un pettegolezzo, racconta una barzelletta sporca o ha un pensiero cattivo persistente. Essa sa che queste cose scaturiscono dal suo cuore, il centro stesso del suo essere.

Puoi disobbedire a Dio in queste “piccole cose”, scusandoti e dimenticandotene. Ma se lo fai, non maturerai mai in Cristo. La tua giustizia viene misurata dalla riluttanza ad accettare qualsiasi cosa possa addolorare il tuo benedetto Salvatore.

Non molto tempo fa, ho detto qualcosa di molto poco cristiano a mia moglie. Le mie parole erano assolutamente inappropriate, e sono subito caduto sotto convinzione. Sapevo di averla offesa, così le ho chiesto perdono; poi l’ho abbracciata e le ho detto che l’amavo.

Ma la mia mente era ancora turbata. Ho pensato, “Come ho potuto essere capace di qualcosa di così diverso da Gesù? Dopotutto, non sono mai stato più vicino al Signore. Non ho mai pregato tanto come quest’anno. Devo essere davvero malvagio se qualcosa di così rude è scaturito dal mio cuore”.

In quel momento, il nemico mi ha sussurrato: “questa piccola scivolata non è stata niente di che. È stata una cosuccia”. Ma lo Spirito Santo è immediatamente sorto nel mio cuore per azzittire la voce del diavolo. Egli mi ha rassicurato, “David, il fatto stesso che tu stia soffrendo per questo peccato è la prova che Io sono all’opera in te. Più ti addolori per la minima trasgressione contro il Mio amore, più vicino sei alla vittoria”.

Dio ci ha mandato il Suo Spirito per dichiarare guerra alla nostra carne, ai suoi desideri e alle sue concupiscenze. Dunque, se non sei turbato quando cadi – se riesci a scuoterti via il peccato senza alcun senso di colpa, dolore o dispiacere – allora lo Spirito Santo non sta combattendo dentro di te.

“Ora mi rallegro, non perché siete stati rattristati, ma perché siete stati rattristati a ravvedimento, poiché siete stati rattristati secondo Dio” (2 Corinzi 7:9).

Se ti senti sotto convinzione per la minima trasgressione, sei vicino alla vera vittoria. Egli sta vincendo la battaglia nel tuo cuore, producendo un dolore santo che conduce al vero ravvedimento. 

martedì 5 novembre 2013

NON SIATE TURBATI

Una mente turbata è una mente che soffre di insoddisfazione continua. È schiacciata, disturbata, inquieta, agitata per il futuro e il passato, come pure per le circostanze presenti. Sono convinto che ci siano più menti turbate oggi che in qualsiasi altra generazione.

Sembra che molti tra quelli che amano Gesù siano altrettanto turbati nelle loro menti quanto le masse di non credenti. Ne vedo la dimostrazione in alcune lettere che riceve il nostro ministero. Dozzine di credenti giacciono svegli di notte, turbati e stressati. Vanno in chiesa sperando di sperimentare qualche tipo di sollievo dai loro pesi, ma una volta lasciato il culto, il loro travaglio si ripresenta.

Gesù avvertì che negli ultimi tempi i cuori delle persone sarebbero stati turbati da tutte le crisi che sarebbero avvenute nel mondo.

“E vi sarà…sulla terra angoscia di popoli, nello smarrimento al fragore del mare e dei flutti; gli uomini verranno meno dalla paura e dall'attesa delle cose che si abbatteranno sul mondo, perché le potenze dei cieli saranno scrollate” (Luca 21:25-26).

Gesù disse che gli eventi a venire nel mondo sarebbero stati talmente spaventevoli che le persone sarebbero letteralmente morti d’infarto.

Anni fa arrivò una lettera da parte di un predicatore di novant’anni. Egli ricorda l’immoralità degli anni 20 che portò giudizio sull’America attraverso la Grande Depressione. Ha testimoniato di due guerre mondiali. Ha visto cambiare i sistemi di trasporto, da carretti trainati da cavalli agli shuttle nello spazio e le comunicazioni cambiare da radio gracchianti a Internet. In breve, ha visto di tutto.

Ora egli scrive che la malvagità in atto nella nostra nazione oggi lo addolora più di qualsiasi altra cosa abbia mai visto. Riesce a malapena a capire appieno, dice, perché sta avvenendo così velocemente e la profondità della depravazione va oltre ogni comprensione.

Tuttavia, Gesù ci offre una parola di conforto a dispetto di tutto ciò che vediamo accadere. Egli comanda, “Guardate di non turbarvi, perché bisogna che tutte queste cose avvengano, ma non sarà ancora la fine” (Matteo 24:6). Egli ci sta dicendo, “Non lasciate che nessuna di queste cose terribili delle quali vi sto avvertendo turbino la vostra mente!”

lunedì 4 novembre 2013

UN NUOVO CAPITOLO by Gary Wilkerson

Ci sono 28 capitoli nel libro degli Atti, ma per secoli Dio ha scritto un altro capitolo attraverso decine di migliaia di Suoi discepoli. I loro nomi non sono Filippo, Tabita o Timoteo. No, oggi hanno nomi come Jenny, Jimmy e Jonathan.

