venerdì 30 settembre 2011

L’INCREDULITÀ INTERROMPE L’INTIMITÀ CON DIO

“Ora senza fede è impossibile piacergli, perché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che egli è il rimuneratore di quelli che lo cercano” (Ebrei 11:6).

Tutte le preghiere del mondo non ti faranno alcun bene se non le fondi alla fede! Puoi digiunare e pregare per tre giorni o tre settimane, ma senza fede non compiacerai Dio. Tutte le ore spese in preghiera, ogni tua richiesta, tutto il tuo “andare a Lui” non ti gioverà a nulla se il tuo cuore non è ancorato alla fede!

“Ma la chieda con fede senza dubitare, perché chi dubita è simile all'onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. Non pensi infatti un tal uomo di ricevere qualcosa dal Signore” (Giacomo 1:6-7).

Se passi due ore in preghiera a Dio ma non credi mai che Lui possa risponderti, saranno due ore di imbarazzo per Lui! Magari ti faranno star bene o ti faranno sentire santo, ma in realtà stai perdendo tempo! Stai donando a Dio due ore di incredulità e dubbio.

Conosco cristiani che dicono di pregare ogni giorno, spesso con lacrime davanti al Signore, ma niente accade. Il loro cuore resta indurito e si sentono depressi. Le loro vite sono sempre agitate, e tutto perché hanno messo il Signore in imbarazzo entrando alla Sua presenza senza la piena convinzione che Egli avrebbe fatto ciò che ha promesso!

“Perciò vi dico: Tutte le cose che domandate pregando, credete di riceverle e le otterrete” (Marco 11:24).

“E tutto ciò che chiederete in preghiera, avendo fede, lo otterrete” (Matteo 21:22).

Molti nel popolo di Dio vivono come indigenti spirituali perché è accaduto qualcosa che li ha portati a mettere in discussione l’amore di Dio. Dicono: “Come posso confidare in Dio se non capisco il motivo per cui Lui permette che una cosa del genere mi accada?”

Non esiste riposta umana alla loro confusione. Ma Dio conosce la fine sin dal principio, e soltanto quando saremo in cielo comprenderemo perché alcuni di questi venti e di queste onde ci hanno sballottato e il motivo per cui Dio lo abbia permesso.

Isaia diede una risposta, ed io credo che sia tutto ciò di cui abbiamo bisogno per ora: “Può una donna dimenticare il bambino lattante e non aver compassione del figlio delle sue viscere?...io non ti dimenticherò. Ecco, io ti ho scolpita sulle palme delle mie mani” (Isaia 49:15-16).

Dio ci ha donato la Sua Parola: “Sei mio Figlio. Sei scolpito nel palmo della Mia mano, allora confida in Me!”

giovedì 29 settembre 2011

L’INCREDULITÀ FA DIO BUGIARDO

“Chi crede nel Figlio di Dio ha questa testimonianza in sé; chi non crede a Dio, lo ha fatto bugiardo, perché non ha creduto alla testimonianza che Dio ha reso circa suo Figlio” (1 Giovanni 5:10).

Considera tutti gli orribili peccati elencati contro Israele nel deserto; mormorio, lamentela, idolatria, ingratitudine, ribellione, sensualità. Tuttavia, nessuno di questi peccati provocò l’ira divina. Fu la loro incredulità che fece infuriare Dio! “Poi l'Eterno disse a Mosè: «Fino a quando mi disprezzerà questo popolo? E fino a quando rifiuteranno di credere dopo tutti i miracoli che ho operato in mezzo a loro?’” (Numeri 14:11).

Dio disse a Mosè: “Questa gente rende tutto ciò che ho fatto per loro una bugia! Ho compiuto miracolo dopo miracolo e li ho liberati volta dopo volta. Quando impareranno a confidare e a riposare in Me?”

Fermati un istante e pensa a tutte le cose che Dio ha fatto per te: Ti ha custodito, ha risposto a questa e a quella preghiera. Ti è venuto incontro in questa e in quella crisi. Ti è stato accanto in ogni prova, ti ha cibato con la manna dal cielo, ha compiuto per te cose che non sono niente di meno che miracolose.

Per trentotto lunghi anni Israele dimenticò la Parola di Dio e cancellò i Suoi miracoli dalla propria mente, e poiché caddero ripetutamente nel mormorio e nell’incredulità, Dio disse: “Io lo colpirò con la peste e lo distruggerò” (v.12). Egli disse a Mosè: “Sto per abbandonare il mio popolo, perché non giungeranno mai a confidare in Me!”

Quando Israele si trovò dal lato vittorioso del Giordano, Mosè fece una dichiarazione solenne: “Ecco, l'Eterno, il tuo DIO, ha posto il paese davanti a te; sali e prendine possesso…Non spaventatevi e non abbiate paura di loro. L'Eterno, il vostro DIO, che va davanti a voi, combatterà egli stesso per voi…Nonostante questo, non aveste fiducia nell'Eterno vostro DIO, Così l'Eterno udì le vostre parole, si adirò e giurò dicendo: "Certo, nessuno degli uomini di questa malvagia generazione vedrà il buon paese che ho giurato di dare ai vostri padri” (Deuteronomio 1:21, 29-30, 32, 34-35).

Dio magnifica la Sua Parola sul Suo nome. Egli prende seriamente ogni singola parola da Lui proferita, e tutte queste cose dette a Israele sono le stesse cose che dice a noi. Non incorreremo anche noi nella Sua ira se agiremo nell’incredulità?

Leggiamo la Sua Parola e ascoltiamo ogni Sua promessa dal pulpito, ma poi andiamo nel nostro angolino e iniziamo ad agitarci perché non Lo vediamo fare immediatamente quello che pensiamo Lui debba fare per noi. Quando non lasciamo che la Sua Parola sia un’ancora per le nostre anime, quando ascoltiamo grandi e preziose promesse e poi agiamo come se fossimo stati abbandonati, stiamo facendo Dio bugiardo!

mercoledì 28 settembre 2011

LA MADRE DI TUTTI I PECCATI

Potrei elencare una lunga lista di peccati che cristiani credenti commettono, ma nessuno di essi si avvicinerebbe al peccato di cui voglio parlare. La madre di tutti i peccati, quello che dà vita a tutti gli altri, è il peccato dell’incredulità!

Non sto parlando dell’incredulità di un peccatore incallito. L’incredulità di reprobi, agnostici e atei non smuove affatto Dio. No, ciò che fa adirare maggiormente Dio più d’ogni altra cosa è l’incredulità e i dubbi problematici di coloro che Lo invocano per nome! I Suoi figli, che dicono: “Io appartengo a Gesù”, e poi trattengono il dubbio, la paura e l’incredulità nel proprio cuore, Lo affliggono più di qualsiasi altra cosa!

Quanto seriamente Dio considera questo peccato dell’incredulità! Giuda avvertì la chiesa con queste parole: “Or voglio ricordare a voi, che già conoscevate tutto questo, che il Signore, dopo aver salvato il suo popolo dal paese di Egitto, in seguito fece perire quelli che non credettero” (Giuda 5).

Giuda sta ricordando ai credenti l’atteggiamento di Dio nei confronti dell’incredulità! Sta dicendo: “Vi sto ricordando l’odio perfetto di Dio per l’incredulità tra il Suo popolo di redenti. Dopo aver salvato il popolo, distrusse coloro che non credettero!”

Amato, credo che Dio mi abbia chiamato a ricordare alla Sua chiesa la stessa cosa! “Or tutte queste cose avvennero loro come esempio, e sono scritte per nostro avvertimento, per noi, che ci troviamo alla fine delle età” (1 Corinzi 10:11). Forse Dio non distrugge più il Suo popolo fisicamente come fece nell’Antico Testamento, ma i Suoi giudizi sulla nostra incredulità odierna sono spirituali, e sono altrettanto severi.

L’incredulità oggi è distruttiva esattamente come lo è sempre stata. Forse non diventeremo delle statue di sale, ma diveniamo duri di collo e amareggiati! La terra non si apre per ingioiarci vivi, ma veniamo inghiottiti dai problemi, dallo stress e dai problemi familiari. Non scende il fuoco dal cielo per consumarci, ma la nostra vita spirituale viene distrutta.

Molti di noi sono colpevoli della madre di tutti i peccati, e non la temiamo. Non prendiamo seriamente la nostra incredulità; in realtà, viviamo come se Dio vi ammiccasse. Eppure, questo è uno dei peccati che apre corpo e spirito ad ogni altro peccato noto all’uomo.

martedì 27 settembre 2011

DOV’É LA SAPIENZA?

“Ma dove si può trovare la sapienza, e dov'è il luogo dell'intelligenza? L'uomo non ne conosce il valore e non si trova sulla terra dei viventi” (Giobbe 28:12-13).

Sapienza,
Chi la può trovare?
Dove?
Le profondità dicono “Non si trova qui”.
Il mare dice: “Non si trova qui”.
Non si può acquistare con oro,
né può l’argento esser pesato per stabilirne il prezzo.
Non si può stimarne il valore…onice prezioso
o….zaffiro.

Non si può dare in cambio dei gioielli,
e nemmeno di coralli o perle,
poiché il prezzo della sapienza è più alto dei rubini.
Da dove allora giunge la sapienza?
Dov’è il luogo dell’intendimento?

Dio comprende
E Lui ne conosce il luogo.
Colui che vede ciò che accade sotto i cieli,
che calcola il peso del vento,
all’uomo Egli si rivolge:
“Ecco, il timore dell’Eterno,
questa è la sapienza.
Allontanarsi dal male,
questo è l’intendimento.

Il timore dell’Eterno è il principio
Di ogni sapienza.
Colui che desidera la sapienza,
tema Iddio nell’amore e
abbandoni i suoi peccati”.

giovedì 22 settembre 2011

DIO STRARISPONDE ALLE PREGHIERE!

Una delle frasi che si sentono di più in chiesa è “Dio risponde alle preghiere!” Ma questo è vero solo in parte. La verità completa è “Dio strarisponde alle preghiere!”

Osea profetizzò a Israele: “Siete sviati, ma siete ancora il popolo di Dio” (vedi Osea 14:1). “Togli via ogni iniquità e accetta ciò che è buono” (Osea 14:2).

La preghiera di Israele era semplice. Tutto ciò che chiesero da Dio fu che Lui togliesse via la loro iniquità e accettasse ciò che era buono. “Signore, abbi pietà! Purificaci e riaccoglici nella Tua grazia”. Dio non solo li purificò e li riaccolse nella Sua grazia, ma aggiunse loro benedizioni oltre ogni immaginazione!

“Io guarirò il loro traviamento, li amerò grandemente, perché la mia ira si è ritirata da loro. Sarò come la rugiada per Israele; egli fiorirà come il giglio e affonderà le sue radici come i cedri del Libano. I suoi rami si estenderanno, la sua bellezza sarà come quella dell'ulivo, la sua fragranza come quella del Libano. Quelli che abitano alla sua ombra ritorneranno, rivivranno come il grano, fioriranno come la vite e saranno celebri come il vino del Libano” (Osea 14:4-7).

La rugiada del cielo (14:5) è la presenza del Signore. Fino a quel momento essi erano inariditi ed ogni cosa stava morendo, perché il favore di Dio era stato ritirato da loro. Ma ora, a motivo di un vero ravvedimento e di una preghiera sincera, Dio disse che avrebbe fatto sì che la vita sbocciasse ovunque. Non solo Israele sarebbe stato perdonato, ma anche ravvivato! Sarebbero stati ben piantati, sarebbero cresciuti e avrebbero prosperato!