Jenny, un’australiana dai capelli rossi, frequenta la nostra chiesa a Colorado Springs. Ha la risata più simpatica che abbiate mai sentito – e va matta per l’evangelo. Ogni giorno, insieme a suo marito, vede la potenza di Dio muoversi su coloro che incontrano.

Poi c’è un discepolo di nome Jimmy, col quale ho ministrato per decenni. Sono in pochi a evangelizzare come Jimmy. Di recente, quando portava qualcuno al Signore, consigliava, “Consentimi di fare degli studi biblici a casa tua”. Presto altri nel vicinato si aggiungevano e venivano salvati. Jimmy ha fatto lo stesso in un altro quartiere. E poi in un altro. In tutta la città sono iniziati a nascere studi biblici, perché un cristiano radicale che crede che la potenza dello Spirito possa smuovere i cuori in maniera soprannaturale.

Jonathan è un discepolo di tredici anni della nostra chiesa, che prega con l’autorità di un missionario veterano. Le sue preghiere portano gli adulti sulle loro ginocchia, perché questo ragazzo fa risuonare un cuore spezzato e contrito. Jonathan brama vedere Dio salvare i perduti e la sua fame spirituale è contagiosa.

I discepoli che sto descrivendo sono cristiani del ventunesimo secolo che hanno ricevuto la potenza del primo secolo. Allo stesso modo, tu ed io siamo chiamati ad essere equipaggiati dallo Spirito di Dio a compiere le Sue opere. Credo sia tempo per molti nella chiesa di non essere più solo uditori della Parola ma anche facitori. Gli studi biblici e i gruppi di preghiera sono buoni, certo, ma una cosa è sapere di Gesù e la Sua gloria, un’altra è possedere il Suo Spirito vivente in noi per poter ministrare come fece Lui. Lo Spirito Santo è venuto a dimorare in noi per compiere i Suoi propositi attraverso di noi.

Ti esorto a pregare con me: “Signore, che io possa essere forte nell’imparare la Tua Parola – e che io possa essere altrettanto forte nel mettere in pratica la tua Parola. Porta la Pentecoste qui oggi, Signore! Amen”. 

venerdì 1 novembre 2013

IL PATTO DI ACHAB CON IL MONDO

Una volta Achab si ravvide alla predicazione di Elia: “«Hai visto come Achab si è umiliato davanti a me?” (1 Re 21:29). Da quel giorno in poi poté guardare indietro e dire, “Ravvedimento? Sì, sotto la predicazione di quel grande profeta di Dio, Elia”. Ma per Achab fu un’esperienza isolata, non un cammino quotidiano. Il problema fu che era divenuto amico e fratello del mondo. Fratello, inteso come “affinità, uno identico a me, uno che rispetto”. Egli aveva stretto un patto con ciò che Dio aveva maledetto. Achab dichiarava di amare la verità, ma nel profondo del suo cuore odiava la riprensione.

Molti oggi dicono, “Noi vogliamo solo la verità. Predicala così com’è!” Ma nei loro cuori dicono, “Troppa tristezza, è troppo difficile. Non sopporto più tutto questo”.

Achab era cieco alla terribile verità di essere guidato da uno spirito bugiardo. Questo spirito bugiardo fece sì che Sedechia, un falso profeta, si vantasse che lo Spirito di Dio fosse su di lui (vedi 1 Re 22:24). Achab era completamente persuaso di udire la voce di Dio e che sarebbe ritornato vittorioso.

I cristiani piegati dalla dottrina di Jezebel sono sicuri al cento per cento di essere nel giusto. Non riescono a vedere l’inganno. Achab non pensava, “I quattrocento sono falsi; non hanno una parola da parte di Dio”. No, si mosse convinto appieno – ingannato appieno – completamente sedotto.

Perché i cristiani cadono nell’inganno? “Ecco, voi mettete la vostra fiducia in parole ingannatrici che non giovano a nulla. Così voi rubate, uccidete, commettete adulteri, giurate il falso, bruciate incenso a Baal e andate dietro ad altri dèi che prima non conoscevate, e poi venite a presentarvi davanti a me in questo tempio su cui è invocato il mio nome e dite: "Siamo salvi!", per poi compiere tutte queste abominazioni” (Geremia 7:8-10). Ecco la risposta. Tenersi stretti a un peccatuccio, qualche idolo segreto nel cuore. poi vanno nella casa di Dio a vantarsi, “Non sono sotto convinzione”. Questo è un invito aperto a spiriti bugiardi.