Tutto ciò che avevano chiesto era misericordia, perdono e accettazione. Invece, Dio aprì le finestre del cielo e sparse su loro benedizioni che non osavano nemmeno sperare! Dio “strarispose” alla loro preghiera!

Dio ha fatto lo stesso per te! Quanto ti sei pentito, tutto ciò che hai chiesto a Dio è stato un cuore puro, perdono e pace. Ma guarda in quale maniera Lui ti ha strarisposto: Ti ha dato un cuore affamato, una sete di conoscere Gesù di più! Ti ha dato occhi per vedere e orecchie per udire. Ti ha protetto da un diavolo ruggente e arrabbiato e ha inondato la tua anima di speranza, gioia e allegrezza!

Avevi solo chiesto di essere salvato e purificato, ma Dio ha sparso benedizione su benedizione per te! Egli ti ha strarisposto!

mercoledì 21 settembre 2011

LA BATTAGLIA DI GIACOBBE ERA CON IL SIGNORE

Una delle lezioni più grandi che potremmo mai imparare è che la nostra battaglia non è mai con le persone. Non è mai con i colleghi, i vicini o i nostri cari non salvati, ma con Dio!

Se sistemi le cose con Dio, tutto il resto si dovrà mettere a posto. Quando sei a posto davanti a Lui, coperto dal sangue di Cristo, senza peccato nella tua vita, vincente in preghiera, allora tutti i demoni dell'inferno non potrebbero intaccare ciò che Dio vuole fare! Egli vuole che tu abbia quel tipo di santa forza spirituale.

Osea disse: "L'Eterno è pure in lite con Giuda" (Osea 12:2). Cos'è questa controversia che Dio ha con la Sua chiesa? E' la pigrizia spirituale! Vogliamo miracoli, benedizioni, liberazioni, ma senza alcun costo, senza alcuno sforzo!

Chi tra il popolo di Dio oggi prega tutta la notte, lottando, combattendo, piangendo e gridando a Dio? Chi vuole santità, purezza e somigliare a Cristo tanto da essere disposti a chiudersi nella propria cameretta con Dio fino a giungere ad una svolta? Chi è così consumato dal desiderio di piacere a Dio da bramare disperatamente la liberazione da ogni vizio, ogni concupiscenza, e gridare, combattere e lottare con Dio finché non spezzi le catene?

Osea disse a Israele: "Tutto ciò che vuoi è prosperità e sicurezza! Non sei disposto a prendere una posizione. Non vuoi vivere per compiacere Yahweh, ma te stesso!"

Giacobbe fu combattente sin dal giorno in cui nacque. Giacobbe prevalse "per la sua forza" (vedi Genesi 25:26) e allo stesso modo dobbiamo fare io e te! Noi abbiamo la Sua forza, ma non la adoperiamo! "Fortificati con ogni forza, secondo la sua gloriosa potenza, per ogni perseveranza e pazienza, con gioia" (Colossesi 1:11).

"Perché vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere fortificati con potenza per mezzo del suo Spirito nell'uomo interiore" (Efesini 3:16).

La chiesa di Gesù Cristo non vedrà mai ciò che Dio ha in serbo per il Suo corpo finché non ci vedrà cercarlo con tutto il nostro cuore! "Molto può la preghiera del giusto, fatta con efficacia" (Giacomo 5:16).

Dio vuole che ti afferri a Lui, perchè ti ama! Egli ti sta dicendo: "Eccolo qui. Se lo vuoi, vieni e prendilo!" Egli vuole fare di te un soldato forte, adatto al Suo esercito!

martedì 20 settembre 2011

DIO È PER ME

“Io griderò a DIO, l'Altissimo, a Dio che porta a compimento ogni cosa per me” (Salmo 57:2).

Io credo in un Dio che porta a compimento,
Che può far sì che il mio piede non inciampi
E che mi sostiene in ogni calamità.
Quando ho paura confiderò in Lui.
Egli libererà la mia anima in pace
Dalla battaglia intorno a me.

Io invocherò Dio
E Lui mi salverà.
Egli raccoglierà le mie lacrime
E segnerà ogni mio passo.
Quando grido a Lui
I miei nemici dovranno indietreggiare
Perché Dio è per me.
In Lui ripongo la mia fiducia.
Non temerò ciò che mi potrà fare l’uomo;
Il mio cuore è ben disposto.
Canterò e salmeggerò;
La mia anima sarà soddisfatta.

Egli mi condurrà attraverso il fuoco e le acque
Fino al porto desiderato.
Egli farà risplendere il Suo volto su me
E mi ricolmerà ogni giorno con i Suoi benefici.
Egli non nasconderà il Suo volto,
ma mi udrà prontamente.
Egli non mi abbandonerà mai alla confusione,
poiché ha stabilito di salvarmi,
perché Dio è per me.

lunedì 19 settembre 2011

GIACOBBE DI NUOVO IN CRISI!

Giacobbe si ritrovò nell'ennesima terribile crisi, e non sapeva cosa fare. La Bibbia dice: "Allora Dio disse a Giacobbe: 'Alzati, vai a Bethel e dimora lì'.. E Giacobbe disse… 'Alziamoci e andiamo a Bethel; e lì farò un altare a Dio, che mi ha risposto nel giorno della mia distretta ed è stato con me nel cammino che ho percorso'" (Genesi 35:1-3).

Bethel è il luogo in cui possiamo recarci nel momento della distretta! La lezione per Israele e per noi oggi è questa: ogni qualvolta Giacobbe si trovava in pericolo o in distretta - quando la situazione sembrava disperata e senza via d'uscita - sapeva sempre dove andare e cosa fare!

Dio stava dicendo a Giacobbe: "Conosci il posto in cui ti parlerò, il luogo in cui udrai la mia voce. Ritorna a Bethel! Ritorna all'altare dove ti ho incontrato. Inginocchiati davanti a me e purifica la tua casa da ogni idolatria!".

Giacobbe chiamò i suoi figli e ordinò loro di tirare fuori tutti i loro idoli, e li seppellì sotto una quercia. Portò la sua famiglia a Bethel, e lì eresse un altare a Dio. Ancora una volta Dio disse a Giacobbe: "Io sono con te" (vedi Genesi 35:9-13). La Scrittura dice: "Il terrore di Dio fu sulle città attorno a loro, ed essi non inseguirono i figli di Giacobbe" (Genesi 35:5). Le città circostanti ebbero paura di Giacobbe - di questo piccolo clan ebreo - perché Dio aveva messo terrore in loro!

Il Signore è ancora il Dio di Bethel! E ci sta dicendo: "Andate a Bethel, perché lì vi incontrerò! Ogni qualvolta sarete in difficoltà, correte all'altare! Gridate a me e state da soli con me!". Egli sta aspettando di incontrarci nel luogo segreto della preghiera!

Giacobbe sapeva dove poter ricevere una parola chiara da Dio! Andò a Bethel, all'altare! Si chiuse da solo con Dio in un luogo segreto! Credo che Dio ci parli; credo che ci rivolga ancora delle indicazioni. Ma lo fa solo quando siamo in ginocchio davanti a lui! E' lì che Dio dice di incontrarci!

Dio ti sta chiamando oggi a distogliere il tuo sguardo dalle circostanze. Non giudicare nulla dalle tue condizioni attuali. Non immaginarti nulla. Non permettere alla paura di prendere il sopravvento. Dio ti incontrerà in preghiera!

venerdì 16 settembre 2011

IMPREPARATO A COMBATTERE!

Immaginate un allenatore di boxe che porta il suo allievo in un campo d'addestramento isolato, e trascorre tutta la sessione d'allenamento a preparare solo psicologicamente il suo uomo per il grande combattimento. Gli dice: "Sarò con te sul ring, non ti lascerò mai. Guarda questo elenco di grandi boxer del passato, studia ogni loro movimento. Non dovrai affaticarti molto. Ti ho detto che sei un vincitore e la mia parola ti basta! Ti darò degli schemi su come sconfiggere Mister Mostro quando ti troverai di fronte a lui sul ring!".

Che razza di allenatore è questo? Assolutamente folle! Un grande allenatore cosa farebbe? Troverebbe il migliore combattente, salirebbe sul ring con lui e gli insegnerebbe a combattere!

Carissimi, quanti cristiani si definiscono guerrieri senza essere mai stati allenati o messi alla prova! Si sente un gran parlare di guerrieri di preghiera in tutte le nazioni. Ma la triste verità è che la grande maggioranza di essi non è mai stata in battaglia! Non sono stati addestrati e non sono pronti a combattere!

Recentemente ho chiesto al Signore perché così tanti credenti stanno attraversando momenti così difficili e duri. Perché tutte queste sofferenze? Ho chiesto: "Perché così tanti sono essi alla prova al limite della sopportazione?".

Dio sa che Satana sarà legato sulla terra per la sua ultima ora di combattimento. E il Signore avrà bisogno di guerrieri ben addestrati che prevalgano su ogni potenza dell'inferno. Proprio in questo momento sta facendo un'opera sul suo residuo: si chiama addestramento per la crisi!

Questi santi sofferenti, profondamente provati, stanno diventando capitani del Suo esercito degli ultimi tempi. Dio sta mettendo in loro il combattimento del Suo Spirito Santo e li sta facendo diventare guerrieri che sono stati messi alla prova e addestrati, perché hanno lottato con Dio. Più soffrono e più intensa è la prova, e più sarà grande l'opera che ha in serbo per loro!

Questo genere di addestramento necessita una disciplina fisica quanto spirituale. Giacobbe si lanciò con tutto il corpo in battaglia, con tutta la sua capacità umana. In lui era sorto uno spirito combattente e la Scrittura dice: "Nella sua forza egli lottò con Dio" (Osea 12:3).

Questo verso ha un grande significato per tutti quelli che vogliono vincere in preghiera. Dice che Giacobbe vinse la battaglia "nella sua forza". Carissimi, se vuoi vincere in questi ultimi giorni, dovrai lanciarti con anima e corpo nel combattimento!

giovedì 15 settembre 2011

IN STATO DI COMBATTIMENTO

Esaù uscì dal grembo di sua madre per primo; era un bimbo coperto di peli, e infatti il suo nome significa "peloso". Ma il suo gemello Giacobbe gli afferrò la caviglia mentre era ancora nel grembo. Che shock per la levatrice veder uscire Esau con una piccola manina attaccata alla caviglia!

"Egli afferrò suo fratello per la caviglia nel grembo, e con la sua forza egli lottò con Dio. Sì, egli lottò con l'Angelo e prevalse; egli pianse, e cercò il Suo favore. Lo trovò a Bethel, e lì Egli gli parlò" (Osea 12:3-4).

In questo breve versetto che parla di Giacobbe, il profeta Osea riassume in che modo egli lottò e vinse con Dio!

Il messaggio di Osea fu: "Ecco un uomo affamato di Dio, ansioso di tutto ciò che Egli poteva dargli!". Giacobbe uscì dal ventre di sua madre in stato di combattimento, desiderando la benedizione di Dio! C'era una sorta di istinto divino in questo bambino. Era come se stesse dicendo: "Fratello, se non vuoi la pienezza di Dio, la prendo io. Esci dai piedi! Non mi lascerò confiscare la benedizione di Dio!".

La primogenitura e la benedizione che Giacobbe desiderò per tutta la vita, rappresentano tutte le benedizioni che sono in Cristo Gesù! Eppure Giacobbe non desiderava la doppia porzione dei beni del padre né la terra promessa. No, Giacobbe voleva qualcos'altro. Voleva la benedizione di Dio, per poter far parte del lignaggio del Messia! E voleva la benedizione sacerdotale. Questo significava che non solo sarebbe stato il sacerdote del clan, ma sarebbe stato anche in grado di benedire gli altri!

Vediamo questo ministero sacerdotale in tutta Genesi 27, e quando Isacco impose le mani su Giacobbe e lo benedisse: ".. che la tua anima mi benedica" (Genesi 27:19). Significava l'alto onore di avere la mano di Dio su di lui, e il potere di benedire gli altri!

Cari, è questo ciò di cui hanno bisogno i credenti in questi ultimi giorni! Dio vuole far sorgere un popolo che non si preoccupi solo di sopravvivere, di possedere una casa o guidare una bella macchina. Egli sta cercando persone affamate della benedizione di Dio, che non solo consumi loro, ma aiuti anche gli altri!

mercoledì 14 settembre 2011

LA POTENZA DI UNA FRESCA UNZIONE

Dio permette che tu attraversi le prove perché vuol renderti "a prova di diavolo"! Questo non significa che non verrai più attaccato, ma che sarai addestrato a rimanere in piedi! Questo fa parte del suo piano perché tu abbia un servizio maggiore, un'unzione più grande e una migliore utilità nel Suo regno.

Inoltre, il Signore sta cercando di rafforzarti contro le insidie del diavolo. Sta facendo sorgere un corpo di credenti che hanno affrontato il diavolo, che sono stati rafforzati contro di lui, e che conoscono le sue macchinazioni e non ne hanno paura! Dio sta dicendo: "Quando capirai perché stai attraversando tutto questo, riprenderai tutto il terreno che hai perso. Avrai di nuovo il controllo, per la potenza dello Spirito Santo!".

Quando finì la prova di Elia (vedi 1 Re 19), egli non ebbe più bisogno di correre. Ora aveva il senso della direzione ed era stato rassicurato nello spirito. Vedete, Dio stava per mandarlo nella nazioni ad eleggere re, leader e profeti!

Dio disse ad Elia: "Vai, torna indietro.. ungi Hazael come re di Siria.. ungi Jehu come re d'Israele. Ungerai pure Eliseo.. come profeta al posto tuo" (1 Re 19:15-16). Elia aveva ricevuto una fresca unzione di potenza. Aveva di nuovo il controllo!

"Perciò egli se ne andò" (verso 19). Elia uscì dalla caverna per compiere la volontà di Dio! Non ebbe bisogno di versare un fiume di lacrime. No, semplicemente dovette dare ascolto alla Parola del Signore!

Cari, l'unico appiglio che il diavolo ha su di te è la paura. E te la devi scuotere di dosso per fede! Devi dire: "Non mi faccio abbattere. Dio mi darà una fresca unzione dal cielo, mi userà!".

Credi che Dio non ha finito con te, e che ti sta insegnando e addestrando per cose migliori? Vuole parlarti nella caverna della tua disperazione. Vuole dirti cosa fare e dove andare, e soprattutto vuole farti uscire di lì!

Perciò scrollati di dosso la disperazione e i legami della paura e della depressione! Esci dalla tua caverna. Scoprirai che nel momento in cui ti alzi ed esci fuori, l'unzione scorrerà su di te!

martedì 13 settembre 2011

IL LINGUAGGIO DELLA RIVOLUZIONE

"C'è qualcuno che parla come una spada tagliente, ma la lingua del saggio promuove il benessere" (Proverbi 12:18).

Il rivoluzionario parla
con parole grandi e tumultuose.
Come con spada tagliente,
essi trafiggono con le loro labbra
l'ordine stabilito del giorno.
Un uomo malvagio scava il male
e nelle sue labbra c'è un fuoco consumante,
l'inestinguibile fuoco dell'inferno.
Ma il malvagio sarà preso in trappola
dalle trasgressioni delle sue labbra.
Chi preserva la sua bocca,
preserva anche la sua vita.
Ma chi apre la bocca
avrà distruzione.
Perché il giusto odia le labbra bugiarde
e le labbra che non hanno guarigione.
La lampada del malvagio si spegnerà
e le sue labbra saranno sigillate;
perché la lingua malvagia
sarà annientata
e la lingua del saggio
promulgherà guarigione e benessere.

lunedì 12 settembre 2011

LA POTENZA DI UNA VITA PURA E IRREPRENSIBILE

Quando ti determini di camminare irreprensibilmente davanti a Dio - vivendo una vita che piace al Signore - sarai temuto e disprezzato da quelli che hanno perso il favore e la benedizione di Dio. I cristiani tiepidi e compromessi saranno assolutamente disturbati e respingeranno la tua vita!

Vediamo questo concetto illustrato chiaramente in 1 Samuele: "Saul aveva paura di Davide, perché l'Eterno era con lui, mentre si era ritirato da Saul.. Or Davide riusciva bene in tutte le sue imprese, e l'Eterno era con lui. Saul, vedendo che egli riusciva molto bene, aveva timore di lui" (1 Samuele 18:12-15).

Il comportamento irreprensibile di Davide provocò timore nel cuore di Saul! Ogni volta che Saul aveva Davide attorno, si ricordava del tempo in cui aveva goduto del favore di Dio e della stima degli uomini. Ma la disubbidienza, l'invidia, l'orgoglio e la testardaggine gli avevano provocato la perdita della potenza di Dio. E lo avevano privato del rispetto altrui.

Ed ecco Saul era di fronte ad un uomo più giovane di lui - con meno esperienza, probabilmente meno articolato - eppure con la potenza e l'integrità della santità. Davide era puro di cuore, ripieno di Spirito Santo e Saul aveva paura di lui!

Tenete in mente che non era un pagano idolatra ad aver paura di Davide. No, Saul era un uomo che aveva conosciuto la potenza dello Spirito Santo! Un tempo era stato l'unto di Dio, un uomo potente scelto da Dio!

Davide stava semplicemente vivendo una vita pura e Dio gli riversava il suo favore! "Tutto Israele e Giuda amavano Davide, perché andava e veniva alla loro testa" (1 Samuele 18:16).

Saul non voleva Davide attorno ai piedi. La Scrittura dice che "perciò Saul lo allontanò da sé" (1 Samuele 18:13). Purtroppo, Saul rappresenta la chiesa compromessa di oggi, quei cristiani che si sono compromessi e hanno perso l'unzione di Dio. Egli è figura del credente un tempo ripieno di Spirito Santo, battezzato e infuocato per Dio, ma ora deprivato di tutto ciò che Dio gli aveva dato, a causa della sua disubbidienza, dell'orgoglio e della concupiscenza.

Niente terrorizza di più un cristiano compromesso che una vita santa e irreprensibile. E più la tua vita si conforma alla volontà del Signore e alla Sua santità, più diventerai repellente per i credenti che si sono allontanati.

venerdì 9 settembre 2011

VIVENDO NEL FAVORE DI DIO

Dio promette il suo meraviglioso favore al credente irreprensibile. "Osserva i miei comandamenti.. benignità e verità non ti abbandonino. Legale intorno al collo, scrivile sulla tavola del tuo cuore, e così troverai favore e grande stima agli occhi di Dio e degli uomini" (Proverbi 3:1-4). Dio sta dicendo che se ti proponi di camminare integramente davanti a Lui, camminerai nel Suo favore e gli piacerai.

Ma non è tutto. Il favore di Dio comprende anche potenza! Paolo diceva: "Perché il nostro vangelo non vi è pervenuto solo in parole, ma anche in potenza e nello Spirito Santo e con molta convinzione" (1 Tessalonicesi 1:5). Il favore di Dio porta la potenza dello Spirito Santo in tutto quello che dici e fai. Le tue parole non cadranno a terra, perché avranno la potenza dello Spirito Santo.

Paolo diceva che quelle parole potenziate dallo Spirito Santo producono grandi risultati: "E voi siete divenuti nostri imitatori e del Signore, avendo ricevuta la parola in mezzo a tanta afflizione con la gioia dello Spirito Santo" (1:6).

Perché le parole di Paolo erano così potente ed efficaci? Perché, egli dice: "Siamo stati esempi per tutti i credenti" (v. 7). Non era la predicazione di Paolo né le sue preghiere che vincevano anime al Signore. Era la sua vita esemplare! Dio aveva trovato in Paolo un cuore puro - un cuore da favorire con la potenza dello Spirito Santo!

Il favore divino di Dio porta anche grande stima fra gli uomini. Sta scritto di Davide: "Davide riusciva meglio di tutti i servi di Saul; così il suo nome divenne molto famoso" (1 Samuele 18:30).

L'uomo che protegge il nome di Gesù vivendo santamente davanti agli altri, otterrà una buona reputazione - datagli da Dio stesso!

Alcuni cristiani dicono: "Non mi interessa della mia reputazione. Non mi interessa di quello che pensano di me. Voglio solo essere uno sconosciuto. Che al Signore vada tutta la gloria". Potrebbe sembrare un ragionamento umile ma secondo la Scrittura "una buona reputazione è preferibile a grandi ricchezze, e la grazia all'argento e all'oro" (Proverbi 22:1). Dio dona al giusto una buona reputazione, affinché lo glorifichi in misura sempre maggiore!

giovedì 8 settembre 2011

COS'E' UNA VITA IRREPRENSIBILE?

Secondo l'apostolo Paolo, questo è il comportamento del credente irreprensibile:

1. Essere irreprensibile significa non aver alcun inganno. "Perché la nostra esortazione non procede da inganno, né da motivi non retti, né da frode" (1 Tessalonicesi 2:3). Un cristiano irreprensibile è una persona senza inganno nel cuore. Paolo stava dicendo: "Non sono stato fraudolento, predicandovi una cosa e praticandone un'altra. Il mio comportamento è stato come un libro aperto!".

2. Essere irreprensibili significa non toccare nulla di impuro. "Perché la nostra esortazione non procede da.. motivi non retti" (1 Tessalonicesi 2:3). Paolo qui pone enfasi sulla sensualità o sulla cupidigia. Non era spinto da alcuna passione carnale - nessuno spirito di concupiscenza o fornicazione possedeva la sua mente. Era un uomo libero! Un credente che racconta barzellette oscene, fa allusioni sessuali o ha occhi ardenti è qualcuno il cui cuore non è stato purificato! Dio dice: "Se vuoi camminare integro davanti a me, devi avere orecchie mondate, un cuore puro e una lingua pulita!".

3. Essere irreprensibili significa essere senza errori. "La nostra esortazione non procede.. da frode" (verso 3). Il cristiano senza errore o colpa non cerca di essere scaltro o manipolatore. Non ha alcuna motivazione nascosta ed è completamente aperto e onesto. Paolo diceva: "Non vi ho manipolati per farvi entrare nel regno di Dio né ho usato parole adulatrici per cercare di giocare sui vostri sentimenti. Vi ho dato il puro vangelo!".

Paolo non faceva mai giochi di parole; non ha mai usato la psicologia per rendere gli altri come lui. Paolo diceva: "Siamo stati mansueti fra voi, come una nutrice che alleva teneramente i suoi bambini" (2:7). Ma quando vedeva il peccato, lo riprendeva con tuoni dal cielo! Non desiderava né aveva bisogno dell'approvazione umana, pur amando le persone con tutto il cuore. "Noi infatti non abbiamo mai fatto uso di parole di adulazione, come ben sapete, né siamo stati mossi da pretesti di avidità; Dio ne è testimone. E non abbiamo cercato la gloria dagli uomini, né da voi, né da altri" (versi 5 e 6).

Paolo teneva sempre bene a mente che Dio lo stava guardando e controllava le sue motivazioni. Si asteneva da "ogni forma di male" (1 Tessalonicesi 5:22) e viveva come se Gesù dovesse tornare da un momento all'altro!

mercoledì 7 settembre 2011

LA POTENZA DI UNA VITA IRREPRENSIBILE

"Mi siete testimoni, e lo è anche Dio, di come ci siamo comportati santamente, giustamente e senza biasimo verso di voi che credete" (1 Tessalonicesi 2:10).

Questa è un'affermazione molto potente - chiamare in causa Dio come testimone della propria santità! Eppure, senza alcuna pretesa, Paolo si vantava coi credenti di Tessalonica: "Io ed i miei collaboratori abbiamo vissuto senza biasimo davanti a voi e davanti a Dio. La nostra condotta è stata giusta e pura. Dio è testimone del nostro santo comportamento e anche voi lo siete. Avete visto che ci siamo comportati in santità e senza biasimo davanti a Dio e davanti agli uomini!".

Paolo era un predicatore efficace e conosceva il segreto della sua efficacia nello spingere persone a Dio. Poteva erigersi coraggiosamente davanti ad ogni essere vivente, ogni principato e testimoniare: "Io vivo quotidianamente sotto lo sguardo di un Dio santo. Io cammino sempre come avendo sempre su me il Suo sguardo sacro. E tutti voi siete testimoni della mia vita irreprensibile!".

L'apostolo desiderava che ogni credente avesse la stessa sua potenza di spingere anime a Dio. Egli pregava notte e giorno che tutti i figli di Dio fossero santi e irreprensibili davanti a Dio: "Per rendere fermi i vostri cuori, affinché siano irreprensibili nella santità davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signor nostro Gesù Cristo con tutti i suoi santi" (1 Tessalonicesi 3:13).

Il giovane ricco che andò da Gesù era stato buono fin dalla sua infanzia e questo gli aveva fatto guadagnare l'amore e il rispetto di Gesù (vedi Matteo 19:16-20). Ma gli mancava qualcosa, ed è proprio quello che fa la differenza! Caro fratello, se non hai questo stesso scopo in quello che dici e fai, non potrai mai essere irreprensibile davanti a Dio e agli uomini: "Affinché il nome del nostro Signore Gesù Cristo sia glorificato in voi" (2 Tessalonicesi 1:12).

Era questo che motivava Paolo a vivere una vita irreprensibile: era geloso della gloria e del nome di Gesù! Sapeva che tutto doveva essere edificato su quel fondamento - perché ogni bontà umana non è che spazzatura davanti a Dio! Ciò che distingue una vita irreprensibile è il desiderio consumante di onorare il nome di Gesù davanti a tutti gli uomini.

martedì 6 settembre 2011

POTERE SULLA PAURA

Ogni qualvolta avrò paura, confiderò in Te (Salmo 56:3).

Ho paura.
Il timore e il tremore mi sono addosso;
su di me sono scesi i terrori della morte.
TIMORE
Perché in me c'è più male che bene,
menzogna più che giustizia,
debolezza invece di forza.
Sono come un albero di ulivo sterile,
che non porta frutto.
Oh, se avessi le ali come una colomba,
volerei via
e sarei al sicuro.
Fuggirei lontano
dal vento tumultuoso
e dalla tempesta.

PAURA
Possa Dio accogliermi
e maledire questo albero verde,
perché è venuto a cercare del frutto
e non ne ha trovato.

PAURA
Perciò non posso che confidare in Lui.
Io lo invocherò
ed Egli mi salverà.
Egli udrà la mia voce
e libererà la mia anima
dalla battaglia
che infuria contro me.
Egli raccoglierà le mie lacrime.
Dio è per me.
Egli tratterrà i miei piedi da ogni caduta,
perché possa camminare davanti a Lui
NELLA LUCE DEI VIVENTI.

lunedì 5 settembre 2011

IL MOTIVO PER CUI DIO RIPOSE ALLA PREGHIERA DI DAVIDE!

Davide ci dice perché Dio rispose alla sua preghiera: "E mi trasse fuori al largo; egli mi liberò perché mi gradisce" (Salmo 18:19).

Gradisce qui significa "prendere piacere o gioia". Davide stava dicendo: "Io arreco piacere a Dio. Egli mi ha liberato semplicemente perché si diletta in me!" E, amato, Egli si diletta in me e in te allo stesso modo!

Vedi, noi che confidiamo nel Signore siamo la Sua santa Sion, il Suo santo residuo. Residuo significa, semplicemente, "coloro che con un cuore puro invocano il Signore". Essi sono coloro che sono stati chiamati fuori da un cristianesimo pigro e sono totalmente devoti a Gesù.

Agli eletti di Sion, Dio dice: " Sarai una splendida corona nella mano dell'Eterno, un diadema regale nella palma del tuo Dio. Non sarai più chiamata "Abbandonata", né la tua terra sarà più detta "Desolazione", ma sarai chiamata "La mia delizia è in lei" e la tua terra "Maritata", perché l'Eterno trova piacere in te" (Isaia 62:3-4).

Perché Dio viene in mio soccorso, così volenteroso a liberarmi? Perché si diletta in me! Io sono un piacere per Lui e Lui gode della mia amicizia!

Un prezioso giovane mi disse: "Non sono mai stato sicuro di essere stato davvero accettato dal Signore. Raramente mi sento abbastanza buono per Dio, come se non fossi all'altezza. Continuo a sforzarmi di piacergli facendo qualcosa di buono per gli altri".

Così tanti cristiani si sentono così! Attraverso gli anni ho conosciuto molti cristiani più avanti nella fede che non avevano mai avuto certezze nel Signore. Si sentivano indegni, impuri, non amati. Non credevano mai di essere un diletto al cuore di Dio, così cercavano sempre di tirare fuori qualcosa nella propria vita per piacergli. Se fallivano in un'area della loro vita, facevano tre cose in un'altra area per cercare di rendere Dio felice.

Amato, non funzionerà mai così! Quando vieni a Gesù, non puoi fare nulla per ingraziarlo! No, Egli viene in tuo aiuto perché è così che Lui è! Egli dice: "Così vi compenserò delle annate che hanno divorato la cavalletta, la larva della cavalletta, la locusta e il bruco, il mio grande esercito che avevo mandato contro di voi" (Gioele 2:25).

Non importa quale sia il tuo fallimento o il tuo difetto, Dio compenserà sempre ogni cosa per te!

venerdì 2 settembre 2011

DIO E' DISPOSTO A VENIRE IN MIO AIUTO?

Credi che Dio sia disposto ad arrivare prontamente per risolvere il tuo problema?

E' qui che molti cristiani vengono meno. Sanno che Dio ha tutto ciò di cui hanno bisogno, ammettono che Egli si curi di loro, ma non sono certi che Egli sia disposto ad arrivare prontamente per aiutarli.

Quando Dio non risponde subito al loro grido, essi immaginano ostacoli e blocchi interiori dentro sè stessi. Pensano a tutti i possibili motivi per cui il Signore non debba essere disposto a giungere in loro soccorso.

Sul monte Carmelo, Elia accusò il dio pagano Baal di trascurare i suoi figli:

"Così essi...invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, dicendo: «O Baal, rispondici!». Ma non si udì alcuna voce e nessuno rispose" (1 Re 18:26).

"A mezzogiorno Elia incominciò a beffarsi di loro e a dire: «Gridate più forte perché egli è dio; forse sta meditando o è indaffarato o è in viaggio, o magari si è addormentato e dev'essere svegliato». Così essi si misero a gridare più forte e a farsi incisioni con spade e lance secondo le loro usanze finché grondavano sangue...ma non si udì alcuna voce, nessuno rispose e nessuno diede loro retta" (1 Re 18:27-29).

Questo è esattamente il modo in cui accusiamo Dio di trascurare i Suoi figli! Preghiamo, gridiamo a Dio, ma poi ce ne andiamo per la nostra strada, increduli che Egli ci abbia ascoltati! Ci allontaniamo dalla presenza del Signore, dalla chiesa, dalla nostra stanza di preghiera, chiedendoci se Lui ci abbia mai prestato attenzione!

Il Signore è sempre pronto a udire e rispondere al nostro grido d'aiuto. Amo quello che Davide disse di Lui: "Poiché tu, o Signore, sei buono e pronto a perdonare, e usi grande benignità verso tutti quelli che t'invocano...Io t'invoco nel giorno della mia avversità, perché tu mi risponderai" (Salmo 86:5, 7).

Davide disse: "Il mio Dio è pronto e disposto a rispondermi nel momento stesso in cui grido a Lui! Non mi fermo a contemplare il mio problema. Non mi crogiolerò su di esso, né cercherò di risolverlo. Vado dal mio Signore e grido: Aiuto!"

Questo è tutto ciò che Dio attende, il grido che giunge dal tuo cuore rotto, espresso in una fede simile a quella di un fanciullo!

giovedì 1 settembre 2011

DIO VEDE CIO' CHE STO ATTRAVERSANDO, MA GLIENE IMPORTA?

Dio chiede: "Credi veramente che vedo esattamente ciò che stai sopportando proprio in questo istante?" Forse mentre leggi stai attraversando qualcosa che richiede una Sua azione in tuo favore. La natura stessa del tuo problema necessita una risposta.

Amato, credi che Dio segua ogni tua mossa, come un padre con il suo piccolo? Sai nel tuo cuore che Egli stia interpretando ogni tuo pensiero? Credi che Egli sia all'opera, che stia raccogliendo ogni lacrima, ogni sospiro, coprendoti con la Sua ombra, amandoti e preoccupandosi per te?

La Bibbia Lo descrive come qualcuno che fa esattamente questo!

"Gli occhi dell'Eterno sono sui giusti, e i suoi orecchi sono attenti al loro grido... I giusti gridano e l'Eterno li ascolta e li libera da tutte le loro sventure" (Salmo 34:15-17).

"L'Eterno infatti con i suoi occhi scorre avanti e indietro per tutta la terra per mostrare la sua forza verso quelli che hanno il cuore integro verso di lui" (2 Cronache 16:9).

Credi che Dio sia assolutamente e totalmente consapevole di ogni tuo pensiero, dolore, sofferenza, prova, problema economico o familiare, e che Egli voglia stare al tuo fianco in tutto questo?

Il salmista ci dice: "Come un padre è pietoso verso i suoi figli, così è pietoso l'Eterno verso quelli che lo temono" (Salmo 103:13).

Il termine ebraico per pietoso qui significa "accarezzare, coccolare, amare, essere compassionevole". La Scrittura ci sta dicendo che il Signore coccola tra le Sue braccia coloro che Lo temono. Dio mette le Sue braccia intorno a te, ti accarezza il volto, ti tiene stretto. Egli dice: "Conosco i tuoi pensieri, le tue preoccupazioni, ogni battaglia che affronti, e me ne importa!" Non importa ciò che stai passando, non importa come ti senti, il Signore vede ogni cosa! Egli avverte il dolore delle tue infermità. Conosce ogni tua mossa, tutto ciò che dici e fai.

Dio non è arrabbiato con te in questo momento. No! Egli sta avendo pensieri amorevoli, dolci e preziosi per te. Sa come ti senti, e se ne cura! Egli sta dicendo: "Sì, stai attraversando una grande prova; sei tentato e scosso. Ma tu sei Mio figlio, e io non permetterò mai al nemico di intrappolarti. Io ti condurrò attraverso tutto questo!"